29 maggio 2018

È un mondo difficile

È un mondo difficile, il futuro è incerto, oggi più che mai che vediamo i nostri valori cestinati nell'immondezzaio.

Il presidente della repubblica Mattarella in questi giorni ci ha ricordato che esistono poteri forti a cui sottostare, volenti o nolenti, perché è per il "bene" dell'Italia. Il mio bene, se mi è permesso, lo decido io se il mio pensiero ha ancora un minimo di valore.

Insomma, la sensazione di essere schiacciati, oppressi, manipolati, è altissima a causa dei malvagi del web; e in più ci si mette di mezzo anche la politica a farci sentire che non siamoiberi nemmeno per sogno. 

Ciò che può essere un bene per me potrebbe essere un male per il prossimo. E allora non ha senso puntare il dito. Si punta il dito su chi punta il dito. Si giudica chi giudica. Io reagisco a chi mi offende perché non bisogna farsi opprimere dalla malvagità o da chi presume di fare la cosa giusta per il mio bene. 

Io dico no a chi vuole esercitare il proprio potere sul prossimo, a qualsiasi livello; a chi giudica, a chi si atteggia a maestro di saggezza sul web se poi è un hater.  

Lo so: nonostante la malvagità di certa gente che si crede depositaria della giustizia io sono ancora in piedi e devo dire grazie a voi che mi sostenete e mi incitate a fare sempre meglio. 

Ho sempre detto di non essere perfetto; ma ho sempre cercato di migliorarmi per diventare una persona più evoluta, non solo sotto il piano culturale, ma sorpattutto sotto il profilo umano. E per me questo significa condividere ciò che amo senza dar fastidio a nessuno, nel pieno rispetto delle regole.

Il percorso è sempre in atto e la sfida più grande della mia vita è proprio quella di riuscire a sconfiggere l'oppressore malvagio per superare la mia sofferenza. E non potete immaginare come mi senta oltre a ciò, nel veder "morire" la democrazia soprattutto se con la scusa del "bene" migliore. 

Il fatto è che spesso sotto i migliori intenti si nasconde il male, volontario o involontario. Ma l'importante è la libertà, non l'oppressione. Oguno può esercitare il diritto alla critica, il diritto di parola e di giudizio; ma esso non deve divenire un pugnale, una sofferenza per il prossimo e non deve divenire un'imposizione o una punizione. La libertà di ognuno deve rispettare la libertà dell'altro, non deve invaderlo, non deve sopprimerlo. 

A prescindere dalle proprie ideologie deve esistere un'etica che deve consistere nel lasciare gli altri liberi di professare quel che vogliono, come vogliono e quando vogliono; perché cercare di mettere i bastoni tra le ruote significa  perdere tempo a vivere nell'odio. L'odio chiama altro odio e perciò l'unica soluzione, o almeno la più saggia, è quella di lasciar perdere il passato e guardare al futuro senza calpestare nessuno. 

Siamo esseri umani, ognuno con le proprie debolezze, paure, sofferenze. Ognuno ha il suo percorso fatto di sbagli e successi. Ma nessuno può permettersi di diventare oppressore del prossimo. E questa sarà una battaglia che combatterò finché il cuore me lo permetterà. Pace, amore, serenità...

Grazie Laura, ne avevo bisogno.

LAST MINUTE:
 Gli ultimi due arrivati!
La logica è molto semplice: l'odio attira altro odio. Ogni azione malvagia, che sia di scherno, derisione, offesa, critica aspra, riceve una risposta. Se due persone sono intelligenti sanno quando fermarsi. Il maniaco non si ferma. Ed è lì che cominciano i veri problemi: quando nessuna strategia serve a far calmare le acque (C'è chi le ha provate tutte) vuol dire che dall'altra parte c'è una persona che odia e non smetterà mai di odiare. E se non smetterà mai di odiare vuol dire che è maniacale. 

Approfondirò nel mio nuovo libro di astrologia di prossima pubblicazione... 

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DIGNITA' ITALIANA: CLICCA QUI per leggere l'articolo
Prossimamente le registrazioni radio-interviste con Al Rami.


Condivido:
L'intervita del dottor Galeota al prof. Matteo Brignacca dell'istituto culturale gnostico. Buon ascolto.
Ascolta "Cos'è la Gnosis?" su Spreaker.

