DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

sabato 1 settembre 2012

L'immagine di Venere, il maschilismo e confronti sul metodo


Premessa: si tratta di un confronto tra vari astrologi in cui io intervengo a dire la mia opinione su due tematiche diverse: 
1) Venere e il patriarcato
2) Quali regole utilizzare nello studio dell'astrologia
Buona lettura.

Naturalmente i contenuti di questa discussione sono stati utilizzati dopo averne chiesto il consenso. 

Venere come noi attualmente la conosciamo è il prodotto del Patriarcato. La progenitrice di Venere è la sumera Ishtar, divinità femminile combattiva, forte e all'occorrenza sanguinaria.
Poi il Patriarcato ha fatto di Venere una specie di gatta morta, tutto fronzoli, sorrisi svenevoli e calz
e a rete.

Ma sarà vero? (Considerazione personale a cui darò risposta più avanti)

  • Daniele Antares Guarda che però, anche anticamente gli Dei maschili erano attivi e guerrieri. Quindi non c'è nessun rovesciamento. E poi anche anticamente la Dea era gattamorta in alcune forme, e guerriera in altre RARISSIME. Come Atena, che infatti era vergine.
    Quindi non esiste una "versione patriarcale": esiste l'unica versione, che è quella che voi chiamate patriarcale.



  • Daniele Antares ‎(non dimenticare che Ereshkigal fu posseduta da Nergal 7 giorni e 7 notti



  • Pasquale Muzzupappa Daniele, il maschile NON è l'archetipo, come hai postato giorni fa; per fare un esempio, l'episodio della tentazione e caduta all'inizio della Genesi è stato plasmato per affermare l'ideologia del vincente patriarcato, 3-4 mila anni fa...ma prima, 6 -7 mila anni fa le civiltà conosciute del vicino oriente erano imperniate sulla donna, la sua capacità di procreare veniva rivestita di attributi divini, l'uomo amcora non capiva il perchè le donne diventavano incinte, solo dopo si capì l'importanza del seme ai fini della procreazione



  • Pasquale Muzzupappa Leggiti Der Muttericht, di Bachofen



  • Daniele Antares Ma guarda che la Bibbia è esoterica, ha un senso, non è politica.
    Eva è l'Anima.
    E poi se pure esistesse una "versione matriarcale", sarebbe una mezza verità. Con la differenza che il maschilismo accontenta tutti, uomini e donne, mentre il matriarcato ripugna ambedue. Perché sono le donne le prime ad essere giustamente maschiliste.
    Se poi volete a tutti i costi pensare che esista un universo "B" in cui il Cielo è rosso, fate pure.



  • Astrocalia Astrocalico sicuramente il post si riferisce alla venere notturna (l acconsentimento)... se invece si vedela venere diurna (afrodite) bhè il discorso cambia del tutto



  • Pasquale Muzzupappa Appunto, Ciro. Con l'avvento del patriarcato il femminile e scisso in due in modo schizoide



  • Pasquale Muzzupappa Marte e marte e basta:Ares (greco) e Marte(latino) hanno le stesse valenze e caratteri



  • Astrocalia Astrocalico veramente PASQUALE,il problema è di fondo,ossia non piu un avvento o evento,ma solo due diversi punti di vista di vedere la stessa cosa...tutto il resto è solo dottrinamento speculativo



  • Pasquale Muzzupappa Ora, io non prendo la difesa delle donne tout court come potrebbe sembrare, cerco solo di stabilire le cose come stanno per quanto io ne sappia, è chiaro



  • Astrocalia Astrocalico io mi attengo alla mia cultura (sia ben chiaro)....marte eroe indiscutibile per onore e gloria ecc ecc (cultura latina e greca)...poi ad un tratto arriva ATENA lo limita,lo ferisce,lo sconfigge..ecc ecc quindi marte eroe di che?



  • Pasquale Muzzupappa Ciro, se le cose stanno come dici tu, allora dovremmo arrenderci all'evidenza che l'universo femminile è più complesso di quello maschile, e se i pianeti sono archetipi, quelli maschili sono raccontati in modo chiaro ma unilaterale, quelli femminili in modo complesso



  • Astrocalia Astrocalico io credo solamente di vedere le stesse cose da 2 punti di vista (maschile e femminile)



  • Astrocalia Astrocalico tutti gli archetipi hanno questa visione



  • Pasquale Muzzupappa Atena è micidiale perché unisce la testa all'essenza del femminile:lo sconfigge per questo motivo; Marte è forza bruta ma poco cervello



  • Astrocalia Astrocalico neanche l ingegno di EFESTO(vulcano) che riusci ad inprigionare ARES nella sua tela metallica riusci ad vincerlo...anzi li dette piu onore



  • Astrocalia Astrocalico eppoi negli archetipi astrologici,marte rappresenta una forza mirata e concentrata(vedi simbolo)...dunque una forza cosciente...forse sbagliamo solo a vederme i risultati prima degli effetti...



