DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

domenica 11 dicembre 2016

Lezioni di astrologia 23: equifinalità


Qualche tempo fa vi parlai del fatto che sto mettendo a punto un’astrologia che trae ispirazione dalla teoria generale dei sistemi. Ci sarebbe davvero moltissimo da dire, ma oggi parlerò solo del concetto di equifinalità.
Il concetto di equifinalità Serve per descrivere quel che accade a un essere vivente a seconda dello stimolo che riceve dall’ambiente. Secondo me è importante l’apporto che la biologia può dare all’astrologia perché per comprendere come si comporta l’essere umano, è necessario prima di tutto studiare il comportamento delle cellule e di qualsiasi altro sistema vivente. Infatti sia la cellula che l’uomo e qualsiasi altro essere vivente rispondono tutti alle stesse leggi.
Conoscere queste leggi ci dà immediatamente l’occasione di escludere dal discorso, teorie filosofiche dove da una causa deriva solo un certo effetto. Insomma, penso sia saggio sostenere certe idee astrologiche senza trascurare come in effetti si comporta un essere vivente.
Ma vediamo di spiegare cosa è questa equifinalità.
L’essere umano viene prima di tutto descritto come un sistema aperto perché riceve e scambia informazioni col mondo esterno e reagisce in base alla propria organizzazione interna. Certi risultati, perciò, non sono determinati da certi stimoli iniziali perché gli esseri viventi posseggono una qualità che si chiama autoregolazione. Questo significa che col medesimo stimolo possiamo avere risultati diversi, e con stimoli diversi possiamo avere lo stesso risultato.
Vediamo di fare alcuni esempi PRATICI. La prima regola è che con lo stesso stimolo possiamo ottenere risultati diversi. Immaginiamo per esempio due fratelli gemelli nati con la Luna nel segno del Leone. Nonostante lo stimolo sia lo stesso, l’uno manifesterà certe caratteristiche e l’altro manifesterà qualcosa di diverso, ma entrambi svilupperanno un comportamento in analogia con i significati del Leone e della Luna.
La seconda regola è che con stimoli diversi è possibile ottenere lo stesso risultato: immaginiamo un soggetto con ascendente Sagittario e un altro con una dominante Giove, i due soggetti potrebbero avere lo stesso comportamento in comune.

Qualcuno dirà: ma non esiste un influsso astrologico! Semmai esiste una semplice corrispondenza tra quel che accade qui e quel che c’è lassù. Nella realtà non sappiamo come funzionano le cose perché al momento si tratta solo di ipotesi. Infatti siamo noi, con le nostre interpretazioni dei fatti, che vediamo delle analogie, delle somiglianze; e molto dipende dalla nostra capacità di saper collegare i fatti; e non sempre questi collegamentI sono validi anche se sembrano coerenti.
Ma anche prendendo per buona l’ipotesi sincronistica, o della corrispondenza tra sopra e sotto abbiamo sempre lo stesso risultato: a ogni elemento astrologico corrisponde più di un comportamento, ed elementi astrologi simili, ma diversi, possono condurre allo stesso comportamento.

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