25 maggio 2018

Young Signorino: analisi astro-sociologica del fenomeno


Per chi mastica di astrologia non è affatto strano veder emergere la nuova stella del Trap Italiano proprio nel periodo in cui Giove transita nel complicato e tortuoso Scorpione, segno dissacrante come lo è il wb di questi ultimi anni, dove imperano i troll, i maniaci, gli stalker, il cyberbullismo, nonché il trash di personaggi il cui imperativo categorico è quello di scioccare.
Young Signorino è un performer youtuber che si colloca prepotentemente proprio in questo contenitore super affollato dal trash, attraverso un genere musicale assai popolare in questi ultimi anni grazie alle produzioni dei già più noti (ma professionali) Ghali e Sfera Ebbasta: appunto il Trap. Con i suoi oltre, al momento, 10 milioni di visualizzazioni del suo ultimo brano intitolato “Mmh ha ha ha” (e oltre 86.000 iscritti sul suo canale), ritroviamo il trapper ai primissimi posti nelle visualizzazioni delle nuove tendenze su Youtube.

Ma chi è Young Signorino? Ho cercato sul web i suoi dati di nascita per poterne calcolare il quadro astrologico; ma a parte il fatto che abbia 19 anni non ho trovato nient’altro. Di lui si vocifera si ispiri a Marylin Manson. Afferma che Satana sia suo padre e da ciò si intuisce chiaramente quanto il giovane abbia capito come provocare il pubblico per ottenere visualizzazioni  (e denaro), nonostante abbia, stando a quel che si dice, sofferto di quei problemi psichiatrici che potrebbero farci comprendere il motivo del suo stile “delirante”. Forse un’altra trovata pubblicitaria per giustificare i folli e sconcertanti contenuti dei suoi “brani”? (continua sul video...)

Ascolta il brano:

ATTENZIONE: PER TUTELARMI DAL CYBERBULLISMO E DALLA VIOLENZA PSICOLOGICA DI CUI SONO STATO VITTIMA, HO DISATTIVATO, SINO A DATA DA DESTINARSI, LA POSSIBILITA' DI INSERIRE COMMENTI AI MIEI POST. 

NEL FRATTEMPO STO LAVORANDO ALLA STESURA DI ARTICOLI SUL FENOMENO DEGLI HATERS.

12 maggio 2018

Le vittime degli haters


Ci sono due tipi di carnefice: il sadico e il superficiale. Il primo è cosciente del dolore che infligge alla controparte mentre il secondo non se ne rende conto. In entrambi i casi il carnefice legittima a se stesso e agli altri la sua violenza e in certi casi la minimizza, convinto di non fare nulla di male, anche quando espressamente gli viene comunicato.

Infatti il carnefice a volte accusa la vittima stessa del fatto che "giochi a fare la vittima" e che non lo sia per davvero. Per il manico c'è sempre un motivo per infliggere quella che per la controparte è una vera e propria tortura. 

La vittima della maniaco o dello stalker, subisce l'offesa attraversando diverse frasi. La prima è quella della reazione che probabilmente è tanto più forte quanto più l'offesa è percepita gravemente. 

La seconda difesa spinge la vittima a minimizzare l'offesa cercando di non pensarci. Insoma, ci si illude che l'offesa ricevuta non sia nulla di grave: il processo di autoregolazione spinge il sistema difensivo a trovare un equilibrio per mantenere l'omeostasi. E così la vittima cerca di autoconvincersi che deve fare finta di nulla, che deve lasciar perdere.

Nella terza fase vi è il fallimento della difesa precedente se i comportamenti lesivi sono reiterati. A quel punto subentra la disperazione con tentativi di annientare il carnefice o di annientare se stessi.
 
Nella seconda ipotesi, infatti, l'attacco del maniaco costringe la vittima a vivere in una situazione di tensione e preoccupazione che vanno a interferire con la vita di relazione, spesso causando il logorio delle relazioni sociali, di coppia e in famiglia. Questo addirittura avviene anche e solo se il maniaco è nelle vicinanze, o solo a sentirne parlare. 

Ricevere dal proprio hater una semplice email senza alcun contenuto offensivo, per esempio, è comunque fonte di dolore ed è percepito come una tortura.

Di fatto, vi è una ipersensibilizzazione allo stress che può produrre irritabilità, depressione, idee fisse, insonnia e manifestazioni psicosomatiche. 

