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26 settembre 2021

La legge di azione al posto dell'attrazione

 Ragioniamo insieme su alcune affermazioni a proposito della legge dell'attrazione.

"Ti dò una meravigliosa notizia: l’universo ti darà tutto quello che vuoi". Sì, magari!

Ti do una meravigliosa notizia: l’universo non ti darà nulla perché sarai tu a creare la vita meravigliosa che pensi di meritare. Più o meno...

Prima obiezione: "Quelli che miseramente crepano di fame è una loro scelta?"

Risposta: E quelli che dal dramma si rialzano? Non prendi in considerazione le circostanze che non sempre ti sono favorevoli. L’unica cosa che rimane è provare a costruire la vita come vorresti. Sicuramente è molto più impegnativo che stare a credere che tutto cambierà solo cambiando atteggiamento mentale. Un colpo di fortuna potrebbe accaderti. Ma nel frattempo? Vuoi stare con le mani in mano?

Seconda obiezione: "Quando fai qualcosa per il divino, l’universo ti ripaga". 

Risposta: questo è ciò che credi perché ne hai visto i risultati. Ma ci sono effetti psicologici che ti ingannano inconsapevolmente, e sono gli stessi che ingannano chiunque e che hanno ingannato anche me. Per esempio, uno su cui si potrebbe lavorare è il bias di conferma. In pratica cerchi conferme alle tue credenze e quando vedi che c’è un fatto che ti dà ragione allora credi che ci sia un rapporto di causa ed effetto tra il pensiero positivo e il risultato. Ti è venuto in mente che potrebbe essere solo una coincidenza? Purtroppo questo è un errore perché nessuna conferma dimostra ciò che credi, perché sei tu a interpretare il mondo. Non tieni conto dei casi che disconfermano la tua tesi. Nella ricerca si procede in doppia direzione: sia cercando conferme e sia cercando disconferme. Lavorando in doppia direzione capisci che è meglio agire.

Terza obiezione: "Anche altri notano ciò che noto io".

Risposta: perché tutti siamo soggetti agli stessi autoinganni, che sono proprio specifici del cervello umano e a cui tutti, proprio tutti, inconsapevolmente andiamo incontro. È un’illusione percettiva. Andiamo continuamente incontro a illusioni percettive. 

Quarta obiezione: "Noi siamo l’universo. Noi siamo energia come è energia l’universo e perciò se emettiamo le stesse vibrazioni energetiche di ciò che desideriamo otteniamo i risultati che vogliamo".

Risposta: È una bella metafora ma puoi emettere elio e idrogeno per bruciare come fa una stella? Noi siamo molto più complessi. Non si può procederecon questo ragionamento delle somiglianze tra noi e l'universo. Bisogna tenere conto di tutti quei dati che ci rendono diversi dalle stelle e dall'universo. La vita è molto più complessa e organizzata dell’universo. È qualcosa in più.

Quinta obiezione: "Solo ai nostri sensi limitati noi siamo separati dall’universo. In realtà non siamo separati".

Risposta: Anche se a livello energetico noi rispondiamo alle medesime leggi, tu non puoi sapere se la vita, che è la proprietà emergente della complessità, non contenga qualcosa in più dell’universo. Noi siamo limitati rispetto a certi parametri ma più complessi delle leggi dell’universo perché siamo vivi. Rispetto all’universo noi abbiamo quasi illimitate possibilità di scelta e di AZIONE. Il fatto che condividiamo le stesse energie dell’universo non significa che non ne abbiamo altre che l’universo non ha. Stai umanizzando l’universo.

Sesta obiezione: "Ho fatto tutto il possibile e le cose non cambiano. Conviene credere nell’universo".

Risposta: Continuano a capitarci cose fin quando non troviamo una soluzione. Quasi tutto dipende da noi. Certe volte pensiamo di aver fatto tutto il possibile che noi conosciamo. Ma esiste un possibile che noi non conosciamo ancora. Non hai ancora trovato la soluzione giusta e perciò ti rifugi in una soluzione “magica”. Altre volte sono le circostanze a impedirci. Allora prova ad accettare solo ciò che non puoi cambiare se le circostanze non dipendono da te.

Settima obiezione: "Secondo la fisica quantistica ogni coscienza/osservatore è un universo".

Risposta: stai prendendo alla lettera alcune affermazioni dei fisici, che sono in forma romanzata, spesso e volentieri. Inoltre molte delle loro affermazioni sono a carattere teorico, rimangono ipotesi. Una ipotesi scientifica di per sé non dimostra che ciò in cui crediamo è vero.  

Ottava obiezione: "Non ho più forze psichiche per leggere certe cose. Queste cose mi demoralizzano ancora di più. Quando le forze vengono meno, leggere che l’universo non ti darà nulla, equivale a un vero e proprio colpo di grazia".

Risposta: assolutamente vero. Credere in un universo che ci aiuta è consolante. Ma è una pia illusione che dona speranza ma non cambia la vita. Continua a sperare se vuoi, ma non arrenderti all’idea che non ci sia più nulla da fare.

Nona obiezione: "Quindi se io vedo il sole in alto nel cielo ogni giorno e poi mi confronto con gli altri e scopro che anche gli altri vedono lo stesso, allora ci stiamo ingannando tutti?"

Risposta: Sono le inferenze sulle cose a fare la differenza. Un conto è vedere una mela e confrontarsi con tutti scoprendo che di mela si tratta, e un conto è fare inferenze, cioè, in questo caso, stabilire che c’è una relazione di causa ed effetto tra i tuoi risultati e il pensiero positivo. Sulle relazioni di causa ed effetto, a seconda della complessità del fenomeno, tutti sbagliano a causa di meccanismi percettivi specifici del cervello umano e che sono descritti dalla psicologia e che vengono chiamati bias. Quindi, dire che gli altri confermano ciò che vedi tu, purtroppo non dimostra nulla. Tutti vedono che è il sole a muoversi, ma quando studi sai che è solo un’illusione percettiva. Lo accetti solo perché lo accettano tutti. Per il momento non vuoi ancora accettare che ci sono altri effetti psicologici che distorcono le tue percezioni quando si tratta di tematiche spirituali.  

 

Se ragioniamo secondo il principio che sono le azioni a fare la differenza, allora parliamo di Karma che appunto significa "azione". Ho un'idea a tal proposito ed è un po' diversa da quella che viene usata più comunemente. 

 

Ne parlo nel mio prossimo libro in uscita tra brevissimo, intitolato LE DUE VIE SACRE. 

Al buio cerchi qualsiasi luce per la tua salvezza. E allora quale sarà il faro per la tua crescita spirituale? La strada è a due vie: l’empatia per condividere, riconoscere nell’altro qualcosa che ti appartiene, e la ragione per sconfiggere gli inganni della mente. In un rapporto con Dio, con te, con gli altri, quel che dici nasconde un oceano; e per nuotarci dentro dovrai raggiungere la legge dell’amore, che ha la forma delle braccia aperte.


