DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

mercoledì 18 ottobre 2017

Il tuo gatto odia i fatti


Ogni giorno ne spunta uno nuovo... e poi questi sono giorni elettrici per me.

Questa volta, a rompere le uova nel paniere è un tizio che afferma: "l'astrologia sarebbe tutta da rivedere perché la vita comincia al concepimento, ancor prima della nascita. A questa critica è stata data facile risposta: imprinting cosmico e imprinting genetico sono, evidentemente, due cose diverse. (CLICCA QUI per leggere la risposta completa).

Nulla di grave, per l'amor del cielo. Come osservazione è del tutto legittima. Che poi sia sbagliata nonostante sia logicamente ineccepibile, è un altro discorso. Ed è di questo che voglio parlarvi oggi. 

Come può, qualcosa di logico, essere sbagliato? La logica appartiene al mondo dei pensieri, e i pensieri possono essere organizzati in modo coerente e convincente. Ma questo non significa che possano essere in accordo con i fatti. 

Questo è un principio che può essere esteso a qualsiasi caso, ma prendiamo a esempio proprio questa situazione: è vero che la vita comincia prima del parto, ma non è detto che questa possa essere una ragione sufficiente per dire, di conseguenza, che l'astrologia dovrebbe essere rivista. 

Attenzione: non possiamo contraddire il fatto che la vita comincia al concepimento: è un fatto conclamato, autoevidente, che si dimostra da sé. Ma un conto è l'inizio della vita e un conto è "l'imprinting". Siamo sicuri che sia uno solo? Siamo sicuri che non vi siano diverse energie, una legata alla vita e una invece legata alle influenze astrologiche? 

1)"La vita comincia alla nascita": la premessa è logica e valida.
2)"Perciò l'astrologia è da rifare": la conclusione è da verificare.
Evidentemente, tra la premessa e la conclusione manca un passaggio: la nozione di cosa sia l'astrologia, su cosa si basa, di che tipo di influsso parliamo. E naturalmente la verifica. Altrimenti è il tipico saltare alle conclusioni troppo frettolosamente. Insomma, la verità dipende molto anche dal numero di premesse di cui disponiamo. Perciò, essa è sempre in bilico: c'è sempre una scoperta che possa contraddire ciò che si sapeva. Ma è sempre necessario verifcare.

Facciamo un esempio: Einstein aveva ipotizzato le sue famose onde gravitazionali. Gli scienziati potevano contare sulla sua ferrea logica che si basava su certi fatti. Ma occorreva la prova concreta. La teoria non era sufficiente. Quello delle teorie è il mondo delle idee anche se esse si basano su aolcuni fatti assodati. Quando per la prima volta sono state osservate le onde gravitazioni, è stato constatato che la teoria di Einstein non solo era logica, cioè formalmente corretta; ma era anche vera. E si passò dall'ipotesi (dal mondo delle idee) alla legge (al mondo dei fatti). 

Occorreva uno scontro col mondo dei fatti: l'esperienza concreta, pratica.

Quando la nostra ipotesi non si scontra con la realtà, allora appartiene al mondo delle idee. L'affermazione per cui l'astrologia non funzionerebbe a causa di questioni legate al concepimento, è un'ipotesi. Logica, intelligente, ma solo un'ipotesi. Le ipotesi vanno verificate proprio perché c'è sempre qualche fatto che sfugge, che non è stato considerato. 

Naturalmente quando parliamo di astrologia dobbiamo applicare tale principio con elasticità. Non possiamo pretendere la prova scientifica. Ma questo non significa che non possiamo avere prove empiriche. Le osservazioni. 

E qui dovremmo domandarci: chi può fare osservazioni? Tutti? Nel campo dell'astrologia occorre una certa dimestichezza. Ognuno ha la sua esperienza e naturalmente bisognerebbe testare la professionalità e l'accuratezza di chi osserva. Le osservazioni vengono condotte sulla base di certe conoscenze apprese e queste ci aiutano a capire cosa dobbiamo cercare e come dobbiamo cercarlo. 

