DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

venerdì 4 aprile 2014

Lo avevo previsto: ultime su Papa Francesco.

Papa Francesco e Obama, che cosa unisce e che cosa divide i due vincenti outsider
Mesi fa mi ero pronunciato a proposito della previsione per Papa Francesco. Ovvio che le cose da me previste, piano piano stanno cominciando a delinearsi. A questo link: http://alramiastrologo.blogspot.it/2013/12/papa-francesco-previsione-2013-2014.html
avevo scritto:
E' chiaro che il transito di Plutone sulla sua VII^ Casa, perfettamente congiunto al DS (se l'orario di nascita è esatto), pone in primo piano le questioni associative. Ecco: questo transito e l'omologa posizione di Plutone e di Venere nella rivoluzione solare, mi fanno pensare a un "associazione","unione", spettacolare, importante. 

Ebbene, in data 27 marzo, il Papa e Barack Obama, si sono incontrati. 
“Il Papa ci sfida. Ci implora di ricordarci dei poveri. Ci invita a fermarci a riflettere sulla dignità dell’uomo. Arrivo a Roma per ascoltarlo: il suo pensiero è prezioso per capire come possiamo vincere la sfida contro la povertà estrema e per limitare le sperequazioni”. Queste le parole di Obama in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Da questo link  http://www.formiche.net/2014/03/27/che-cosa-si-diranno-obama-papa-francesco/ invece ho estratto quanto segue: 
L’INCONTRO AL VATICANO
Più interessante sarà l’incontro al Vaticano. Certamente i rapporti fra Papa Francesco e Obamanon saranno di vera e propria alleanza, come quelli fra Giovanni Paolo II e Reagan, che “vedevano rosso” quando parlavano di “impero del male”. Contrariamente a quanto taluni pensano, Obama non si è sentito offeso dalla lettera inviata dal Papa a Putin contro un intervento militare in Siria. Forse ha tirato addirittura un sospiro di sollievo. L’intervento del Pontefice ha contribuito – unitamente all’abilità diplomatica di Putin – a toglierlo dal ginepraio in cui si era cacciato proclamando “linee rosse”, che non aveva alcuna intenzione di rispettare. Certamente Obama è interessato ai rapporti con la Chiesa Ortodossa russa. Spera che possano annacquare in parte il nazionalismo russo. Il Vaticano può aiutarlo Obama è anche interessato a capire quanto sta avvenendo fra Papa Francesco e il premier cinese Xi Jinping. Quest’ultimo non ha lesinato elogi nei confronti del “nuovo corso” del Vaticano e che ha attenuato i contrasti fra l’Associazione Patriottica Cattolica Cinese e la Chiesa di Roma. Altri temi generali verranno trattati nell’incontro: certamente la situazione in America Latina; la lotta in corso in Africa, soprattutto in Nigeria, fra Islam e Cristianità. Entrambi sanno che in una sua fatwa, Osama bin Laden aveva individuato in quel Paese il teatro geopolitico in cui si darebbero decisi vittoria e sconfitta di uno dei due. A margine di questi temi globali, verranno trattati anche problemi bilaterali: dal fatto che il servizio sanitario nazionale, voluto da Obama, preveda anche di coprire con finanziamenti pubblici l’aborto, al pagamento delle tasse sulle proprietà cattoliche e degli indennizzi per casi di pedofilia e alla posizione della Chiesa fra la pretesa degli USA di essere la nazione indispensabile e missionaria e quella di Putin di ergersi a difensore dei tradizionali valori cristiani e di quanto resta della Cristianità in Medio Oriente. Insomma un incontro storico, che marcherà i rapporti fra Washington e il Vaticano, cioè fra i “due imperi”, come li chiama Massimo Franco in un fondamentale recente saggio.

