09 marzo 2026

Astrologia evolutiva, retrogradazioni e banane.


Molti astrologi dicono che un pianeta in moto diretto e lo stesso pianeta in moto retrogrado parlino di due percorsi evolutivi diversi.

Ma il punto è questo: quando vai a leggere cosa dovresti “imparare”, “integrare”, “maturare” o “sviluppare”, alla fine ti stanno dicendo sempre la stessa identica cosa.

Cambiano le parole.
Cambia il modo di raccontarla.
Cambia il tono.
Ma la sostanza resta uguale.

In pratica, è come se uno ti dicesse:

  • “Devi imparare a esprimere meglio questa energia”

  • e un altro ti dicesse:

  • “Devi rielaborare interiormente questa energia prima di esprimerla”

Sembra diverso.
Ma alla fine stai sempre parlando della necessità di capire, gestire e manifestare meglio quella stessa funzione planetaria.

Quindi dov’è tutta questa grande differenza quando si parla di retrogradazioni? Il problema è che spesso si crea un’illusione linguistica.
Si usano parole come:

“più interiore”
“più karmico”
“più introspettivo”
“più complesso”
“più bloccato”
“più profondo”

e così si dà l’impressione che il pianeta retrogrado indichi un lavoro completamente diverso rispetto al pianeta diretto. Ma se poi andiamo al nocciolo, il messaggio finale è sempre questo:

devi evolvere quella funzione.
E per evolverla devi fare sempre le stesse cose:
capirla, gestirla, correggerla, maturarla, usarla meglio. Queste cose valgono sia se il pianeta è diretto sia se è retrogrado.

Facciamo esempi molto semplici.

Mercurio diretto
Ti dicono:
devi imparare a comunicare meglio, a pensare con chiarezza, a non essere superficiale, a esprimerti in modo più maturo.

Mercurio retrogrado
Ti dicono:
devi riflettere di più, rivedere il tuo modo di comunicare, approfondire i pensieri, non parlare in modo impulsivo, maturare mentalmente.

Ma stiamo scherzando?
È la stessa cosa detta con parole diverse.

In entrambi i casi il punto è:
devi migliorare il tuo modo di pensare e comunicare. Punto. 

Venere diretta
Ti dicono:
devi imparare ad amare meglio, a dare valore a te stesso, a vivere i sentimenti con più equilibrio, a non dipendere dagli altri.

Venere retrograda
Ti dicono:
devi rivedere il tuo modo di amare, guarire vecchie ferite affettive, comprendere il tuo valore, non cercare fuori ciò che devi costruire dentro.

Anche qui:
se togli il fumo delle parole, il succo è identico.

In entrambi i casi:
devi maturare affettivamente e imparare a vivere meglio il valore, l’amore e le relazioni.

Marte diretto
Ti dicono:
devi imparare a usare bene la forza, a gestire la rabbia, a essere più deciso senza essere distruttivo.

Marte retrogrado
Ti dicono:
devi interiorizzare la rabbia, comprendere i conflitti, rivedere il tuo modo di agire, imparare a usare meglio l’energia.

Di nuovo:
sempre lì siamo.
Gestire meglio forza, aggressività, volontà e azione.

Allora qual è il punto vero? Il punto vero è che molte interpretazioni del retrogrado non aggiungono una funzione diversa. Sono solo chiacchiere. 
Aggiungono solo un racconto diverso. Non spiegano una realtà nuova ma riformulano la stessa realtà con parole che sembrano più profonde. Semplice. 

Ed è proprio qui che molte persone si confondono.
Pensano:
“Ah, allora il diretto è una cosa e il retrogrado è tutta un’altra cosa”.

No. Non è affatto così.

Hai davanti la stessa identica richiesta evolutiva, solo vestita in due modi diversi:

  • nel diretto in forma più lineare

  • nel retrogrado in forma più psicologizzante o complicata

Ma il contenuto resta sempre lo stesso. 

È un po’ come dire:

  • devi imparare a guidare bene
    oppure

  • devi rivedere interiormente il tuo rapporto con la guida per imparare a condurre meglio il mezzo

Suona diverso.
Ma alla fine sempre lì vai a parare:
devi imparare a guidare bene.

Per questo bisogna stare attenti alle parole.
Perché le parole possono far sembrare diverse due cose che in realtà coincidono.

E allora la domanda giusta è:
cosa cambia davvero, in concreto, nella vita reale, tra un pianeta diretto e uno retrogrado, se poi il compito evolutivo descritto è lo stesso? 

Se la risposta è sempre:
“devi maturare quella funzione”,
allora non siamo davanti a due significati diversi.