  • Astrocalia Astrocalico è questo è lo sbaglio che commettiamo sempre è volentieri,(anche se abbiamo molta esperienza) diamo tutto per scontato



  • Daniele Antares Ma PAsquale, perché mai il punto di vista matriarcale dovrebbe essere meno schizoide del patriarcALE?



  • Carboni Maria Antonia Ma siete sicuri che riguardo le gatte morte sia necessario fare tutto questo casino? X quanto ne so son come le mosche verdi: bisogna girarci al largo dove abbondano loro c'e' sempre uno stronzo! E' la specie peggiore del femminile e non merita accostamenti di nessun tipo :)



  • Pasquale Muzzupappa No, Daniele, io dicevo tutt'altro, e cioè che l'interpretazione maschile dei miti e archetipi, nell'approccio col femminile tende a scinderle in varie figure, forse per poterle capire meglio, in modo "razionale"



  • Simonetta Wizzy Venere è una prostituta. Prostituta è “colei che fa commercio di ciò che è strettamente legato alla libertà e alla dignità umana”, dal latino prostituere “porre davanti a sé, esporre” composto di pro e statuere...... ma da sempre il comportamento sessuale delle donne è soggetto, specialmente in Italia, al giudizio della società che e' soprattutto cattolica..... e il padre spirituale è un uomo....



  • Giuseppe Al Rami Galeota penso che la divinità, in quanto espressione archetipica di una tendenza innata, non c'entra nulla con il maschilismo, il femminimo e la cultura in generale.



  • Pasquale Muzzupappa Ma viene declinato, l'archetipo, nelle forme e sfaccettature che la cultura di riferimento gli permette, altrimenti andiamo avanti all'inifito divinando se sia nato prima l'uovo o la gallina


  • Giuseppe Al Rami Galeota se perde la sua sostanza originaria allora non è più una forma archetipica.



  • Pasquale Muzzupappa Scusa Giuseppe...Dio è l'archetipo degli archetipi, o no? Nel Vecchio Testamento viene spesso esperito in forma collerica, vendicativa, autoritaria; un dio che si vendica sino alla settima generazione, un dio geloso, che stermina i suoi nemici (o i nemici di Israele) con fuoco ferro e furia grande!Oggi quando leggiamo quei passaggi ci viene un moto di ribellione: ma che cavolo di dio è?? E' dovuto venire Gesù, per far vedere nelle sue opere (più che in quello che diceva), che Dio è il punto d'incontro di Misericordia(femminile) Giustizia(maschile) Verità(Lui stesso). Nel vecchio testamento gli autori sacri non avevano gli strumenti per decodificare l'Archetipo per eccellenza e si arrangiavano come potevano e nei limiti della cultura di riferimento. Ciao


  • Giuseppe Al Rami Galeota non bisogna ricercare i simboli archetipici solo nelle figure divine. nella bibbia tutto è intriso di immagini simboliche. In fin dei conti il Dio biblico è solo una delle tante immagini archetipiche a prescindere dalla cultura. é la rappresentazione del moto interiore collettivo di quel momento, e che oggi potremmo riassumere come un saturno o altro. Ancora oggi persiste l'immagine archetipica del vedicatore, ma ciò non ha nulla a che vedere col maschilismo o col femminismo. Ai tempi biblici sicuramente acquisiva più importanza per ragioni culturali, questo sì.


  • Giuseppe Al Rami Galeota con ciò voglio dire che Venere e Ishtar sono due cose diverse entrambe già esistenti nell'inconscio collettivo; solo che l'una era più presente dell'altra per ragioni culturali. semplice


  • Pasquale Muzzupappa Il mio era solo un esempio, Dio non è una delle tante figure simboliche, ma LA figura, perché tutte le altre o la richiamano o a lui devono sottostare:pace, amore, eros, tanatos, psiche...


  • Giuseppe Al Rami Galeota penso sia vero.