L'apatia, la perdita dell'interesse nei piaceri della vita, il dubbio circa il proprio valore, il pessimismo, la sensazione di esser braccato, imprigionato, il desiderio di rinunciare alla propria vita, non sapere più quel che vogliamo, sono alcuni dei sintomi di questa depressione indotta dagli haters.
 
Il maniaco vorrebbe sollecitare proprio questo stato mentale nella sua vittima, o addirittura non se lo aspetta, appunto perché non percepisce la gravità delle proprie persecuzioni. Anzi! Ritiene del tutto legittimo continuare sulla stessa strada poiché a suo dire è la vittima ad attirarsi le critiche, gli insulti, le svalutazioni. 

Il maniaco non si pone il dubbio che il proprio attacco possa portare a una disperazione tale da spingere la sua vittima al suicidio. Questa dispercezione della realtà costringe il maniaco a perseguire nei suoi atti maniacali pensando che non siano così gravi da portare a reazioni di questo tipo. Infatti nel quadro psicologico del manico predomina la mancanza di empatia, e soprattutto la proiezione. Ma ci sono casi in cui il suicidio è proprio quello che il maniaco si auspica. 

Nel post precedente mi sono occupato di analizzare una delle possibili configurazioni di un maniaco; ma oggi vorrei parlare di quelle della vittima. 

Molti mi hanno sempre chiesto quali configurazioni astrologiche fossero presenti nel mio tema di nascita visto che sono stato vittima di maniaci e di violenza durante il corso della mia vita. 

Ebbene, l'opposizione tra Sole e Marte, sebbene larga, mi ha spinto, sin da piccolo, a subire i soprusi e gli abusi del prossimo. Di fatti la stessa Morpurgo, quando parla dell'opposizione tra i due corpi celesti ci parla di una devitalizzazione dell' "Io" a causa di tremende ferite che poi si traducono nel desiderio di riscattarsi o attaverso comportamenti passivi, rinunciatari. È chiaro che le dinamiche astrologiche si ripetono nel tempo e perciò è vero che nella vita incontro spesso persone che si sentono autorizzate a "schiacciarmi". Anche Ciro Discepolo, quando parla di questo aspetto astrologico, ci informa di violenza subìta. La Violenza esercitata invece la trovo nella congiunzione e non nell'opposizione, anche se nel mio caso ho convogliato nelle arti marziali. 

Non si tratta del quadro di un prepotente perché sono molto più forti i tratti morbidi del tema: (Luna che riceve molteplici aspetti ed è in trigono a Giove e Nettuno etc. etc.).  Anche solo questo è sufficiente per stabilire se la violenza è subìta o esercitata.

La stessa violenza è secondo me anche indicata da Marte in sesquiquadrato a Urano che ci parla di situazioni brusche, radicali, aggressività e mancanza di moderazione da parte degli altri (o del soggetto stesso). La Morpurgo invece afferma che tale posizione può portare all'essere rinunciatari in quelle situazioni in cui sia richiesto far valere i propri diritti. Siccome i vertici della dissonanza sono giocati tra 3^ e X Casa, possiamo ben comprendere come per mezzo degli strumenti di comunicazione (3^ Casa) io subisca una violenza che mina la mia reputazione (X Casa). 

Spesso ho detto che noi possiamo vivere le stesse posizioni astrologiche ad un livello più alto di evoluzione. Per esempio, così come Jung visse le sue psicosi Nettuniane, così poi le analizzò nella vita dei suoi pazienti esorcizzando il suo problema. Allo stesso modo, così come io ho subìto spesso violenza sul web, allo stesso modo mi occuperò di lottare contro il bullismo, gli stalker, i maniaci, appunto raccogliendo testimonianze e i casi di quelle persone che hanno subìto abusi e violenza, approfondendo il più possibile. Questo sarà uno dei temi che tratterò nel mio libro di astrologia di prossima pubblicazione, analizzando anche la condizione astrologica di una mia consultante che ha subìto vioolenza sessuale.  

Prossimamente...

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Non daremo mai a nessuno la soddisfazione di vederci tristi.

10 maggio 2018

Saturno e il Super-Io



ma oggi approfondiremo l'argomento inserendo nel discorso due variabili: la dimensione temporale e la dimensione energetica. 

