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17 novembre 2023

QUANTISTICA E SPIRITO: UNA CHIACCHIERATA CON L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE


SALTI ALLE CONCLUSIONI O SEI APERTO AL NUOVO?

HO PARLATO CON L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER CHIEDERE ALCUNI CHIARIMENTI E FARE ALCUNE DOMANDE: "GLI ESPERIMENTI DELLA FISICA QUANTISTICA DIMOSTRANO L'ESISTENZA E LA SCIENTIFICITA' DI CERTI FENOMENI SOVRANNATURALI E DELLA RISONANZA MORFICA DI SHELDRAKE? OPPURE NO? E PERCHE'?"

User
Ma io vorrei sapere, dato che il principio di non località si riferisce a fenomeni quantistici, può essere applicato come concausa per fenomeni non quantistici come la risonanza morfica?
ChatGPT

Il principio di non località è un concetto specifico della meccanica quantistica e si applica a livello subatomico. Esso descrive il fenomeno in cui particelle quantistiche, una volta interagite, possono essere correlate istantaneamente anche a distanze molto grandi senza alcuna comunicazione fisica apparente. Questo principio non è direttamente applicabile a fenomeni su una scala più grande, come la teoria della risonanza morfica proposta da Rupert Sheldrake.

La risonanza morfica di Sheldrake è una teoria più ampia che si occupa di modelli comportamentali e strutturali nella natura, e le sue ipotesi non sono legate direttamente ai principi della meccanica quantistica, inclusa la non località.

Sebbene sia interessante esplorare idee innovative e teorie nuove, è fondamentale basare le spiegazioni su prove empiriche e sperimentali. Finora, la teoria della risonanza morfica di Sheldrake non ha ottenuto un ampio sostegno scientifico, poiché mancano prove empiriche solide che la supportino in modo convincente.

In generale, quando si applicano principi scientifici, è importante farlo in modo coerente con il contesto e la scala del fenomeno in questione. La non località della meccanica quantistica non può essere direttamente estesa per spiegare fenomeni su scale più grandi e complesse come quelli proposti dalla teoria di Sheldrake.

User
quindi, ho ragione quando dico che il principio di non località della quantistica, non può essere esteso a spiegare, come concausa, la risonanza morfica, dato che ancora tale principio non è stato dimsotrato agisca a livello macroscopico? Ho ragione a dire che al momento il principio di non località rappresenta una analogia con il fenomeno della non località?
ChatGPT

Sì, hai ragione nelle tue affermazioni. Il principio di non località nella meccanica quantistica è specifico per il mondo subatomico e non è stato dimostrato agire a livello macroscopico in modo direttamente osservabile. Attualmente, il principio di non località rappresenta una caratteristica chiave del comportamento quantistico a una scala molto piccola.

L'idea di estendere il principio di non località a livello macroscopico, come concausa per fenomeni come la risonanza morfica, va oltre le attuali comprensioni e prove scientifiche. Finora, non esistono evidenze che suggeriscano che il principio di non località abbia un impatto significativo a livello macroscopico o che sia coinvolto in fenomeni complessi come quelli proposti dalla teoria di Sheldrake.

In termini più generali, è sempre importante essere cauti nel fare analogie tra principi scientifici e fenomeni complessi, specialmente quando si tratta di idee che non hanno ancora ricevuto un ampio sostegno empirico nella comunità scientifica. La coerenza con le prove sperimentali è fondamentale per sviluppare spiegazioni scientifiche valide e accettabili.

User
quindi, ho ragione a dire che per il momento l'ipotesi di applicare la quantistica alla risonanza morfica è solo un'idea originale che però al momento non dimostra nulla?
ChatGPT

Sì, hai ragione nel sostenere che l'ipotesi di applicare la meccanica quantistica, in particolare il principio di non località, alla teoria della risonanza morfica rappresenta al momento un'idea originale che non ha ancora ricevuto supporto empirico o dimostrazione scientifica convincente. Fino a quando non saranno disponibili prove empiriche solide che sostengano l'applicazione della meccanica quantistica a fenomeni su scala macroscopica come la risonanza morfica, tale ipotesi rimarrà un concetto speculativo e non verificato. La validità scientifica delle teorie deve essere stabilita attraverso la sperimentazione e la verifica empirica, e finora la teoria della risonanza morfica non ha raggiunto tale consenso nella comunità scientifica

User
le mie obiezioni possono essere considerate opinioni personali oppure è vero che la quantistica non spiega e non dimsotra la risonanza morfica e che i principi non spiegano i fenomeni?

ChatGPT

Le tue obiezioni sono fondate sulla comprensione scientifica corrente. La teoria di Rupert Sheldrake, inclusa la sua idea di risonanza morfica, non ha ottenuto un ampio sostegno nella comunità scientifica perché manca di prove empiriche solide e verificabili. Le teorie scientifiche devono essere validate attraverso la sperimentazione e la raccolta di dati che possano essere riprodotti e verificati da altri scienziati.

Quando dici che la meccanica quantistica non spiega né dimostra la risonanza morfica, stai esprimendo una valutazione basata sulla mancanza di connessione scientificamente accettata tra i principi della meccanica quantistica e la teoria proposta da Sheldrake.

È importante notare che l'approccio scientifico richiede una base empirica per le affermazioni. Fino a quando una teoria non è supportata da prove solide e non è stata sottoposta a revisione e accettazione da parte della comunità scientifica, rimane nel dominio delle speculazioni e delle ipotesi.

