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13 agosto 2017

L'eclissi del 21 agosto e l'avvenire del mondo


L'eclissi sarà visibile in un lungo corridoio d'ombra che attraverserà tutti gli Stati Uniti d'America. L'eclissi maggiore avrà una durata di 2 minuti e 41,6 secondi alle coordinate 37°38′12″N 89°15′24″W nei pressi di Makanda Township a sud di Carbondale, Illinois. Sarà la prima eclissi solare totale visibile negli Stati Uniti sud-orientali dopo l'ultima eclissi del 7 marzo 1970.
Nell'Europa nord-occidentale l'eclissi sarà visibile solo parzialmente alla sera o tramonto. Solo l'Islanda, la Scozia e l'Irlanda potranno osservare l'eclissi dall'inizio alla fine, mentre nel resto del Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Spagna e Portogallo il tramonto avverrà prima della fine dell'eclisse. 
Fonte wikipedia. 


Le eclissi in antica Babilonia non erano considerate sempre nefaste: molto dipendeva anche dal giorno dell'anno in cui avvenivano proprio perché a ogni giorno era attribuito valore diverso. E proprio come oggi, la previsione veniva rivelata solo dopo aver preso in considerazione più cose insieme: il giorno, il mese, il vento, le nuvole, il momento della veglia ( se mattutina o notturna), gli altri astri e pianeti. Tuttavia è risaputo che un'eclissi di Sole fosse sfavorevole al capo di stato in cui in effetti era visibile questo fenomeno astronomico. 

Il rimando automatico è al presidente Trump che in un clima assai rigido tra gli USA e la Corea potrebbe essere la vittima di questa eclissi, se volessimo dare retta alle indicazioni dei Babilonesi.  La situazione è in effetti assai critica e lo dimostra il fatto che in Giappone stiano già lanciando messaggi alla popolazione su come comportarsi nell'eventualità di un conflitto nucelare. Il trentatreenne (non si sa se è nato nell'83 o nell' 84) Kim Yong-Un, dittatore nordcoreano, continua a provocare il poco paziente Trump, presidente governato da Marte, pianeta dell'impeto e dell'azione. 

Questo periodo di crisi mondiale sta volgendo al picco di negatività già previsto da André Barbault quando ha aleborato il suo indice ciclico planetario. 
Una ripida discesa verso il 2021, anno più nero della storia contemporanea, sarà poi seguito da anni di rinascita. Questo scenario apocalittico non mi sembra affatto un'utopia o il pessimistico sproloquio di un astrologo. I fatti, purtroppo confermano quel che sta accadendo: sono anni che la situazione sta precipitando, non solo in Italia.  

Il 21 sembra un numero ricorrente per quanto concerne i drastici cambiamenti.
Il 21 Dicembre 2012 era la data che i Maya dissero avrebbe segnato un passaggio da un'epoca all'altra; è il giorno del solszizio di inverno, oltre che giorno del mio compleanno.

Il numero 21 torna anche questo Agosto a causa dell'eclissi, fenomeno astronomico tradizionalmente considerato nefasto: se il monarca è il Sole in terra, allora l'oscurarsi del Sole equivale a una caduta del monarca, o a un brutto periodo per gli abitanti della regione da cui è visibile l'eclissi. 

Siccome sarà visibile dagli USA, è chiaro che gli obiettivi sono puntati su Trump. 
 La cosa sorprendente è che l'eclissi avverrà quando il Sole sarà alla fine del Leone, proprio sui gradi dove il presidente americano ha Marte e l'ascendente (evidenziati in giallo). Si tratta di un evento straordinario e se i Coreani credono nell'astrologia, sicuramente potranno sferrare il loro attacco proprio il 21 agosto, sfruttando il potere nefasto dell'eclissi. 

L'obbiettivo sarebbe l'isola di Guam, colonia USA e avamposto militare strategico. Il Giappone si ritiene pronto ad abbattere i missili nordoreani (molte basi Nato si trovano in Giappone) nel caso di un'imminente lancio, mentre i diplomatici in Cina cercano di sedare la tensione tra Usa e Corea del Nord. 

Vedremo cosa accade nei prossimi giorni. 

18 luglio 2017

Stelle e creazione dell'uomo


Qualche migliaio di anni fa, la Terra doveva trovarsi in una regione dello spazio attraversata da un grande fascio di detriti rocciosi. A causa del suo potere gravitazionale e di questa condizione astronomica, la Terra doveva vivere un'epoca di grandissima attività meteoritica. Lo dimostra il fatto che in moltissime parti del mondo sono state rinvenute meteoriti ma pure manufatti, per esempio pugnali, ricavati attraverso l'estrazione del ferro meteoritico. 

