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21 dicembre 2017

L'astrologo del solstizio


Astrologia aliena?  I segni zodiacali dipendono dalle stagioni? O c'entrano le costellazioni?

Essere nato nel giorno del solstizio d'inverno è quasi come dire di essere predestinato allo studio dell'astrologia: il 21 dicembre è un giorno speciale perché ha grande importanza astronomica: è il momento in cui la terra si pone con una particolare inclinazione rispetto ai raggi del Sole e le ore di buio cominciano a lasciare il passo a quelle di luce. Un segno di vita e speranza, un simbolo che ha a che fare con l'astrologia visto che si basa tutta su analogie, simbolismo.

Il solstizio lascia intendere l'esistenza delle 4 stagioni, base su cui si fonda la teoria astrologica. È quasi universalmente riconosciuta, infatti, l'idea che i segni zodiacali incarnano le caratteristiche dei 12 mesi dell'anno: per esempio l'Ariete è il primo segno, simbolicamente associato al germoglio che in primavera emerge dall'oscurità rompendo la dura terra, così come allo stesso tempo l'animale si lancia a testa bassa per sfondare il "nemico".  Immagine che sulle prime potrebbe farci pensare che per davvero segni zodiacali e stagioni abbiano qualcosa in comune che va al di là della nostra fantasia o capacità di trovare corrispondenze. 

Riflettendoci, le cose stanno un po' diversamente (secondo me) ed è quello di cui voglio parlare oggi per inaugurare il mio nuovo anno astrologico. 

Un po' di storia. 

Le costellazioni zodiacali non hanno sempre avuto lo stesso nome. L'Ariete è tale solo per errore di trascrizione (secondo il Pettinato) perché in antichità si chiamava "Uomo salariato". Ovviamente non vi è alcuna attinenza tra l'Uomo Salariato e la primavera, a maggior ragione per il fatto che quando l'uomo inventò le costellazioni zodiacali, a primavera spuntava la costellazione del Toro. 

Perciò il collegamento tra Ariete e primavera fu di molto successivo alla nascita dello zodiaco. Questo significa che chi nasceva in primavera era caratterizzato dalla costellazione del Toro e non dell'Ariete. Solo qualche millennio dopo il tempo dei Sumeri, a  Babilonia, si parla della vera e propria nascita dello zodiaco, quando il sorgere della costellazione dell'Ariete già combaciava con l'arrivo della primavera. 

Secondo il mio parere, già all'epoca si faceva distinzione tra uno zodiaco siderale, fatto di stelle, e uno tropico, fatto di segni. Questo equivale a dire che la precessione degli equinozi deve esser stata scoperta due millenni prima che ce ne parlasse Tolomeo o Ipparco. 

La mia ipotesi nasce da una serie di constatazioni: anticamente si usava un calendario che dipendeva dai solstizi e dagli equinozi; così si aveva già un riferimento fisso, immutabile. Dal momento che il Sole si trovava nel punto equinoziale doveva cominciare il primo mese dell'anno (il Nisan dei Babilonesi). Il riferimento del calendario era il Sole e non le stelle. Se il riferimento principale fossero state le stelle e le costellazioni, allora i mesi dell'anno, le festività, dovevano avere a che fare con le costellazioni che sorgevano in quei tempi. Invece le date di inizio delle feste sono rimaste invariate a prescindere dalle costellazioni e dal significato mitologico attribuito a esse. Naturalmente si tratta di ipotesi a caldo. 

Dunque esisteva un calendario con ricorrenze fisse mentre in cielo le costellazioni, molto lentamente, cambiavano. Deve esser giunto un momento in cui gli antichi hanno operato una scelta: i nascituri dovevano avere le caratteristiche dei mesi o delle costellazioni? I nascituri eranoo innestati sul ciclo Soli-Lunare o sul Ciclo delle stelle zodiacali?

Se il riferimento fosse dipeso dalle costellazioni ,allora ogni tot di anni una certa festività correlata a una data stella doveva giungere con un piccolo anticipo. Dal momento che fu scoperta la precessione, gli antichi dovevano fare molto caso ad anticipare le festività in perfetta sincronia col sorgere di certe stelle zodiacali. Non sono a conoscenza di una cosa del genere ma rimango in attesa di esser smentito. Se ho ragione, sembra chiaro che la scelta di inserire una festività in un dato giorno doveva essere subordinata al movimento del Sole e della Luna e non alle costellazionio zodiacali. 

