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07 maggio 2025

Il fanatismo in astrologia


"Confondere la ricerca con il fanatismo è il vero ostacolo al progresso dell’astrologia."

In astrologia, come in qualsiasi altro ambito del sapere, esistono approcci diversi. Alcuni vedono l’astrologia come un linguaggio simbolico, filosofico, a volte persino spirituale, che parla all’anima e alla soggettività. Altri, come me, la trattano come un campo di studio che merita rigore, metodo, verifica. Questo secondo approccio non nega il simbolo, ma chiede che il simbolo funzioni, che sia coerente, che abbia riscontro nei fatti. E proprio per questo pone domande scomode, rompe automatismi, mette in discussione luoghi comuni radicati.

Un esempio tra i tanti? Mercurio retrogrado.
Da anni, sento ripetere che in questo periodo si inceppano le comunicazioni, i viaggi, la tecnologia, e via dicendo. Ma dopo aver condotto osservazioni e confronti, posso dire con serenità che questa narrativa non regge. Mercurio retrogrado non funziona, almeno non nel modo in cui lo si descrive ovunque. Anzi, ciò che ho riscontrato è ben diverso: il suo effetto si intensifica solo quando, a causa della retrogradazione, il pianeta transita più volte sullo stesso punto, creando una sorta di "tripla pressione" su un grado sensibile. Questo ha un senso, perché si può osservare. Tutto il resto è superstizione moderna travestita da simbolismo.

Ora: quando io porto questi dati, queste riflessioni, non lo faccio per "imporre una verità", ma per aprire un confronto fondato. Eppure, capita spesso che chi ha un’impostazione più filosofica o simbolica mi accusi di fanatismo, solo perché insisto, argomento, cerco di convincere. Ma questo è un fraintendimento profondo. Voler convincere non è fanatismo. È la base di qualsiasi discorso scientifico, logico o razionale.

Un medico che insiste sull'efficacia di una cura sperimentata è un fanatico?
Uno storico che difende la propria tesi dopo aver vagliato documenti e fonti è un fanatico?
Un astrologo che contesta una credenza infondata sulla base di verifiche è un fanatico?

No. Il fanatismo è ben altro: è chiusura, arroganza, fideismo, dogmatismo. Il vero fanatico è spesso colui che non ha mai messo in discussione ciò che crede, ma lo difende perché gli "risuona", o perché "si è sempre detto così".

Invece, chi fa ricerca ha il dovere di mettere in discussione. E quando scopre che qualcosa non funziona, non può limitarsi a tacere per non "urtare" la sensibilità di chi crede nel simbolo. Deve parlare, mostrare, argomentare. E anche insistere, se trova resistenze ingiustificate. Questo è normale, è persino necessario. È ciò che distingue una credenza da una disciplina.

Il problema, dunque, non è chi cerca di convincere, ma la mancanza di un terreno comune tra chi parla in termini simbolici e chi parla in termini verificabili.
Chi adotta un approccio filosofico spesso ritiene ogni interpretazione legittima in quanto "significato soggettivo". Ma chi adotta un approccio sperimentale sa che non tutte le interpretazioni sono uguali: alcune sono sbagliate, altre non dimostrabili, altre ancora verificabili e quindi più solide.

In un contesto del genere, etichettare come fanatismo ciò che è semplicemente rigore, coerenza e metodo, è un modo per evitare il confronto, per proteggere le proprie convinzioni dal rischio di doverle rivedere. E questo, in fondo, è proprio ciò che il fanatismo fa.

In conclusione:
Non si può considerare fanatico chi fa ricerca, chi analizza, chi verifica. Non è fanatico chi vuole convincere attraverso l’argomentazione, il confronto e la coerenza. È un atteggiamento normale e sano, che appartiene a qualsiasi campo in cui si cerca la verità, e non la semplice conferma delle proprie idee.

Se l’astrologia vuole evolversi e non restare ancorata a narrazioni simboliche ormai infondate, dovrà prima o poi accettare il fatto che il rigore non è un nemico. È una forma di amore per la verità.

15 novembre 2023

Spirito, scienza e limiti intellettivi.

Spirito, scienza e limiti intellettivi: ovvero, l'originalità non è per forza sinonimo di intelligenza.  
 

Partiamo con LA RISONANZA MORFICA DI SHELDRAKE.
Il concetto spesso viene utilizzato per spiegare il funzionamento delle costellazioni familiari di Hellinger. Io ho partecipato a diversi incontri molto interessanti, direi catartici per chi si sottopone in prima persona. E ho trattato l'argomento anche all'università e su alcuni libri.
Su internet si legge che l'ipotesi della risonanza morfica potrebbe essere giustificata da alcuni assunti della fisica quantistica.
Nello specifico si afferma che un nuovo comportamento in un soggetto può influenzare il comportamento di tutti gli altri membri dello stesso gruppo, senza che avvengano delle interazioni. Come dire: se io oggi cambio comportamento, automaticamente cambieranno anche le persone attorno a me senza che io venga a contatto con loro. Wow!
In psicologia, grazie al potere della suggestione, possiamo applicare questo principio creando delle vere e proprie "magie"...
Tale ipotesi di Sheldrake, da alcuni (come fa Marchesi in "la fisica dell'anima) viene avvalorata utilizzando il principio di non località della fisica quantistica: due particelle che in passato hanno interagito possono muoversi in simultanea anche quando vengono separate. C'è un però. Questo principio può davvero essere applicato alla teoria dei campi morfici? 
 
Beh, noi sappiamo che il principio di non località dice che cambiando lo Spin (direzione di rotazione) della particella A cambia lo Spin della particella B (ma all'inverso) e inoltre che questo principio può essere applicato soltanto agli oggetti quantistici e non anche agli esseri umani. Ma facciamo finta che si possa fare. 
 
Se dovessimo applicare i principi della quantistica alla lettera, anche all'essere umano, dovremmo accettarli tutti o solo quelli che ci piacciono di più?
Beh, se noi funzioniamo esattamente come ci dice la quantistica, allora dovremmo accettare tante cose. Per esempio noi a volte dovremmo essere onde e a volte in carne ed ossa a seconda di chi ci osserva. Dovremmo scomparire nel vuoto cosmico e riapparire all'improvviso, e poi passando per più porte saremmo in più stanze contemporaneamente, proprio fisicamente. Dovremmo in pratica sdoppiarci.
 
Possiamo applicare la quantistica ad alcuni nostri comportamenti, ma solo metaforicamente? Oppure dovremmo applicarli alla lettera?
Perché io non ho mai visto nessuno sparire e riapparire, diventare un onda di energia e poi un essere umano. Tu lo hai visto?
 
