DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

giovedì 26 marzo 2015

L'astrologia e la psicologia della comunicazione. 2^ parte.

Pensieri estemporanei sugli studi della psicologia della comunicazione. 

Prima del processo della comunicazione abbiamo una fase motivazionale legata al coinvolgimento verso una data tematica. Questo può essere duraturo o situazionale e generalmente ha rilevanza personale quando questo stimolo in qualche modo va a risvegliare e coinvolgere quelli che sono i modelli del sé che come ho spiegato ieri si fondano sulla propria esperienza. 
Questi modelli a loro volta si basano sui nostri valori (da non confondere coi principi che sono invece stabili e su cui si fonda il sistema di giudizio.

Analizziamoli.

1) Abbiamo valori strumentali che si riferiscono a modi per raggiungere un obiettivo; 
2) terminali quelli che invece riguardano i modi per raggiungere uno stato psicologico.

Flosh fa una distinzione in pratici, utopici, critici e ludici.
I valori ci spingono al raggiungimento di un obiettivo che rappresenta sempre il fatto di individuare il problema che automaticamente deve confrontarsi con quella situazione ideale espressa proprio dal nostro valore. Quando vi è insoddisfazione allora significa che esiste una frizione tra il proprio stato attuale e quello ideale. Molto di frequente le pubblicità mettono in atto dei piani strategici per evidenziare un problema che prima di allora non era considerato dal soggetto. L'individuazione del probelma conduce automaticamente al raggiungimento di uno stato ideale, ovviamente se il soggetto risponde in maniera cognitiva e in maniera emotiva, in maniera significativa, al valore espresso dal problema. 
L'insoddisfazione dunque è data da qualcosa che manca e quindi da un vuoto che bisogna colmare. Non escludo che l'energia libidica relativa al Sole nelle Case possa rappresentare il bisogno di colmare un vuoto, proprio espresso dal settore. Come scritto nel post precedente è necessario approfondire questo discorso in una seconda fase e quindi rimaniamo a livello di ipotesi e di nozionismi. Per approfondire comunque vi rimando alla lettura di altri articoli in cui ho affrontato questa tematica.

I bisogni in effetti sono delle forze interne e già in passato ne ho parlato ampiamente quando disquisivo sul valore psicologico delle Case astrologiche. Questi bisogni creano una tensione e l'obiettivo del soggetto è raggiungere un qualche tipo di equilibrio. Non è detto che questa ricerca sia cosciente ed è molto facile che il soggetto sia spinto da meccanismi euristici durante questo processo. 

Maslow afferma che esistono dei bisogni prioritari e solo dopo aver soddisfatto questi è possibile appagare anche i secondi. Lui fa la categorizzazione in bisogni fisiologici, bisogni di sicurezza,  bisogni sociali  di stima, bisogni  di auto-realizzazione e crescita. Si potrebbe tentare un parallelismo tra questi e le Case astrologiche, ma rimando ciò a un lavoro successivo giacché c'è prima di tutto da convenire se questa categorizzazione può essere esaustiva. 
Infatti Arcuri fa un ulteriore distinzione: 
1) il bisogno ego-difensivo  che serve a nascondere aspetti negativi di sé, a negare ciò che non vogliamo accettare;
2) conoscitivo per il giudizio e la classificazione; 
3) di norma per i riferimenti normativi;
4) di adattamento sociale per integrarsi e condividere.
Secondo Wicks i bisogni sono funzionali, pratici, espressivi, emotivi, estetici.

Sono dunque i bisogni il motore che ci spinge ad accettare un testo e quindi a essere disponibili alla comunicazione. Pertanto, la posizione stessa di Mercurio che rappresenta la comunicazione in senso lato, non ha alcun senso se prima non prendiamo in considerazione il bisogno da cui scaturisce poi la necessità di comunicare. Per questo ho sempre affermato che ogni posizione astrologica, ogni pianeta deve essere sempre ricondotto alla posizione del Sole nelle Case (metodo Placidus). Solo seguendo questa direttiva è possibile, a mio parere, affrontare una lettura del TN senza dover necessariamente sconfinare nell'utilizzo di elementi astrologici accessori come Chirone o la Luna Nera che, sempre a mio modesto parere, possono solo confondere e allontanare il soggetto da una interpretazione corretta.

