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15 ottobre 2016

Uomo e Natura (14^parte)

Risultati immagini per decrescita
Pallante in "la decrescita felice" si accosta al lavoro di Latouche offrendo una serie di esempi per rinunciare progressivamente, e in maniera intelligente, allo spreco. Ognuno potrebbe divenire produttore di qualcosa e tramite il dono, lo scambio, si potrebbe vivere tranquillamente. L'idea, anche in questo caso sembra essere inapplicabile poiché serve del lavoro accumulato per produrre quel che serve; e occorrono anche le risorse che non tutti dispongono. Terra, mezzi. Una soluzione inapplicabile. I più poveri non possono rinunciare a qualcosa che non hanno, ma applicabile solo per chi parte con delle risorse a disposizione. Come autoprodurre il vestiario? e l'energia elettrica? E gli strumenti tecnologici utili per la produzione di energia? Tutto sembra utopico. La crescita, per lui non è al servizio degli uomini; il reddito dovrebbe essere inversamente proporzionale alle proprie possibilità di autoprodurre, esaltazione della vecchia famiglia: i temi sono sempre gli stessi. 
In passato esisteva un rapporto perfetto tra uomo e natura, ma poi questo legame si è spezzato a causa della scoperta della proprietà privata. Il giusnaturalista Russeau lo affermava già secoli addietro. L'uomo è stato soggiogato da questo triste meccanismo e per Latouche e Pallante bisogna guardarsi indietro, al passato e recuperare un rapporto con la natura. Il soggetto è anche in questo caso, puro, se solo trova la possibilità di redimersi. 

Ma ciò che occorre è una risposta pratica al rapporto esistente tra uomo e natura. Daly ci prova: le risorse rinnovabili devono essere usate con una velocità tale che la natura possa ricostruirle. Questa è ancora la tesi della sostenibilità debole, non decantata da Giorgescu-Rogen. Cosa fare inoltre? Aumentare il valore dei prodotti, e ricordarsi anche della sostenibilità degli ambienti turistici per non alterare l'ambiente e regolarne i flussi.
 Mi è stato detto che molti non hanno ancora ben chiara la differenza tra zodiaco tropico e zodiaco siderale. Questo al punto da credere che quello che usiamo noi astrologi occidentali sia uno zodiaco sbagliato perché carente di un tredicesimo segno: Ofiuco. Ho già scritto molto sull'argomento e spiegato che questo è un errore gravissimo del lettore a digiuno di nozioni astrologiche; ma ho pensato che forse sarebbe meglio affrontare l'argomento attraverso un video: forse le immagini potrebbero portare maggiore persuasione in chi proprio non riesce ad accettare la realtà dei fatti. Non so quando potrò pubblicare questo video: forse passerà qualche settimana oppure un mese. Si tratta comunque di un progetto informativo per diffondere concetti di primaria importanza per qualsiasi astrologo serio e per chiunque vuole cominciare a studiare l'astrologia. Però non so fino a che punto lo studioso potrà ritenere valido questo mio proposito, anche perché la maggior parte di questi si accontenta di costruire oroscopi sui passaggi della Luna nei vari segni. Il che equivale a dire che vogliono le cose semplici, per passatempo e che non impegnino molto la riflessione, però atteggiandosi a professionisti e pretendendo umiltà da parte degli insegnanti: vorrebbero che tutti fossero sullo stesso piano. Sembra che il web abbia portato l'annullamento dei ruoli e della gerarchia. Il che rappresenta, a mio parere una miriade di nozioni a cui il lettore potrà dare credito non sulla base della competenza e dell'autorevolezza di chi scrive, ma sulla base della simpatia accordatagli. Il mio video, pertanto, sarebbe uno dei tanti a cui l'utente si interfaccia senza considerare la competenza. Detta così, ci si scoraggia perché se il proprio lavoro è equiparato a quello di un novellino, o peggio ancora di un imbonitore, e sono messi sullo stesso piano, allora non ha molto senso chiarire come stanno i fatti: ci sarà sempre il solito imbecille (come in effetti è già accaduto), che  darà dell'arrogante a chi ha da offrire qualcosa di veramente serio. Questo blog non è per tutti: è solo per chi ha un minimo di senno e crede ancora che la competenza abbia un qualche valore. Il mio video sarà solo per loro. Tutti gli altri sono invitati a non leggermi.  

30 settembre 2016

Uomo e Natura (10^parte)

Altri autori distanti dalla tesi del NEP di Dunlap e catton furono i neo-Marxisti come Wallerstein (Bilancia) che col suo concetto di pedana mobile rivisita il Marxismo. La società è vista come una pedana mobile a ciclo continuo, che sottrae materiali che crea danni e inquina l'ambiente. Questa pedana è legata alla promozione dell'immagine del prodotto e del produttore. Il suo lavoro è di tipo storico perché analizza l'origine del capitalismo, dagli albori da quando si diffuse perché la borghesia cercava nuovi metodi per arricchirsi. Quindi il capitalismo è una formazione storica nata in Europa e poi diffuso a livello mondiale, grazie a una planetarizzazione seguita da una crisi e un ulteriore sviluppo. Questo sistema mondiale capitalistico si è sviluppato in maniera tale che si sono gerarchizzate anche i vari territori: la manodopera libera in Europa nord occidentale, la schiavitù in sud America, la manodopera contadina in Europa meridionale. 

O'Connor (dati di nascita sconosciuti) del Marxismo invece recupera l'idea del soggetto puro. Marx lo vedeva attraverso la rivoluzione del Proletario che aveva solo bisogno di essere rieducato con una nuova ideologia per distaccarsi dalla concezione capitalistica. L'essere del soggetto non era questo, perché c'era il dover essere obbligato dall'ideologia capitalistica. Per Weber non c'era alcun individuo puro perché il soggetto nasce già in un contesto in cui è costretto a vivere. Un po' come il super-io freudiano che è il contesto di norme in cui il soggetto apprende certi divieti e certi comportamenti, in contrapposizione al Es delle pulsioni. Per O'Connor esiste un soggetto puro della filosofia, che aveva pensato bene di escludere il rapporto dell'uomo con la produzione proprio per non perdere il concetto di purezza. 