Siamo davanti a due modi diversi di raccontare la stessa cosa. E questa non è una differenza reale, ma solo una differenza di linguaggio.

Perciò, quando senti dire che il pianeta diretto e quello retrogrado indicano due percorsi evolutivi differenti, fermati un attimo e guarda la sostanza, non il vestito. Perché nella maggior parte dei casi ti accorgerai che:

  • nel primo caso ti dicono di migliorare quella funzione

  • nel secondo caso ti dicono di rielaborare quella funzione per migliorarla

Cioè, in fondo, sempre di migliorare quella funzione si tratta. E il modo di farlo è sempre il medesimo: riflettere, riconsiderare, approfondire. 

E allora la verità è semplice:
non ci sono due significati diversi ma c'è solo lo stesso concetto ripetuto in modo più contorto, così da far credere che ci sia una profondità speciale dove invece c’è soltanto un cambio di parole. Il trucco sta tutto qui. E mi soprende che chi ne parla non se ne renda conto. 

Quando un pianeta è retrogrado, molti astrologi dicono:

“devi riflettere”
“devi rivedere”
“devi ripensare”
“devi interiorizzare”
“non hai ancora capito abbastanza”
“devi fare un lavoro più profondo”


 

Ma il problema è che queste non sono affatto cose specifiche del moto retrogrado. Sono le stesse identiche cose che si dicono ogni volta che si parla di crescita, maturazione o evoluzione, anche con un pianeta diretto, anche con un transito normale, anche con una qualunque difficoltà della vita.

Perché scusa, quando hai un transito di Saturno, che ti dicono?
Che devi maturare.
Che devi riflettere.
Che devi correggere gli errori.
Che devi diventare più responsabile.

Quando hai un transito di Plutone, che ti dicono?
Che devi andare in profondità.
Che devi trasformarti.
Che devi guardarti dentro.
Che devi lasciare morire una parte di te.

Quando hai un transito di Nettuno, che ti dicono?
Che devi capire meglio te stesso.
Che devi superare le illusioni.
Che devi ascoltarti.
Che devi fare chiarezza interiore.

Quando hai un transito di Urano, che ti dicono?
Che devi liberarti.
Che devi prendere coscienza.
Che devi cambiare schema mentale.
Che devi rivedere il tuo modo di vivere certe cose.

Ma allora di che parliamo? Di banane forse è meglio. 

Rivedere, riflettere, ripensare, interiorizzare, maturare, capire meglio: sono parole jolly.
Sono parole che si possono usare per tutto. Ed è proprio questo il punto: se il significato del pianeta retrogrado viene spiegato con frasi del tipo

  • “devi riflettere di più”

  • “devi rivedere quella funzione”

  • “devi interiorizzarla meglio”

  • “non l’hai ancora capita fino in fondo”

allora non ci stanno spiegando una condizione davvero diversa.
Ci stanno solo riproponendo il solito linguaggio generico dell’evoluzione personale. In altre parole:
il retrogrado viene spesso venduto come qualcosa di speciale, ma poi viene descritto con gli stessi verbi che si usano per qualsiasi lavoro su di sé. Ed è qui che bisogna aprire gli occhi. Perché se io ti dico che Mercurio retrogrado chiede “riflessione” e “ripensamento”, sembra una cosa profonda; ma la verità è che anche un normale percorso di crescita di Mercurio diretto richiede riflessione, ripensamento, autocorrezione e maturazione mentale. Se io ti dico che Venere retrograda chiede di “rivedere i valori e i sentimenti”, sembra una cosa particolare. Ma anche una normale lettura evolutiva di Venere diretta ti dirà che devi capire meglio cosa ami, cosa cerchi, quanto ti dai valore, come vivi i rapporti. Se io ti dico che Marte retrogrado chiede di “ripensare il proprio modo di agire”, sembra qualcosa di speciale. Ma anche con Marte diretto, se si parla di evoluzione, ti diranno comunque che devi imparare a gestire meglio rabbia, impulso, azione e desiderio. Quindi il punto vero è molto semplice: riflettere, rivedere, ripensare, maturare, interiorizzare non dimostra affatto che il retrogrado abbia un significato diverso, ma dimostra soltanto che si sta usando il linguaggio standard di qualsiasi discorso evolutivo.

 


È come prendere una cosa normale e rivestirla di parole che suonano più profonde. Un bluff. Ma se vai al nocciolo, il messaggio resta sempre quello:
devi lavorare su quella funzione.

E questo lo si dice per tutto.
Per i transiti.
Per gli aspetti difficili.
Per i pianeti diretti.
Per i pianeti retrogradi.
Per le crisi.
Per le relazioni.
Per la vita intera.

Perciò bisogna stare attenti a non confondere una vera differenza di significato con una semplice differenza di linguaggio.