Altro fattore degno di considerazione è l'intelligenza. È naturalmente per mezzo di essa che possiamo realizzare i nostri bisogni. Infatti l'intelligenza consiste nell'abilità di conoscere fatti e il funzionamento delle cose in funzione di un adattamento. Popper stesso (e l'ho citato più volte su questo sito) diceva che tutta la vita è risolvere problemi e questo dipende proprio dal fatto che l'uomo tende al raggiungimento di una condizione ideale, quella a cui alludevo parlando dei bisogni. 
Quindi intelligenza è la velocità di apprendimento ma anche la velocità di adattamento alle circostanze; è la capacità di elaborare il maggior numero di variabili di una determinata situazione. Ovviamente esistono delle scorciatoie del pensiero che spingono il soggetto alla generalizzazione e quindi ad affrontare la valutazione di fatti, persone, situazioni, in maniera sintetica e superficiale (basti pensare a chi generalizza sulle donne o sugli uomini affermando che sono tutti uguali). 
L'intelligenza non è solo cognitiva ma è anche emotiva e riguarda la creatività e l'intuito basandosi su quella parte destra del cervello adibita per tale scopo.

L'intelligenza dipende anche dall'opportunità a elaborare quindi dal contesto, dall'ambiente. Mercurio è il fattore astrologico legato all'intelligenza anche se io penso che riguardi più il modo in cui raccogliamo il materiale e il tipo di materiale da cui siamo attratti. Anche in questo caso sarà necessario approfondire il discorso in articoli successivi, scritti che saranno molto più elaborativi e in cui cercherò di tracciare delle conclusioni più ponderate. 

Il tempo incide sull'elaborazione; infatti la pressione del tempo ci mette nelle condizioni di elaborare solo le cose negative. Inoltre anche il fattore distrazione incide sull'elaborazione dell'informazione e la quantità stessa di informazioni (troppa o poca informazione) può aumentare la possibilità di bias e quindi la possibilità di memorizzare e ricordare.

Durante la fase iniziale del processo di comunicazione abbiamo l'esposizione allo stimolo, contatto fisico o sensoriale col messaggio, con l'oggetto di studio, con l'immagine pubblicitaria o con qualsiasi altra cosa sia oggetto della nostra attenzione.
Qui subentrano fattori soggettivi come il fatto che sia il soggetto stesso ad esporsi alla fonte ma possiamo considerare pure l'esposizione accidentale per mezzo della cartellonistica pubblicitaria o dei passaggi pubblicitari in TV (nel caso ovviamente si parli di questa, ma possiamo prendere in considerazione qualsiasi altro stimolo non pubblicitario per fare questo discorso).

L'esposizione è oggettiva quando vi è una pianificazione degli spazi pubblicitari da parte del mittente. Miller afferma che la nostra attenzione può essere focalizza su "blocchi" o riducendo l'informazione a questi. Lui chiama Chunk i blocchi di informazioni a cui noi facciamo riferimento per la memorizzazione: per esempio, quando si parla di memorizzare un numero di telefono dividiamo il numero stesso in gruppi, appunto in Chunk.

Abbiamo i processi pre-attentivi quando lo stimolo non ha ancora raggiunto la coscienza; tuttavia il cervello  prende tutto quello che passa dagli organi di senso sopratutto dalla vista. A quel punto l'attenzione si dirige lì dove lo stimolo visivo è saliente, cioè in qualche modo attrae la curiosità del soggetto. 
Gli stimoli rilevanti sono dati da immagini che stimolano i nostri bisogni; ma catturano la nostra attenzione anche quelli sorprendenti, quelli piacevoli. La nostra attenzione ovviamente è colpita anche dal volume e dagli oggetti in movimento; quindi la pubblicità e la comunicazione in generale deve basarsi su questi presupposti minimi, altrimenti il destinatario dell'informazione finisce per distrarsi o per tralasciare lo stimolo.  È naturale comprendere come all'interno dei supermarket ogni prodotto sia caratterizzato da un colore che in qualche modo possa catturare l'attenzione. Comunque la vista rimane l'organo più importante (gli altri organi di senso lo diventano per i ciechi ovviamente). 