Lo stesso per la risonanza morfica di Sheldrake. L'accostamento alla fisica quantistica non dimostra che la teoria di Sheldrake sia giusta o sbagliata. Semplicemente è un parallelismo, una similitudine. Potrebbe significare che se la risonanza morfica fosse una ipotesi fondata, allora funzionerebbe più o meno come uno dei concetti della quantistica. Più o meno, non esattamente così.
 
Ci sono delle analogie, questo sì, ma rispetto a un solo principio della quantistica.
Quando si vuole confermare una ipotesi con una teoria scientifica, spesso i siti usano termini sensazionalistici e assolutistici. Insomma, si comportano da "venditori". È pura psicologia.
😅
La fisica quantistica dimostra che siccome tu non mi vedi e non puoi collassare la mia "funzione d'onda", io sono sia vivo e sia morto. Allora ti chiedo la cortesia di mandarmi e non mandarmi dei fiori, di mandarmi e non mandarmi le tue condoglianze, di mandarmi o non mandarmi del denaro. Anzi, nel dubbio, mandamelo lo stesso. ☺️
😝
Morale della favola: secondo te conviene studiare bene questi concetti? Oppure è sufficiente leggere qualche post su internet?
Ci vediamo dall'altra parte, nel mondo del forse, del ma, del se, del vero e non vero. O forse non ci vediamo. Un saluto non saluto a tutti. 💓🤗
❤️ 
Ciò che non trovo nei vari testi di divulgazione è proprio il condizionale. Cioè io trovo degli "assoluti" che non sono giustificati da nessuna convalida, ma sono solo acqua che tira al proprio mulino. Quindi, il lettore non comprende che l'autore, in genere, porta avanti solo personalissime ipotesi. Alcuni autori trattano le loro ipotesi come fossero certezze, appunto usando toni sensazionalistici. Io il sensazionalismo e l'assoluto non lo uso per convalidare le mie personali opinioni! So che non posso fare il passo più lungo della gamba perché chi studia e sa come stanno le cose, mi fa fare una brutta figura se mi invento le cose!
 
Se dobbiamo prendere alla lettera certi fenomeni quantistici, allora dovremo applicarli alla vita di tutti i giorni. Se non possiamo applicare alla vita di tutti i giorni questi concetti quantistici ma li possiamo applicare ai "fenomeni strani" vuol dire che questi eventuali fenomeni quantistici si manifestano solo a specifiche condizioni. Vale a dire: questi fenomeni quantistici si possono applicare solo in casi speciali e soltanto in determinate circostanze? Non lo sappiamo. Ci sono ipotesi, cioè tanti "FORSE".
 
Ma siamo sicuri che si tratta di fenomeni quantistici? No. Nessuno ha la certezza assoluta si questo discorso. Quindi, questo significa che lo stesso fenomeno può essere spiegabile anche in altri modi? Certo! Potrebbe essere. Vedi? Ci vuole apertura mentale. Fino a quando si continua a trattare i fenomeni quantistici come la causa dei fenomeni inspiegabili, si rimane ancorati a idee fisse. Invece si potrebbero scoprire altre ragioni dietro al funzionamento di certi fenomeni umani.
 
Al momento quelli quantistici SEMBRANO soddisfare alcuni requisiti ma non ne soddisfano altri. Allora la domanda è questa: "Dobbiamo rimanere vincolati a ciò che sappiamo e non sappiamo della quantistica (nemmeno i fisici stessi sono d'accordo relativamente alle varie interpretazioni della loro stessa materia), che al momento non soddisfa tutti i requisiti, oppure possiamo cercare ipotesi alternative?"
 
Si parla tanto di modernismo ma io vedo solo altre fedi rigide! C'è il desiderio di convalidare per forza le proprie IPOTESI e invece secondo me sarebbe più onesto usare termini meno equivocabili. Si dovrebbe spiegare alla gente che la parola IPOTESI significa "non so se le cose stanno davvero così". La gente invece crede che quel termine significhi "ho scoperto la verità!".
 
Si possono prendere in considerazione numerose teorie per giustificare la propria ipotesi e il lettore ingenuamente crede che ciò corrisponda a una dimostrazione. E fraintende! C'è differenza tra giustificazione e dimostrazione. Io sono fiscale su questo perché se non lo si specifica il lettore comincia a fraintendere. Poi mettiamoci il marketing. Se io divulgo il mio pensiero come se avessi scoperto la verità, infarcendola di concetti scientifici, per forza troverò sostenitori che mi appoggeranno. Chi è che non mi appoggerà? Il tecnico che ha studiato veramente. Il pubblico che ne sa? Si fida e basta. Si fida di ciò che è verosimile.
 
Immagina di avere un ombrello, che serve per proteggerti dalla pioggia (o dal sole o da qualsiasi altra cosa in cui si dimostri utile e funzionale). Tuttavia, decidere di usarlo come racchetta da tennis perché ha una forma simile a quella di una racchetta non porterà a un gioco efficiente o soddisfacente. Anche se i due oggetti hanno una certa somiglianza nella forma, non sono progettati per lo stesso scopo e l'uso di uno per un'attività non correlata non produrrà i risultati desiderati.
 
Allo stesso modo, applicare concetti scientifici a teorie e ipotesi non scientifiche può non avere successo, poiché quei concetti potrebbero non essere progettati per spiegare o supportare quelle teorie, anche se le due materie hanno punti simili.
Stai cercando di mettere un cerchio in un quadrato?
 
Ricorda: chi cammina con due scarpe diverse, non cammina dritto.
Perciò, sii vigile nell'accostare idee e concetti: la ricerca della coerenza e della precisione nell'accostare idee è fondamentale, più della semplice apparenza di somiglianza tra concetti.
 
Non valutare solo le somiglianze tra due materie, ma valuta anche le differenze...
Altrimenti è come se tu decidessi che due persone sono compatibili soltanto perché sono entrambe bionde... Un po' poco no?
Vai oltre, pensa oltre... 
 
Questo è tutto quel che sai. E quello che non sai? Abbiamo una bocca e due orecchie per parlare di meno e ascoltare di più.
Leggere e studiare tantissimo è un buon mezzo per arricchire la nostra cultura, ma questo potrebbe far lievitare anche la presunzione quando pensiamo che quel che sappiamo sia sufficiente per avere pareri definitivi su di una questione.
In realtà io credo che il dibattito con persone più competenti di noi possa aiutarci non solo a comprendere se abbiamo capito bene, ma pure a sviluppare nuovi punti di vista.
 
Altrimenti chi si vanta da solo...
 
