24 ottobre 2016

Analisi astro-psicologica: ipotesi per direttive

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Mi dicono che su Facebook sono diminuiti gli articoli di ricerca e sono aumentati esponenzialmente quelli legati agli oroscopi:  previsioni settimanali sulla Luna in base ai 12 segni, analisi dell'ingresso del Sole nei 12 segni, specchietti sulle caratteristiche in amore dei 12 segni, etc. etc. Insomma, tutte cose che attirano l'attenzione degli utenti con un livello medio basso di intelligenza e di cultura. 

Stanno sparendo quasi completamente, invece, gli articoli che dovrebbero portare l'utente verso un approccio serio e intellettuale della materia. Certo, questo diminuisce il numero dei lettori; ma l'astrologia non dovrebbe essere quel sapere colto rivolto solo a persone intelligentissime? Non dovrebbe essere l'occasione per mostrare al mondo la complessità e la meravigliosità di un sapere straordinario? Non dovrebbe essere l'occasione per mostrare al mondo che l'astrologo è capace di ragionamenti e creazioni di fenomenale ingegno e intelligenza? Se io avessi notato che l'astrologia si riduceva a quegli oroscopi l'avrei sicuramente schifata e sarei divenuto membro onorario del CICAP. 

Ribadisco che ho fatto oroscopi in TV e radio, gratis, senza prendere mai un euro, ma avvisando che è una burla, un intrattenimento per scacciapensieri; e che l'astrologia seria è un'altra cosa. Perciò mi sono sempre impegnato a produrre qualcosa di serio. Zero condivisioni ma la consapevolezza che il mio è un lavoro serio e onesto. Ma quanti sono veramente intenzionati a studiare seriamente? Pochissimi. Io scrivo per questi ultimi; ed è a loro che propongo questo approccio psicologico.

Questo non è un pavoneggiare narcisistico in cui io sono il meglio e gli altri sono cacca; perché come me o meglio di me sicuramente ce ne sono tanti altri. Ma dove stanno? Perché non si fanno sentire? Sarebbe auspicabile che svanissero i finti astrologi che parlano di oroscopi e che venissero fuori i veri scienziati di straordinaria intelligenza.

Vediamo insieme e in maniera molto sintetica di definire i punti su cui dovrebbe concentrarsi un'indagine astro-psicologica secondo la mia idea.

1)Prima di tutto applicazione del rigore scientifico: sarebbe idoneo applicare test sulla personalità da confrontare coi propri risultati ottenuti con l'indagine astrologica. 

2)Concentrarsi su motivazione di base dell'individuo: quella intrinseca relativa alla sua disposizione generale di base, e quella estrinseca, cioè indotta dalle ricompense circa le proprie azioni. Cioè, quanto le proprie azioni siano durevoli, la costanza.

3)Analizzare le aspettative: realistiche, irrealistiche sul valore di sé e sul valore delle cose e dei propri sforzi.

4)Che la propria motivazione sia orientata verso i risultati, la scoperta, la performance, l'evitamento.

5)Il livello di equità percepita tra sforzi e risultati, ossia il grado di consapevolezza, cioè se sono chiari al soggetto come e quando raggiungere un risultato.

6)Il grado di coinvolgimento nelle cose, oltre la semplice  necessità.

7)Le abilità cognitive: capacità di risolvere problemi, formulazione idee complesse, progettazione, intelligenza generale e specifica.

8)Abilità fisiche: forza, potenza, resistenza.

9)Abilità percettive motorie: udito, vista, gusto, olfatto, tatto, tempo di reazione, destrezza, velocità.

10)Analisi del Locus of control: tendenza a sentirsi schiacciati dal fato, o a dominarlo.

11)Auto-efficacia percepita in base all'influenza verbale e comportamentale degli altri su di noi.

12)Capacità di adattamento agli altri.

13)Indagine sugli Interessi: realistici, artistici, sociali, etc.

14)Indagine sui valori: quanto sono costanti, stabili, e come sono mantenuti.

15)Emozioni: intensità, qualità, tipologie.

16)Analisi della tendenza all'approccio o all'evitamento in generale.

17)Atteggiamenti: quanto il soggetto è rigido a cambiare opinione o predisposto a evolversi.

18)Studio sulla soddisfazione generale dell'individuo: rapporto tra soddisfazione e performance.