Non so quanto possa essere plausibile, ma suppongo che a un certo punto sembrava sensato associare a ogni mese il nome di una costellazione zodiacale. Attenzione: fu associato solo il nome e questo deve aver generato l'equivoco che vede gli astrologi vedici applicare un'astrologia basata sulle stelle e quindi sulla precessione degli equinozi.

Secondo quella astrologia chi nasce sotto il segno dell'Ariete in realtà apparterrebbe al segno dei Pesci perché le costellazioni zodiacali ruotano con un ritmo tale che, adesso, all'equinozio di primavera non sorge più la costellazione dell'Ariete ma quella precedente: i Pesci, appunto.

Ciò fa capire che nella stessa stagione prima sorgeva una costellazione e ora ne sorge un'altra. Praticamente, dopo che la costellazione dell'Uomo Salariato venne trasformata in Ariete e dopo che la costellazione delle Code di Rondini venne trasformata in Pesci, deve esser stata fatta l'associazione tra animali zodiacali e stagioni (circa 4000 anni fa); ma se gli antichi avevano già scoperto la precessione (come molti studiosi suppongono -Vedasi "Il mulino di Amelto" nella sezione bibliografia-) vuol dire che avevano già capito che questa associazione non sarebbe durata a lungo. Infatti a causa della precessione, in una data stagione prima sorgeva una certa costellazione zodiacale e ora invece ne sorge un'altra.

Da  lì la necessità di usare uno zodiaco fisso, quello tropicale, ciè quello non fatto di costellazioni, attorno al 500 a.C, sotto l'impero di Ciro il Grande (mi ha sempre fatto sorridere il fatto che uno dei più grandi astrologi contemporanei si chiami proprio Ciro, -dal persiano Kiros-). Oppure biosognava lasciar perdere le analogie tra segni e stagioni, e la corrispondenza col calendario e bisognava fare analisi sul semplice movimento delle costellazioni.

Solo una scelta di comodo? 
 
Avere uno zodiaco fisso significava avere un calendario fisso, senza variazioni, che cominciasse in armonia con le stagioni e non con il ciclo delle costellazioni zodiacali. Se il ciclo delle stagioni è fisso e il calendario è fisso, vuol dire che dovevano essere fisse anche le caratteristiche dei segni zodiacali. 

Nel periodo ellenico fu scelto che, evidentemente, era più comodo considerare un sistema di riferimento astrologico fisso piuttosto che mobile. In astrologia vedica, invece, si predilige il movimento delle costellazioni zodiacali ed è per questo che ogni settant'anni circa, una porzione di costellazione sorge con un giorno di anticipo. A lungo andare, con il corso dei secoli adesso chi nasce a primavera nasce sotto una costellazione che è quella precedente all'Ariete. I Pesci. Chiedo scusa se mi ripeto, ma l'argomento è complesso ed è necessario esser chiari per spiegare cosa è successo nel corso di questa straordinaria storia dell'astrologia. 

Dunque,la scelta di usare uno zodiaco tropico, fisso, era necessario per essere in accordo col calendario Soli-Lunare; ma questo naturalmente non significa che veramente le caratteristiche di un dato segno zodiacale dipendano dalle stagioni. Se veramente fosse così, allora dovremmo invertire i segni a latitudini sud, dato che mentre qui è inverno, a sud della Terra abbiamo la stagione opposta. In argentina oggi è estate.

Se i segni zodiacali sono energie archetipiche, allora sono indipendenti da quel che accade alla natura. Evidentemente è vero che esiste una corrispondenza cronologica tra stagioni e segni zodiacali; ma questo non significa che le stagioni sono la causa dei segni. Naturalmente è tutto da dimostrare. Ed è da dimostrare pure quale altra teoria possa supplire a quella che ci è stata tramandata sino a oggi. 

