19 aprile 2013

Le chiavi della realtà



Anche oggi un estratto da una serie di confronti ma questa volta a proposito delle chiavi per poter leggere la realtà.

1) secondo me non esiston chiavi ... solo istinto ... e una mente che ha imparato ad osservare capta la semplicità dell'essenza della vita e capta le meccaniche oscure che s celano sotto ogni manovra umana ... se un essere si svuota delle sue imposte conoscenze e vive come un albero o come un animale o come un semplice spettatore sicuramente vedrà le cose per come sono non per come appaiono ...

2) Per me la realtà non esiste o meglio, è solo la proiezione della nostra Coscenza e quindi si trasforma dal momento in cui noi cambiamo il nostro punto di vista. Alla fine non si può pretendere di vedere quanto è grande una foresta se siamo ad un centimetro dal tronco di un albero, in quel caso sapremmo tutti i dettagli della corteccia, ma non quanto è vasta la foresta, per vederla dobbiamo spostare il nostro punto di osservazione. Quindi se modifichiamo il nostro punto di osservazione cambieremo noi e la realtà in cui viviamo

3) Le chiavi sono contemporaneamente tre e una, in quanto noi nasciamo da una terna ma siamo l'essere e accomuna due fattori (madre e padre, però nasciamo come figlio nell'unificazione con l'anima)
Le tre chiavi sono: cuore, mente e corpo che contemporaneamente danno luogo a: coscienza.
Il cuore percepisce la dualità, la mente separa i fattori, il corpo invece esperisce in entrambe le facce. Coscienza acquisisce e porta con sè di contenitore in contenitore accrescendo il contenuto dei prossimi esseri trini.

4) Essendo materialmente in 3 dimensioni (altezza, larghezza, lunghezza) ma spiritualmente in una quarta che unisce le 3 dimensioni materiali (l'energia), per leggere la realtà (intendendo nè quella esteriore nè quella interiore ma quella dell'essenza che le accomuna entrambe) utilizziamo inconsciamente sia mente che corpo che cuore.
La mente è il primo approccio alla vita, il cuore, cioè l'elemento mediatorio è quello subito successivo, mentre la presa di coscienza avviene nella vera e propria esperienza corporea che permette di sentire la parte materiale con la parte esterna e di percepire con le emozioni al tatto la parte invisibile spirituale.

5)per me l'universo è privo di chiavi di accesso, ma anche privo di porte, nel senso che qualsiasi discorso porta inevitabilmente al concetto di Assoluto, comprendendo che tutti i pozzi hanno la stessa sorgente.

6)  Sono d'accordo, però allo stesso tempo negare ciò che abbiamo a disposizione nella trinomia sarebbe altro assolutismo.
Le chiavi che ho proposto io, sono le uniche chiavi utilizzabili dall'uomo, poi la vera realtà si conosce quando si muore, entrando a far parte della sorgente che unisce gli infiniti pozzi, o samsara ;)

7) ‎10 Chiavi. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10. Identità, Consapevolezza, Comprensione, Costruzione, Espressione, Produzione, Inclusione, Attività Costante, Attualizzazione, Perfezione. ;)

8) E' tutta Astrologia quella. Astrologia e Numerologia Pitagorica. Il Cerchio, lo Zodiaco, l'Ascendente, e poi, 1, 0°, Congiunzione, Identità; 2, 180°, Opposizione; 3, 120°, Trigono; 4, 90°, Quadrato; 5, 72°, Quintile; 6, 60°, Sestile; 7, 51° 25', Septile; 8, 45°, Semi-Quadrato (Octile); 9, 40°, Novile; 10, 36°, Decile (Semi-Quintile). Parti da un punto sulla circonferenza/Zodiaco e 'Quadri il Cerchio', ti 'Perfezioni'. Dall'Ascendente, punto di incarnazione e punto di vista, 'evolvi', prendi coscienza di te,consapevolezza di ciò che è fuori di te, comprendi, quindi costruisci, quindi ti esprimi, eccetera. ;)

