DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

sabato 8 luglio 2017

Avere ci rende felici?


 Se dobbiamo attenerci a quanto dicono le culture orientali, noi dovremmo distaccarci da qualsiasi forma di possesso proprio perché esso è forma di sofferenza. Tant'è che il mistico decide di distaccarsi completamente dal mondo materiale e sociale, per condurre una vita ascetica. 

Ma noi vogliamo veramente una vita del genere? Sapere che il desiderio ci spinge alla sofferenza è una ragione sufficiente per dire che bisogna arrestare ogni forma di desiderio?

Secondo il mio punto di vista le concenzioni orientali sono valide fino a un certo punto. Dal punto di vista biologico, evolutivo, sono le difficoltà quelle che fanno evolvere il soggetto, quindi, la sofferenza in qualche modo può esserci utile, ma a patto che non diventi patologica. Quindi come al solito ciò che consiglio è l'equilibrio. 

Né misticismo zen, né avidità. Desiderare significa avere un mordente per andare avanti. È vero, tutto questo non è altro che il frutto della società e se solo vivessimo in una società diversa, i nostri desideri sarebbero altri. Ma  siamo sicuri che non sia utopica una società incentrata sul non desiderare, sul non avere? Come crescerebbe un bambino in un mondo così, senza sfide, senza frustrazioni? Come potrebbe migliorarsi? Cosa potrebbe imparare? Attenzione a non demonizzare quel che abbiamo sotto il naso!

La vera illuminazione, secondo me, il vero risveglio sta nell'arte di saper vedere il bello e il buono anche in ciò che ci limita, anche nel desiderio, nell'avere, anche in quel che ci fa soffrire. Se ci levassero una bici da sotto i piedi non potremmo mai cadere e non potremmo rialzarci. Senza quel ginocchio sbucciato, siamo sicuri che la vita avrebbe lo stesso senso?

Qundi sfatiamo immediatamente il mito che dobbiamo rimuovere qualsiasi forma di sofferenza. La vera sfida è trionfare dinnanzi alle difficoltà, poter insegnare questo ai nostri figli, andando incontro al desiderio, all'avere. 

Voglio un auto nuova, voglio la fama, voglio più denaro, voglio una famiglia, voglio una bella casa, voglio una collana, voglio, voglio... Sono cose che ci danno la felicità? Saremmo ipocriti a dire di no. Qualcuna sarà pure effimera, ma chi siamo noi per giudicare quello che piace al prossimo? Perché questa arroganza? 

Certo non possiamo basare la nostra felicità SOLO sull'avere. Ma l'avere fa ANCHE parte della nostra felicità. Perché rinnegarlo? Solo per esser alla moda con le dottrine orientali? E allora perché mai non lasciate tutto per andar a vivere come eremiti?

Perché un conto è esser d'accordo a livello cognitivo con quanto dicono le dottrine orientali, e un conto è esser veramente persuasi che sia la cosa giusta. C'è sempre qualcosa dentro di voi che vi spinge a predicare bene ma a razzolare male. Perché qualcuno vi sta mettendo in testa che desiderare è sbagliato. No, ciò che è sbagliato è l'eccesso, rinnegare il desiderio. 

Questo è frustrante perché pone in contraddizione. Siamo frustrati per il fatto di non riuscire a raggiungere i nostri obbietti e frustrati pure per il fatto di sapere che ciò che vogliamo è sbagliato. Ma chi lo dice che è sbagliato? Non giudicatevi. Desiderate, cercate, lottate per i vostri desideri, e se per voi la felicità sta nel voler possedere palate di soldi, cosa c'è di male? 

Quel che sappiamo è che una volta soddisfatto il nostro desiderio, tutto torna come prima: siamo di nuovo pervasi dal desiderio di conquistare altro. Va benissimo! Cosa c'è di male? Insoddisfazione. Il ciclo si ripete. Qualcuno consiglia di spezzare il circolo: una vera felicità sta quando siamo sodisfatti di quel che abbiamo. E va benissimo! Siamo tutti d'accordo. Ma vogliamo veramente ciò?