Infine, non credo che questa necessità di usare uno zodiaco in sincronia con le stagioni fosse solo una scelta di comodità. Infatti è chiaro che ci dovevano essere anche osservazioni che potessero gistificare questa. Infatti chi studia astrologia occidentale sa benissimo che a prescindere dalle costellazioni, un Ariete è un Ariete, un Toro è un Toro e così via per tutti i segni.

Una risposta a chi pensa che queste conoscenze siano l'eredità di esseri extraterrestri. Una cosa è certa: se l'astrologia fosse di derivazione aliena sarebbe perfetta e non vi sarebbe stata la necessità di apportare "modifiche umane" come appunto la divisione tra zodiaco siderale e zodiaco tropico. 

Questa è solo una piccola introduzione a quello che è il mio lavoro di ricerca. Vedremo di risolvere i vari rebus sperando di non esser troppo intralciato da vari sedicenti astrologi che mi fanno perdere tempo. Il tempo concessoci da Dio ha una scadenza e perciò bisogna sfruttarlo al meglio... Non tutti nascono per fare qualcosa di costruttivo e non tutti nascono con la consapevolezza che il tempo scorre...

21 giugno 2017

Solstizio d'estate e astrologia


Oggi dalle ore 6 e 24 del mattino, siamo entrati ufficialmente nel segno del Cancro e con esso comincia il solstizio d'estate! Attenzione: il Sole, visto dalla Terra, si trova a coprire la costellazione dei Gemelli; però noi sappiamo bene che l'astrologia non si basa sulle costellazioni zodiacali. Sappiamo che invece si basa sui segni zodiacali. 

Anche se hanno lo stesso nome, i segni riguardano un punto di riferimento completamente diverso dalle costellazioni. I segni zodiacali sono dati dalla diversa inclinazione dei raggi solari rispetto all'inclinazione dell'asse terrestre e questo asse sembra variare a seconda del luogo in cui la Terra si trova durante il suo moto di rivoluzione attorno al Sole. 

In sintesi, oggi la Terra si trova in un punto dello spazio in cui i raggi del Sole toccano in modo perpendicolare la zona della Terra a nord dell'equatore detta Tropico del Cancro. Oggi infatti avviene quel particolare fenomeno astronomico per cui i raggi solari arrivano perpendicolari a questa linea immaginaria al di sopra dell'equatore. Quest'ultimo taglia la Terra in due metà, mentre i tropici del Cancro e del Capricorno sono ulteriori suddivisioni della Terra. Guardate l'immagine qui sotto:

Si può notare che i raggi del Sole arrivano dritti dritti sull'equatore. Il giorno e la notte sono di uguale lunghezza e perciò si dice equinozio. All'equinozio di primavera, i raggi del Sole giungono perpendicolari all'equatore e così abbiamo il segno dell'Ariete. Con il passare dei giorni questa inclinazione apparente dell'asse terrestre varia e abbiamo il nascere di altri segni zodiacali. Quando la Terra sarà posta rispetto al Sole in modo che i raggi arriveranno perpendicolari al tropico del Cancro, allora avremo il segno del Cancro e il solstizio d'estate! Questo significa che le ore di luce sono di più di quelle di buio, ma solo per chi vive a nord dell'equatore. A sud le stagioni, come ben sapete, sono invertite. Guardate l'immagine:

Rispetto all'immagine di prima qui si vede chiaramente che c'è una inclinazione dell'asse terrestre. Prima era dritto e ora è in avanti. I raggi del Sole, prima arrivavano dritti all'equatore e ora invece arrivano dritti sulla linea sopra l'equatore: il tripico del Cancro. Quindi, le coordonate utili per calcolare i segni zodiacali dipendono da: l'inclinazione dell'asse terrestre rispetto ai raggi del Sole e quindi dalle stagioni. Come vedete, le costellazioni non c'entrano nulla. Solo nell'antica Babilonia si considerava lo zodiaco fatto di costellazioni, e ancora oggi questo zodiaco lo usano gli astrologi Indiani.  L'astrologo occidentale, ha scoperto lo zodiaco dei segni (detto tropicale o stagionale) più di 2000 anni fa,mentre quelloBabilonese è ancora più antico.

