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14 gennaio 2026

Astrologia giudiziaria e astrologia esoterica: la frattura

Morin, Metodo Galeota e Astrologia Razionale

Jean-Baptiste Morin, il Metodo Galeota e l'Astrologia Razionale

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1. Introduzione

Questo saggio si propone di esaminare in profondità il pensiero astrologico di Jean-Baptiste Morin de Villefranche (1583–1656), chiarendo in modo filologicamente preciso le sue idee originali e distinguendole dalle critiche e interpretazioni moderne. In una seconda parte, il testo analizzerà come il cosiddetto Metodo Galeota recuperi e superi alcuni degli aspetti fondativi dell’opera moriniana, confrontandosi anche con due figure centrali dell’astrologia contemporanea: Ciro Discepolo e André Barbault. Il testo è pensato per un pubblico che possiede già familiarità con il dibattito astrologico e con le categorie epistemologiche, ma non richiede uno specialismo accademico stretto.

2. Morin: contesto storico, cultura e intento riformatore

Secondo Morin: Jean-Baptiste Morin operò in un contesto culturale di transizione, fra l’ultima fase della scolastica aristotelica e l’alba della scienza moderna. Pur opponendosi al copernicanesimo e mantenendo una visione geocentrica, Morin tentò un’impresa di razionalizzazione dell’astrologia: pur non abbracciando il metodo sperimentale galileiano, egli cercava di ancorare l’astrologia a una struttura logico-naturale, ispirata al modello geometrico e alla medicina galenica. La sua Astrologia Gallica (1661) fu un’opera monumentale volta a definire regole universali e sistematiche per distinguere tra cause astrologiche autentiche e prassi arbitrarie.

Secondo l’analisi contemporanea: Dal punto di vista epistemologico moderno, Morin va riconosciuto come il primo a tentare una formalizzazione interna dell’astrologia giudiziaria. Nonostante il suo impianto cosmologico sia oggi obsoleto, il valore del suo progetto sta nel tentativo di delimitazione metodologica: non tutto ciò che è stato incluso nell’astrologia per tradizione o autorità merita di esserci. In ciò anticipa alcune esigenze di demarcazione che diventeranno centrali nella filosofia della scienza del XX secolo.

3. Astrologia giudiziaria vs astrologia esoterica

Secondo Morin: Morin rigettò radicalmente l’astrologia simbolico-esoterica che, secondo lui, contaminava il corpus disciplinare con assunti non verificabili. Egli rifiutò l’uso dei lotti arabi (eccetto la Parte di Fortuna), dei termini, delle dignità spurie e delle interpretazioni mitologiche. L’astrologia, secondo Morin, deve fondarsi su quattro assi cardine: natura del pianeta, stato celeste, determinazione locale e ricevente sublunare. Il principio della determinazione – ovvero che un pianeta non significa nulla se non ciò che è determinato a significare nel tema – rappresenta la svolta teorica moriniana. Così, Morin mette ordine fra interpretazioni arbitrarie e inferenze logico-causali, escludendo l’analogia mitica e il richiamo a “simboli eterni” o qualità spirituali dei pianeti.

Secondo l’analisi contemporanea: Questo passaggio rappresenta un chiaro tentativo di trasformare l’astrologia in una scienza naturale autonoma. La visione degli astri come cause efficienti naturali (e non simboli) colloca Morin in una linea causale aristotelico-galenica, ma lo distingue da ogni lettura esoterica. Tuttavia, i meccanismi causali da lui postulati non sono oggi sostenibili fisicamente: la scienza moderna non riconosce influenze planetarie diverse dalla gravità e dalla radiazione elettromagnetica. In tal senso, l’opera di Morin è un classico esempio di rigore interno applicato a un presupposto oggi indifendibile.

4. Metodo, logica e limiti della formalizzazione

Secondo Morin: Morin si propone di costruire un sistema assiomatico dell’astrologia, simile alla geometria euclidea. Ogni concetto è definito, ogni relazione deve poter essere dedotta da una combinazione di assunti teorici e osservazione razionale. La sua astrazione sistematica permette di distinguere l’astrologia “vera” da ogni altra forma divinatoria. In particolare, egli dimostra come il medesimo pianeta (es. il Sole) produca effetti diversi a seconda della casa in cui si trova, mostrando empiricamente che le case sono i vettori delle determinazioni e non i segni.

Secondo l’analisi contemporanea: Il modello moriniano è notevole per coerenza interna e chiarezza logica, ma fallisce rispetto al criterio di falsificabilità popperiana. I suoi assunti causali non possono essere sottoposti a esperimenti ripetibili e non producono previsioni univoche falsificabili. Tuttavia, rispetto a molte astrologie moderne – spesso sincretiche, simboliste o psicologiche – Morin offre uno dei sistemi più controllabili, a patto che se ne accetti il presupposto cosmologico, oggi respinto.

5. Il Metodo Galeota: razionalismo critico e genealogia del simbolico

Che cos'è il Metodo Galeota: Il Metodo Galeota nasce dalla volontà di riformulare radicalmente l’astrologia come dispositivo narrativo, simbolico o, se possibile, sperimentabile. Assume che nessuna coerenza interna – per quanto raffinata – valga come garanzia epistemica. Inoltre, riconosce che:

  • l’accordo di più scuole non prova nulla se non la ricorrenza di certi schemi retorici;
  • ogni linguaggio astrologico è costruzione storica, non riflesso di un ordine cosmico naturale;
  • le tecniche astrologiche vanno sottoposte a test controllati e, se non superano tali prove, vanno relegate alla dimensione simbolico-narrativa, utile ma non scientificamente fondata.

Convergenze e divergenze con Morin: Il Metodo Galeota trova in Morin un predecessore nella delimitazione razionale dell’astrologia, nel rifiuto del simbolismo mitologico e nella volontà di chiarire le regole dell’interpretazione. Ma mentre Morin crede ancora nella realtà oggettiva degli influssi astrali, il Metodo Galeota li sottopone a verifica epistemologica radicale: ciò che non è in qualche modo testabile viene considerato parte del linguaggio simbolico, non della ricerca.

6. Il rapporto con Discepolo e Barbault

Ciro Discepolo: Il Metodo Galeota riconosce a Discepolo un merito metodologico importante: la volontà di lavorare su dati, eventi, cicli e tecniche ripetibili. L’Astrologia Attiva resta un campo di applicazione interessante, assai valido e condivisibile.

André Barbault: Barbault rappresenta una figura ponte fra astrologia umanistica e analisi ciclica macrostorica. Il Metodo Galeota valorizza il tentativo di applicare l’astrologia a processi collettivi osservabili (ad esempio nei cicli Saturno-Nettuno) anche se mancano di spiegazioni causali e sono retrospettive.

7. Conclusione: epistemologia e responsabilità simbolica

Il Metodo Galeota si pone come prosecuzione critica della riforma moriniana: là dove Morin cercava di salvare l’astrologia attraverso la razionalizzazione interna, il Metodo ne testa la validità attraverso criteri logici, psicologici ed epistemologici esterni. Condividono la volontà di delimitare il campo e di espellere l’arbitrario; divergono sulla natura delle cause, sulla possibilità di fondare un’ontologia degli influssi, e soprattutto sulla funzione dell’astrologia nella cultura contemporanea. Integrando intuizioni operative di Discepolo e Barbault, il Metodo Galeota propone una nuova visione: o l’astrologia si fonda su riscontri, o resta una narrazione simbolica, da assumere con responsabilità ermeneutica, non come dispositivo predittivo. È in questa tensione tra storia, simbolo e metodo che si gioca la sua proposta teorica.

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