Vogliamo veramente farci bastare quel che abbiamo? C'è chi ci riesce. C'è chi non lo vuole e rischia di esser meno felice. Ma esiste anche un'altro punto prospettico da cui osservare i fatti: e se fossimo felici per il semplice fatto di desiderare?

Si potrebbe esser felici non della destinazione raggiunta, ma del viaggio che stiamo compiendo per raggiungerla. Perciò, se è difficile lottare contro i nostri desideri facendo uno sforzo di consapevolezza per apprendere che sono cose che non ci servono veramente, potremmo invece esser felici di fare qualsiasi cosa, piccola o grande che sia, ma verso una direzione. Il fine non è l'obbiettivo, ma il percorso perché ci insegna come reagiamo, ci insegna chi siamo, ci parla di noi e di quello che potremmo essere, imparando da quel che ci accade.

Difficile? Tanto quanto smettere di desiderare. A voi la scelta: in fin dei conti nessuno ci può giudicare. 

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Dal punto di vista astrologico, il segno destinato a essere più felice degli altri, mediamente, è il Cancro perché ha poche pretese: gli basta l'amore della sua famiglia e delle piccole cose. Ma è anche il più fragile se questo dovesse venire a mancare. L'Aquario forse è il più disinteressato e assieme ai Gemelli è il più capace di ricominciare daccapo dopo una sconfitta. 
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Buongiorno Giuseppe.
Le scrivo perchè sto attraversando un momento molto difficile, oramai da 6 mesi. A novembre ho conosciuto un ragazzo, (...) di cui mi sono innamorata e che mi ha fatto molto soffrire, ingannandomi e manipolandomi psicologicamente. L'incontro è avvenuto nello studentato in cui vivevo ormai da tempo e, non senza difficoltà, sono stata costretta a trasferirmi.
Vorrei sapere se tutto ciò corrisponde a particolari transiti, se ciò sta finendo, ma soprattutto se troverò qualcuno che mi vuole bene davvero. Sono molto sola e nella mia famiglia, purtroppo da sempre, non trovo quella comprensione e supporto di cui avrei pure così tanto bisogno. Ciò sta incidendo negativamente sui miei studi, i miei impegni, adesso al punto da compromettere tutto. Quando troverò quella "casa" di cui ho così disperatamente bisogno? Spero possa darmi una mano a vederci più chiaro.
Aspettando fiduciosa una sua risposta,
(...)

Avevo già in memoria i suoi dati relativi all'agosto del 2015, data in cui mi ha contattato per la prima volta. Sono lieto sia tornata nuovamente a scrivermi.  
Giove, nel suo TN, si trova in VII Casa e non è leso da nessun pianeta. Però noi sappiamo che in ogni caso si esprime portando con sé una piccola quota di ingenuità. Perciò io ipotizzo che gli inganni ricevuti siano da attribuire a questa posizione. Inoltre potremmo attribuire tale situazione all'opposizione tra Venere e Luna ma mi sembra davvero eccessiva perché sarebbero poco più di 10 gradi. Quindi, per poter trarre delle conclusioni dovrei capire veramente bene tutta la sua situazione, capire cosa è successo, anche vedendo i fatti dal punto di vista dell'altra persona. Altro elemento che si manifesta portando difficoltà nell'esprimere la dimensione emotiva della sua vita è il Saturno in 12^ dissonante alla Luna in Cancro. Qui si vede fortemente la frustrazione al bisogno di maternità, o al rapporto con la madre, o a manifestare la propria femminilità con serena tranquillità. D'altronde lei ha pure Venere, dominante, ma nel Capricorno. Però sono molto ottimista! La Luna è in trigono a Giove in VII Casa e quindi penso che la sua situazione possa in futuro migliorare sensibilmente, anche perché Venere in X Casa significa proprio che la sua realizzazione avverrà tramite l'amore (o attraverso attività artistiche).

