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12 marzo 2017

Siamo tutti interconnessi


Una delle regole fondamentali della fisica moderna è quella in cui si sostiene che massa e movimento sono interconnessi, interdipendenti, inseparabili. Naturalmente ci si riferisce al mondo dei quanti e non al mondo fisico dell'essere umano: il comportamento vibrazionale e ondulatorio compare solo quando si scende nell'infinitamente piccolo. Tuttavia è possibile applicare al mondo umano tale principio facendo finta che le stesse regole siano valide anche per un mondo fisico più grande. Attenzione: facendo finta. Questo passaggio logico è fondamentale perché ci consente di essere onesti e di rimanere coi piedi ben saldi per terra, comprendendo bene che una concezione diversa sarebbe un volo di fantasia che non corrisponde affatto alla realtà. In realtà occorre anche comprendere come si passi da un mondo fisico all'altro; ma questa è un'altra storia. Ciò che è fondamentale, però, è comprendere che il mondo vibrazionale riguarda solo ed esclusivamente quello dei quanti.

Possiamo ipotizzare che esiste una vibrazione data dai composti molecolari in movimento, e che emette una frequenza. Questa vibrazione può variare nel tempo e subire delle trasformazioni prestabilite in archi di tempo consequenziali. In pratica, ogni sistema fisico avrebbe in sé l'informazione necessaria e forse anche sufficiente per poter vibrare di una certa frequenza. Ogni vibrazione si esprime attraverso un dato comportamento del sistema stesso: per comportamento intendo anche lo sviluppo di una forma fisica specifica (parliamo della cosiddetta morfogenesi).

In questo modo la forma fisica cambia e si stabilizza: le equazioni che permettono di comprendere come tutto ciò avvenga sono contenute nella famosa matematica delle catastrofi di René Thom.  La stesso concetto di organizzazione, però, secondo il matematico, può essere estesa anche ad altro che non sia propriamente fisico: per esempio il manifestarsi di una malattia ha una componente psicologica oltre che fisica se per esempio parliamo di patologie come le psicosi o la schizofrenia. 

Perciò uno stato psicologico qualsiasi, una patologia, un evento fisico, sarebbero soggetti alle stesse leggi matematiche. Ovviamente qui parliamo di teorie considerate eretiche, poco convenzionali; ma secondo il mio parere possono comunque aiutarci a comprendere la realtà usando un punto di vista semplicemente alternativo. Il che, ancora una volta, ci pone in una condizione di onestà morale e intellettuale se si parte dal presupposto che parliamo di ipotesi e non di realtà. 

Sempre facendo finta che tutto ciò sia possibile e vero, allora potremmo affermare che due forme fisiche o due stati psicologici o patologici possono, tramite le loro vibrazioni, entrare più facilmente in risonanza con il campo morfogenetico di un determinato stato fisico, psicologico, patologico. In soldoni, due persone che in qualche modo interagiscono tra loro possono entrare in risonanza tra loro per connettersi allo stesso campo morfogenetico.

Una simile teoria potrebbe essere impiegata non solo per spiegare come tutti siamo interconnessi, ma persino come e perché potrebbe funzionare l'astrologia che si basa, per l'appunto, sul risuonare di un soggetto a una serie di combinazioni planetarie. Anche in questo caso si parla di massa e di movimento. Ma ribadisco, ancora una volta, che parliamo di ipotesi, di qualcosa che allo stato attuale delle cose è pura fantasia. 

Facendo finta ancora una volta che tutto ciò sia possibile, potremmo spiegare in maniera alternativa il concetto di empatia; ma potremmo anche spiegare il concetto di simpatia, cioè il perché elementi della natura diversi possono risuonare della stessa frequenza vibrazionale se fossero costituiti dalla medesima sostanza. 

Che tutto sia inteso come un grande sistema vivente o che esistano individui interconnessi tra loro e facenti parte di un unico sistema, è teoria ipotizzata dai moderni cibernetici. 

Per chi volesse saperne di più potremmo organizzare una video conferenza. 