Per questo autore il problema va fatto risalire alla seconda contraddizione del capitalismo, tesi già espressa da Polany che voleva spiegare come il capitalismo si è salvato dalla crisi grazie all'intervento dello stato in una condizione di deflazione della moneta. La prima contraddizione sta nella crisi di sovrapproduzione interna al sistema; mentre la seconda è esterna, e riguarda i limiti che il capitalismo stesso produce nei confronti dello spazio e delle risorse. Le condizioni di produzione sono così distrutte. Quindi, in conclusione, per O'Connor ci vuole una rivoluzione come quella prospettata da Marx recuperando il soggetto puro, lo studente e le cooperative che che non sono ancora influenzate dall'ideologia. Per far questo ci vuole una socializzazione delle forze produttive, bisogna redimersi. Siccome le condizioni di produzione riguardano la collettività ognuno può sentirsi chiamato in causa e basta volerlo. Ma l'autore non considera il problema sotto tutti gli aspetti perché evidentemente non considera le lobby che detengono il potere di far andare le cose in un certo modo e di condizionare, pertanto, l'economia. 

03 luglio 2016

Disastri ecologici, multinazionali e astri. (1^parte)


Chi vorrà informarsi leggerà fino in fondo.

Quantistica e spiritualità sono gli argomenti più gettonati e spesso mischiati per sostenere i più disparati interessi culturali, ma il problema ecologico continua a esistere e poco ce ne importa. O quantomeno poco importa alla maggioranza della gente, che sì, pensa al fenomeno, ma poi di concreto non fa molto. Una vera spiritualità, a mio parere, porterebbe a una vera coscienza del rischio che corriamo, e di conseguenza anche a una reale azione costruttiva in difesa di Gaia, la madre Terra. 

In questo mio articolo ho deciso di ripercorrere le radici del pensiero ecologista, ovviamente in funzione delle mie conoscenze universitarie circa questo ambito della conoscenza. Questo ci permetterà di comprendere il fenomeno dell'inquinamento e del comportamento umano rispetto allo scarseggiare delle risorse per poi tentare di comprendere come ci si sta muovendo, concretamente, per risolvere il problema. Il tutto sarà osservato non solo attraverso la lente prospettica della sociologia dell'ambiente, ma pure tramite la lente dell'astrologia mondiale. 

Barbault stesso nel suo "i cicli planetari" mostra infatti l'incidenza di accoppiamenti di pianeti in corrispondenza di situazioni socio politiche e ambientali che riguardano i fatti più importanti della terra. Non sappiamo se siano i pianeti a determinare certe vicende, naturalmente in funzione delle loro possibilità di espressione, o se siano gli eventi stessi a decretare quel che significheranno certe posizioni astrologiche. È chiaro che la specificità dell'evento è ovviamente il risultato del periodo storico in atto e che il pianeta deve essere subordinato a ciò. Ma non possiamo escludere l'ipotesi che a maturare certi fenomeni sia anche l'incidere delle potenze planetarie, spingendoci, in conclusione a non saper scegliere se sia nato prima l'uovo o la gallina. Al di là delle filosofie personali, quel che sappiamo è che il transito dei pianeti lenti nei segni zodiacali inaugura nuovi movimenti di massa che naturalmente hanno peso relativo in funzione del singolo individuo e devono, perciò, essere letti solo in generale: è chiaro che il peso del pianeta generazionale sarà differente a seconda della struttura zodiacale specifica di ogni singolo soggetto; ma è solo pensando al suo valore collettivo che è possibile una generalizzazione. Le statistiche si fanno sulle grandi masse di popolazioni proprio per comprendere tendenze generali e non come tale tendenza è vissuta dal singolo soggetto. In virtù di ciò non ha molto senso prendere il caso particolare per confermare o meno la tesi dell'influenza collettiva di certi pianeti. 

Ma al di là di queste divagazioni, che non sono ovvie per tutti, a me preme dare una ragione astrologica al fenomeno dell'inquinamento. Il "responsabile" astrologico certo non può essere un solo attore ma l'incastro di cicli diversi che appunto vanno a sollecitare in maniera, ogni volta diversa, lo sviluppo di una data condizione preesistente. Nettuno è per me il gas serra, il fumo, l'inquinamento della biosfera con l'annesso surriscaldamento globale; mentre Plutone è la risorsa atomica così come il petrolio, i combustibili fossili  e non biodegradabili. Barbault vede in Saturno il lavoro umano ed è ovvio che l'incastro di tre cicli (Saturno-Nettuno, Saturno-Plutone e Nettuno-Plutone) possa aiutarci a comprendere la direzione di un fenomeno che, come ogni entità biologica, segue leggi e regole omeostatiche o tendenze cicliche. Sono questioni che approfondiremo dopo.

Ma scendiamo nel vivo della questione ecologica e vediamo assieme alcuni degli esiti di questi cicli planetari che secondo l'illustre astrologo francese dovrebbero raggiungere il picco negativo entro il 2020 per poi segnare, subito dopo, un periodo storico di lenta ripresa sino a una nuova fioritura ecologista, forse figlia di un risveglio di coscienze, non necessariamente segnato da un sempre più crescente misticismo (Nettuno in Pesci) ma che potrebbe comunque incidere significativamente.

Per parlare del fenomeno delle risorse ambientali dell'inquinamento bisogna, a mio parere, partire da certi fatti. I profughi ambientali sono uno dei più gravi risultati delle problematiche ambientali naturali o generate a causa dell'uomo. Le migrazioni di grandi masse spesso non sono raccontate dalle TV eppure rappresentano uno dei problemi più gravi di questi ultimi due secoli. La siccità, l'erosione del suolo e la desertificazione sono la ragione delle migrazioni di chi non ha più la possibilità di garantirsi la sopravvivenza, ossia i mezzi sicuri per il proprio sostentamento. Questo è quel che Norman Myers chiama esodo ambientale, spesso causato dall'opera umana. Basti pensare alle monumentali dighe presenti in diverse parti del mondo come possano concentrare le risorse idriche di una nazione solo in alcuni posti riducendo l'afflusso in altre zone, con conseguente impoverimento e inaridimento di quelle non più bagnate dai corsi d'acqua. Si stima che in India siano stati sfollati tra i 16 e i 38 milioni di persone, proprio a causa di queste costruzioni finanziate dalla banca mondiale. Interessi di pochi che si riflettono attraverso un danno ambientale che richiede interventi statali ben più importanti delle spese attuate per sovvenzionare i mega progetti edilizi. Il nord ovest della Cina è già dichiarata "disastro ecologico": i pochi campi coltivabili sono già confinati con dune sabbiose che presto prenderanno il posto del verde. Naturalmente la sempre più crescente domanda di carne, supera l'offerta e ciò impone una grande mole di coltivazioni che già da sole potrebbero sfamare l'intera razza umana e risolvere il problema della fame nel mondo e che invece viene impiegata per nutrire i bovini. 