Ora immaginate l'uomo di 3000 e più anni fa, con le conoscenze astronomiche abbastanza distanti da quelle che abbiamo oggi. Un evento quale la caduta di un meteorite doveva avere un peso molto diverso rispetto a quello che avrebbe oggi: non era inteso come una roccia vagante nello spazio catturata dal potere dell'attrazione gravitazionale terrestre. Quell'episodio era inteso come la dimostrazione "scientifica" che il cielo era abitato da Dei che lanciavano i loro sassi dall'alto del loro trono o che scendevano loro stessi, sulla Terra, con la loro chioma fiammeggiante, per far dono del minerale ferroso. 

Perciò il meteorite doveva avere non solo un fascino straordinario perché giungeva dal "nulla" squarciando il cielo con un boato terribile (quasi come un aereo o una navicella spaziale); ma aveva anche un valore divino e poteva essere trattato e preso in cura solo da alti sacerdoti, che all'occorrenza erano anche fabbri. 

Era la prova che esistevano Dei, o angeli, o all'inverso, è da episodi come questo che gli uomini antichi crearono i miti e le storie della propria origine. Ancora oggi a La Mecca, una pietra meteoritica viene adorata: per gli antichi uomini tutto aveva un'anima, anche le pietre erano animate, e giacché la materia inerte non muore mai, allora custodire una roccia, tenerla con sé, poteva essere il modo per prolungare la propria vita grazie all "energia"  assorbita da essa. E se questo oggetto proveniva dal cielo, allora il suo potere "magico" doveva essere ancora più straordinario visto che derivava direttamente "dalle mani degli Dei".

E se vi era un rapporto di comunicazione tra esseri extraterrestri, cioè viventi in cielo, e quegli uomini antichi, allora voleva dire che quegli stessi esseri erano paragonabili ai propri genitori.  Gli uomini, non avendo concezione dell'ultraterreno, poterono solo umanizzare e antropomorfizzare quel che vedevano in cielo e attorno a loro: gli uomini hanno vita, allora anche tutto il resto vive, comprese le pietre, le stelle, i pianeti. E se hanno vita allora hanno caratteristiche umane. Questo accadeva secondo l'antica concezione della realtà di quegli uomini.

Gli antichi uomini non potevano concepire la figura divina in maniera diversa da quel che è un genitore; quindi per forza gli Dei dovevano avere fattezze umane, con tanto di sangue, ossa etc. etc, pur manifestandosi ora come fulmine, ora come meteora caduta dal cielo, ora come lo scoppio di un vulcano; poiché stare in cielo significava vivere nell'immenso e significa essere al di fuori dello spazio terrestre, con tutto quel che ne consegue in termini di potere e libertà d'azione. Nel tentativo di essere simili agli Dei, gli uomini costruirono le loro città seguendo le costellazioni; per essere più simili a chi li ha creati, per portare il cielo in Terra; per stringere la mano, allegoricamente, a quei genitori extraterrestri, ossia divini. 

Se gli Dei erano genitori, allora erano loro ad aver creato l'uomo.

La tradizione Caldea della creazione è abbastanza cruenta; e tale visione è ricorrente anche in molte altri popoli: gli uomini e gli animali furono creati impastando la terra con il sangue che sgorgava dalla testa decapitata di un Dio (Mircea Eliade, Cosmologia e alchimia Babilonesi, Biblioteca Lindau).  Tra l'altro si spiega come mai gli antichi babilonesi al mese di Nisan (equinozio di primavera), usavano decapitare la statua del dio Marduk (incarnazione umana del pianeta Giove altrimenti chiamato Nibiru a seconda dei casi), patrono indiscusso di Babilonia.

(L'idea della genitorialità è quella che sto elaborando per la stesura del mio libro antropo-paleo-astrologico. Maggiori approfondimenti saranno contenuti nell'articolo che uscirà tra breve su Linguaggio Astrale, la rivista del Centro Italiano Discipline Astrologiche).

Ora, la domanda è questa: possiamo prendere alla lettera le indicazioni contenute nei testi sacri? Oppure è più conveniente credere a questa mia ipotesi? A questa importantissima domanda risponderemo prossimamente. 

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Una giustizia esiste? A volte arriva tardi, altre volte non arriva mai. L'importante è non perdere mai la speranza. Grazie a chi mi vuole bene e a chi mi ha ricordato che la giustizia esiste. 

18 febbraio 2017

Riti babilonesi


Il centro della cultura mondiale di 3000 e più anni fa, poteva anche essere allo stesso tempo la capitale delle barbarie così come la definirono gli antichi greci? 
Per comprendere la questione dobbiamo partire dal presupposto che l'astrologia e altre pratiche divinatorie erano tenute in massima considerazione presso i popoli della Mesopotamia, al punto che i sovrani non potevano fare a meno di avere una corte strettissima di astrologi ed essere loro stessi istruiti alla lettura delle stelle. 

