DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

martedì 14 luglio 2015

Lo sviluppo delle emozioni


Abbiamo già affrontato questo tema dal punto di vista neuroscientifico ma non abbiamo invece toccato le fasi dello sviluppo emotivo secondo le teorie della psicologia. Vorrei ricordare che questi articoli traggono spunto dallo studio di testi specializzati e servono a supportare gli studi astrologici. Tutta la bibliografia è presente nell'apposita sezione nella colonna a destra, nell'ultimo riquadro. È per me importante fornire il materiale bibliografico per soddisfare la necessità di quei lettore che non si accontentano della semplice lettura di un articolo ma che vogliono del materiale di qualità estratto da fonti autorevoli e specializzate. Infatti sempre più l'astrologo moderno parla di argomenti che in realtà non conosce. Un'astrologia di qualità è data da uno studio di qualità.

Lo sviluppo delle emozioni.

La psicologia dello sviluppo dispone di due teorie fondamentali relativamente a questo argomento. Analizziamole una alla volta:
TEORIA DIFFERENZIALE:
Esistono delle emozioni fondamentali sin dalla nascita e si esprimono sin dai primi anni di vita attivando precisi circuiti neurali. Successivamente abbiamo una specializzazione delle emozioni in varianti più complesse come la rabbia e la paura che secondo Izard comparirebbero dopo la deambulazione, quando il bambino comincia a riconoscere i pericoli presenti lungo il suo percorso. 

TEORIA DELLA DIFFERENZIAZIONE:
Sroufe parla invece di tre fasi la cui prima si manifesta attraverso un'eccitazione indifferenziata, più legata ad aspetti fisiologici. Il bambino non è ancora capace di comprendere le situazioni e pertanto non può reagire significativamente agli stimoli. La seconda invece riguarda l'insorgenza di precursori verso tre mesi di vita. Il bambino comincia a comprendere il mondo attorno a lui ma non è ancora capace di reagire istintivamente a certe situazioni che per il momento necessitano di un'analisi. Per esempio, se al bambino vengono bloccate le braccia, solo dopo un po' sente il peso della costrizione e reagisce col pianto. Quindi la reazione insorge dopo un po' dallo stimolo. Inoltre viene coinvolto l'intero corpo attraverso movimenti paralleli allo stato d'animo precursore della vera emozione che solo nei mesi successivi diverrà un emozione vera e propria. 
La terza fase, a partire dai sei mesi, la reazione è più immediata e viene scatenata dal significato specifico dell'evento che viene considerato positivo o negativo, minaccioso o favorevole. 

È dal secondo anno di vita che le emozioni assumo un valore più importante poiché sono legate al processo di relazione tra sé e il mondo esterno. Si tratta di un processo che diverrà sempre più fine negli anni a venire e a seconda degli stimoli che il bambino riceve dall'ambiente. 

La consapevolezza di sé dunque porta alle famose emozioni esposte: l'imbarazzo quando siamo di fronte a persone che il bambino non conosce; l'invidia e la gelosia quando non riceve abbastanza attenzioni; l'empatia quando comincia a comprendere gli stati d'animo delle persone, quando nutre simpatia per qualcuno.

Questa fase apre lo sviluppo delle emozioni autocoscienti, auto-valutative, come l'orgoglio, cioè il piacere che ne scaturisce dall'approvazione dei genitori quando si è svolto bene un compito; o il senso di colpa quando invece si è commesso un errore e in qualche modo sono deterrenti a non ripetere più lo stesso atteggiamento/comportamento.

 Il processo più importante però è quello regolativo delle emozioni: il bambino comincia a sperimentare la consapevolezza del fatto che può decidere di reagire in modo specifico a circostanze specifiche. Dapprima saranno i genitori a regolare lo stato del bambino per esempio portandolo alla calma se è eccitato o impaurito; Avremo precoci forme di autoregolazione delle emozioni quando per esempio il bambino, per mantenere la calma, sputa un boccone che non gli piace oppure quando per calmarsi cerca il seno materno. 

Vediamo ora nel dettaglio le fasi dello sviluppo delle emozioni sin dal momento della nascita. 
A due mesi e mezzo reagiscono alle espressioni del viso della madre; a tre mesi il bambino avverte disagio ai visi immobili; a 10 mesi il bambino è influenzato dalla madre per l'interazione con gli oggetti mentre a un anno circa il bambino usa le persone come riferimento per orientarsi sul tipo di emozione da attuare su di stimoli che non riesce bene a interpretare.

Durante la fase prescolare quindi dai tre anni in poi, i bambini conoscono i nomi delle emozioni fondamentali, felice, triste, arrabbiato, spaventato e li sanno accoppiare a specifiche circostanze. 

A quattro anni invece abbiamo lo sviluppo del TOM di cui abbiamo parlato qualche giorno fa: le emozioni non sono solo legate a fatti esterni ma sono interpretare a seconda delle credenze interiori che sono venute a crearsi per mezzo dell'abitudine.
In questo caso anche l'uso del linguaggio diviene determinante per l'autoregolazione; infatti  comunicare e saper dare un nome alle proprie emozioni permette la possibilità di essere compresi e quindi trovare un conforto o una soluzione per ritornare alla situazione di quiete, o semplicemente per condividerla con i propri cari o con gli amichetti.

