Quando l’astrologia mondiale viene usata come astrologia elettiva (e perché questo è un errore)
Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più una pratica che, a livello metodologico, merita di essere messa sotto la lente: oggi molti colleghi usano di fatto l’astrologia mondiale come se fosse astrologia elettiva.
In altre parole, si prende un transito generale (valido per tutti) e lo si trasforma in una sorta di “calendario operativo” per l’individuo: cosa dovresti fare, come dovresti comportarti, quale scelta sarebbe “favorita” dal cielo in quel periodo. È un ribaltamento logico, spesso proposto con tono assertivo e motivazionale, come se l’oroscopo del giorno fosse una forma di elettiva collettiva.
Cosa si intende, concretamente
Ecco il meccanismo tipico che troviamo ovunque:
- “Mercurio entra nei Pesci: è il momento perfetto per riflettere, non per agire.”
- “Urano torna diretto: adesso devi cambiare tutto, prendere decisioni radicali.”
- “Nettuno è in aspetto: apriti spiritualmente, segui l’intuizione.”
- “Lilith in un segno/casa: liberati dalle paure, guarisci il femminile/il rifiuto/la vergogna…”
Queste formule non descrivono un fenomeno mondiale in senso stretto (storico-collettivo), ma propongono istruzioni per la vita quotidiana individuale. E soprattutto lo fanno senza una vera struttura elettiva: manca l’obiettivo preciso, manca la definizione dell’evento, manca la valutazione delle condizioni tecniche necessarie. Rimane soltanto l’effetto “meteo emotivo”: oggi fai così, domani fai cosà.
Perché non è astrologia elettiva (anche se lo sembra)
L’astrologia elettiva, nella sua logica classica, non è un oroscopo motivazionale. Non è “oggi va bene per tutti”. L’elettiva nasce per una cosa molto concreta: scegliere un momento adatto per iniziare un’azione specifica.
Questo implica almeno tre condizioni minime:
- Un obiettivo definito (firmare, lanciare, aprire, iniziare, operare, partire, depositare, ecc.).
- Un criterio tecnico coerente con lo scopo (case significatrici, condizioni della Luna, governatori, aspetti utili/evitabili, ecc.).
- Una relazione tra cielo e azione, non un consiglio generico “per l’anima”.
Quando invece si dice “Urano torna diretto, quindi adesso devi fare X”, si sta facendo un uso elettivo del cielo (cioè si sta attribuendo al momento un valore operativo), ma senza le condizioni tecniche che rendono davvero elettiva una scelta. È una forma di elettiva “generalizzata”, quindi epistemologicamente fragile: non hai uno scopo specifico, non hai un evento reale da far partire, e soprattutto non hai un criterio che consenta una verifica o una confutazione sensata.
Il salto logico più grave: la confusione dei piani
Qui il punto centrale è la confusione tra piani che dovrebbero restare distinti:
- Astrologia mondiale → riguarda trend e cicli collettivi (culture, economie, società, eventi storici).
- Astrologia elettiva → riguarda la scelta del momento migliore per un’azione concreta e definita.
- Oroscopia motivazionale/psicologica → riguarda narrazioni interiori e consigli “di crescita” spesso non verificabili.
Oggi questi tre piani vengono mescolati e presentati come se fossero la stessa cosa. Il risultato è una “tecnica” che cambia nome a seconda del contesto, ma che in pratica diventa una sola: consigli quotidiani basati su transiti generali.
Quando entra in gioco perfino ciò che non esiste
La deriva diventa ancora più evidente quando si dà risalto a elementi che non hanno un fondamento condiviso e solido nella disciplina, come la cosiddetta Lilith (intesa come “punto oscuro” psicologico), usata per costruire narrazioni e prescrizioni comportamentali.
In questi casi non siamo più nemmeno nel territorio della metafora prudente: siamo in una costruzione narrativa che si impone come guida pratica, cioè come “cosa devi fare”, “cosa devi guarire”, “come devi evolvere”. È un uso normativo del cielo, che aumenta la suggestione e riduce ulteriormente la possibilità di controllo metodologico.
Perché queste cose “piacciono” (anche quando non hanno metodo)
Il successo di questi contenuti non è misterioso: rispondono a bisogni umani fortissimi.
- Il bisogno di una guida quotidiana e semplice.
- Il bisogno di sentirsi “dentro un ciclo” che dà senso alle scelte.
- Il bisogno di ridurre l’ansia decisionale (“se lo dice il cielo, allora è giusto”).
- Il bisogno di giustificare retroattivamente decisioni già prese (“era il momento perfetto”).
Molto spesso ciò che “funziona” non è un effetto astrologico, ma un effetto psicologico: la data o il transito diventano un rito decisionale. E quando un rito decisionale produce maggiore convinzione, la persona sperimenta più coerenza, più motivazione, più tenuta: ma questo non dimostra automaticamente che il transito in sé abbia avuto un potere causale o predittivo.
La conseguenza: l’astrologia ridotta a meteo emotivo
Se confondiamo mondiale, elettiva e consigli motivazionali, la disciplina perde struttura: tutto diventa “buono per tutti”, tutto diventa “momento giusto” e ogni transito diventa un pretesto per dire cosa dovresti fare o evitare.
Questo produce almeno sei effetti collaterali:
- Si confondono i piani logici (mondiale ≠ elettiva ≠ psicologica).
- Si creano aspettative generiche (“oggi è favorevole per tutti”).
- Si aumenta la suggestione (e quindi gli autoinganni percettivi).
- Si alimenta il bias di conferma (“è andata bene perché Mercurio…”).
- Si riduce l’astrologia a intrattenimento motivazionale.
- Si dà dignità operativa a elementi non verificati e spesso arbitrari.
La questione, quindi, non è “contro i consigli” in senso umano. La questione è la trasparenza: chiamare le cose con il loro nome. Se stai facendo motivazione astrologica, dillo. Se stai facendo elettiva, allora mostra criteri, obiettivo e metodo. Se parli di astrologia mondiale, resta sul piano collettivo e storico.
In sintesi:
Oggi molti colleghi usano l’astrologia mondiale come se fosse elettiva: prendono il cielo del momento e lo trasformano in un calendario di consigli personali, spesso basati anche su elementi astrologici che non esistono. Questo non è metodo: è narrativa psicologica mascherata da astrologia.
Box autore
Sono Giuseppe “Al Rami” Galeota, astrologo e autore. Lavoro su criteri di chiarezza metodologica, verificabilità e confutazione applicati all’astrologia, distinguendo tecnica, narrativa e suggestione.
Nota: non inserisco qui i link al “Metodo verificabile” e al “pilastro” perché non ho in questa chat i loro URL esatti e non voglio rischiare di sbagliarli.