Si dice che l'astrologia genetliaca, cioè quella che si riferisce al singolo individuo fosse invenzione dei greci, ma la scoperta di antiche tavolette di argilla in lingua accadica scritte in cuneiforme invece testimoniano che questa pratica, seppur in forma rudimentale era di molto precedente ai tempi di Platone e di Berosso (il primo caldeo/babilonese a tramandare i segreti dell'astrologia ai greci). Tuttavia l'astrologia più in voga a quei tempi era quella "universale" cioè quella che si riferiva alla singola nazione e al sovrano. Un'eclissi di Luna, con il sorgere di particolari stelle, il vento, la nuvolosità, la foschia, tutte queste cose avevano un senso per prevedere quel che sarebbe successo al sovrano, alla città intera o alle altre grandi città confinanti con Babilonia, a seconda dell'angolo con cui la terra faceva ombra sulla superficie lunare. 

Se il responso era negativo, allora si poteva procedere a un particolare rito: si detronizzava il sovrano giusto per il periodo in cui gli astri mostravano difficoltà per la nazione e al posto suo si eleggeva un poveraccio, con moglie al seguito, e per 100 giorni facevano le veci del vero sovrano che nel  frattempo si ritirava a vita agricola. Al termine di questi 100 giorni la nuova coppia reale veniva ammazzata e il vero sovrano poteva tornare al potere. In sostanza gli antichi babilonesi erano convinti che l'unico modo per tenere a bada le potenze divine era quello di dar loro quello che avrebbero preteso. I greci, invece, non pensavano potesse esistere modo per accontentare gli dei e che perciò non acconsentirono mai ad ereditare queste pratiche così barbariche e primitive. Forse, la loro filosofia sull'ineluttabilità del fato, derivò proprio dal rifiuto di accettare pratiche così cruente e ingiuste. 

I greci, erano un popolo più evoluto sotto questo punto di vista; eppure ereditarono praticamente tuttala scienza di Babilonia senza considerarla roba per ciarlatani. Oggi chi si occupa di astrologia mondiale è il grande André Barbault che della tradizione babilonese ha conservato ben poco, ottenendo risultati straordinari. Oggi, la scuola di astrologia dell''AA capitanata da Ciro Discepolo prende spunto dall'idea babilonese che si potesse esorcizzare il male attraverso un obolo; ma ovviamente i modi sono totalmente diversi. L'idea di fondo è che bisogna venire incontro a certe combinazioni astrologiche usando un sostituto analogo senza ovviamente scadere in pratiche stupide che possano ledere il prossimo o sé stessi. 

Altro rito importante dei tempi babilonesi era quello che si praticava a capodanno, che avveniva subito dopo l'equinozio di primavera. Le festività duravano 10 giorni e vi erano delle processioni in cui il sovrano teneva per mano due statue raffiguranti il dio Nabù (Mercurio) e il dio Marduk (Giove). Tra l'altro Nabù, per la mitologia del luogo era proprio il figlio di Marduk. Il che ci mostra indirettamente come mai Giove e Mercurio siano pianeti che nell'astrologia contemporanea sono considerati complementari. 

Durante le festività il sovrano veniva spogliato dei suoi indumenti e veniva schiaffeggiato dal sommo sacerdote. Se il Re piangeva allora era segno che l'anno sarebbe stato prospero, salvo eventuali segni contrari mostrati dalle stelle. Insomma, i babilonesi erano convinti che l'uomo,attraverso opportuni riti e preghiere potesse ingraziarsi gli dei. Oggi l'astrologia non ha più lo stesso senso che aveva per quei popoli antichi ed è il frutto di una continua evoluzione del sapere umano. 

Non meravigliamoci se ancora oggi vengono ancora usati simboli risalenti alla cultura babilonese. La croce a bracci uguali che oggi si usa per gli abiti talari o per l'iconografia cristiana, è di derivazione babilonese. Anche questo simbolo può avere a che fare con l'astrologia perché anticamente con una croce si designava l'intersezione tra l'orizzonte e l'eclittica, elemento di particolare importanza per l'osservazione del sorgere degli astri, base fondamentale di tutto il sapere astrologico. Ma questo non è un male se pensiamo che noi tutti non siamo altro che il risultato, non solo delle nostre esperienze,ma anche di quelle dei nostri genitori e i nostri antenati.  