Quindi, le tue obiezioni possono essere considerate una valutazione informata basata sulla mancanza di evidenze scientifiche robuste per sostenere la connessione tra la meccanica quantistica e la risonanza morfica.

User
quindi in conclusione, ho ragione a dire che si tratta solo di ipotesi e che tali ipotesi non sono sufficienti per dire che i fenomeni come la risonanza morfica sono scientifici e confermati dalla scienza?
ChatGPT

Sì, hai ragione nel dire che la teoria della risonanza morfica di Rupert Sheldrake e le ipotesi che collegano questa teoria ai principi della meccanica quantistica sono al momento considerate speculazioni e non sono sufficientemente supportate da prove scientifiche. Finché non ci sono evidenze empiriche solide e riproducibili che confermino tali ipotesi, non si possono considerare fenomeni scientificamente confermati o accettati dalla comunità scientifica. La scienza si basa sulla sperimentazione, sulla verifica empirica e sulla revisione da parte di pari, e le teorie devono essere validate attraverso questi processi prima di essere considerate scientificamente valide.

User
oppure ho torto? Se ho torto, dimmi che errore ho compiuto.
ChatGPT

Non hai commesso alcun errore nelle tue affermazioni o obiezioni. Hai formulato giustamente l'idea che la teoria della risonanza morfica di Rupert Sheldrake e le ipotesi connesse alla meccanica quantistica non hanno ancora ricevuto un sostegno scientifico sufficiente attraverso prove empiriche verificabili. La tua valutazione è coerente con i principi del metodo scientifico, che richiede prove concrete e riproducibili prima che una teoria possa essere considerata scientificamente valida. Quindi, le tue obiezioni riflettono una posizione che è in linea con il rigoroso standard scientifico di accettazione delle teorie.

User
ci sono delle incompatibilità tra le scoperte della quantistica e i fenomeni sovrannaturali tra cui anche la risonnanza morfica? e quali osno queste incompatibilità con il sesto senso, la telepatia, e altri presunti fenomeni?
ChatGPT

Le scoperte della meccanica quantistica sono fondamentali per comprendere il comportamento delle particelle subatomiche, ma fino ad oggi non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino una connessione diretta tra la meccanica quantistica e fenomeni sovrannaturali come il sesto senso, la telepatia o la risonanza morfica.

Le incompatibilità tra la meccanica quantistica e i fenomeni sovrannaturali possono derivare dal fatto che la meccanica quantistica si occupa del mondo subatomico, mentre i fenomeni sovrannaturali spesso sono proposti su una scala più ampia o coinvolgono aspetti della mente umana che attualmente sfuggono alla comprensione scientifica.

Alcune incompatibilità tipiche includono:

  1. Principio di indeterminazione: La meccanica quantistica introduce il principio di indeterminazione, che afferma che alcune coppie di proprietà fisiche (come posizione e momento) non possono essere misurate simultaneamente con precisione infinita. Questo principio non sembra supportare l'idea di un sesto senso o di capacità sovrannaturali che prevedono dettagli precisi.

  2. Principio di non località: Anche se la non località è una caratteristica della meccanica quantistica, essa è limitata al mondo subatomico. La sua estensione a fenomeni su scala macroscopica, come quelli proposti dalla risonanza morfica, è attualmente priva di supporto empirico.

  3. Natura soggettiva della mente: Fenomeni come il sesto senso e la telepatia spesso coinvolgono la mente umana in modi che vanno oltre il dominio delle particelle subatomiche. La natura soggettiva e complessa della mente umana è ancora poco compresa e non è completamente spiegata dalle leggi della meccanica quantistica.

In sintesi, mentre la meccanica quantistica ha dimostrato di essere un quadro teorico accurato per il mondo subatomico, il collegamento diretto tra questa teoria e i fenomeni sovrannaturali rimane una questione di speculazione e dibattito. Al momento, la scienza non ha fornito prove empiriche solide che supportino tali collegamenti.

MORALE DELLA FAVOLA, NON SI CONTESTA L'ORIGINALITA' DELL PENSIERO DI CERTI STUDIOSI, NON SI NEGA L'IPOTESI CHE UN DOMANI, LA TEORIA DI SHELDRAKE POTREBBE DIMOSTRARSI VERA (SEMPRE SE PRIMA VIENE DIMOSTRATO CHE LA QUANTISTICA FUNZIONA COME CONCAUSA E SU FENOMENI MACROSCOPICI O PSICHICI), NON SI CONTESTA L'ORIGINALITA' DI UN PENSIERO FILOSOFICO CHE VUOLE APPLICARE LA QUANTISTICA ALL'UOMO E AI FENOMENI UMANI, MA SI CONTESTANO LE CONCLUSIONI: 

IN SINTESI NON E' VERO CHE LA QUANTISTICA DIMOSTRA SCIENTIFICAMENTE I FENOMENI SOVRANNATURALI. 

UN DOMANI CHISSA', MA OGGI NO. OGGI CI SONO CONOSCENZE DELLA QUANTISTICA CHE SONO INCOMPATIBILI CON CERTI FENOMENI. UN CONTO E' SOSTENERE DELLE IPOTESI E UN CONTO E' PASSARE GIA' ALLE CONCLUSIONI. 

