DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

giovedì 6 marzo 2014

Il valore della vita

Grazie Al Rami, anzitutto per avermi risposto e poi per averlo fatto in maniera così chiara , semplice ed esaustiva. Mi è difficile trovare le parole giuste senza dilungarmi molto. Come avrai notato , non ho un tema natale facile anzi , devo dire piuttosto difficile in tutti i settori . E' come se ci fosse un enorme masso davanti a me che non solo non riesco a spostare nonostante tutti i miei sforzi ma che non mi permette di avanzare lungo il mio sentiero e mi vedo lì prigioniera (chissà perché poi!) E poi è vero anche come dici " che non è ben chiaro lo scopo e il ruolo in questo mondo ", è proprio vero ma non ho avuto molte alternative , mi son sempre data da fare , mi sono trasformata e riciclata per poter andare avanti e il risultato è stato che ho messo da parte alcuni miei interessi ma ciò mi ha anche permesso di imparare tanto altro e ora mi ritrovo con un bagaglio talmente grande non solo di esperienze ma anche di cultura (mi piace t u t t o , dalla religione , storia, giurisprudenza all'astrologia tanto per dirne qualcuna!) che ora mi sono persa e non so più qual è la mia innata propensione!!! Poi mi incuriosisce molto il "wild horse "(sono appassionata di cavalli!)e per me vedere quella immagine sul tuo sito, scatena la voglia di rompere gli argini, la voglia di libertà, l'irruenza, tutte cose fino ad oggi non ho potuto mettere in pratica per rompere i "canoni", per rispettare le regole ed essere "umile servitore nella vigna del Signore" e quindi più che altro mi sento un cavallo da soma!!!:) Ho poi capito una volta per tutte (ma in fondo con un tema natale così disastrato non potevo aspettarmi la cosiddetta "svolta" :)   ) che non raggiungerò mai la pace dei sensi nel lavoro (di questi tempi poi!) ma spero che il paracadute Giove possa accompagnarmi sempre nella vita e soprattutto spero ke le importanti notizie sentimentali non riguardino di una cicogna in arrivo:)!!! Detto ciò, scusami non volevo dilungarmi e invece l'ho fatto! Grazie ancora di cuore e buona vita e che la forza dei pianeti e delle stelle sia con te!!!!!!  :)


Non è importante che tu raggiunga la pace dei sensi nel tuo lavoro, ma che tu raggiunga un certo equilibrio facendo quello che ti piace fare (e lo studio di tante cose diverse è una di quelle). Il  lavoro è solo un aspetto della tua esistenza, non la tua esistenza stessa. Sapere cosa ci piace è già molto per direzionare la nostra vita: come vedi non esistono altre alternative se non il raggiungimento del piacere, anche a costo della sofferenza. Bel paradosso il soffrire per il piacere no?
Mi viene in mente il condizionamento a rinforzo variabile, naturale evoluzione degli esperimenti di Pavlov: è risaputo che un premio (una gratificazione, un abbraccio, una lode) è meglio desiderato se esso avviene in modo più o meno prevedibile. Questo spinge i soggetti anche alla dipendenza: quando compiamo delle azioni ed esse sono utili al raggiungimento dello scopo, allora possiamo aspettarci un premio; ma se lo stesso premio è raggiungibile a ogni nostra azione, allora è facile disinteressarsi. Fondamentalmente, aspiriamo a raggiungere tutto con facilità, ma la vera dipendenza al raggiungimento dei propri obiettivi avviene quando non sempre riusciamo a raggiungerli. Meditiamo. 

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