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Un piccolo appunto: oggi si demonizza molto la religione cattolica perché da una interpretazione della Bibbia emerge che essa nasce da atti criminosi e violenti. Rifiutare la religione cattolica per via del suo passato significa rinunciare anche all'astrologia soltanto perché le pratiche babilonesi erano cruente. Ritengo sia saggio non confondere i modelli comportamentali di una volta con quelli di oggi, anche se a dire il vero, a prescindere dai valori insegnati da una certo sapere, ci saranno sempre uomini che abuseranno della loro conoscenza e della loro posizione per sviare dalla retta via...


13 febbraio 2017

Il dio Nabù e le stelle


Cosa avevano in comune gli astrologi-astronomi babilonesi? Il loro nome cominciava sempre per Nabù, che non è altro che il nome attribuito al dio mesopotamico della saggezza e della scrittura, l'equivalente di Mercurio per gli astrologi moderni, anch'egli associato all'intelligenza e alla scrittura/comunicazione. Il che mette in evidenza il fatto che esser astrologi e conoscere il cielo stellato significava essere considerati dei veri e propri scienziati indispensabili per informare, istruire e accudire il sovrano. 

Nabu-Zeru-Lesir, Nabu-Ahhe-eriba, Nabu-Nadin-Shumi, Nabu-Nasir, sono i nomi di alcuni degli astrologi più famosi di un tempo, uomini di un certo valore etico e morale, precisi, corretti, si occupavano di verificare che il Re fosse retto, che pregasse gli dei nei giorni prestabiliti, che fosse pulito, insomma perfetto. Erano come una specie di maggiordomo dei tempi passati, un po' medici, un po' consiglieri, confidenti, si potevano permettere persino l'ironia. Ma il rispetto era perenne, tant'è che in molte delle tavolette di argilla ritrovate vi è scritto: "auguri al mio signore, il tuo servo ... , auguri di buona salute al mio signore! Possano Nabu (Mercurio) e Marduk (Giove) benedire il Re mio signore!"

A quei tempi lo zodiaco non esisteva ancora: esistevano certamente le costellazioni zodiacali, ma non vi era ancora una definizione del percorso dell'eclittica. Piuttosto il cielo era suddiviso in tre parti definite "sentieri". Solo nel periodo tardo babilonese lo zodiaco prende forma in maniera più chiara. In ogni caso non è nemmeno lo zodiaco dei giorni nostri. Gli antichi sapienti si riferivano alle costellazioni zodiacali mentre oggi i segni sono un'altra cosa. 

Per comprendere il passaggio dallo zodiaco fatto di stelle allo zodiaco dei segni zodiacali prima di tutto bisogna fare un passo indietro: gli antichi astrologi avevano un calendario che era indipendente dal movimento degli astri. Si rifaceva solo al movimento del Sole e della Luna e ogni mese era costituito da giorni positivi e giorni negativi in cui era possibile fare o non fare qualcosa. Per esempio in un giorno particolare di un certo mese si poteva concepire figli, mentre in altri giorni si poteva cominciare un viaggio, oppure non si poteva cominciare una battaglia. Nel giorno 13 del primo mese (tra marzo e aprile) non ci si poteva sposare perché avrebbe significato poca soddisfazione: un po' come l'equivalente del nostro "né di Venere, né di Marte non si sposa e non si parte". Non mi è ancora chiara quale fosse la logica delle "emerologie", cioè di queste distinzioni in giorni positivi e giorni negativi, ma spero di comprenderla col tempo.  Sappiamo però che a ogni giorno erano attribuite alcune divinità e questo potrebbe offrire alcuni indizi per completare il puzzle. 

Gli astrologi dovevano prendere nota di tutto, scrivere, prendere appunti, ragionarci sopra. Per questo Nabù è frequente all'interno del loro nome, perché era sempre necessario studiare i testi, confrontarli con le osservazioni e prendere nota, scrivere. E scrivere non era una cosa da poco a quei tempi: come se io mi chiamassi Mercurio (scrittore scienziato) Giuseppe Galeota Al Rami. Troppo lungo! Ma all'epoca era necessario, forse una specie di qualifica come il nostro "dottor", "professor". 

A parte questa breve divagazione, i mesi erano 12, ognuno con le proprie qualità indipendenti dalla costellazione in cui sorgeva il Sole in quel momento. Era una cosa a parte. Ma vi fu un momento in cui si volle far coincidere le due cose: perciò non solo avevamo costellazioni dette in "trigono" che condividevano una certa qualità, ma vi era anche il mese corrispettivo a cui fu attributo lo stesso senso. Il mese I, V e IX facevano parte della prima terzina, i mesi II, VI e X erano nella seconda, i mesi III, VII e XI facevano parte della terza terzina e infine i mesi IV, VIII e XII facevano parte dell'ultima. In tutto vi erano 4 terzine equiparate ai 4 punti cardinali ai 4 venti e a delle città specifiche. 