Non bisogna mai dimenticare che questi progetti spesso, oltre a costare la vita delle persone a causa dei risultati a lungo termine, sono anche motivo di guerre civili e uccisioni già in fase di costruzione. Basti pensare per esempio all'assassinio di 376 persone tra cui donne e bambini, che protestavano a favore dell'abbattimento della diga Chixoy in Guatemala. Episodi come questi si sono ripetuti anche in altre parti del mondo. Siccome parliamo di fenomeni che accadono in continuazione da decenni, non possiamo pensare che siano giustificati da un solo passaggio planetario: è ovvio che si parla di grandi cicli della durata di secoli, che come ovvio che sia hanno la loro punta massima in certi momenti della storia. 

Tornando alla questione delle dighe, l'Italiana Salini Costruttori è coinvolta nella costruzione di GIBE III in Africa; imponente costruzione che, a parere degli esperti potrebbe indurre carestie croniche e portare all'estinzione di alcune tribù o alla dipendenza dagli aiuti umanitari. Lo scenario è tragico soprattutto se ci riferiamo al continuo abbassamento del lago Ciad che negli ultimi 40 anni ha perso circa il 90% della sua estensione e che da esso dipende la sopravvivenza di 22 milioni di persone. La possibilità di grandi esodi è certa. Non dobbiamo meravigliarci, dunque, quando barconi carichi di persone cercano asilo presso l'Italia, spesso vista come unica meta per risollevare un destino già segnato dalle multinazionali e dall'inquinamento, oltre che dalle guerre.

E parlando proprio di queste ultime, come non citare il conflitto israelo-palestinese che sotto le mentite spoglie di una guerra religiosa in realtà si basa sullo sfruttamento idrico del fiume Giordano con un consumo dell'82% di Israle contro il 18% della Palestina?

Il fatto è che oggi si prende dall'ambiente più di quel che è capace di donare, e rigenerare. Ci sono nazioni con un deficit talmente elevato che poi si giustifica chiaramente il perché di gravissimi saccheggi nei paesi del terzo mondo. L'obiettivo è quello di sfruttare meglio le risorse semi-rinnovabili (acqua, legna) e usare maggiori fonti di energia rinnovabili (sole, vento) che in verità non sono molto competitive rispetto ai prezzi di altre fonti energetiche. 

In mezzo a questo marasma di sprechi e sfruttamenti, il protocollo di Kyoto si impone per la gestione saggia delle risorse. Regole e leggi dovrebbero obbligare, le nazioni aderenti, al cosiddetto 20-20-20, ossia ridurre del 20% le emissioni di gas serra utilizzando il 20% in più di risorse rinnovabili entro il 2020. Fatta la regola si fa anche il modo per trasgredirla: il paese che ha raggiunto certi obiettivi annuali acquisisce dei crediti che possono essere ceduti alle nazioni che non hanno raggiunto l'obiettivo. In questo modo, pagando, è possibile continuare a costruire centrali inquinanti. A favore della UE abbiamo la riduzione di CO2 del 7% dal 1990 al 2010 e un investimento del +10% nel settore eolico e idroelettrico. Un passo in avanti è stato fatto ma ciò non è sufficiente. 

Contribuiscono all'emissione di gas serra anche i rifiuti organici che oltre a ciò producono il percolato, liquame che spesso finisce per contaminare le falde acquifere così come documentato in numerose occasioni dai giornalisti. Gli inceneritori dovrebbero compensare i problemi delle discariche, grazie all'ausilio di termovalorizzatori che comunque non riescono a smaltire completamente il materiale inquinante: del 30% dei rifiuti bruciati il 3% risulta essere molto pericoloso. Le cosiddette ecoballe, finiscono nelle mani di chi si assume la responsabilità di smaltirle, ma abbiamo documentazioni, anche tramite i resoconti dei pentiti della malavita, che queste sono sepolte sottoterra conservando grandi quantità di piombo, cadmio, zinco e plastiche, dannosissime per la salute dell'uomo. Parliamo delle ecomafie di Puglia, Campania, Calabria e Sicilia: una vera vergogna e disonore per la nostra Italia. 

Ogni abitante produce in media 14 Kg di rifiuti elettrici ogni anno. Di questi solo il 30% è trattato e riciclato. Il 70% viaggia spesso e volentieri nelle discariche dislocate in altri paesi del mondo come il Ghana e la Nigeria, naturalmente in maniera illegale: i paradisi della natura ormai sono davvero pochi se consideriamo questi miserabili misfatti. E in tutta questa "Babilonia" di malvagità egoistiche, cerchiamo soluzioni per produrre energia inquinando meno.

Einstein propose la soluzione tramite la sua famosissima formula E=MC2 e si passò alla sperimentazione che portò allo sfruttamento dell'energia atomica. Nel 1934 Enrico Fermi produsse la prima bomba sfruttando questa nuova fonte energetica dalla grandissima potenza distruttrice (Plutone). Lo capì presto il Giappone a suo spese. Non solo per ragioni distruttive, ma anche per migliorare la qualità della vita umana, la scoperta atomica produsse il nascere delle centrali nucleari. Quelle in funzione oggi sono di seconda generazione ma molti sono i paesi che, dopo alcuni incidenti, hanno indetto dei referendum per l'abolizione. Nonostante i reattori moderni siano raffreddati ad acqua o moderati a grafite, non ci si fida della sicurezza che quelli di terza generazione sono in grado di fornire. Già il livello massimo di gravità della scala INES era stato toccato con l'incidente del 1986 in Ucraina e oggi non si vuole correre ancora un rischio del genere. Ma il problema non è solo questo.