Ma tu spesso non vuoi che il tuo punto di vista sia messo in dicusssione perché a volte dai già per scontato di avere la cultura e la formazione necessaria per leggere il mondo e i fatti, in maniera completa, non accetti che gli altri possano individuare delle lacune, perché non sempre riconosci di averle o non riconosci competente chi cerca di farti notare, non solo il suo punto di vista, ma pure quel che non sai.
Ricorda, per quanta cultura tu pensi di possedere, c'è sempre qualcosa che non sai o che non hai capito. E fin quando non ti rendi disponibile ad ascoltare, sarai sempre nella tua gabbia di certezze che ti fanno apparire solo chiuso di mente, anche se sei disposto a credere alle cose più incredibili...
Se parli delle tue idee in un gruppo di esperti poi vedrai se avrai ancora voglia di metterti sul trono. Se apri la porta all'umiltà, troverai molto di più...
 
 
Einstein era "Einstein" eppure sbagliò quando disse "Dio non gioca a dadi".
Anche i migliori specialisti possono sbagliare.
Ma da dove nascono le scoperte? Prima nascono dentro di noi? Nascono nel nostro intuito? A volte. Non sempre. Il processo di scoperta può avvenire in diversi modi: per esempio, mentre stiamo cercando qualcosa non scopriamo solo che la nostra intuizione era sbagliata ma scopriamo anche qualcosa di nuovo che non ci aspettavamo! Oppure, può succedere anche casualmente, osservando un fenomeno oppure analizzando dei dati.
 
Chiaro che gioca un ruolo fondamentale l'intelligenza, che è anche creatività. Questo non significa avere dentro se stessi già una risposta. Significa avere la facoltà di selezionare tra le diverse possibilità.
La creatività è una funzione della mente o dello spirito? E chi può dirlo?
Sono discorsi filosofici non verità assolute! Qua possiamo stare a fare i ragionamenti piu intricati, complessi e coerenti. Possiamo giocare a fare i filosofi leggendo a destra e a manca cosa dicono i diversi autori, ma siamo nel campo della fede.
 
Se si afferma che la mente è una manifestazione dello spirito allora tutto è spirito. Pure una pietra sarebbe la manifestazione materiale di qualcosa di spirituale.
Questo è un ragionamento controfattuale però. Sai cosa significa? Significa che stiamo ragionando sempre per ipotesi. E sempre per ipotesi possiamo approdare ovunque, anche a tutto e al contrario di tutto.
Se tutto è manifestazione dello spirito allora anche l'intelligenza e la logica così come l'intuizione sono manifestazioni dello spirito. Però noi sappiamo che non tutte le intuizioni sono giuste non tutte le logiche sono sensate e non tutte le intelligenze sono efficaci. Quindi possiamo dire che le manifestazioni dello spirito non sempre sono valide.
 
Ora, ammettiamo, sempre per ipotesi (perché bisogna essere aperti di mente e accettare anche il contrario di quel che credi) che tutto è la manifestazione di qualcosa di spirituale. Diversi indizi possono farcelo credere (spesso gli indizi vengono scambiati per prove).
Questo ci autorizza ad accettare per buona qualsiasi teoria spirituale? Una teoria scientifica automaticamente conferma un fenomeno spirituale? Se siamo superficiali sì.
 
Si potrebbe per esempio dire che la quantistica spiega la risonanza morfica, oppure spiega quegli episodi di "sesto senso".
Questo è superficiale. Non spiega, ma giustifica. Non dimostra, ma ipotizza. Una mente aperta, saggia, possibilista, tiene conto anche delle criticità di una certa idea, dei pro e dei contro.
 
Molti che vogliono tirare l'acqua al proprio mulino, tengono conto soltanto dei pro e non anche dei contro.
Buttano il problema sui limiti della scienza quando loro stessi sono limitati! Perché se non si tiene conto dei limiti delle proprie teorie, se non si tiene conto delle criticità dei propri ragionamenti, non si può dare certo la colpa alla scienza!
Quindi, un conto è creare collegamenti tra diverse idee, un conto è dimostrare che quel collegamento è anche giusto! Mica è sufficiente citare teorie a destra e a manca!
 
Una mente aperta, onesta, sa riconoscere le criticità delle proprie conclusioni. Una mente onesta è uno specchio d'acqua cristallina dove poter vedere il riflesso dei propri limiti.
Se non metti sul banco delle prove anche i limiti delle tue idee, o non li vedi o non li vuoi vedere. E questo chiude la tua mente.
 

21 luglio 2017

Astrologia medica

L'idea di associare ogni parte del corpo a un segno zodiacale in successione numerica crescente, è molto antica e deriva dalla tradizione astrologica classica.
La regola di base è quella di procedere dall'alto al basso, dalla testa ai piedi, associando ogni parte del corpo a un segno zodiacale dall'Ariete ai Pesci: l'immagine qui a sinistra raffigura il cosiddetto uomo zodiacale dove è possibile notare l'associazione di cui sopra. All'ariete corrisponde la testa, al Toro la gola, ai Gemelli le spalle, con braccia e mani, al Cancro il petto e i seni, al Leone il cuore, alla Vergine l'apparato digerente, alla Bilancia il basso ventre e i reni, allo Scorpione gli organi riproduttivi e l'ano, al Sagittario le cosce, al Capricorno le ginocchia, all'Aquario le caviglie, e i piedi ai Pesci.

Secondo la mia opinione, secondo la mia esperienza, le associazioni sono valide sino a un certo punto e adesso vedremo il perché.