In questo caso si tratta di affermazioni che sono state verificate da astrologi in migliaia di anni, perfezionate nel tempo, e non aspettano altro che essere applicate. Sia chiaro che non sono verità assoluta, ma sono una verità parziale: ogni posizione astrologica individuata e sosservata in centinaia di anni non è altro che un piccolo pezzo di quel che si potrebbe ancora scoprire. Non sono sbagliate, ma incomplete. Quanto? Non lo so. Quanto si potrebbe ancora scoprire? Non lo so. 

E allora, come fare per verificare le affermazioni astrologiche? Io credo che ogni autore abbia dato importantissimi contributi per ampliare le nozioni astrologiche e perciò sarebbe auspicabile studiarli tutti. Ovviamente ciò è impossibile ma se dovessi stabilire quali sono gli autori che secondo me sono più affidabili a livello di manualistica, direi senz'altro André Barbault, Ciro Discepolo, Lisa Morpurgo e C.E.O. Carter. 

Riassumendo, il problema di chi vuol fare ricerca risiede in questi elementi: 
1)L'affidabilità delle fonti;
2)Le capacità di osservazione di chi analizza;
3)La capacità di saper formulare ipotesi senza trascurare nulla;
4)Le condizioni psicologiche e i motivi di chi analizza. 

Proprio per questo, ogni studioso offre un'esperienza diversa, spesso in totale contraddizione con quella del suo collega. E di chi possiamo fidarci? Naturalmente di chi svolge l'astrologia per professione poiché chi è astrologo ha più esperienza, più cultura, più formazione rispetto a chi vuol sondare gli assunti astrologici per semplice curiosità. L'analisi astrologica è un'arte e perciò non è facile perché ci vuole maestria

Il manuale è sì uno strumento indispensabile, ma occorre quel genio interno che fa la differenza. Ci vuole una predisposizione alla sintesi, a saper vedere il simbolo astrologico nelle sue numerose sfaccettature. E per far questo occorre tanta, tantissima pratica. Anche in questo caso, occorre lo scontro con i fatti.  Dieci anni di letture astrologiche su migliaia e miglia di casi possono essere utili per apprendere il metodo, per capire cosa è carente e dove.

E solo così possiamo veder "parlare" un quadro astrologico. 

Ogni gatto è timoroso: prende bene le misure prima di un salto, calcola il momento giusto per attaccare una preda, e soprattutto fugge via come una saetta quando è ora di fare il bagnetto. Ha sbattuto il muso contro i fatti  e ora sa quel che deve fare. Se il tuo gatto si mettesse a cercare una dimostrazione matematica sulla composizione di una bistecca e trovasse quali sono le energie animiche contenute in essa, sicuramente avrebbe una mente logica e analitica. Ma se si applicasse esclusivamente a ciò senza assaggiarla, morirebbe di fame. 

Non so se il tuo gatto odia i fatti, ma la morale della favola è questa: anche le più belle teorie possono valere zero se non c'è esperienza; e anche la più grande esperienza non serve a niente se non c'è la conoscenza adatta per poterla interpretare. 

I gatti interpretano la realtà in base all'utilità che ne possono trarre. In astrologia si è sempre fatto così: siate gatti ma amiate i fatti!
Miaooooooo a tutti! 

martedì 17 ottobre 2017

Oroscopo di concepimento

OROSCOPO DI CONCEPIMENTO.
DOMANDA: DATO CHE LA VITA COMINCIA AL CONCEPIMENTO, PERCHÈ STENDIAMO UN TEMA DELLA NASCITA?

RISPOSTA: Le energie in gioco, evidentemente non sono le stesse. Al momento del concepimento potremmo ipotizzare un imprinting “animico”, mentre alla nascita vi sarebbe un imprinting “cosmico”. Il primo non so come si legga; ma il secondo si legge con l’astrologia.

L’astrologia è nata per interpretare quel che accade alla nascita.
Quel che accade prima della nascita, non è più competenza dell’astrologia.
Come possiamo verificare che l’imprinting astrologico avviene alla nascita e non al concepimento? Semplicissimo: attraverso la pratica e l’apprendimento della conoscenza astrologica. 

L’astrologia è una disciplina in costante evoluzione e si basa sulle osservazioni. In più di 3500 anni di pratica abbiamo potuto perfezionare il significato dei simboli astrologici e perciò siamo in grado di dire molte più cose su di un dato segno zodiacale o di un pianeta, in relazione a un comportamento o al vissuto del soggetto. Ovviamente c’è ancora molto da scoprire.

