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23 giugno 2022

SEMINARI DI ASTROLOGIA

Sono partiti i seminari astrologici che terrò presso la scuola di astrologia Astrea di Amata Gioviale. 

Si comincia con "TROVA IL TUO AVATAR ASTROLOGICO", per la tua crescita personale.


 

POSTI LIMITATI!

CLICCA QUI  PER PRENOTARE IL TUO POSTO. 

 

 

2)Come correggere l’ora di nascita.

Programma del corso:

L’attenzione ai transiti di Marte sulle cuspidi delle Case

L’intervista da sottoporre ai clienti.

Gli effetti della suggestione.

 

3)Il calcolo della dominante:

Le statistiche Gauquelin e l’effetto Marte.

Perché usare il metodo dei quattro angoli e non altri.

Esempi pratici.

Seguiranno seminari sui seguenti argomenti: 

-L’arrivo del grande amore: Quando troveremo il grande amore: tema di nascita, transiti e rivoluzioni solari.

-Come cavarsela dai cattivi transiti: esorcizzazione del simbolo e azioni protesiche.

-Come integrare l’ombra: cosa è l’ombra, come integrarla e come riconoscerla dalla lettura del tema natale.

-Lo scopo della tua vita: come trovare se stessi con lo studio dell’astrologia e della tua psiche.

-Curiosità astrologiche: come individuare gelosia, cattiveria, bontà, intelligenza, astuzia, e mille altre cose, dalla lettura del tema di nascita. Un dizionario astrologico per saziare ogni curioso. 

-Tradimenti astrologici: come individuare il traditore seriale e i periodi più critici per subirli.

-Come i segni si incasinano la vita: abitudini e difetti di ogni segno, e come migliorarsi.

 

Per info chiama al 3387271537

 

Al Rami è astrologo dal 1997, uno dei più noti autori, con pubblicazioni in campo della crescita personale e dell'astrologia. Sii il cambiamento che vuoi nella tua vita! Osserva il cielo ed esplora la tua anima. 

31 gennaio 2019

Nomi, astrologia, numerologia


Mi chiedono cosa penso della pratica di interpretazione dei nomi applicata all'astrologia. 
Secondo il mio punto di vista, il classico "nomen-omen" è tutta una questione di sincronicità; basti pensare che molti astrologi credono all'idea che sia sufficiente dare un nome mitologico a un pianeta per vederne le caratteristiche astrologiche (cosa che non mi convince per niente). Ma è anche vero che se vogliamo trovare un parallelismo tra il nome e la vita del soggetto lo troviamo lo stesso, forzando un po' o troppo la mano. 
Se poi dobbiamo cercare l'equivalente del singificato del nome nel tema di nascita, anche qui diventa una ricerca forzata. Insomma, per me è un semplice gioco senza alcuna pretesa di validità.

Faccio un esempio per dare dimostrazione del perché sono giunto a questa conclusione: Giuseppe significa "colui che è stato reso grande da Dio". Ebbene, intanto possiamo trovare qualsiasi ragione per dimostrare che io sono stato reso grande da Dio, ma questo non significa che lo sono per davvero, e nemmeno che lo sono tutti quelli che si chiamano come me. Secondo altre fonti Giuseppe significa "che Dio accresca, aggiunga (il neonato ad altri figli)". Praticamente è indice di fertilità. Ma quanti Giuseppe al mondo sono sterili e non possono avere figli? Solo in Italia siamo più di due milioni ad avere questo nome. Tutti saranno caratterizzati da questo accrescimento? Conosco degli omonimi che non possono avere figli. È il caso di un mio carissimo amico.

Il nome è di origine Aramaico-Ebraica. "È   un nome teoforico ossia contiene in sé il nome divino. E qualcosa di divino si porta dentro ogni omonimo: divino che ne fa un uomo buono, paterno-materno e affettuoso. Idem Giuseppina". 
Cercando un po' online non è difficile trovare alcuni personaggi poco raccomandabili che sono stati arrestati e che si chiamano come me. Anche loro portano dentro di sé qualcosa di divino? Sarebbe troppo ingenuo.

Se poi dobbiamo  cercare la bontà, la fertilità nel tema di nascita pur di far corrispondere le cose, allora ci possiamo sbizzarrire come e quanto vogliamo usando la parte di fortuna, i paralleli di declinazione, le stelle fisse. Possiamo cercare i punti che più ci piacciono e che riteniamo più significativi per la nostra osservazione e interpretazione. 