Da ricerche condotte da diversi astrologi italiani tra cui Lisa Morpurgo, Ciro Discepolo e Adriana Rampino Cavadini (lo ribadisco: i migliori al mondo sono gli astrologi Italiani), vien fuori che le cose stanno in maniera leggermente diversa. Per esempio sia Discepolo che la Morpurgo affermano che i Gemelli non hanno a che fare con le mani, che invece sono sotto la giurisdizione della Vergine; mentre siamo in accordo sulla questione dell'apparato digerente. I Gemelli è vero che han a che fare con problemi respiratori, di bronchi, ma hanno pure a che fare con la mobilità articolare in generale. Per quanto attiene il Toro siamo tutti d'accordo che abbia a che fare con la gola, ma ha anche a che fare con ogni tipo di ghiandole presenti nel corpo, comprese quelle sudoripare. Qualche Morpurghiano sostiene che abbia a che fare con i problemi alla vista, cosa su cui non possiamo concordare, almeno noi. Il Cancro è vero che ha a che fare coi seni, ma è pure strettamente connesso all'esofago, al duodeno, allo stomaco, all'apparato gastrointestinale, quindi comprende una regione di spazio corporeo che va sino al di sotto del cuore contravvenendo alla logica consequenziale di cui sopra. Infatti il Leone, segno che giunge dopo il Cancro, è anatomicamente collegato al cuore, che invece si trova prima dello stomaco. Inoltre va ricordato che il segno del Leone ha a che fare con la colonna vertebrale, considerazione che non ricordo dove ho letto, ma che condivido con qualche remora. Della Vergine abbiamo già parlato, ma è importante aggiungere che sovente riguarda le problematiche alla vista assieme ai Pesci. Per la Bilancia concordiamo all'unanimità che possa riguardare i reni compresa la vescica. Ma per quel che mi riguarda, c'è ancora altro da scoprire. Dello Scorpione si dice abbia attinenza con gli organi sessuali e l'ano; e siamo d'accordo includendo anche ovaie e testicoli. Per quanto attiene il Sagittario subentrano alcune stranezze: è associato alle cosce, ma in realtà dovrebbe essere collegato alla deambulazione in generale e soprattutto alle anche. Queste si trovano sulla stessa linea degli organi di riproduzione e questo dato contravviene alla logica della consequenzialità, che dicevo, appunto, è valida sino a un certo punto. Tra l'altro il Sagittario è strettamente connesso al fegato, organo interno che ovviamente non si trova sulla linea delle cosce. Al Capricorno vengono associate le ginocchia e siamo tutti d'accordo. Ma sappiamo pure che riguarda le ossa in generale, soprattutto i denti e poi la pelle. Dell'Aquario si sa che riguarda le caviglie, ma sappiamo che riguarda la circolazione sanguigna, venosa, arteriosa, e quindi tutto il corpo ma soprattutto le terminazioni nervose, la periferia del corpo; e in ultimo, non per importanza, riguarda l'udito. Infine, per quanto riguarda i Pesci, è vero che riguarda i piedi, ma attiene moltissimo i problemi alla vista, come per la Vergine, senza dimenticare che ha molto a che vedere con problemi di tipo psichiatrico (come per certi Toro).
Ora, anche volendo adottare la geniale rivisitazione dell'uomo zodiaco elaborato dalla Cavadini, non riusciamo ugualmente a comprender il nesso tra il Capricorno e l'ossatura in generale, o perché il Cancro è anatomicamente legato a una parte del corpo invertita rispetto alla consequenzialità che ha col Leone, e nemmeno perché la Vergine ha a che fare con le mani e la vista. Certo, possiamo dire che siccome la Vergine è pratica e tecnica, lo strumento essenziale per espletare tal funzione è proprio la mano. Ma questa è solo un'analogia, non una dimostrazione.
Non va trascurato che la stessa parte del corpo non necessariamente riguarda il punto debole del soggetto. Anzi! Può invece riguardare il punto forte: un Gemelli potrebbe essere un campione di apnea per esempio; e un ottimo maratoneta potrebbe essere del Sagittario (come Gianni Morandi per esempio o come mia sorella che con Luna in Sagittario partecipa a maratone ogni volta che può).
Dunque, ricapitolando, partendo dal presupposto che la logica della consequenzialità sia parzialmente valida, ossia da non rifiutare completamente ma solo in minima parte, occorre usare un altro tipo di logica per comprendere le cose in maniera più persuasiva. 
Mentre ci ragionavo sù, alla mia Francesca è venuto in mente che forse può c'entrar qualcosa l'elemento o il pianeta in gioco. Pur sapendo che questo tipo di analogie è solo dimostrazione di intelligenza e creatività, ma non che le cose stiano veramente così, abbiamo deciso che valeva comunque la pena tentare di andar più a fondo nella questione. 
Francesca (la mia fidanzata) ha ipotizzato che la relazione tra i Pesci e la vista risieda nel fatto che Nettuno, pianeta associato alla divinità Greco-Romana delle profondità marine, possa giocare un ruolo determinante. Se Nettuno è il Mare, allora quando si nuota prima di tutto si perde il contatto con la terra ferma sotto i piedi (e da qui i problemi legati a questa parte del corpo), e poi è chiaro che sott'acqua la vista risulta essere offuscata. Il motivo per cui anche la Vergine dovrebbe manifestare tale problema sta nel fatto che, come ben sapete, i segni in opposizione si "scambiano" caratteristiche e dunque anche patologie.  Ed ecco perché anche un Leone può soffrire per esempio di vene varicose. Ma questo è risaputo.
Con un po' di creatività e di ingegno è possibile stabilire come ogni pianeta possa avere a che fare con precise patologie o ossere collegato a specifiche parti del corpo. Però, come detto prima, questa "ginnastica mentale", non mi ha mai convinto fino in fondo poiché la nostra logica, per quanto possa sembrare ferrea, non dimostra un bel nulla. Esattamente come l'analogia tra segni e mesi dell'anno lascia il tempo che trova e non è assolutamente dimostrazione di una legge di causa ed effetto tra i due fattori, allo stesso modo non possiamo pretendere che le analogie tra il mito e le patologie possano dimostrare qualcosa (clicca qui per il libro segni zodiacali e stagioni).
Forse ci conviene rinunciare alle dimostrazioni per immergerci totalmente ed esclusivamente nel simbolismo? Può darsi. Per quel che mi riguarda sono aperto a ogni possibilità, ma sempre con il mio proverbiale scetticismo e la mia tipica diffidenza verginea. 

A scanso di equivoci conviene ricordare a chi è totalmente a digiuno di queste conoscenze, che non si afferma che appartenere a un dato segno è condizione necessaria e sufficiente per sviluppare una data patologia. La cosa viene affrontata solo attraverso l'intera analisi del tema di nascita e considerando anche eventuali fattori di rischio. 

14 luglio 2017

Antropo-Paleo-Astrologia


Cosa è l'antropo-paleo-astrologia?
È un nuovo campo di indagine astrologica che si propone di analizzare le tappe storiche e lo sviluppo antropologico relativo agli albori dell'astrologia. 

Lo scopo è quello di indagare i motivi e i bisogni psicologici che hanno indotto gli uomini antichi a inventare l'astrologia. Sono convinto che andando indietro nel tempo per scoprire i processi psicologici, sociologici, antropologici dell'uomo antico (dal paleolitico sino al periodo ellenistico), infatti, possiamo scoprire qualcosa sul perché l'astrologia funzioni, cosa ha spinto gli uomini a inventarla, quali furono le condizioni psicologiche, sociali, culturali conseguenti alla scoperta delle corrispondenze tra uomo e cosmo. 

Non si tratta di una semplice storia dell'astrologia delle origini, ma di una storia dello sviluppo psicologico, cognitivo, emotivo, sociale, culturale, sociale dell'uomo che osserva il cielo. 