Ho spiegato in altre occasioni che Saturno rappresenta il nostro Super-Io (credo assieme a Giove che invece si esprime con la moralità al positivo). In sostanza si tratta del nostro genitore interiore, che a seconda delle circostanze e delle esperienze che regolano la tendenza generale del soggetto, può esprimersi attraverso un comportamento legato al senso di colpa. 
 Il Saturnino si punisce per un errore commesso o punisce gli altri. 
Quondi tutto dipende dall'educazione ricevuta e che si traduce nell'asse dimensionale legato al desiderio di punire sé stessi e di punire gli altri. 

Saturno infligge punizioni. 

La dimensione energetica riguarda appunto  l'intensità del comportamento e dell'atteggiamento: generalmente sono gli aspetti dissonanti di Saturno verso i luminari e Mercurio a inasprire il profilo e a renderlo più complicato. Ma di per sé questa cosa non ci dice se il profilo risulterà patologico o meno. 

La dimensione temporale invece ci dice se l'atteggiamento e i comportamenti di punizione aumentano o diminuiscono di intensità lungo il corso del tempo. La costanza rappresenta una certa coerenza; ma di per sé nemmeno questo ci dice se l'atteggiamento e i comportamenti sono da inserire nella tipologia patologica. 

Ciò significa che la sola indagine astrologica non è sufficiente per stabilire se il soggetto manifesterà i suoi tratti in maniera patologica o semplicemente rigida. Tuttavia, nel momento in cui lo psicologo, lo psicoterapeuta, volesse aiutarsi con l'astrologia per studiare dal punto di vista astrologico i pianeti "responsabili" di un quadro già definito patologico da altre metodiche, potrebbe farlo, naturalmente se fosse di mente aperta e disponibile a dar credito alla corrispondenza tra posizioni planetarie e carattere, personalità, temperamento.

Quel che mi preme sottolineare oggi è la parte "estrema" legata al Saturno dominante e leso o in cattivo aspetto ai luminari o a Mercurio o Marte. Quindi, vediamo insieme cosa succede quando Saturno è rigidità a livelli patologici, ma dobbiamo tornare a parlare del senso di colpa. 

L'interesse ad attribuire o ad attribuirsi una colpa deriva da una certa inflessibilità. Secondo l'ipotesi della teoria oggettuale di M. Mahler, la costruzione del sé, cioè l'immagine stabile che abbiamo di noi, dipende in larga misura non da pulsioni innate, ma dal rapporto, dalla relazione che il bambino ha costruito con le figure di attaccamento durante i primi anni di vita. Rispetto all'idea di Freud, questa teoria pone l'accento sull'individuo come parte attiva e passiva all'interno di una diade, appunto costituita dal figlio e dal genitore. 

Se le aspettative del figlio sono disilluse o se il figlio cresce in un contesto in cui esiste uno stile di attaccamento (col genitore o col caregiver) disfunzionale, allora il comportamento del soggetto può divenire una traccia indelebile del carattere,  più o meno stabile a seconda delle altre esperienze avvenute successivamente durante il corso della vita. Perché infatti il nostro cervello dispone di quella propietà, detta neuroplasticità, che permette di operare dei cambiamenti funzionali o più disfunzionali per scopo adattivo. 

Quando parliamo di posizioni astrologiche, come detto poche righe fa, noi ci riferiamo a un modus operandi che oscilla dalla "normalità" al patologico, con una direzione verso la seconda tendenza se gli aspetti sono dissonanti. Quindi l'astrologia ci parla solo di una tendenza. Morale della favola, quando lo psicologo proverà a leggere il quadro astrologico di una persona che ha già dichiarato "patologica" coi propri metodi, troverà la corrispondente posizione astrologica (che non necessariamente è la causa, visto che in astrologia non sappiamo se le influenze siano di tipo causalistico o di altra natura).  

D'altra parte l'astrologo può usare i metodi della psicologia per effettuare diagnosi? No. Ovviamente no. Tuttavia può esprimere un giudizio astrologico su di una patologia diagnosticata da un professionista psicologo iscritto all'albo. 

Nonostante ciò credo sia possibile stabilire, senza alcuna pretesa di effettuare una diagnosi, se il soggetto mostra una costanza e una certa intensità nei propri comportamenti e reazioni e se ciò sembra disfunzionale arrecando un danno costante.