  • Andrea Fontana Yahweh, o Geova, citato nella Bibbia, il dio geloso, vendicativo e possessivo che faceva sacrificare per sé bovini, caprini, ovini, volatili NON E' DIO, non è il nostro Lògos Planetario.
    Il Maestro Tibetano ha spiegato che Geova era un'entità che dominava il popolo ebraico, ma che non ha niente a che vedere con il Signore del Mondo, Sanat Kumara, che nella Bibbia è chiamato “l’Antico dei Giorni” e nelle Scritture indù il “Primo Kumara”, che vive a Shamballa, nel deserto di Gobi, presiede alla Loggia dei Maestri Spirituali e governa tutto ciò che interessa il nostro Pianeta. Egli dirige e vigila sull’evoluzione degli Uomini e dei Deva da quando venne sulla Terra da Venere quasi 19 milioni di anni fa insieme ad altri 104 Kumara, che in seguito ritornarono su Venere e rimase sulla Terra il nostro Lògos planetario. http://www.scienze-astratte.it/la-gerarchia-spirituale-dei-maestri-e-dio.html
    19 ore fa · 

  • Giuseppe Al Rami Galeota resta inteso che a prescindere da discorso su Dio e sulle sue qualità come contenitore di numerosi archetipi (e dunque archetipo degli archetipi- ma secondo il pensiero di Pasquale) rimane il valore archetipico di ogni divinità a prescindere dal nome della divinità stessa. Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia, direbbero in aritmetica.
    11 ore fa · 

  • Andrea Fontana Infatti Dio geometrizza ed ogni cosa è il prodotto di rapporti numerici.



    Da questo momento la conversazione prende una piega diversa e ci si concentra sulla razionalità di certe affermazioni e sul metodo di ricerca:


  • Pasquale Muzzupappa Può Dio essere ricolegabille a un luogo geografico, ma stiamo dando i numeri?



  • Pasquale Muzzupappa Adesso mi direte, come dicono i testimoni di Geova, che dio abita nelle Pleiadi, nella costellazione del Toro!


  • Giuseppe Al Rami Galeota La questione è più semplice di quel che si possa intendere: qui stiamo parlando di argomenti controfattuali, o meglio ancora di argomenti inerenti la fede. Per fede tutto è lecito, pure che Dio possa abitare nelle Pleiadi. E' lecito come lo è qualsiasi altra cosa che abbia a che vedere con la fede, che non deve avere nulla a che vedere con la dimostrazione. Il termine "Dio geometrizza" è sensato dal punto di vista fideistico ma insensato dal punto di vista logico razionale giacchè non abbiamo prova dell esistenza di Dio (premetto che credo in esso a priori ma la mia onestà mentale mi impone di esser razionale), ma inoltre un racconto biblico non è una prova, e che quindi ciò che si dice su di esso non può trovare nè smentita nè conferma e nemmeno si può fare un dibattito che possa portare a un qualche tipo di conclusione o verità: infatti la verità della conclusione è indipendente dalla verità delle premesse (in logica formale)



  • Pasquale Muzzupappa La Bibbia è un libro complesso, scritto in epoche e tempi differenti, con mentalità e culture altrettanto variegate, le verità in esso raccontate sono valide in senso simbolico ed esperenziale (e qualche volta anche storico), e quindi possono portare a determite conclusioni e verità se si conoscono e si sanno interpretare i codici comunicativi; Dio è in terra il cielo e in ogni luogo, solo in questo senso è accettabile che Esso possa abitare a Shamballa o nelle Pleiadi, essendo puro spirito non è legato a un luogo particolare


  • Giuseppe Al Rami Galeota Pasquale, e se anche la località non fosse altro che un valore simbolico?
    10 ore fa · 

  • Andrea Fontana Le Conoscenze Evolutive o Esoteriche non devono mai essere una fede: devono essere cercate, sperimentate e meditate profondamente con lo svilluppo della mente astratta, altrimenti con i ragionamenti analitici e cavillosi non si arriverà mai a comprendere ciò che è inafferrabile dal cervello umano. Ogni pianeta dell'Universo è governato esotericamente da un Dio, ovvero un Lògos. Sappiamo che nel nostro sistema solare solo la nostra Luna non ha più un Lògos da milioni di anni, mentre invece il Sole è governato dal Lògos Solare, così come tutto l'Universo è governato dal Lògos Cosmico. Poi che lo si voglia credere o non credere, cercare di negare o confutare non cambia nemmeno un nanomillesimo della realtà, e rimane solo un problema di chi non crede o meglio di chi non vuole conoscere. :)



  • Giuseppe Al Rami Galeota Viva Iddio (è proprio pertinente questa mia esclamazione) siamo dotati di due emisferi cerebrali da usare contemporaneamente. esprimi un concetto che secondo me merita ulteriori spiegazioni, altrimenti risulta solo una frase dogmatica: "Le Conoscenze Evolutive o Esoteriche non devono mai essere una fede: devono essere cercate, sperimentate e meditate profondamente con lo svilluppo delle mente astratta" La mente astratta, come può essere uno strumento di indagine dato che non può validare se stessa? "altrimenti con i ragionamenti analitici e cavillosi non si arriverà mai a comprendere ciò che è inafferrabile dal cervello umano". E dove sta scritto? e perchè?