Secondo la mia idea, infatti, l'uomo oggi è quel che è anche grazie al suo rapporto con la natura e con il cosmo; e percio per capire un po' piu di noi, occorre, sempre a mio parere, capire qualcosa del nostro rapporto col cosmo, con lo spazio, con la natura. Quel che mi prefiggo di scoprire è se questa reciproca interazione tra uomo ambiente è tale che non si possano separare i due elementi, se non sono altro che le costituenti di un'intera unità indivisibile, così che parlare dell'uomo significa anche parlare della natura e viceversa.

Si tratta di un campo di indagine completamente nuovo e perciò non vado a interferire con il pensiero di alcuna scuola astrologica, per buona pace di tutti. 

Attenzione: il mio obbiettivo non è quello di dimostrare che l'astrologia sia di derivazione aliena o che sia stata lasciata ai sumeri da civiltà iper-tecnologiche antidiluviane. Il mio intento è parlare dell'uomo con l'uomo, parlare di noi usando non solo le conoscenze storiche relative al nostro passato, ma pure quelle di stampo neurofisiologico: comprendere il funzionamento del cervello, secondo me, ci può aprire ulteriori scenari conoscitivi sulla questione astrologia e sul suo funzionamento. 

Forse sarebbe meglio aver portato a compimento le mie ricerche prima di trovare un nome al mio progetto esplorativo. Questo per evitare di cambiar nome durante le fasi successive delle mie ricerche. Ma, dato che sono un eterno studente, perennemente work in progress, non ritengo possa essere negativo modificarmi in seguito. Tuttavia mi premeva sollecitare e catalizzare l'attenzione del lettore verso questo nuovo percorso di studio e per far conoscere la mia "identità" all'interno del panorama astrologico così variopinto.

Dare un nome a quel che si fa, quantomeno è utile per far sì che l'utente sappia in anticipo cosa ho da proporre e in cosa mi distinguo rispetto alla massa. Sia ben chiaro che qui si parla anche di astrologia, di rivoluzioni solari, di transiti, di rapporti di coppia; ma mai di oroscopi. Quelli continuiamo a lasciarli a chi vuole giocare anzicché fare le cose seriamente. 
Sia ben chiaro che in questo progetto di ricerca, io sono sempre un umile studente pronto a recepire qualsiasi vostro stimolo e qualsiasi vostra sollecitazione.
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Ciao sono Anthony, il ragazzo che ti aveva mandato il tema natale, ti chiedevo se potevi dirmi qualcosa e cosa ne pensi, volevo vedere anche se sono stato capace di interpretarlo bene, insomma in generale dimmi tu tutto a riguardo.

Se cerchiamo la semplicità, questo tema natale sicuramente ci porta fuori strada. Questa non è un'offesa, ma solo l'incipit per parlare della sua enorme complessità, ossia della sua tendenza a vedere e fare le cose in maniera intensa, elaborata, arzigogolata, tortuosa, tenebrosa, caotica, erotica, estetica, tutto insieme. Non mi sembra strano che lei possa ritenersi un mistero o che la gente possa fare fatica a stare al suo passo o a comprenderla. 

Il Sole si trova in Bilancia e in 8^ Casa, mentre Venere, signore del  settimo segno zodiacale, si trova dominante al MC. Quindi è chiaro che la componente estetica sia molto spiccata, così come quella erotica dato che oltre al Sole in 8^ abbiamo Venere congiunta a Plutone dominante, tra l'altro signore dell'8° segno. Quindi è chiaro che si gioca molto sulla dialettica Bilancia/Scorpione.

Se a ciò aggiungiamo l'ascendente Capricorno e Saturno in I^, allora abbiamo una censura degli istinti con la conseguente frustrazione e lacerazione interna che porta a una sottospecie di dannazione interiore dove prevale però la componente edonistica espletata tramite un complesso, o un'ossessione: quando la spinta trasgressiva, erotica, passionale, istintiva è limitata da un forte Super Io, cosa potremmo aspettarci? Una fissazione.

Dall'altro lato abbiamo una notevole carica energetica asservita alla realizzazione di progetti imponenti, grandiosi, ma col rischio di strafare mettendo a durissima prova il fisico. È vero che la Bilancia è pigra e odia un po' sporcarsi le mani; ma sappiamo che la sua tipologia è fortemente Scorpionizzata e perciò, se dovesse scegliere di tenere a freno le energie fisiche, in ogni caso si ridurrebbe a sopportare una grande mole di stress psicologico. 

Naturalmente si potrebbe dire veramente molto di più; ma questo è in breve.

12 luglio 2017

Osservazioni ai lavori di Biglino, Sitchin, Malanga


Penso sia ragionevole supporre o credere che l'universo sia popolato da forme di vita, intelligente e non. Su questo, penso, siamo quasi tutti d'accordo. Ma i disaccordi nascono quando bisogna decidere se queste forme di vita intelligente siano già venute qui sulla Terra, o addirittura se siano loro ad averci "creato". Tra l'altro qualcuno giurerebbe che sono qui, che ci spiano, o che alle volte vorrebbero rubare la nostra anima così come sostiene Malanga. 

A dire il vero di ufficiale c'è pochissimo e non sempre le informazioni che ci provengono dal web sono affidabili. Anzi, i siti che promuovono bufale sono all'ordine del giorno tanto che anche quando verrà fuori una notizia veramente affidabile, nessuno più ci crederà. 

Ovviamente ci sono anche gli irriducibili, ossia quelli che credono a qualsiasi cosa leggano sul web, quelli che sono convinti che ci sia una cospirazione. Ma come affermava Umberto Eco, la COSPIRAZIONE è tale solo se viene scoperta. Altrimenti è solo ipotesi di cospirazione. E tra una cospirazione vera, rivelata, e una ipotetica, c'è una grande differenza. Non c'è limite alla fantasia umana, alle capacità di creare collegamenti e trovare persino indizi a favore. Perciò non c'è limite alle possibili cospirazioni che possiamo immaginare e credere vere.

Anche su questo punto i vari siti web ci marciano moltissimo e diffondono notizie completamente errate, giusto per creare ancor di più un sentimento di impotenza rispetto a chi si dice stia tramando nell'ombra. Ma a questo sentimento c'è pure un suo contrario che invece crea una sensazione di potere: conoscere quel che gli altri non sanno, avere l'impressione di aver capito quello che tutti gli altri ignorano, è gratificante. Ma appunto bisogna vedere se le conoscenze offerte siano veramente valide o no; e spesso non lo sono: su 100 cose scritte, forse mezza è vera. Quindi tutto si gioca sulle capacità di persuadere.

