Molti astrologi — soprattutto quelli che popolano il web — continuano a parlare dei transiti dei pianeti nei segni come se bastasse questo per descrivere ciò che accade dentro di noi, nelle nostre emozioni, nei nostri comportamenti e nella nostra vita quotidiana. È una semplificazione enorme, che rischia di trasformare l’astrologia in un racconto mondano, indistinto, valido per tutti e per nessuno. La verità, dalla prospettiva rigorosa che da anni porto avanti, è molto diversa: non basta che un pianeta transiti in un segno per produrre un effetto personale. Quella è astrologia mondiale, non astrologia individuale.
Quello che davvero conta, quando si parla di vita concreta, è che il pianeta in transito entri in relazione geometrica con punti sensibili del nostro tema di nascita. Solo un aspetto attivo — con i miei criteri di orbini applicati — è in grado di segnalare un evento, una tensione, un cambiamento o un movimento interiore. Se non c’è aspetto, il transito rimane come uno sfondo collettivo, un clima generale che riguarda il mondo, la cultura, la società, ma non la mia esperienza biografica. È come un vento che soffia, ma che non smuove nulla se non incontra ciò che può essere spostato.
Accanto a questo punto fondamentale, ce n’è un altro che i più ignorano completamente: non è il segno attraversato dal pianeta a colorare la nostra esperienza, ma la casa del tema natale in cui quel pianeta sta transitando. Le case sono i nostri settori di vita, e ciascuna conserva la coloritura del segno che occupa nel nostro tema di nascita. Questo significa che non è il pianeta a portare con sé la qualità del segno che attraversa; è la casa che possiede già un suo modo di essere, un suo stile, una sua tonalità — quella definita dal segno natale che la governa.
Per chiarire, uso il mio esempio personale, che di solito funziona meglio di qualsiasi spiegazione teorica. Quando si parla di Marte in Acquario, la domanda che ci si deve porre non è “cosa significa Marte in Acquario?”, ma “dov’è l’Acquario nel mio tema natale?”. Nel mio caso si trova in sesta casa. Questo cambia tutto. La sesta casa è legata alla salute, al lavoro quotidiano, alla routine, ai ritmi e perfino allo stress fisico. E nel mio tema quella casa è colorata dall’Acquario, quindi da modalità di autonomia, originalità, improvvisazione, anticonformismo, slanci creativi e necessità di sentirsi liberi nella gestione dei propri impegni.
Quando Marte transita lì, non è Marte in Acquario a “rendermi acquariano”. È la mia sesta casa acquariana a essere attivata da Marte. Significa maggiore energia, maggiore sforzo fisico, più impegni, possibili tensioni nella gestione del lavoro o della salute, una richiesta di efficienza, ma tutto vissuto secondo la tonalità acquariana che appartiene alla casa, non al transito. È proprio la casa a definire il modo e lo stile dell’esperienza, mentre Marte porta semplicemente movimento, urgenza, azione, accelerazione o conflitto nel settore che attraversa.
Questa è la logica dell’astrologia individuale. Ma la maggior parte delle interpretazioni online opera in tutt’altra direzione: trasforma dinamiche collettive in descrizioni personali. Il risultato è che si prende l’astrologia mondiale — quella valida per i popoli, per i cicli storici, per gli eventi collettivi — e la si applica di default al singolo individuo, come se le biografie fossero tutte uguali. E infatti quelle previsioni sono talmente generiche da poter valere per chiunque, ovunque, in qualsiasi momento. Una narrativa che funziona solo perché non può essere smentita.
Io non posso accettare questa superficialità. Chi lavora seriamente con l’astrologia sa bene che per descrivere la vita concreta di una persona serve un triplice criterio: il transito deve formare un aspetto preciso con qualcosa del tema natale, deve attraversare una casa rilevante e quella casa deve esprimersi attraverso il segno che porta inciso dalla nascita. Senza questa struttura, non esiste alcun contenuto astrologico affidabile. Ed è proprio questo rigore che distingue l’astrologia verificabile dalla narrativa astrologica.
Per questo insisto: tutto ciò che viene raccontato sul web riguardo ai transiti “nei segni” riferiti alla psicologia individuale è metodologicamente falso. Non perché il simbolo non abbia valore, ma perché è applicato nel settore sbagliato. È come usare una mappa geografica mondiale per orientarsi dentro un palazzo: i piani esistono, le stanze esistono, ma la scala è sbagliata. E con la scala sbagliata non si può arrivare da nessuna parte.
La prospettiva corretta, quella che seguo e insegno, richiede di rimettere al centro la combinazione esatta di aspetto – casa – segno natale, e di distinguere in modo netto ciò che è astrologia mondiale da ciò che riguarda la vita del singolo. Soltanto così le previsioni diventano coerenti, verificabili e applicabili. Soltanto così l’astrologia riacquista dignità e precisione, liberandosi della spettacolarizzazione superficiale che circola online e ritornando a essere un linguaggio capace di descrivere la vita reale.
Autore: Giuseppe AR Galeota
Astrologo e ricercatore indipendente.
Questo articolo fa parte del Metodo Galeota, un approccio all’astrologia fondato su criteri di verificabilità, esempi e contro-esempi, limiti dichiarati e controllo dei bias interpretativi.
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