01 marzo 2017

Campo morfogenetico e controllo mentale



Premetto che l'argomento di cui parlo oggi è l'oggetto della mia tesi di laurea. Si sente parlare spesso di controllo mentale (clicca qui) ma, a tal riguardo, ci sono ancora cose che non tornano. Infatti gli stessi e identici sintomi di chi asserisce di esser sotto il controllo dei servizi segreti sono gli stessi che si presentano nella schizofrenia (clicca qui):
1)Allucinazioni uditive, spesso più voci diverse che invitano al suicidio o che denigrano, offendono, o voci a sfondo sessuale.
2)Allucinazioni visive ipnagogiche e ipnopompiche, al risveglio o dorante l'addormentamento, più frequenti a sfondo sessuale e mistico.
3)Inserzione del pensiero: la sensazione che i pensieri che giungono alla mente non siano i propri.
4)Deliri di riferimento, ossia pensare che le persone (anche estranei) leggano il nostro pensiero, o che parlino di noi.
5)Deliri bizzarri: credenza di esser rapiti da alieni, o credenza di esser sotto il controllo di servizi segreti, o credenze nichilistiche legate alla distruzione del mondo, oppure deliri di grandezza a sfondo religioso o politico. 
6)Sensazione che il cervello stia "friggendo", pressioni sul corpo, sensazione che qualcuno stia scansionando il corpo, paralisi, acufeni.
7)Anedonia, cioè appiattimento delle emozioni, mancanza di interesse per i piaceri in generale.
8)Fasi acute di almeno 6 mesi, seguite da fasi più lievi o dalla sparizione dei sintomi.

(Premetto inoltre che, per chi ci crede, esistono diversi tipi di controllo mentale: dalla semplice pubblicità con i messaggi subliminali, a strumenti di tortura veri e propri). 

Nessuno di chi dice di esser sotto il controllo mentale, così come nessuno a cui sia stata diagnosticata la schizofrenia accetta di esser definito schizofrenico, ma per qualcuno sapere di avere una "patologia" è più rassicurante. I sintomi coincidono in entrambi i casi e perciò risulta molto difficile stabilire:
1)Quando si tratta di schizofrenia.
2)Quando e se si tratta di reale controllo mentale.
3)Se il controllo mentale origina la schizofrenia o le psicosi.

Ammettiamo per assurdo che il controllo mentale esista e che sia la causa della schizofrenia o psicosi, o affermiamo semplicemente che si tratta di "semplice" schizofrenia. La mia tesi di laurea mette in evidenza il confronto tra l'approccio sistemico e l'approccio vitalistico per osservare i fatti, partendo dalla premessa di poco fa. Sarò sintetico al massimo per non annoiare il lettore e perciò scusatemi in anticipo se non chiarisco alcuni concetti: lo farò a chi me lo chiederà.

La teoria dei sistemi (clicca qui) si avvale degli strumenti della biologia, della prima e della seconda cibernetica (clicca qui), ossia degli studi nati durante il periodo delle guerre mondiali per questioni belliche. Si avvale degli studi sulla differenza tra comportamento umano e intelligenze artificiali. L'idea di fondo è che l'individuo non può esser separato dal contesto: l'uomo è l'insieme delle influenze dell'ambiente in cui vive e perciò fa parte di un sistema. Ogni sistema vivente agisce e opera secondo precise regole studiate dai biologi quali la retroazione, l'equifinalità e la seconda legge della termodinamica. 

Ogni sistema ha una capacità che si chiama autoregolazione che porta a comportamenti "emergenti" sulla base di uno schema ad anello che comporta un feedback, cioè una risposta dall'esperienza. Ciò che porta a comportamenti emergenti è la costante relazione e l'interazione tra i vari elementi del sistema (genitori e figli per esempio, o chi controlla l'individuo e l'individuo stesso). Queste idee sono condite dagli studi sulla fisica dei quanti e sulla relatività generale che hanno portato alla formulazione di alcuni paradigma: 
1)L'osservatore influenza l'osservato.
2)L'osservatore fa parte del sistema. 
3)Non esiste alcun punto di vista privilegiato.

La patologia, perciò, emerge dal sistema di relazioni in cui è immerso il soggetto. Bateson e gli esponenti della scuola di Palo Alto ipotizzano che le relazioni siano soggette a "ingiunzioni paradossali" in cui per eseguire un comando è necessario disattenderlo. Inoltre è presente il cosiddetto "doppio legame": esiste contraddizione tra parole e azioni, movimenti del corpo, atteggiamenti (la comunicazione analogica). Il che scatenerebbe i deliri tipici della schizofrenia (o del controllo mentale). Qui, come detto prima, non mi occuperò di entrare nel dettaglio, ma ognuno può chiedere chiarimenti su punti specifici di questo post. 

L'alternativa alla teoria sistemica è quella legata alla morfogenesi: studiosi dei primi del '900 ipotizzarono che esiste un campo di influenza immateriale presente ovunque ci sia la vita. Si tratta di un campo che dà la forma a qualsiasi oggetto vivente. Esiste una matematica topografica realizzata da un certo René Thom che permette di calcolare le catastrofi, ossia i cambiamenti da una forma all'altra delle strutture viventi (e non viventi), e in ciò sono presenti delle equazioni che permettono di comprendere come queste forme si stabilizzano. La forma è anche legata ai processi metabolici; e perciò a ogni cambiamento corrisponde una certa produzione di sostanze chimiche e certi differenziamenti cellulari. 

