13 marzo 2026

Il mito non è la base dell'astrologia


Da alcuni decenni una parte enorme dei libri di astrologia segue sempre lo stesso schema: si prende il mito di una divinità, lo si racconta, e poi si afferma che quel mito spiega il significato astrologico del pianeta, dell’asteroide o del punto simbolico. Urano diventa il dio del cielo ribelle, Chirone il centauro ferito, Lilith la donna demonizzata e ribelle, e così via. Il problema è che quasi nessuno si chiede una cosa molto semplice: da quando questo è diventato il metodo dell’astrologia? Perché se si guarda alla storia reale della disciplina si scopre un fatto sorprendente: questo metodo non appartiene all’astrologia antica, medievale o rinascimentale. È un’invenzione molto più recente.

Per secoli l’astrologia non ha costruito i propri significati partendo dai miti. I significati dei pianeti e dei segni derivavano da altre cose: l’osservazione dei cicli celesti, la relazione con le stagioni, le qualità elementari, le dignità, le configurazioni geometriche, l’esperienza accumulata nei secoli. I miti esistevano, certo, perché i pianeti avevano nomi divini, ma non costituivano il metodo operativo per stabilire il significato astrologico. Non si partiva dal racconto mitologico per dedurre il simbolo astrologico.

Il cambiamento avviene solo nel Novecento e si consolida soprattutto tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta con la nascita dell’astrologia umanistica e psicologica. In quel periodo l’astrologia viene profondamente riformulata sotto l’influenza della psicologia junghiana. Jung aveva utilizzato i miti come espressione degli archetipi dell’inconscio collettivo, e alcuni astrologi decisero di applicare questo schema anche all’astrologia. Il passaggio fondamentale avviene con Dane Rudhyar e poi con l’astrologia psicologica diffusa da autori come Liz Greene, Howard Sasportas e Stephen Arroyo. In questo nuovo contesto l’astrologia smette progressivamente di essere uno strumento tecnico per descrivere eventi e configurazioni della vita e diventa soprattutto un linguaggio simbolico per interpretare la psiche.

È qui che il mito diventa centrale. Non perché fosse il metodo originario dell’astrologia, ma perché era uno strumento perfetto per parlare di archetipi psicologici. Il mito diventa quindi una forma narrativa utile per raccontare conflitti interiori, ferite emotive, trasformazioni personali. In altre parole, il mito entra nell’astrologia moderna non per descrivere il cielo ma per parlare della psiche.

Il problema nasce quando questo passaggio viene dimenticato.

Oggi molti astrologi utilizzano i miti come se fossero il fondamento stesso dell’astrologia. Raccontano il mito di Urano e poi concludono che Urano rappresenta necessariamente il cielo ribelle e rivoluzionario. Raccontano il mito di Chirone e poi affermano che quel corpo celeste rappresenta la ferita interiore da guarire. Raccontano il mito di Lilith e poi deducono che descriva una dimensione oscura o ribelle della personalità.

Ma questo ragionamento contiene un errore logico molto semplice: il fatto che un mito sia stato utilizzato come metafora psicologica non significa che descriva realmente ciò che accade nel cielo o in un tema natale.

Il mito, in quel contesto, serviva a un altro scopo. Serviva a raccontare la psiche, non a stabilire regole astrologiche verificabili. Era uno strumento narrativo, non un metodo di ricerca astrologica.

In altre parole, quando negli anni Settanta e Ottanta il mito viene introdotto massicciamente nell’astrologia, lo scopo non è leggere il carattere o il destino di una persona attraverso il cielo. Lo scopo è utilizzare il linguaggio astrologico come supporto simbolico per una forma di riflessione psicologica o quasi psicoterapeutica.

Questo non è necessariamente un male. Come strumento narrativo o come metafora psicologica può essere anche molto interessante. Il problema nasce quando questa narrazione viene scambiata per una descrizione reale del tema natale.

Dire che Urano incarna il dio del cielo non dimostra nulla sul piano astrologico. Dire che Chirone rappresenta il centauro ferito non dimostra nulla sul piano astrologico. Dire che Lilith descrive una dimensione nascosta della personalità non dimostra nulla sul piano astrologico. Significa solo che qualcuno ha trovato una storia suggestiva da raccontare.

E una storia suggestiva non è una prova.

Il paradosso dell’astrologia contemporanea è proprio questo: molti astrologi vogliono usare queste narrazioni per leggere il carattere, il destino e il vissuto di una persona, ma il metodo da cui derivano non è stato costruito per questo scopo. È stato costruito per interpretare simbolicamente la psiche.

In altre parole, si sta cercando di usare un linguaggio nato per la narrazione archetipica come se fosse uno strumento tecnico di analisi astrologica.

Ed è qui che nasce l’equivoco.

Quando il mito diventa il punto di partenza dell’interpretazione astrologica, l’astrologia smette di essere uno studio dei fenomeni celesti e diventa una forma di racconto simbolico. Un racconto che può essere affascinante, evocativo e perfino terapeutico, ma che non dimostra affatto che quei simboli descrivano realmente ciò che sei o ciò che vivrai.

Il mito può raccontare una storia. Ma raccontare una storia non significa spiegare la realtà.

Dunque cosa dire di tutti i libri su astrologia mito? Sbagliati. Cosa dire dei libri che ci invitano a scoprire come Chirone agisce nella nostra vita? Sbagliati. E Lilith? Peggio ancora. E perché le persone si ritrovano nelle descrizioni? Per via di numerosi effetti psicologici di cui ho parlato con molti miei libri. E le previsioni che sembrano dare prova della validità di Chirone e Lilith? Anche qui gioca un ruolo importante l'effetto psicologico.

Mi dispiace ma i fatti stanno così, che ti piaccia oppure no. Stai credendo a qualcosa che è nato per altri scopi e non per descrivere chi sei o il tuo destino. 

E come diavolo è possibile che anche autori di prestigio sbaglino così clamorosamente? 

Intanto lo scopo è spesso frainteso dai lettori. Gli autori chiamano astrologia qualcosa che invece è psicoterapia con linguaggio astrologico. Altri sono invece totalmente condizionati dalle mode o non conoscono la storia dell'astrologia. Altri ancora ripetono a pappagallo quello che dicono altri. 

Autore: Giuseppe AR Galeota

Astrologo e ricercatore indipendente.
Questo articolo fa parte del Metodo Galeota, un approccio all’astrologia fondato su criteri di verificabilità, esempi e contro-esempi, limiti dichiarati e controllo dei bias interpretativi.

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