Il dio Nabù-Mercurio, aveva sì a che fare con la scrittura, ma era anche il dio della scienza, e all'epoca era l'astrologia: matematica, calcolo del tempo, osservazione, deduzione, riflessione, confronto. Oggi diciamo, invece, che l'astrologia è la scienza di Urania: occorre avere valori Aquario o avere Urano importante nel proprio cielo di nascita per essere predisposti a questo studio. 

Alcuni esempi:
Si tratta del tema Natale di Ciro Discepolo, uno dei massimi astrologi contemporanei. Mercurio e Urano sono congiunti.

La grande Lisa Morpurgo: Mercurio dissonante a Urano.
Il Grande Barbault: Urano in I Casa in trigono a Mercurio.
Rudhyar: Luna in Aquario quadrata a Urano
Liz Greene: Luna opposta a Urano
Il formidabile Peter Van Wood: Urano dominante al MC e opposto alla Luna
E infine, perdonate se inserisco anche il mio tema natale nella lista: Urano sestile all'ascendente e quadrato alla Luna. 

10 febbraio 2017

Il segreto dei grandi Dei


                                    Ishtar-Venere, Dea dell'amore e della guerra


Gli antichi babilonesi di 2500 anni fa non ammettevano scuse: la conoscenza del cielo e delle stelle doveva essere divulgata in maniera verticale, cioè da padre a figlio e non poteva assolutamente essere divulgata a schiavi o a persone ritenute incompetenti. Si trattava di una scienza che meritava molta attenzione, tant'è che persino nel più famoso testo astrologico della storia (l'Enuma Anu Enlil), vi è scritto che bisogna stare attenti alle osservazioni, che non bisogna essere superficiali. E un tempo, così come oggi, vi erano anche duri scontri tra gli astrologi che abusavano di tale sapere e che non erano abbastanza accorti nelle loro osservazioni a proposito della levata di stelle e pianeti. Tant'è che non era strano che qualche astrologo dell'epoca potesse confondere Venere con Mercurio e perciò presentare al sovrano responsi errati. 

Ad ogni modo, i babilonesi erano fermamente convinti che la loro scienza fosse divina, che fosse un dono degli Dei. Solo in questo modo poteva essere trattata con rispetto e i sovrani potevano considerare gli astrologi con il massimo dell'attenzione. Ovviamente le conoscenze caldee e quindi babilonesi, non erano state affatto divulgate da alcuna divinità perché erano state sempre il frutto di aggiustamenti e revisioni: un sapere rivelato da una reale entità divina o sovrannaturale si sarebbe dimostrato perfetto in ogni sua parte. In ogni caso, la scienza delle stelle era tenuta segreta: non si poteva temere che incompetenti potessero accedere a un sapere così complesso. Prima di tutto perché era fonte di sostentamento, anche se in realtà era sempre un secondo lavoro. 

In alcune tavolette si racconta persino di astrologi che chiedono di esser dispensati dal lavoro, che era anche obbligato dalla comunità in cui si viveva, e si chiedeva al sovrano il permesso per occuparsi di astrologia a tempo pieno. Infatti questo significava avere la possibilità di ricevere più doni dal sovrano stesso, che spesso ricompensava gli astrologi con pecore, muli e vacche. 

L'astrologia di oggi è naturalmente molto diversa da quella che fu un tempo, ma è interessante studiarne le origini perché ciò ci può illuminare circa l'ingegno di questi uomini antichi. 

Abbiamo visto che il riferimento primario per le osservazioni era il tempo (non quello meteorologico) prima ancora che i pianeti e le stelle. Questo significa che già all'epoca vi erano i primi rudimenti delle Case astrologiche oggi usati nell'astrologia (e non negli oroscopi, che sono in realtà un semplice intrattenimento). Difatti il tempo era suddiviso in tre "veglie" notturne (dal tramonto all'alba), e il pianeta o la stella assumeva un significato diverso a seconda del momento della notte in cui sorgeva o tramontava. Il tutto aveva ancora un significato diverso a seconda del mese in cui si faceva l'osservazione e anche il giorno. 

Questo significa che importanza cruciale era data prima di tutto ai mesi e ai giorni e ai momenti della notte, e secondariamente a stelle, costellazioni e pianeti. Il famoso testo citato più su' raccomanda di datare i mesi con attenzione e di calcolare la durata dell'anno a partire dall'opposizione tra la Luna e le Pleiadi (in tal caso la Luna si trovava nella costellazione dello Scorpione visto che le Pleiadi sono nel Toro). 