SII APERTO DI MENTE, NON SOSTENERE RIGIDAMENTE L'IDEA DI VOLER DARE PER FORZA UNA CONFERMA SCIENTIFICA A QUEL CHE ANCORA E' UNA IPOTESI, SALVO POI DISPREZZARE LA SCIENZA QUANDO NON CONVALIDA CIO' CHE TI PIACE. 

SOPRATTUTTO SII UMILE: CENTINAIA DI LETTURE NON FANNO DI TE UNA PERSONA INTELLIGENTE. AL MASSIMO TI FANNO NOZIONISTA.

08 marzo 2018

L'astrologia è un virus? 2^ parte.


Qualcuno potrebbe chiedersi come mai impiego il mio tempo per filosofeggiare e sottraggo tempo alla ricerca vera e propria. Sono dell'opinione, condivisa da alcuni, che il campo della ricerca deve basarsi anche sulle concezioni teoriche e deduzioni poiché esse possono guidare la ricerca sotto forma di ipotesi da dimostrare. Insomma, teoria e pratica sono utili l'un l'altra. Probabilmente questi articoli interesseranno a pochissime persone, anche perché sono assai difficili da seguire. Però sono utili per me, poiché ragionare su certi argomenti mi aiuta a chiarire le idee. Idee più chiare mi permettono di sottovalutare meno cose quando faccio ricerca. 

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Si tratta di uno scambio sul valore dell'astrologia intesa come "virus" e scienza. In blu ci sono le risposte del mio interlocutore.

AARR: Grazie ma la teoria della religione-virus non è mia Professore, io l'ho solo estesa all'Astrologia (per le sue analogie con la religione) in questo 3D in cui cerchiamo di spiegare le vere origini dell'Astrologia dal punto di vista sociale-funzionale.

Io: Va bene uguale ;)

AARR: D'accordissimo su tutto ma, ad oggi, l'influenza meccanicistica dei pianeti sull'uomo è creduta per fede, l'esperienza e la statistica da sole non dimostrano proprio un bel niente, non sono prove incontrovertibili per fortuna! Possono solo indicare un trend. È chiaramente un sillogismo aristotelico in cui io non percepisco inganni.

Io: Ma infatti! Però è anche vero che per fede si inseguono molte cose della scienza, che sono ipotesi sino a quando non vi è una prova incontrovertibile. Aggiungiamo pure che (tralasciando le scienze esatte) noi diamo eccessiva fiducia (e quindi fede) a qualcosa che è data per certa ma è solo un'approssimazione della verità o dei fatti. Per questo invito all'elasticità. Ora è anche vero che l'osservazione empirica e l'aneddotica in astrologia sono davvero poco. Ma da studioso di psicologia non credo in una forma di "isterismo" generalizzato che induce tutti gli studiosi di astrologia a credere per fede. Evidentemente c'è qualcosa. Ma vorrei soffermarmi su un concetto che è "antiscientifico" ma pur sempre scientifico (e questi sono i paradossi in cui viviamo):

la psicologia insegna alcuni paradigmi tra cui quello che il sintomo non sia altro che la deformazione di un contenuto inconscio, risultato in ANALOGIA.
l'ANALOGIA implica una legge legata all'equifinalità, ed essa presuppone qualcosa che non sia meccanicistico o riduzionistico.

Potremmo prendere in blocco queste affermazioni e gettarle nel water se volessimo aderire con rigore al falsificazionismo popperiano. Ma... ci priveremmo di una conoscenza. Il valore attribuibile a questa conoscenza, a mio parere, non va giudicata in base a quel che spiega in sé per sé; ma in base alla complessità dell'argomento. Cioè, tanto più è compolesso l'argomento e tanto più vaghe e lontane dal falsificazionismo possono essere le nostre risposte. Si tratta di un limite legato alle nostre conoscenze o a un limite legato appunto al principio su cui si basa il realismo critico? Per il momento non si sa, almeno per quanto concerne l'astrologia.

AARR: Per stabilire che l'astrologia non è una forma di religione SERVE stabilire cosa sia causa di cosa. Professore, apparteniamo a due scuole di pensiero diverse, come già abbiamo avuto modo di sapere, però discutere di ciò a me, personalmente, non può fare che bene! Vediamo i limiti delle nostre scuole e conosciamo meglio noi stessi!

Secondo me quella che fa la differenza in Scienza è la spiegazione dell'osservazione empirica.


Io: Ciò che afferma è giusto; ma, evidentemente per il quieto vivere delle altre "scienze" ciò che dice viene messo da parte. Per esempio non sappiamo come funziona la coscienza, cosa è e da cosa dipende. Per il momento ci sono solo ipotesi. La coscienza è data dall'attività cerebrale; ma questa attività cerebrale da cosa è data? Il fatto di essere vivi non presuppone la coscienza poiché l'esistenza dello stato vegetativo è una dimostrazione. Allora ciò che fa la differenza, secondo me, non è tanto la spiegazione, ma l'organizzazione del metodo di ricerca. Ciò che conta è che sia applicato il metodo (stando a ciò che vedo accadere).

AARR: Qui sono morto una decina di volte! L'approccio all'episteme NON può essere parassitario perchè da esso nascono nuove tecnologie, idee, certo può essere estremamente più dannoso di un virus, ma di per sè non è parassitario perchè (si spera) tende al miglioramento.
In Scienza, ormai si sa, si presentano modelli, raramente verità totemiche per le quali la confutazione è SEMPRE in agguato.