19)Reattività e strategie alle condizioni di stress, soglia dell'ansia, come e se il soggetto si orienta a risolvere i problemi o gli stati emozionali.

20)Capacità di riconoscimento degli eventi stressogeni, quindi coscienza, consapevolezza.

21)Analisi sulla visione oggettiva e soggettiva delle cose.

22)Comportamenti controproducenti e numero di alternative.

23)Cause della felicità e mantenimento della felicità.

24)Cause dell'infelicità e mantenimento di comportamenti auto-svalutanti.

Questo è un primo abbozzo che probabilmente necessiterà di correzioni; ma che sicuramente invita a una ricerca lunghissima e di qualità, perché l'analisi astrologica non si limiti a un'accozzaglia disordinata di nozioni sull'individuo.

22 ottobre 2016

Ingannati dalla scienza?

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Nessuno scienziato accetterebbe di nascondere qualcosa di sensazionale, anche a costo di scardinare il sapere costituito. Pensare il contrario significa credere che tutti gli scienziati sono in cattiva fede, e che solo quelli che parlano di cose alternative sono quelli seri. Questo è un pregiudizio. Quella dello scienziato o dei governi che nascondo la verità è una bufala, cioè una moda moderna nata sul web.

Se esistono prove a supporto di una data cosa, non c'è trippa per gatti nemmeno per il più autorevole degli scienziati. È chiaro che ci sono scienziati che dicono un mucchio di sciocchezze quando parlano di un argomento che non gli compete, come per esempio l'astrofisico che parla di astrologia. Che cavolo ne sa? Su cosa basa i suoi giudizi? Su quel che sa della materia; e a meno che non sia un astrologo, non sa nulla. 

La storia ci insegna che la scienza è in continua evoluzione ed è per questo che è insostenibile l'idea di chi dice che la gente non accetta le nuove nozioni. Non siamo ai tempi del medioevo, siamo ai tempi di Kuhn, di Feyerabend, di Popper, dove il metodo scientifico della falsificazione nasce apposta per aiutarci il più possibile all'individuazione della verità, e non a nasconderla. Ciò che si nasconde non sono le verità scientifiche. Se fosse così allora saremmo ancora ai tempi del geocentrismo. 

I libri di storia e di scienza sono stati riscritti centinaia di volte. Ma il cospirazionista non prende in considerazione questa cosa.

La gente potrà accettare qualcosa di diverso da quel che dice il sapere scientifico accademico? Certo che sì, se il nuovo sapere trova conferme e prove. Lo abbiamo fatto sempre nel corso della storia! 

Questa storia che la verità ci è stata nascosta, è una moda di facebook perché fa piacere, a chi non ha mai aperto un libro, credere di saperne di più di chi invece studia da anni. Dal punto di vista psicologico, penso si tratti di un fenomeno che nasca dalla necessità di ristabilire una sorta di equità cancellando le gerarchie: tutti sono sullo stesso livello, cioè vorrebbero esserlo. 

Le prove devono essere veramente valide e convincenti per far cambiare idea. Naturalmente, dall'altra parte ci deve essere pure una persona veramente preparata che conosca almeno le basi della ricerca scientifica. Se uno studioso non cambia idea è perché le prove sono deboli, scarse o non ci sono affatto, anche se per gli inesperti possono sembrare assolutamente convincenti, o chi riceve l'informazione non ha studiato abbastanza. Ma non è di sicuro il semplice lettore di Facebook che può avere voce in capitolo per decidere ciò che è convincente o no dal punto di vista scientifico. Questo è di un'arroganza mostruosa.

Certe cose bizzarre possono convincere gli utenti su facebook che non hanno una laurea o che non sanno abbastanza di una certa tematica. È molto facile influenzare l'opinione pubblica se si parla di cospirazione, segreti, misteri. 

Senza una laurea, cioè senza una specifica competenza riconosciuta, non si può trattare un certo argomento. La laurea attesta che si sono apprese certe competenze. Chi non ha la laurea non può provare di aver appreso gli strumenti utili per poter fare ricerca, e quindi potrebbe credere di fare le cose per bene mentre sbaglia tutto. Certo, esistono laureati che non capiscono nulla; ma queste sono eccezioni. In realtà, se parliamo di ricerca, ogni laureato avrà gli strumenti per farla; mentre chi non ha mai aperto un libro non si può improvvisare ricercatore. Ma gli utenti di Facebook e del web fanno molta fatica a comprendere questa cosa così semplice.