Ma se fossimo fuori strada vorrebbe dire che in 3500 anni mai nessuno si è accorto di redigere un quadro astrologico sbagliato di nove mesi. Il che è ovviamente ridicolo perché indicherebbe una non corrispondenza del 100% tra condizioni astrologiche e il vissuto del soggetto. Questo è in totale disaccordo con l’esperienza di tutti gli astrologi del mondo e non spiegherebbe il successo dell’astrologia.

In realtà esiste già un’astrologia del concepimento ed è a supporto di quegli astrologi che non riescono a comprendere appieno il quadro astrologico di un individuo. Ma ovviamente questo non significa che il quadro non sia parlante; poiché letto da un altro astrologo, i dubbi vengono dipanati. 

Questo calcolo del tema astrologico del concepimento si chiama Trutina Ermetis e non viene impiegato per conoscere il “destino” o il carattere del soggetto; ma viene usato per avere informazioni a proposito dell’anima del futuro bebè.

Ovviamente, non potendo essere verificato in concreto, si tratta di un calcolo che si basa sulla mera speculazione mentale; e la sua validità, non potendo essere attestata, rientra nel campo della fede.

Tra l’altro, il calcolo suddetto non si basa sulla verifica vera e propria del momento esatto del concepimento perché questo non coincide con l’atto dell’inseminazione. Uno spermatozoo può fecondare l’ovulo anche molte ore dopo il rapporto sessuale. Quindi non si può calcolare il momento esatto dell’avvenuta fecondazione. Rimane un momento misterioso che evidentemente non ha nulla a che vedere con un imprinting cosmico che invece deve essere palese.

Infatti tutta l’astrologia si basa sul principio della luce solare. Il Sole che sorge all’orizzonte dall’oscurità, il sorgere di una stella, non sono altro che l’allegoria della nascita, il venire appunto alla luce fisica. L’ascendente è ciò che viene fisicamente alla luce. Ogni posizione astrologica viene alla luce. Il punto più importante dell’oroscopo è l’ascendente, il punto che testimonia ciò che viene alla luce fisica, vera e propria.
Nel caso del concepimento non viene alla luce nulla. Non c’è alcuna luce fisica. Perciò il principio che ne sta alla base non è astrologico. L’astrologia si basa sulla radiazione luminosa. La nascita è venire al mondo dall’oscurità alla luce. Il concepimento non ha a che fare con la luce poiché avviene in totale oscurità.

Perciò il concepimento non ha una natura astrologica. Il momento del concepimento è di una natura diversa. Si tratta di un’altra energia antitetica a quella astrologica.
Il concepimento riguarda la trasmissione del codice genetico. La nascita riguarda la trasmissione dell'informazione astrologica.

In astrologia si prendono in considerazione anche le condizioni, genetiche, epigenetiche, oltre che cosmiche. La società, la cultura sono elementi che condizionano l'espressione dei geni e l'espressione delle potenze astrologiche.

Il concepimento ha a che fare con la trasmissione genetica e non con la trasmissione di informazioni astrologiche. Quelle astrologiche si verificano solo alla nascita perché l'astrologia si basa sulla radiazione luminosa. Le influenze "animiche" legate al concepimento sono di altra natura perché non riguardano la radiazione luminosa. Riguardano invece l'oscurità. Totalmente un'altra cosa.

giovedì 5 ottobre 2017

La nuova schiavitù?


DOMANDA: Se Maslow fosse nato adesso avrebbe messo i social come gradino nella sua piramide?
Come mai è diventato così essenziale ricevere in continuazione vari feedback che possono essere ad esempio i "Mi Piace" su Facebook o altro?
Perché siamo diventati una società così insicura del proprio valore personale e identità?

RISPOSTA: Questa è una domanda molto interessante. Partiamo dal presupposto che Maslow è solo uno dei tanti psicologi che ci ha fornito una scala dei bisogni umani; ma è tra i più popolari. A essere onesto preferisco altre classificazioni successive a quelle di questo autore, perché il concetto di bisogno è stato via via osservato dai più disparati punti di vista, anche a seconda dell'orientamento teorico di riferimento. 

L'idea di questo autore è che non esistono bisogni indipendenti l'uno dall'altro ma che si passa al bisogno successivo solo quando è soddisfatto quello precedente. E su questo punto si può essere d'accordo ma a patto di considerare le dovute eccezioni. 