Io: Il concetto di parassitarioè nuovo per me e perciò posso dire inesattezze. Ma a parte ciò, tutto dipende dall'approccio. Io non credo per fede a quel che conosco; ma lo prendo come provvisorio. Nel momento in cui si considera l'astrologia in maniera dogmatica, allora convengo assieme a lei che ci troviamo davanti a una fede.

AARR: Paradosso. Se non tutto è conoscibile la conoscenza del "non tutto è conoscibile" non è conoscibile o È una parte del conoscibile? Se lo è, come mai "non tutto è conoscibile" è conoscibile? Bertrand Russel ci insegna! 

Io: :Beh, con un po' di ginnastica mentale possiamo trovare argomenti per rendere tutto paradossale (e in questo esercizio ero molto abile anni fa :) ). Il paradosso svanisce se consideriamo questo orientamento come ipotesi di lavoro. Anche l'ipotesi del realismo ingenuo è paradossale: chi ci dice che tutto sia conoscibile? Vuol dire che si conosce davvero tutto per affermare che appunto sia conoscibile? Eppure questa filosofia è stata adottata per secoli (il cosiddetto positivismo) Parliamo di approcci.

AARR: Grazie Professore per la sua attenzione, è un piacere estremo confrontarsi con lei! Notavo che l'amore che lei ripone nell'Astrologia e come il mio per la Scienza! XD
Condivido le sue conclusioni in merito alle origioni storico-culturali! Alla prossima, con affetto,
AA


Io: Grazie mille di vero cuore. Concluderei suggerendole un libro che forse avrà già letto e che potrebbe animare ancor di più la conversazione: CONTRO IL METODO di P. K. Feyerabend.

Un abbraccio.

www.alramiastrologo.blogspot.it www.biocosmologia.altervista.org insegnante di astrologia, studioso di archeo-astronomia, dottore in scienze e tecniche psicologiche.
 
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NON DAREMO MAI A NESSUNO LA SODDISFAZIONE DI VEDERCI TRISTI. 

27 novembre 2016

SPECIALE: LA BUFALA DI OFIUCO


Condividete il più possibile per evitare che anche quest'anno passi la solita bufala.

La Nasa presume di sapere quali sono le basi astronomiche su cui si fonda il pensiero astrologico e per questo sbaglia clamorosamente

Nonostante l’equivoco sia stato chiarito numerose volte, si continua a diffondere sempre la solita falsa notizia circa il fatto che bisognerebbe aggiungere un tredicesimo segno zodiacale: Ofiuco.
In verità l’astrologia non si basa sulle costellazioni zodiacali come erroneamente lasciano a intendere quegli articoli di fine anno. Segni zodiacali e costellazioni hanno lo stesso nome, ma sono due cose diverse e questo era risaputo sin dai tempi di Ipparco di Nicea, quasi 200 anni prima di Cristo. Ne abbiamo testimonianza attraverso la lettura del Tetrabiblos di Tolomeo.



Vediamo di capire qual è la differenza tra costellazioni e segni zodiacali. Le costellazioni zodiacali sono la divisione dell’eclittica in parti disuguali e queste costituiscono lo zodiaco siderale che è usato dall’astrologia Indiana, ma non dagli astrologi occidentali. Il movimento di rivoluzione della Terra attorno al Sole fa sì che in un preciso momento dell’anno esso si frapponga a una precisa costellazione. Durante l’equinozio di primavera, Sole e Terra sono allineati verso la costellazione dei Pesci, e non dell’Ariete, a causa del fenomeno denominato precessione degli equinozi.


Tutto diverso è lo zodiaco tropico che invece è usato dagli astrologi occidentali, e che si basa sulla diversa inclinazione dei raggi solari rispetto all’asse terrestre. A seconda del punto dello spazio in cui la Terra si trova rispetto al Sole, i raggi solari saranno perpendicolari all’equatore o ai due tropici: quello del Cancro quando è estate nell’emisfero boreale, e quello del Capricorno, quando è inverno, sempre a nord equatore.


In questo video didattico possiamo notare che i raggi del Sole sono perpendicolari all’equatore e questo dà origine al segno dell’Ariete. Questo istante corrisponde all’equinozio di primavera ed è indipendente dalle stelle che ci sono sullo sfondo. Dopo circa un mese la Terra sarà avanzata ancora e i raggi del Sole giungeranno sulla Terra con un’inclinazione leggermente diversa rispetto alla precedente, e questo darà inizio al segno zodiacale del Toro e poi dei Gemelli e così via. Quindi le costellazioni non c'entrano niente!


In estate (sempre rispetto all’emisfero boreale), i raggi solari saranno perpendicolari al tropico del Cancro e nasceranno persone sotto il segno del Cancro, a prescindere dalle costellazioni che ci sono sullo sfondo. Poi in inverno, quando la Terra sarà passata dall’altro lato del Sole avremo i raggi solari perpendicolari al tropico del Capricorno. Quindi nasceranno persone sotto questo segno zodiacale. Ogni segno nasce dalla diversa inclinazione dei raggi solari rispetto all’asse terrestre; il punto di inizio di questo zodiaco avviene all’equinozio di primavera e ciò corrisponde al segno dell’Ariete.


I segni sono dodici perché gli antichi astrologi usavano un calendario solilunare, cioè quello basato sul fatto che a un ciclo annuale corrispondono 12 lunazioni complete.