  • Pasquale Muzzupappa La mente astratta, caro Fontana, non arriverà mai a comprendere la dimensione spirituale ed emozionale di Dio, i ragionamenti cavillosi saranno i tuoi non i miei, io parlo come mia esperienza di fede. Per Giuseppe: i testimoni di Geova mi hanno detto che realmente Dio abita in quella costellazione, e adesso non filosofare chiedendomi:cosa vuol dire "realmente"??Ah Ah



  • Andrea Fontana Caro Giuseppe, che la mente concreta analitica sia limitata e ingannevole è scritto nei libri specialistici e soprattutto è verificabile osservando gli innumerevoli tentativi condotti per tanti secoli da parte dei più grandi cervelli passati dalla storia (mente concreta) che hanno cercato di dimostrare razionalmente e metodicamente l'esistenza di Dio ed ovviamente non hanno potuto dimostrare un bel niente, perchè sarebbe come se volessimo andare su Mercurio usando un idrovolante o andare su Venere usando una mongolfiera: nessuno sano di mente arriverebbe a pensare una cosa del genere, eppure la mente concreta crede di poterlo fare ed ovviamente fallisce sempre.



  • Giuseppe Al Rami Galeota Pasquale Muzzupappa la mia cavillosità non arriva a questo punto; e se proprio volessi sapere una cosa del genere la domanderei direttamente ai testimoni di Geova. In ogni caso, la mia posizione in merito a ciò è un silenzioso possibilismo.


  • Giuseppe Al Rami Galeota Andrea Fontana qui si finisce per cadere in un circolo vizioso denominato dai latini "Petitio principii". Ti spiego dov'è l'errore di fondo. la mente analitica cerca di sondare dei fenomeni in maniera per l'appunto analitica. E fin qui ci siamo. Come può la mente analizzare analiticamente qualcosa che per definizione è trascendentale? facciamo allora un ragionamento inverso. Attraverso un sistema di ragionamento "creativo", "emotivo", o in qualunque altro modo vogliamo chiamarlo (o come usi dire tu "astratto") possiamo argomentare secondo delle regole che sono proprie di questo modo di pensiero. La questione è che le regole non sono falsificabili perchè si riferiscono a concetti ambigui e indefinibili. Allora che senso ha definire l'indefinibile con qualcosa di indefinibile? Non ha senso. Se io debbo definire il valore di verità di un qualsiasi assunto devo utilizzare un sistema di riferimento che mi permetta di trarre delle conclusioni ragionevoli. Le conclusioni sono ragionevoli solo se uso delle regole. Senza regole ottengo: difformità, caos, confusione, soggettivismo. Ora, va bene pure che per ognuno di noi possano esistere osservazioni e ragionamenti soggettivi; ma che valore possiamo dare ad essi? Un valore relativo e non assoluto. pertanto, attraverso un sistema di indagine creativo, umanistico, astratto, possiamo ottenere soltanto personalismi. Quando capiterà che l'idea possa prendere la strada della verità, così come deve essere in termini oggettivi? prima di tutto bisogna definire il termine oggettivo. é qualcosa che è stato stabilito dalla moltitudine e non dal singolo, quindi universalmente riconosciuto (diremmo è DOXA). Universalmente riconosciuto è quando il sapere converge verso la medesima direzione. Ciò che non è Doxa allora è ipotesi. il valore di verità oggettivo di un assunto dipende dal metodo di indagine. la verità da cosa dipende? dal metodo che noi utilizziamo per individuarla. Un metodo irrazionale non fornisce prove e pertanto non può essere utilizzato praticamente per ottenere una risposta di qualunque tipo, ma che sia obbiettiva. Allora, quello che possiamo dire è che senza ombra di dubbio il metodo irrazionale non da aiuto; mentre il metodo razionale si rivela insufficiente. Perchè? perchè probabilmente per la ricerca del vero ci manca uno o più elementi di indagine. Così come il metodo di indagine Popperiano ha soverchiato quello Galileiano, così in futuro potrebbe esserci la possibilità (spero) di giungere a un nuovo aggiornamento epistemologico. ma almeno sappiamo che la strada è questa, e non quella dell' irrazionale; perchè per l'appunto sondare l'irrazionale con l'irrazionale non comporta oggettività.



