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15 gennaio 2026

Vero e verosimile in astrologia

Differenza tra vero e verosimile in astrologia – Il caso di Chirone

Differenza tra vero e verosimile in astrologia

Il caso di Chirone

Negli ultimi anni è sempre più frequente imbattersi in video, libri e interviste in cui si spiega perché Chirone debba essere considerato il guaritore, la ferita che cura, il trauma che diventa risorsa. La spiegazione, quasi sempre, parte dal mito.

L’autrice o l’autore ricostruisce con intelligenza il racconto mitologico, ne evidenzia i passaggi simbolici e, da lì, deduce un significato astrologico. Il risultato è spesso un discorso logicamente coerente, suggestivo e persuasivo.

Ma qui nasce una distinzione fondamentale, che in astrologia viene sistematicamente ignorata:

un discorso coerente non è necessariamente un discorso vero.

Coerenza narrativa ≠ verità

Stabilire il significato di un simbolo a partire dal mito consente di costruire un racconto verosimile, non una verità dimostrata.

Il mito:

  • è un sistema simbolico,
  • è aperto all’interpretazione,
  • permette deduzioni multiple, anche tra loro incompatibili.

La capacità di interpretare un mito richiede intelligenza, creatività, abilità deduttiva e cultura simbolica. Tutte qualità rispettabili, ma che parlano del mito, non dell’effetto concreto e operativo di Chirone nella vita reale.

Il verosimile come trappola cognitiva

Un racconto mitologico ben interpretato produce verosimiglianza: “ha senso”, “torna”, “è coerente”, “mi risuona”.

Ma il verosimile:

  • non conferma una credenza,
  • non la dimostra,
  • non la rende verificabile.

Serve piuttosto a giustificare ciò in cui già crediamo. È lo stesso meccanismo della razionalizzazione: una spiegazione elegante costruita a posteriori per difendere un’ipotesi mai testata.

Lo stesso mito, infinite deduzioni

Un punto raramente esplicitato ai lettori è questo:

un altro astrologo potrebbe applicare deduzioni diverse allo stesso mito e ottenere conclusioni altrettanto plausibili.

Dal mito di Chirone si potrebbe dedurre, ad esempio:

  • l’impossibilità di guarire,
  • la ferita eterna,
  • la marginalità,
  • la punizione per l’hybris,
  • la conoscenza che non salva.

Tutte interpretazioni coerenti e argomentabili. Ma quale sarebbe vera? E soprattutto: in base a quale criterio?

Mettere in bocca a Chirone ciò che non dice

Il problema nasce quando si compie questo salto illegittimo:

  1. interpretazione del mito,
  2. deduzione simbolica,
  3. attribuzione di effetti psicologici concreti,
  4. applicazione automatica al tema natale.

Senza mai passare da sperimentazione controllata, criteri dichiarati, protocolli replicabili e contro-esempi documentati.

Perché non mi fido delle “sperimentazioni personali”

Molti autori giustificano queste attribuzioni dicendo: “l’ho visto funzionare”, “la mia esperienza lo conferma”.

Il problema è che nessuno esplicita la metodologia, nessuno dichiara i criteri, nessuno mostra i fallimenti, nessuno permette il controllo esterno.

Nei miei lavori ho fatto l’opposto: ho dichiarato i criteri, mostrato i limiti, esplicitato gli errori e separato la narrazione dall’uso operativo.

Metodo prima del significato

Se vogliamo che l’astrologia cresca come forma di sapere, dobbiamo fare una scelta netta:

mettere al centro la metodologia, non il racconto.

Solo una metodologia dichiarata, condivisa e controllabile permette di distinguere tra ciò che sembra vero e ciò che resiste ai test.

Il problema dell’approccio americano

Nell’approccio americano contemporaneo non esiste vera critica tra scuole. Ogni autore è intoccabile e il dissenso è vissuto come attacco personale.

In un contesto simile nessuna teoria può essere confutata, nessuna pratica può migliorare e nessun sapere può evolvere.

L’assenza di critica produce astrologi sempre più egocentrici, dogmatici e spesso pessimi ricercatori.

Conclusione

Il mito è uno strumento potente, ma va riconosciuto per ciò che è: fonte di narrazione, stimolo simbolico, materiale poetico.

Se lo si usa per affermare effetti concreti senza verifica, non si sta facendo ricerca astrologica, ma costruzione di senso.

E la costruzione di senso può essere affascinante, ma non è conoscenza.


👉 Approfondimento:
Pilastro – Astrologia verificabile: cosa significa davvero


Autore: Giuseppe Galeota

Astrologo e ricercatore indipendente. Questo articolo fa parte del Metodo Galeota, un approccio all’astrologia fondato su criteri di verificabilità, esempi e contro-esempi, limiti dichiarati e controllo dei bias interpretativi.

Statuto:
qui “valido” significa discutibile e controllabile (criteri, contro-esempi, revisione).

Metodo:
astrologia giudiziaria (RS/RL) + criteri anti-bias (verifica / contro-esempi).

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