Uranio impoverito che si diffonde in microparticelle e che causa malattie mortali è anche l'ingrediente segreto dei vari missili utilizzati in diversi conflitti armati e che ha portato 40.000 militari alla contaminazione dalle micidiali radiazioni. Il problema dell'inquinamento, dunque, non è solo il surriscaldamento del globo, non è solo l'accumulo degli scarti che contaminano le falde acquifere; ma è pure la minaccia atomica che spesso è minimizzata dai vari enti governativi che non vogliono mai assumersi la responsabilità dei tumori a cui vanno incontro i loro militari. Basti pensare al Kosovo e ai 31.000 proiettili per il totale di 10 tonnellate di munizioni potenzialmente cancerogene. Ovviamente si ammala pure chi mangia alimenti contaminati. Nonostante tutto, la richiesta di Uranio è cresciuta, le risorse sono diminuite e i prezzi sono schizzati alle stelle. Dai 7 dollari del 2001 si è giunti ai 135 del 2007: una crescita esponenziale per l'industria del terrore. Ancora una volta, il ciclo di Plutone nei suoi aspetti con Nettuno o Urano, potrebbe illuminarci sui possibili sviluppi. 

Se le nano-particelle di Uranio impoverito vagano per l'aria e possono essere trascinate dal vento anche per centinaia di chilometri contaminando zone naturali oltre che urbane, che fine fanno le scorie nucleari?  Lo scopriremo nella prossima puntata. 

17 settembre 2014

Sociologia applicata all'astrologia. 20^ e ultima parte.

Come avevo preannunciato qualche giorno fa, oggi concludiamo il discorso legato alla sociologia generale in relazione all'astrologia. I concetti esposti lungo questo percorso, forse sono stati un po' difficili da recepire e mi rendo conto che, chi è abituato a leggere di argomenti pratici, si sarà trovato un po' spiazzato. Come ben sapete, il mio obiettivo è quello di regalare al mondo, spero, una astrologia colta e rinnovata partendo dalla convinzione che altre materie possono fornirci molti aiuti per una interpretazione corretta e più intelligente del tema di nascita. 

In particolar modo, i concetti fondamentali della sociologia generale più interessanti sono quelli che hanno messo in evidenza ancora una volta l'importanza del contesto come mondo di segni e simboli emotivi e non solo come semplice spazio fisico. Questo a supporto del fatto che una Casa astrologica non rappresenta solo l'ambito in cui avvengono le interazioni dell'individuo. Altra cosa di grande importanza risiede nella dialettica tra EGO e ALTER: la realtà esterna nasce interiormente e poi si palesa e concretizza per mezzo della comunicazione; rapporto di socializzazione basato su attrazioni e repulsioni, ma mediate da una seconda natura dell'uomo che è quella della cultura, ossia un insieme di norme, regole, simboli, convenzioni, miti, idee, oggetti, tali che condizionano le interazioni. Da un lato abbiamo l'individuo con le sue pulsioni, ma dall'altro abbiamo la società e la cultura che frenano l'individuo. L'individuo da un lato si contrappone alla cultura, ma dall'altro esso è l'unico mezzo a disposizione per garantire le interazioni sociali.

Tutto nasce da una sensazione di paura nei confronti dell'uomo stesso e delle armi che ha costruito. La paura è pure nei confronti del futuro, dell'incertezza del futuro e della frammentazione della realtà che altrimenti porterebbe a una visione del mondo estremamente relativizzata, cioè soggettiva. Ora, risulta interessante leggere il tema natale partendo non più dal presupposto che esso indichi le caratteristiche dell'individuo, ma partendo dal concetto nuovo che è l'insieme delle informazioni circa l'interazione del uomo con il mondo e del mondo con l'uomo. Dunque il tema natale fornisce indicazioni sulle caratteristiche dell'individuo e del suo comportamento nell'ambiente. Inoltre abbiamo visto che l'individuo adotta diversi comportamenti nei diversi contesti, poiché ogni contesto necessita di regole e norme differenti; ma abbiamo pure visto che esiste un comportamento prevalente che è quello dato dalla posizione del Sole nelle Case.

Queste distinzioni, a mio parere sono molto importanti. Lo è anche il concetto di Massa e di comunicazione mediatica poiché essa sicuramente influisce a condizionare le scelte dell'individuo, che non è vittima passiva delle informazioni che gli giungono, ma è parte attiva del processo. In sostanza la comunicazione di massa non sarebbe altro che una semplificazione dei valori dominanti grazie a un mezzo tecnico che ha la capacità di rappresentare la realtà in forma del tutto nuova.

L'individuo si trova a dover vivere una realtà del vissuto e una realtà del rappresentato; ma tutto ciò influisce relativamente sulle vere pulsioni e i veri desideri dell'individuo che, nella società trova solo il modo e i mezzi per soddisfarli. 

Ogni individuo esprime un coinvolgimento diverso in base a ogni istituzione e predilige una in particolare rispetto ad altre. Concludendo e sperando di non dimenticare altri concetti importanti, il tema natale esprime informazioni circa la sfera dell'intimità del soggetto, che come esposto in un degli articoli precedenti è l'ostacolo alla comprensione totale dell'individuo; il limite che pone tra se e gli altri. Questo limite è dato da una questione di autoconservazione dalla paura di trasgredire certe norme di comportamento, appunto stabilite dalla cultura e vissute in società. Questo è importante perché spiega come una consulenza astrologica sia qualcosa che va ben oltre la semplice analisi e spiegazione di certe caratteristiche al consultante: infatti egli nasconde all'astrologo e spesso persino a se stesso le sue vere intenzioni. La tendenza a non invadere la sfera altrui si chiama discrezione e per taluni risulta assai difficile non invaderla (come capita purtroppo ad alcuni, sopratutto sul web). 

11 settembre 2014

Sociologia applicata all'astrologia. 19^ parte.