Per esempio relativamente alla definizione "colui che è stato reso grande da Dio", potrei citare Giove in congiunzione alla parte di fortuna, oppure relativamente alla "fecondità" potrei citare che il signore del Sagittario (Giove-espansione) si trova in trigono alla Luna (fecondità). Ma questo è un esercizio che non dimostra affatto che esiste un nesso tra il proprio nome e il tema di nascita. Semmai dimostra che nel tema di nascita, possiamo trovare per puro caso, o forzatamente, ma talvolta anche in maniera chiara, i simboli che meglio si prestano a confermare il significato del nome. Ma un conto è il singolo caso e un conto sono soprattutto quei casi che non confermano la regola, come quei criminali arrestati e che si chiamano come me. 

Facciamo un altro esperimento. Possiamo usare un nome diverso dal nostro per dimostrare che ugualmente possiamo trovare un parallelismo nel nostro carattere e nel nostro tema di nascita: io ho scelto a caso Francesco:

"porta del ‘FRESCO’ già nella ‘sagoma’ del nome: fresco umano, sociale, psicologico, poetico e spirituale. Come si può leggere in filigrana anche il ‘SANO’ morale e il ‘SAN’ titolo meritato soprattutto dal poverello d’Assisi"… Oppure "Il nome deriva dal latino "Franciscum" che significava "appartenente al popolo dei Franchi". I Franchi furono un popolo di provenienza germanica che si stabilì in Gallia nel V sec. d.C. dandole anche il nome di Francia. Francesco è tradizionalmente festeggiato il 4 ottobre in ricordo di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, di Assisi, di Massa Carrara, dell'ecologia, dei commercianti, dei cordai, dei mercanti, dei tappezzieri, dei floricultori. Francesco d'Assisi in verità si chiamava Giovanni e fu il padre stesso, al ritorno da un viaggio d'affari in Francia, a chiamarlo Francesco. Si ricorda anche Francesco di Sales, vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa, patrono degli scrittori, dei giornalisti, dei tappezzieri e di Torino. Vengono usati i seguenti diminutivi: Chicco, Chicca, Cesco, Checco, Cecco. Francesca viene festeggiata il 9 marzo in onore di Santa Francesca Romana vissuta tra il 1384 e il 1440. E' patrona degli automobilisti e delle vedove". 

Sano, morale, psicologico, poetico, sprituale, sono tutti termini che mi appartengono. Non lo si può negare. La moralità sta nel Sagittario, la poesia sta nel mio Mercurio semisestile a Nettuno, la mia spiritualità nella Luna in trigono a Nettuno. Son pure laureato in psicologia, visto che ho Giove, pianeta del mio segno solare, in 8^ Casa, la Luna sestile a Plutone e la terza Casa con Venere e Urano in Scorpione. Ecco fatto. Ma io mi chiamo Giuseppe e non Francesco! 

La logica è semplicissima: tutto è talmente vago che può essere associato veramente a tutto. Infatti sarebbe assurdo affermare che se Francesco si addica alla mia vita è una coincidenza mentre non lo è il nome Giuseppe. Allora possiamo sbizzarrirci veramente usando qualsiasi altro nome. La conclusione è sempre la stessa: con l'ermeneutica facciamo corrispondere qualsiasi cosa ci pare e piace. 

E inoltre: quanti Francesco o Francesca possono dire che la Francia è stata determinante nella loro vita? Qualcuno sì, ma ciò non conferma niente, per la semplice logica che la dimostrazione di un fatto sta nella sua falsificazione, cioè occorre dimostrare che è falso anche il contrario di ciò che si crede sia vero. Si tratta del "principio di non contraddizione". Secondo me ogni astrologo alla ricerca della verità dovrebbe essere a conoscenza di come procedere per non scambiare lucciole per lanterne. A meno che non dia per scontato che quasiasi affermazione astrologica o esoterica funziona senza sé e senza ma. 

Però io penso che la prima cosa da fare sia quella di sperimentare sulla propria persona, proprio perché lo scontro diretto con i fatti può disilluderci sul funzionamento di qualcosa, a meno che la convinzione non sia così forte da impedirci di essere obiettivi.

Un altro esercizio divertente, ma che secondo me non funziona, è quello numerologico. Dato che mi è stato chiesto cosa penso della numerologia  e di quella applicata ai nomi, ecco il mio parere.