Per esempio si può definire maniaco chi vuole infliggere una punizione, magari moralizzando, usando sotterfugi, doppi giochi, deridendo, insultando, insinuando, colpevolizzando con assiduità, per anni. Infatti il Saturnino doc, non transige che una regola (che lui percepisce come inviolabile) sia violata.  La percezione del Saturnino essendo rigida, non può che concentrarsi verso l'intransigenza, appunto nei confronti degli altri o nei confronti di sé stesso (o entrambe le cose). Perciò una visione più critica, e non ipercritica, spetta al Saturnino che non ha alcun aspetto dissonante coi luminari o con Mercurio o Marte. 

In caso contrario, il proprio "giustizialismo" (non per nulla Saturno è anche detto in esaltazione nella Casa della Bilancia, che è anche quella della giustizia) diviene una punizione intollerabile per chi lo subisce. Infatti il Saturnino che ha lesioni ai luminari o a Mercurio (o Marte) non si rende conto del limite da non superare mentre non mostra un minimo di elasticità a tollerare i difetti, reali o presunti, che vede negli altri. Perepisce punibile l'altro, ma del tutto legittima la sua critica oppure l'offesa, ritenuta, imparziale, onesta, giusta. Il tutto può essere espresso attraverso un controllo e una freddezza che, per il Saturnino stesso può apparire come logica ineccepibile, ma per la vittima invece è spietatezza. 

Facciamo un esempio pratico: tra il Saturnino che non tollera lo sfruttamento di un debole e il Saturnino che non tollera chi divulga una statistica o un metodo astrologico non conforme ai suoi standard, c'è una soglia di tolleranza minore nel secondo caso. Oggettivamente è lecito esporre un dissenso nel primo caso; mentre nel secondo è ingiustificato l'accanimento a prescindere dalle proprie credenze.

Come detto prima, la patologia si esprime non solo per la forza di tale durezza; ma anche per la durata. Per esempio si può essere inamovibili e duri per un certo periodo di tempo, ma poi concentrarsi su altro.  Infatti esistono gli organi preposti a infliggere punizioni, proprio perché nessuno possa farsi giustizia da solo diventando da "presunta" vittima a carnefice. 

Non è detto che il Saturnino sia necessariamente un mascalzone pronto a infliggere le sue pene. Anzi! Ma molto dipende dalla percezione soggettiva dell'offesa, che comunque, in condizioni non patologiche, viene via via dimenticata. Naturalmente ciò non è vero nel caso in cui l'offesa ricevuta, o l'infrazione compiuta sia oggettivamente grave. Ma anche in quel caso, esistono gli organi preposti a far sì che la parte lesa o che accusa non diventi a sua volta carnefice. Ma il Saturnino patologico non permette a nessuno di porgli dei limiti poiché è lui stesso che li impone. Il Saturnino patologico non accetta che gli si faccia la predica poiché è lui che stabilisce, soggettivamente, cosa può fare e cosa invece non dovrebbero fare gli altri per non essere incriminati da lui. Perciò costringe la sua "vittima" in una condizione di sottomissione. Cioè, per non subire la pressione psicologica esercitata dal suo carnefice, la vittima non può esprimere più sé stessa. Ed è il carnefice che valuta ciò che secondo lui, è giusto o sbagliato, spesso ingigantendo, sopravvalutando, esasperando ciò che vede nella sua vittima. 
Se per esempio la vittima usa un termine al posto di un altro allora è un impostore, un inetto; se ha un'idea che a lui non piace è un truffatore, se non vuole ascoltarlo allora è in cattiva fede, se la vittima si vanta allora deve deriderlo, se ha fatto qualcosa di buono deve svalutarlo etc. etc. E per il Saturnino patologico è del tutto legittimo perché una qualsiasi privazione del suo diritto di critica sarebbe percepito come una violenza. Non percepisce la violenza che fa agli altri, ma è molto sensibile alle imposizioni (infine vedremo il perché).

Il Saturnino patologico non si cura se sta esagerando o no e non si cura dello stato d'animo della sua "vittima" poiché, appunto, la rigidità delle proprie regole e dei propri giudizi, costringono la vittima a subire la punizione per una "colpa" ritenuta tale e che non può essere cancellata.  Ed è lì la patologia: la percezione che la presunta colpa attribuita alla vittima non possa mai estinguersi. In quel caso chi giudica diventa carnefice incapace di distinguere la linea di confine tra un giudizio e una persecuzione, a maggior ragione se il Saturnino patologico trova, ogni volta, ragioni per accusare la sua vittima. In questo modo crea un doppio legame per cui non può fare a meno della sua vittima per dare libero sfogo alle sue intolleranze, (a questio punto divenuta di vitale importanza per manifestare sé stesso) costringendo, al contempo, la vittima a subire una sofferenza perenne, vissuta come ingiustificata, esagerata, appunto maniacale.