Vuoi il criterio operativo? Leggi la guida pilastro: Astrologia verificabile .


Autore e statuto
Giuseppe AR Galeota
Statuto: qui “valido” significa discutibile e controllabile (criteri, contro-esempi, revisione).
Metodo: astrologia giudiziaria (RS/RL) + criteri anti-bias (verifica/contro-esempi).

13 dicembre 2018

Astrologia Biblica


Su di un noto sito di astrologia ho trovato la traduzione di un articolo molto curioso, firmato da un astrologo che non avevo mai sentito prima.
Si tratta di Bill Donahue VEDI QUI, autore di un'introduzione all'astrologia Biblica. 
Ecco qui un piccolissimo estratto del testo:

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 I tre decani del Toro sono:

1. Orione (la luce)

2. Eridanus (il Fiume)

3. Auriga (il pastore o cocchiere)
Questi fanno tutti parte della costellazione del toro:
In sintesi abbiamo il fuoco spirituale (il fiume di Eridano) che scorre giù dalla nostra fonte spirituale Orione (stella luminosa) e le greggi vanno al pastore (Auriga) per essere salvate trasmutazioni della coscienza inferiore nell'alto tramite la guida spirituale interiore da Dio
Toro, dobbiamo attraversare la vita con testardaggine e determinazione per raggiungere i nostri obiettivi, a volte, eppure la resistenza dell'ego a dissolversi nello spirito è anche una battaglia.

I tre decani del Toro

1. Orione il primo decano del Toro

La Cinta di Orione è formata dalle 3 stelle attraverso il centro. La luce di Orione è la più brillante di tutte le costellazioni.

Il Toro è il tuo Ego, ciò che devi conquistare. Il Toro è rappresentato nel Libro di Giobbe:

Giobbe 38: 31 Puoi legare le dolci influenze delle Pleiadi, o perdere le bande di Orione?
sciogliere le bande di Orione cioè puoi allentare la luce (Spirito) di Orione che è in schiavitù dalla natura inferiore?

Nel centro del toro, come nel centro del nostro ego, c'è una luce dello spirito e può essere lasciato splendere attraverso il nostro ego?
In questo modo vengono superate le restrizioni del Toro.

Cristo ha detto:
Matteo 6: 22 La luce del corpo è il occhio: se dunque il tuo occhio essere singolo tutto il tuo corpo sarà pieno di luce

Una volta che la luce dell'occhio singolo splende attraverso di essa, ci conduce a stati di coscienza sempre più grandi. Guardando indietro al decano, il piede sinistro di Orione si alza come per schiacciare il suo nemico:

Qual è il simbolismo del piede?

Genesi 3: 15 E porrò inimicizia tra te e la donna, e tra la tua posterità e la sua discendenza; ti schiaccerà il capo e tu schiaccerai il tallone.

inimicizia è ostilità

donna è spirito

Orione (la luce interiore) è pronta a combattere il sé inferiore (serpente) alzando il piede sinistro e rimuovere l'inimicizia (ostilità, separazione) tra l'uomo e lo spirito e così la sua coscienza è sollevata.

C'è anche la cintura d'oro che è evidente nella costellazione di Orione.

Cinturone d'oro veste intorno all'addome di Orione visto nell'immagine sopra e di cui si parla nel verso seguente:

Apocalisse 1: 13 E in mezzo ai sette candelieri, uno simile al figliuol dell'uomo, vestito con una veste fino ai piedi, e gettato intorno ai papà con una cintura d'oro.

7 candelabri sono 7 chakra

spada è la portata anche da Orione

Isaia 27: 1 In quel giorno il Signore con la sua spada forte e grande e con la sua spada potente punirà il leviatano, il serpente penetrante, perfino il leviatano che è un serpente storto; e ucciderà il drago che è nel mare.


La testa della spada ha la forma di un agnello.

Rivelazione 17: 14 Questi faranno la guerra con l'Agnello, e l'Agnello li vincerà:

L'agnello è la mente superiore, le capre sono mente inferiore

Clava nella mano destra di Orione, è il lato spirituale destro, il potere dello spirito. Il Giardino dell'Eden è in Oriente (lato destro del cervello)

Nella mano sinistra tiene la testa di un leone (o coscienza inferiore). Pietro parla di Satana come di un leone ruggente:

1 Pietro 5: 8 Sii sobrio, sii vigile; perché il tuo avversario, il diavolo, come un leone ruggente, se ne va, cercando chi potrebbe divorare:

Betelgeuse, alpha orionidis è la stella più luminosa sulla spalla sinistra di Orione significa "il ramo". Il ramo è menzionato nel verso seguente:

Zaccaria 3: 8 Ascolta ora, o Giosuè, il sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che siedono dinanzi a te; poiché essi sono uomini meravigliati, poiché ecco, io darò alla mia serva il FURTO.

RAMO pure in maiuscolo e quindi cosa significa? Guarda il seguente verso:

Giovanni 15: 5 Io sono la vite, voi sono i rami: Colui che dimora in me e io in lui, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla.

Il Ramo siamo noi, e quindi la stella più brillante nel cielo dentro ognuno di noi e rappresenta il potenziale spirituale che splende attraverso.

Regale o Rigel è la stella nel piede sinistro di Orione e significa "ciò che schiaccia".

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Ecco da parte mia una serie di appunti critici su quanto letto.