Nel prossimo anno astrologico abbiamo Venere in 12^ Casa di rivoluzione che ci parla ancora di inganni, paure, preoccupazioni per l'amore. Tra l'altro Saturno sarà pure su Venere radix e questo mi preoccupa non poco. Sembra quasi come se lei sarà costretta a vivere una relazione rinunciando ai sentimenti, cioè con maggiore severità, serietà, durezza. Sicuramente sarà meno ingenua; ma non credo che tale transito sia sufficiente per qualcosa di serio e duraturo e invece vedo come se decidesse di chiudere totalmente con l'amore, almeno per un anno. 

Tra due anni, con il transito di Urano in trigono a Venere radix, qualcosa potrebbe smuoversi in positivo. E infatti la RS che parte dal compleanno 2018 mostra Giove e Venere in VII. Se lei trascorresse il compleanno a circa 200 km a EST dalla sua città di nascita otterrebbe moltissimo davvero, anche in salute e lavoro. 

I problemi relazionali che sta vivendo da sei mesi a questa parte sono dati da Marte e Nettuno in 5^ Casa di rivoluzione e dal transito di Giove in VII Casa radix.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Al Rami, stavo cercando di capire l'aspetto di congiunzione e come inquadrarlo a livello visivo.
In pratica quando un pianeta di transito si congiunge a uno natale significa che prende il suo posto?
E perché l'influenza di quello natale resta anche se non è nella stessa posizione?
Grazie

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

In realtà il discorso dei transiti è un gran bell'enigma. Non si sa bene come funzionano. Io sono arrivato alla conclusione che siano neutri, che un trigono può essere pessimo tanto quanto un quadrato. Quindi, se vuoi una regola ben precisa su come sicomporta un pianeta in congiunzione, beh, tidirei che si comporta esattamente come si comporta un qualsiasi altro aspetto: un enigma.
Studia centinaia e centinaia di casie vedrai che nulla è come dice la tradizione. Se fosse così, allora tutti farebbero previsioni infallibili e l'astrologia sarebbe una scienza esatta. Quel che mi aiuta a capire come agiranno i transiti, è la RS.

Un pianeta in transito (congiunzione, trigono, opposizione etc. etc.), infonde il suo peso simbolico e simbologico suquello del pianeta radix. Per esempio: Giove che transita su Saturno significa che Gove dona ottimismo a ciò che è pessimistico e perciò concede a Saturno un po' di tregua. Sarà un Saturno un po' più buono, un po' menoserio. Tutto qui.

Anonimo ha detto...

Ma quindi una rivoluzione solare conferma in via finale i transiti dell'anno solare e di come si sono espressi?
Si può dire che una rivoluzione solare si "attivi" soltanto il giorno prima del compleanno come risultato dei propositi indicati dal giorno dello scorso?

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Sì, fondamentalmente la rivoluzione solare ci fornisce indicazioni su come si esprimeranno i transiti lungo il corso dell'anno. Questo accade in linea di massima.

La rivoluzione solare comincia nel momento in cui scatta il compleanno e termina un secondo prima che scatti il nuovo compleanno.

Anonimo ha detto...

Ciao Al Rami, una domanda velocissima:
Quando una congiunzione cade in in due case di rivoluzione solare come va letta? Vale per entrambe le case oppure un pianeta può avere più o meno influenza?
Grazie

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Nella Rivoluzione Solare non si calcolano gli aspetti astrologici tra pianeti. Si calcola solo quanti e quali sono i pianeti che si trovano all'interno di una casa. Un pianeta si trova nella casa precedente e in quella successiva se si trova almeno a 2 gradi e mezzo di distanza dalla cuspide precisa.

Anonimo ha detto...

La ringrazio moltissimo per l'analisi, in cui mi ritrovo e che mi rende più chiare le mie dinamiche interne. Avrei una domanda. Il fatto che abbia già subito questi inganni, ha esaurito l'azione di Marte e Nettuno in 5^ casa di Rs o quest'influsso continuerà ad esplicitarsi fino alla fine dell'anno solare?

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Non possiamo saperlo con certezza. Può dipendere dalle rivoluzioni lunari simili a quelle già vissute durante l'anno.