DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

mercoledì 26 aprile 2017

Astrologia e numerologia

 
 Salve,
Ho letto che fornisce consulenza gratuite per quanto riguarda il tema natale.
Io vorrei capirne di più perché ho notato una strana coincidenza:
Io sono nato il 07-05 (...)
La coincidenza è che sono nato di 7 mesi, di domenica, quindi il settimo giorno della settimana, il giorno 7... 
Veda lei se ha qualche valenza questa cosa.
 
La sua domanda è davvero molto bella. Sì, infatti è una curiosa coincidenza. 
Per rispondere alla sua domanda dobbiamo fare un salto indietro nel passato, nel periodo in cui furono stabiliti i giorni della settimana. Si chiama settimana perché i giorni sono sette, e i giorni sono sette perché questo era il numero dei corpi celesti mobili prima della scoperta di Urano, Nettuno e Plutone. Gli Egiziani invece usavano i decani, ossia la divisione per 10 (pare per motivi militari). Perciò, aderendo a quel pensiero oggi avremmo non più una settimana ma una "decimana". Se la logica è quella di associare ogni giorno a un pianeta (Luna=Lunedì, Marte=Martedì, Mercurio=Mercoledì etc. etc.) allora dovremmo aggiungere altri tre giorni inventandoci nomi come per esempio "Urandì", "Nettundì", "Pluterdì".
 
Questa premessa serve a spiegare che forse il numero 7 non è un numero mistico, metafisico, e sacro per davvero. Lo era in antichità, ma oggi che sappiamo che i corpi astrologici non sono 7, questa logica non può essere più applicata. Ovviamente per convenzione continuiamo a contare il tempo dividendo i giorni in gruppi di 7, per abitudine e comodità. L'obbiettivo era quello di pareggiare il numero dei corpi celesti mobili con il ciclo lunare di 29 giorni e perciò si giungeva al famoso 7x4=28, una cifra assai vicina al 29. Anticamente, e tutt'ora gli uomini si avvalgono di "approssimazioni" per elaborare il loro calendario. Perciò le misurazioni sono sempre arbitrarie. Sebbene si dica che i Maya avessero un calendario che considerasse persino i secondi, si tratta pur sempre di approssimazioni. Insomma, applicavano un conteggio millimetrico ma partendo da stime approssimative. Lo stesso si fa oggi: l'anno dura 365 giorni, ma è un'approssimazione. In realtà sappiamo che dura qualche ora di più. Ma tutti siamo pronti a stappare lo spumanete a cavallo tra il 31 Dicembre e il primo di Gennaio. Noi abbiamo diviso il tempo in maniera convenzionale, approssimativa, per far combaciare il movimento di rotazione terrestre con quello di rivoluzione. Però questo movimento non è sincronizzato; ma per comodità si fa finta che lo sia. Per fare un altro esempio di approssimazione, il periodo della gestazione umana è di nove mesi, come il tempo che Venere impiega per un suo particolare ciclo (ecco perché Venere è associata alla fertilità e all'abbodanza). Ma questo ciclo è sempre approssimativo.
 
Tirando le somme, che lei sia nato il 7, il settimo giorno della settimana, e di sette mesi, è certo singolare ed è in effetti corrispondente con il modello di riferimento attuale per il conteggio dei giorni. Vorrei però ribadire che questo modello di riferimento è una concezione culturale non universale, ma specifica dei popoli mesopotamici antichi, che poi si è diffusa a livello capillare e infine divenuta universale, per convenzione. Oggi, i paesi mediorientali, per esempio, usano un conteggio dei giorni completamente diverso e per loro non saremmo nemmeno nel 2017. Ma per convenzione usano anche il nostro calendario "occidentale". I Cinesi festeggiano il capodanno in primavera e non il primo di Gennaio come il resto del mondo. Ma per convenzione fanno anche come noi. 

Ecco: questa storia somiglia molto al concetto della globalizzazione. 

È altrettanto vero che il numero 7 ormai fa parte dell'inconscio collettivo, quasi un archetipo. Un numero che ormai è diventato essenziale e su cui, quindi, vi è un alone di misticismo. Io non saprei dirle se questo abbia in effetti un valore esoterico con una funzione reale, dato che i pianeti astrologici non sono sette. Però gli astrologi classici direbbero che sette sono i pianeti visibili ad occhio nudo ed è quel che conta. Giusto. È una logica accettabile, ma io sono abbastanza razionale e critico da pormi questa domanda: e se i giorni del mese fossero stati divisi a prescindere dal numero dei pianeti come hanno fatto altri popoli? Il 7 non avrebbe più la stessa pregnanza nell'immaginario collettivo. Insomma, io vedo la cosa dal punto di vista antropologico, ossia vedo questa storia per quel che è: il semplice risultato di una certa cultura antica, che resiste ancora oggi. 
 
Tuttavia non sarebbe giusto liquidare la questione in modo così semplicistico, anche se ho offerto spunti di tipo antropologico non comuni. La profondità e l'onestà mentale che mi contraddistingue, mi spinge a prendere in considerazione anche altre strade. Mi viene in mente, per esempio, il fatto che la mia bellissima fidanzata, l'angelo del mio cuore, da moltissimi anni è "perseguitata" dal numero 21. Entrambi siamo nati il 21, ci siamo fidanzati il 21, e trova questo numero dappertutto. All'inizio pensavo a semplici concidenze ma poi mi sono accorto che la sua frequenza era al di sopra delle leggi del caso. E non si trattava del fatto che lo vedessimo solo perché ci prestavamo più attenzione. Quasi ogni volta che prende il cellulare in mano c'è sempre un 21 nell'orario. E da qualche tempo la stessa cosa sta capitando anche a me dato che, essendo interconnessi, io e il mio amore possiamo essere considerati un "sistema" unico e non due entità distinte. 

Ma cosa significa tutto ciò? La lettura esoterica, cabalistica, numerologica non mi ha dato risposte convincenti. Ho cercato sul web informazioni per farmi un'idea della cosa; ma le spiegazioni individuate non trovano nessun riscontro coi fatti. Il messaggio nascosto in questo numero non c'entra nulla con la vita della mia fidanzata dal punto di vista dei significati associati ad esso dalla tradizione esoterica. Vi è solo una frequenza numerica superiore alle leggi del caso. Quindi non so ancora spiegarmi che senso possa avere. Un senso lo avrà, ma non è tra nessuno di quelli descritti dagli esoteristi. Perciò divengo dubbioso anche sul fatto che si possa dare una risposta al suo caso. Io non mi interesso a questioni esoteriche perché ritengo più interessante leggere i fatti dalla prospettiva antropologica e psicologica; perciò non posso definirmi un esperto del settore numerologico. Però ho prova che la numerologia applicata all'astrologia non funziona per niente. Mi fu fatta una lettura numerologica da una "esperta" e fallì totalmente. Aveva capacità scarse o era la numerologia a non funzionare? Non posso dare risposte assolute. Certo è che i Pitagorici avevano trovato una costanza numerica tra le forme e gli elementi della natura, fattori che sono usati per definire qualitativamente gli angoli tra i pianeti, i cosiddetti aspetti. E allora cosa le posso dire? Che non so darle risposte definitive a proposito di questa storia. Però è indubbio che qualcosa c'è ed è ancora da scoprire. Ciò che ho scoperto sino ad ora però, non mi ha convinto.  
 

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