Siamo giunti alla conclusione del nostro viaggio. Seguirà successivamente un articolo per sintetizzare tutto quanto appreso in questi 20 articoli. Oggi offro ancora un altro contributo a questa ricerca nonostante abbia già impegnato il mio tempo a scrivere altri due post nella stessa giornata. La necessità è quella di proseguire i lavori in maniera da poter poi occuparmi con più calma delle consulenze. 

Quando ho cominciato a studiare la sociologia generale ho pensato immediatamente che potevo ottenere importanti risultati per la mia ricerca. In particolare ho intuito immediatamente come le analisi sociologiche potessero essere usate come direttiva per lo studio dell'astrologia in termini di ricerca. 

La sociologia infatti si propone di cercare di stabilire delle leggi generali sul comportamento della gente in società, proprio come ci proponiamo noi astrologi per mezzo dell'osservazione empirica. Anche nella sociologia l'osservazione empirica è importante se confrontata con un modello di ipotesi teorica. 

Oggi ci occupiamo della parte tecnica: il lavoro di ricerca come avviene?
Le analisi di tipo astrologico sono di tipo accidentale cioè non sono strutturate in maniera propriamente rigorosa come generalmente si fa con la statistica. Tuttavia è possibile applicare ad essa un protocollo di analisi e ricerca più razionale. In particolare ogni tipo di ricerca sul comportamento dell'uomo dovrebbe soddisfare questi requisiti:

1) l'elaborazione di una ipotesi dopo aver delimitato il problema e se è importante e sopratutto verificabile. In astrologia spesso si sceglie di teorizzare ipotesi non verificabili, o senza il bisogno di ricercarla successivamente poiché spesso l'intento è più quello di filosofare e fare un po' di "ginnastica mentale" per mostrare la raffinatezza del proprio ragionamento.

2) Per formulare la propria ipotesi è necessario condurre una ricerca di sfondo, ossia l'analisi di alcuni documenti e di alcuni fatti per poter sviluppare appunto delle premesse teoriche e la variabile emergente. La ricerca astrologica spesso si ferma qui.

3) A questo punto vi è la verifica dell'ipotesi per mezzo della realizzazione dell'indagine con lo spoglio dei risultati. A quel punto possono sorgere nuove ipotesi di ricerca dato che dalla verifica di alcune ipotesi si ottengono dati utili per formularne altre. 

4) I dati raccolti naturalmente devono essere controllabili e controllati per poter essere osservati da diversi punti di vista. Come vedete la cosa non è affatto semplice se consideriamo il fatto che spesso la ricerca astrologica è ferma al punto 1.

Secondo Mongardini per la misurazione dei dati possiamo usare diverse scale: nominale, ordinale, a intervalli, a rapporti.

I dati devono essere estrapolati da una indagine su di un campione in qualche modo rappresentativo dell'"universo" che si vuole sondare. Il campione varia a seconda che l'indagine sia statistica o sociologica. Quella sociologica per esempio prevede di analizzare quei soggetti che svolgono una funzione determinante in società e che in qualche modo possono essere rappresentativi di essa per indagare su opinioni o qualcosa del genere. Quella statistica, più adatta allo scopo astrologico, è necessario individuare un campione che contenga il più possibile le caratteristiche dell'intero universo che si vorrebbe indagare. ecco che diviene rilevante la raccolta di un campione vastissimo ovviamente. Non so perché, ma alcuni astrologi si ostinano in maniera capricciosa a fare di testa loro e ad applicare le osservazioni a una decina di casi da cui poi traggono leggi generali. Il campione deve essere casuale perché in questo modo escludiamo che una variabile qualsiasi possa incidere significativamente sulla nostra ricerca.

Campioni a strato possono invece essere determinanti per scoprire se in effetti esiste qualche differenza tra i diversi strati sociali, circa quel che si vuole indagare. Anche in questo caso la scelta, all'interno degli strati, deve essere casuale. 
Il campione multistadio viene raccolto sulla base di appartenenza a un dato gruppo. Il campione per quota propone risultati approssimativi ed è utilizzato per le ricerche di mercato. 
Le osservazioni sono di tipo empirico e partecipanti se vi è una certa complessità in quel che vogliamo ricercare. Le indagini possono essere condotte per mezzo di un questionario o di interviste: vi è per esempio l'intervista libera che faccia venire fuori qualcosa in maniera casuale, oppure focalizzata per mettere a fuoco particolari situazioni. L'intervista non direttiva non mira ad argomenti specifici per avere un'idea generale del mondo emotivo del soggetto e per ricostruire le sue opinioni.

Inoltre abbiamo interviste informali dove il colloquio non segue una tematica prefissata sforzandosi di creare un ambiente naturale. Poi esiste un'intervista guidata, unicamente utilizzata per ottenere dati anagrafici. Generalmente nelle mie analisi astrologiche col supporto della psicologia uso i diversi approcci a secondo della necessità. Generalmente è attraverso una intervista focalizzata che cerco di estrapolare i dati necessari per confermare quel che mi interessa sapere per confermare o meno una mia ipotesi o quello che ho appreso dalla manualistica.   

Sociologia applicata all'astrologia. 18^ parte.

Siamo alla terzultima parte di questo nostro viaggio astrologico. Siamo riusciti a tracciare alcuni punti essenziali circa il significato delle Case astrologiche proprio applicando i concetti della sociologia generale. 

La società necessità di istituzioni, di un apparato burocratico che sebbene limiti la libertà dell'individuo, d'altro lato ci pone in condizioni di poter proteggere la nostra sicurezza. Da dove nasce questa necessità? Dalla paura. 

La paura è di tipo psicologico, sociale, fisico. Possiamo avere paura di cose reali e inesistenti. Ogni epoca è stata caratterizzata da una paura particolare; per esempio negli anni della prima guerra mondiale proprio dallo scoppio di questa. La paura del nucleare ancora contemporanea; o la paura di malattie contagiose come l'AIDS. 