Chi non ha la laurea su che cosa basa la sua conoscenza? Su qualcosa che egli stesso reputa valido? Ma senza una formazione adeguata come fa a riconoscere ciò che è valido da ciò che non è valido? Qualcuno ha già pronta la risposta: c'è chi ha una razionalità innata e quindi, anche senza studiare può capire tutto. La risposta è di una tale ingenuità che mi lascia sconcertato. Nonostante una certa predisposizione a essere razionali, ogni essere umano commette errori di ragionamento che spesso avvengono inconsapevolmente; le cosiddette fallacie logiche. Per questo, anche se si disponesse di una ferrea logica razionalità, non sarebbe sufficiente senza un'adeguata preparazione. 

Ogni scienziato sa già che il suo percorso è in evoluzione e c'è sempre da migliorare le conoscenze apprese. C'è un'idea comune che gli sciziati siano persone che si fissano su cose che non valgono e non si evolvono. È una visione distorta della realtà. Non sono tutti come Cecchi Paone che si limitano a ripetere certe nozioni. 

Vi hanno plagiato e manipolato facendovi vedere gli scienziati come creduloni che si fissano a ripetere a pappagallo quello che c'è scritto sui libri. E allora quali libri bisognerebbe studiare se tanto è tutto una bugia?  

Un soggetto che non è laureato o che non ha una certa cultura, come fa a sapere che sta facendo le cose nel modo giusto? Si autoproclama razionale? Non funziona così cari amici.

Einstein, che oggi è ritenuto l'esempio di genialità da tutti, o quasi, per raggiungere certi risultati ha dovuto laurearsi, studiare quei testi che la gente condanna come falsi e inutili, ha dovuto studiare la logica della ricerca scientifica per imparare a divenire più razionale e per aumentare la sua predisposizione a capire le cose più velocemente. Infine ha prodotto qualcosa di nuovo che è entrato nei libri di scienza. Allo stesso modo, le teorie di Einstein, Plank, etc. etc. hanno mutato anche la filosofia, e i filosofi ed epistemologi, cioè i filosofi della scienza, hanno dovuto rivedere le vecchie concezioni filosofiche e ricostruire il tutto, così è venuto Popper e Feyerabend, Derrida etc. etc. 

La scienza progredisce e non c'è nessuno che nasconde la verità. Non esiste nulla che possa scioccare la mente comune dato che non c'è alcun freno al progresso della scienza. Se ci fosse stato un freno, allora pure Einstein sarebbe stato frenato e ancora ci troveremmo al medioevo. Quindi, in conclusione, vi stanno INGANNANDO facendovi credere che c'è qualcuno che vuole nascondere la verità.

Voi che credete che l'umanità stia subendo un grosso inganno, siete i primi a ingannarvi perché accettate per buono il vostro modo di ragionare, credendo che sia privo di pregiudizi, dogmi e false verità. E invece è privo di reale conoscenza ed è solo ricco di presunzione. Quel che voglio spiegarvi è che è inutile negare il valore della scienza se nemmeno la conoscete!!! Per accettare o non accettare qualcosa bisogna prima conoscere. Senza conoscenze, cosa criticate? Come potete essere veramente obbiettivi senza conoscere????
Boooooooooooooo! 

Senza uno studio delle metodologie di ricerca, senza lo studio della logica e della filosofia della scienza, come si può essere veramente obbiettivi a riguardo di una data tematica? Come si pretende di giungere alla verità? 

Nessuno che non sia onesto mi risponderà, perché nessuno vuole veramente studiare, perché in partenza si esclude la validità di certe nozioni. Questo è antiscientifico: è solo il pregiudizio degli utenti del web, pigri e arroganti. 

