DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

martedì 1 ottobre 2019

Nella mente dell'astrologo recensione di Ciro Discepolo


Ecco a voi la recensione che Ciro Discepolo ha fatto del mio libro.

^^^Giuseppe Al Rami Galeota — Nella Mente dell’Astrologo — Edito in proprio. Giugno 2019. By Ciro Discepolo.

Il libro di Giuseppe Galeota è pieno di punti interrogativi e ciò, solitamente, è un bene.
Altre volte, invece, ciò rappresenta il trionfo dell’impotenza di un soggetto e la conseguente paralisi operativa, in ogni settore. Allora desidero subito sgombrare il campo da questo sospetto: l’Autore non è bloccato da — mettiamo — un Marte leso in Bilancia o da altri fattori assai inibenti sul piano operativo, anche intellettuale. No. La sua quasi “ossessione” a reiterare argomenti che lo stimolano da sempre, con fervore e anche con spirito da duellante, è, in tutta evidenza, figlia del suo Marte in Gemelli in Decima Casa, al sesquiquadrato strettissimo di Urano nella terza Casa del suo cielo natale ed egli, legittimamente, scrive di sé nella quarta di copertina: “… è uno degli astrologi più agguerriti e creativi dei nostri giorni perché unisce lo scetticismo dello scienziato alla fantasia dell’inventore…”.

E allora mi sono calato con piacere nelle duecento pagine che ci descrivono, assai da vicino, la sua dicotomia dottor Jekyll e mister Hyde.
Anzi, per dirla tutta, parlerei di una tricotomia: Giuseppe e Galeota si propongono come i protagonisti del celeberrimo romanzo di Robert Louis Stevenson e Al Rami potrebbe essere la variante interessante di quel famoso caso in cui, poi, quello che si espone, professionalmente parlando, non è né Giuseppe né Galeota, ma Al Rami che un po’ timidamente all’inizio, e più decisamente oggi, fa l’astrologo, scendendo in campo e prendendo decisioni.

Quando lo conobbi, già molti anni fa, avvertii questa sua sofferenza interiore e pensai che rischiava di fare la fine di tanti aspiranti astrologi che anziché lasciare il bozzolo per diventare farfalle, restano tutta la vita in un limbo etereo a chiedersi, con l’ossessività dell’onanismo mentale spinto e reiterato all’infinito, se sia o no possibile agire secondo un proprio libero arbitrio.
Per tale motivo, riconoscendo in lui delle qualità di astrologo e di studioso (infatti si è anche laureato in scienze e tecniche psicologiche), ma soprattutto di onestà intellettuale, gli “forzai la mano” mandandogli (e ancora oggi lo faccio) molte persone che chiedevano a me un consulto. In questo modo misi in atto, lo confesso, una piccola prepotenza, ma siccome giudicavo l’uomo dai suoi astri, credo di non essermi sbagliato e credo che anche lui, oggi, sia soddisfatto di tale forzatura da parte mia.

Se dovessi dire a quale categoria precisa appartiene il suo libro, avrei delle difficoltà; certamente la domanda, diretta e indiretta, che attraversa tutto il volume è: l’astrologia è scienza o arte?
E di ciò si parla, esplicitamente o no, in ogni pagina del testo.

Io credo che dovrebbero esserci molti libri come questo, ma solitamente la maggior parte dei lettori contemporanei chiede tre cose:
- Un libro di due pagine
- Che si possa scaricare gratuitamente
- Che sia un Bignami in grado di spiegare in poche righe tutto il pensiero dell’Autore

A costoro saprei cosa consigliare, ma quella è un’altra storia.
Tanto per fare un esempio, che mi auguro di ritrovare nel prossimo libro di Al Rami, ho letto, recentemente, un breve scritto di uno dei più mediocri “astrologi” contemporanei da me conosciuti in cui costui, evidentemente in preda ad un attacco sfrenato di autostima, si lanciava a tentare di fare l’analisi di un recente disastro elettorale e spiegava il crollo di un esponente politico con il fatto che costui aveva, in quel momento, un transito di opposizione di Saturno al proprio Sole e alla propria Luna.

Ecco, questo, purtroppo, è quanto ci tocca leggere oggi e allora ben vengano libri come quello di Al Rami che, partendo da Popper e proseguendo per Freud, Jung, Hillman, si soffermano anche su Gauquelin, su Albert Einstein, sull’astrologia karmica e spiritualista e su cento cose ancora dove sullo sfondo il Lettore continuerà a leggere l’eterna domanda che affligge la mente (Marte è in Gemelli) e non l’anima dell’Autore che è comunque un cancerino DOC, con il suo Sole in Quarta Casa: l’astrologia è scienza o arte?