Questo autore scrive cose affascinanti anche se mi lasciano un po' perplesso. Vediamo di fare il punto della situazione. La storia di attribuire un decano alle costellazioni zodiacali vicine, cioè extra zodiacali, è un fatto nuovo anche se è risaputo che in antica Babilonia, nello stesso mese astrologico venivano intercettate più costellazioni, ma per un massimo di 18. Se anticamente veniva usata una costellazione per ogni decano, allora otterremmo 36 costellazioni. Ma ciò non è mai accaduto.  esistevano Sì i decani, ma non erano collegati a nessuna costellazione. Per esempio circa le 18 costellazioni, le Pleiadi venivano ritenute una costellazione a parte ma erano utilizzate all'interno del mese del Toro. Col passare dei secoli, però, le Pleiadi sono state accorpate all'interno della costellazione del Toro stessa. Quindi è chiaro che l'autore di questo testo non ha tratto informazioni da fatti storici. Insomma, ha inventato una nuova astrologia che quasi certamente può affascinare molti curiosi di esoterismo e spiritualità. 
Una astrologia biblica, come detto poco fa, non esiste nella storia dell'astrologia; e tra l'altro sappiamo pure che l'astrologia occidentale non si basa nemmeno sulle costellazioni, ma sui segni zodiacali dello Zodiaco tropico. Infatti, se dovessimo considerare le costellazioni zodiacali, dovremmo tener conto della precessione degli equinozi come fanno gli astrologi indiani. Cioè, per il fatto che il punto gamma adesso mira 26° indietro rispetto a quello che doveva essere il punto di inizio della costellazione dell'Ariete, segni e costellazioni non corrispondono. Per esempio, chi oggi nasce sotto il segno del Toro, se usassimo lo zodiaco delle stelle sarebbe dell'Ariete proprio perché a Maggio il Sole non punta più verso la costellazione del Toro come una volta, ma verso la costellazione precedente.  
Siccome sto scrivendo un libro di archeo astrologia, questo articolo mi ha colpito molto; ma ho comprenso che in realtà non si tratta di un'astrologia antica, ma di una nuova astrologia che si ispira all'astrologia Indiana usando la Bibbia per formulare insegnamenti di tipo spirituale. 
Venendo invece alle definizioni e descrizioni del segno, non esiste nessun testo storico in cui si associa l'ego al segno (o alla costellazione) del Toro. Inoltre bisogna stabilire cosa si intende per Ego dato che questo termine psicologico viene continuamente usato male. Infatti l'Ego (altrimenti detto "io") è un istanza psichica che serve a mediare tra Es e super-io, dunque un alleato della psiche per il raggiungimento dell'equilibrio. Quando parliamo invece di egocentrismo e possesso, parliamo di uno squilibrio dell'Ego. In ogni caso, per logica, è un fattore Solare che dunque si esplica attraverso ogni segno zodiacale.
C'è un punto in cui dice: "Toro, dobbiamo attraversare la vita con testardaggine e determinazione per raggiungere i nostri obiettivi, a volte, eppure la resistenza dell'Ego a dissolversi nello spirito è anche una battaglia".

La domanda che mi pongo è questa: perché l'Ego (che in questo caso lui lo intende come possesso) dovrebbe dissolversi nello spirito? Questo è secondo me un pensiero che risulta un po' come un luogo comune, qualcosa che è divenuta una specie di moda: la solita solfa che bisogna rinunciare agli averi, che bisogna desistere dal desiderare. Questo è un concetto di derivazione orientale che va bene per chi decide di seguire una vita monastica, fatta apposta per distaccarsi da ogni forma di desiderio, ma che non necessariamente va bene per l'uomo occidentale. Infatti, chi dice che il superamento della sofferenza deve stare per forza in ciò? Questo è un dogma religioso che si accavalla a questioni di ordine psicologico: "come fare per non provare sofferenza".

Pare che questo povero Toro debba meritarsi sempre l'accusa di essere quel materialista che deve evolversi. E dove sta scritto? È solo un retaggio culturale. Io sono quasi sempre contro i luoghi comuni, i dogmi, le citazioni (che secondo me servono solo a dare l'immagine di essere intellettuali) e le generalizzazioni. Secondo me, nel desiderio così come nella spiritualità, ci stanno sempre dei pro e dei contro. Il contro della spiritualità è la scelta radicale di allontanarsi dal desiderio, e quindi anche dalla vita sociale (altrimenti i monaci non farebbero una vita ritirata). E questo non è quasi mai un bene. In un'altra cultura diremmo che il desiderio è il motore del mondo. Insomma, in certe frasi ci vedo insegnamenti utopistici (parlo da laureato in psicologia) che forse hanno l'unico merito di impressionare l'ascoltatore. Ovviamente rispetto l'idea, anche se troppo abusata, di questa evoluzione spirtuale basata sul distacco, anche se non la condivido minimamente e non la consiglierei quasi a nessuno.  
Da questa traduzione ho comprenso che l'autore ha cercato sulla Bibbia delle parti da far combaciare con la sua lettura astrologica. Non so di preciso quale logica lo abbia spinto a usare certi versetti anzicché altri; ma questa commistione mi ha comunque incuriosito. Occorre però fare una specificazione per i lettori: associare una costellazione a un verso della Bibbia, in questo caso non c'entra niente con la storia. Infatti è chiarissimo che le associazioni sono arbitrarie. Ciò significa che la logica di collegare certi versi a certe costellazioni non è la stessa di chi ha scritto la Bibbia, anche se indubbiamente in quel testo sacro ci sono riferimenti di tipo astromico-astrologico nascosti tra le righe, così come testimoniato da Von Dechend e De Santillana che hanno trovato riferimenti persino nell'Amleto di Shakespeare. Morale della favola, avrebbe potuto usare anche qualsiasi altro testo per ottenere lo stesso risultato dato che ogni verso può essere applicato a proprio piacimento "per far quadrare il cerchio".
Un'altra cosa che mi ha lasciato perplesso è che definisce Orione la costellazione del pastore, quando invece il pastore (o bifolco) è Boote, costellazione che si trova nei pressi del Gran Carro.
Inoltre ho notato che mischia anche concetti orientali come quello del karma, che con la Bibbia non c'entrano proprio niente.
Mi sembra un po' un'astrologia "olistica" dove l'auore ha preso un po' dall'astrologia Indiana e dallo zodiaco siderale, un po' dall'astronomia Babilonese che contempalva annche costellazioni extrazodiacali, e naturalmente con citazioni della Bibbia e della cultura orientale. Un mix che appassionerà sicuramente molti lettori ma che è pur sempre una sua personalissima "invenzione".
Naturalmente bisogna chiedersi se questo tipo di astrologia può essere utile per formulare un profilo astro-psicologico affidabile. Questo, purtroppo, non posso saperlo, ma credo possa essere più utile per altri scopi. Originale anche se molto distante dal mio modo di fare, sicuramente è un tipo di astrologia che cavalca l'onda delle mode, soprattutto in questo periodo dove parlare di Bibbia fa sempre tendenza, sopratutto se da essa si tira fuori qualcosa di particolare...


09 agosto 2018

Filosofia astrologica

Paradigma 1: "Case, segni, pianeti, sono la componente fisica e spaziale di archetipi che si manifestano con significati universali i quali si arricchiscono nel corso del tempo grazie al mutare delle culture. Ciò significa che una volta appresi i significati di pianeti, segni e Case possiamo comprenderne il loro effetto ogni volta che si manifestano, ancor prima, anche senza bisogno di andare a verificare". Ma è vero? E fino a che punto? Esistono circostanze in cui non è così? Queste sono le domande che mi pongo e che secondo me dovrebbe porsi un buon astrologo ogni volta che fa previsioni. Cioè, non dare mai nulla per scontato. 