 Attraverso degli studi a carattere antropologico sono giunto alla conclusione che lo zodiaco siderale fosse usato prevalentemente nelle regioni equatoriali della Terra, mentre quello tropico fosse usato prevalentemente nelle regioni a nord dell’equatore. Infatti è chiaro che solo a latitudini superiori a quelle equatoriali è possibile accorgersi che, durante il corso dell’anno, il Sole sorge in luoghi differenti: da nordest a sudest. Questo evidentemente ha portato gli antichi a porre attenzione al Sole (e alla Luna), mentre l’attenzione per le stelle nasce in luoghi in cui le stagioni sono meno evidenti.

È altrettanto chiaro che durante il corso della storia vi sono state delle contaminazioni che hanno portato gli antichi astronomi-astrologi a fondere i due sistemi. Fatto sta che la visione siderale permane tutt’ora presso gli astrologi Indiani, mentre l’astrologo occidentale utilizza quest’altro punto di riferimento che invece si basa sull’inclinazione dei raggi solari. Pertanto, non ha alcun senso la pretesa di aggiungere un tredicesimo segno zodiacale visto che Ofiuco è una costellazione che attraversa l’eclittica dello zodiaco siderale. E abbiamo visto che l’astrologo occidentale non usa lo zodiaco siderale ma quello tropico.


Tuttavia solo alcuni astrologi che praticano l’astrologia Indiana stanno rivedendo il loro zodiaco per inserirvi Ofiuco. Noi altri ci dissociamo totalmente da questa pratica, dato che la nostra astrologia si basa su regole completamente diverse.
Bibliografia:
Astri e disastri -T. Neuberg- Fazi editore
Babilonia -P. Brusasco- Raffaello Cortina Editore
Lo zodiaco -F. Cumont- Adelphi
Storia dell’astrologia -Bold, Bezold, Gundel- Laterza
Dèi e miti -AA VV- S. Di Fraia Editore
Dispense di Antropologia culturale Prof.ssa Cardinali (facoltà di Psicologia)
Storia dell’astrologia -K. Von Stuckrad- Oscar Mondadori
Ciro Discepolo, lo scienziato delle stelle -P. Gargano- Guida editori
Mito e modernità -J. Campbell- Red edizioni
Antropologia strutturale -C.L. Strauss- Il Saggiatore
Il pensiero selvaggio -C.L. Strauss- Il Saggiatore
La nascita dell’astrologia -N. Campion- Astrolabio
La scrittura celeste -G. Pettinato- Mondadori
Nascita delle divinità e nascita dell’agricoltura -J. Cauvin- Jaca Book edizioni
L’Egitto degli astrologi -F. Cumont- Mimesis
Astroarcheologia, una scienza eretica -J. Michell- L’età dell’Acquario edizioni
Calendario lunario -G. Paltrinieri- Calderini editore
Archeoastronomia, la conoscenza del cosmo delle popolazioni antiche -A.Gaspani- Fonte di Connla edizioni
Dendera, la sacra terra della dea -A. Crasto- Ugiat
La storia volume 1, dalla preistoria all’antico Egitto -AA- De Agostini editore
Il cielo di Babilonia -M. Baigent- Marco Tropea Editore
Le origini dello zodiaco -R. Lentini- Iuppiter edizioni
Preistoria, l’alba della mente umana -C. Renfrew- piccola biblioteca Einaudi
Storia dell’astronomia -M. Hoskin- Bur edizioni
L’astronomia Egizia -C. Gallo- Muzzio editore
Gli architetti del tempo -Z. Sitchin- Pickwick Piemme edizioni
I Sumeri -G. Pettinato- Bompiani
Astrologia e religione presso i greci e i romani -F. Cumont- Mimesis edizioni
Astrologia storia e apocalisse -N.Campion- Astrolabio
La coscienza religiosa -J. Ries- Jaca Book
Impronte degli Dei -G. Hancoock- Tea edizioni
Catasterismi, l’origine la storia il mito delle costellazioni -G. Vanin- Edizioni Rheticus
Dio d’acqua -M. Griaule- Bompiani
La matematica delle civiltà arcaiche -L. Giacardi, C.S. Roero- Università popolare di Torino editore
Città scomparse -H.&G. Schreiber- Garzanti
L’ambiente nel mondo antico -L. Thommen- Il Mulino
Il mistero della genesi -R.Bauval & T. Brophy- Corbaccio
La scoperta dell’ombra -R. Casati- Editori Laterza
La Bibbia non parla di Dio -M. Biglino- Mondadori
Dizionario dei numeri -F.C. Endres & A.Schimmel- Red edizioni
La Bibbia in cielo H. Hurnard- Gribaudi edizioni
Il culto del sole -R. David- Arnoldo Mondadori editore
I misteri di Mithra -D.Ulansey- Edizioni mediterranee
                                                                                                Giuseppe Al Rami Galeota

22 ottobre 2016

Ingannati dalla scienza?

Risultati immagini per scienza divieto
Nessuno scienziato accetterebbe di nascondere qualcosa di sensazionale, anche a costo di scardinare il sapere costituito. Pensare il contrario significa credere che tutti gli scienziati sono in cattiva fede, e che solo quelli che parlano di cose alternative sono quelli seri. Questo è un pregiudizio. Quella dello scienziato o dei governi che nascondo la verità è una bufala, cioè una moda moderna nata sul web.

Se esistono prove a supporto di una data cosa, non c'è trippa per gatti nemmeno per il più autorevole degli scienziati. È chiaro che ci sono scienziati che dicono un mucchio di sciocchezze quando parlano di un argomento che non gli compete, come per esempio l'astrofisico che parla di astrologia. Che cavolo ne sa? Su cosa basa i suoi giudizi? Su quel che sa della materia; e a meno che non sia un astrologo, non sa nulla. 