La paura è il motore che spinge l'individuo alla difesa e quindi costruire un impianto di regole che possano proteggerlo da questo caso (dialettica tra 12^ Casa e 6^ e tra Nettuno e Mercurio). Sono le stesse pulsioni dell'individuo a creare turbamento e quindi la necessità del controllo di queste (Plutone come tendenza distruttrice e Saturno come censore). Freud stesso si domanda sino a che punto e se l''evoluzione della società potrà dominare questi turbamenti. Per quel che è il mio parere parliamo di un delicato equilibrio. 

Secondo Hobbes la priorità è l'autoconservazione che la maggior parte delle volte ha la meglio sugli istinti. Essi sono frenati dalla paura di mettere a rischio la propria sicurezza ed è per questo che quest'ultima va incentivata attraverso le norme della vita associata e la sottomissione al dominio della società politica. In questo si ritrovano le parole di Freud che ho citato ieri a proposito del fatto che l'uomo ha barattato parte della sua libertà in cambio della sicurezza. 

Anche Spinoza si associa alle idee dei due autori affermando che la società politica sia un modo per tenere sotto controllo questa insicurezza sociale mossa dalle proprie passioni. Ovviamente l'eccesso di controllo e regolamentazioni finisce per divenire esso stesso fonte di paura a cui l'individuo cerca di sottrarsi attraverso l'insubordinazione (come affermerebbe Montesquieau).
Nietzche afferma che la paura sia un sentimento ereditario e che essa sia la spiegazione dei comportamenti; mentre Freud afferma che la paura sia una condizione paradossale in cui l'uomo si trova nel dover mediare tra pulsioni interne e costrizioni esterne. 

Guglielmo Ferrero dice che la paura è un male primordiale e che il potere non sia altro che la naturale conseguenza degli uomini che si temono tra loro. Vorrei porre alla vostra attenzione una osservazione di qualche tempo fa in cui misi in luce che il potere necessita di regole che la 6^ casa si presta bene a rappresentare. Non mi sorprende infatti  il Sole in 6^ Casa di Obama e di Papa Francesco entrambi impegnati nell'ordine sociale proprio per mezzo del loro potere. Se parliamo di potere come ordine, allora la 6^Casa lo rappresenta. Il potere necessita di un equilibrio perché più si impone e più è precario: gli uomini hanno paura del potere che gli assoggetta (dialettica 6^ 12^ casa) e il potere ha paura della ribellione degli uomini. 

Secondo Ciceri, fondamentalmente la paura è una necessità importante dell'uomo poiché è attraverso di esso che l'uomo attua un sistema difensivo in risposta a qualcosa di spiacevole e che lo minaccia. Per questo cerca di difendersi, fuggire, nascondersi o ricercare la protezione. La paura fondamentalmente ha un'azione difensiva per migliorare la sicurezza. E' paradossale come in effetti la paura possa essere strettamente legata al suo opposto. 

In conclusione abbiamo le Case astrologiche che rappresentano ognuna un bisogno che deve fare i conti con le limitazioni del mondo esterno. I pianeti aggiungono qualcosa di specifico. Così se la 6^ riguarda il mondo delle regole, sarà mercurio in effetti a spiegare nello specifico il modo mediante cui ogni soggetto raccoglie il materiale da "analizzare" con la coloritura specifica del segno zodiacale in cui si trova, e con gli strumenti offerti dalla Casa in cui sarà ospitato. 

10 settembre 2014

Sociologia applicata all'astrologia. 17^ parte.

Oggi continuo con un altro articolo a cui ne seguiranno altri due e uno conclusivo per sintetizzare quanto è emerso da questo lungo viaggio. Dopo di ciò sarà possibile riprendere le solite analisi dei singoli casi. Chiedo scusa anticipatamente per farvi attendere così tanto. Purtroppo devo rispettare delle priorità e le consulenze giungono dopo di esse. Saprete sicuramente perdonarmi dato che vi rispondo in forma gratuita. 
Bisogna cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.


 Continuiamo il discorso di stamattina. Abbiamo visto come la cultura abbia un ruolo decisivo nel determinare il comportamento dell'individuo. Abbiamo visto pure che questo comportamento si manifesta come una sorta di equilibrio tra le pulsioni del proprio mondo interiore e i vincoli del mondo esterno; vincoli necessari per mantenere un certo ordine utile a contrastare il caos e la frammentazione dei gruppi. 

Questo ordine viene mantenuto attraverso le istituzioni. Esse permettono all'individuo di soddisfare i propri bisogni e al contempo regolano i rapporti di interazione. Per istituzioni possiamo intendere la chiesa, la scuola, la famiglia, politica, tempo libero etc.

Mongardini chiarisce che ogni istituzione è finalizzata a uno scopo ossia soddisfare i bisogni sociali. Le Case astrologiche dunque hanno a che fare con le istituzioni: la 9^ casa per esempio ha a che fare con l'istituzione della Chiesa o della fede in generale, e come il soggetto interagisce con essa. Se in quella casa astrologica abbiamo il Sole, allora quella sarà l'istituzione da cui il soggetto sarà particolarmente attratto perché gli permetterà di soddisfare il suo bisogno essenziale, quello più importante, che evidentemente è legato al trascendente o al lontano in senso geografico. Vedete? Utilizzando questi concetti è più facile ordinare l'astrologia in maniera coerente e più razionale senza perdersi in voli fantasiosi e spiritualeggianti, che avranno pure il loro fascino, ma che lasciano il tempo che trovano. 

Le istituzioni sono modelli stabili ma subiscono anch'essi una trasformazione ed è molto lenta. Basti pensare all'evoluzione della Chiesa cattolica. In sostanza ogni istituzione con le sue regole, prevede modelli di comportamento. Dunque ogni individuo in sostanza attua modelli di comportamento ed ecco perché dalla casa astrologica in cui abbiamo il Sole, abbiamo il comportamento predominante del soggetto, con tutto l'insieme di valori, sentimenti, idee. Ogni istituzione rappresenta valori e contiene valori. Ogni casa rappresenta un valore.
Ogni istituzione è una unità a se stante ma allo stesso tempo non è del tutto separata dalle altre. Dunque possiamo, attraverso gli aspetti tra i pianeti, giungere alla conclusione che i legami tra le diverse istituzioni, quindi tra i diversi valori, e quindi tra i diversi bisogni, sono messi in relazione tramite gli aspetti dei pianeti. Ovviamente un aspetto dissonante tra due pianeti indica come due bisogni, valori rappresentati da due istituzioni diverse, possano in qualche modo entrare in conflitto. Viceversa, per gli aspetti armonici abbiamo istituzioni, che rappresentano valori e bisogni che possono essere vissuti senza alcuna contraddizione intima. Penso che quello di oggi sia un grandissimo contributo al mondo astrologico e spero che sempre più professionisti possano avvalersi di quanto oggi io abbia individuato.