Ciò che mi spinge a questi interrogativi è l'esperienza pratica: la prima cosa che si fa quando si impara l'astrologia è verificare se quel che c'è scritto sui libri funziona per davvero. Ebbene, ho studiato molti libri sui transiti e stando alle verifiche in oltre 20 anni di esperienza, non funzionano quasi mai. Fate un esperimento e verificate voi stessi: pensate a quel che è il vostro interesse di oggi. Confrontatelo con la posizione della Luna nel segno che sta toccando in questo momento e osservate pure la Casa del vostro tema natale in cui sta transitando. Noterete che non ci azzecca nulla con quel che state facendo o pensando o provando dentro di voi in queste ore. La stessa cosa è valida per gli aspetti che questa Luna crea con i pianeti del vostro tema di nascita. Niente che corrisponda alla verità. Eppure fior di studiosi e colleghi astrologi non mancano mai di ricordarci cosa potrebbe accaderci con certi passaggi planetari.
 
Io non guardo quasi mai i transiti proprio per non farmi condizionare da quel che mi aspetto possa accadere. Solo dopo aver vissuto una certa esperienza vado a controllare quali transiti possono aver contribuito alla manifestazione di esso. E solo in rare occasioni qualcosa sembra corrispondere. 
  
Se i transiti, a livello personale spesso deludono le aspettative, per quale motivo non dovrebbero deludere se generalizzati a livello collettivo?  

Eppure esimi colleghi ogni giorno preparano oroscopi in cui ci parlano dell'effetto che tale pianeta manifesterà sulla nostra psiche. Perchè? 

Perché con il nascere delle nuove scuole astrologiche americane si è passati al
paradigma 2: "Case, segni, pianeti, non devono essere verificati ma solo applicati come modelli per comportarci in comunione con le energie cosmiche". Il che è paradossale poiché per stabilire o meno se siamo in comunione con certe energie, occorre prima verificarle. Ma esse non saranno mai verificate perché date per vere in termini assoluti. L'astrologia ecco che diviene dogmatica, si trasforma in fede, religione.

In fondo, l'astrologo di oggi (ma non tutti) vuole sentirsi parte di un tutto che funziona come un orologio universale e perciò non mette mai in discussione che certe espressioni planetarie potrebbero non manifestarsi pienamente o addirittura non manifestarsi affatto mano a mano che si amplia il numero di soggetti coinvolti nell'analisi (dalla suddivisione in 12 categorie sino a un'astrologia mondiale). Per questi astrologi non solo tali posizioni astrologiche sono perfettamente funzionanti, ma sono "lo spartito musicale su cui suona la musica della nostra evoluzione". 

Da qui si arriva al
paradigma 3: "se si vuole essere in armonia con l'universo e si vuole evolvere occorre essere in armonia coi significati simbolici di pianeti, segni, Case".
Questo terzo paradigma rappresenta un'evoluzione del pensiero astrologico o semplicemente ne è una deviazione? 

Per comprenderlo bisogna capire come mai è avvenuto questo cambiamento, cioè quale processo sociale, culturale, epsitemologico, ha portato a questa nuova filosofia. 

Vediamo di spiegarlo in breve partendo da alcune premesse. In America, dove è nata questa forma di pensiero, molti astrologi sono anche psicologi. Uno dei capisaldi della psicologia è quello di considerare l'essere umano in chiave dinamica, appunto evolutiva. Dire per esempio che il soggetto è un Ariete e che il suo destino matrimoniale sarà sfortunato, non solo è controproducente dal punto di vista della serenità dell'individuo, ma costringe lo psicologo a non trovare strumenti per aiutare il soggetto a stare meglio. Molti psicologi americani affascinati dall'astrologia, non volendo rinunciare alla vastità dei significati simbolici ed evocativi della materia, ha deciso di stravolgerla prendendo in prestito solo il linguaggio astrologico e per scopo terapeutico. 

E molti astrologi da ogni parte del mondo, hanno deciso di seguire questo orientamento "astro-psicoterapeutico".

Siccome certi astrologi sentono la necessità di essere d'aiuto a qualcuno, sembra essere molto più produttivo e gratificante offrire un placebo, ossia usare il linguaggio astrologico a scopo terapeutico e senza alcuna pretesa di verificabilità. Ma secondo me questo passaggio dalla previsione alla prescrizione corrisponde a un grande atto di ingenuità, anche se fatto in buona fede e con intenti nobili.


Prima di tutto va chiarito un punto essenziale: l'astrologo ha le competenze per offrire un sostegno psicologico all'utente? No. A meno che non abbia una laurea in psicologia, nessuno può farlo. E anche se avesse una laurea, il codice deontologico degli psicologi italiani vieta commistioni tra le due materie (anche se alcuni professionisti mischiano eccome!). Sembra che l'unico compromesso sia dato da chi si iscrive a un corso da counsellor olistico. 

Ma il 99,99% di chi pratica astrologia (e ricordiamo che sono per la maggior parte autodidatti), non ha alcuna formazione professionale del genere. Quindi è chiaro che nel tentativo di aiutare la gente possono commettere l'errore di consigliare, sulla base delle loro conoscenze astrologiche, cose totalmente sbagliate o comunque talmente generiche da non avere alcun peso sul singolo individuo. In sostanza è aria fritta. E allora perché fare questi oroscopi? 

Perché questi astrologi sono condizionati da un errore di ragionamento denominato "psicologia del senso comune": il desiderio di aiutare il prossimo spinge ognuno di loro a essere uno psicologo ingenuo, cioè a credere di avere le risorse e le competenze per giudicare e consigliare. In questo caso specifico penserà, inoltre, che abbia detto qualcosa di sensato soltanto perché ha seguito il "canovaccio" dell'astrologia che secondo il paradigma 2 è applicabile su tutti i livelli. Se l'astrologo parte da questo presupposto, ogni sua analisi sarà come una "creazione artistica": ogni interpretazione sarà il frutto della creatività e non delle osservazioni. Ecco che qui l'astrologo credera di essere un sacerdote, psicologo, artista, ma ingenuamente.

In pratica si sentirà legittimato a dare consigli perché ha assunto il dogma che l'astrologia funziona senza se e senza ma e su qualsiasi livello, da quello personale a quello collettivo. Questo non deriva dalla verifica (o ne deriva solo parzialmente), ma da teorie che sembrano essere talmente logiche e coerenti tanto da non lasciare dubbi (vedasi le dottrine esoteriche o le leggi karmiche) sulla sua efficacia. Si tratta di un ulteriore errore logico: confondere il mondo delle teorizzazioni con il mondo dei fatti (CLICCA QUI). 

