Visualizzazione post con etichetta psicologia dello sviluppo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicologia dello sviluppo. Mostra tutti i post

25 novembre 2017

La proiezione in astrologia



Durante il corso dei miei studi astrologici ho avuto modo di fare numerose riflessioni per elaborare alcune teorie sulle origini dell'astrologia. La domanda fondamentale è questa: come hanno fatto gli uomini a costruire un sistema di analisi del cielo che in effetti fornisce indicazioni affidabili circa la corrispondenza tra pianeti, segni e caratteristiche dell'individuo? Si tratta di una domanda che molto probabilmente si sarà posto qualsiasi astrologo a un certo punto del suo percorso di studi, ricerca, verifiche. Sapere come tutto è nato, forse potrebbe dare ancora altre risposte su come funziona l'astrologia e perché funziona. Insomma, uno sguardo al passato, secondo me potrebbe essere utile per migliorare la nostra conoscenza dell'astrologia. Potrei essere in erorre, ma qualcosa mi dice che è una strada che può offrire soddisfazioni.

Proprio per questo motivo ho da qualche tempo cominciato a raccogliere materiale bibliografico per scrivere un libro che finalmente possa rispondere a quella domanda. Naturalmente non so se fino alla fine ci riuscirò; ma quel che è certo è che ho ho già scoperto delle cose molto interessanti. 

Una di queste è che l'astrologia ha origini legate al totemismo; ma per il momento non posso aggiungere molto. Ho inoltre ipotizzato e scritto sul numero 187 di linguaggio astrale (scritto e vergato prima che altri possano giungere alla mia stessa intuizione e mi rubino questa intuizione), che gli astri possono essere visti come oggetti transizionali, ossia come sostitutivi del rapporto dei figli coi genitori, in questo caso incarnati nei movimenti dei pianeti. In realtà sulla rivista ho solo anticipato qualcosa su questo argomento che sarà senz'altro approfondito durante la stesura del mio libro antropo-archeo-astrologico.

Ciò di cui parlo oggi, invece, è qualcosa in più circa la proiezione dei contenuti inconsci dell'uomo sulla volta stellata: proiettiamo fuori, naturalmente, solo quello che è già contenuto in noi. Ma come avviene questa proiezione? 

Affinché possa verificarsi deve esserci un legame affettivo, positivo o negativo tra noi e l'oggetto o la persona su cui proiettiamo. Ci deve essere un rapporto, una comunicazione, uno scambio di informazioni. 

E qual è l'affettività che lega l'uomo al cielo? Perché l'uomo prova un emozione per il cielo? Perché da esso proviene la pioggia per dissetarlo, il sole per riscaldarlo, il vento per rinfrescarlo. Il legame emotivo affettivo tra una persona e un'altra o tra una persona e un oggetto si attua soprattutto se vi è un legame di dipendenza. L'uomo dipende dalla natura per poter sopravvivere. Scoprire quel che la natura ha da insegnare è come scoprire la vita con l'educazione e le rispste dei genitori. Ma non voglio aggiungere altro. Resta inteso che chiunque abbia voglia di aggiungere le proprie impressioni, può farlo tranquillamente.

01 ottobre 2017

Abbracciamoci di più!


Sarà perché ho un Sole in IV Casa e che ciò mi rende molto Cancro. O sarà perché la mia Luna è in trigono a Giove. O sarà per entrambe le cose, ma quel che credo è che dovremmo tutti abbracciarci di più. 

Certo, non voglio dire che è la soluzione a ogni problema; ma sono certo che aiuta molto. Non ho un'esperienza vastissima ma per quel poco di casi che ho analizzato, molti dei conflitti che avvengono in famiglia o molti dei problemi interpersonali dipendono dal fatto che si razionalizza un problema affettivo quando sarebbe, invece necessario affrontarlo con la stessa moneta: emozione con emozione. Infatti, certe volte un abbraccio parla più di mille parole.  

Io sono uno che abbraccia molto: abbraccio spesso mia madre, mia sorella, mia nonna e abbraccio di continuo la mia fidanzata. Certe volte capita di fare discussione con la mia fidanzata e spesso mostrare il proprio punto di vista, parlarne, non fa altro che complicare la situazione. E allora l'unica soluzione è un abbraccio. E funziona.

C'è gente anestetizzata, non ha imparato ad abbracciare. Non è stata educata oppure pensa che a una certa età le smancerie siano da evitare. Si tratta di convinzioni che in realtà nascondono una certa difficoltà a lasciarsi andare. Abbracciare significherebbe fare i conti con le proprie emozioni, fare i conti con le proprie resistenze, paure, timidezze. Ed ecco che interviene la "ragione" (che ragione non è) a mettere i bastoni tra le ruote: "io sono fatto così e non cambio". "Perchemmai dovrei cambiare?". Certo, non si può dare torto a chi pensa che cambiare atteggiamento significherebbe sentirsi snaturati. E poi diciamolo chiaramente, se qualcuno ha scelto di non abbandonarsi ai sentimenti o ai sentimentalismi o alle effusioni è perché non le riteneva più utili. 