In ogni forma di istituzione è tale che non deve entrare in conflitto con le altre. Diverso è per i processi di socializzazione che invece prevedono un consenso o un conflitto. 
Si chiamano processi congiuntivi tutti quelli che portano all'integrazione e all'adattamento. Quelli disgiuntivi invece sono dati dalla concorrenza, dal'ostruzionismo, dal conflitto. Mongardini pone una distinzione tra il conflitto, che riguarda il bisogno di assoggettare l'altro, e la concorrenza, che invece riguarda lo sbaragliare l'avversario nel raggiungimento di un certo fine. 

Insomma, queste sono le espressioni del comportamento in relazione ai propri bisogni. Come anticipato più su, ogni Casa riguarda un bisogno che viene soddisfatto per mezzo di una istituzione.  Ogni istituzione contiene valori. Ha valore ciò che è idoneo a soddisfare un bisogno, sia esso di tipo materiale o spirituale. Sempre il Mongardini afferma che i valori sono costruzioni umane atte a dare un ordine e un significato alla realtà: infatti permettono di capire il significato di un atteggiamento e di un dato comportamento. Ulteriore indicazione a conferma del fatto che le Case astrologiche rappresentano il comportamento dell'individuo e non sono solo settori in cui accadono le cose espresse dai pianeti con le modalità indicate dai segni zodiacali come per troppo tempo è stato insegnato. 

I valori sociali sono tanto più importanti quanto più riescono a vincolare l'individuo, e quanto più incidono sulla vita collettiva per il funzionamento dei gruppi e delle associazioni, che appunto sono il risultato pratico dell'azione dell'uomo per soddisfare i propri bisogni.

Quando le proprie pulsioni sono più forti dell'adattamento alle norme sociali, abbiamo una devianza sociale e per questo esistono forme di controllo sociale (potremmo attribuire a Saturno il ruolo di censore delle pulsioni) che è una sorta di pressione a seguire i modelli di comportamento offerti dalla società. L'individuo può tendere a sfuggire a questa pressione e per questo essere sanzionato proporzionalmente al valore dell'oggetto trasgredito. 

Abbiamo due tipi di controllo; uno persuasivo e l'altro costrittivo. Quello persuasivo si basa sul presupposto che rispettare una certa regola verrà ricompensato in qualche modo; mentre il controllo costrittivo fa leva sulla paura. Di questo ce ne occuperemo domani. 

Sociologia applicata all'astrologia. 16^ parte.

La radice dell'uomo moderno è sia naturale che culturale. Secondo Simmel la cultura può essere definita come una seconda natura dell'uomo a cui egli ora si avvicina e ora si contrappone modificandola attraverso le sue azioni. Quindi essa non ci vincola completamente.

Freud a proposito della cultura dice che abbiamo barattato una parte della nostra libertà in funzione della sicurezza. Le norme e le convenzioni della cultura da un lato possono essere viste come delle restrizioni, ma dall'altro ci permettono di salvarci dal caos delle pulsioni individuali. Ogni Casa astrologica rappresenta un diverso aspetto sociale e naturalmente il suo significato è archetipico, simbolico, astratto. Poi si riempie dei contenuti delle diverse culture. Ogni Casa rappresenta un bisogno, una pulsione da soddisfare; ma è la cultura che rappresenta i mezzi e regole tramite cui l'individuo cerca di soddisfarli. 

Tylor di cui abbiamo parlato negli articoli inerenti l'antropologia culturale e l'astrologia, fornisce la sua idea circa la cultura dicendo che essa riguarda non solo il comportamento degli individui ma è anche l'insieme di simboli e valori. Da questa affermazione si possono definire due tipi di cultura: una legata alla materialità e una legata all'immaterialità.

In sostanza la cultura materiale è quella in cui gli elementi della natura vengono adattati alla necessità dell'uomo (per esempio un ramo che viene utilizzato come bastone per scuotere gli alberi e raccoglierne i suoi frutti); senza dimenticare che gli oggetti stessi possono divenire il tratto distintivo di una data cultura (basti pensare ai telefonini cellulari). 
Una Casa astrologica, un pianeta non riguarda l'oggetto in se per se, ma ovviamente quel che rappresenta a livello simbolico o la sua funzione. Per esempio la 3^ casa ha a che fare con l'istruzione in generale, ma non spiega nello specifico a quale istruzione ci si riferisce dato che essa cambia con il tempo, con le scoperte, con i diversi approcci e con il mutare della società. Questo esempio, per quanto possa apparire banale è chiarificatore, per i profani, di come debba essere vista l'astrologia.

L'altra parte della cultura è quella immateriale fatta di norme, regole, convenzioni, miti. Questo è importantissimo perché alcuni astrologi, se non la maggior parte, sbagliano completamente quando devono stabilire il significato di un corpo celeste. Moltissimi partono dal mito per trarre delle indicazioni. Ma se il mito è parte della cultura e la cultura è una costruzione umana, allora esso è solo un adattamento a quelle che sono le caratteristiche di un corpo celeste. In sostanza il mito veniva costruito in funzione dell'effetto di un corpo celeste sulla natura e sull'uomo. Dunque i nostri antenati andavano a monte del significato di un pianeta individuandone l'essenza, la natura archetipica. Essa poi doveva essere razionalizzata e quindi racchiusa in racconti allegorici che sono serviti a costruire il mito. Senza contare che gli stessi pianeti sono stati investiti, nel corso del tempo, di attributi che variavano col variare delle culture e quindi dei miti. Il pianeta Venere prima di avere quel nome e essere associato a quel mito era legato a una divinità assiro babilonese. Entrambe le divinità comunque conservano il medesimo tratto archetipico, ossia l'abbondanza, la sessualità, l'amore. Tutto ciò che c'è attorno è appunto un contorno inutile per l'astrologo che vuole avere indicazioni sulle caratteristiche del pianeta o del segno zodiacale. La pretesa che un astro si comporti come l'omonima divinità è un pregiudizio nato dall'idea che esista una sincronicità, ossia una corrispondenza acausale tra due oggetti. 
Al di là di ciò, Ogburn afferma che i due tipi di cultura non viaggiano di pari passo e che una delle due può accelerare il suo processo di mutazione in cui si vive in un periodo di adattamento. Mongardini entra nello specifico  e chiarisce che non solo esiste una frizione tra cultura materiale e immateriale, ma che possiamo assistere a
1) fusione di due culture in una tera del tutto nuova
2) una diffusione di una cultura verso altre culture (per esempio per mezzo dei media)
3) che una cultura possa scindersi in più unità indipendenti e formare di fatto due culture differenti