Nella teoria dei sistemi il comportamento emergente è dato dalla relazione tra i vari componenti del sistema; ma in questa seconda teoria si prende in considerazione che il comportamento emergente e la forma non sia data dalla interazione tra i vari elementi del sistema stesso, ma da un campo al di fuori del sistema, a cui esso si connette tramite una sorta di risonanza. Queste informazioni sulla forma non sarebbero contenute nei geni visto che ogni cellula del corpo contiene le stesse e identiche informazioni: i geni forniscono le sostanze chimiche da organizzare, ma nessuno sa spiegare come le giuste proteine siano create nel posto giusto, nel momento giusto e nella giusta quantità per la differenziazione delle cellule e per la trasformazione fisica dell'individuo. I geni ricevono le informazioni da questo campo tramite il movimento dei composti molecolari. Questo movimento è ritmico e crea una specie di frequenza. Se risuona della stessa frequenza di un dato campo morfogenetico allora quell'organismo entra in "fase". 

 Il video mostra un esperimento analogo al concetto di cui sopra. L'oscillazione casuale dei metronomi alla fine converge in un ritmo comune: sono entrati in fase. L'ipotesi è che persone che sono potenzialmente soggette a schizofrenia possono "oscillare" con più facilità col campo morfogenetico a cui sono connessi (quello della malattia), se entrano in fase con altri individui potenzialmente connessi allo stesso campo. Si tratta di ipotesi apparentemente fantasiose e bizzarre, ma possono essere fonte di ispirazione per la ricerca. I casi di controllo mentale, se sono reali, ci parlano di soggetti che hanno la capacità di entrare in fase con precisi strumenti? Ciò che è chiaro è che chi soffre non può essere realmente obiettivo perché è coinvolto nel problema e non può avere un punto di vista realmente critico dato che, proprio se si trattasse di una patologia, non saprebbe riconoscere la differenza tra schizofrenia e controllo mentale, appunto perché la schizofrenia si manifesta proprio con la percezione di essere controllati mentalmente. Quindi è paradossale vole pretendere che chi sta male possa veramente sapere cosa gli sta accadendo per davvero. Perciò il mio consiglio è quello, in ogni caso, di rimanere aperti a ogni ipotesi.   

Grazie per le migliaia di visualizzazioni degli ultimi mesi! Un picco incredibile!

04 agosto 2015

Psicologia, astrologia, evoluzione.


Con i precedenti articoli abbiamo appreso alcune caratteristiche della pratica dell'EMDR, tecnica psicanalitica che ha l'obiettivo di ridurre la tensione emotiva generata da traumi del passato. Ho spiegato che sto lavorando a una tecnica di "self-help" che ha alcune similitudini con l'EMDR, e in particolare entrambe si basano sui movimenti oculari al fine di accelerare l'elaborazione del ricordo. 

A livello fisiologico, abbiamo una simultanea attivazione, in fase REM (quando si sogna), della zona del mesencefalo (quella sotto al cervello vero e proprio) che attiva i movimenti saccadici (quelli oculari veloci). Nello stesso istante abbiamo rilassamento muscolare e da qui l'idea che i movimenti oculari siano alla base del rilassamento necessario per l'elaborazione del trauma. Questo circuito entra in relazione con l'ippocampo che è strettamente correlato ai processi della memoria. Riassumendo, rilassamento=elaborazione=evoluzione. La meditazione sembra costituire un tassello utile al raggiungimento dello scopo.
Risultati immagini per ippocampo cervello

Abbiamo dunque un circuito in cui entra in risonanza l'ippocampo e la zona del mesencefalo immediatamente sotto. Queste zone riguardano l'immagazzinamento della memoria e le funzioni legate al sonno/veglia che esercitano un'influenza sui movimenti oculari. Dunque, il sonno consente al cervello di accedere ad alcuni dati presenti in memoria e questi producono movimenti oculari. Un eventuale trauma, di conseguenza, agisce sull'ippocampo mettendo a repentaglio la qualità del sonno con conseguenti problemi a livello di trasmissione sinaptica: viene crearsi il processo di apoptosi in alcune parti dell'ippocampo che in pratica significa riduzione delle connessioni tra neuroni. Più i neuroni sono connessi tra loro da i dendriti (le ramificazioni necessarie alla trasmissione dell'impulso elettrico) e più il sistema funziona bene. Parliamo di una reazione a catena che naturalmente influisce sullo stato d'animo, sulle emozioni e quindi sul comportamento. 