Osserviamo questa immagine:
 Il bisogno di piacere si trova al quarto posto della piramide e in questa classe sono inclusi tutti i social come per esempio Instagram, Facebook, Youtube, Twitter, etc. etc. Il bisogno di apparire nasce come moda emulativa. Tutto nasce dai motivi e dalle risorse a disposizione. E siccome abbiamno a disposizione i social che è qualcosa di asoslutamente nuovo, l'obbiettivo sta nel far nascere un bisogno che prima non esisteva. Si tratta di marketing. 

Prima potevamo aver mai bisogno di un telefonino che fungesse anche da pc? Certo che no. Ma l'aver immesso quei dispositivi sul mercato significa convincere le persone che esiste qualcosa di utile o indispensabile per soddifare nuovi bisogni. 

Io dico: "Una società protesa al futuro genera sempre nuovi comportamenti".

Per esempio: chi ha bisogno dell'astrologia? Non è tanto questo il dubbio da rivolgerci, ma è importante comprendere: quale nuovo prodotto astrologico può essere pubblicizzato come utile e indispensabile? In un mercato super inflazionato va di moda moltissimo la storia del karma. Un domani passerà di moda e bisognerà che qualcuno si inventi una nuova nicchia. E molti già stanno inventandosi qualcosa per imporsi sul mercato o sui social.

Insomma, la regola fondamentale è quella di imporsi. Ma perché? Ci ho pensato un po' e ho ipotizzato che tutto parta dalla depersonalizzazione e dal senso di illusoria vicinanza arrecato dal web. Nelle relazioni sociali fisiche, non sentiamo la necessità di imporci perché non c'è abbastanza concorrenza. L'altro che non è conosciuto fisicamente è percepito in maniera più distante e non appare come un rivale con cui competere. Il web invece crea una sorta di illusione di vicinanza perché chiunque può mostrare attenzione a ciò che facciamo e può commentarlo. Nella realtà nessuno commenterebbe mai, se non dentro sé stesso, quel che sta facendo una persona dall'altro lato della strada. Ma sulweb è tutto diverso.

Nessuno commenterebbe perché esiste più vicinanza coi propri amici, familiari, e maggiore lontananza con gli estranei. L'estraneo è percepito come qualcosa di vago; mentre sul web prende forma "concreta". Di ciò che è vago non ci importa molto il giudizio. Ci importa, invece, di chi entra nel nostro spazio fisico o virtuale che sia. Sul web, non esiste estraneo, esiste intromissione. Non esiste la formalità, esiste l'impulso. 

Allora, riassumendo, il web fa emergere nuovi bisogni. Il desiderio è quello di imporsi. In famiglia così come tra gli amici, vogliamo sempre imporci, ossia trasmettere qualcosa di positivo di noi, del nostro modo di essere o pensare. Di ciò che pensano gli altri è relativo. Sul web tutto è più vicino: la concorrenza aumenta, imporsi e piacere al prossimo diventa più difficile. Il timore di non piacere diventa svalutazione di sé. Ci si inventa la propria nicchia per piacere di più o ci si frustra. 

Per quanto riguarda, invece, la questione del prodotto pubblicizzato sul web, lì non parliamo di insicurezza, ma proprio di un settore troppo inflazionato. Non piacere significa non vendere; e questo significa doversi rimboccare le maniche per trovare il proprio modo di imporsi,magari sfruttando numerosi canali. 

Insomma, più siamo e più esiste la necessità di farsi notare. Più siamo e più aumentano concorrenti. In un "mondo" del genere facciamo fatica a esser qualcuno. E in fin dei conti, vogliamo esser qualcuno in un mondo assai veloce e superficiale dove un post viene letto con un'atteggiamento di sufficienza.

 Io dico: "più siamo e più l'attenzione è dispersa".

Perciò ho ideato il mio slogan: solo per pochi, solo per te. E a tutti gli altri schhhh!
Perché dal punto di vista umano, non ho bisogno di centinaia di adesioni superficiali, ma rimane, tuttavia, il desiderio legittimo di essere qualcuno e di esser apprezzato. 

Ora bisogna chiedersi: e voi, di cosa avete bisogno?