Perciò, a mio parere, sarebbe idoneo rimanere sempre scettici, ma possibilisti. 
Un possibilista è Biglino che apre ogni suo libro con "facciamo finta che"...
Significa: "noi non siamo sicuri di quel che stiamo dicendo; ma se facessimo finta, allora...".

Far finta significa fare un'ipotesi, una supposizione, significa immaginare, fantasticare. Questa immagine che ci siamo fatti in mente sarà giusta o sbagliata a seconda delle prove che riusciamo a cogliere a supporto di essa?

Tesi: la Bibbia parla degli alieni. Strumenti: facendo finta che la Bibbia debba essere presa alla lettera. Se la prendiamo alla lettera ci parla di alieni. 
Possiamo fare lo stesso gioco con l'odissea di Omero o con i racconti mitici della tradizione ellenica: se prendiamo tutto alla lettera, allora sono esistiti davvero i centauri, le sirene, i minotauri, i fauni, le ninfe. 

A questo punto ci domanderemmo: che fine farebbe il mito? Se tutto fosse lineare e non il frutto di elaborazione psicologica, che fine farebbe la naturale capacità umana di essere creativi e di partorire i simboli, le idee, gli archetipi? Di colpo perderemmo la nostra capacità di concepire il numinoso e finiremmo per essere vuoti contenitori a cui è stata messa in testa la religione da chissà quali divinità aliene. Di colpo cancellate nel nulla tutte le scoperte antropologiche ed etnologiche. E allora potremmo dire lo stesso anche della nostra psiche: i contenuti inconsci che affiorano alla mente, ma che sono una deformazione di un fatto passato, se fossero presi alla lettera, cosa ci direbbero di noi? Che veramente abbiamo visto un drago? Che veramente vogliamo uccidere qualcuno? 

Ciò che è chiaro, almeno per me, è che le cose variano a seconda dei punti di vista. Se vogliamo prendere la Bibbia alla lettera, allora troveremo tutte le prove e gli indizi che confermeranno quel che dice la Bibbia così letta. Se non vogliamo prendere la Bibbia alla lettera, troveremo comunque delle prove, indizi, che in maniera altrettanto convincente ci faranno trovare cose completamente diverse. A questo punto, gli indizi e le prove non servirebbero a scoprire la verità, ma solo ad accumulare informazioni che diano ragione alla nostra convinzione. Serve la falsificazione popperiana per conoscere un po' di più i fatti, ossia sforzarsi il più possibile di dimostrare il contrario di quel in cui crediamo!

Se divenissimo consapevoli che i nostri presupposti teorici possono influenzare fortemente quello che vediamo e come lo vediamo, allora smetteremmo di essere troppo rigidi sulle nostre posizioni. Le prove lasciano il tempo che trovano, se sono lette e interpretare come vogliamo noi.

Facciamo un esempio. Qualcuno dirà: ci sono talmente tante di quelle prove dell'esistenza di una progenie aliena, che non ha nemmeno senso starne a parlare. Per esempio non si potrebbe spiegare altrimenti come gli antichi uomini possano aver sollevato macigni dal peso enorme, incastrati tra loro in modo millimetrico dopo esser stati trasportati da centinaia di chilometri di distanza, in condizioni impossibili. 

Il problema è che se non c'è un alternativa si sceglie la prima che capita. Mi spiego meglio. È plausibile che tutto ciò possa dipendere da un'intelligenza extraterrestre? Certo. 
Ma è la cosa più plausibile? Non lo sapremo fino a quando non viene evidenziata un'alternativa. In molti casi l'alternativa c'è, come nel caso del complesso di Puma Punku: non vi è nulla di strano, nulla che possa davvero far pensare a un'intervento extraterrestre, naturalmente se si conosce bene la tecnologia e la cultura lavorativa di quei popoli andini. Pensare il contrario significherebbe sottovalutare l'intelligenza e l'ingegno dell'uomo. 

È impossibile che l'uomo abbia potuto produrre cose del genere? E come possiamo esserne fino in fondo così certi? Questo significherebbe arrendersi, rinunciare alla scoperta, e sarebbe molto più semplice credere a un intervento alieno. Ma noi sappiamo poco del nostro passato e la ricerca è sempre un work in progress che ci fa comprendere cose diverse da quelle che prima davamo per scontate. Potevamo dare per scontato che certi popoli non disponessero di una certa tecnologia per poi scoprire che ci eravamo sbagliati.  E la storia si riscrive, quotidianamente. 

Ma allora perché si sceglie di dare comunque credito alla teoria della progenie aliena? Perché il potere della scoperta esercita un fascino talmente straordinario da esser davvero irresistibile, sopratutto se può sconvolgere i nostri paradigma, le nostre conoscenze. E questo desiderio è così talmente forte che spesso e volentierei i presupposti teorici ufficiali non vengono nemmeno considerati. Chiamasi effetto Pigmalione, o un analogo dello stesso.

Un esempio lampante è questo: 
Esiste una pratica ancora attuale che permette, con opportune fasciature, di deformare il cranio delle donne, per fini estetici. Senza questa conoscenza a carattere storico-antropologico, molti sarebbero costretti a credere che si tratta di crani alieni. Costretti perché non hanno un'alternativa altrettanto plausibile o più plausibile con cui confrontarsi.

Faccio un altro esempio per spiegarmi meglio. Gli antichi uomini pensavano fosse plausibile pensare a una Terra piatta dove a un certo punto si cadeva nel vuoto. Non essendovi alternative, quell'ipotesi fu definita non solo plausibile, ma persino valida. Oggi invece sappiamo tutti (o quasi) che la Terra è un geoide (quasi sferica) e che non si cade nel vuoto. Perciò, Sitchin può aver trovato interessanti soluzioni interpretative alle sue osservazioni; ma non sono le uniche degne di considerazione. Gli stessi reperti possono esser letti in maniera diversa e portarci a conclusioni totalmente diverse. Poi sta a ognuno di noi scegliere quello che sembra essere più plausibile; e non è nemmeno sicuro che la soluzione divenuta più plausibile sia quella giusta.

Bisogna sempre considerare il fatto che per quanto ne possiamo sapere, le nostre conoscenze saranno sempre limitate e work in progress. 
Forse gli alieni sono davvero scesi sulla Terra in tempi remoti, ma sono abbastanza fiducioso del fatto che gli uomini abbiano costruito da soli certe strutture architettoniche "impossibili", e che la religione è prettamente data dall'organizzazione sociale in relazione all'ambiente di riferimento.