Perché dire:

  • “devi esprimere meglio questa energia”
    oppure

  • “devi riflettere profondamente su questa energia prima di esprimerla”

non significa parlare di due cose diverse, ma significa solo complicare con più parole la stessa identica idea.

Molti astrologi parlano di coscienza, consapevolezza ed evoluzione senza applicare questi stessi principi al proprio linguaggio e al proprio metodo! Perché la prima forma di consapevolezza non è dire parole alte, ma è accorgersi di quello che si sta davvero dicendo. Se una persona usa formule diverse ma non si rende conto che il contenuto resta identico, allora non sta mostrando una coscienza superiore, ma al contrario, scarsa lucidità analitica.

In termini molto semplici:
scambia una differenza di parole per una differenza di concetti. E lo stesso fa il lettore a digiuno di astrologia e di logica. E questo è grave, soprattutto se quella persona si presenta come guida, insegnante, esperto di coscienza o interprete dell’evoluzione altrui. Ma quale evoluzione? Perché chi parla di coscienza dovrebbe saper riconoscere almeno tre cose elementari:

la prima: quando sta ripetendo lo stesso concetto in forma diversa
la seconda: quando il linguaggio sta creando un’illusione di profondità
la terza: quando sta confondendo il suono delle parole con la sostanza delle idee

Quindi c’è una contraddizione evidente: parlano di consapevolezza, ma non sono consapevoli del fatto che stanno dicendo la stessa cosa. Parlano di coscienza, ma non esercitano una coscienza critica sul proprio stesso discorso. E allora il problema non è solo astrologico. È anche intellettuale e intellettivo; perché qui non stiamo parlando di una sottigliezza difficile.
Non stiamo parlando di fisica quantistica. Stiamo parlando di una cosa elementare:
se il messaggio finale è sempre “devi maturare quella funzione”, “devi capirla meglio”, “devi rivederla”, “devi integrarla”, allora il concetto di fondo è lo stesso, anche se lo rivesti con parole più suggestive. Chi non riesce a vedere questo, allora cade in uno di questi errori:

1. È sedotto dal proprio linguaggio
Si innamora delle parole che usa e finisce per credere che, siccome suonano profonde, stia dicendo qualcosa di nuovo.

2. Non distingue forma e contenuto
Sente cambiare la forma della frase e immagina che sia cambiato anche il significato.

3. Ha poca disciplina logica
Non controlla se due discorsi portano o no alla stessa conclusione.

4. Vive di impressioni, non di analisi
Si lascia guidare dal “suona bene”, “suona profondo”, “suona spirituale”, invece di chiedersi: “ma in concreto, cosa sto dicendo di diverso?”

5. Usa la spiritualità come nebbia linguistica
Parole come coscienza, karma, evoluzione, interiorizzazione, risveglio, profondità vengono usate per dare un’aura speciale a concetti che spesso sono generici o ripetitivi.

Quindi che dire? Meglio parlare di banane. Si può dire che non basta parlare di coscienza per essere coscienti. Anzi, a volte chi usa continuamente certe parole mostra proprio il contrario: una coscienza verbale senza vera vigilanza mentale; perché una persona davvero consapevole dovrebbe essere la prima a fermarsi e dire:

“Attenzione: sto esprimendo davvero un concetto diverso, oppure sto solo riformulando lo stesso concetto con parole più complicate?”

Questa sì che sarebbe coscienza.
Questa sì che sarebbe consapevolezza.
Questa sì che sarebbe profondità.

Il resto, è solo retorica travestita da elevazione. 

L'abito non fa il monaco, la barba non fa il filosofo, il linguaggio spirituale non ti fa una persona veramente profonda e intelligente, anche se scrivi libri che diventano famosi in tutto il mondo. Questo la dice molto lunga su cosa funziona veramente in astrologia:  la simpatia dell'astrologo, la capacità di sapersi vendere, e le frottole raccontate bene.

E come dice Paolo Villaggio in uno dei suoi "Fantozzi": "la corezzata Potemkin..." 

Parliamo di banane? Forse è meglio. 

Forse questo è un modo un po' troppo duro per rendere chiara la dinamica mentale degli astrologi evolutivi (non so se ce ne sarà uno che non fa di questi errori) e il mio modo di fare potrebbe essere considerato sprezzante e offensivo. Perdonatemi se potete: ho sempre spiegato che bisogna relazionarsi in maniera educata e rispettosa, perché si può dire il vero con toni meno sprezzanti. Ma io questa volta voglio proprio scatenare dissenso; perché solo così questo post può essere commentato e condiviso e lasciare finalmente un segno che possa portare l'astrologia a un vero livello evoluto.