DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

venerdì 3 giugno 2011

domicilio, esilio, caduta, esaltazione in astrologia



Per quello che ne so io la differenza di domicilio,caduta,esaltazione o esilio è abbastanza rilevante e non capisco perchè tu ritenga di no.
Se ti va potresti spiegarmelo? Grazie 


Possiamo dire che venere in ariete è in esilio, in caduta, in morte apparente, boccheggiante (scusa l'ironia) ma stiamo dando nomi inutili. Ora cercherò di dimostrarti che quei nomi non servono a nulla: 


facciamo un esempio prendendo a caso Saturno in VII^ casa.  Esso è in esaltazione (in analogia con la bilancia) eppure, l'esperienza dimostra che questo pianeta, in questa casa porta problemi! Un pianeta in esaltazione o in domicilio dovrebbe portare qualcosa di positivo no? Dovrebbe trovarsi a proprio agio no? E invece porta la privazione del rapporto, del matrimonio, e permette la felicità se non in tarda età. In tutto ciò possiamo vederci qualcosa di positivo se vogliamo far quadrare per forza i conti; ma io credo che bisogna essere pratici e dire pane al pane e vino al vino: la privazione fa soffrire!  
Dunque, non ha senso dire che quel pianeta è in esaltazione! è più sensato dire che un pianeta in una casa o in un segno si comporta in un modo specifico. Punto. Il resto è una convenzione superflua infatti in termini pratici non serve a nulla. Non ci serve a nulla sapere se il Sole per esempio è in domicilio in leone e in esaltazione nell'ariete. Noi sappiamo che nel leone si comporta in un modo, nel leone in un altro, nei pesci in un altro ancora. Possiamo cercare di misurare (e ancora una volta entrerebbe in gioco questa mania della misurazione) l'intensità del calore solare nei rispettivi segni e creare una gerarchia; ma a cosa serve?? A nulla. Infatti noi non possiamo dire che un Sole nella bilancia si esprime male mentre in ariete si esprime benissimo! Se ragioniamo in astratto allora possiamo dire qualsiasi cosa; ma se ragioniamo in termini pratici allora possiamo dire che in bilancia si esprime semplicemente in modo diverso e non meglio o peggio! E' come avere un cesto di frutta: cos'è meglio? una mela o una banana? sono frutti diversi con qualità diverse. il resto è superfluo no? 





Ora ti spiego come sono andate le cose: alcuni astrologi hanno sentito l'esigenza di creare uno schema matematico. Così facendo si sono allontanati dall'osservazione empirica per seguire la strada dell'analogia. Ma da nessuna parte c'è scritto che in astrologia debba esserci un equilibrio matematico e sai perchè? Perchè il simbolo astrologico è ARCHETIPO, non è matematica! In quanto tale rappresenta un mondo a se. L'uomo allora cerca di razionalizzarlo  e cerca di mettere ogni cosa in caselle ben precise, alle volte inutilmente.  
Hai visto? è di una semplicità sconvolgente: sapere se un pianeta è in domicilio o in esaltazione o in caduta non serve a niente perchè a noi non servono le teorizzazioni, serve la pratica! E in pratica noi sappiamo che ogni pianeta ha un carattere specifico e funziona in un modo specifico. Anche se noi diciamo che quel pianeta è in esaltazione, in secondo domicilio, in domicilio primario, in trasparenza secondaria etc. etc. le cose non cambiano! vedi? si tratta solo di nomi!!!  
Se vai a vedere nei diversi siti di astrologia, ognuno dice una cosa diversa: chi dice che X sia esaltato in Y, chi dice che Plutone sia esaltato in paperino e chi dice che nonna papera sia esaltata in topo gigio (scusa ancora l'ironia...ma almeno così non sono troppo serio, ma sempre con tutto il rispetto per i maestri che si sono occupati queste ricerche). Ognuno sembra avere ragione. E quindi? Chi ha ragione? Nessuno! Perchè anche se usiamo tutti i termini che vogliamo, i pianeti continueranno a comportarsi sempre nella stessa maniera e certamente non sarà un nome, una convenzione a cambiare la sostanza. Praticità tutto qui. Cosa fare? Vale la pena complicarsi la vita? 