  • Andrea Fontana Esistono le Leggi Fisiche che servono per tutto ciò che è concreto e razionale, poi esistono le Leggi Spirituali e Cosmiche che servono per tutto ciò che è astratto e spirituale, e chi ha studiato e applica nella propria vita queste Leggi sta sviluppando l'intuizione, ovvero la mente astratta, senza la quale è IMPOSSIBILE comprendere le Conoscenze rivelate dai Maestri ai loro Discepoli; pertanto è molto più facile dire che il Maestro D.K. non è mai esistito e affermare che i suoi libri non sono interessanti, allo stesso modo in cui gli avversari di Galielo Galiei non vollero guardare dentro il suo canocchiale per non dover ammettere che avesse ragione.


  • Giuseppe Al Rami Galeota le leggi spirituali e cosmiche possono trovare evoluzione e falsificazione? Come valutarle? In che misura? perchè prendere in considerazione quelle e non altre? Ne esistono di migliori? e se no, perchè?


  • Andrea Fontana Chi vuole sapere quali sono queste Leggi, le trova tutte spiegate ne "Il Trattato sul Fuoco Cosmico" scaricabile anche in PDF. http://www.bailey.it/alice-bailey/TRATTATO-SUL-FUOCO-COSMICO.pdf


  • Giuseppe Al Rami Galeota E' questo il punto: non si può rispondere nemmeno a queste stesse domande e non si può pretendere di falsificare queste regole. Se non possiamo sottoporre a controllo queste regole vuol dire che dobbiamo prenderle in maniera dogmatica e fideistica.


  • Andrea Fontana Si può e si deve sottoporre ogni Legge a controllo senza alcun dogma o fede, ma tu lo hai fatto, hai provato a sperimentarle nalla tua vita?


  • Giuseppe Al Rami Galeota Partiamo dalle regole in questione: come si sperimentano regole spirituali senza cadere nel soggettivismo? Come si sperimenta il fatto che dette regole siano universali? E perchè lo sarebbero? Queste regole sono falsificabili? Nella mia vita sono obbligato alla sperimentazione dato che faccio l'astrologo; ma certamente boicotto ogni regola che non possa avere la possibilità di essere falsificata, o quantomeno la guardo con sospetto.

  • Andrea Fontana Ma caro Giuseppe, più si cerca di "razionalizzare" e meno si comprende. Regole, soggettivismo, falsificabili... sono tutte parole che nascono dalla mente concreta, la quale non vuole accettare di perdere la supremazia. Le regole sono umane, le Leggi sono superumane; l'oggetto è la personalità o ego, il Soggetto è il Sè o Anima; per evitare di cadere nella falsificazione è fondamentale imparare il discernimento. Tre sono le fasi evolutive: conoscere se stessi, dominare se stessi, trasformare se stessi. l'Astrologia Classica serve solo a conoscere e vagamente si inizia a dominare, ma la tendenza è quella di dominare gli altri se non si accede all'Astrologia Esoterica, che è esoterica solo per chi non l'ha studiata.



  • Andrea Fontana Non avevo ancora letto il tuo ultimo messaggio, certo che si, se l'ho scritto qui non è di dominio esclusivo; poi intendo ripetere per l'ennesima volta che tutto quello che dico e scrivo non l'ho inventato, tutta la responsabilità e il merito sono dei Maestri della Gerarchia Spirituale, il Tibetano D.K. , Morya, Koot Humi fino al Maestro dei Maestri, Cristo.


  • Giuseppe Al Rami Galeota Perdonami Andrea Fontana, se io sono uno di quelli che cercando di razionalizzare il più possibile sa di non sapere, ma come direbbe Socrate. E considerando il fatto che in me continua ad avere la supremazia la mente razionale, ti domando: "le regole sono umane ma le leggi sono superumane". E chi lo dice? Si tratta ancora una volta di una frase dogmatica: chi ha deciso che sono superumane? Sono superumane per fede o con certezza assoluta? Il problema di fondo è che se vogliamo parlare di qualsiasi cosa è naturale che tutto dipende dalle premesse: se diamo credibilità cieca alle premesse potremmo giungere a una conclusione errata. In questo caso, il termine superumano scaturisce da una dimostrazione incontrovertibile? No. E si ricade sempre nel solito circolo vizioso. Conoscere se stessi come percorso di conoscenza verso la realtà, e le altre due regole, non sono forse il tentativo di razionalizzare ciò che per definizione è irrazionale? E questo tentativo, abbraccia le regole della falsificazione? No. E siamo punto e accapo. Abbiamo regole a cui dobbiam dare valore per fede. E per me va pure bene purchè lo si ammetta.




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