È importante sottolineare che al muoversi degli occhi si attiva ovviamente la zona orbito-frontale che è proprio quella deputata all'elaborazione delle informazioni.
A questo punto risulta facile intuire che eseguire movimenti saccadici può attivare la zona orbito-frontale e così permetterci di elaborare più velocemente un problema. Elaborare significa prima di tutto attivare il ricordo spiacevole e poi generare quel rilassamento che è connesso appunto alla fase REM che prevede sì una forte attività cerebrale, ma il totale rilassamento corporeo. 

Esiste una connessione tra movimenti oculari e case astrologiche? Ritengo di sì. Credo infatti che l'essere umano sia "costruito" in funzione dello spazio attorno a lui. Il cammino del Sole lungo l'eclittica per me rappresenta una specie di lavagna su cui poter rappresentare quello che accade non solo simbolicamente nella vita quotidiana, o nello sviluppo del bambino (come ho scritto in articoli precedenti); ma pure quello che accade a livello cerebrale, fisiologico. Così è facile comprendere pure la naturalezza con cui l'essere umano crea associazioni tra il proprio mondo psichico e quello fisico: alla base potrebbe esserci, in effetti, un parallelismo tra universo e funzionamento del cervello. 

Non voglio dire che il cervello è sincronizzato con i movimenti del cosmo; ma piuttosto che esiste una somiglianza e che questa è naturalmente solo una mia idea. 

La foto in alto e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato usare il materiale presente su questo blog. 

"Che sconforto... Avverto sempre quella sensazione; è come se tutto il bello che faccio nel mio percorso non sia mai abbastanza. Certe volte mi basterebbe una piccola dose di dolcezza, quella materna e incondizionata. Il riceverla gratificherebbe il mio cuore e invece no: è solo un mondo di barbari."

19 maggio 2015

Neuroscienze e astrologia. 1^ parte

È indubbio che il nostro cervello abbia un'organizzazione spettacolare che è data dall'evoluzione: migliaia di anni hanno prodotto un sistema sempre più complesso a partire dalle funzioni base come quelle della trasmissione elettrica generata dai neuroni, corpi cellulari che contengono in se un centro, un "Sole", un nucleo che contiene il DNA e che ha in se tutto quel che occorre per l'omeostasi, per la propria sopravvivenza, distinguendosi da quello che esiste fuori da esso. 

Questo mi fa venire in mente il nostro sistema solare in cui diviene evidente come i pianeti oltre Saturno possono rappresentare quel che c'è fuori dalla cellula ma che è necessario per la sua sopravvivenza: un nucleo ha comunque bisogno di sostanze provenienti dal esterno e che è fatto apposta proprio per captare verso se quel che c'è fuori (Saturno è l'ultimo dei pianeti visibili a occhio nudo e pertanto dovrebbe simbolicamente rappresentare il limite oltre cui c'è una parte non visibile dell'esitenza). 

Potremmo associare Saturno e Giove (anche questo secondo me implicato alla distinzione tra un mondo personale e un mondo collettivo, tra un dentro di se e un fuori di se) alla membrana di fosfolipidi che delimita la cellula neuronale, da quel che c'è fuori da essa: la famosa membrana citoplasmatica. Saturno funzionalmente legato alla struttura di una qualsiasi cosa, in effetti potrebbe benissimo rappresentare il citoscheletro della cellula, la parte costituita dai microtubuli e microfilamenti; e andrebbe a costituire la forma esterna della cellula. Giove stesso lipidi (Giove è legato ai grassi, zuccheri) invece è il filtro specifico tra il dentro e il fuori, un filtro selettivo che decide cosa può o non può entrare, ciò che è utile per la cellula stessa affinché essa possa comunicare (è la membrana che contiene canali utili alla depolarizzazione e quindi al fatto di trasferire all'interno gli ioni necessari).

E infatti non ha senso una cellula neurale se non grazie all'esistenza di altre cellule adibite alla trasmissione nervosa e quindi alla comunicazione. Tutto ciò rappresenta un dispendio energetico che è colmato dalla produzione di ATP (adenosina tri fosfato) che potremmo benissimo associare a Marte. Naturalmente qui parlo di libere associazioni per creare un parallelismo tra il microcosmo umano e il macrocosmo del sistema solare. 

Ma il neurone cosa trasmette? Un impulso elettrico o chimico che alla fine è il messaggio (Mercurio) che deve essere recepito da un'altra cellula. Diviene dunque il vero oggetto dell'esistenza del neurone. Senza un messaggio il neurone non ha senso.

Se spostiamo la nostra attenzione verso qualcosa di più grande del singolo neurone notiamo che l'organizzazione è più o meno la stessa: il cervello rappresenta un nucleo che deve essere protetto dalle meningi per evitare urti con la calotta cranica; e questo descrive per analogia un salto nel mondo del più grande. E anche il cervello ha bisogno del suo nutrimento se pensiamo alle arterie che attraversano le parti più interne permettendo l'ossigenazione. 