15 ottobre 2016

Uomo e Natura (14^parte)

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Pallante in "la decrescita felice" si accosta al lavoro di Latouche offrendo una serie di esempi per rinunciare progressivamente, e in maniera intelligente, allo spreco. Ognuno potrebbe divenire produttore di qualcosa e tramite il dono, lo scambio, si potrebbe vivere tranquillamente. L'idea, anche in questo caso sembra essere inapplicabile poiché serve del lavoro accumulato per produrre quel che serve; e occorrono anche le risorse che non tutti dispongono. Terra, mezzi. Una soluzione inapplicabile. I più poveri non possono rinunciare a qualcosa che non hanno, ma applicabile solo per chi parte con delle risorse a disposizione. Come autoprodurre il vestiario? e l'energia elettrica? E gli strumenti tecnologici utili per la produzione di energia? Tutto sembra utopico. La crescita, per lui non è al servizio degli uomini; il reddito dovrebbe essere inversamente proporzionale alle proprie possibilità di autoprodurre, esaltazione della vecchia famiglia: i temi sono sempre gli stessi. 
In passato esisteva un rapporto perfetto tra uomo e natura, ma poi questo legame si è spezzato a causa della scoperta della proprietà privata. Il giusnaturalista Russeau lo affermava già secoli addietro. L'uomo è stato soggiogato da questo triste meccanismo e per Latouche e Pallante bisogna guardarsi indietro, al passato e recuperare un rapporto con la natura. Il soggetto è anche in questo caso, puro, se solo trova la possibilità di redimersi. 

Ma ciò che occorre è una risposta pratica al rapporto esistente tra uomo e natura. Daly ci prova: le risorse rinnovabili devono essere usate con una velocità tale che la natura possa ricostruirle. Questa è ancora la tesi della sostenibilità debole, non decantata da Giorgescu-Rogen. Cosa fare inoltre? Aumentare il valore dei prodotti, e ricordarsi anche della sostenibilità degli ambienti turistici per non alterare l'ambiente e regolarne i flussi.
 Mi è stato detto che molti non hanno ancora ben chiara la differenza tra zodiaco tropico e zodiaco siderale. Questo al punto da credere che quello che usiamo noi astrologi occidentali sia uno zodiaco sbagliato perché carente di un tredicesimo segno: Ofiuco. Ho già scritto molto sull'argomento e spiegato che questo è un errore gravissimo del lettore a digiuno di nozioni astrologiche; ma ho pensato che forse sarebbe meglio affrontare l'argomento attraverso un video: forse le immagini potrebbero portare maggiore persuasione in chi proprio non riesce ad accettare la realtà dei fatti. Non so quando potrò pubblicare questo video: forse passerà qualche settimana oppure un mese. Si tratta comunque di un progetto informativo per diffondere concetti di primaria importanza per qualsiasi astrologo serio e per chiunque vuole cominciare a studiare l'astrologia. Però non so fino a che punto lo studioso potrà ritenere valido questo mio proposito, anche perché la maggior parte di questi si accontenta di costruire oroscopi sui passaggi della Luna nei vari segni. Il che equivale a dire che vogliono le cose semplici, per passatempo e che non impegnino molto la riflessione, però atteggiandosi a professionisti e pretendendo umiltà da parte degli insegnanti: vorrebbero che tutti fossero sullo stesso piano. Sembra che il web abbia portato l'annullamento dei ruoli e della gerarchia. Il che rappresenta, a mio parere una miriade di nozioni a cui il lettore potrà dare credito non sulla base della competenza e dell'autorevolezza di chi scrive, ma sulla base della simpatia accordatagli. Il mio video, pertanto, sarebbe uno dei tanti a cui l'utente si interfaccia senza considerare la competenza. Detta così, ci si scoraggia perché se il proprio lavoro è equiparato a quello di un novellino, o peggio ancora di un imbonitore, e sono messi sullo stesso piano, allora non ha molto senso chiarire come stanno i fatti: ci sarà sempre il solito imbecille (come in effetti è già accaduto), che  darà dell'arrogante a chi ha da offrire qualcosa di veramente serio. Questo blog non è per tutti: è solo per chi ha un minimo di senno e crede ancora che la competenza abbia un qualche valore. Il mio video sarà solo per loro. Tutti gli altri sono invitati a non leggermi.  

12 ottobre 2016

Uomo e Natura (13^parte)

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Il nostro percorso di ricerca sul rapporto tra uomo e natura ci ha portato ad affrontare il pensiero di molti filosofi e sociologi, perlopiù Aquario e Toro, ma tranne in rare occasioni, si è demonizzato il progresso e si è sempre auspicato un ritorno al primitivismo. Questo è ancora più evidente in Latouche (Capricorno), idealista sino all'estremo (Luna in Aquario). In "l'ordine naturale e la scienza sociale" esprime immediatamente il concetto cardine del suo pensiero: la società è un mostro ideologico, cioè è diventata un mostro a causa dell'ideologia. Tutto è un'invenzione, tutto è un concetto da dimenticare, da decostruire e da reinventare. 