Una volta, tanti anni fa un'astrologa-numerologa volle interpretare il mio futuro attraverso la data di nascita. Tirò fuori alcune date che non erano affatto tra le più significative della mia vita, ma trovò la scusa che invece qualcosa era successo, ma dentro di me. In questo modo non potendo dimostrare coi fatti ciò che accade dentro, io rimasi col beneficio del dubbio mentre lei si fece trasportare dall'entusiasmo. A parte che la questione che i pianeti possono manifestarsi solo inconsciamente è una bufala bella e buona.

Infatti noi abbiamo testimonianza indiretta dell'inconscio soltanto perché qualcosa viene fuori dal comportamento. Perciò qualsiasi fatto astrologico deve essere accompagnato necessariamente e obbligatoriamente da un fatto interno e da un fatto esterno. Se poi parliamo di processi inconsci, allora lì possiamo veramente dire tutto e il contrario di tutto.

Però non escludo a priori che la numerologia possa avere un fondamento. 

Tanti anni fa, proprio all'inizio dei miei studi comprai un testo intitolato "astrologia esoterica onomantica". Questo testo promette di scoprire qualcosa su noi stessi attraverso l'analisi numerologica del nostro nome e cognome. Lo sperimentai da cima a fondo ma poco dopo lo abbandonai sullo scaffale della mia libreria e l'avrò ripreso forse una o due volte in ventidue anni di pratica. Voglio dire che si tratta di argomenti assai affascinanti di inestimabile valore storico, ma che se però devono essere applicati per fare una previsione, per stabilire la personalità o alcuni aspetti di essa, allora è meglio lasciar perdere. Insomma, si tratta di argomenti che secondo me servono solo per ricordarci quali strumenti e ragionamenti sono serviti all'uomo per conoscere il mondo. Mi viene da pensare a un grande ingegno, al confluire di mille tradizioni, filosofie, credenze. Ma che poi tutto questo sia verità per scoprire alcuni aspetti della nostra esistenza, beh, è tutta un'altra storia. 

Ciò non significa che non credo nel fatto che i numeri possano avere un valore qualitativo oltre che quantitativo; altrimenti tutta l'astrologia cadrebbe a brandelli. Infatti lo zodiaco si basa su 12 parti, si basa sugli aspetti angolari, numeri che indicano rapporti di potenze energetiche positivi o negativi. Ma questo è valido per l'astrologia, non per i nomi. Cioè se è vero che possiamo dare un numero a qualsiasi cosa è anche vero che  è determinante COME associare un numero a una certa cosa. Per esempio, il fatto di associare alla lettera "A" il numero 1, è la scelta più ovvia che si possa fare, ma non è detto che funzioni. Non è detto nemmeno che il valore numerico di un nome sia derivabile dalla somma dei numeri attribuiti a ciascuna lettera dell'alfabeto internazionale o ebraico, o cirillico, o sanscrito etc. etc. Insomma, un conto sono le leggi di natura individuate e un conto le scelte arbitrarie che adottiamo per applicare queste leggi di natura a ogni fenomeno.

Relativamente a cosa penso di chi pratica tali astrologie, io credo che ogni astrologo abbia il diritto di applicare quel che vuole; ma credo pure sia del tutto lecito porsi questi dubbi e fare queste riflessioni a seguito della mia esperienza diretta, dato che è stato chiesto un mio parere. Ai colleghi che applicano tali nozioni io non consiglio nulla, ma sono contento per loro se riescono a trovare giovamento da questa pratica. In fondo, dove c'è gusto non c'è perdenza. Ma se mi si chiede di applicare tali nozioni alla mia pratica,  il mio è un no categorico.

04 maggio 2018

I maniaci sul web

Tanti anni fa cominciai a studiare l'astrologia per conoscere il mio futuro per capire se avrei sofferto ancora. Nella mia infanzia, infatti, sono stato vittima di violenze fisiche e psicologiche. Mi interessava sapere soprattutto se dal mio tema di nascita venisse fuori questa cosa. 

Capire cosa scatta nella mente di un maniaco o di chi fa violenza fisica o psicologica è stato uno uno dei motivi per cui, invece, ho deciso di laurearmi in psicologia alla triennale.

Siccome nella vita si ripetono certe dinamiche, durante il corso della mia frequentazione del web sono incappato in maniaci e in altri individui che mi han fatto violenza psicologica per esempio ossessionandomi con accuse, o con messaggi anonimi, o con offese, o con la pressante insistenza. Del tutto legittimo esprimere il proprio giudizio e il proprio parere, ma sino a un certo limite che non deve essere superato.