Il mese cominciava sempre con la Luna nuova e le osservazioni e i responsi venivano eseguiti prevalentemente durante la fase di Luna piena dove si eseguivano anche altri tipi di riti. Infatti l'astrologo poteva anche spaziare in altre ambiti e praticare esorcismi e alcune altre forme di divinazione come per esempio la lettura delle interiora degli agnelli o dei capretti. Ciò poteva, a mio parere, essere un'ulteriore possibilità per ottenere compensi. Ma questo non significa che "vendessero fumo" per arricchire le loro tasche dato che ogni disciplina richiedeva anni di studi, soprattutto l'astrologia.

Ciò che è degno di attenzione è soprattutto il fatto che il mese cominciasse proprio alla congiunzione della Luna col Sole (la Luna nuova), e questo era garanzia che i due "astri" fossero contemporaneamente nella stessa costellazione zodiacale. Da quel momento si cominciava a tenere il conto dei giorni con i relativi fenomeni celesti corrispondenti: soprattutto si dava molto spazio alle eclissi di Sole e di Luna, considerando sempre sia il mese, sia il giorno e sia il momento della giornata in cui si realizzava il fenomeno. 

Evidentemente al mese era attribuito un significato a prescindere dal significato delle stelle che vi erano sotto, anche se le costellazioni erano prese in considerazione solo per onorare certe festività. Il che lascia presupporre che vi era già una prima distinzione tra costellazioni e segni zodiacali anche se non ancora sviluppata in maniera del tutto evidente. 

I mesi dell'anno avevano un loro significato così come le costellazioni sullo sfondo. Perciò più tardi (in periodo ellenistico) fu tenuto come riferimento ancora una volta il tempo e non lo spazio, attribuendo ai mesi una valenza zodiacale che prescindeva dalle costellazioni. In breve, ogni mese corrispondeva a un segno zodiacale con lo stesso nome delle costellazioni, ma che con le costellazioni non c'entrava più nulla.  La mia ricerca ci condurrà a comprendere come è avvenuto definitivamente questo passaggio; ma già abbiamo visto che il seme era stato piantato sin dal periodo babilonese: ci fu un tempo in cui la dea Ishtar che riguardava l'amore e la guerra, divenne Venere, che oggi non è più la guerra ma è solo amore, edonismo e abbondanza. È chiaro che per gli antichi babilonesi il segreto degli Dei era la conoscenza astrologica. 
  Tutta la bibliografia si trova nella sezione apposita nel riquadro della colonna di destra.

07 febbraio 2017

Nibiru e la nave celeste


Per gli antichi Babilonesi il cielo era suddiviso in "sentieri" su cui erano posizionate le stelle e i pianeti, così come descritto nel ENUMA-ELISH risalente a 3200 anni fa, il famosissimo poema religioso e astronomico sulla creazione dell'universo. Ovviamente le osservazioni del cielo furono di molto precedenti a tale periodo e affondano le loro radici nella notte dei tempi. 

Stando alla traduzione delle tavolette in Accadico del ENUMA-ELISH, chi mise l'ordine in cielo per la rotazione delle costellazioni, era il dio Marduk che nello stesso cielo era rappresentato allegoricamente dal pianeta Giove. Perciò, già anticamente i pianeti non erano gli dei, ma semplicemente un simbolo di essi. 

Era questo dio ad aver determinato i mesi dell'anno e tre stelle per ogni mese. Inoltre era stato lui a fissare la stella polare al centro del firmamento proprio per scandire i mesi. I Babilonesi la chiamarono Nibiru, mentre fissarono lo zenit nel "fianco di Tiamat", la dea del mare. Mi sembra logico che possa trattarsi di una costellazione e, secondo il mio parere, altrettanto logico che il riferimento al mare dipendesse dal fatto che erano punti di riferimento per i navigatori.

Nel precedente post (clicca qui) abbiamo visto che siccome l'anno era soli-lunare lo stesso mese non poteva coincidere sempre con lo stesso momento dell'anno come accade per noi, ma poteva giungere un po' prima o un po' dopo a seconda del momento in cui cominciava la fase di luna nuova. Su quest'ultima si è creato il mito della "nave celeste" probabilmente a causa della sua forma di falce, durante le prime fasi del mese. Infatti, se cerchiamo immagini di imbarcazioni Babilonesi, vediamo sia la caratteristica forma a falce di luna e sia la forma circolare a forma di luna piena (le famose Quffa). Perciò è assai improbabile che gli antichi si riferissero a un'astronave vera e propria come alcuni studiosi alternativi sostengono. Anu, Enli ed Enki (la triade di dei probabilmente ispiratrice della trinità concepita nella religione Cattolica), crearono Sin (la Luna crescente)