Naturalmente esiste una terza strada: senza giungere agli estremismi della scuola americana si può continuare a credere nell'evoluzione dell'individuo pur senza dimenticare e rinunciare all'astrologia giudiziaria, ossia allo scontro con i fatti concreti. In questo modo l'astrologia non viene più snaturata e non perde la sua valenza predittiva; ma diviene uno strumento dinamico, sempre work in progress, e non statico e dogmatico come vogliono le scuole orientali e quella psicologica. Questa vede l'astrologia in chiave statica perché è letta in chiave dogmatica anche se l'uomo viene visto in chiave dinamica. Secondo il mio approccio, invece, l'astrologia non è affatto statica, ma è da rivedere, da correggere, da verificare, quindi è dinamica tanto quanto l'uomo. I principi, sebbene universali, non sono applicabili su tutti i livelli.  Perciò non possono essere fatte generalizzazioni e quindi né oroscopi sui 12 segni e né oroscopi collettivi.

L'unico dato di fatto, secondo i miei paradigma, è che i transiti non funzionano sempre, e perciò non funzionano nemmeno quelli a carattere collettivo e perciò non possono essere applicati per definire cosa accade nella psiche di ogni uomo. L'unico approccio che secondo me è veramente onesto verso l'astrologia di stampo collettivo è quello di Andrè Barbault a cui non interessa consigliare o curare. A lui interessa solo descrivere i fatti astrologici collegati ai fatti storici attraverso la verifica.

Ecco: se si decide di praticare l'astrologia con lo scopo descrittivo si fa astrologia seriamente perché le proprie ipotesi possono essere disconfermate o confermate dall'esperienza allo scopo di aumentare il grado di attendibilità di certe conoscenze. Se invece si decide di praticare l'astrologia con lo scopo prescrittivo allora si fa solo un gioco di creatività e di fede. Insomma, sarebbe solo un modo per dar libero sfogo alla propria fantasia e alle proprie capacità analogiche. Un'astrologia prettamente mentale, per nulla pratica anche se l'astrologo fosse uno psicologo a tutti gli effetti. Ma è ancora astrologia?  se l'astrologo giudica gli oroscopi perché sono una generalizzazione dell'astrologia, perché non dire la stessa cosa degli oroscopi psicoterapeutici/karmici a carattere collettivo? A voi la risposta.

14 luglio 2018

Vitalizi, intelligenza e filosofia.

Momento storico per l'Italia e per #LuigiDiMaio: approvata l'abolizione dei #vitalizi. Noi #astrologi non ci sorprendiamo se questo evento è avvenuto proprio pochi giorni dopo il compleanno del partenopeo, visto che, stando alle scoperte di #Discepolo, eventi significativi della vita accadono più frequentemente attorno al proprio compleanno (o quello dei propri cari). La rivoluzione solare ci mostra un Sole in X Casa di rivoluzione. Vediamo invece i transiti per il 12 luglio. Giove in trigono al Sole radix, Saturno congiunto a Nettuno radix e sestile a Plutone radix; Nettuno trigono al Sole e quadrato all'ascendente radix (2 gradi); Plutone congiunto a Marte radix. Considerazioni: i pianeti lenti transitano con orbite non strettissime ma nella norma. Giove non delude, mentre assistiamo a qualche dissonanza che nel complesso è ovviamente positiva dato che è quasi irrilevante l'angolo di incidenza tra due corpi in movimento, almeno per quanto attiene i transiti.

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Una breve riflessione aggiuntiva alla mia recensione del libro intitolato astrologia archetipica. I due autori del libro, quando parlano di Mercurio e dell'intelligenza, si rifanno alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner. L'autore ha individuato 8 tipi di intelligenze; ma i due astrologi ne hanno segnate 12 senza spiegare quale procedimento hanno adottato per individuare le altre 4. Date queste premsse hanno assegnato a Mercurio nei 12 segni ognuna di queste intelligenze.

Ma il pensiero di Gardner è diverso da quello che viene fatto intendere. L'autore parla di 8 intelligenze che si manifestano tutte insieme nello stesso individuo e non una tra loro. Inoltre tale teoria non è scientifica perché non si basa su prove sperimentali; ma nasce da speculazioni di tipo filosofico. Inoltre la comunità scientifica afferma che Gardner abbia commesso un errore di tipo semantico sostituendo il costrutto di abilità con quello di intelligenza. 

Come se non bastasse, la critica più importante a questo autore è che le 8 abilità individuate sono arbitrarie e potrebbero esisterne altre, anche in numero superiore a 12.
Se proprio volessimo applicare il costrutto delle 8 abilità di Gardner all'astrologia, e cioè al principio che esse agiscono tutte insieme, allora sarebbe più logico asserire che ognuna di queste abilità corrisponde a un pianeta diverso. Il Sole per esempio avrebbe a che fare con una abilità, la Luna con un'altra, Mercurio con un'altra ancora etc. etc. Dalla prevalenza di un pianeta rispetto agli altri emergerebbe l'abilità più importante.

Allora, non per fare il bastian contrario, ma io penso che i costrutti della psicologia applicati all'astrologia dovrebbero esere studiati meglio onde evitare commistioni improprie. Questo capita quando chi parla di astrologia e psicologia non ha una formazione accademica specifica proprio nell'ambito della psicologia. Cioè, chi non ha una vera formazione in psicologia può fraintendere più facilmente.

Va inoltre osservato che anche le varie disposizioni di abilità a a seconda della posizione di Mercurio nei segni e nelle Case risulta essere del tutto arbitraria non trovando assolutamente riscontro nei fatti. 
Per esempio se parliamo di Einstein e del suo Mercurio in Ariete e in X Casa gli autori dicono:  
Mercurio in Ariete (o I Casa), intelligenza corporea-cinestesica, per controllo e coordinazione dei movimenti;
Mercurio in X (o in Capricorno), intelligenza morale per comprendere i valori etici.

Mi preme però ribadire che il libro acquistato lo consiglierei 100 volte per l'impegno profuso e per la ricchezza degli stimoli che attiva.


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Guardando questa immagine mi viene spotaneo il confronto tra astrologia giudiziaria e astrologia spirituale/karmica/filosofica etc. etc.
Ma a mio parere va detta una cosa molto importante. In ambito medico ciò che conta è la fase sperimentale così come in ogni altro ambito della ricerca, compresa quella astrologica (ebbene sì, anche in questa disciplina c'è chi fa ricerca applicando i crismi della scienza); ma non possiamo nemmeno negare il supporto della speculazione mentale e filosofica per favorire le riflessioni sulla sperimentazione stessa e su altro ancora. 

Voglio dire che sebbene il consultante abbia bisogno di concretezza, non disturba fantasticare con sofismi e "psicologismi" (sia bene inteso che ritengo poco consono il termine astrologia psicologica se intendiamo quella della Greene e di Rudhyar, poiché tutta l'astrologia è psiclogica se vi applichiamo le conoscenze della psicologia. Più che altro chiamarei quelle pratiche "astrocounselling", giusto per fare il pignolo).

