DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

sabato 16 aprile 2011

astrologia quantistica: la legge d'attrazione e le altre variabili

Prima parte.
Quante volte abbiamo sentito dire che le cose accadono quando meno ce lo aspettiamo?
Si tratta di frasi fatte? Banalità o spicchi di saggezza? 
Eppure c'è qualcuno che crede nella forza di volontà, nell'auto suggestione che fa accadere le cose.
Penso che qualcosa mi andrà male e incredibilmente va male? Vorrei con tutte le forze che una cosa andasse bene e miracolosamente va bene? A chi e a cosa credere: alla saggezza popolare oppure al potere della mente? Tutto il potenziale della mente umana è ancora quasi totalmente inesplorato; però sappiamo di cose meravigliose: persone che attraverso la forza di volontà sono riuscite a ottenere quello che volevano; anche cose pressocché impossibili come quella di divenire campioni di maratona dopo aver subito una paralisi. In sostanza la nostra volontà dovrebbe permetterci di sfuggire al nostro "destino". Ma è proprio così? 


Il film Gattaca del 1997 in uno scenario futuristico e fantascientifico ci illustra il concetto che la forza di volontà alle volte può superare i condizionamenti imposti dalle proprie predisposizioni genetiche. Poi possiamo immaginare la forza di volontà come il condizionamento imposto dai propri dei interiori rappresentati dal tema natale.


Sappiamo bene però che le cose accadono, volenti o nolenti. Alcune volte ci sentiamo artefici del nostro destino mentre altre volte ci sentiamo soffocati dal peso dell'inevitabilità. Dunque una conclusione possibile sarebbe quella che "nella realtà di tutti i giorni, la propria volontà, le scelte volute o subite e altre mille variabili, agirebbero insieme; tutto concorre a segnare il percorso di un uomo". 


Le variabili in gioco sono diverse: la società, l'educazione, la cultura, le amicizie, la famiglia, il contesto storico, il luogo geografico, il clima. Ma esiste una costante che è quella astrologica. Ogni variabile è subordinata al simbolo astrologico ma allo stesso tempo lo condiziona: tra un po' spiegherò meglio cosa intendo dire e in quali termini. Questa storia mi ricorda quello che accade nel mondo subatomico: 
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3)
osservate le immagini qui sopra e  Immaginate una serie di quanti (particelle subatomiche) come delle biglie scagliate contro una superficie piana al cui centro vi è una scanalatura verticale. Immaginando che dietro alla superficie vi sia un altro piano, vedremmo l’impronta di queste particelle passate per la scanalatura.
Se invece adottassimo una superficie piana con due scanalature,  sul piano retrostante non otterremmo due impronte verticali, ma una serie di bande. Il reattore "G" spara le particelle che creano più bande come si vede dalla figura 3. Come è possibile tutto ciò? Il quanto si comporta come un onda (fig 2): dall’interferenza di creste e ventri generati dalle onde, si genera per l’appunto un modello di interferenza costituito da molte bande. Pezzi di materia quindi si comportano come onde!
La particella sparata contro le due scanalature si converte in un onda di potenziali ovvero è come se si sdoppiasse. Attraversate le due scanalature interferisce con se stessa e quindi viene proiettata sulla lastra come due onde che si incrociano. In altri casi invece le particelle non si comportano affatto come onde ma hanno caratteristiche corpuscolari. Si tratta di esperimenti condotti dai più grandi esponenti della fisica quantistica. Come per i quanti che sono sia onda che particella, così il simbolo astrologico è una costante a cui tutte le variabili sono subordinate ma allo stesso tempo è subordinata alle variabili. L'immagine qui sotto ci mostra il simbolo astrologico "S" che viene bombardato dalle variabili "V". Immediatamente si frammenta nelle diverse possibilità di espressione (s1, s2, s3,s4,s5,s6,sn) Ogni possibilità di espressione è in linea analogica coi significati espressi dal simbolo astrologico.
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Nel corso di una vita può manifestarsi più di un evento in linea con le diverse possibilità di espressione di un dato simbolo.
Ora immaginiamo una linea degli eventi che va in direzione del futuro "Fu". Con "Fe" invece indichiamo i fattori esterni. Dall'immagine sottostante si nota immediatamente la sovrapposizione della linea del futuro con una linea del simbolo "S". Ciò significa che il piano degli eventi è caratterizzato dalla costante "S". Durante il percorso della linea degli eventi, i fattori esterni "Fe" bombardano questa linea che subisce delle lievi perturbazioni per adattarsi alle nuove informazioni. Il simbolo astrologico modula le interferenze date dai fattori esterni e prosegue verso una direzione. 
5)
Dunque i fattori esterni sono subordinati al simbolo astrologico: qualsiasi fatto, azione, voluta o subita è soggetta alla costante del simbolo astrologico che reagisce modulando quelle interferenze;  ma allo stesso tempo le interferenze spingono il simbolo ad agire in direzioni diverse ma sempre secondo le sue regole e i suoi significati.
6)
Nella figura qui sopra è rappresentata una linea tratteggiata che parte dal punto A. Essa rappresenta il piano degli eventi. Essa si sdoppia nei punti "s" punti di scelta (voluta o subita) che portano a strade alternative da quella principale. La linea tratteggiata è accompagnata da la "linea del simbolo". Ad ogni punto di svolta, di scelta, l'evento che ne consegue è sempre vincolato alla linea del simbolo: fatti diversi ma tutti collegati analogicamente ai significati del simbolo astrologico. 