La terza dimensione è un effetto che non riguarda la vista, ma è prodotta direttamente dal cervello. Molto interessante il processo di elaborazione da parte di quest'ultimo. 
Abbiamo un primo stadio in cui il soggetto identifica contorni, linee, macchie, poi nel secondo stadio il cervello, appunto attraverso la visione binoculare crea la percezione della profondità e unifica i campi precedenti. Nel terzo passaggio abbiamo la classificazione dell'immagine in base a un catalogo mentale: avviene un confronto tra l'oggetto e l'immagine contenuta in memoria, avviene il riconoscimento che spesso è legato anche ad altri processi, come quelli emotivi: non è difficile che rievocare alla memoria un oggetto che attivi contemporaneamente circuiti cerebrali paralleli e adiacenti a quelli relativi a questo stimolo, e che riguardano fatti collegati appunto a quell'immagine. Ne ho parlato esaurientemente nei miei articoli di psicobiologia. 
In ultimo abbiamo la descrizione semantica dell'oggetto, ossia quel che significa e la parola che usiamo per descriverla. Allo stesso modo della percezione visiva, nella comunicazione avviene una elaborazione che possiamo definire script e che consiste in questa schematizzazione che finisce per divenire automatizzata.

Come detto prima, anche gli stimoli uditivi, olfattivi, tattili, legati al gusto hanno una componente importante nel processo di elaborazione e comprensione del mondo. Per esempio con l'udito si mette in evidenza il famoso effetto "cocktail party" che consiste nel scegliere un canale preferenziale a cui dare attenzione, quando abbiamo una moltitudine di stimoli uditivi. Il cervello riesce a codificare sino a tre canali, ognuno dato da una delle due orecchie e il terzo da entrambe. 
Nella pubblicità diviene molto importante il volume che stimola l'attenzione mentre il ritmo è importante perché influisce sul comportamento: quello accelerato ovviamente è assai differente da uno più lento che esercita un effetto calmante sull'individuo. Il tatto assume valore notevole in quanto mette in risalto il concetto di possesso; mentre l'olfatto e il gusto sono più ricollegabili a ricordi di tipo affettivo. 

Ancora sul discorso della vista nel processo della comunicazione e del processo pre-attentivo, possiamo aggiungere questo: giacché il nostro cervello è strutturato in funzione delle diversità e delle similitudini tra oggetti (anche e sopratutto attraverso il pensiero analogico di cui ho parlato infinite volte- rimando alla lettura dei miei numerosissimi articoli-) allora compie una massimizzazione della somiglianza di alcuni prodotti (o immagini) comparandoli con uno che è considerato il prototipo della categoria stessa. Questo mette in evidenza il processo di simbolizzazione innato e come questo in qualche modo ci riconduca alla questione degli archetipi (le inferenze sono sottintese, ma chi mi segue da tempo e ha letto i miei numerosi articoli, non dovrebbe esserci problema a seguire il discorso); infatti come prototipo di una categoria possiamo prendere in considerazione anche elementi più astratti. 
La categorizzazione avviene su diversi livelli:

il primo si riferisce a quello super-ordinato in cui sono colte le caratteristiche generiche dell'oggetto (per esempio se è una bevanda). Il secondo invece è di base e si riferisce alla specificazione (se la bevanda è alcolica o analcolica) e il terzo è detto subordinato e si riferisce a un'ulteriore categorizzazione (se la bevanda alcolica è per esempio a bassa o alta gradazione, e se la bevanda analcolica è con zucchero o dietetica).  

il modello "AMO" della comunicazione, parte da questi presupposti di categorizzazione per affrontare il tema dell'abilità, della motivazione dell'opportunità di elaborare un testo. Questo modello mette in evidenza, che a una categorizzazione base del testo corrisponde una discreta dose di attenzione e di motivazione. L'interpretazione avviene in modo rozzo e col minimo sforzo. Con un buon livello di attenzione abbiamo la possibilità di collegare per esempio la marca alla colonna sonora dello spot. Insomma, siamo capaci di riconoscere elementi che per noi hanno carattere saliente. In una fase ulteriore di attenzione e di motivazione siamo capaci di cogliere un legame tra la marca e e la nostra immagine del sé; quindi vi è un processo di identificazione basato su un'esperienza emotiva. L'ultimo stadio è rappresentato da un processo costruttivo in cui il soggetto immagina uno scenario in cui vede se stesso in relazione all'ambiente con il nuovo prodotto (o il sapere acquisito). 