Infatti pur praticando un'astrologia più rigorosa è utile rimanere con la mente aperta a una visione olistica, giusto perché anche l'idea più bislacca può portare a riflessioni che potrebbero rivelarsi utili per il nostro pragmatismo.

Insomma, è attraverso la diversità che spesso si ottiene una visione più lucida e coerente della "realtà"... Questo ovviamente non significa che da oggi mi metterò a praticare l'astrologia Karmica, esoterica, "psicologica". Ribadisco che non mi piace chiamarla astrologia psicologica ma astrocounselling anche perché il filone psicologico è così ampio che non lo si può relegare alle sole affermazioni di autori che vedono l'astrologia in veste poco descrittiva/previsionale (vedasi Rudhyar). Basti citare autori come Discepolo, ma anche la Morpurgo, il Sementovski-Kurilo, Barbault, nonché io stesso (attraverso miei articoli) e tanti altri, per rendersi conto che tutti applicano le nozioni psicologiche all'astrologia (qualcuno in modo assolutamente improprio, altri in modo pionieristico, certuni seguono le orme di altri).

Dicevo, non praticherò quelle astrologie; ma senza di esse non credo avrei potuto conoscere la diversità per fare scelte più ragionate. La diversità è ampliamento degli orizzonti. Certamente tutto dipende dal vostro scopo: un dottore in medicina ha uno scopo e quello in filosofia ne ha un altro...

Come afferma Ciro Discepolo, studiate tutto ma poi scegliete una scuola per specializzarvi. E se dovesse capitarvi qualche commistione, beh, l'importante è che non porti alle dissonanze cognitive di festingeriana memoria...
Buon studio. 

25 febbraio 2017

Siamo tutti spirituali


Con il mio post sul significato esoterico della canzone di Gabbani "Occidentali's Karma" si è scatenato un po' il finimondo (clicca qui). 

Qualcuno ha frainteso. Né Gabbani e né io affermiamo che tutto ciò che è spirituale è spazzatura. No. Affermiamo solo che il vero senso della spiritualità è stato perduto o è stato distorto a causa di certi fanatismi ed esagerazioni. Questo è in effetti un giudizio e allo stesso tempo una critica, è vero. Un giudizio contro chi inganna e una critica contro la società del pressappochismo. Non possiamo certo pretendere che sul web ci siano New Gandhi, ma certo risultano insopportabili quelli che si credono di esserlo. 

Oggi vi propongo due articoli, uno scritto da me e il secondo dall'artista Camelia Nina, cara amica dalla mente lucida e brillante. Buona lettura. 

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(Occidentalis Karma parodia: occidentalis mamma)
Di Al Rami.
Chi mi conosce sa che io sono molto spirituale. Quando mi chiedono se credo in Dio, io rispondo di sì, che ci credo ciecamente. Quando mi chiedono se credo nella reincarnazione, dico di no, categoricamente. Ogni fede merita rispetto e non si può minimamente discutere sul fatto che chi crede nella reincarnazione ha ragione e chi non ci crede ha torto (e viceversa). No: su questi argomenti non si sa nulla e non si può sapere nulla. Quindi non ha senso discuterne: ognuno può credere in quel che vuole, nel pieno rispetto delle idee altrui. 

Il mio approccio si basa sull'umiltà di prendere in considerazione l'ipotesi che il mio credo sia sbagliato. Non posso essere così arrogante da stabilire il vero dal falso. Nessuno ha la verità in mano! Per me la fede può essere soltanto una verità personale; nessuno può proclamare di essere nel giusto e nessuno può dire che gli altri sbagliano. Infatti ogni religione ha i suoi punti deboli. Per esempio la storia di Gesù, così come la conosciamo potrebbe essere falsa; la Bibbia potrebbe essere stata male studiata, e la storia della reincarnazione si sa che è nata solo per questioni legate al mantenimento delle caste. Insomma: se andiamo a indagare fino in fondo, con metodo, con estrema meticolosità su ogni religione, andrebbe a finire che diventeremmo tutti atei. Perciò, la fede è un bisogno dell'animo e non della ragione.

Credo in Dio ciecamente dal punto di vista emotivo, ma dal punto di vista razionale so che potrei essere in errore. Non ho alcuna prova che Dio esista. E anche se avessi mille prove non potrei mai esser certo che siano state interpretate correttamente. Infatti bisogna stare attenti a non confondere la realtà con l'interpretazione che noi diamo a essa. Lo stesso vale anche per i fenomeni legati alla dimensione del misticismo. Perciò, quel che mi rimane da fare è credere senza farmi domande, perché nel momento in cui me le pongo viene a cadere la fede e subentra la ragione. Fede, per me, significa credere senza se e senza ma, senza ragionarci sopra. Perché se si ragiona si scopre che nessuna religione è valida fino infondo. 

Per me, essere spirituale non significa citare le ricerche di certi scienziati per dar spessore alle mie tesi. In realtà ciò che dice la fisica e la scienza circa alcuni fenomeni come quelli quantistici, sono solo ipotesi: tutto è in constante revisione e non può essere ancora usato per convalidare questioni come l'anima, lo spirito, l'aldilà. Per cui non mi sognerei mai di dire che una certa ricerca conferma la reincarnazione o l'esistenza di Dio, o che siamo esseri di luce. Sarei bugiardo se dicessi una cosa del genere! Sarei un'impostore! Per me è importante essere spirituale, ma con la massima onestà. 

Mi è stato riferito di una persona che ai piedi di una piramide in Egitto è stato investito da un campo di energia elettromagnetica e che perciò si è "risvegliato". Gli è stato chiesto come facesse a sapere che quel campo era proprio elettromagnetico e non vi fosse invece un altro tipo di energia, ma lui ha risposto dicendo "non devo dimostrare nulla a nessuno", "lo so e basta". Poi gli è stato chiesto quali fossero gli effetti di questo campo elettromagnetico ed ha risposto: "emetto luce". Gli è stato chiesto di portare una prova di ciò, ma ha risposto: "non sono tenuto a dare dimostrazioni", "non voglio convincere nessuno".  Ecco: questo è l'esempio lampante di ciò che non è spiritualità ma è millanteria. Il vero spirituale, secondo me è semplice, non ha bisogno di citare in causa cose che non conosce. È chiaro che quella persona non sa nulla di energia e di elettromagnetismo, ed è chiaro che vuole dar di sé un'immagine grandiosa. La spiritualità è una cosa bella, ma non può essere impiegata per fingere di essere investiti da poteri speciali. Un mondo di vera spiritualità è un mondo di vera onestà. 
                                                                                                                            Al Rami

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Di Camelia Nina.
Tra l'inadempienza e una promessa c'è una sola cosa: la verità.

Sotto invito del mio eterno amico Al Rami, mi ritrovo oggi a spendere due parole su un tema che non mi è soltanto assai caro, è proprio il tema attorno al quale ruota molta della mia ricerca estetica: la Spiritualità. E come essa viene interpretata dai moderni internettologi di gabbaniana memoria.