L'economia, per esempio, è solo un'idea, un concetto, così come il capitalismo, il lavoro, sono solo idee da dimenticare. Sono concetti da rivedere completamente cambiando modo di pensare. La realtà non si può cambiare; ma se consideriamo il fatto che tutto può essere ricondotto a idee e concetti, allora possiamo ribaltare tutto, poiché le idee possono essere riviste. La colpa, di questa deriva ideologica è data, secondo lui, da tutti gli studiosi del passato che hanno appunto inventato concetti come l'economia per esempio, e persino di chi ha sondato la psiche dell'uomo, perché se l'uomo fosse stato dipinto come buono, anche la società lo sarebbe stata. Infondo è come se noi siamo quel che ci dicono di essere; il che non è poi così errato. 

Tutti i sociologi sono colpevoli di aver descritto quel che vedevano, Smith (Gemelli) che ha fondato l'economia sul libero scambio, precursore della globalizzazione; Polany (Scorpione) e Boisguilbert (Aquario) soprattutto per aver parlato dell'autoregolazione del mercato. 
Quel che sta alla base di questi concetti economici è il lusso, simbolo del sodalizio tra aristocratici e mercanti. E persino Weber (Toro) è colpevole per aver descritto in "l'etica protestante" come la religione benedisse il benessere. Tutti concetti che hanno condizionato il modo di vedere delle generazioni future. 

La soluzione sta nel decostruire quei concetti. Decostruire è un termine usato da Derrida (Cancro con Sole in 11^ Casa) in "la grammatologia", per intendere la trasformazione della realtà in idea. Latouche lo utilizza ne "la scommessa della decrescita": si può uscire dal consumismo decostruendo e auspicando a una nuova età dell'oro, preistorica. 

In "la megamacchina" e "la scommessa della decrescita" gli uomini sono descritti come un gigantesco ingranaggio: bisognerebbe mettere in discussione il mito del progresso che è una religione perversa. Tutto è sbagliato, persino le rivendicazioni sociali, perché bisognerebbe non ambire alla ricchezza, bisogna rinunciare a certi bisogni per ritrovare la felicità. Un semplicismo da Marte in Ariete. Persino una critica allo sviluppo sostenibile: Ciò che è da proporre è l'africa delle savane, quella selvaggia e incontaminata. Guai allo sviluppismo ma recuperare il ruolo del dono. Famosa la sua visione della società in 8 erre: ristrutturare, riconcettualizzare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare.

Tornare all'autoproduzione, in accordo con Pallante e ridurre qualsiasi tipo di consumo. Inoltre, a suo dire in accordo con Ellul (Capricorno) bisognerebbe lavorare due ore al giorno. Verrà una fede pluriversale per demistificare le idee della razionalità capitalistica, dell'individualismo, del progresso e dello sviluppo. Ognuno è colpevole a pari modo ma non comprende che di mezzo ci sono ancora una volta stratificazioni sociali e lobby che impediscono questo tipo di processo, assai utopico. Tornare al primitivo, al vernacolismo alle vecchie comunità; ma non si accorge delle conquiste: la sanità, il ruolo della donna. La politica rapace ha ucciso il dono e bisogna perciò recuperarlo. Insomma il baratto, lo scambio è la soluzione. 

06 ottobre 2016

Uomo e Natura (12^parte)


Anche per Dickens (Ariete) è necessario rivedere gli scritti di Marx per guardare al progresso con un occhio diffidente, esattamente come aveva fatto Beck (Toro) proponendo una soluzione di tipo etico del non correre alcun rischio, rinunciando alle innovazioni. Dickens come Dunlap e Catton cercava una scienza multidisciplinare ma non conosceva ancora il NEP fondato da questi, il nuovo paradigma in 4 punti, descritto precedentemente. Lui fa' un collage di autori diversi, passando da Marx (Toro) a Jung (Leone) sino a Parsons (Sagittario) e altri autori. 