Nel famoso testo, inoltre, si parla del fatto che Marduk mise due chiavistelli sui lati opposti del cielo e che solo lui avesse il potere di aprire il sentiero, anche se mise Nibiru (detto anche Neberu) a guardia della porta celeste. Probabilmente qui si riferivano in maniera allegorica agli equinozi. Difatti l'anno cominciava, e quindi si apriva un nuovo ciclo, quando giungeva la prima luna nuova dopo l'equinozio di primavera. E mentre la stella polare (Nibiru) rimane fissa in cielo nello stesso punto per tutto il corso dell'anno, tutte le altre stelle e costellazioni ruotano attorno a essa tramontando e sorgendo nei diversi mesi dell'anno. Tra l'altro, nello stesso periodo equinoziale Il Sole sorgeva nei pressi della costellazione dei Pesci che anticamente era chiamata KUN-MESH che significa "code", quelle delle rondini. E se una rondine fa primavera oggi, doveva esser lo stesso anche ai tempi dell'antica Babilonia. 

01 febbraio 2017

Il sapere Babilonese sugli astri


Acerrimo nemico dell'astrologia Caldea e quindi dell'astrologia Babilonese è stato senz'altro Cicerone che in un suo famoso scritto, il De Divinatione, (clicca qui) propose alcune interessanti e intelligenti considerazioni in cui viene fuori tutta la leggerezza inerente lo stile astrologico dell'antica Babilonia. Ecco alcune delle critiche più aspre del famoso pensatore, obiezioni che fa ancora oggi chi non conosce l'astrologia contemporanea:

 "i gemelli hanno costituzione fisica uguale ma hanno una vita e una sorte quasi sempre differenti. Procle ed Euristene, entrambi re di Sparta, furono fratelli gemelli ma non vissero lo stesso numero di anni e Procle fu molto superiore al fratello per gloria e le imprese compiute";

 "...ne consegue che la nascita e il tramonto delle costellazioni non può venire dappertutto nello stesso tempo. Come possono quelli che nascono, ricevere una medesima impronta dal momento che tanto grande e la dissomiglianza del cielo? In questa parte del mondo che noi abitiamo, la canicola sorge dopo il solstizio d'estate, anzi parecchi giorni dopo; ma nel paese dei trogloditi, a quanto si legge, sorge prima del solstizio (...) Pretendono che tutti i nati nel medesimo tempo qualunque sia il luogo della loro nascita, siano portati alla stessa sorte";

"molti altri eliminarono un difetto di natura mediante la continua applicazione e l'esercizio, come Demetrio Falereo riferisce quanto a Demostene, il quale non essendo in grado di pronunziare la lettera R, col continuo esercizio riuscì a pronunciarla perfettamente. Se questi difetti fossero stati prodotti e trasmessi da un influsso astrale niente li avrebbe potuti correggere"; 

"La differenza dei luoghi non produce differenti tipi umani? Di tali differenze è facile dare esempi, mostrare quanto sono diversi nel corpo e nel carattere gli Indiani, i Persiani, gli Etiopi e i Siri, a tal punto che le varietà (...) sono addirittura incredibili".

Cicerone, che visse nella prima metà del I secolo a.C., quindi giudica un sapere antico che già stava cambiando in maniera quasi radicale. Tant'è che Tolomeo, circa 200 anni dopo Cicerone, descrive nel suo Tetrabiblos (clicca qui) un'astrologia completamente diversa, dove si prendono in considerazione le variabili ambientali ed ereditarie, dove non si prendono in considerazione le costellazioni ma i segni zodiacali (clicca qui), dove si spiega chiaramente dell'equivoco tra predestinazione e inclinazione. Il che spiegherebbe anche il motivo delle differenze tra fratelli gemelli e l'importanza della volontà umana. Cosa era successo nel frattempo? Cosa portò a questo drastico cambiamento e a un salto evolutivo impressionante dell'astrologia? 

Molti di quelli che criticano "l'arte di Urania", come detto in precedenza, sono ancora fermi alle considerazioni di Cicerone che per l'astrologia di un secolo dopo erano divenute ormai obsolete e inutili, dato che le basi su cui si fondavano i presupposti della nuova astrologia erano cambiati quasi totalmente. Anche la Treccani e wikipedia, ancora oggi forniscono una definizione sbagliata della materia, non più valida per descrivere l'astrologia contemporanea.

Le nuove filosofie, e le vecchie critiche, furono utili per la costruzione di un sapere quasi totalmente diverso. Tra l'altro, l'astrologia di oggi, pur traendo origine da quella contemplata da Tolomeo, non è nemmeno quella di quei tempi, perché come ogni sapere si è evoluta col progredire della scienza, della tecnologia, della cultura e della società.

Cosa portò a quel radicale e imponente cambiamento ne parlerò prossimamente. 