Quindi, non c'entra nulla Ofiuco, non c'entra una tredicesima costellazione, non c'è da aggiungere nessun altro segno zodiacale. 

Qualcuno potrebbe dire che se i segni dipendono dalle stagioni, e le stagioni sono invertite a sud dell'equatore (quando qui è inverno, in Australia o Sud America è estate e viceversa), allora si invertono anche i segni zodiacali. Infatti qualcuno direbbe che se i segni dipendono dalle stagioni, allora oggi nascono a nord dell'equatore i Cancro e a sud dell'equatore i Capricorno (che è l'opposto del Cancro). Rispetto il pensiero di chi ipotizza ciò, ma io mi dissocio totalmente da questa idea. 

Il fatto che lo zodiaco nasca a seconda dell'inclinazione dei raggi solari che giungono sulla Terra, non significa che i segni stessi hanno le caratteristiche delle stagioni corrispondenti. La tradizione astrologica antica ci gioca un po' su queste analogie: così i Leone sarebbero focosi come l'estate e i Capricorno freddi come l'inverno. In effetti qualche somiglianza c'è, ma noi crediamo che la teoria sia da rivedere. Infatti non ci risulta che chi nasca a sud dell'equatore incarni le caratteristiche opposte a quelle di chi nasce, nello stesso giorno, però a nord dell'equatore. Per intenderdci, oggi nascono in tutto il globo, da nord a sud, soggetti appartenenti al segno del Cancro. Stop.

Perciò prendiamo in considerazione la teoria della somiglianza tra segni e stagioni, solo come una direttiva per ricordare meglio, ai neofiti, le caratteristiche dei segni. Dire che il Leone è focoso come il mese di agosto ci permette di ricordarci meglio tale caratteristica, ma secondo il nostro parere, non è una teoria che ci spiega come mai a sud dell'equatore, nello stesso istante, nascano sempre persone con caratteristiche legate allo stesso segno di chi nasce al nord.
 

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Cosa possiamo dire di un astrologo che ha una dominante Marte nel proprio tema di nascita? Marte è associato all'azione, non alla riflessione. È immediato, istintivo, intuitivo, impulsivo, frettoloso, azzardato, volto ad anticipare, scoprire, desideroso di essere il primo. Direi che la tipologia di astrologia più congeniale per chi avesse un forte Marte nel proprio cielo di nascita è senz'altro quella della speculazione mentale perché vi è l'impazienza necessaria alla sperimentazione e alla verifica. Anche se Marte fosse in un segno di Terra oppure se Mercurio fosse in buon aspetto a Saturno, non otterremmo un granché: la dominante prevale su tutto e al massimo avremmo solo un Marte più insistente, perseverante, asservito a scopi più produttivi ma non necessariamente pratici. È chiaro che l'importanza della dominante è in funzione delle ricerche statistiche condotte dai Gauquelin visto che si sono concentrate in particolar modo proprio sull'effetto Marte dimostrando l'incidenza di tal pianeta nei temi dei campioni sportivi. 

In virtù di ciò, il dato acquisito non ha il tempo di essere analizzato pazientemente perché deve essere impiegato all'istante. Il pensiero è agile, dinamico, focoso, ma in condizioni di forti dissonanze possiamo avere una cieca irriflessività, avventatezza spropositata, una forte ansia anticipatoria e una forte tendenza ad imporre le proprie idee con aggressività. È chiaro che la componente emotiva, non riflessiva, è quella che comanda; per questo l'astrologo dovrebbe essere più portato a studiare questioni di ordine emotivo; ossia un'astrologia basata sui valori umani e non sulla ricerca. Non vi è tempo per gli esperimenti e per le verifiche, ma solo per l'ardore e la passione. Quindi un'astrologia emotiva, fatta di mille ipotesi tutte da verificare, influenzata appunto dall'istinto, dalla percezione immediata e non ragionata, sugli elementi da prendere in considerazione. Può riguardare l'innovazione, il porsi interrogativi acuti, può riguardare un tipo di astrologia proiettata in modo dinamico, esplorativo, ma senza il metodo della ricerca. Diciamo che Marte è più soggettivo, portato alle considerazioni personali e meno a essere oggettivi.