La proiezione psicologica è un concetto semplice da capire: è quando una persona attribuisce agli altri o al mondo esterno emozioni, desideri, paure o motivazioni che in realtà non riconosce dentro di sé, ed è un modo per evitare di guardare ciò che la spaventa o la mette in difficoltà dentro alla propria interiorità. In psicologia questo è considerato un meccanismo di difesa inconscio, descritto a partire dagli studiosi della psicoanalisi come Freud e confermato anche da definizioni moderne, e serve a proteggere la persona da emozioni interne scomode o inconciliabili con l’immagine che ha di sé.
Ora, quando parliamo di certe versioni di astrologia evolutiva o astrologia spirituale, non ci riferiamo all’astrologia in generale o a uno studio critico dell’astrologia, ma a quegli astrologi che non partono da osservazioni rigorose dei fenomeni terrestri e relazioni verificate, ma da astrologi che mettono in cielo significati psicologici e spirituali con estrema facilità, e studiati per reggere la narrazione simbolica attribuita ai corpi celesti (reali o immaginari) utilizzati.
Il loro linguaggio è spesso ricco di suggestioni, metafore spirituali, idee di “evoluzione interiore”, “sé superiore” e concetti junghiani o orientali, ma manca di rigore metodologico: non sono veri esperti di psicologia, spesso hanno una conoscenza superficiale o citano la psicologia junghiana come ornamento, non come strumento diagnostico o scientifico.
Questi astrologi usano parole come “ombra”, “inconscio”, “evoluzione” in modo esteso, senza chiarire che cosa significhino questi termini nella teoria psicologica e come collegarli a osservazioni empiriche di comportamento e sviluppo personale.
Dal punto di vista psicologico ciò che emerge è che questi astrologi spesso trasferiscono all’esterno – cioè al cielo, ai pianeti, ai simboli cosmici – parti di sé che non riconoscono internamente o non affrontano direttamente. Invece di interrogarsi su motivazioni, modelli di pensiero, emozioni difficili da contenere, questi astrologi sembrano proiettare i loro bisogni e conflitti psicologici sui simboli astrologici: la loro voglia di spiritualizzare ogni esperienza, di dare un senso superiore a ogni evento, riflette più il loro bisogno di consolazione, di rassicurazione e di conferma della propria identità personale che un’effettiva comprensione psicologica del modo in cui gli esseri umani cambiano, crescono o si confrontano con le proprie difficoltà interiori.
Invece la ricerca psicologica sulle ragioni per cui le persone si rivolgono all’astrologia, a oroscopi o credenze similari, mostra che in molte situazioni questi sistemi servono come meccanismi di coping: offrono conforto quando la vita appare complessa o caotica, forniscono una narrazione rassicurante nelle fasi di incertezza, e aiutano a dare un senso a eventi difficili da comprendere con altri strumenti.
Quando l’interpretazione astrologica è formulata da qualcuno che non basa il proprio discorso su dati osservativi, verifica, o una comprensione profonda della psicologia umana, allora il risultato è spesso una narrazione che sembra adattarsi a tutti e quindi ti parla proprio perché è vaga abbastanza da consentire a chi legge di trovare proprio ciò che desidera ascoltare. Questo è analogo a fenomeni ben noti in psicologia come il cosiddetto “effetto Barnum”, per cui descrizioni generiche e positive sembrano incredibilmente accurate per chi le legge, non perché lo siano realmente, ma perché il lettore riempie i vuoti con i propri desideri e aspettative.
In questo senso il disagio psicologico dietro certi astrologi spirituali può essere letto come un modo di evitare l’integrazione delle proprie parti interiori più complesse: si preferisce parlare di “energia planetaria”, di “archetipi cosmici” o di “evoluzione spirituale collettiva” piuttosto che confrontarsi con le proprie insicurezze, conflitti personali o limiti umani. Invece di lavorare su se stessi, si tende a creare una costruzione narrativa esterna che giustifica e dà significato a ogni cosa, anche quando non c’è osservazione sistematica o supporto empirico a sostegno.
Questa forma di proiezione non è necessariamente cattiva di per sé, perché anche i simboli possono avere valore narrativo o metaforico. Ma la differenza è che questi astrologi non sembrano usare la psicologia come disciplina, né come strumento di auto-esplorazione rigorosa, ma come un insieme di parole evocative da combinare con elementi filosofici e spirituali, per creare una storia affascinante che rispecchia i propri bisogni interiori.
Questo tipo di astrologia evolutiva si basa più su proiezioni personali – la proiezione dei propri desideri, delle proprie paure, della propria voglia di elevazione spirituale – che su una reale osservazione di comportamenti umani, su modelli psicologici validati, o su un’esperienza clinica di crescita interiore.
Così, parlare del disagio psicologico dietro questa forma di divulgazione astrologica significa sottolineare che non è tanto il cielo a parlare, quanto la psiche di chi interpreta e racconta: quello che leggiamo tra le righe sono spesso i bisogni, le narrazioni e le paure dell’autore stesso, proiettate come se fossero verità universali, e non il frutto di una seria osservazione psicologica o di un metodo robusto per comprendere l’evoluzione personale.
Morale della favola, belle parole ma niente sostanza. Solo un modo per atteggiarsi a psicologi e santoni. Buone intenzioni, zero metodo, nobiltà d'animo ma tanta tantissima fantasia.
Mercurio retrogrado? Un'occasione per meditare per ripensare e bla bla bla. Lilith e Chirone: un'occasione per meditare per ripensare bla bla bla. Mai che nessuno si faccia questa domanda:
Ma funzionano davvero? Ma ho capito davvero come stanno le cose? O piuttosto sono io che voglio fare dire al cielo quel che mi piacerebbe?
Mercurio retrogrado non porta intoppi, mi dispiace, non porta nulla di quanto si affermi, Lilith non è l'ombra, Chirone non guarisce nulla. Quel che vedi e fai vedere si giustifica con comuni effetti psicologici. Sono solo le proiezioni e attenzione selettiva di chi vuol raccontare belle storie di speranza, usando come scusa concetti come sincronicità e altre logiche indimostrate.
Autore
Giuseppe “Al Rami” Galeota — astrologo professionista, laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, ideatore del Metodo Galeota per l’astrologia verificabile.
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