Tutto sembra volerci dire che deve esistere una struttura che delimiti il dentro dal fuori e che lo protegga e allo stesso tempo consenta uno scambio col mondo esterno. 
La psiche dovrebbe sottostare a questo stesso principio: una protezione dal mondo esterno che contenga un filtro tra ciò che deve entrare e ciò che deve rimanere fuori.

Gli organi di senso portano il segnale esterno al Talamo che processa e invia ai centri superiori di elaborazione della neocorteccia e poi tutto acquista un senso, un motivo: il messaggio, il passaggio del segnale, il Mercurio che si sposta dall'esterno all'interno e poi verso la direzione opposta: acquisiamo le informazioni sensoriali e le analizziamo per poi rispedirle fuori ma cambiate, mutate dal nostro Io, dal Sole che alberga dentro noi e che non è altro che il modello di riferimento a cui Mercurio e tutti gli altri pianeti devono sottostare. Il segnale non torna mai fuori senza esser stato modellato dalla parte solare. 

Risulta facile, a questo punto, ipotizzare che il messaggero degli Dei possa subire meno l'influenza di un Sole che vorrebbe guidare le informazioni nel proprio modo soggettivo: è chiaro che se i due si trovano in segno o Casa diversi, l'area di influenza dell'uno è meno evidente sull'altro. Il resto prossimamente...

16 ottobre 2014

Psicobiologia e astrologia. 17^ parte.

SINTESI DELLE COMPONENTI DEL CERVELLO LEGATE ALLA LUNA (ASTROLOGIA)

MEMORIA

MEMORIA IMPLICITA: AMIGDALA, GANGLI BASALI E CORTECCIA MOTORIA


MEMORIA ESPLICITA: AMIGDALA, IPPOCAMPO, LOBO TEMPORALE MEDIALE

 
REGISTRAZIONE DELLE ESPERIENZE: CORTECCIA PREFRONTALE SINISTRA

MEMORIA EPISODICA: CORTECCIA PREFRONTALE DESTRA.

AMNESIA

AMNESIA: AMIGDALA, IPPOCAMPO, DIENCEFALO, TRONCO ENCEFALICO/REGOLAZIONE SONNO.




EMOZIONI

TRONCO ENCEFALICO SENSAZIONI FISICHE:
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO: 
ZONA DORSO LATERALE PER L'ATTENZIONE:
LOBO TEMPORALE/MEMORIA ESPLICITA:

 REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI

PER VALUTARE LE EMOZIONI E RICONOSCERLE: INSULA ANTERIORE, CINGOLATO ANTERIORE, CORTECCIA ORBITOFRONTALE, AMIGDALA





14 ottobre 2014

Psicobiologia e astrologia. 16^ parte.

Cari lettori e care lettrici, questa avventura sta per terminare e tra due settimane affronteremo una tematica nuova. Ci occuperemo di statistica applicata alla psicologia e quindi all'astrologia. Il binomio psicologia astrologia è ovvio perché non si può parlare della psiche dell'individuo, del nostro carattere e predisposizioni, di quello che accade nella nostra mente, senza avere nozioni di psicologia. Parliamo di mente, di psiche e quindi anche del corpo; pertanto è necessario avvicinarsi alla materia astrologica apprendendo quanto di interessante c'è nella biologia per esempio. 

La biologia e soprattutto quella della psiche è di fondamentale importanza per comprendere la nascita della coscienza. All'inizio di questa avventura nel campo della psicobiologia ho parlato di evoluzione, del fatto che il nostro percorso evolutivo si è innestato sullo sviluppo delle facoltà di pensiero mentre altre specie viventi si sono adattate all'ambiente esterno sviluppando altre capacità, come per esempio l'udito (basti pensare al sonar dei pipistrelli) o la vista (basti pensare alla visione del falco) o la muscolatura (pensiamo alla struttura fisica di un ghepardo che deve correre per catturare la sua preda. Ogni essere vivente è evoluto in funzione dell'adattamento al suo ambiente. Se partiamo dal presupposto che l'evoluzione dell'essere umano è relativa all'adattamento nei confronti di un ambiente denso di pericoli, allora possiamo farci pure le relative domande spirituali che spesso costellano la vita di chi sceglie un'astrologia karmica o "new age". 

