DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

martedì 19 maggio 2015

Neuroscienze e astrologia. 1^ parte

È indubbio che il nostro cervello abbia un'organizzazione spettacolare che è data dall'evoluzione: migliaia di anni hanno prodotto un sistema sempre più complesso a partire dalle funzioni base come quelle della trasmissione elettrica generata dai neuroni, corpi cellulari che contengono in se un centro, un "Sole", un nucleo che contiene il DNA e che ha in se tutto quel che occorre per l'omeostasi, per la propria sopravvivenza, distinguendosi da quello che esiste fuori da esso. 

Questo mi fa venire in mente il nostro sistema solare in cui diviene evidente come i pianeti oltre Saturno possono rappresentare quel che c'è fuori dalla cellula ma che è necessario per la sua sopravvivenza: un nucleo ha comunque bisogno di sostanze provenienti dal esterno e che è fatto apposta proprio per captare verso se quel che c'è fuori (Saturno è l'ultimo dei pianeti visibili a occhio nudo e pertanto dovrebbe simbolicamente rappresentare il limite oltre cui c'è una parte non visibile dell'esitenza). 

Potremmo associare Saturno e Giove (anche questo secondo me implicato alla distinzione tra un mondo personale e un mondo collettivo, tra un dentro di se e un fuori di se) alla membrana di fosfolipidi che delimita la cellula neuronale, da quel che c'è fuori da essa: la famosa membrana citoplasmatica. Saturno funzionalmente legato alla struttura di una qualsiasi cosa, in effetti potrebbe benissimo rappresentare il citoscheletro della cellula, la parte costituita dai microtubuli e microfilamenti; e andrebbe a costituire la forma esterna della cellula. Giove stesso lipidi (Giove è legato ai grassi, zuccheri) invece è il filtro specifico tra il dentro e il fuori, un filtro selettivo che decide cosa può o non può entrare, ciò che è utile per la cellula stessa affinché essa possa comunicare (è la membrana che contiene canali utili alla depolarizzazione e quindi al fatto di trasferire all'interno gli ioni necessari).

E infatti non ha senso una cellula neurale se non grazie all'esistenza di altre cellule adibite alla trasmissione nervosa e quindi alla comunicazione. Tutto ciò rappresenta un dispendio energetico che è colmato dalla produzione di ATP (adenosina tri fosfato) che potremmo benissimo associare a Marte. Naturalmente qui parlo di libere associazioni per creare un parallelismo tra il microcosmo umano e il macrocosmo del sistema solare. 

Ma il neurone cosa trasmette? Un impulso elettrico o chimico che alla fine è il messaggio (Mercurio) che deve essere recepito da un'altra cellula. Diviene dunque il vero oggetto dell'esistenza del neurone. Senza un messaggio il neurone non ha senso.

Se spostiamo la nostra attenzione verso qualcosa di più grande del singolo neurone notiamo che l'organizzazione è più o meno la stessa: il cervello rappresenta un nucleo che deve essere protetto dalle meningi per evitare urti con la calotta cranica; e questo descrive per analogia un salto nel mondo del più grande. E anche il cervello ha bisogno del suo nutrimento se pensiamo alle arterie che attraversano le parti più interne permettendo l'ossigenazione. 

Tutto sembra volerci dire che deve esistere una struttura che delimiti il dentro dal fuori e che lo protegga e allo stesso tempo consenta uno scambio col mondo esterno. 
La psiche dovrebbe sottostare a questo stesso principio: una protezione dal mondo esterno che contenga un filtro tra ciò che deve entrare e ciò che deve rimanere fuori.

Gli organi di senso portano il segnale esterno al Talamo che processa e invia ai centri superiori di elaborazione della neocorteccia e poi tutto acquista un senso, un motivo: il messaggio, il passaggio del segnale, il Mercurio che si sposta dall'esterno all'interno e poi verso la direzione opposta: acquisiamo le informazioni sensoriali e le analizziamo per poi rispedirle fuori ma cambiate, mutate dal nostro Io, dal Sole che alberga dentro noi e che non è altro che il modello di riferimento a cui Mercurio e tutti gli altri pianeti devono sottostare. Il segnale non torna mai fuori senza esser stato modellato dalla parte solare. 

Risulta facile, a questo punto, ipotizzare che il messaggero degli Dei possa subire meno l'influenza di un Sole che vorrebbe guidare le informazioni nel proprio modo soggettivo: è chiaro che se i due si trovano in segno o Casa diversi, l'area di influenza dell'uno è meno evidente sull'altro. Il resto prossimamente...

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