DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

martedì 6 novembre 2018

Ouroboros


Ouroboros, ovvero il paradosso: se il metodo scientifico sta alla base del processo di ricerca e scoperta in psicologia, bisogna anche domandarsi quale sia la psicologia alla base della scoperta scientifica. 

Soggetto e oggetto della ricerca si alternano, si confondono e si mischiano. 

Perché se da una parte c'è la necessità di dare un rigore alle ricerche che affrontano il tema dei bisogni umani, dall'altra sono gli stessi bisogni che ci parlano di come siamo giunti a stabilire un metodo scientifico. 

La psicologia giudica la scienza; ma la la scienza fornisce alla psicologia gli strumenti per un giudizio a sua volta scientifico. 

Ma la pretesa di scientificità della psicologia forse è un po' eccessiva dato che non è possibile replicare certe esperienze: ciò che capita dentro di noi, infatti, non sempre può essere generalizzato. 

E allora una psicologia del metodo scientifico quale valore potrebbe avere? Certamente non un valore assoluto. Chiaramente, un valore assoluto su qualsiasi livello è forse una pretesa troppo azzardata visto che l'essere umano vive limitato nei propri cinque sensi. Ma quel che ci domandiamo qui, non è l'esistenza di una verità assoluta; piuttosto si tratta di stabilire una verità umana che in quanto tale rappresenta di per sé già una categoria su cui far "navigare" tutte le sottocategorie di verità relative. 

Una di queste è appunto la psicologia. 

Dato che la psicologia non è una scienza esatta, vuol dire che gli strumenti della scienza non sono sufficienti per garantire alla psicologia di sondare la realtà umana in maniera totalmente oggettiva. Perciò possiamo dire che la scienza non può essere sondata scientificamente. Secondo me può essere solo "filosofeggiata". Il che non è un male perché ci costringe a comprendere immediatamente quanta umiltà occorre se non si vuol fare la figura di risultare troppo dogmatici. 

Per questo dobbiamo accettare anche discipline che scientifiche non sono. Infatti è per mezzo di qualcosa di non scientifico, ossia il desiderio umano, il bisogno di scoperta e conoscenza, che disponiamo di una conoscenza scientifica. Nel momento in cui cerchiamo di sondare lo stesso bisogno che ha partorito la scienza, ecco che la scienza stessa perde di efficacia; o quanto meno,  lo studio della psicologia è parzialmente affidabile

Ma possiamo negarne la validità? Dobbiamo rinunciare a essa per la pretesa della certezza assoluta? No, purché ciò che ne viene fuori sia usato come provvisorio. 
E se per sondare l'uomo ci avvaliamo di qualcosa che è provvisorio, incerto, parzialmente affidabile nonostante l'incisività di certi contenuti e di certe ricerche, possiamo usare altri strumenti altrettanto incisivi ma poco scientifici come l'astrologia?

Ebbene, anche dovendo collocare l'astrologia tra le discipline meno incisive che possano esistere, secondo il mio parere vale ugualmente la pena adottarla per formulare ipotesi o per avere un quadro della realtà alternativo; o per avere uno strumento ermeneutico utile a formulare ipotesi da verificare con l'esperienza diretta.

Chiaramente, come accade per qualsiasi disciplina umanistica, l'obbiettivo è quello di giungere a una conoscenza nomotetica e a una idiografica: da un lato si procede alla generalizzazione dei casi studiati e dall'altro ci si concentra sul singolo individuo partendo dal presupposto che ogni essere vivente è unico e irripetibile. Il che sta a significare che esistono dei tratti generalizzabili e altri che invece dipendono da variabili che con l'astrologia non si possono generalizzare. Per questo non è possibile pretendere scientificità dall'astrologia.

Ma come abbiamo visto, a meno che non si scardini totalmente l'impianto dell'epistemologia, cioè delle regole per fondare una scienza sempre più "esatta" e pertinente a studiare qualsiasi fenomeno, occorre adottare una mentalità pionieristica e anche un po' impertinente. Ciò che fa male sia alla scienza e sia all'astrologia, secondo me sono i dogmatismi. Vogliamo parlarne dal punto di vista psicologico? Peccato che non sia esattamente ...scientifico, ma non per questo inefficace. 

Volevo parlare di questo argomento perché nella stesura del mio libro sulle origini dell'astrologia c'entra tantissimo la psicologia alla base del processo di ricerca "scientifico" che ha portato gli antichi a elaborare una tecnica matematica, geografica, astronomica, umana, ovvero quella astrologica (appunto la prima scienza). Pur rimanendo nel campo delle ipotesi, credo che questo "viaggio" valga la pena di essere raccontato. E voi che ne pensate? 

Come al solito questi sono pensieri estemporanei di cinque minuti e non un trattato di filosofia.   

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