La storia ci insegna che la scienza è in continua evoluzione ed è per questo che è insostenibile l'idea di chi dice che la gente non accetta le nuove nozioni. Non siamo ai tempi del medioevo, siamo ai tempi di Kuhn, di Feyerabend, di Popper, dove il metodo scientifico della falsificazione nasce apposta per aiutarci il più possibile all'individuazione della verità, e non a nasconderla. Ciò che si nasconde non sono le verità scientifiche. Se fosse così allora saremmo ancora ai tempi del geocentrismo. 

I libri di storia e di scienza sono stati riscritti centinaia di volte. Ma il cospirazionista non prende in considerazione questa cosa.

La gente potrà accettare qualcosa di diverso da quel che dice il sapere scientifico accademico? Certo che sì, se il nuovo sapere trova conferme e prove. Lo abbiamo fatto sempre nel corso della storia! 

Questa storia che la verità ci è stata nascosta, è una moda di facebook perché fa piacere, a chi non ha mai aperto un libro, credere di saperne di più di chi invece studia da anni. Dal punto di vista psicologico, penso si tratti di un fenomeno che nasca dalla necessità di ristabilire una sorta di equità cancellando le gerarchie: tutti sono sullo stesso livello, cioè vorrebbero esserlo. 

Le prove devono essere veramente valide e convincenti per far cambiare idea. Naturalmente, dall'altra parte ci deve essere pure una persona veramente preparata che conosca almeno le basi della ricerca scientifica. Se uno studioso non cambia idea è perché le prove sono deboli, scarse o non ci sono affatto, anche se per gli inesperti possono sembrare assolutamente convincenti, o chi riceve l'informazione non ha studiato abbastanza. Ma non è di sicuro il semplice lettore di Facebook che può avere voce in capitolo per decidere ciò che è convincente o no dal punto di vista scientifico. Questo è di un'arroganza mostruosa.

Certe cose bizzarre possono convincere gli utenti su facebook che non hanno una laurea o che non sanno abbastanza di una certa tematica. È molto facile influenzare l'opinione pubblica se si parla di cospirazione, segreti, misteri. 

Senza una laurea, cioè senza una specifica competenza riconosciuta, non si può trattare un certo argomento. La laurea attesta che si sono apprese certe competenze. Chi non ha la laurea non può provare di aver appreso gli strumenti utili per poter fare ricerca, e quindi potrebbe credere di fare le cose per bene mentre sbaglia tutto. Certo, esistono laureati che non capiscono nulla; ma queste sono eccezioni. In realtà, se parliamo di ricerca, ogni laureato avrà gli strumenti per farla; mentre chi non ha mai aperto un libro non si può improvvisare ricercatore. Ma gli utenti di Facebook e del web fanno molta fatica a comprendere questa cosa così semplice.

Chi non ha la laurea su che cosa basa la sua conoscenza? Su qualcosa che egli stesso reputa valido? Ma senza una formazione adeguata come fa a riconoscere ciò che è valido da ciò che non è valido? Qualcuno ha già pronta la risposta: c'è chi ha una razionalità innata e quindi, anche senza studiare può capire tutto. La risposta è di una tale ingenuità che mi lascia sconcertato. Nonostante una certa predisposizione a essere razionali, ogni essere umano commette errori di ragionamento che spesso avvengono inconsapevolmente; le cosiddette fallacie logiche. Per questo, anche se si disponesse di una ferrea logica razionalità, non sarebbe sufficiente senza un'adeguata preparazione. 

Ogni scienziato sa già che il suo percorso è in evoluzione e c'è sempre da migliorare le conoscenze apprese. C'è un'idea comune che gli sciziati siano persone che si fissano su cose che non valgono e non si evolvono. È una visione distorta della realtà. Non sono tutti come Cecchi Paone che si limitano a ripetere certe nozioni. 

Vi hanno plagiato e manipolato facendovi vedere gli scienziati come creduloni che si fissano a ripetere a pappagallo quello che c'è scritto sui libri. E allora quali libri bisognerebbe studiare se tanto è tutto una bugia?  

Un soggetto che non è laureato o che non ha una certa cultura, come fa a sapere che sta facendo le cose nel modo giusto? Si autoproclama razionale? Non funziona così cari amici.

Einstein, che oggi è ritenuto l'esempio di genialità da tutti, o quasi, per raggiungere certi risultati ha dovuto laurearsi, studiare quei testi che la gente condanna come falsi e inutili, ha dovuto studiare la logica della ricerca scientifica per imparare a divenire più razionale e per aumentare la sua predisposizione a capire le cose più velocemente. Infine ha prodotto qualcosa di nuovo che è entrato nei libri di scienza. Allo stesso modo, le teorie di Einstein, Plank, etc. etc. hanno mutato anche la filosofia, e i filosofi ed epistemologi, cioè i filosofi della scienza, hanno dovuto rivedere le vecchie concezioni filosofiche e ricostruire il tutto, così è venuto Popper e Feyerabend, Derrida etc. etc. 

La scienza progredisce e non c'è nessuno che nasconde la verità. Non esiste nulla che possa scioccare la mente comune dato che non c'è alcun freno al progresso della scienza. Se ci fosse stato un freno, allora pure Einstein sarebbe stato frenato e ancora ci troveremmo al medioevo. Quindi, in conclusione, vi stanno INGANNANDO facendovi credere che c'è qualcuno che vuole nascondere la verità.