 Vediamo invece quali sono le cose in comune tra Obama e Papa Francesco. 
http://www.formiche.net/2014/03/26/geopolitica-papa-francesco-obama-vaticano-usa/
DUE OUTSIDER DIVENTATI LEADER
Ad incontrarsi – analizza sul settimanale America Magazine John Carr, direttore del programma sul pensiero sociale cattolico e la vita pubblica all’università di Georgetown – non sono solo due leader, ma personalità peculiari. “Il primo presidente afro-americano – spiega il docente –incontrerà il primo papa latinoamericano. Barack Obama e Jorge Bergoglio erano outsider, un senatore sconosciuto e un vecchio gesuita, entrambi con poche possibilità di guidare rispettivamente la nazione e l’istituzione religiosa più potenti sulla terra. E allo stesso modo, entrambi sono stati eletti perché riformatori, impegnati a cambiare a Washington e il Vaticano“. 

I TEMI SUL TAVOLO Se su temi di carattere etico – come il diritto all’aborto – il dialogo tra i due sembra quasi impossibile, così non è sul fronte politico ed economico. Obama e Papa Francesco, anticipa Carr, partono da posizioni molto differenti. Il primo affronta una fase di crisi, il secondo sembra in un’inarrestabile ascesa. Proprio per questo, suggerisce l’accademico, “dovrebbero cercare modi per collaborare per rendere il mondo più giusto e pacifico, sia attraverso la ricerca della pace in Medio Oriente sia proteggendo i cristiani e le altre minoranze religiose in tutto il globo” (tra gli argomenti di discussione ci sarà probabilmente la Siria, ma anche altri focolai come l’Ucraina o i rapporti tesi tra gli Stati Uniti con Russia e Cina, o problemi globali come gli eccessi della finanza, immigrazione, tratta di esseri umani e narcotraffico). Non solo: il presidente Usa dovrebbe imparare, secondo Carr, alcune lezioni da Papa Francesco. “La visione del Papa non è quella di Washington. Lui guarda l’economia e tutta la vita dal basso, dai margini della società, attraverso gli occhi di coloro che sono al di fuori” dal potere o dal benessere. “Queste prospettive dovrebbero guidare l’amministrazione americana verso una nuova ricerca di opportunità per tutti“.

LE IMPLICAZIONI GEOPOLITICHE Il rinnovato dialogo tra Usa e Casa Bianca può dunque accelerare, non solo per la necessità di Obama di rilanciare la propria azione di governo ma anche per alcune convergenze geopolitiche. La visione di Papa Francesco, come sottolinea sull’Osservatorio strategico del Cemiss Alessandro Politi – analista politico e strategico e direttore della Nato defense college foundation – “tende a una “deromanizzazione” della Chiesa cattolica, percepita come una scelta importante per assicurare la rilevanza dell’istituzione in un mondo globale affetto da una crisi profonda“, mentre riversa un’attenzione particolare al suo mondo. Il segno è chiaro, si legge nell’analisi: “attenzione alle donne, alla dimensione latinoamericana, alla vicinanza rispetto ai poveri ed agli indios nonché alla vocazione di una Chiesa povera”. L’obiettivo “politico” del Pontefice sarebbe quello di “riquadrare la teologia della liberazione e sfilarsi da una possibile strumentalizzazione delle sue parole da parte di chi vuole rilanciare l’idea degli Stati dell’America del Sud legati da una cultura e un destino comuni; un concetto, quello di “Patria grande” messo nero su bianco in un’omonimo libro dallo scrittore argentino Manuel Baldomero Ugarte e caro alla presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner (con cui si era molto scontrato quand’era arcivescovo di Buenos Aires).  Tanto che alcuni critici – spiega Politi – hanno indicato che “Francesco I, senza necessariamente essere un papa eletto sotto la spinta di Washington, possa essere funzionale ai disegni statunitensi nel contrastare la cosiddetta onda rosa nel Sud del continente“.

Alcune considerazioni di ordine astrologico: entrambi hanno una forte componente Vergine data dal Sole nella 6^ Casa, nel Tema Natale. Dunque due persone che possono intendersi sullo stacanovismo, sull'abnegazione per il lavoro che svolgono. 

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