29 commenti:

K. ha detto...

Complimenti per gli articoli Al, veramente interessanti.

Volevo chiederti: che ne pensi di Stephen Arroyo? Io lo trovo decisamente meglio di Rudhyar (meno prolisso, più sintetico e diretto, paradossalmente più "pratico") nonostante sia un suo allievo molto stretto.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Grazie K.
Di Arroyo non ho nulla. La mia bibliografia è ricchissima, ma di questo autore non conosco nulla. Piuttosto prova a suggerirmi il testo che ti ha convinto maggiormente e mi riprometto di studiarlo (non appena ne avrò la possibilità dato che sono saturo di cose da studiare).

Anonimo ha detto...

Si era come pensavo..quando metti caso siamo a giugno e il sole si trova più alto nel cielo in realtà e tutto lo zodiaco che si è spostato..quindi un pianeta in cancro di dicembre non è alla stessa altezza di un sole in cancro di luglio..ora senza ipotesi fantascientifiche e logico supporre che il sole sia l'unico pianeta a incarnare totalmente le simbologie di un segno..cosa ne pensate?tu k sei gemelli..dovresti saperne di scienza base!
Ciao!
F

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Io penso che questo ragionamento non sia utile all'astrologo perché l'altezza del Sole dipende dalla latitudine nord/sud in cui ci si trova in un dato istante. A meno che non si vuole accettare l'ipotesi che a sud dell'equatore i segni zodiacali si invertano (cosa per me assolutamente sbagliata).

K. ha detto...

Allora, ti consiglio "Interpretazione del Tema Natale". Sicuramente molto basilare e sintetico, ma adatto per farti un'idea sul pensiero dell'autore.

Poi ti segnalo anche il testo "Astrologia, Karma e Trasformazione": anche se non credi nel Karma, è comunque un testo molto bello dove ci sono diversi riferimenti ad altri argomenti che esulano dal discorso "reincarnazione" (anzi, potrei dire che l'argomento Karma è trattato molto più marginalmente di ciò che pensavo). Un capitolo interessante è dedicato alla dinamica degli aspetti. Arroyo fa un paragone tra la forza dei campi elettromagnetici e i rapporti tra pianeti (dove dice che per esempio i multipli di 45° indicano la massima tensione elettrica, mentre i multipli di 60° rappresentano la linea di minor resistenza, da qui si evince che l'opposizione è un aspetto ambiguo dato che 180° è sia multiplo di 45° che di 60°, tanto per farti un esempio).

Diciamo che quella di Arroyo è un'astrologia "borderline": il giusto compromesso tra gli aspetti trascendenti e mistici e quelli pratici. Pur non essendo il mio punto di riferimento, è sicuramente mille volte meglio di Rudhyar.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Sì, per me Rudhyar è illeggibile. Proprio non ce la faccio considerando che vado alla ricerca di scienza e praticità. Arroyo lo prenderò in considerazione grazie a quell'esempio che hai citato. Grazie.

K. ha detto...

Di niente Al, figurati, è sempre un piacere.

K. ha detto...

F.: di astronomia so molto poco. E comunque confermo ciò che dice Al Rami: ai fini pratici queste considerazioni non servono a niente.

Me ne intendo di algebra, trigonometria, matematica ecc., sicuramente. Ma per quanto riguarda ciò che ti serve non posso esserti utile. Non è detto che essendo Gemelli sia necessariamente un erudito pozzo di scienza. :)

(non so se ho già inviato questo commento, perché ogni tanto il pc si incanta).

Anonimo ha detto...

Si ma è innegabile che a ogni latitudine la si voglia vedere il sole e l'unico astro che mantiene una posizione fissa in cielo..
F

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

!Eppur si muove" cioè compie quel percorso apparente da est a ovest. Altrettanto le stelle fisse: hanno un sorgere, un culminare e un tramonto esattamente come il Sole. Tuttavia il Sole risulta essere il punto di riferimento per l'astrologia. Infatti sia la costruzione dei segni che delle case dipende dal moto di rotazione e rivoluzione della Terra, attorno al Sole. Ho spiegato però che non è il Sole a infondere le caratteristiche ai segni, ma la porzione di spazio in cui si trova la Terra rispetto al Sole stesso.

Anonimo ha detto...