Voi che credete che l'umanità stia subendo un grosso inganno, siete i primi a ingannarvi perché accettate per buono il vostro modo di ragionare, credendo che sia privo di pregiudizi, dogmi e false verità. E invece è privo di reale conoscenza ed è solo ricco di presunzione. Quel che voglio spiegarvi è che è inutile negare il valore della scienza se nemmeno la conoscete!!! Per accettare o non accettare qualcosa bisogna prima conoscere. Senza conoscenze, cosa criticate? Come potete essere veramente obbiettivi senza conoscere????
Boooooooooooooo! 

Senza uno studio delle metodologie di ricerca, senza lo studio della logica e della filosofia della scienza, come si può essere veramente obbiettivi a riguardo di una data tematica? Come si pretende di giungere alla verità? 

Nessuno che non sia onesto mi risponderà, perché nessuno vuole veramente studiare, perché in partenza si esclude la validità di certe nozioni. Questo è antiscientifico: è solo il pregiudizio degli utenti del web, pigri e arroganti. 

06 aprile 2016

Scopriamo la mente 3

Se le motivazioni nascono in funzione delle relazioni, allora l'esistenza è necessariamente comunitaria, la mente stessa è comunitaria, relazionale. Dunque, oltre all'esistenza fisiologica della mente, ce n'è una psicologica che nasce dal rapporto col mondo delle relazioni. Così, l'uomo è quel che è grazie a un processo di antropomorfizzazione, ossia il frutto di un'esposizione del bambino al mondo delle esperienze relazionali. Queste sono reciproche e permettono così di dare senso a quel che accade. Queste sono le conclusioni di Sullivan che spiega il processo come un passaggio dall'euforia assoluta alla tensione assoluta grazie all'insorgere dei bisogni. Questi generano una tensione che se risolta nel rapporto delle cure parentali, aiuta il bambino a ritrovare l'euforia perduta. 

Il bisogno crea una tendenza integrativa, ossia a stabilire un legame che poi fungerò come prototipo per gestire le esperienze successive. Questa è una fase delicata poiché il bambino è sensibile al contagio emotivo, e quindi potrebbe percepire come proprie le angosce della madre, nel caso in cui ella ne abbia. Così il possibile disturbo dell'adulto potrebbe essere anche il frutto di un rapporto disfunzionale con la madre, durante le primissime fasi dell'esistenza. La dissociazione è una delle possibili risultanti di questa eventualità. 

Mitchel un po' risente di queste idee però ritenendo che sebbene le esperienze infantili siano importanti, occorre prendere in considerazione le spinte motivazionali perché producono gli schemi mentali utili per regolare le esperienze soggettive. Sarà la rigidità con cui si applicano questi modelli a darci un'idea della genesi delle psicopatologie. La mente, che è relazionale, si struttura in fasi sequenziali: vi sono prima comportamenti non riflessivi in cui si memorizzano solo gli schemi procedurali; poi subentra la permeabilità affettiva che permette di entrare in risonanza con le altre persone (il sorriso della madre contagia il bambino che sorride di conseguenza). In funzione di ciò, la mente configura un sé e l'altro, in modo naturalmente inconscio. Le fasi si concludono con l'intersoggettività, ossia la percezione dell'intenzionalità degli altri. Con ciò possiamo ipotizzare, dunque, che le Case astrologiche, se rappresentano il funzionamento della mente, sono una struttura di relazioni, esattamente come avevo scritto in molte altre occasioni. 

Dalla idea topica di Freud e Jung circa la struttura delle mente, si è passati a quella di Stolorow e Attwood che concepiscono la mente come un palazzo. Secondi gli autori la coscienza è quella parte che affiora dal terreno. Ma su cosa si basa questa costruzione? Su un inconscio denominato pre-riflessivo, che in qualche modo gli autori fanno corrispondere al disegno dell'architetto.  Prima ancora che l'individuo impari a riflettere, si creano dei modelli di relazione ricorrenti, scaturiti ovviamente dal rapporto di sintonizzazione della madre col bambino. Queste divengono le basi su cui edificare la parte cosciente e l'inconscio dinamico. Quest'ultimo rappresenta tutto ciò che viene rimosso dalle difese del bambino, contenuti da escludere. La rappresentazione equivalente è quella di uno scantinato, di un piano inferiore rispetto a quello che emerge dal terreno, la coscienza. Ma esiste anche un terzo inconscio, detto non convalidato, costituito dal materiale che il bambino non ritiene saliente rispetto a quello che vive mediante il rapporto con la madre. 

Stando a quello che dicono  i moderni psicologi, la mente non è il prodotto di forze intrapsichiche come poteva esser inteso dalla psicologia freudiana. Oggi si è sempre più convinti che la mente, la soggettività, nasca dalla concezione che l'uomo è relazionale. Foulkes, in particolare, afferma che la mente non sia altro che l'introiezione di codici simbolici  dati dalla cultura, che agiscono nella dimensione cognitiva e affettiva. I genitori, quindi, sono un modello del pensiero "gruppale" e fungono da stimolo transegenerazionale: essi danno senso alla cultura famigliare, passata e presente attraverso il modo di comunicare e agire. Inoltre il soggetto è anche il frutto fattori entnici antropologici, istituzionali e delle trasformazioni sociali in atto. Diego Napolitani parla di gruppalità interna quando la mente, che è disposta geneticamente ad apprendere, si scontra con modelli relazionali che poi interiorizza. Sono questi che portano all'identità e fungendo da continuum col passato transgenerazionale della nostra famiglia di origine. A ciò aggiungiamo la simbolopoiesi, la capacità di mettere insieme in modo specifico e originale i modelli interiorizzati. 

