DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

martedì 15 agosto 2017

Il successo con il Kung Fu. 3^ lezione


Troppe volte la vita ci porta ad arrabbiarci. Infondo sappiamo solo noi quel che veramente ci indispettisce. Ma a dire il vero ci arrabbiamo molto facilmente anche per delle sciocchezze. Intolleranza spesso e volentieri. 

Noi sappiamo che il nervosismo, la rabbia, la tristezza conducono alla degenerazione di certi circuiti neurali e perciò, già questo sarebbe uno schiaffo a chi sostiene che soffrire fa crescere. No: una sofferenza prolungata fa solo decrescere. Quindi il nostro obbiettivo dovrebbe essere quello di sfuggire come la peste quel che ci fa soffrire. Ma certamente non possiamo fare come i santoni, come i bonzi che si isolano dal mondo per condurre una vita ascetica appunto priva di guai. 

Noi abbiamo scelto di affrontare la vita e non possiamo evitare in guai in alcun modo. E allora ci viene in aiuto una mossa di Kung fu per fronteggiare questo nemico: per sferrare un colpo davvero efficace bisogna immaginare che l'avversario si trovi un po' più lontano rispetto a noi. In questo modo il colpo risulterà più potente perché per raggiungere un obbiettivo più distante occorre più energia. In sisntesi bisogna sopravvalutare le distanze, sopravvalutando la difficoltà. Ma nella vita di tutti i giorni come si applica questo principio?

Sopravvalutando ugualmente la difficoltà. Immaginiamo di esser vittime di qualcosa che ci fa arrabbiare. Per sconfiggere questa rabbia occorre pensare a qualcosa che ci farebbe ancora più rabbia. Un tizio ci ha detto che siamo ignoranti? Questo ci fa arrabbiare. Ma sarebbe peggio se oltre ad averci detto che siamo ignoranti ci ha dato anche un pugno in faccia. Quello sì che sarebbe veramente grave. Un automoblista non ci lascia passare mentre noi abbiamo una fretta maledetta. Questo ci fa arrabbiare. Ma sarebbe peggio se oltre a farci perdere tempo scendesse dalla macchina e si mettesse a ballare la tarantella con tutta la sua famiglia e bloccasse la strada per ore. Insomma, il trucco sta nel pensare che il problema che ci sta giungendo non è poi la fine del mondo: c'è sempre qualcosa di peggio. Se penso a qualcosa di peggio, il mio colpo per neutralizzare la difficoltà sarà più potente. Certo, non è sufficiente; ma a volte può esser di conforto. 

E allora, allenatevi tutti i giorni con questo essercizio non dimenticando di praticare gli altri descritti nelle due lezioni precedenti: ormai non siete più cintura bianca; 
è arrivato il momento di passare al livello successivo. 

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