A questo punto, ammetto che non ho resistito alla tentazione di affrontare la cosa in maniera scanzonata e leggera, come sono solita fare quando mi piglia il guizzo della cazzimma.

Poi, però riflettendo, ho pensato che sarebbe stato ingiusto verso tutti i miei fans soggiogati dal mio imperante fascino mediatico, avvinti da un sudditizio spirito gregario nei confronti della mia pers(ic)ona social.

Parto, per cui, spiegando che per me Spiritualità altro non è che un andare verso lo Spirito e null'altro. Su che cosa sia lo Spirito, impegnatevi voi che io c'ho da fare.


Tuttavia, ciò che più dilaga sul web e che a me fa rimescolare gl’intestini (dal crasso al tenue, finanche al retto) è la reiterata battaglia all’ego a vento come se questo fosse l’avvento della malattia del millennio, da debellare con qualunque medicina e vaccino possibile, reperibili sui suddetti networks ovviamente, il più delle volte rappresentati da qualche citazione di Osho o Jung (che si sa, come il nero, stanno bene su tutto).

Non puoi dire una cosa che ah! l’ego. Non puoi esprimere un’idea argomentata, zaac! uè, c’hai l’ego. Se sei sicur* delle cose di cui parli, ammazza che ego che c’hai.

E’ che oggi va di moda assai il pressapochismo, l’approssimazione. La conoscenza fa impressione.

Nowdays, è ben tollerato il principe zulù da trono televisivo che sì, è vero, è (assai) poco colto, sbaglia tutti i congiuntivi, ma c’ha un core granne.

E attenzione, che l’azzeccamento dei tempi e dei modi verbali non è assolutamente una condicio sine qua non si possa intraprendere un viaggio verso alte sfere. E il core granne è sempre una gran buona cosa.

Ciononostante, non si può manco sperare, in un delirio alcolico od onirico, che un bruco diventi farfalla senza passare dallo stadio di crisalide o, meglio ancora, che dall’uovo di una mosca nasca una libellula. Non importa che tu sia libellula, mosca o farfalla. Importa che tu comprenda e attui l’Io, verso la sua realizzazione.

Allora, amici miei carissimi, partiamo dal pre-supposto che l’ego ce l’abbiamo tutti, chi più chi più meno. Non c’è bisogno di fare a gara a chi ce l’ha più grosso, ok? Che tanto vinco sempre io.

L’ego serve, l’ego “serve”.

Esso è il trampolino da cui l’Io s’innalza verso il raggiungimento del vero Sé. Se lo eliminiamo, che cosa ci resta più da fare?

Dobbiamo sporcarci le mani, imbrattarci, infilarci nel fango per comprendere quanto è profonda la pozzanghera prima di ripulirci e sistemare la strada dissestata dalla pioggia.

E invece ai tuttologi del web piace guardare gli ego degli altri, misurarlo col proprio, utilizzando un apposito strumento in cm, brevettato da Freud in persona, chiamato egometro e,


ve lo assicuro, questo è l’unico campo in cui chi ce l’ha più corto non si sente colto da ansia o da frustrazione. A tutta prima.

Ecco a voi signori, sono qui a donarvi i miei guanti e la mia livrea.


“Il filosofo odierno si sente a suo agio quale “spettatore” del mondo”: si sente cioè a suo agio nel darsi al “voyeurismo” o alla “scoptofilia”. (R. Steiner)
                                  Camelia Nina
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Consiglio vivamente di darci un'occhiata...
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4322 grazie per le vostre visualizzazioni nella giornata di ieri! E migliaia di grazie anche per quelle di oggi. 

01 gennaio 2017

Oroscopo 2017 e Karma


Cari lettori e lettrici, anche quest'anno voglio ricordarvi che gli oroscopi sono solo un gioco e che non hanno nulla a che fare con l'astrologia vera. A dire il vero, quella pratica non è affatto astrologia; ma alcuni astrologi possono praticarla giusto per venire incontro ai gusti del pubblico. L'ho già spiegato mille volte. I mezzi di comunicazione di massa come la TV, purtroppo, ancora non chiariscono il punto; e nemmeno gli oroscopari sembrano voler cambiare atteggiamento e informare il pubblico che si tratta solo di un'idiozia per menti dal fioco lume. 

Io ho fatto oroscopi per radio, TV e giornali; ma ho sempre detto la verità: sono panzane colossali, bugie, cavolate inaudite, porcherie totali. Però se per farsi conoscere dal pubblico ci si deve abbassare, umiliare a fare gli oroscopi, allora si può scendere a compromessi. Io l'ho fatto e non ci ho guadagnato nulla a dire il vero. Né la radio e né la TV mi ha dato i fan che mi occorrevano per crescere e per divulgare la vera astrologia, e nemmeno ci ho guadagnato un centesimo. Ci ho provato e non è andata come speravo. Certo, con la Luna nel Leone e Mercurio in 5^ Casa l'ho fatto anche perché sono un "animale da palcoscenico", amante della luce dei riflettori. A qualcuno potrebbe non piacere, ma io non ci vedo nulla di male. Quindi non scandalizzatevi se capiterà ancora di vedermi in TV. Spero solo che non sia per vendere fumo e chiacchiere. 

Piuttosto concediamoci un momento di simpatia e allegria guardando questi video sui 12 segni zodiacali. Cliccate Qui e Qui.

Ovviamente non sono così scemo da proporvi un oroscopo; e il titolo di questo post è sol un palliativo per attirare più gente possibile da convertire alla vera astrologia che è un sapere straordinario e veramente complesso.

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In tutto questo discorso come non citare il karma? Il Karma è ovviamente inteso come il processo incessante di scelte che compiamo quotidianamente. Alle volte capita di vivere eventi che sembra possano portare a risvolti importanti ma che in definitiva non portano a nulla. Molto tempo fa, per esempio, ho rincontrato una persona che non vedevo da oltre vent'anni e  lì per lì sembrava che dovesse svolgere un ruolo importante nella mia vita: altrimenti che senso avrebbe avuto? E invece, così come è entrata così, in punta di piedi è uscita. Perché? Perché dobbiamo prima di tutto liberarci dall'idea che esiste un fato e che tutto ciò che ci capita sia frutto di un destino ineluttabile; perché dobbiamo imparare che non tutto ha un senso, non tutto serve per apprendere qualcosa; e che apprendere o meno dipende da quanto siamo abili ad attribuire significati alle cose che viviamo. Ma non è detto che ciò sarà utile per la nostra vita futura. Diciamo solo che la vita è troppo complessa e spesso per davvero bisogna accettare il fatto che esiste il caso, che non tutto segue una logica e non tutto ha una finalità. Insomma, crescere o meno dipende da noi e non sempre gli eventi che ci capitano sono messi lì da "qualcuno" o "qualcosa" per farci crescere. 