Ma quindi in astrologia non ha nessuna importanza dove si trovi la regione detta dello zodiaco rispetto all osservatore?
F

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

No. Il motivo è semplice: l'asse di inclinazione della terra fa in modo che i raggi del sole siano perpendicolari solo ai tropici. Per questo solo una fascia della terra vede il sole spostarsi da sopra a sotto. Ma la terra comprende anche i poli. Questi dove li mettiamo? Quindi, l'asse di inclinazione dei raggi non c'entra nulla nella definizione del segno poiché è tutta la terra a essere riscaldata dal sole e non solo un punto. L'inclinazione ha solo a che fare con le stagioni.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Censurato un post.

K. ha detto...

Che è successo Al? Contenuti offensivi?

Anonimo ha detto...

Quanta ignoranza.

Un pianeta in cancro a dicembre è circa alla stessa altezza del sole a luglio.

Dici di studiare astrologia da 15-20 anni, ma non conosci nemmeno i rudimenti della materia.


Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

L'anonimo non si firma. Come mai? Se è vero che sono ignorante non dovrebbe avere problemi a firmarsi. Evidentemente non è convinto di ciò che dice oppure ha qualcosa da nascondere. In ogni caso l'ignorante sei tu dato che non hai capito in che modo si parla di altezza del Sole! Parliamo di altezza in rapporto a quanto i raggi sono perpendicolari a un punto, in funzione delle stagioni. Se la Terra è inclinata è naturale che i raggi del sole non raggiungeranno parallelamente l'altezza dell'equatore ma uno dei tropici se parliamo di solstizi.

Anonimo ha detto...

La prima bestialità la scritta F, nel messaggio n.3, però con lui non me la prendo, perché non dice di fare l'astrologo da 20 anni, e ammette implicitamente la propria ignoranza chiedendo chiarimenti a K.

F dice che, secondo lui, un pianeta in cancro a dicembre non si troverebbe alla stessa altezza del sole in cancro.

Ciò che dice va un po' interpretato. Qualsiasi pianeta, come anche il sole e la luna, sorge, culmina e tramonta nel corso di una giornata, per cui la sua altezza varia di minuto in minuto.

Dobbiamo quindi intendere che F volesse dire che quando un pianeta culmina, ossia quando transita sul meridiano di una certa località, raggiunge una altezza diversa a dicembre, rispetto alla altezza che raggiunge il sole quando si trova allo stesso grado e segno.

Ora questo può anche essere vero, perché i pianeti a differenza del sole non sono quasi mai perfettamente sull'eclittica, per cui se il pianeta è a nord dell'eclittica culminerà ad una altezza leggermente maggiore rispetto al sole, mentre se si trova a sud dell'eclittica culminerà ad una altezza leggermente inferiore.

Ma questo non ha nulla a che vedere con il mese dell'anno, non importa se si è a dicembre o a luglio, un grado zodiacale per una data località culmina alla stessa altezza in qualsiasi giorno dell'anno.

Tu dici che la tua astrologia è basata sull'osservazione, ma il fatto che tu non abbia corretto F, dimostra che non hai mai osservato nulla. Queste cose si vedono! Ad esempio oggi la Luna è nel segno del cancro e questo significa che raggiungerà una altezza molto maggiore di quella che raggiungerà tra un paio di settimane quando si troverà in capricorno.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Continui a non firmarti e questo è tutto dire. Dici: "la prima bestialità la scritta F." Ti sei dimenticato l' "H" e l'apostrofo e quindi hai commesso un gravissimo errore grammaticale che può essere giudicato anch'esso una bestialità. Questo non c'entra con l'oggetto in questione perché le competenze linguistiche non hanno nulla a che fare con le competenze astrologiche. Tuttavia ho ritenuto rendertelo noto. Come hai detto prima il commento di F. andava interpretato. Tu lo hai letto in un modo e io in un altro. Chiarito il mistero cade l'accusa di bestialità e di bestiale rimane solo l'errore grammaticale.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Inoltre, così come le competenze linguistiche non hanno nulla a che fare con l'astrologia, la conoscenza del fenomeno astronomico non influisce sul grado di affidabilità di una lettura del TN o dei transiti. Quindi cade anche il tentativo di far apparire incompetente chi per te (e solo per te) manca di qualche nozione. Insomma, questa tua osservazione non serve a nulla e mette solo in mostra il tentativo di screditare. Cosa non ti piace della mia astrologia? perché è questo credo il motivo per cui usi un pretesto qualsiasi per attaccarmi. Parliamone così eventualmente cercherò di risolvere il tuo problema psicologico.