Quindi parliamo di convinzioni. Ognuno si costruisce il proprio mondo di convinzioni e pensa che queste siano la propria identità. E ci vuole un buon lavoro psicologico per aiutare a comprendere il fatto che noi possiamo cambiare se solo riuscissimo a vedere le cose da una prospettiva diversa. Ci vuole coraggio per ambiare e per capire che un semplice abbraccio può fare miracoli e che alle volte la ragione può solo essere controproducente.

Tanto per cominciare, bisognerebbe rendersi conto che abbracciare fa bene. Endorfine ed Ossitocine sono prodotte in gran quantità: alleviano l'ansia e l'angoscia, stimolano il buon umore, riducono il rischio che possano insorgere disturbi mentali, influiscono positivamente sull'autostima, sull'intelligenza e sulla memoria.  Tutto nasce da un abbraccio.

Noi nasciamo e cresciamo nell'abbraccio di nostra madre e lungo il corso della nostra vita disimpariamo questo importantissimo comportamento. Perché la vita e le esperienze portano a maturare convinzioni che servono a sopportare meglio un certo dolore. Ma non è detto che la strategia usata sia la migliore in assoluto: è solo il proprio modo di reagire e che produce discreti risultati. E chi ci dice che non potremmo ottenere risultati migliori? "Io sto meglio così". E chi ci dice che cambiare non apporterebbe miglioramenti ulteriori? "E perché dovrei cambiare io? Cambiate voi!". Certo, nessuno ha la verità in mano e nessuno dovrebbe dire agli altri come dovrebbe comportarsi: ognuno ha il proprio equilibrio. 

Il cambiamento deve partire da sé stessi e questo avviene solo se capita qualcosa di "magico" che fa vedere le cose da una prospettiva diversa. Se il consiglio avviene dall'esterno, non si cambia. È il soggetto stesso che deve arrivare alla sua soluzione, a mettersi in discussione. E per far ciò deve partire dal presupposto che:
1)nessuno è perfetto;
2)nella vita si cambia sempre;
3)nella vita ci si evolve sempre;
4)non sono perfetto e posso sempre migliorare;
5)quasi nulla è mai definitivo.

Se riuscissimo a capire almeno questo, allora ci concederemmo più abbracci. Può sembrare stupido, ma vi ricordo: è solo la vostra convinzione... E chi siete voi per avere convinzioni definitive? Nemmeno la scienza è mai definitiva. Meditiamo... 

Solo per pochi, solo per te. E a tutti gli altri: schhhhhhhh! 
 

15 luglio 2015

La nostra intelligenza


Ho scritto molte volte che la finalità dell'essere umano è l'interazione, la socializzazione, che esiste una predisposizione innata a cercare di creare legami e a comunicare, cosa che, come ho scritto nei precedenti articoli, si palesa persino attraverso il pianto del bambino appena nato. Ma questo è sufficiente per spiegare i comportamenti umani e lo sviluppo della nostra intelligenza? Gli scambi sociali ci permettono di creare relazioni ma se non avessimo la facoltà di interpretare le intenzioni e le emozioni delle persone, tutti i nostri contatti risulterebbero vani: cos'è un legame se non si ha la facoltà di comprendere i bisogni dell'altro, che questo è diverso da noi e che esiste una rappresentazione mentale di questa diversità? Esistono quindi alcune competenze per lo sviluppo delle nostre capacità come per esempio quella esposta dalla teoria della mente in cui si afferma che progressivamente riusciremo ad avere sempre di più la consapevolezza del nostro mondo interno che spesso non collima con quello di chi sta affianco a noi. Tuttavia questo non spiegherebbe il motivo per cui le persone affette da autismo non solo hanno problemi legati all'aspetto sociale dell'esistenza ma hanno difficoltà ad abbandonare certi schemi di comportamento molto rigidi: essi permettono addirittura di sviluppare delle capacità fuori dal comune. A qualcuno di voi sarà capitato di guardare il film "Rain Man" interpretato da Dustin Hoffman e Tom Cruise. Il primo interpreta cinematograficamente le problematiche di una persona affetta da autismo che non sa nemmeno allaccarsi le scarpe ma ha sviluppato una capacità mnemonica impressionante e una poderosa capacità di calcolo matematico. Il problema è che questa competenza risulta essere applicata meccanicamente in contesti spesso privi di utilità e che manca la capacità di integrare ciò in maniera coerente al resto delle aree della propria vita. Sappiamo che non esiste una sola intelligenza come affermava Piajet nelle sue teorie cognitiviste; ma esistono diversi domini di competenze che attraverso il dono della sintesi (emisfero destro) saremo capaci di coordinare per svolgere le nostre attività quotidiane. Se saremo in grado di coordinare le informazioni allora potremo anche pianificare strategie per gli eventi futuri, cosa che manca completamente a chi è affetto da patologie dello spettro autistico (Autismo, DPS NAS e Asperger).  In pratica, il dono dell'intelligenza sta nella capacità di integrare tra loro i diversi domini cognitivi in maniera coerente per mezzo della sintesi. 
Io penso che la modalità di lettura del TN debba permetterci di riuscire a integrare i diversi domini di competenza dati dai pianeti nei segni e nelle Case. Forse sono proprio gli aspetti astrologici che in qualche modo ci permettono di comprendere come cerchiamo di far collimare tra loro le diverse aree dell'esistenza, senza fossilizzarsi esclusivamente sullo studio di Mercurio(pianeta accostato alla nostra intelligenza). Le capacità dell'uomo dovranno essere considerate nel loro insieme e per questo non è sufficiente parlare della congiunzione tra Mercurio e Saturno di Einstein senza considerare il peso del suo Sole in X Casa o la sua Luna nel Sagittario e nel 6° campo. 