Se ancora non mi sono spiegato bene, ecco un altro esempio più pratico. 

A cosa serve sapere se un pianeta è in esaltazione o in caduta? Serve a capire perchè un segno si comporta in un dato modo. La Luna in toro risulta esasperata? Allora significa che è in esaltazione.  

Poi un bel giorno Lisa Morpurgo, grande astrologa, ha tirato fuori altre analogie dicendo che invece è esaltata in pesci e le sue motivazioni sembravano molto logiche. Poi uno dei suoi allievi, scrisse altro e anche egli pareva aver scoperto una cosa che dal punto di vista analogico quadrava perfettamente anche se era totalmente diverso dagli altri due. Poi un altro giorno Pasquale Foglia, altro grande astrologo, creò uno schema che chiamò tavola periodica dello zodiaco tropico. E stravolse ancora un altra volta tutto quanto. Anche lui aveva uno schema matematico impeccabile. Ogni sistema sembrava perfetto per delle ragioni e imperfetto per altre. Allora un giorno gli feci una domanda: "scrivi che Mercurio sarebbe esaltato in acquario; ma le osservazioni e le statistiche che dicono?" Lui rispose che non c'erano statistiche e nessuna verifica.  

Quello mi fece capire che nessuno si era sforzato di vedere la cosa dal punto di vista pratico ma solo teorico. Per qualcuno Mercurio era esaltato in scorpione, per altri in acquario, per altri ancora aveva due esaltazioni: una notturna e una diurna. Un gran casino. Chi aveva ragione? Tutti vogliono avere ragione e hanno motivi validi per dimostrare come la teoria dell'altro sia carente. Allora poi mi posi la domanda: senza sapere se un pianeta è esaltato o in caduta, posso procedere ugualmente all'analisi del tema astrologico? Sì. A cosa mi serve in termini pratici sapere se un pianeta è in domicilio? Mi serve a capire come cercare la dominante e come cercare i dispositori. A cosa mi serve sapere se un pianeta è in caduta? A nulla. A cosa mi serve sapere se un pianeta è in esaltazione? A nulla. Dopo 14 anni di pratica ho capito che molte cose sono interessanti solo dal punto di vista teorico ma che come astrologo devo andare al sodo senza perdermi in dettagli verginei o in schemi taurini.  
E' naturale che ognuno ha il diritto di continuare a usare lo schema delle esaltazioni per spiegarsi il funzionamento di un segno; c'è chi non è ancora soddisfatto e ne inventerà altri. C'è chi è legato alla tradizione e non transige cambiamenti; c'è chi troverà analogie completamente diverse da chiunque altro, c'è chi userà contemporaneamente tutte le tecniche e c'è chi invece baderà alla sostanza e non alla forma. L'importante sono i risultati pratici per leggere un tema natale o i transiti. Ognuno ci riesce bene anche sconvolgendo la tavola dei domicili. Cosa vorrà dire? A te la riflessione.  

37 commenti:

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Se l'esaltazione non è sinonimo di buona funzionalità o positività, allora quale funzione avrebbe? Se gli esili e le cadute non sono malefici ( e infatti non lo sono) a cosa serve denominarli in un certo modo? Un nome serve per identificare una qualità o una capacità. Se le qualità e le capacità non dipendono dal loro nome, allora perché chiamare le cose con un certo nome identificativo?
Ti faccio un esempio: sarebbe un po' come dire che io mi chiamo Giuseppe perché mia madre voleva così, oppure perché lo voleva mio padre, oppure perché lo ha deciso un passante: in termini pratici non serve a nulla sapere chi ha deciso o meno! Io rimango pur sempre Giuseppe indipendentemente dalle motivazioni che han indotto i miei genitori a chiamarmi in questo modo. La motivazione non cambia la sostanza. Quindi, se io so che un pianeta funziona in un certo modo, è superfluo sapere se ciò dipende dal fatto che è in esaltazione, in domicilio o caduta, sopratutto se addirittura c'è un disaccordo tra le diverse scuole. Capito ora?