La cosa da tener presente è che ogni studioso che si definisca serio, deve aver sempre presente i limiti delle proprie conoscenze, che tutto cambia, che le proprie ipotesi possono persuaderci di aver fatto scoperte sensazionali, che i nostri presupposti teorici ci influenzano moltissimo nella ricerca. E questo è valido sia per gli studiosi ufficiali e sia per quelli cosiddetti "eretici". 

"La ragionevolezza è subordinata al numero e alle cose che conosco sulla ragionevolezza stessa. Pertanto immagino ragionevolmente di essere almeno sulla strada giusta".


Il dr-Galeota è laureato in scienze e tecniche psicologiche. È ricercatore, astrologo e attualmente impegnato nella stesura di un libro di antropo-paleo-astrologia/astronomia.

26 agosto 2015

La teoria dei campi astrologici di Giuseppe Galeota Al Rami.


Qualche giorno fa, prima che partissi in Grecia, complice il trigono di Giove sul mio Sole radix, ho avuto un'intuizione a proposito delle dinamiche tra pianeti, segni, Case in astrologia. Attraverso questa teoria io proporrò diverse ipotesi che secondo me potrebbero spiegare qualcosa del funzionamento della mia materia. Naturalmente ogni ipotesi dovrà essere falsificata non solo teoricamente ma anche attraverso la ricerca scientifica, se e quando sarà possibile.

Mi rendo conto che una teoria è valida solo quando ogni ipotesi è formulata in maniera chiara e perfettamente falsificabile; ma propongo questa solo come punto di partenza per effettuare poi altre osservazioni. Considerate ciò, pertanto, solo come una possibile soluzione tra le tante possibili. 

La teoria prevede: 
  • Che ogni pianeta abbia un campo d'azione di 2,5 gradi ripartiti attorno al centro. Per tradizione si accetta l'idea che il pianeta sia un corpo puntiforme che esercita la sua influenza sul grado preciso. In effetti nella mia ipotesi questa idea non scompare, con l'unica eccezione che il punto centrale rappresenta quello di massima attrazione rispetto a un punto "X" qualsiasi dello zodiaco. Nello schema qui sotto, e precisamente in (A) si vede il pianeta disegnato come un puntino che transita su di un grado qualsiasi dello zodiaco. In (B) il pianeta è disegnato con un cerchio attorno che descrive il suo campo d'azione. Possiamo paragonare questo campo al potere attrattivo di una calamita. 
  • Che le Case astrologiche rappresentano degli attrattori "magnetici" rispetto ai pianeti. Quando un pianeta transita in direzione della cuspide di una Casa essa ne cattura il campo d'azione così che il suo effetto si sente anche nella Casa successiva, ma entro 2,5 gradi dalla cuspide. Ipotizzo che le Case astrologiche abbiamo una polarità inversa rispetto ai pianeti: accade un po' come tra due calamite che poste vicine ma con polarità opposte si attraggono. Nella figura (C) abbiamo un pianeta che si dirige verso una cuspide. Esso è ancora abbastanza lontano da essa e il suo campo d'azione rimane invariato. in (D) invece il pianeta è abbastanza vicino alla cuspide ed essa ne attrae il campo sino a farne sentire l'effetto nel settore successivo. Quando il pianeta ha raggiunto e superato la cuspide di una Casa dovrà allontanarsi da essa più di 2,5 gradi per agire solo in un settore. in (E) vediamo un parallelismo con due stelle: quando esse sono vincine, una delle due cattura materia stellare dall'altra; o quando sono della stessa grandezza semplicemente, grazie al potere gravitazionale, la catturano vicendevolmente.
  • Che ogni pianeta ha una polarità diversa dagli altri. Ogni pianeta, dunque quando si trova a congiungersi con un altro, cede e prende parte del campo d'azione dell'altro. In questa situazione il campo d'azione di ogni pianeta può avere un effetto di "stiramento" tale che i due campi cominciano ad attrarsi già molto prima dei 2,5 gradi. Nell'immagine (F) vediamo due pianeti di polarità diversa che già a una certa distanza si incontrano con il campo d'azione dell'altro. Lo stesso effetto può avvenire quando i pianeti sono posti a precise distanze angolari. Così, il campo d'azione del pianeta X incontrerà quello del pianeta Y se esso si trova a 90 gradi, 180 etc. etc. come contemplato dall'astrologia. 
  • Che quando un pianeta incontra se stesso durante un transito, allora l'effetto è repulsivo e attiva un ciclo. In questo caso la relazione angolare avviene con orbita zero gradi. Immaginiamo per esempio il Sole che transita sul Sole radix. In questo caso l'effetto che otteniamo non si riferisce al momento in cui il transito avviene, ma all'intero ciclo prima che torni ancora sulla stessa posizione. Nell'immagine (H) vediamo il Sole che transita sul Sole radix e in (I) vediamo che tale passaggio porta una "magnetizzazione" dell'intero ciclo. Questo campo persiste sino al nuovo passaggio e riguarda solo quel ciclo. L'effetto energetico del ciclo in corso si avverte maggiormente all'iniziare e allo scadere. Questo è il principio della rivoluzione solare. Le energie si attivano in un dato momento, persistono per un anno sino al nuovo passaggio. L'effetto repulsione fa che l'effetto si riferisca solo a quel ciclo e non a quello adiacente. La stessa cosa accade quando ogni pianeta si sovrappone a se stesso: attiva un ciclo corrispondente al periodo che il pianeta impiega a tornare su se stesso. 
     In (L) vediamo ancora meglio quanto spiegato poco fa. Il Sole di transito è della stessa polarità del Sole radix e quindi corpi uguali si respingono. L'effetto del transito del sole, dunque, si sente solo prima o solo dopo il grado esatto e non vi è fusione di campi. Quando il Sole transita sul sole radix incontra uno sbarramento che è dato dalla stessa polarità. Dunque il Sole non può incidere anche dopo la posizione radix come invece avviene per le Case che sono di polarità opposta ai pianeti. Le Case attraggono il campo, i pianeti uguali lo respingono. Quando il Sole di transito oltrepassa il sole radix, lo sbarramento è nella direzione opposta come mostra la figura (M). L'influenza del ciclo, dunque non può riferirsi anche al ciclo precedente. Questo spiega anche la teoria dei 20 giorni prima e dopo il compleanno che è molto fraintesa. 
     Possiamo esemplificare ancora il discorso osservando l'immagine sottostante. In (N) e in (O) abbiamo che quando il Sole transitante su se stesso può manifestare il suo effetto solo prima o solo dopo l'aspetto preciso. Mentre, se consideriamo il Sole che transita sulla cuspide di una Casa (P), avendo polarità diversa risente di un effetto attrattivo tale che l'effetto del campo si avverte in entrambe le direzioni. 
  • Che i segni zodiacali sono repulsori. Così come descritto ora nel caso dei transiti dei pianeti uguali, il segno zodiacale è un confine netto tra se e un altro. Così, se il Sole o un pianeta qualsiasi dovesse trovarsi a ridosso della cuspide di un segno zodiacale, agirebbe nell'uno o nell'altro segno e non in entrambi. Quindi possiamo affermare che i segni hanno la stessa polarità dei pianeti. Io che sono nato col Sole a 29°21' e 22'' del Sagittario, secondo tale ipotesi, non potrei essere anche del Capricorno perché il Sole incontrando una cuspide ottiene un effetto repulsivo. Pertanto ogni segno risulta essere un ciclo a se stante.
Vietato usare il materiale presente su questo blog. 