La cultura è il complesso di norme e di regole che distinguono una data società dalle altre. E' tramite la cultura che acquisiamo i mezzi per soddisfare i nostri bisogni  materiali e spirituali poiché ci consente di disporci spazialmente e temporalmente in contesti specifici determinando la personalità sociale. Tutto ciò naturalmente ha un impatto indiretto sulla lettura del TN poiché come affermato molte volte (quasi sino alla nausea) le posizioni astrologiche sono di natura archetipica e quindi a monte di qualsiasi tipo di culturalizzazione. 

09 settembre 2014

Sociologia applicata all'astrologia. 15^ parte.

La posizione dell'individuo all'interno della società è legata al potere che possiede. Come abbiamo visto in precedenza esso è legato allo status, al prestigio sociale, ma non necessariamente. Le forme di potere sono essenzialmente quattro:

il potere economico che è basato sulla propria produttività;
il potere politico che si basa sulla coordinazione degli individui;
il potere coercitivo che si basa sul controllo dell'avversario tramite la forza fisica;
il potere militare che in qualche modo è legato a quello coercitivo.
Poi abbiamo altre forme di potere come quello per esempio simbolico, cioè legato alla trasmissione del sapere o all'informazione in generale; parliamo di forme simboliche dotate di significato.

Partendo dal discorso cominciato ieri, la comunicazione di massa corrisponde alla detenzione di un potere simbolico. Nella misura in cui tramite questi miei scritti io riesco a contattare un certo numero di persone (per mezzo di questo media quale è il web), è misurabile il mio potere simbolico (spero possa aumentare sempre di più). 

La comunicazione di massa nasce con la rivoluzione industriale: essa ha portato un aumento del benessere, i rapporti tra le diverse classi sociali e una identità nazionale in cui potersi riconoscere. La conseguenza di ciò è stata l'industria dei media che acquisendo potere, a sua volta ha portato alla globalizzazione dell'informazione e successivamente a una comunicazione mediata elettronicamente. Come scritto in precedenza questa cultura influisce relativamente sull'individuo e il suo TN.
Tuttavia non si può leggere un TN senza prendere in considerazione il fatto che esso descrive l'essenza dell'individuo e delle cose che gli accadono o a cui lui va incontro. Tutto ciò che sta intorno è il mezzo tramite cui ogni individuo manifesta quel che è descritto dal tema natale. Possiamo a questo punto formulare un nuovo assioma:
la cultura e la società sono il mezzo di espressione del TN di ogni individuo.  

Questa affermazione dovrebbe essere utile per coloro i quali vedono l'astrologia (astrologi o sedicenti tali compresi) come qualcosa che possa spiegare assolutamente tutto dell'individuo. Questa è una visione limitata e ingenua dei fatti. 

La comunicazione, (verbale e non verbale, mediata, di massa) è il motore della società e quindi delle azioni e dei bisogni dell'individuo (repetita juvant). Ogni tipo di comunicazione corrisponde ad azioni e reazioni diverse. Pertanto il comportamento dell'individuo dipende dal contesto in cui avviene la comunicazione. Ne ho parlato ampiamente nei miei numerosi articoli legati ai paradigmi della comunicazione (rimando alla lettura degli articolo di astrologia e informatica). 

Secondo Lasswuel ancora sulla comunicazione di massa, affinché il messaggio soddisfi le aspettative dell'emittente deve essere giudicato credibile dal ricevente che lo recepisce e interpreta secondo i propri modelli mentali e culturali. Il messaggio giunge quando è inviato tramite un mezzo, in un dato tempo e con precise modalità in un contesto preciso. Tuttavia, se abbiamo una comunicazione di massa è anche vero che l'individuo di oggi, per mezzo della comunicazione mediata dal computer non ha più i modelli della società come riferimento, ma predilige un tipo di comunicazione orizzontale. Prima la famiglia, la chiesa, la scuola e altre istituzioni, attraverso un coinvolgimento "verticale" educavano l'individuo. Oggi le cose sono un po' diverse e l'individuo stesso sceglie a quale agenzia di informazione affidarsi, prediligendo un modello di comunicazione alla pari. 

Dal punto di vista astrologico questo corrisponde al fatto che il comportamento dell'individuo non può essere completamente descritto dal proprio quadro astrologico. Ritengo sia importante definire il campo di azione della materia astrologica proprio per ridurre certe aspettative nell'interpretazione del TN e nella previsione degli eventi.

Vi è un'indagine EURISKO sui ragazzi italiani. Questa può senz'altro esserci di aiuto per assodare quel che per alcuni è ovvio, ma non per tutti. Esistono diverse tipologie di ragazzi e ragazze in cui il livello di istruzione e il loro interesse è strettamente legato alla loro provenienza geografica, alle risorse economiche che posseggono le loro famiglie. Questi due elementi sono determinanti per avere idea di come le medesime posizioni astrali possano esprimersi in maniera diversa a seconda degli strumenti che troviamo sul nostro percorso, offerti dal contesto famigliare, sociale, culturale in cui si vive. In questa sede non ha molta importanza catalogare queste tipologie poiché non aggiungono nulla al nocciolo della questione che, come avrete ben capito, è quello di definire il campo d'azione dell'astrologia.