Nei primissimi articoli abbiamo visto che in una specie di brodo primordiale, in una miscela di azoto, ossigeno, idrogeno e carbonio, sono nate le prime mescolanze di elementi chimici che poi hanno dato l'avvio alla nascita di aminoacidi, proteine e poi la nascita dei lipidi che hanno costituito il primo elemento che potesse rappresentare una delimitazione tra interno a "qualcosa" ed esterno a "qualcosa". Abbiamo così la nascita di una cellula costituita da una membrana lipidica che ha consentito prima di tutto una differenza di potenziale elettrico tra mondo interno e mondo esterno e che in effetti ha poi rappresentato una "struttura" autosufficiente governata da proteine che, poste sulla membrana citoplasmatica, hanno la facoltà di catalizzare all'interno della cellula tutte le sostanze nutritive utili al suo sostentamento. Nel frattempo è nato l RNA e il DNA e la duplicazione cellulare in cui è contenuta la stessa informazione. In tutto ciò sopravvive ciò che ha un costo energetico inferiore allo scopo da ottenere per la propria sopravvivenza. 

Abbiamo visto che l'organismo conta circa 250 citotipi cellulari diversi, tutti legati tra loro da una matrice comune, ma ognuna specializzata in un compito diverso. Molte di queste cellule costituiscono il nostro sistema nervoso centrale e quello periferico. All'interno di esso abbiamo cellule neuronali che vanno a costituire il midollo spinale e poi il cervello. I neuroni sono di diverso tipo: abbiamo quelli di associazione che si trovano nel cervello, quelli motori e quelli sensori che si trovano appunto sparpagliati lungo il sistema nervoso e che svolgono compiti diversi.

Il sistema nervoso è composto da recettori che appunto ci permettono di percepire il mondo esterno attraverso gli organi di senso. Abbiamo i meccanocettori che riguardano la sensazione della pressione, i chemiocettori che si trovano lungo i canali del gusto e dell'olfatto e che servono al individuo per riconoscere le sostanze chimiche esterne (alimenti odori etc.) i nocicettori che riguardano la sensazione del dolore, i recettori elettromagnetici che permettono di percepire la luce. 

L'uomo risulta essere il frutto di una evoluzione che significa adattamento, e che significa ottenere il migliore risultato col minimo dispendio energetico. La potenzialità di ogni individuo, dunque, deve essere rivista in funzione di questi presupposti. Le riflessioni sono molteplici, come quella più mistica e trascendentale sul motivo spirituale dell'esistenza umana. La coscienza umana risulta essere un processo altamente sofisticato. Persino le emozioni non sono altro che il risultato evolutivo di strutture fisiche elementari in milioni di anni. 
Possiamo affermare che esista uno stato di pre-coscienza, un'entità spirituale, un'anima che si innesta in noi a prescindere dalla nostra coscienza e che è persino riscontrabile in quelle prime cellule che hanno rappresentato il materiale su cui poi si è sviluppata la vita sulla terra? Possibile che siamo solo una reazione a catena? Esistono altri stati indipendenti da quello materiale? Qui entriamo nel settore spinoso della fede.

Ho notato che la fede, le religioni, la spiritualità sono creazioni umane, sono artefatti culturali nati in funzione della costituzione della società e quindi sempre per la sopravvivenza dell'individuo, nato per vivere in società. Le relazioni dunque sono un aspetto fondamentale della spiritualità stessa. Prima di parlare di spiritualità bisogna parlare del legame tra due o più esseri umani, legami che vanno gestiti con delle regole per, come ho spiegato in precedenza, sopravvivere in un ambiente in cui ogni individualismo finirebbe per portare alla distruzione. Con ciò non voglio dire che non esiste un'anima o un'entità ultraterrena, ma che per parlarne, secondo il mio parere è necessario affrontare prima di tutto l'argomento a partire dalle conoscenze scientifiche.  

13 ottobre 2014

Psicobiologia e astrologia. 15^ parte.

Continua ancora il nostro viaggio nella psicobiologia. 
Mi rendo conto che i contenuti non sono leggeri e per questo chi si provasse a leggere per la prima volta avrebbe delle difficoltà a capire di cosa si sta parlando, difficilmente troverebbe qualcosa di noto a chi si è da poco avvicinato all'astrologia. 
Il livello astrologico qui è molto alto e non sempre i curiosi avranno la possibilità di trovare articoli di tipo divulgativo. 
Inoltre più avanti con i mesi avremo modo di trattare argomenti ancora più complessi di questi, ma sempre scritti nella maniera più semplice che posso. Resta inteso che per seguire il discorso sarà necessario leggere gli articoli precedenti. 
Non mancheranno comunque argomenti più leggeri o molto più leggeri, come quelli che potete trovare sulle diverse pagine facebook, dove si parla degli influssi della Luna o di Mercurio. 