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

1)la mia domanda era retorica. Lo so bene che l'esaltazione rappresenta un eccesso ma a dire il vero, su tale proposito c'è un' accozzaglia di informazioni contrastanti l'una dall'altra.
2)Senza addentrarci nell'onomanzia si potrebbe rispondere alla mia domanda con una semplice citazione: Nome, Omen. La parola stessa ESALTAZIONE ci induce a una conclusione etimologica che è quella della sovra-energia. Ora, il fatto che essa possa essere in positivo o in negativo è relativo come giustamente hai osservato.
Per quanto riguarda l'associazione tra pianeta e casa, si tratta della normale associazione analogica: se i segni sono in analogia con le case, allora i pianeti sono in analogia anche con le case. E' la logica che impone questo ragionamento e non può essere diversamente.
Ma siamo giunti al punto focale della situazione: anche senza sapere che quel pianeta è in esaltazione in quel segno (o in quella casa, per analogia), noi possiamo benissimo fare una lettura del tema. basta conoscere, attraverso la pratica (anche su un campione ridotto come dici tu), che quel pianeta si esprime in quel dato modo. questa è osservazione empirica. Poi possiamo attribuire una gerarchia a ogni valore planetario, ma se tanti astrologi oggi non sono soddisfatti degli schemi esaltatori della tradizione vorrà dire che c'è qualcosa che non torna. infatti ognuno ha la propria idea. Addirittura, ciò che per uno è in esaltazione, per un altro è in caduta. Cosa significa ciò? significa che non si può riconoscere se si tratta di un eccesso di energia o un difetto di energia, o anche perchè in alcuni casi rappresenta un difetto o un eccesso, per ogni caso specifico. Questo indica che non è possibile racchiudere un pianeta in una gerarchia energetica specifica e che quindi dire che è in esaltazione o in esilio non serve a nulla. Capito ora? Il nome è solo un punto di vista dell'osservatore; e come dimostra la storia dell'astrologia, ogni osservatore ha esperienze diverse e punti di osservazione diversi che portano a strade completamente diverse. però tutti sono accomunati dal fatto che sanno che un pianeta in un segno e in una casa si comporta in un dato modo specifico. il resto è veramente relativo! semplice.

Marcello Phoenix ha detto...
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Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

forse non mi sono spiegato bene e cercherò di essere più chiaro: è vero che non ho riscontrato la validità effettiva dei termini (esaltazione, caduta, domicilio etc. etc.)ma più semplicemente che un pianeta si esprime secondo specifiche caratteristiche che secondo me sono indipendenti dal nome che gli vogliamo attribuire. e fin qui ci siamo. Però che l'archetipo avesse due facce non l'ho letto mai da nessuna parte; anzi, esattamente l'opposto. ma non voglio divagare altrimenti andiamo a finire che parliamo di cose che non c'entrano nulla con la conversazione. Dici che la tradizione non assegna un valore di esaltazione ai pianeti nelle case; ma a me risulta il contrario. inoltre, anche se mi sbagliassi, ciò non toglie che la tradizione si sia spinta al punto successivo dettato dalla logica. in ogni caso, la situazione non cambia: rimane pur sempre la questione dei domicili e delle esaltazioni nei segni. La tradizione attribuisce il domicilio della Luna al toro, mentre altri ai Pesci, e altri ancora non so cosa. Allora la tradizione dice una cosa e altri dicono altro. possiamo senz'altro decidere di ascoltare la tradizione e mandare a quel paese ogni ulteriore variazione degli schemi esaltatori ma la sostanza rimane la stessa: Io so che la luna in toro rappresenta una cosa specifica. Poi posso ipotizzare che ciò possa dipendere dal fatto che si esprima secondo le analogie un criterio che poggia per l'appunto sul sistema dei domicili. Ma le considerazioni analogiche sono suscettibili di variazioni perchè dipendono da persona a persona. Ti faccio un esempio: alcuni dicono che il giappone sia ariete, altri capricorno e altri ancora vergine. ognuno ci vede delle analogie con uno di questi segni. Ciò significa che partire dal valore analogico è un'operazione scorretta, Poi anche l'operazione contraria ha dei punti deboli: infatti a parte la propria capacità di collegare i fatti, non esiste alcun legame causalistico e dimostrabile empiricamente che possa dimostrare il legame logico tra pianeta e posizione domiciliare. Questa storia mi ricorda Il Modus Ponens della tradizione logica: risulta vero solo dal punto di vista formale (e qui nemmeno per tutti) ma non pratico.