Anonimo ha detto...

Al..ti sei messo marte in undicesima casa..cosa ti aspettavi??hahaha
F

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Da qualche parte andava pur messo caro F. Come vedi il potere della ragione trionfa sempre, ed è un bene quel Marte poiché chi mi attacca poi fugge a gambe levate o non ha nemmeno il coraggio di firmarsi con nome e cognome :D

K. ha detto...

Al, sbaglio o ti sei messo pure l'ascendente in 6^ di Rivoluzione? o.o

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Caro K. per quale motivo avrei dovuto fare una cosa così stupida? Il mio ascendente è in VII.

Anonimo ha detto...


Si era come pensavo..quando metti caso siamo a giugno e il sole si trova più alto nel cielo in realtà e tutto lo zodiaco che si è spostato..quindi un pianeta in cancro di dicembre non è alla stessa altezza di un sole in cancro di luglio..ora senza ipotesi fantascientifiche e logico supporre che il sole sia l'unico pianeta a incarnare totalmente le simbologie di un segno..cosa ne pensate?tu k sei gemelli..dovresti saperne di scienza base!
Ciao!
F


Questo era il messaggio incriminato.

Cosa fa F?

F dice qualcosa di errato dal punto di vista astronomico, e su questo errore elabora una sua teoria astrologica.

Quindi non è vero che una conoscenza astronomica non influisce sulla pratica astrologica, influisce eccome.

Sapere che non è vero che un pianeta in Cancro a dicembre si trova ad una altezza diversa da quella in cui si trova il Sole a luglio permetterebbe a F di evitare di dire che il Sole è l'unico pianeta ad incarnare totalmente le simbologie di un segno.

Ma che vorrà poi dire?

E comunque si può ragionare di qualcosa partendo da delle premesse errate?

Basando su queste premesse errate la ragionevolezza di una congettura astrologica?

Non sarebbe il caso di sgombrare il campo da questi errori prima di mettersi ad astrologare?

Tu non lo ritieni necessario?

Pensi di poter operare i pazienti senza aver studiato prima l'anatomia?

E' già tu sei un abile chirurgo ma che ti frega di sapere dove sta la milza?

E' questa superficialità che non mi piace della tua astrologia, che produce dei risultati di bassa lega.

Non ti interessa veramente capire, ma solo di millantare delle conoscenze che non hai.

In tutti questi anni in cui bene o male ti interessi di astrologia avresti potuto apprendere qualcosa, ma hai perso l'occasione. Preferisci l'astrologia dell'ignoranza, delle parole altisonanti da finto pseudo intellettualoide, ma priva di contenuto.

La tua astrologia è falsa, non fai altro che incutere delle paure infondate nelle persone, o nell'alimentare delle altrettanto false speranze.

Non c'è nulla che dimostri che sei mai stato utile a qualche tuo consultante. Ma ancora non ti sei stancato di sostenere questa messinscena? E per che cosa poi?

Sei tu stesso vittima delle tue false dottrine, un drogato che per drogarsi ha bisogno di spacciare.

A cosa ti porterà tutto questo?

K. ha detto...

Pardon, ho sbagliato a leggere. No, infatti, mi sembrava strano.

K. ha detto...

Siccome ero molto di fretta ho letto l'ascendente di nascita al posto di quello di Rivoluzione. Errore grave, ma quando si fanno 30 cose allo stesso tempo è normale sbagliare.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Continui a non firmarti e questo è davvero divertente perché solo in questo modo puoi scrivere quel che pensi davvero, senza il timore di esser giudicato. Il tuo lungo commento mi ha annoiato molto perché eccessivamente tortuoso: e privo di logica. Io penso piuttosto che tu abbia goduto nel cercare di formulare un pensiero rigoroso, ma hai fallito miseramente. Si tratta di un tentativo davvero maldestro. Ora ti spiego dove stanno tutti i tuoi gravissimi errori di ragionamento.