Eravamo rimasti al discorso che l'attenzione è frenata e limitata da diversi elementi. Tra cui spicca la questione legata alla difficoltà del compito stesso e al tempo necessario per svolgerlo. 

Nella teoria della "domanda sostenibile" si sostiene che una richiesta continua di attenzione diminuisce la precisione dell'attenzione esattamente come come per svolgere più compiti che richiedono diverse risorse. 

Ora invece, e brevemente, vediamo quali sono i mezzi per ridurre l'affaticamento:
1) creare uno stimolo comune al altro stimolo;
2) aumentare salienza dello stimolo con l'intervento di altri mezzi (supporto audio o video per esempio);
3) variazione autonoma della frequenza degli eventi;
4) sviluppo tramite esperienza per automatizzare il lavoro;
5) informazioni preliminari per ridurre il carico attentivo 
6) momenti di riposo durante l esercizio. 


Da questi 15 articoli abbiamo appreso una cosa fondamentale: i processi epigenetici permettono all'individuo di modificare il funzionamento dell'espressione genica e quindi permettere al cervello di evolversi e mutare costantemente, ovviamente entro certi limiti. Nei primissimi articoli abbiamo proprio parlato del ruolo dell'epigenetica nel contesto astrologico in quanto abbiamo trovato una sorta di parallelismo tra questa e l'astrologia stessa: se qualcosa di stabilito c'è ed è il patrimonio genetico, dall'altra parte e è l'esperienza a permettere di sviluppare certe potenzialità o nuove particolarità.

I primi mesi di vita sono essenziali e fondamentali per la nostra capacità di generare nuove connessioni sinaptiche e sviluppare comportamenti e atteggiamenti. Centrale è il ruolo della madre che permette al bambino di sintonizzarsi sui suoi stati d'animo. 

Se il bambino assorbe e apprende schemi comportamentali dall'ambiente esterno, sarà ovvio che tutte le esperienze possono formare l'individuo positivamente o negativamente a seconda dello stimolo stesso, producendo nel bambino delle risposte adattative. 
Un amico mi faceva notare come le immagini di violenza possano senz'ombra di dubbio influire sul corretto sviluppo del bambino e predisporlo alla violenza. Aggiungo che il funzionamento dell'asse ipofisi, ipotalamo, surrene è compromesso attraverso la produzione di neurocorticoidi che possono inibire certi processi neurali e potenziare quelli legati appunto alla violenza. 

Quel che voglio dire è che alle predisposizioni genetiche si aggiungono le esperienze dettate dai simboli astrologici; ma quest'ultime dipendono dal contesto in cui si vive e per questo dobbiamo concludere che la componente ambientale e sociale sicuramente hanno un effetto importante per stabilire come e con quale intensità si realizzerà un determinato impulso astrologico. 

In parole semplici, se Hitler fosse nato in Africa e non in Austria, avremmo avuto un soggetto con certe astralità, che avrebbe vissuto determinate esperienze, ma condizionato da un contesto sociale diverso, che avrebbe permesso a quelle posizioni astrologiche di esprimersi in maniera più blanda ma sicuramente diversa.

Non bisogna dunque confondere l'esperienza con il contesto in cui avviene, anche se essa è strettamente connessa con questo. 

Psicobiologia e astrologia. 14^ parte.

Oggi parliamo di attenzione, energie mentali in generale e poi nello specifico nel campo astrologico. Come al solito lo scopo è quello di affrontare il tema dell'astrologia, del rapporto con il consultante, della nostra mente, della nascita dell'astrologia, della sua efficacia, della sua complessità, andando a cercare elementi e stimoli in altre materie diverse dall'astrologia stessa. 

I processi che avvengono nella nostra mente coinvolgono strutture sensoriali, concettuali e linguistiche. Gli organi di senso inviano le informazioni che si trasformano in percezioni quando giungono al talamo per essere processate. 

A quel punto avviene un processo di simbolizzazione che è la sintesi di esperienze e memorie. Abbiamo diversi tipi di rappresentazioni: 
1) quelle concettuali, ossia rappresentazioni di noi stessi, non verbali, basate sulle nostre credenze e convinzioni;
2) quelle linguistiche dove cerchiamo di esprimere con le parole le nostre sensazioni e percezioni. A dire il vero non sempre siamo capaci di esprimere a parole i nostri stati d'animo senza che ciò tuttavia possa compromettere la manifestazione stessa delle emozioni; anche perché alle volte esse agiscono in maniera inconscia e non sono perfettamente identificabili. 

Non tutto quello che ci capita sotto tiro è oggetto della nostra attenzione perché come spiegato in precedenza è in minima o grande misura focalizzata. Essa può essere rivolta all'interno o all'esterno di sé, e può variare di intensità se pensiamo quando dallo stato di sonno si passa alla veglia. Più un fatto ha un'alto contenuto emotivo e più è facile che esso possa essere fonte della nostra attenzione.