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

è naturale che se non accetti alcun schema diverso da quello della tradizione, e che quindi ritieni non valide le tavole periodiche della Morpurgo, di Foglia e degli altri morpurghiani, il mio ragionamento non regge. Il mio ragionamento ha senso di esistere se solo si accetta l'idea che ogni scuola di astrologia identifica in modo diverso le energie planetarie in base alle proprie osservazioni o solmaente in base alle proprie congetture (come avviene nel 99% dei casi).

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

sto avendo problemi coi post. ne avevo scritto uno lunghissimo ma non me lo ha inserito. provvedo a riscriverlo

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

tu dici:"Allora era meglio non dargli un"nome"o Definizione secondo te ... e come lo distingui poi dagli altri?"
sì, è meglio non dar alcun nome e non serve a nulla in termini pratici distinguere i motivi per cui un pianeta agisce in un modo o nell'altro. Cioè: se la luna in toro mi crea un certo tipo di eventi, non mi interessa sapere se ciò dipende dal fatto che sia in esaltazione o in domicilio o in caduta. è solo una teorizzazione.

poi dici: "Le facce di una stessa medaglia sono diverse seppur nella stessa moneta perciò anche l'archetipo addossato a un Luminare/pianeta lo avrà!...Binarietà/opposizione! se no non esisterebbe nemmeno la compensazione ...."
L'archetipo non è una medaglia e la cosa non funziona così. Jung parla di archetipo come monade e non come elemento dualistico. la compensazione non è l'oscillare all'interno di due estremi appartenenti allo stesso archetipo ma oscillare tra 2 archetipi opposti. Inoltre, in natura non tutto ha una natura dualistica. (per esempio i quanti hanno natura corpuscolare e ondulatoria solo in certi casi e non sempre ;) )

poi dici: "E poi perchè un luminare o Pianeta dovrebbe essere Esaltato in un solo segno o parte di esso?.... bisogna vedere quali basi e motivazioni ci sono dietro all'attribuzione tu le conosci? hai letto articoli specifici con analisi dei TN.... se no che disquisizioni facciamo?!!"
e infatti non mi interessa il PERCHE' dato che è relativo ai punti di vista e quindi solo speculazione mentale.

segue....