Il Saturnino patologico vuol dare la colpa a qualcuno per qualsiasi cosa egli reputi intollerabile è giacché la tolleranza è bassa di default, allora sarà eccessivamente severo e cercherà qualsiasi pretesto per dubitare e per incolpare la sua vittima anche quando essa espressamente desidera non essere infastidita e non fa nulla di oggettivamente grave o punibile. E nel caso fosse punibile, è il Saturnino patologico stesso che vuole infliggere la punizione, appunto mostrando la sua intolleranza, la sua mancanza di elasticità, il suo dissenso, che spesso e volentieri sono espressi con durezza, disprezzo. La vittima è percepita come un "insetto" da schiacciare, demolire, punire. 

Non necessariamente impone il suo punto di vista o vorrebbe zittire il suo interlocutore. Ma giudica, sentenzia e punisce svalutando. Non tollera chiunque compia una deviazione dai suoi standard assai rigidi, spesso mascherati da un falso senso dell'etica e della morale. Infatti, la vera morale e la vera etica la troviamo nella tolleranza, nel rispetto del prossimo e non nel desiderio di individuare una colpa da infliggere a tutti i costi, anche per i motivi più assurdi, ma che per il patologico sono seri e imperdonabili.  

Il senso di colpa del Saturnino, quando patologico e investita su di sé, invece porta alla depressione, alla svalutazione di sé, ma sempre in funzione di un confronto intollerabile con gli altri, percepiti come accusatori o migliori. In questo caso la percezione è opposta alla precedente: l'estrema ipercriticità e sottovalutazione di sé possono portare alla vera e propria svalutazione; a vivere come una croce enorme ogni piccolo errore commesso o qualsiasi cosa percepita come tale.
 Giacché il Super-Io rappresenta il nostro genitore interiore, notiamo che nel Saturnino patologico si ripropone il rapporto con la figura paterna (o con le altre figure di attaccamento), vissuta, evidentemente come castrante e giudicante. Nella mente del bambino, tale condizione è chiaro che porta a numerosi epiloghi non necessariamente correlati al desiderio di comportarsi, a sua volta, come fece il padre. Ma questo è probabilmente vero nel caso del Saturnino patologico. Infatti il soggetto adulto percepirebbe come ingiusti e punibili tutti i comportamenti che deviano da una certa soglia, quasi come per punire il padre che un tempo fu percepito come ingiusto. Il senso di rivalsa nei confronti di un passato avverso può risolversi nei due opposti: o svalutando sé stessi o svalutando il prossimo. 

 In ogni caso, è l'insistenza e la forza energetica, come detto prima, a fare la distinzione tra un quadro patologico e uno sano. Lo stesso principio è applicabile non solo al Saturnino, ma anche a qualsiasi altro soggetto rappresentato dalla sua dominante planetaria.   

Questo qui è il grafico di Hitler. La dominante è Saturno perché congiunto al MC, ma anche Urano. Entrambi sono lesi. 

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Che questo post possa essere d'aiuto per una felice autocritica e per abbandonare l'odio e il risentimento.

06 maggio 2018

Preoccupati della tua coscienza e non della tua reputazione


Un anonimo ieri mi ha scritto questo messaggio bellissimo:

Un carabiniere nota un serpente che sta morendo bruciato e decide di toglierlo dal fuoco.

Appena lo fa il serpente lo morde.

Per la reazione del dolore, il carabiniere lo libera e l'animale cade di nuovo nel fuoco.

Il carabiniere cerca di tirarlo fuori di nuovo e di nuovo il serpente lo morde.

Qualcuno che stava osservando si avvicinò all'uomo e disse:
- Mi scusi, ma lei è testardo! Non capisce che tutte le volte che prova a tirarlo fuori dal fuoco va a finire che lo morde nuovamente?
Il carabiniere rispose:

- La natura del serpente è mordere, e questo non cambierà la mia, che è aiutare.