Abbiamo 4 stati di attenzione: 
1) quelli pre-attentivi basati su risorse automatizzate; 
2) quelli di attenzione selettiva sui quali compiere l'elaborazione;
3) quella eccessivamente selettiva che non considera altri elementi;
4) quella focalizzata e divisa su più fonti contemporaneamente.

Esistono due diverse ipotesi a proposito di come vengono svolti i compiti legati alla propria attenzione. Una è detta del "collo di bottiglia" dove il peggioramento delle prestazioni varia in base alla difficoltà del compiti. L'altro tipo di attenzione è detta "alternata" del tutto o niente per ogni singolo compito. 
La domanda di risorse utili per mantenere l'attenzione verso un compito dipende dalle caratteristiche del soggetto e dalla difficoltà del compito stesso ovviamente. Per questo si parla di allocazione, cioè della capacità di dividere le risorse mentali in maniera tale da compiere qualsiasi operazione attentiva in maniera efficace. 
L'allocazione, questa capacità di divisione delle energie mentali, dipende dall'esperienza e dagli addestramenti successivi.
Negli automatismi le risorse di allocazione sono inversamente proporzionali; cioè sarà necessario un basso contenuto di energia mentale per svolgere un compito che è divenuto automatico.
La situazione ottimale l'abbiamo quando la nostra attenzione è rivolta a un singolo compito, mentre il risultato peggiora se è rivolta su più compiti.
Le strategie per la divisione dei compiti dipende da un effetto inerziale in cui spostare l'attenzione da un compito all'altro ha un costo in termini energetici.
Inoltre vi è interferenza se i due compiti sono simili e la concentrazione cala quando gli stimoli sono poco salienti. Ciò comporta che si risponde con tempi maggiori.

Ciò che influisce negativamente sull'attenzione è: 
1) il tempo, perché dopo un certo numero di minuti, a seconda dell'esercizio svolto, si perde la concentrazione;
2) il contesto, perché è da esso che dipende se ci possono essere fenomeni di distrazione;
3) non ci deve essere un'elevata richiesta di energie mentali, quindi il compito stesso influisce sulle nostre capacità di attenzione. 

Prendiamo queste affermazioni e applichiamole al contesto astrologico. Già ho anticipato qualcosa in uno dei precedenti articoli. Oggi scendiamo ancora più nel dettaglio. Un'analisi astrologica assieme a un consultante comporta ovviamente un certo tipo di attenzione non solo rivolta alla lettura del tema natale dell'individuo, ma pure al rapporto che si instaura con il consultante stesso. Il tempo dell'analisi generalmente si innesta su diversi aspetti dell'individuo e questo permette alla nostra mente di concentrarci su tematiche diverse. Il contesto della comunicazione tramite webcam e la componente dialogica spesso incentrata in direzione monologica comporta un'inevitabile abbassamento della concentrazione del consultante che nell'intento di elaborare gli input perde alcune parti salienti della consultazione. la richiesta di elevate energie mentali risulta necessaria nella spiegazione di concetti a cui l'individuo non è abituato. 

Scendiamo ancora più nel dettaglio e prendiamo in rassegna non tanto l'attenzione ma lo stimolo in sé.

Bisogna prendere in considerazione: 
1) quando lo stimolo è difficile da identificare; in astrologia è veramente difficile capire quali stimoli astrologici sono legati a una data esperienza perché l'esperienza stessa è un insieme di diverse configurazioni astrologiche. Tuttavia è possibile riconoscere alcune espressioni delle diverse posizioni astrologiche.
2) quando vi è incertezza su quando e dove avverrà. In astrologia pur disponendo di sofisticati sistemi di calcolo e previsione abbiamo difficoltà a definire un momento esatto. Però in altri casi è possibile sia definire il settore in cui avverrà l'evento, e soprattutto quando, con una discreta precisione.
3) quando la frequenza dello stimolo è elevata. In questo caso parliamo di stimoli che colorano le nostre giornate delle mille sfumature, ma a noi interessano solo quelle che hanno a che fare con fatti importanti. Il problema sorge quando vogliamo aggiungere un'ulteriore componente, ossia quella mistico esoterica, per porgere attenzione nei confronti di situazioni che in pratica non significano nulla, man che nel profondo possono attuare processi di cambiamento. Qui parliamo di un tipo di attenzione a qualcosa di quasi impossibile da identificare. 
4) quando ci si deve ricordare come si manifesterà lo stimolo.
5) e quando non abbiamo familiarità con la manifestazione dello stimolo.