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

poi dici: "Sulle Case**e la non assegnazione sono sicurissimo perchè lo riletto neanche un mese fà su libri +"antichi" che moderni"
e io ti ho detto che anche se è così la cosa non cambia: noi stiamo parlando di schema dei domicili delle esaltazioni e possiamo riferirci a segni, alle case o a entrambi. la natura della conversazione non cambia.

poi dici: "L'esempio dei Paesi non sta ne in celo ne in terra perchè va da se che rimarrà teorico o al massimo nella sua rivalutazione storica"
e invece è pertinente perchè anche l'attribuzione di un pianeta al ruolo di domicilio o esaltazione è una teorizzazione che varia addirittura da scuola a scuola. nessuna verifica sul campo potrà mai dirci se un pianeta è in esaltazione o in caduta e sai perchè? perchè non puoi riconoscere un eccesso di energia da un difetto. se fosse così, allora tutte le scuole sarebbero d'accordo e invece ognuna dice la sua.

poi dici: Le dimostrazioni si possono fare avendo consultanti disponibili ad entrambe le letture in altro modo non credo sia possibile ...tempo permettendo!"
e invece l'unica cosa che possiamo sapere è l'effetto pratico del pianeta e non possiamo sapere se funziona così perchè è in caduta o in esilio etc. etc. La pratica non può rivelare una cosa del genere! altrimenti significa che Foglia e gli altri sono imbecilli e solo la tradizione ha ragione? e su quali basi?

poi dici che basterebbe "partire dagli elementi comuni a tutti"
e alla fine a cosa serve? Anche se sapessimo che un pianeta è in esilio, in caduta ed è vero che è così, in termini pratici non serve a nulla! a che serve? mica da un giorno ll'altro il pianeta comincerà a mostrare altri effetti solo per il semplice motivo che da esilio è passato alla caduta! quindi ciò significa che si può procedere alla lettura di un tema anche senza sapere queste cose. praticità, tutto qui.

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

sì, condivido quello che dici a parte qualche piccola imprecisione: non è che guardo con un occhio solo, ma dopo aver guardato con entrambi gli occhi, ora guardo la cosa con altri occhi. Non è che non ci provo nemmeno perchè per anni ci ho provato sino a quando mi sono reso conto che era tempo sprecato. Non si tratta infatti di osservazioni nate per capriccio ma dallo studio.
ora ti cito una frase che ti spiegherà chiaramente il mio atteggiamento:
EINSTEIN: sai, Henri, un tempo studiavo matematica ma l'ho lasciata per la fisica
POINCARE': oh, davvero Albert? e perchè?
EINSTEIN: perchè pur potendo distinguere le asserzioni vere da quelle false, non potevo stabilire quali fossero i fatti importanti.
POINCARE': ciò è molto interessante, Albert, perchè io in origine studiavo fisica, ma l'ho lasciata per la matematica.
EINSTEIN: davvero? e perchè?
POINCARE': perchè non ero in grado di dire quali dei fatti importanti fossero veri.

ecco, io faccio un po' la parte di EINSTEIN e tu di POINCARE'.

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

E cosa c'entra? mica è un insulto! Il dialogo non mostra la supremazia di uno dei due scienziati rispetto all'altro, ma il fatto che i due hanno un approccio diverso alla realtà, e ognuno dei due metodi ha una funzione specifica.
Mi sembrava chiaro....

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Nella fattispecie, ho detto che tu fai la parte di POINCARE' perchè attraverso la verifica degli schemi dei domicili e delle esaltazioni analizzi quale sia vero e quale no; mentre io, che faccio la parte di EINSTEIN mi occupo di definire quello che (indipendentemente dal fatto che sia vero o no) sia utile. Tutto qui.

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Nel post del dialogo è espressamente scritto che mi riferisco ad Henri Poincarè. Se rileggi il post te ne accorgerai, infatti Einstein esordisce dicendo: sai Henri....

Marcello Phoenix ha detto...
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Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

In merito alla prima affermazione, vorrei fare un chiarimento: io non ho mai detto che la cosa non funziona; ho solo detto che indipendentemente da quale sia lo schema migliore, quello vero da quello falso, quello giusto da quello sbagliato, per me non fa differenza perché potremmo fare un consulto e definire il carattere di una persona senza utilizzarlo e otterremmo ugualmente soddisfazione. Difatti, nella scuola di AA non si usano questi schemi eppure i consulti riescono ugualmente. per questo ho detto che non servono a nulla;ma non ho detto che non funzionano. è diverso.

in merito alla seconda affermazione, ti do ragione. anche secondo me non ha senso associare a una nazione a un segno, a meno che non si utilizzi un sistema diverso da quello dell'astrologia elettiva.