Sia ben chiaro che qui l'intento non è quello di dimostrare la fondatezza dell'astrologia quale scienza umana (a mio dire) ma quello di informare il lettore a digiuno di conoscenze storiche, circa i reali accadimenti che avvennero durante il corso della storia. Il che ha, in questa sede, il solo scopo di raccontare l'evoluzione del pensiero, dell'ingegno  e dell'intelligenza umana. Chi siamo oggi, infondo, dipende anche da come eravamo un tempo...

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Sono B., e ti scrivo perché, oltre ad essere stato un discreto studioso di astrologia,
 appassionato proprio di quella psicologica, credo di essere una persona singolare ,che ha sempre cercato se stesso (la sua vera essenza consultando gli astri)
.........dopo anni, mi ritrovo solo, così, con il mio lavoro di insegnante di lettere alle superiori,
con pochissimi amici,
fondamentalmente solo
......sai , quando ti ho visto ed ascoltato su YT mi è venuto l'istinto primordiale di raccontarti la mia vita,
mi piacerebbe essere tuo AMICO
Sono nato a (...) scorpione asc. aquario
 SONO STRANO, MA SE TU POTESSI AGGIUNGERE QUALCOS'ALTRO AL MIO QUADRO ASTRALE MI FAREBBE ENORMEMENTE PIACERE
.....TI SEGUIRO' SEMPRE ORMAI
auguri per tutto.


Gentile signore, mi fa immenso piacere sapere che lei nutre tutta questa stima nei miei riguardi. Sono ben lieto di esserle utile ogni volta che me lo chiederà, e sicuramente il mio approccio nei suoi riguardi sarà senz'altro amichevole e genuino, come d'altronde lo è con tutti i miei consultanti (solo quelli educati e seri studiosi). Mi dispiace che la sua vita sia contrassegnata dalla solitudine e comprendo come anche un contatto virtuale possa alleviare questo stato. E non mi dispiace affatto che lei abbia scelto me come possibile confidente delle sue problematiche. Tuttavia voglio informarla che non dispongo di alcuna verità suprema né posso garantirle di alleviare totalmente la sua condizione di scontento. Quindi prenda queste mie considerazioni per quel che sono: un semplice invito a effettuare qualche riflessione in più su lei stesso. Non per fare la solita generalizzazione, ma sappiamo che una tra le diverse tipologie di Scorpione è il tormentato e tenebroso contemplato dalla tradizione. Se in più aggiungiamo che il suo Sole è in congiunzione a Nettuno, comprendiamo le sue difficoltà psicologiche e la sensazione di solitudine che potrebbe portarla a vivere condizioni a limite della nevrosi. Sia chiaro che non tutti quel che hanno tale posizione giungono a tale situazione. Ma questo è uno dei possibili scenari analogicamente collegati ai significati dei due "astri" così relazionati. 

Non è la prima volta che mi capita un caso analogo al suo, e la mia casistica mostra in maniera inequivocabile che le dissonanze tra Marte e Saturno predispongono a subire violenza. Fisica o psicologica, per incidente o per colpa di qualcuno, questo non mi è dato sapere. Fatto sta che dal punto di vista psicologico vi è sempre una sensazione di impotenza, di impedimento. Il che potrebbe portarla a crearsi molti nemici e a vederli anche lì dove non ci sono. Perciò le raccomanderei un'attività sportiva molto intesa che possa permettergli di manifestare tutto il suo potenziale inespresso. C'è qualcosa che la frena, che le impedisce di essere sereno. Spesso a furia di pensar negativo spesso ci "attiriamo" brutte situazioni. Mi ricordo di un mio consultante, anche carissimo amico, con un cielo un po' somigliante al suo. Era pessimista, deluso dalla vita e spesso mi accusava di esser ottimista a sproposito. Forse lo sono; ma senz'altro il suo atteggiamento lo ha portato a una brutta fine. Viglio dire che avrebbe potuto "guidare" la sua "stella" in maniera più costruttiva. Perciò si armi di coraggio e combatta i suoi "mostri" perché molto del suo futuro sta nelle sue mani. 

Il suo interesse per l'ignoto, o per l'estero, o per le lingue, e per l'insegnamento, sono anche loro un'ottima valvola di sfogo; (il suo Sole è in 9^ Casa) ma si ricordi sempre di non viaggiare troppo "oltre" (molti, con questa configurazione sostengono di avere uno spirito guida o di aver visto gli alieni) perché inevitabilmente questo comporta il fatto di esser visti di cattivo occhio. Perciò lei può continuare a credere in ciò che vuole ma senza tuttavia doverlo mostrare al mondo intero. 

Sono evidenti le penalizzazioni sia per la salute e sia per il lavoro (Marte in 6^). Ma sono sicuro che la sua condizione di salute o di lavoro, potrebbe migliorare sensibilmente durante il corso del 2017. Ovviamente sta a lei cogliere le occasioni. Un abbraccio.