25 febbraio 2026

Mercurio retrogrado: non imparano mai...

 


Non imparano mai

Ogni volta che compare un post su Mercurio retrogrado, arriva puntuale la stessa storia: un romanzo mistico pieno di karmicità, ferite ancestrali, verità celate “tra i mondi”, e soprattutto la certezza che il destino abbia deciso un’altra ondata emotiva collettiva.

Non imparano mai.

È incredibile come nel 2026 si continui a prendere un fenomeno astronomico banale — il moto apparente di un pianeta rispetto alla Terra — e trasformarlo in un trattato spirituale, psicologico, karmico e persino terapeutico.

Mercurio retrogrado non è un'anima in missione, non scende nell’inconscio, non ripesca traumi perduti, non decide chi torna dal passato, non vi manda ex, non vi purifica il karma, non rimescola “memorie ancestrali”.

È un pianeta che ripassa tre volte nello stesso punto.

Punto.

Ma la fantasia evidentemente corre più veloce della logica.

Leggere certi testi è surreale. Un esempio?

La retrogradazione in Pesci viene descritta come:

resa dei conti emotivi,

cicli karmici,

maturazione spirituale,

intuizione, sogni, spiriti-guida, comunicazioni dall'aldilà,

confini emotivi,

ferite che riaffiorano,

dissoluzioni,

colpi di scena del destino,

portali energetici,

e naturalmente il “velo che si assottiglia”.


Tutto, tranne l’unica cosa reale: Mercurio percorre tre volte la stessa porzione di eclittica, e quando un pianeta riattraversa una zona più volte, nel quotidiano certe questioni possono tornare a riproporsi.

Questo sì: la retrogradazione aumenta l’incisività perché ripete il contatto, non perché “blocca la logica” o “amplifica il subconscio”.

Il problema non è Mercurio retrogrado. Sono quelli che, ogni anno, riciclano:

“Non firmate contratti”

“Tornano gli ex destinici”

“Il karma bussa”

“Confusione collettiva”

“Energia dell’inconscio”

“Chiusure destinate”

“Sincronicità aumentata”

“Canali aperti con l’aldilà”

E ogni anno le persone ci credono.

Ogni anno si risucchia un linguaggio psicologico, spirituale, emotivo, mistico… spacciandolo per astrologia.

Astrologia non significa poesia spirituale.

L’astrologia — lo dico da professionista che ci lavora con metodo, verifica e buon senso — è:

cicli,

geometrie,

tempi,

correlazioni concrete,

fenomeni osservabili,

non simbolismi emotivi inventati sul momento.

La casa dei Pesci nel tema personale potrà indicare in quale ambito della vita avviene questa insistenza. Non servono inferi, karma o veli sottili.

Il paradosso? Parlano di “chiarezza intuitiva”… quando ignorano i dati reali.

Sono gli stessi che:

non hanno mai verificato se le loro previsioni reggono,

citano mitologia come se fosse metodo,

usano psicologia moderna come se fosse astrologia antica,

confondono intuizione con fantasia narrativa.

Ed è qui che casca l’asino.

Ogni volta che si tenta di riportare l’astrologia alla sua logica interna — 12 segni, 4 elementi, 3 modalità, cicli naturali, astronomia reale — si viene scavalcati da torrenti di parole sul destino emozionale dell’umanità.

Non imparano mai.

Perché la narrazione emotiva vende.

Perché la psicologia spicciola mescolata all’astrologia diventa virale.

Perché parlare di karma dà potere.

Perché dire “stai vivendo un portale spirituale” genera dipendenza.

Ma non è astrologia.

È letteratura motivazionale travestita da cielo.

E allora lo ripeto: Mercurio retrogrado non fa tutto quello che gli attribuiscono.

Non blocca la vita.

Non decide le emozioni.

Non apre portali.

Non manda ex.

Non purifica memorie ancestrali.

Non svela verità occulte.

Non amplifica il subconscio.

Fa una cosa molto più semplice e molto più elegante: ripete.

E nella ripetizione, certe dinamiche diventano più evidenti.

Ma chi continua a confondere astrologia con spiritualismo narrativo…

beh, lo dico con affetto professionale:

Non imparano mai...

E come potrebbero? Il rischio è perdere follower e like...