Esiste una natura duale nelle cose.
In una certa misura le cose sono anche altro e alle volte si fa fatica a riconoscerle in quanto tali:  è difficile riconoscere dove comincia la linea di confine tra una cosa e l'altra.
Se per esempio immaginiamo di stabilire la linea di confine tra vita e non vita, utilizzando un’ottica aristotelica potremmo definire in modo arbitrario dove cominciano i due estrmi. Per esempio potremmo stabilire per l'inizio della vita quando l'embrione ha raggiunto il terzo mese dal momento del concepimento.
7)
Se invece consideriamo un ottica in cui il dualismo fa parte del tutto in certa misura, allora possiamo dire che in un dato momento esiste nel feto una certa componente di vita e non vita. Dal grafico qui sopra si vede ben rappresentata la differenza tra l'andamento di una linea adottando l'ottica aristotelica e quella invece di un logica sfumata (dall'inglese: Fuzzy).
8)
Le variabili che ho elencato possono avere un'incidenza positiva e negativa come mostrato dall'immagine qui sopra; ma anche in questo caso il concetto diventa sfumato.
La seconda parte: http://alramiastrologo.blogspot.com/2011/04/astrologia-quantistica-la-legge_21.html

"A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio." [Oscar Wilde] (bilancia)

5 commenti:

Marcello Phoenix ha detto...

Unità della vita nella visione olografica e quantistica

http://www.eridanoschool.it/rubriche/dettaglio_rubrica.asp?ID=120

Marcello Phoenix ha detto...

IBIDEM:

MEDICINA, FISICA QUANTISTICA, PSICOLOGIA E ASTROLOGIA

http://www.eridanoschool.it/articoli/articoli_di_astrologia_eridanoschool.asp?Id=116

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Grazie della segnalazione. Un tuo commento?

Anonimo ha detto...

L'uomo è un buco Nero Cosmico.
Caro Giuseppe, il tuo articolo è davvero interessante e minuziosamente intrecciato a dati scientifici. Mi fa venire in mente un racconto breve che scrissi tempo addietro e che aveva come tema la teoria (fantastica) che l'essere umano - come tutte le creature viventi - sia in grado di manipolare a livello inconscio e, alle volte, consio, il proprio futuro sulla scorta di un "potenziale di attrazione" universale che altro non è che la regola matrice o il "codice sorgente" con cui ogni cosa esistente è stata creata. Molte filosofie e religioni del pianeta sono in linea con tale ipotesi e l'odierna scienza - come hai dimostrato anche tu - stanno riscoprendo questo nuovo "Umanesimo" ponendolo quale chiave di volta per il prossimo passo dell'evoluzione. L'uomo è energia. Ma è anche capace di vettorializzarla fuori e dentro sé stesso. In buona sostanza si comporterebbe come un buco nero (l'inconscio e l'area dello spirito o se vogliamo l'anima) che rapisce ogni forma energetica cosmica e/o planetaria per tras-formare il proprio piano dell'esistenza. l'energia è vettoriale e scorre secondo differenti piani interlacciati nel tempo. Se al variare dell'energia corrispondesse il variare di questultimo si potrebbero avere, di conseguenza, differenti realtà. In parole povere universi paralleli. Tornando all'ipotesi secondo la quale ogni cosa è possibile purché la si voglia le cose iniziano ad avere un certo senso. E se a ogni scelta che compiamo i piani dell'esistenza si moltiplicassero seguendo il comportamento dell eparticelle quantiche? Ovvero se nel momento in cui effettuo una scelta consapevole - prendo la strada a destra invece che quella a sinistra - dessi a me stesso la possibilità di fare, in effetti, entrambe le scelte sdoppiandomi? In questo caso me il mio doppio avrebbero la possibilità di esperire entrambe le scelte (o tutte le possibili scelte), dando origine, ogni volta, a un universo parallelo che segue la teoria dell'energia "nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma". Da qui alla nuova ipotesi scientifica che l'universo non sia qualcosa che si espande da un punto centrale verso l'esterno, quanto più una serie "ipercubi" multidimensionali che a volte, si sovrappongono secondo infinite possibilità di combinazione per il semplice fatto che "io" credo che sia possibile. Ma l'argomento è ricchissimo di spunti e meriterebbe pagine e pagine di dissertazioni. Grazie per l'occasione. Un abbraccio, amico mio. Puoi se vuoi...

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Bellissimo intervento dello scrittore Alessandro Stajano.