DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

mercoledì 27 agosto 2014

L'effetto Barnum in astrologia e lo studio dei volti


All'articolo dell'altro giorno, ne aggiungo uno nuovo, sempre sullo stesso argomento. Vediamo i punti fondamentali. 
Quando leggiamo un oroscopo è facile trovare una corrispondenza con quanto c'è scritto perché i concetti sono spesso vaghi e generici e per questo ognuno crederà di ritrovarsi nella descrizione. Questo è l'effetto Barnum. 
Possiamo estendere questo concetto a tutti i casi in cui ci si riconosce in un profilo psicologico/astrologico scritto in maniera molto generica o vaga.

Ricordo un aspirante astrologo che diceva di riscuotere gran successo con i suoi consultanti. Formulava le sue analisi in forma scritta e poi riceveva un feedback ovviamente positivo. In realtà non aveva tenuto conto che un'analisi scritta è ridicola perché il consultante interpreta i concetti a modo suo e spesso può travisare completamente il senso delle cose. Piuttosto l'analisi astrologica è di tipo costruttivista, ossia si esegue dialogando con il consultante a cui è possibile chiarire alcuni punti e chiedere spiegazioni sulla manifestazione di un dato elemento astrologico.

Il fatto di riconoscersi in un profilo scritto è assolutamente un effetto Barnum poiché le persone non hanno mai una reale consapevolezza delle proprie caratteristiche e pertanto si riconosceranno in qualsiasi cosa possa essere scritta, per esempio se si ha fiducia cieca nelle affermazioni dell'astrologo o se esso usa appunto frasi troppo generiche. 

Come è possibile stabilire l'esistenza di un effetto Barnum? Quando si esegue un contro test è possibile stabilire sino a che punto il soggetto ha visto in se stesso cose che non gli appartengono. Occorre naturalmente un interrogatorio atto a portare il soggetto in contraddizione. Se si contraddice allora vuol dire almeno due cose: 
1) che per esempio non ha compreso bene quel che ha letto o sentito;
2) che non sapendo nulla di se stesso, immaginava di essere fatto in un modo e invece non lo è. 

Anche quando si esegue una sperimentazione si può essere vittima di un effetto Barnum senza saperlo. Immaginiamo di avere in mente un'idea di come siano i tratti tipici di un volto Ariete. Se prendiamo cento o mille volti di soggetti appartenenti al segno dell'Ariete, allora sarà sin troppo facile trovare in ognuno un dettaglio che ricorda questo segno, ma non avremmo alcuna prova che quello che c'è in comune tra quei volti è un elemento "Ariete". Dunque potremmo essere vittima dell'effetto Barnum quando crediamo che le caratteristiche individuate sono quelle che realmente servono a definire un volto Ariete. Se però avessimo cento volti di soggetti appartenenti a soggetti diversi e dovessimo individuare chi è dell'Ariete, allora potremmo immediatamente verificare se le regole da noi utilizzate sono valide. 

Secondo il mio parere è intelligente stabilire un modello di riferimento con cui comparare tutti i volti. Questo modello di riferimento dovrebbe essere il "prototipo" dell'Ariete cioè un soggetto fortemente contrassegnato da questo segno: parliamo non solo del segno solare (zodiacale), ma anche della posizione di Marte, Mercurio, Venere, dell'ascendente, della Luna. Insomma, più abbiamo elementi astrologici nello stesso segno e più è facile che il volto possa descrivere le caratteristiche somatiche del segno. 

Se il volto è un insieme di valori astrologici è ovvio che spiccherà quello che emerge di più; e non sempre è il segno solare ad avere la meglio. Se fosse evidente sempre il segno solare allora riusciremmo a indovinare ogni volta di che segno è il soggetto osservato. 

Conoscere i tratti somatici tipici di un determinato segno zodiacale non significa essere in grado di riconoscerli analizzando i volti, perché i volti stessi sono l'insieme di tanti fattori astrologici. Se non fosse così, chiunque sarebbe in grado di stabilire con facilità il segno zodiacale di qualcuno, semplicemente osservando una fotografia. Molti si vantano di saperlo fare ma nessuno lo dimostra. Sono dell'idea che inoltre ogni segno zodiacale possa esprimersi attraverso molteplici tratti tipici e non solo con uno. Con ciò voglio dire che sotto lo stesso segno possiamo avere due o tre tipologie tipiche differenti. Per esempio il Pesci si riconosce tanto da occhi bellissimi e tanto da un evidente strabismo o miopia. Ma se ci concentriamo solo su questi dettagli possiamo incorrere in clamorosi errori di valutazione: le regole spesso possono variare a causa di altri fattori esterni all'astrologia stessa, come per esempio il patrimonio genetico. Come faccio ad affermare questo?

E' un'ipotesi ovviamente perché infondo, se non si definisce una caso "tipico" non si può stabilire in anticipo quanto il volto possa discostarsi dal modello originale e per quale motivo.

Qualcuno però ha definito delle regole per poter decifrare i volti per ogni segno zodiacale. Questo vuol dire che sarà possibile, a priori, applicarle per riconoscere il segno solare di un qualsiasi soggetto. Eppure non è facile: gli stessi tratti potrebbero persino appartenere al segno opposto o a un'altro. 
Questo è il volto del Sagittario Woody Allen. Quanto di questo volto è sagittario? Quanto invece è affine alla IV^ Casa dove lui ha il Sole? E quanto invece ha a che fare con la Vergine suo ascendente?
Questo qui è il mio volto e ho pressappoco gli stessi valori astrologi di Woody Allen: entrambi con il Sole in IV^, entrambi ascendente Vergine, entrambi Sagittario. Chi dei due è più Sagittario nel volto? E perché?
Jim Morrison, Sagittario. Esiste un tratto comune tra questo volto e i due precedenti? No.
Questo è Brad Pitt, Sagittario anche lui. Anche questo volto è molto diverso dagli altri. 
Questo invece è Papa Francesco in una posa in cui somiglia vagamente a Woody Allen. E' questo il vero volto Sagittario o è solo una delle due o tre tipologie?
Come detto più su' si potrebbe addirittura trovare un nesso comune, ma chi ci assicura che quello trovato è quello giusto? Per questo occorre l'esperienza e la pratica sul campo. Pertanto, occorre misurarsi nella sperimentazione delle regole individuate o lette da altri libri per la verifica su un campione altissimo: potremmo immediatamente verificare se le regole sono valide, se ciò che emerge è legato al segno solare o ad altri fattori astrologici. In caso contrario vuol dire che si è solo vittima di un effetto Barnum: si crede che le cose siano così e invece non lo sono affatto. 

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