Limiti e controindicazioni nella pratica dell’esoterismo (visione esoterica)
Chi sono io per parlarne? Nessuno. Ho competenze? No. Raccomando di non praticare le discipline esoteriche? No. Ma alcune domande me le faccio; e una di queste è: anche l’esoterismo ha limiti, rischi e controindicazioni? Vediamo insieme cosa ho scoperto.
1) Primo limite — l’esoterismo non risolve i problemi psicologici
L’esoterismo non cura:
- traumi
- dipendenze
- disturbi d’ansia
- attacchi di panico
- depressione
- pattern relazionali tossici
- ferite affettive
- bassa autostima
- dipendenza emotiva
- disregolazione emotiva
Può al massimo offrire un altro punto di vista, ma non sostituisce mai psicologia, counseling o coaching quando servono.
Controindicazione: chi usa l’esoterismo per evitare di guardare le proprie ferite si illude di essere “oltre”, mentre resta intrappolato nel dolore. È il classico ego spirituale.
2) Secondo limite — può far perdere il contatto con la realtà
La visione esoterica parla di “energie”, “piani di coscienza”, “corpi sottili”, “karma”, “intuizioni”, “segni”. È materiale potente, ma può diventare pericoloso se usato male.
Controindicazione: confondere concetti esoterici con i fatti concreti della vita. Questo porta a:
- decisioni sbagliate
- evitare responsabilità
- scambiare emozioni per “messaggi superiori”
- credere di intuire invece di ragionare
- spiritualizzare questioni che richiedono terapia, medico o competenze specifiche
Una visione esoterica senza discernimento diventa fuga dalla realtà.
3) Terzo limite — non fornisce risultati misurabili
Verità semplice: la visione esoterica non garantisce cambiamenti, non li misura, non li predice e non li verifica con criteri esterni. È una via di trasformazione interiore, non una “tecnica” in senso ingegneristico.
Controindicazione: chi cerca miglioramento rapido e progressi misurabili rischia frustrazione, e può finire per forzare interpretazioni (“segni ovunque”), o costruire narrazioni consolatorie.
4) Quarto limite — può indurre superiorità spirituale
È un veleno sottile: “Io vedo ciò che gli altri non vedono”, “Gli altri vivono nell’illusione”, “Io sono più evoluto”.
Controindicazione: l’ego spirituale è spesso più pericoloso dell’ego comune perché non si vede: si traveste da luce e giudica gli altri come “non risvegliati”.
5) Quinto limite — non è uno strumento specifico per le relazioni
La visione esoterica non insegna necessariamente:
- come comunicare
- come gestire conflitti
- come ascoltare davvero
- come stabilire confini
- come creare intimità
- come sanare ferite relazionali
- come scegliere un partner sano
Controindicazione: usare l’esoterismo per affrontare problemi relazionali spesso peggiora le cose, perché si confondono dinamiche psicologiche con “energie”, “karma” o “prove iniziatiche”.
6) Sesto limite — può diventare dissociazione
L’uso improprio dell’esoterismo può indebolire l’io invece di renderlo stabile. Quando l’io è fragile:
- si evitano decisioni e responsabilità
- si cercano “segni” ovunque
- si confondono intuizioni con fantasie
- si perde radicamento
Controindicazione: la visione esoterica richiede un io solido. Altrimenti diventa dissociazione spirituale (un “uscire dalla realtà” travestito da elevazione).
7) Settimo limite — non è una via per tutti
L’esoterismo è utile soprattutto a chi ha già risolto gran parte dei propri nodi psicologici. Prima, spesso, è prematuro.
È più adatto a chi è:
- centrato e stabile
- con buona autostima
- con competenze relazionali basilari
- non in ricerca di “salvezza” o compensazione
- non in fuga dalla realtà
Controindicazione: se diventa sostitutivo di terapia, responsabilità e confronto con il reale, l’esoterismo si trasforma in veleno.
Conclusione
La distinzione pratica è questa:
- Psicologia / counseling / coaching → servono a guarire e rendere funzionale l’io nel quotidiano.
- Esoterismo / visione esoterica → mira a trascendere l’identificazione con l’io, ma richiede radicamento e discernimento.
Il rischio maggiore nasce quando si pretende che la visione esoterica faccia il lavoro della psicologia. Questo produce:
- autoinganni
- fragilità aumentata
- fuga dalla realtà
- spiritualizzazione dei problemi
- peggioramento silenzioso
Regola d’oro (visione esoterica): prima si guarisce e stabilizza l’io, poi — eventualmente — lo si trascende. Mai usare l’esoterismo per evitare la psicologia quando serve.
Io non sono interessato a queste tematiche ma non per questo le nego. Credo in energie sottili ma sono molto scettico rispetto alle indicazioni tradizionali e alle rivelazioni dei maestri ascesi: nessuno degli argomenti a sostegno di tali credenze è davvero valido (perlopiù ragionamenti circolari e altre fallacie logiche di cui abbiamo già discusso).
Per cui l'unico atteggiamento secondo me davvero onesto è quello del fedele.
Ma talvolta dico la stessa cosa anche per la pratica dell'astrologia giudiziaria: per quanto ci si sforzi di avere riscontri oggettivi, rimane sempre una parte che necessita una scelta di fede e non di logica. E per onestà morale e intellettuale non posso spacciare per verità assoluta qualcosa che richiede fede. Per cui mi limito a usare le parole "forse" e a mettere in discussione, a verificare, a confutare più che posso, a usare cautela e responsabilità.
Giuseppe “Al Rami” Galeota — astrologo, ricercatore e autore del Metodo Galeota: criteri di trasparenza, verificabilità e rigore applicati all’astrologia contemporanea.


