DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

giovedì 8 marzo 2018

L'astrologia è un virus? 2^ parte.


Qualcuno potrebbe chiedersi come mai impiego il mio tempo per filosofeggiare e sottraggo tempo alla ricerca vera e propria. Sono dell'opinione, condivisa da alcuni, che il campo della ricerca deve basarsi anche sulle concezioni teoriche e deduzioni poiché esse possono guidare la ricerca sotto forma di ipotesi da dimostrare. Insomma, teoria e pratica sono utili l'un l'altra. Probabilmente questi articoli interesseranno a pochissime persone, anche perché sono assai difficili da seguire. Però sono utili per me, poiché ragionare su certi argomenti mi aiuta a chiarire le idee. Idee più chiare mi permettono di sottovalutare meno cose quando faccio ricerca. 

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Si tratta di uno scambio sul valore dell'astrologia intesa come "virus" e scienza. In blu ci sono le risposte del mio interlocutore.

AARR: Grazie ma la teoria della religione-virus non è mia Professore, io l'ho solo estesa all'Astrologia (per le sue analogie con la religione) in questo 3D in cui cerchiamo di spiegare le vere origini dell'Astrologia dal punto di vista sociale-funzionale.

Io: Va bene uguale ;)

AARR: D'accordissimo su tutto ma, ad oggi, l'influenza meccanicistica dei pianeti sull'uomo è creduta per fede, l'esperienza e la statistica da sole non dimostrano proprio un bel niente, non sono prove incontrovertibili per fortuna! Possono solo indicare un trend. È chiaramente un sillogismo aristotelico in cui io non percepisco inganni.

Io: Ma infatti! Però è anche vero che per fede si inseguono molte cose della scienza, che sono ipotesi sino a quando non vi è una prova incontrovertibile. Aggiungiamo pure che (tralasciando le scienze esatte) noi diamo eccessiva fiducia (e quindi fede) a qualcosa che è data per certa ma è solo un'approssimazione della verità o dei fatti. Per questo invito all'elasticità. Ora è anche vero che l'osservazione empirica e l'aneddotica in astrologia sono davvero poco. Ma da studioso di psicologia non credo in una forma di "isterismo" generalizzato che induce tutti gli studiosi di astrologia a credere per fede. Evidentemente c'è qualcosa. Ma vorrei soffermarmi su un concetto che è "antiscientifico" ma pur sempre scientifico (e questi sono i paradossi in cui viviamo):

la psicologia insegna alcuni paradigmi tra cui quello che il sintomo non sia altro che la deformazione di un contenuto inconscio, risultato in ANALOGIA.
l'ANALOGIA implica una legge legata all'equifinalità, ed essa presuppone qualcosa che non sia meccanicistico o riduzionistico.

Potremmo prendere in blocco queste affermazioni e gettarle nel water se volessimo aderire con rigore al falsificazionismo popperiano. Ma... ci priveremmo di una conoscenza. Il valore attribuibile a questa conoscenza, a mio parere, non va giudicata in base a quel che spiega in sé per sé; ma in base alla complessità dell'argomento. Cioè, tanto più è compolesso l'argomento e tanto più vaghe e lontane dal falsificazionismo possono essere le nostre risposte. Si tratta di un limite legato alle nostre conoscenze o a un limite legato appunto al principio su cui si basa il realismo critico? Per il momento non si sa, almeno per quanto concerne l'astrologia.

AARR: Per stabilire che l'astrologia non è una forma di religione SERVE stabilire cosa sia causa di cosa. Professore, apparteniamo a due scuole di pensiero diverse, come già abbiamo avuto modo di sapere, però discutere di ciò a me, personalmente, non può fare che bene! Vediamo i limiti delle nostre scuole e conosciamo meglio noi stessi!

Secondo me quella che fa la differenza in Scienza è la spiegazione dell'osservazione empirica.


Io: Ciò che afferma è giusto; ma, evidentemente per il quieto vivere delle altre "scienze" ciò che dice viene messo da parte. Per esempio non sappiamo come funziona la coscienza, cosa è e da cosa dipende. Per il momento ci sono solo ipotesi. La coscienza è data dall'attività cerebrale; ma questa attività cerebrale da cosa è data? Il fatto di essere vivi non presuppone la coscienza poiché l'esistenza dello stato vegetativo è una dimostrazione. Allora ciò che fa la differenza, secondo me, non è tanto la spiegazione, ma l'organizzazione del metodo di ricerca. Ciò che conta è che sia applicato il metodo (stando a ciò che vedo accadere).

AARR: Qui sono morto una decina di volte! L'approccio all'episteme NON può essere parassitario perchè da esso nascono nuove tecnologie, idee, certo può essere estremamente più dannoso di un virus, ma di per sè non è parassitario perchè (si spera) tende al miglioramento.
In Scienza, ormai si sa, si presentano modelli, raramente verità totemiche per le quali la confutazione è SEMPRE in agguato.


Io: Il concetto di parassitarioè nuovo per me e perciò posso dire inesattezze. Ma a parte ciò, tutto dipende dall'approccio. Io non credo per fede a quel che conosco; ma lo prendo come provvisorio. Nel momento in cui si considera l'astrologia in maniera dogmatica, allora convengo assieme a lei che ci troviamo davanti a una fede.

AARR: Paradosso. Se non tutto è conoscibile la conoscenza del "non tutto è conoscibile" non è conoscibile o È una parte del conoscibile? Se lo è, come mai "non tutto è conoscibile" è conoscibile? Bertrand Russel ci insegna! 

Io: :Beh, con un po' di ginnastica mentale possiamo trovare argomenti per rendere tutto paradossale (e in questo esercizio ero molto abile anni fa :) ). Il paradosso svanisce se consideriamo questo orientamento come ipotesi di lavoro. Anche l'ipotesi del realismo ingenuo è paradossale: chi ci dice che tutto sia conoscibile? Vuol dire che si conosce davvero tutto per affermare che appunto sia conoscibile? Eppure questa filosofia è stata adottata per secoli (il cosiddetto positivismo) Parliamo di approcci.

AARR: Grazie Professore per la sua attenzione, è un piacere estremo confrontarsi con lei! Notavo che l'amore che lei ripone nell'Astrologia e come il mio per la Scienza! XD
Condivido le sue conclusioni in merito alle origioni storico-culturali! Alla prossima, con affetto,
AA


Io: Grazie mille di vero cuore. Concluderei suggerendole un libro che forse avrà già letto e che potrebbe animare ancor di più la conversazione: CONTRO IL METODO di P. K. Feyerabend.

Un abbraccio.

www.alramiastrologo.blogspot.it www.biocosmologia.altervista.org insegnante di astrologia, studioso di archeo-astronomia, dottore in scienze e tecniche psicologiche.
 
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NON DAREMO MAI A NESSUNO LA SODDISFAZIONE DI VEDERCI TRISTI. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Gli ufo non esistono. è un drone.