Quando la percezione soggettiva di non fare del male gravissimo viene disillusa dalla percezione della vittima che appunto lo rende noto, lì subentra un reato punibile anche penalmente,a maggior ragione se poi la volontà di far del male è invece evidente. 

A prescindere da ciò che io posso aver fatto o detto, la violenza non è mai giustificata e nemmeno le ossessioni; poiché violenza genera altra violenza, soprattutto quando si è mossi dalla disperazione.  

Ognuno di noi, per sfuggire a tali persecuzioni, infatti, adotta le strategie che meglio crede; e sono tanto più importanti quanto più la percezione dell'offesa è grande. 

Anche dal punto di vista psicologico mi sono fatto un'idea ormai abbastanza completa del fenomeno e perciò ho deciso di scrivere un libro che parli anche della violenza sul web, alla luce delle mie conoscenze psicologiche e astrologiche. 

Il maniaco non si rende conto di esagerare e giustifica sempre le sue azioni ritenedo legittimo ogni intervento. Troverà sempre una ragione per giustificare le sue ossessioni e negherà di essere ossessionato. 

Io sono dell'idea che tutti possiamo sbagliare perché nessuno è perfetto; tutti possiamo perdere le staffe; ma l'importante è rendersi conto che non si può vivere una vita nell'odio. Però si può reagire alla violenza in maniera intelligente:

Prima di tutto non fatevi mai togliere il sorriso da nessuno.
Io farò di queste violenze il mio cavallo di battaglia per aiutare chi come me ha sofferto per gli abusi subiti. E lo farò con questo mio libro che approfondisce il tema sia dal punto di vista psicologico e sia dal punto di vista astrologico.

Quando non c'è ascolto alla parola "basta", noi possiamo difenderci denunciando gli abusi. 
La mia denuncia è contenuta in questo libro che verrà pubblicato da un'importante casa editrice italiana. 

Chiunque senta la necessità di sfogarsi raccontandomi la propria storia di abusi, troverà in me la massima empatia perché so cosa significa, ma ho avuto la forza di non farmi schiacciare. Anzi! 


14 febbraio 2018

Il senso di colpa e Saturno

Per quel che ci succede possiamo dare la colpa a noi stessi o agli altri. Ma in entrambi i casi il giudizio non è che un primo passo verso qualcosa di più efficace: la risoluzione di un conflitto interno o esterno, a patto che ci siano i presupposti. 

Sia che si cerchi un colpevole e sia che la colpa sia la nostra, quel che ci limita è rimanere insabbiati nel passato. Ricordare qualcosa di spiacevole per aver trasgredito o per qualcuno che ha trasgredito un norma, un codice, un valore, ci fa stare male. 

Tanto più forte è un nostro valore e tanto più è dura la colpa da infliggere a noi stessi o agli altri. Perciò il senso di colpa va di pari passo con il nostro super-io, con Saturno. Attenzione: il super-io non è sempre il nostro benevolo genitore interiore; talvolta è anche il gerarca intransigente. Perciò più siamo rigidi con noi stessi o con gli altri e più grande sarà il senso di colpa che proveremo o che daremo a chi ha "osato" infrangere un nostro valore.

Esistono valori che sono più o meno universali e perciò più o meno condivisibili da tutti: per esempio è sensato sentirsi in colpa per aver commesso un omicidio ed è sensato accusare chi ha commesso un omicidio. Se invece parliamo del valore della "verità", la cosa diventa molto soggettiva: c'è chi non si sente in colpa per aver per esempio dato generalità false, ma accusa qualcuno che crede in certe teorie. 

Talvolta, infatti, accade di essere troppo intransigenti con gli altri e poco transigenti con noi. L'orgoglio, l'istinto di difesa, talvolta ci portano a dare poco peso a ciò che facciamo agli altri. Per esempio chi soffre di un disturbo narcisistico della personalità tende a non provare alcun senso di colpa per ciò che commette ai danni del prossimo. 

Esiste poi un altro senso di colpa, ossia quello che viene utilizzato per far fare agli altri quello che vorremmo: "sei cattivo se non mi dai un bacio", "sei un truffatore se credi in certe statistiche",  "sei un inetto se credi a certe cose". Insomma c'è chi ci vorrebbe far sentire in colpa se sosteniamo un'idea, una persona, o se non la sosteniamo. Manipolazione.