Marcello Phoenix ha detto...
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Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

grazie per la puntualizzazione. me ne ero dimenticato del tu approccio olistico.

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Si tratta proprio delle basi dell'astrologia e dunque secondo me non era necessario questo post: chiunque conosca l'astrologia deve conoscere queste basi, altrimenti qualsiasi tipo di ragionamento successivo si baserebbe sul nulla.

Ho capito però che questo ti serve per postarmi degli esempi; grazie all'analogia troverai tutti gli esempi di questo mondo; ma questi non dimostrano però nè l'utilità, nè l'inutilità dello schema dei domicili.
Anche se la corrispondenza esiste (e ne esistono diverse per ogni autore), non significa che la cosa sia utile.

Il ragionamento dovrebbe essere un altro: una volta appurato che tal pianeta è domiciliato in X e l'altro è esaltato in Y e l'altro ancora è in caduta in Z a cosa serve mentre leggi un tema?
Si può leggere un tema senza sapere se un pianeta è(per esempio) in esilio in un dato segno?
la risposta è sì.
Cosa sapremmo in più della persona, sapendo che ha un pianeta in caduta?
nulla.
Infatti, se noi sappiamo che la luna in scorpione (per esempio) comporta certe caratteristiche comportamentali, aggiungere che ciò dipende dal fatto che il pianeta sia in esilio, in caduta o peregrino, non serve a nulla.

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

No, non mi sono spiegato allora. Io non ho detto che non vedo differenze. E non è nemmeno vero che non ho studiato la questione della genitura notturna e diurna, tra l'altro ripresa in modo diverso da Pasquale Foglia col suo zodiaco tropico stagionale in cui parla proprio di un domicilio diurno e di uno notturno.
Tu mi hai detto che un Saturno in 4^ casa in ariete non potrà avere lo stesso significato di un Saturno in 4^ ma in bilancia. Ma questo è ovvio! E la differenza la scorgiamo dall'esperienza, indipendentemente dal fatto che si tratta di genitura notturna o diurna, di domicilio, esilio o peregrinazione:

possiamo "per esempio" dire che Saturno in ariete in 4^ casa si comporta peggio di un Saturno in bilancia sempre in 4^ casa, perchè nel secondo caso è in esaltazione. Ok, va bene; ma anche senza sapere che funziona peggio per questa ragione, noi saremmo comunque in grado di leggere un tema natale. Non è indispensabile sapere; si tratta di una spiegazione in più, e uno può prenderla in considerazione o meno, come può prendere in considerazione anche quella fornita per esempio dalla Morpurgo, da P. Foglia o da altri. Sono, se vogliamo, tutte valide, ma allo stesso tempo potremmo farne a meno. mi sono spiegato meglio ora?

Marcello Phoenix ha detto...
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Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Scusami Marcello, ma il mio articolo spiega che possiamo fare a meno dello schema dei domicili e delle asaltazioni. Ora tu dici che invece non è vero, è indispensabile. Ok: è' la tua opinione e la rispetto.
Per quanto riguarda il fatto che l'astro sorga di notte o di giorno, ho solo detto che P. Foglia ha ripreso il discorso, e ci ha lavorato sopra creando i domicili Notturni e Diurni. Insomma, si è ispirato a questa storia.
Ora tu stai facendo un corso completo su questo argomento; e mi dici che sono fuori strada e che non si tratta di spiegazioni in più o in meno. Bene. E di cosa si tratta?
Forse se spieghi i tuoi motivi comincerò a prendere in considerazione lo schema dei domicili. Io ti ho spiegato tutte le ragioni per cui non vale la pena considerare lo schema; ora tocca a te.