Qualcuno potrebbe storcere il naso e negare questa evidenza: infatti è molto più facile sognare pensando che tutto sia scritto, che tutto abbia un senso, uno scopo, che nulla è dato dal caso. Invece non tutto ha senso. Quella persona è scomparsa e non è stato altro che una casualità. Poi esistono anche incontri che hanno un senso: la mia Francesca, il mio immenso amore, è giunta per uno scopo: darmi gioia e felicità. Ma era anche il cielo stesso che mi chiedeva di fare attenzione a quel momento. Da ciò possiamo desumere che qualcosa di importante accade solo se ci sono anche i transiti a testimoniarlo; e che non dobbiamo illuderci che ogni cosa abbia sempre un valore trascendentale e una finalità. 

Tra l'altro bisogna anche accettare l'idea che la finalità della nostra esistenza sta nell'evolverci in più direzioni, quelle segnalate dai pianeti che nel nostro TN sono in aspetto dissonante. Ma non tutti hanno questa grande capacità di capire i propri limiti e di porvi rimedio. 

In astrologia accade, poi, qualcosa di veramente fastidioso, odioso e seccante: tutti questi astrologi del karma e queste astrologhe spirituali si mettono a dare consigli sulla strada migliore da percorrere, dispensano consigli su quel che bisogna fare e come farlo, stando alle indicazioni che essi scorgono nel TN, ma sempre in virtù di come lo sanno leggere. E il più delle volte non lo sanno leggere e danno indicazioni completamente errate. 

Col mio nodo lunare nord in 3^ Casa e in Scorpione, stando a una certa astrologia, io dovrei seguire un certo percorso per trovare una direzione e per evolvermi; e io invece dico che è un altro. Stando alla mia astrologia, il nostro percorso, la nostra strada, è data dalla sintesi degli elementi più importanti del TN, e che la nostra crescita e la nostra evoluzione sta in ogni angolo del nostro TN. 

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IMPORTANTE: VORREI RIBADIRE CHE L'ANNO ASTROLOGICO NON COMINCIA IL PRIMO DI GENNAIO MA COMINCIA PER OGNUNO NEL GIORNO DEL PROPRIO COMPLEANNO. NON VI È ALCUNA RAGIONE VALIDA PER FAR COMINCIARE L'ANNO ASTROLOGICO IN QUESTO GIORNO. LO ZODIACO COMINCIA CON L'ARIETE E NON NEL MEZZO DEL CAPRICORNO. PER QUESTO GLI OROSCOPI AVREBBERO UN MINIMO SENSO SE FOSSERO GENERATI ALL'EQUINOZIO DI PRIMAVERA, QUANDO APPUNTO HA INIZIO IL SEGNO DELL'ARIETE, PRIMO SEGNO DELLO ZODIACO. LA DATA DEL PRIMO DI GENNAIO È SOLO CONVENZIONALE. 

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Osservate questo grafico: indica il numero delle visualizzazioni che questo mio blog ha ottenuto durante il corso del mese di dicembre. Potete notare un'impennata incredibile di visualizzazioni grazie al transito di Giove nella mia 2^ Casa radix. Si tratta di un'importante upgrade di immagine che spero possa portare cospicui frutti. Grazie a tutti per il vostro interesse. Questo nuovo anno sarà contrassegnato ancora da lavori di psicologia anche se non sempre accostati a questioni astrologiche, e spero di riuscire a cominciare il mio lavoro di ricerca sulle origini antropologiche dell'astrologia. Il fatto è che subito dopo la laurea che è quasi imminente, mi spetta l'abilitazione alla professione e ciò comporterà, quasi certamente, ancora dei rallentamenti circa i miei progetti astrologici. Vorrei ricordare che sono disponibili delle lezioni audio sui 12 segni e sui 4 elementi. Chi fosse interessato può scrivermi alla mia email ggaleota@libero.it 

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Ciao Giuseppe,

complimenti per il blog e per i video, trovo il tuo lavoro molto interessante e ben fatto. Ti scrivo perché sarei interessata ad avere delle spiegazioni sul mio tema natale, riguardo al lavoro. Ho cercato anche da sola di capire, ho visto che ho la casa X vuota, la VI ha Plutone soltanto. Non sono un'esperta, ma ho paura che non ci sia futuro per me a livello lavorativo,o comunque che dovrò fare molta fatica per realizzarmi in una professione. Spero che mi saprai dare delucidazioni, sono nata il (...)
Grazie mille!

La ringrazio per i complimenti, ma a dire il vero quest mio blog è più una specie di laboratorio, una brutta copia di quelli che sono poi i lavori che andrò a pubblicare sotto forma di libri. Il problema è che avendo Marte nei Gemelli finisco per fare una specie di mordi e fuggi di molti argomenti e mi risulta difficile approfondire e portare avanti una singola questione. Credo che diverrei monotono se mi occupassi sempre e solo della stessa cosa; ed è per questo che da un po' di tempo sto usando la parola "karma" come il sale su ogni pietanza: ogni tanto bisogna variare e bisogna parlare anche il linguaggio della massa, anche se lo  faccio di mala voglia, forzatamente. Purtroppo se si vuole crescere bisogna sopportare pure i gusti del pubblico che non vede altro che Karma persino in una ciabatta rotta o in un cavatappi. E Karma sia...

Lei mi dice che la X Casa è vuota; ma questo non è un problema. Venere si trova congiunto al MC in zona Gauquelin e questo mi fa pensare a una crescita ed evoluzione grazie all'amore, grazie al proprio fascino o grazie a un'attività nel campo dell'estetica. Plutone in 6^ Casa ci parla più specificamente del lavoro indicando che in effetti il settore produce tormenti. Però Plutone è anche l'esagerazione,il grandioso, l'imponente; e per questo io penso che lei potrà trovare una professione che potrà permetterle di elevarsi. Credo che al negativo, lo stesso pianeta potrebbe rappresentare il lavoro in un ambiente losco o con persone dalla dubbia moralità. A prescindere da ciò, è dalla posizione del Sole nelle Case che possiamo farci un'idea generale delle sue inclinazioni, anche professionali. Se  l'11^ Casa riguarda i progetti e l'Ariete riguarda l'autonomia, è chiaro che la vedo poco orientata a un lavoro da dipendente. Ciononostante, Luna in Toro, Valori Gemelli più Venere, sono, a mio parere, valori che orientano verso la grafica. Spero mi darà un feedback. Il transito di Giove sulla sua prima Casa mentre Plutone farà un sestile a se stesso, secondo me potrebbero portare qualcosina nel giro di qualche mese. Anche relativamente a ciò mi tenga informato.