Dici: "Sapere che non è vero che un pianeta in Cancro a dicembre si trova ad una altezza diversa da quella in cui si trova il Sole a luglio permetterebbe a F di evitare di dire che il Sole è l'unico pianeta ad incarnare totalmente le simbologie di un segno."

Bene. Ma in pratica che ce ne importa? Sapere o non sapere questo di certo non influisce sull'interpretazione di un TN. Ecco, ti manca quel passaggio utile a capire che le premesse da cui si parte non sono di tipo concettuale, ma di tipo pratico, dall'osservazione empirica. Tutto il resto è un contorno che serve solo a giustificare ciò che si osserva. Questo, e penso di aver capito chi sei, non lo comprenderai mai perché la tua astrologia è solo un insieme di nozionismi che guidano la pratica e non il contrario. Per tale motivo non potrai mai capire nulla né di previsione né di interpretazione del TN. Se ti manca questa nozione importante, ossia che deve essere l'osservazione a condurre alla teorizzazione non il contrario, cosa diavolo puoi criticare? Non puoi criticare certo la mia astrologia e la sua affidabilità se sei tu stesso a sbagliare completamente approccio!

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Infatti dici:

"E comunque si può ragionare di qualcosa partendo da delle premesse errate? Basando su queste premesse errate la ragionevolezza di una congettura astrologica?"

È questo il punto: chi ti dice che io parta da premesse errate? Le uniche premesse a cui faccio riferimento sono di tipo empirico. Diversamente da te che invece faccio affidamento su congetture, come se sapere che un Sole alto o Basso possa servire a determinare la caratteristiche stesse del segno stesso. Ma che cretineria è questa? Prima si vede quali sono le caratteristiche del segno tramite osservazione diretta, tramite il pensiero induttivo, e poi si cerca di dare una spiegazione associandola al fenomeno astronomico (deduzione). Solo in questo caso serve la conoscenza astronomica. Ma non averne, può in qualche modo influire sull'osservazione empirica? No. Infatti la conoscenza astronomica si basa sul fenomeno fisico e deduttivamente, tramite analogia si può passare al significato simbolico; ma quella è una pratica esoterica, non valida ai giorni nostri perché porta a presupporre che le proprie associazioni analogiche siano valide e che quindi si possa bypassare la pratica empirica.

Inoltre dai per scontato che io non abbia conoscenze astronomiche solo perché F. ha commesso un errore che io ho interpretato diversamente da come lo hai interpretato tu. Nonostante abbia spiegato che è solo una questione interpretativa tu hai ripetuto capricciosamente la tua tesi, senza accettare la spiegazione precedente. Pertanto il tuo ragionamento non potrà mai essere logico e razionale; più che altro è un tentativo di dire a tutti i costi le tue castronerie abissali che da un lato ti fanno nozionista rigoroso e dall'altro capra inaudita nell'interpretazione e nella pratica. Insomma, non ne hai azzeccata nemmeno una per sbaglio!

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Poi, ultima cosa che mi è venuta in mente adesso, tu affermi che non si può fare un ragionamento corretto partendo da premesse errate. Anche se ciò non è completamente valido per la regola logica del modus ponens, (la conclusione non necessariamente dipende dalle premesse), tu stesso parti da premesse che consideri l'unica strada possibile per fare bene l'astrologia, e puntualmente sono premesse sbagliate. E se le tue premesse sono scriteriate, è più probabile che le conclusioni siano errate. Se accetti l'idea che la componente astronomica è solo un nozionismo che non mi serve a guidare le mie interpretazioni e che parto da altre premesse, allora non ti puoi permettere di dire che le mie conclusioni sono sbagliate. Sarebbero sbagliate se le tue premesse fossero valide. E le tue premesse sono valide solo per te che sei un grande presuntuoso. Se invece accetti che nella ricerca astrologica si può procedere calcando altre strade forse ti risulterà più facile accettare anche la mia astrologia, che poi è quella che al momento mi consente previsioni e interpretazioni efficaci. Come puoi sminuire il mio operato? Sei forse un mio consultante? Sino ad ora nessuno si è mai lamentato. Cosa vorrà dire? Che i tuoi nozionismi non servono a nulla contro la mia esperienza. Dunque accetto che non ti piaccia il mio modo di fare astrologia come tu devi accettare che il tuo modo è per me assolutamente preistorico e inefficace oltre che privo di logica.