Così, il sentimento, la sofferenza, ha senso solo perché ha acquisito un significato all'interno di un network di relazioni. Lo Coco e Pantalti infatti affermano che la sofferenza nasce da uno spazio privato e da uno relazionale, e quest'ultimo  è connesso alle esperienze di altri. Perciò la sofferenza e il dolore di ciascuno, non è altro che la sofferenza e il dolore di un'intera comunità. Partendo da queste ultime considerazioni comincia il mio lavoro universitario di ricerca sulla mente collettiva. Per parlare di ciò, però, dovremo affrontare tematiche ostiche come le neuroscienze e la fisica quantistica. Vedremo insieme dove ci condurrà questa ricerca, e vedremo come integrarla al mio progetto di astrologia sistemica strutturale. 

05 aprile 2016

Scopriamo la mente 2

Se è vero che il processo di apprendimento e regolazione del bambino è dato dal rapporto che si instaura tra madre e bambino, è anche vero, come afferma Stern nella sua "infant research" che il bambino ha un ruolo attivo per il processo id regolazione dalle tensioni interne ed esterne. Già da piccolo, vi è un sé emergente in cui, tramite un processo di percezione amodale, le diverse sensazioni vengono integrate tra loro. Segue la comparsa di un sé nucleare, con le caratteristiche della volizione, ossia la consapevolezza di essere autore delle proprie azioni e la strutturazione delle RIG, cioè di rappresentazioni generalizzate delle interazioni. Ciò evidentemente, mette in risalto la funzione della memoria, elemento fondamentale per il senso di continuità dell'essere. Il sé soggettivo fa la comparsa con la consapevolezza dell'altro, con l'interintenzionalità, ossia la comprensione di saper di esser compresi e la regolazione tramite le emozioni della madre. Conclude il processo il sé verbale che ci permette di cogliere un'importante cosa: la distinzione tra una vita vissuta e una vita rappresentata, appunto linguisticamente.   

Da qui Fonagy e Target hanno costruito il loro concetto di capacità riflessiva, cioè come il soggetto rappresenta gli aspetti di sé e degli altri per riflettere su ciò che accade, sui sentimenti e sulle intenzioni proprie e degli altri. Questo è un processo che secondo gli autori si costruisce assieme al rapporto con le figure di attaccamento. La novità del discorso sta nel fatto che questo processo coinvolge la dimensione neurofisiologica dell'individuo in combinazione alla reattività dell'asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene) che è trasmessa geneticamente. In pratica si tratta del sistema che si attiva in risposta a situazioni stressanti producendo reazioni chimiche come la produzione di gluco-corticoidi (e quindi cortisolo) e l'innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue per ristabilire un equilibrio omeostatico, che, in corrispondenza di ripetute stimolazioni, può portare a disfunzioni patologiche. È qui che gioca un ruolo fondamentale il processo di modulazione offerto dalle figure di attaccamento. In particolare sono i giochi faccia a faccia, secondo Sroufe, ad essere importanti per la regolazione. Eduard Tronick invece parla proprio di capacità autonome di autoregolazione sin dai primi anni di vita, come evidenziato dai sui esperimenti sulla "still face". Qui sotto un video molto bello e commuovente che lo spiega. 


Murray implementa la questione con l'idea della motivazione che è strettamente connessa ai bisogni. Ne ho parlato molte volte quando l'ho associata alle Case astrologiche del tema natale. La motivazione ovviamente nasce da un bisogno e questo è il risultato di uno stimolo ambientale e alla necessità di un adattamento interno. La soddisfazione di questo bisogno sarà connesso a certe abilità, che secondo il mio parere potrebbero essere associate alla funzione del segno zodiacale ospitato in ogni Casa astrologica. 

Lichtenber elenca un insieme di sistemi motivazionali: quello di regolazione psichica dalle esigenze fisiologiche, (riprendendo alcune idee di Freud) mosso da un impulso di vita e uno di morte che giocano un ruolo importante per l'autoconservazione dell'individuo. Segue il sistema di attaccamento e affiliazione che include anche il concetto di dipendenza, e il sistema esplorativo-assertivo. Quest'ultimo parte dal presupposto che sia un bisogno la ricerca epistemofilica, ossia il piacere della conoscenza. Più tardi il sistema diviene finalizzato per accrescere le proprie potenzialità. In ultimo abbiamo il sistema avversativo e quello legato al piacere sensuale e sessuale.

Liotti si spinge oltre, ipotizzando che le motivazioni sono il frutto di relazioni interpersonali. Egli individua uno SMI (sistema motivazionale interpersonale), che è comunque riconducibile all'architettura cerebrale, alle diverse zone del cervello. Così, le strutture più interne del cervello riguardano alcuni comportamenti, mentre le zone più esterne stanno alla base di altri. Secondo Liotti i sistemi motivazionali interpersonali sono: quello di attaccamento, di accudimento, quello agonistico, quello sessuale e quello della cooperazione paritetica, ognuno riconducibile a precise zone del cervello.