Anonimo ha detto...

Scusate, non leggo tutto poichè è veramente troppo lungo.
Mi permetto semplicemente di dire che avete in parte ragione entrambi.
L'autore dell'articolo ha perfettamente ragione nel dire che molti astrologi dimenticano la sostanza, sostituendola con schemi dai vaneggiamenti matematici ( io per primo ). Si inventano un "Piano" e dopo lo credono realtà, senza verifica.
Dall'altra c'è da dire che uno schema è importante.Primo per individuare i comportamenti di un pianeta in un segno dai pianeti domiciliati ( se sai che un segno ha un "colore" ben preciso, saprai, bene o male, cosa ne salterà fuori con l'unione del colore del pianeta ); In secondo luogo per comprendere meglio la logica zodiacale, per aiutarci nella ricerca.
Un solo piccolo appunto: dire che un pianeta è in esaltazione o caduta o bla bla bla, indica solamente in che misura si attueranno le indicazioni simboliche del pianeta. Marte è sempre Marte, ed aggressivo rimane. Solo che in Scorpione può esprimersi nella crudeltà che spesso gli si concede, in Toro difficilmente uscirà allo scoperto, magari sublimandosi in forme care al Toro. L'indicazione dello schema, quindi, va ad attuarsi solamente come linea guida, utile per l'analisi astrologica, ma non indispensabile.
Paolo Piaser

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Grazie mille per il tuo contributo. Mi fa piacere che tu abbia ammesso che lo schema dei domicili non è indispensabile. Anche io come te, in passato,pensavo che avrei meglio capito i comportamenti di un pianeta in base alla sua posizione nella tavola periodica dello zodiaco. Poi mi sono accorto che è impossibile una cosa del genere perchè a monte vi è un metodo di ragionamento che funziona per analogia. Sappiamo che il principio di ragionamento per indizione analogica può fornire soltanto delle possibilità, delle ipotesi che necessitano di ulteriori conferme. Inoltre, non è detto nemmeno che la logica zodiacale possa essere sondata attraverso un qualche schema matematico. Potrebbe essere la strada giusta; ma al momento, le innumerevoli divergenze di opinione fanno pensare che evidentemente c'è qualcosa di sbagliato a monte: nessuna tra le diverse scuole potrà mai avere ragione se il proprio ragionamento si basa sul principio delle analogie. Infatti non esiste un'analogia che sia migliore delle altre.

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente.
Un tema natale è formato da case, segni ed aspetti, sarebbe ridicolo affermare con assoluta certezza le indicazioni del pianeta "preso di mira" !
Certo è che, come le scienze, anche l'astrologia dovrebbe seguire la versione matematica di sè. Non in quanto perfetta, ma in quanto collegabile alle altre scienze ( come negli ultimi anni, tra loro, sono state portate a fare ), cosa che, se non sbaglio, si sta cercando di fare.
L'analogia migliore non esiste, purtroppo. Basti pensare al dubbio domicilio dei due antiluminari, nonchè delle varie esaltazioni tra luna/giove/venere ( soprattutto questi ultimi due ) in quanto molto simili nelle simbologie che portano. Certo è che la Morpurgo ed alcune altre scuole son riuscite a dare un buono schema che, con molta probabilità, non si discosta dall'originario in quanto, oltre ad avere una buona base logica ( anche se nel caso della Morpurgo si basa in buona parte sulla numerologia ), ha anche una serie di analogie teoriche che appaiono quasi infinite. Personalmente scambierei volentieri Urano e Saturno nell'esaltazione, ma tant'è, sto raccogliendo temi natale nell'attesa di una risposta empirica. Certo è che dovremmo seguire maggiormente le indicazioni stagionali, che di soggettivo, per grazia divina, non hanno nulla.
Paolo Piaser

Anonimo ha detto...

hello

Anonimo ha detto...

sedona methode