DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

venerdì 10 ottobre 2014

Psicobiologia e astrologia. 10^ parte.

Il meraviglioso viaggio nei meandri della mente continua ancora. Ritengo necessario inserire numerose immagini del cervello per aiutare l'astrologo moderno a comprendere quali parti anatomiche sono coinvolte quando parliamo dei pianeti in astrologia. Ieri abbiamo parlato della Luna, delle emozioni ma soprattutto della memoria e di come essa possa essere in qualche modo influenzata dal rapporto con nostra madre nei primi mesi dopo la nascita. 
La risposta a una data sollecitazione dipende dall'amigdala: è lì che il segnale viene processato e valutato per stabilire sino a che punto è saliente tanto quanto basta per la produzione di assoni e dendriti che possano fortificare i percorsi in cui il flusso di energia è passato, e quindi che sarà più facile riattivare quando, con le zone prefrontali andremo a coinvolgere l'evocazione del ricordo. L'amigdala ci permette di escludere quegli elementi che non sono degni di considerazione. L'immagine va letta immaginando la testa di profilo e gli occhi situati nella zona concava in basso a sinitra.
Le informazioni contenute in un dato ricordo vengono riassunte in flussi di energia che possiamo chiamare engrammi. In situazioni di particolare stress la memoria può essere compromessa e addirittura possiamo vivere periodi di amnesia. Naturalmente sono gli aspetti della Luna a Nettuno che possono compromettere il ricordo, oppure una Luna in Pesci può essere particolarmente sensibile a sovrapporre più stimoli mnemonici che si somigliano. Una Luna in Ariete invece potrebbe portare una pronta e velocissima attivazione dei processi mnemonici un po' come accade per chi ha la Luna in I^ Casa. 

Sul processo di memorizzazione intervengono negativamente due elementi: abbiamo un interferenza retroattiva in cui non riusciamo a ricordare qualcosa se immediatamente dopo al fatto qualcosa ha destato la nostra attenzione. Abbiamo inoltre un'interferenza per assonanza quando il ricordo da memorizzare somiglia a un altro. 

Come scritto ieri, e ribadito oggi, una forte fonte di stress influisce sul ricordo poiché l'organismo produce la noradrenalina nel tronco encefalico, ed essa va a inibire certe zone del cervello dove appunto risiedono certi ricordi.

Lo stesso tronco encefalico regola le funzioni legate al sonno, che come detto ieri è fondamentale per la memorizzazione degli eventi. Infatti durante la fase di sonno REM avviene quello che Hebbs paragona a a chi cerca un parcheggio: girando prima o poi lo trova. Allo stesso modo, i flussi di energia che viaggiano per il cervello permettono a quell'energia stessa di sedimentarsi nella memoria, passando e ripassando per quei punti. Giacché la memorizzazione è ostacolata da alcune interferenze, durante il sonno la nostra attenzione non è rivolta a qualcosa che potrebbe distrarci e quindi inibire la sedimentazione. Per questo motivo si consiglia sempre di studiare prima di andare a letto, proprio perché in questo modo sarà più facile immagazzinare ricordi senza le interferenze di stimoli che la vita quotidiana ci presenta costantemente. In ogni caso, l'amnesia subentra quando sono coinvolti l'amigdala, l'ippocampo e il diencefalo (che nella figura è la parte bianca disegnata sopra il tronco encefalico), costituita dal talamo, ipotalamo, epitalamo. 

Gli scienziati, i medici, generalmente usano la PET (tomografia a emissione di positroni) per la verifica delle aree cerebrali associate ai ricordi, al sonno, alle emozioni. In sostanza si tratta di iniettare una sostanza radioattiva (tanto quanto basta per non creare danni all'organismo), che permetta di vedere, con apposite strumentazioni, quali zone sono messe in evidenza. In questo modo si è potuto constatare che l'ippocampo è coinvolto nella memoria spaziale 

l'amigdala nella memoria emotiva 
La corteccia temporale mediale invece è coinvolta per il riconoscimento delle situazioni (nell'immagine si riconosce nella parte in basso, appunto nella ripiegatura al centro del lobo temporale).




la zona orbitofrontale destra invece è coinvolta nella memoria episodica e quella sinistra per la registrazione e la codificazione delle esperienze.

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