22 luglio 2014

I decani e i gradi zodiacali

Il mio obiettivo, come ben sapete, è quello di evolvere le nozioni acquisite dalla tradizione astrologica che ormai risultano obsolete. 
Nella mia ricerca della verità, uno dei compiti che mi sono proposto è quello di fare una buona ricerca sui gradi zodiacali. Infatti applicando ogni sistema oggi in circolazione, non ho mai ottenuto risultati soddisfacenti.

Più volte ho manifestato disappunto nei confronti dei gradi descritti da Rudhyar poiché non esprimono concetti chiari, sono formulati in maniera ambigua e ogni affermazione può essere interpretata in modo diverso. Inoltre è un atto di fede attribuire valore alle affermazioni di un veggente che certo non ha stabilito il loro significato per mezzo dell'osservazione empirica. Va ribadito infatti, che l'astrologia nasce come studio dell'osservazione del cielo. 

Non ho trovato riscontro in nessun altro autore antico e moderno, ma altri dicono di trovarsi bene. Non so che criteri di valutazione usano, ma io che ricerco risultati pratici non sono soddisfatto. Per questo ho deciso di cominciare con una ricerca tutta nuova, questa volta di tipo empirico, non come quelle che si trovano oggi in circolazione che contengono immagini allegoriche. 
Per un po' di tempo non sapevo da quale parte cominciare; non avevo nemmeno un'ipotesi di partenza. Poi qualche giorno fa, mentre chiacchieravo con un astrologo classico, mi è venuta l'idea. 

Il tizio in questione diceva che esiste una parallelismo tra i sette giorni della settimana e i sette pianeti della tradizione classica: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno. Ovviamente nasce una constatazione: se gli antichi avessero subito scoperto che oltre a Saturno ci sono altri tre pianeti, invece di contare sette giorni per contare una settimana, avremmo applicato dieci giorni per contare una "decimana". 
Sette pianeti corrispondono a sette giorni, allora dieci pianeti corrispondono a dieci giorni. Mi pare ovvio e semplice. Non è mio interesse cambiare la settimana in "decimana", ciò è irrilevante ai fini della mia ricerca astrologica. L'importante è riconoscere il fatto che in pratica ogni segno zodiacale si divide in tre decani, cioè in tre gruppi di dieci gradi; dieci quanti sono i pianeti che l'astrologo moderno considera nelle sue analisi. Vorrei ricordare che per convenzione, sono pianeti anche il Sole e la Luna. In questo caso la terminologia non è di tipo astronomico poiché sappiamo bene che il Sole è una stella e la Luna è un satellite.  

Se ogni decano corrisponde a 10 gradi e noi abbiamo a disposizione 10 pianeti, allora potremmo associare un pianeta a ogni grado e seguire un ordine di successione da Sole a Plutone. Così il grado zero di ogni segno corrisponde al Sole, il primo grado alla Luna, il secondo a Mercurio, il terzo a Venere, il quarto a Marte, il quinto a Giove, il sesto a Saturno, il settimo a Urano, l'ottavo a Nettuno, il nono a Plutone. 
Se contiamo lo zero, i gradi sono dieci. 

Da ciò possiamo trarre alcune deduzioni. Io che sono nato il 21 dicembre con il Sole al 29° grado del Sagittario posso ipotizzare che  questo grado sia dominato da Plutone e che in qualche modo, tutti quelli nati con il Sole (o la Luna o l'ascendente) al 29°, al 19° e al 9° grado di qualsiasi segno, siano in qualche modo caratterizzati da una energia Plutoniana che si esprimerebbe evidenziando un aspetto differenziante. In questo modo per esempio si può spiegare la differenza tra due fratelli gemelli che pur avendo lo stesso cielo presentano tratti diversi. Mettiamo che uno dei due sia nato con l'ascendente a 5 gradi del Toro e l'altro sia nato dieci minuti dopo con l'ascendente a 7 gradi dello stesso, allora avremmo il primo caratterizzato da Giove e il secondo da Urano. Infatti, se la mia ipotesi è fondata e valida, chi nasce con l'ascendente o il Sole o la Luna al 5° grado di ogni segno, dovrebbe incorporare al proprio segno qualcosa che ha a che fare con Giove (osservate il grafico). 

La mia idea è quella di dare priorità al grado ascendente. Io sono nato con l'ascendente tra il 6° e il 7° grado (forse anche l'8°) della Vergine. Se prendessi il grado 7 della vergine (come di qualsiasi altro segno), sarei nato in un grado dominato da Urano che forse testimonierebbe un destino instabile o con altre caratteristiche legate all'astro. Naturalmente questo è solo un punto di partenza, una ipotesi che necessita di lunghissime verifiche. Forse questo lavoro occuperà la mia intera vita, ma almeno si smette di dare importanza a qualcosa che di empirico non ha nulla. 
Siccome non si ha la certezza assoluta di essere nati con l'ascendente ad un preciso grado zodiacale (se non dopo anni e anni di verifica con il protocollo di correzione dell'orario di nascita), si può procedere vedendo cosa hanno in comune tutti quelli nati con il Sole in un preciso grado. 

Questa mia ipotesi potrebbe essere davvero valida: sono andato a rileggere un vecchio articolo dell'astrologa Gabriella Zevi, scritto su linguaggio astrale numero 159, circa il grado zero. Dal suo resoconto si evince che chi nasce con pianeti al grado zero di ogni segno, presenta una tendenza all'innovazione, cosa che può senz'altro riguardare chi ha una dominante Sole. Infatti non è un mistero che chi ha il Sole dominante sia una specie di precursore (basti per esempio prendere il Sole in prima Casa di Ciro Discepolo). 

Detto ciò, non rimane altro che osservare e raccogliere un numero altissimo di casi per abbozzare una prima teoria sui gradi astrologici.