 E poi ci sono quei casi in cui diamo la colpa a noi stessi: "sono nato sfortunato", oppure "non dovevo dare tutta quella confidenza a quella persona", oppure "come ho potuto fare quell'errore grammaticale davanti a tutti?". Possiamo sentirci in colpa veramente per qualsiasi cosa; e molto cambia da persona a persona: ricordo di un mio compagno che in classe disse una parolaccia e se ne vergognò tantissimo. Si domandò: "chissà cosa adesso penseranno di me". Un altro invece si vantava di inventare ogni giorno nuovi turpiloqui da rivolgere ai professori senza curarsi di esser ascoltato o meno. 

Tutto dipende dai propri valori. Ma sembra che sia quasi più saggio provare senso di colpa per quel che si è commesso e allo stesso tempo sia meglio non essere troppo rigidi con gli altri: il fatto è che non tutti hanno lo stesso sistema di valori. Per taluni potrebbe far schifo chi si nasconde dietro un falso nome e per altri invece potrebbe far schifo chi non li lascia in pace. Insomma, ognuno sa' dentro di sé cosa è giusto e sacrosanto. In ogni caso, occorre buonsenso; e non è facile sia perdonare gli erorri commessi dagli altri e sia quelli commessi da noi stessi. È una cosa soggettiva, molto personale. 

E voi, perdonate di più gli altri o voi stessi? Io generalmente tendo più a perdonare gli altri tant'è che dopo qualche tempo dimentico quel che mi è stato fatto. Naturalmente, se il danno è reiterato allora è facile non dimenticarsene. Però c'è chi per forza vuol dare una punizione, spesso esemplare. Ed è sempre il Saturnino. 

Il Saturnino è giudicante. 
Chi ha Saturno in aspetto dissonante ai luminari tende a dare soprattutto la colpa a sé stesso. In ogni caso, la ricerca di un colpevole da punire è legata a Saturno. Punizione significa durezza, significa esercitare la propria intransigenza; significa ricordare i nostri valori. 

Ora, già il fatto che non tutti condividono gli stessi valori significa che ognuno può provare a modificarsi per essere più tollerante sia nei confronti degli altri e sia nei confronti di sé stessi. Se in passato qualcuno ci ha fatto del male, ormai è passato; ma è un passato che rimane assai presente persino nel futuro (scusate il gioco di parole).

Da notare che il passato è la Luna. Perciò il senso di colpa, evidentemente, è anche fortemente connesso a essa. Una memoria molto corta, certamente aiuta a perdonare e perdonarsi. Esattamente l'opposto per chi ha la Luna in posizione molto forte. E naturalmente non va dimenticato il segno dello Scorpione, che è vendicativo. Ciò lascia presupporre che la Luna deve necessariamentre avere un peso determinante per questo segno zodiacale. Che la Luna sia in esaltazione nel segno dello Scorpione, in trasparenza, in domicilio diurno o notturno che dir si voglia, non è importante al fine interpretativo. Ma sappiamo che se però lo Scorpione è generalmente vendicativo (o lo è una particolare tipologia di Scorpione), allora vuol dire che non dimentica facilmente e che quindi ha una gran memoria e che quindi è collegato alla Luna. Si parla però di una memoria che si attiva lì dove vi sono eventuali ferite. 

Certo, le ferite non si dimenticano tanto facilmente soprattutto se esse riguardano un valore per noi sacrosanto; ma c'è chi riesce a tollerare meno certe situazioni. E lo Scorpione, difatti sembra essere davvero poco tollerante (sia ben chiaro che questo segno ha mille pregi e non solo difetti).

Ma la vita merita di esser vissuta guardando avanti perché pensare alla colpa significa essere rigidi. Chi è troppo rigido non vive bene con sé stesso né con gli altri. Il senso di colpa ha senso purché non diventi patologico, una fissazione. Il senso di colpa che proviamo verso un nostro errore o dar la colpa a qualcuno per qualcosa che ci ha fatto può aiutarci ad autoregolarci: nel primo caso ci insegna a noncommettere più lo stesso errore, a imparare dall'esperienza; nel secondo caso invece ci insegna a evitare certa gente.

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NON DAREMO MAI A NESSUNO LA SODDISFAZIONE DI VEDERCI TRISTI.

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Io nelle vesti di esploratore nei sotterranei del castello Aragonese di Otranto.
Io davanti a una gigantografia del fotografo Toscani.
Certe volte il poco che abbiamo per noi è il molto di altri...