9)  Allora, considera la circonferenza, lo Zodiaco, scegli un punto, quel punto è il punto della tua incarnazione, il punto del tuo Ascendente. Ora, sei nel punto 1, nel punto della tua Identità, in un grado specifico dei 360° del Cerchio/Zodiaco/Monade che tu sei come riflesso in Basso dell'Uno Monade in Alto. Per renderti perfetto dovrai partire dal punto 1, la tua incarnazione, il tuo punto di vista sui 360°/Cerchio/Zodiaco e approssimare la perfezione di quel cerchio/Zodiaco, che è l'Alto rispetto a te, Basso, Creatura Incarnata, medesime Energie ma su due piani differenti. Cosa fai tu Identità, a partire dal punto 1? Apri gli occhi, ed ecco il 2, e vedi il mondo intorno a te, ora ci sei tu e il mondo fuori di te, che non è te, ecco la Consapevolezza, il 2, i 180°, la Consapevolezza della Creatura che tu sei, in relazione al grado della tua Incarnazione. Poi c'è il 'dialogo' tra te e il mondo fuori di te, il 3, i 120°, la comprensione di quelle relazioni; poi il 4, i 90°, la costruzione in base a ciò che hai compreso; poi il 5, i 72°, l'espressione grazie a ciò che hai costruito; poi il 6, i 60°, la produzione rispetto a come ti sei espresso e così via. ;) Punto, Retta, Triangolo, Quadrato, Pentagono, Esagono eccetera, tutti inscritti nel Cerchio, stai approssimando la perfezione dell'Uno/Cerchio/Zodiaco, stai 'crescendo e approssimando la perfezione del cerchio. Ad Infinitum. ;)

Causalità  sincronicità
·        
  10) infatti tra i mille "messaggi" che ci giungono non sappiamo quanti e quali sono casuali. certamente il caso esiste ma non tutto è casuale

11) Io mi sono dato, molto tempo fa, questa spiegazione.
Quando avviene un fatto "notevole" (cioé degno di nota, poiché incrocia qualcosa sulla nostra strada), gli umani usano tre termini diversi:
1) destino: ha connotazione positiva (es. era destino che noi ci incontrassimo);
2) fatalità: connotazione negativa (...fatalità volle che...);
3) caso: è il modo scientifico (= presuntuoso) di dire "non lo so".
Il problema di fondo, comunque, mi pare essere di senso, significato, semantico. 
Pochissimi tra gli umani sono interessati a conoscere veramente la loro origine, le ragioni della loro consapevolezza e cosa li aspetta dopo l'intervallo compreso tra la nascita e la morte. In verità viviamo da incoscienti, fino a quando un qualsiasi fatto ci pone, più o meno brutalmente, di fronte all'Eternità.
Eppure le domande sono sempre state lì...perché me le pongo solo adesso, in questa o quella particolare circostanza?
Perché penso e vivo...è un caso o c'è un fine?
.. e che vuol dire caso?
12)  se c'è una azione c'è una reazione.....basta cercarla
13) secondo me, Giuseppe Al Rami Galeota, il caso non esiste in assoluto...ma noi dal nostro piccolo riusciamo a scorgere solo certi nessi, quelli che più si avvicinano al nostro modo di vivere e ai pensieri che confabuliamo in determinati momenti. Come scrive Gioia, ad ogni azione corrisponde una reazione...però spesso si può cercarla quanto si vuole, ma essendo così tutto intrecciato e complesso non sempre la si riesce ad identificare, anche perchè non ce n'è una, ma concorrono tutte allo stesso tempo...

14) se il caso non esiste allora la statistica non ha senso. pertanto il caso esiste in una certa misura
13 ore fa · Mi piace

15) se io lancio una monetina per aria uscirà testa o croce? per le leggi del caso esistono il 50% di probabailità che uscirà testa o croce. E al secondo lancio le probabailità quali saranno? sempre il 50%. E da cosa dipende questo 50% dal caso

16) segna l'istante che hai avuto una GROSSA INTUIZIONE
 la statistica è fallace


·    17) per quale motivo? ed è sempre fallace? No. è fallace solo nel caso in cui le variabili aumentano notevolmente

18) beh...sul caso della monetina, per quanto possa sembrare banale, dal momento che uscirà testa o croce si produrranno certe conseguenze a seconda del contesto...ciò che quest'apparente casualità produrrà potrà segnare un susseguirsi di azioni, e non di altre, da parte di chi è in causa in quel momento.

