DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

domenica 12 luglio 2015

Lo sviluppo sociale



Nella pratica dell'astrologia è di fondamentale importanza conoscere lo sviluppo sociale perché può esserci utile per leggere meglio un tema natale. L'essere umano è un essere sociale e ogni fattore astrologico fornisce indicazioni su tutti gli strumenti di cui l'individuo dispone e che utilizza in ogni ambito della sua vita, settori che richiedono, in ogni caso, un rapporto di scambio tra se e il mondo circostante. Sono le interazioni quelle che permettono lo sviluppo sociale, sin dai primissimi momenti in cui si viene al mondo: basti pensare che la prima interazione in assoluto è quella con la mamma subito dopo il parto, dove il bambino, attraverso il pianto, esprime le sue necessità, seppur in modo ancora inconsapevole più legato all'aspetto fisiologico della sua esistenza. Esiste una forma di egocentrismo detto "radicale", dove il bambino non ha ancora la consapevolezza di sé e nemmeno dell'altro e dovrà farsi una rappresentazione mentale del mondo attorno a lui prima di riuscire a comprendere le differenze tra sé e gli altri. 

Questo è un processo che avviene piuttosto velocemente se pensiamo che accade nel giro di due anni dalla nascita. Dapprima vi è un riconoscimento allo specchio, attorno a un anno e mezzo che mette in evidenza il fatto di riconoscere se stessi da un mondo esterno perlopiù composto da persone di famiglia. Oltre queste ci sono estranei a cui il bambino risponde con angoscia o con timidezza a seconda dell'età di sviluppo.

Se vediamo giocare due bambini di età inferiore ai 4 anni, vediamo che c'è la tendenza a non integrare l'altro nel proprio mondo ma solo dopo vi sarà uno scambio più o meno reciproco.  

In questo primo processo di valutazione, l'altro è strumentale ai propri bisogni e scopi e non vi è ancora una vera e propria "generosità" di intenti. Questa qualità viene poi sviluppata quando si comprende che col genitore o con i pari si può condividere qualcosa per cui si mostra interesse, ma il momento topico è quello in cui vi è l'immedesimazione nell'altro, quando si scopre che esiste qualcosa di diverso da se stessi; e come può avvenire questo processo se non attraverso il gioco?

Infatti il bambino finge di essere qualcun altro per esempio imitando il papà o la mamma, e inizia così a riconoscere il loro punto di vista. Sovente abbiamo la comparsa del famoso "amico immaginario" che ha la caratteristica amichevole di rassicurare il bambino che sa bene di questa sua fantasia dal carattere di esclusività. La vita immaginativa sarà particolarmente ricca di spunti per lo sviluppo delle capacità sociali del bambino che addirittura arriverà a costruire mondi immaginari definiti "paracosmi", dove esistono regole sociali ben definite e persino un linguaggio anch'esso inventato.

Ecco: lo sviluppo sociale ha senso in virtù delle figure che ruotano attorno al bambino e quindi il rapporto con i genitori sarò determinante per la percezione del prossimo come qualcosa di positivo o di ostile. Mi viene in mente il caso di una donna con Saturno in VII Casa radix cresciuta all'interno di una congrega religiosa che ha avuto il potere di alimentare paure e diffidenze nei confronti del prossimo che a loro dire è "peccatore". E così anche il rapporto con l'uomo in generale si rivela angosciante. 

Lo sviluppo sociale nei primi anni di vita è determinante per quelle che saranno le qualità relazioni dell'adulto: soggetti che nell'età più importante della loro vita non ricevono un sostegno adeguato dalla propria madre, finiranno per generalizzare su tutte le donne e così se parliamo di mancanze attuate dal padre, sia che parliamo di fatti concreti e sia che parliamo di fatti percepiti, dunque interpretati soggettivamente e non facilmente compresi dall'adulto per porre rimedio. 


La foto sopra e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato l'uso del materiale presente in questo blog. 

"Cercando una nuova dimensione in sospensione tra sogno e realtà, attraverso la linea sottile che unisce cielo e terra, mentre il cuore avverte le sue assenze. Battiti, battiti e ancora battiti; battiti di un' anima ferita dalla realtà che cerca disperatamente cure e sostegno dal sogno intrappolato da un vuoto incolmabile. Io e te nel viaggio immaginario oltre il possibile, tu terra, tu fuoco, tu aria. Io mare in tempesta".
  

1 commento:

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Anonimo lo sai che piano piano sto scoprendo chi sei? Che tempo fa a Roma? Sappiamo che usi Wind, che il 7 luglio mi hai fatto visita 8 volte. Comincia ad avere paura...