In tutto questo discorso è importante il peso della cultura. Immaginate un po' il disagio di tutte quelle donne che in epoche in cui bisognava mantenere un certo decoro non potevano esprimersi. Questo spesso era fonte di crisi isteriche e ancora oggi, chi viene frenato nella manifestazione delle proprie emozioni può vivere nella frustrazione con conseguenti problemi nella sfera delle relazioni. Esistono dunque delle regole che la società e la cultura insegna per poter manifestare le emozioni e quali devono essere espresse a seconda delle diverse circostanze. 

Impariamo così per esempio a nascondere la delusione, a ingannare mostrando un espressione del volto diversa da quella che sarebbe naturalmente valida esporre; oppure esiste ne la massimizzazione delle emozioni per catturare maggiormente l'attenzione (vedi per esempio crisi isteriche di donne represse, ma lo stesso principio è applicabile anche agli uomini).

Nello studio dell'astrologia tutto questo è importante perché mette in evidenza il fatto che la capacità di manifestare le proprie emozioni può essere soddisfatta o frustrata dal mondo esterno e che questo poi potrà portare a un atteggiamento positivo o negativo nelle diverse situazioni. Un determinato aspetto astrologico non ha sempre la stessa radice in termini di eventi. Attraverso lo studio degli aspetti astrologici, delle Case, dei segni, attraverso la lettura del tema natale potremmo persino comprendere i motivi di una certa frustrazione o di un dato temperamento; ma secondo il mio parere bisogna essere cauti nei giudizi e con le conclusioni poiché spesso si potrebbe attribuire una ragione sbagliata a certi comportamenti. Infatti alcuni colleghi si sono cimentati in questa pratica e hanno fallito. Ciò non significa che non sia possibile raggiungere lo scopo; ma penso che le variabili in gioco siano così tante che con le stesse posizioni possiamo trovare ventagli di possibilità e non cause precise. Questo a mio modesto parere. 


 Caro Giuseppe ti seguo ormai da circa 4 anni , con te ho fatto consulti sia privati che sul web e mi congratulo per la tua serietà e professionalità. Seguo infatti anche i tuoi articoli sempre molto interessanti e approfonditi. A ridosso del mio compleanno ti chiedo come vedi  l'anno a venire. Ho passato tanti anni veramnete brutti tra lutti, gravi malattie, problemi sul lavoro e vita sentimentale negativa o completamente nulla come ormai lo è da più di due anni. Ho faticato e fatico sempre tanto per ottenere anche minimi risultati e mi sento sempre più abbattuta. Non pensavo mai che tante avversità tutte insieme e contemporaneamente fossero state possibili! Cosa mi suggerisci e consigli? Si romperà la solitudine? Grazie infinite per il tuo preziosissimo aiuto.
F.


Ho dato una controllata all'anno in corso e non mi meraviglio di quel che mi racconti dato che sei titolare della brutta accoppiata Marte-Saturno in 6^ casa di rivoluzione. A molte persone consiglio di partire mentre ho notato che altri non risultano minimamente scalfiti dai transiti dissonanti e dalle brutte rivoluzioni solari mirate perché sono avvantaggiate da un TN ottimo. C'è chi invece deve fare più fatica per stare bene, io in primis. Questo anno astrologico che sta per cominciare hai Giove perfettamente incollato sull'ascendente che è un toccasana per recuperare un morale più alto. Non mi piace tutto il resto che non promette grandi passi in avanti: Marte in 12^ e Sole in I sono pesanti. Urano transita sul DS radix e potrebbe portare un amore. Non ricordo se sei single o hai una relazione; ma Venere in 12^ casa di certo non ti aiuta a vivere i sentimenti in maniera tranquilla. Giove transiterà sul Sole, Luna, Urano, Plutone e questa è una occasione speciale per ottenere dei risultati favorevoli. Per questo sarebbe opportuno tu partissi. Approfitta di questa opportunità!


La foto in alto e il testo qui in basso sono di Francesca Musaio. Vietato l'uso del materiale presente su questo blog.

"A grande velocità su una strada inesistente che conosci solo tu; ed è la strada della tua felicità anche se là fuori è come un film in bianco e nero.
Nel mio cuore il Sole è ancora giallo, il mare è sempre verde, il mio amore rosso di passione: emozioni psichedeliche. Cosa c'è di più bello? Dimentica il mondo, ma non dimenticare te stesso, ti si scioglie il cuore e ritorni bambino.
L’ errore è abbandonare quel bimbo che è dentro di noi, l' errore è far morire di solitudine la nostra tenerezza per dare spazio alla materialità, all'apparenza, al potere, all'invidia. E il tempo passa... Credo che qualcuno un giorno cambierà la mia esistenza. Ti amo!"

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