·      19)   e' un abbaglio del metodo scientifico secondo me....ma non posso sostenerlo ' scientificamente'
s     si parla di probabilita'
 all'astrologia chiedo certezze e me le da.
20) la probabilità è "nostra", perchè non siamo e non possiamo assolutamente essere "onniscienti"

21) applicare statistica perchè?

22) appunto! le probabailità sono date in base a una tendeza. ciò che sfugge alla tendenza è data dal caso
la statistica ci informa di una tendenza generale. e ci aiuta a capire inoltre quanto gioca il caso o il nesso causalistico nei fatti che analizziamo

 23) chiami "caso" allora ciò che non conosci, come chiami "buio" l'assenza di luce che il tuo occhio riesca a percepire...come potrebbero esserci altri esseri che non percepiscono la distinzione tra buio e luce per una particolare configurazione del loro fisico...così come potrebbe esserci qualcuno di "più consapevole" di noi umani in grado di predire qualcosa che potrebbe avvenire in futuro.


24) una tendenza è come un vento


25) dunque il nostro "caso", per loro sarebbe una certezza
 così come per quegli ipotetici esseri il nostro "buio", per loro potrebbe essere la stessa cosa della nostra "luce"
  
26)  hai detto una cosa giusta; ma io già lo so. Non voglio commentare l errore logico insito nel tuo commento, ma vogio solo dire che ammettendo per assurdo che si possa ragionare col cuore, ovvero con l'intuizione, esso viene pur sempre filtrato dalla ragione. E' una cosa automatica considerando che abbiamo due emisferi del cervello che funzionano contemporaneamente.
·  
27) se abbiamo entrambe le capacità significa che dobbiamo usarle entrambe no?

28) Esattamente. Ma il giudizio finale spetta alla ragione, anche se tu pensi di usare solo la parte creativa o irrazionale. Accade in automatico. Solo che fai a meno di alcune regole più o meno coscientemente a seconda dei casi, ma anche a seconda del grado di cultura e conoscenza di cui si dispone. Prova a ragionarci su e vedrai che un'irrazionalità assoluta non esiste poichè essa viene sempre espressa utilizzando i sistemi di riferimento di una mente sana. Quando la mente non è sana, allora i punti di riferimento sono ancora più astratti, primordiali e semplici.

29) la mente in sostanza, mira all'ordine, volente o nolente.
Così, anche i sentimenti vengono per essere filtrati da un certo grado di struttura. E se ci pensi, già il fatto che si cerca di dare spiegazione parlando di misticismo, dicendo che la cosa funziona in un modo o nell altro che la reincarnazione e bla bla bla, significa razionalizzare qualcosa che di per se non si può razionalizzare considerndo il fatto che fa parte di un mondo a cui non è possibile avere accesso se non attraverso il proprio soggettivismo che a sua volta tende a razionalizzare.i sistemi di riferimento a cui la mente razionale analizza i contenuti dell 'inconscio, sono dati da quello che noi abbiamo appreso durante la nostra vita. Dunque, esperienza. Ma essa presenta degli inganni. Pare che la mente umana è fatta apposta per ingannarsi da sola. E' strano tutto ciò. Per questo esistono le regole della logica che aiutano la mente a superare questi inganni...Come facciamo a sapere che si tratta di un inganno? Semplice: osservando il problema da diverse prospettive. La mente per quanto sia compicata è semplice: tende alla semplificazione, all'essenziale, e quindi tralascia volutamente tuti i dettagli di una questione prediligendo uno solo in particolare

30) l'autoinganno serve all'autoconservazione secondo me

31) quindi, diviene selettiva e settoriale in maniera spontanea, e solo dopo avviene l'atto dell'analisi più complessa

32) non lo so questo. Potrebbe essere una delle possibili motivazioni.

33) Astroteologia: ogni religione nasce dall’osservazione delle potenze planetarie e relativa mitizzazione. (12 segni dodici apostoli, il cristo e i pesci e così via…)