In alcuni punti del libro si può restare un tantino perplessi, come quando scrive (a pagina 16): “l’arte è metodo, la scienza è sapere”.
Ma è chiaro che tra menti pensanti non si può condividere tutto e, invece, ripeto che la sua ultima fatica è un ottimo utensile per allenare il proprio cervello a pensare.

Mi permetto anche di suggerirgli un tema per il prossimo libro (qui c’è scritto “Vol. 1”): vogliamo chiederci perché, del tutto diversamente dall’ambito scientifico, in Astrologia non esiste replica agli argomenti pur importanti che grandi autori hanno gettato in campo decenni fa?
Perché, per esempio, non si risponde alla provocazione che Marina De Chiara e il sottoscritto (nel libro “Scienza e Scienze Umane” e poi anche in “Requiem for Astrology”) denunciano il fatto che attualmente la Scienza è priva di uno statuto scientifico (per i motivi da noi illustrati)?
E perché non si replica al credo generale (mi riferisco sempre ai due appena citati volumi) per il quale una materia come la Sociologia (ma vale anche per l’Astrologia e tanti altri Saperi) non dovrebbe essere considerata né scienza né arte, ma molto più semplicemente “scienza umana”?
 
Caro Giuseppe, io credo che nonostante le tue lacerazioni interne, tu abbia già scelto, perfettamente, la tua strada e lo dimostri a pagina 66 del tuo libro quando spieghi in che modo hai potuto redigere delle previsioni precise oppure alle pagine 56 e 57 dove illustri come ti sei accorto dell’orario sbagliato che ti era stato riferito da un cliente per poi concludere — a mio avviso è questa la vera tua conclusione dopo duecento pagine di domante — (a pagina 110) “… Questa generalizzazione polemica del grande scienziato (Albert Einstein, NdR) ci fa comprendere che bisogna accettare le limitazioni delle nostre osservazioni; ed è anche il pensiero che ho ereditato da Ciro Discepolo: non sa spiegarsi perché qualcosa funzioni; però ne ha dimostrazione, contrariamente a chi sa un mucchio di cose che restano tristemente indimostrate. Ecco il punto fondamentale del discorso: non importa affascinare il pubblico attraverso una cultura straordinaria; ciò che conta è l’efficacia di poche, semplici cose. Sono soprattutto le dimostrazioni pratiche ad aver condizionato le mie scelte e che oggi hanno alleggerito il mio bagaglio di terminologie astrali: mi renderebbero più affascinante agli occhi dei lettori, ma in realtà certe conoscenze sono ‘tutto fumo e niente arrosto’…”.
Insisti, Giuseppe.^^^

 Quando Discepolo dice che vivo una tricotomia interna si riferisce al fatto che il mio libro contiene una specie di dialogo a più voci, io stesso, in cui difendo e condanno l'astrologia contemporaneamente, difendo e condanno il metodo, difendo e condanno argomenti a carattere scientifico, epistemologico, filosofico. 

In pratica ho cercato di essere quanto più onesto possibile. Al Rami, pur avendo deciso da quale parte stare, quale sia lo schieramento verso cui dirigersi, è comunque accompagnato da due vocine: Giuseppe e Galeota ognuno in antitesi tra loro. Le due voci della coscienza, mente e anima, ragione e creatività, etc. etc. 

E il secondo volume di prossima pubblicazione (spero entro Gennaio 2020) prosegue sulla stessa scia del primo. Insomma, questi miei scritti dicono veramente chi sono, cosa che si evince poco dai miei interventi su internet, dove preferisco essere più vago, più superficiale, più sintetico. 

Gli amanti dei libri di Ciro Discepolo potranno apprezzare questo mio lavoro astrologico che da lui stesso è stato tanto elogiato (e Discepolo non è mai generoso di complimenti: piuttosto si farebbe tagliare un braccio ma non darebbe mai a Cesare ciò che non è di Cesare). 

A me fa piacere; ma so che i miei lavori sono veramente per pochi. Di una cosa però sono davvero felice: sono riuscito nell'obbiettivo di stimolare alla riflessione, che poi è quello che ho sempre cercato di sollecitare durante i miei confronti/scontri astrologici che in passato ho sostenuto in ogni dove. Vedremo di accontentare Discepolo quando mi pone alcuni quesiti su cui lavorare per il prossimo volume. 

(p.s.: il libro è uscito pochi giorni prima del compleanno della mia amatissima nonna. Il prossimo sarà dedicato a lei).

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