La sua analisi in "society and nature" parte dalle tesi di sinistra in cui bisogna risolvere il problema ambientale con una riforma del capitalismo, e la tesi di destra che invece esalta l'azione individuale. Non basta modificare la produzione, per lui, occorre ricostruire un rapporto con la natura attraverso una nuova scienza che li accomuni. Di Marx (Toro) riprende il concetto di alienazione. Per l'economo la natura era il corpo inorganico dell'uomo, legame che si è rotto col capitalismo. Questo estraniamento dal suo corpo inorganico si è poi diffuso tra uomo e uomo; ma il comunismo per Marx, potrebbe riportare l'uomo alla sua condizione originaria.  Questa rottura sta nel sistema di produzione, in ragioni socio economiche, nella produzione della società capitalistica; ma Dickens slega questo concetto dalle ragioni economiche; per lui l'uomo si isola nella società e conclude che occorre recuperare un rapporto con se stessi per venire fuori da questa alienazione.   

Toonies (Leone) già parlava del fatto che prima dell'invenzione della macchina esisteva un legame particolare con la terra, che poi si è spezzato con la società industriale; per Spencer (Toro) la società era sì un organismo, ma non era intesa come un tutt'uno con la natura. La sua idea partiva dalle concezioni di Darwin (Aquario) sull'adattamento, e stando a questa concezione naturale, per Spencer lo stato tiene in vita gli inadatti. Marx (Toro) parlava di trasformazione della natura, ma Dickens vuole spingersi oltre: unificare uomo e natura. Riprende Habermas (Gemelli con Sole in VII) che in "l'evoluzione della società) parla dell'uomo, della società che ha carattere politico, culturale ma in essa risiede pure la capacità di saper interrogare la natura per imparare dal passato e per formare una memoria collettiva in evoluzione. Ma Habermas, per lui, non ha compreso realmente il rapporto tra uomo e ambiente. 

Da notare che la questione di una memoria collettiva si ritrova in Jung, anch'egli con Sole in VII Casa. 

Di quest'ultimo, Dickens riprende il concetto di madre terra, che è come un vivo organismo, concetto che nasce dal rapporto tra madre e figlio alla base per superare il dualismo tra uomo e natura. Insomma, la natura è come la madre che partorisce l'uomo, naturale anch'esso; idea presa in adozione sopratutto dalle correnti eco-femministe.  

Di Parsons ( e l'Ariete Malinowsky)  prende le idee sul funzionalismo: anche per questo la società è come un organismo biologico, con le sue regole e non può essere considerato come la somma delle azioni individuali (concezione simile a quella del Toro Bateson). La società, per Parsons ha una funzione di adattamento all'ambiente e viceversa, c'è un coordinamento dello stato e della religione che assieme alla famiglia e alle attività del tempo libero contiene le tensioni sociali. Una teoria ottima seppur considerando solo la dimensione statica e non dinamica dei processi, in cui i bisogni vengono sempre soddisfatti, cosa che non è sempre vera. 
La conclusione è il primitivismo, scartare la modernità e tutto quello che è venuto dopo la rivoluzione industriale. 

Notizia di servizio: in questi giorni c'è un gran fermento sul mio blog nonostante gli articoli siano poco interessanti per chi cerca notizie astrologiche. In realtà si tratta di articoli che servono per tappare i buchi della mia assenza, dato che in questo periodo sono fortemente assorbito dallo studio (articoli scritti qualche tempo fa e conservati in memoria per essere pubblicati proprio in circostanze del genere). Entro due mesi avrò finito tutto quanto e dovrò solo prepararmi per la seduta di laurea che terrò tra circa tre o quattro mesi, con Saturno in congiunzione sul mio Sole radix. Purtroppo, non posso rispondere alle vostre richieste per almeno due mesi, ma voi continuate a inviarmele lo stesso. Il fermento di cui parlavo poco fa, però dipende dai video che ho pubblicato su youtube e che stanno infiammando un po' gli animi. 
Qualche giorno fa ho totalizzato 643 visualizzazioni quando la media giornaliera è di circa 200 visite. Questo mi ha riempito di orgoglio. Adesso le visite sono stabili a quasi 300 al giorno. Il che sta a significare che sto crescendo sempre di più. Per un blog il risultato è molto soddisfacente. 

04 ottobre 2016

Uomo e Natura (11^parte)


Riprendere la concezione del soggetto puro della filosofia, l'uomo non corrotto, come detto precedentemente nello scorso articolo, sembra essere l'idea ricorrente dei neo-Marxisti che si discostano dal lavoro di Dunlap e Catton. Abbiamo visto che per Marx (Toro) il soggetto puro stava nel proletario o nel borghese impoverito che avrebbe fatto la rivoluzione contro il sistema capitalistico della concorrenza. 