Quindi, con l'aiuto di un pezzo di ferro, il carabiniere tira fuori il serpente dal fuoco salvandogli la vita.

Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa del male.
Non perdere la tua essenza, prendi solo precauzioni.

Alcuni perseguono la felicità, altri la creano.

Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione.

Perché la tua coscienza è ciò che sei, e la tua reputazione è ciò che pensano gli altri di te.

E quello che pensano gli altri, non è un problema tuo. E' un problema loro.

NEVER GIVE UP SEMPRE!
Grandissimo Alrami!


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Mi piacerebbe che questo anonimo si firmasse con nome e cognome perché ha scritto una cosa talmente bella che merita una lode pubblica. E l'umiltà di rimanere nell'anonimato non può che farmi pensare quanta nobiltà d'animo sia contenuta nel suo cuore.

Io ho provato in tutti i modi a spiegare ai "serpenti" come non essere più serpenti, come chiudere definitivamente le discussioni, anche tendendo la mia mano. Ma la natura del serpente è di mordere... Cosa fare? Come consiglia il messaggio dell'anonimo occorre prendere precauzioni. Evitare, stare allalarga, il più distanti possibile dai serpenti.  Ma in futuro scriverò molto su come difendersi dal bullismo sul web.

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Terminerei questo post con un video realizzato l'altro giorno. 
4 consigli per vivere più sereni. 

 

04 maggio 2018

I maniaci sul web

Tanti anni fa cominciai a studiare l'astrologia per conoscere il mio futuro per capire se avrei sofferto ancora. Nella mia infanzia, infatti, sono stato vittima di violenze fisiche e psicologiche. Mi interessava sapere soprattutto se dal mio tema di nascita venisse fuori questa cosa. 

Capire cosa scatta nella mente di un maniaco o di chi fa violenza fisica o psicologica è stato uno uno dei motivi per cui, invece, ho deciso di laurearmi in psicologia alla triennale.

Siccome nella vita si ripetono certe dinamiche, durante il corso della mia frequentazione del web sono incappato in maniaci e in altri individui che mi han fatto violenza psicologica per esempio ossessionandomi con accuse, o con messaggi anonimi, o con offese, o con la pressante insistenza. Del tutto legittimo esprimere il proprio giudizio e il proprio parere, ma sino a un certo limite che non deve essere superato.

Quando la percezione soggettiva di non fare del male gravissimo viene disillusa dalla percezione della vittima che appunto lo rende noto, lì subentra un reato punibile anche penalmente,a maggior ragione se poi la volontà di far del male è invece evidente. 

A prescindere da ciò che io posso aver fatto o detto, la violenza non è mai giustificata e nemmeno le ossessioni; poiché violenza genera altra violenza, soprattutto quando si è mossi dalla disperazione.  

Ognuno di noi, per sfuggire a tali persecuzioni, infatti, adotta le strategie che meglio crede; e sono tanto più importanti quanto più la percezione dell'offesa è grande. 

Anche dal punto di vista psicologico mi sono fatto un'idea ormai abbastanza completa del fenomeno e perciò ho deciso di scrivere un libro che parli anche della violenza sul web, alla luce delle mie conoscenze psicologiche e astrologiche. 

Il maniaco non si rende conto di esagerare e giustifica sempre le sue azioni ritenedo legittimo ogni intervento. Troverà sempre una ragione per giustificare le sue ossessioni e negherà di essere ossessionato. 

Io sono dell'idea che tutti possiamo sbagliare perché nessuno è perfetto; tutti possiamo perdere le staffe; ma l'importante è rendersi conto che non si può vivere una vita nell'odio. Però si può reagire alla violenza in maniera intelligente:

Prima di tutto non fatevi mai togliere il sorriso da nessuno.
Io farò di queste violenze il mio cavallo di battaglia per aiutare chi come me ha sofferto per gli abusi subiti. E lo farò con questo mio libro che approfondisce il tema sia dal punto di vista psicologico e sia dal punto di vista astrologico.

Quando non c'è ascolto alla parola "basta", noi possiamo difenderci denunciando gli abusi. 
La mia denuncia è contenuta in questo libro che verrà pubblicato da un'importante casa editrice italiana. 

Chiunque senta la necessità di sfogarsi raccontandomi la propria storia di abusi, troverà in me la massima empatia perché so cosa significa, ma ho avuto la forza di non farmi schiacciare. Anzi!