Abbiamo visto però che per Weber (Toro) il soggetto puro non esiste e che per O'Connor il soggetto puro era chi ancora non era stato corrotto dall'ideologia. Per Beck (Toro) il soggetto puro esiste e sta nella contraddizione del soggetto indipendente che è slegato dalle maglie della società perché divenuto individualista. Tutto l'opposto di Orkheimer (Aquario) che nel suo "la dialettica della redenzione" pensava che l'individuo stesse dalla parte del dominio, accetta acriticamente la realtà che lo circonda, perché vive in quella "gabbia d'acciaio" già descritta da Weber. Per Beck l'uomo si muove liberamente dalla società, perché cerca l'auto-realizzazione, ben lontano dalla solidarietà di classe di un tempo. Il che è positivo se consideriamo il fatto che può approcciarsi al problema ecologico dello sfruttamento delle risorse attraverso una scelta etica individuale. senza la solidarietà di un tempo l'uomo non è più allineato, è libero dalla gabbia d'acciaio e quindi può creare una nuova solidarietà. La purificazione avviene con la pluralizzazione. Il tutto avverrebbe attraverso il riconoscimento dell'esistenza di un rischio. Qui è interessante notare come il segno del Toro sia legato alla prudenza in contrapposizione allo Scorpione che invece ama sguazzare in situazioni intricate sfidando un po' la sorte per mettere alla prova la propria resistenza. Il Toro invece necessita di ritmi lenti e della pace. Quindi per lui occorre riconoscere il problema e organizzarsi di conseguenza. Ma cade in contraddizione quando critica la scienza e gli scienziati per le loro invenzioni tecnologiche e poi sono quelli che servono per individuare i rischi...

La sua visione risulta essere assai poco pratica se consideriamo il fatto che il problema non è tanto politico ed etico quanto tecnologico e gli interessi in gioco sono delle lobby che manipolano l'opinione pubblica e rallentano la possibilità di nuove invenzioni per inquinare meno: un po' ingenuo come il Rifkin (Aquario) che prospettava un futuro all'idrogeno senza considerare tutto ciò che sta dietro alla realizzazione di un progetto del genere, cioè degli sforzi economici necessari per giungere all'utilizzazione di energie pulite al 100%. Si nota, sempre una soluzione filosofica e poco pratica in tutti gli autori che hanno contribuito al tema dell'ambiente e dello sfruttamento delle risorse. Se poi si riprende il concetto Marxista del soggetto puro, allora ci si rende conto quanto la sociologia sia ancora intrisa di idee speranzose. 

Il problema, per lui è il progresso, è un problema ideologico e di buon senso. Però dimentica pure che ci sono fenomeni come l'effetto serra che non possono essere affrontati con la scelta etica di una sola autorità. I problemi dell'inquinamento non sono solo singoli fatti possibili, probabili, soggetti alla valutazione di un'autorità politica che ne comprende il potenziale pericolo. Vero che il comportamento si modifica quando si comprende l'esistenza di un rischio come afferma la Douglas (Ariete). Quindi esalta il vecchio e critica il nuovo, il moderno, la tecnologia, la scienza, pur esaltando la germani che usa le risorse rinnovabili, l'energia eolica etc. 

Questa malinconia verso il passato lo porta a rimpiangere la vecchia famiglia tradizionale, idea già cara ai vecchi autori della sociologia rurale affrontata qualche articolo fa. L'emancipazione stessa della donna è un problema perché aumenta la concorrenza già esistente tra gli uomini; e persino il divorzio non è cosa buona dimenticando che certe volte è l'unica via d'uscita da una situazione deludente. 

01 ottobre 2016

Web da incubo: l'identità sul web tra alieni e terra piatta



Una punta di simpatia unita alla solita vena filosofica e moralistica di Al Rami, ci accompagna in un altro meraviglioso viaggio virtuale nel web da incubo. Questa volta si parla del comportamento esagerato di certi sostenitori delle idee alternative quali gli ufologi, gli astrologi e i terrapiattisti. Tutti accomunati da un elemento... Scopriamo insieme di cosa si tratta.