Ciao Giuseppe, 
prima di tutto grazie per l'attività svolta su questo blog.
Vorrei farti, se possibile, un paio di domande.
La prima è una domanda generale sulla sinastria: se due soggetti hanno un punteggio di coppia alto e inoltre hanno buoni pianeti dell'uno nelle case dell'altro (ad esempio, venere e sole nella quinta casa del partner, ascendente in settima casa del partner ) la loro sinastria sbaglio o vale ben di più di un'altra che abbia sì un punteggio alto, ma senza gli elementi sopra citati?
La seconda domanda riguarda il mio tema natale: con tanta fatica e tanto impegno mi sono laureato in Ingegneria Meccanica, secondo te andrebbe bene per me un lavoro di progettazione ad esempio nel campo delle macchine agricole? (mi è sempre piaciuto il lavoro in campagna, mezzi agricoli compresi)
Inoltre come hobby pratico sport (arrampicata, kung fu, allenamento personale giornaliero) anche perché mi piace avere un fisico in forma e suono la chitarra in un gruppo: pensi che siano attività adeguate per me?
Grazie ancora, S.
Sì, la tua deduzione è logica e sensata, ma nonostante abbia scritto un libro sull'argomento che cerca di porre rimedio alle lacune che ho trovato in alcuni testi che ho studiato, (a mio avviso non funziona per niente il tema integrato o quello dei mid point), io credo ci sia ancora tanto da scoprire. Per esempio un mio studente ha intuito che oltre ai "segni di destino" contemplati da Discepolo potremmo essere attratti maggiormente da soggetti con Case astrologiche in quadratura, congiunzione, opposizione con la nostra Casa solare. È tutto da verificare e da dimostrare naturalmente nonostante io abbia fiducia nella sua intuizione; ma non credo nemmeno sia la tessera definitiva allo studio delle compatibilità di coppia e che ci sia ancora dell'altro. Sono certo che non bisogna dare uno sguardo al passato ma occorre volgere lo sguardo a nuovi sistemi di indagine. 
Assolutamente sì per tutto il resto delle tue domande: un sì convinto per la tua indole da progettatore dato che hai uno stellium in 11^ Casa. Sì anche allo sport per via del tuo Marte in I Casa. Diciamo che sei tra quei pochi fortunati che ha trovato la propria strada. Ora occorre solo capire se questa Italia ti potrà dare la possibilità di vivere dignitosamente. Come affermava Tolomeo già nel 137 d.C. dobbiamo dare la priorità a fattori astrologici che riguardano i fenomeni sociali e solo dopo possiamo dare uno sguardo al nostro TN. 

La foto sopra e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato usare il materiale di questo blog.
"Non cerco mai di migliorarmi o di imparare qualcosa, rimango esattamente come sono. Non sono una che impara, sono una che evita. Non ho voglia di imparare, mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo; non voglio diventare come gli altri". 


14 luglio 2015

Sviluppo e zodiaco


È severamente vietato usare il materiale presente su questo blog e nell'eventualità che si vogliano usare le mie intuizioni/osservazioni per i propri lavori, sarà necessario citare le fonti o il mio nome, ma facendo espressa richiesta.
Uno dei meriti di Piajet è quello di aver stabilito numericamente e qualitativamente le fasi dello sviluppo del bambino e non in maniera arbitraria, ma partendo dall’osservazione dei suoi figli, argomenti poi verificati attraverso le osservazioni di altri studiosi della psicologia infantile. Il fatto che possa esistere uno sviluppo fisico e psicologico del bambino dal momento del parto sino all’adolescenza, mi spinge a credere che occorre dare uno sguardo all’evoluzione dell’individuo anche oltre quella fascia di età. Lo sviluppo di certe competenze (quelle legate al ragionamento astratto, o alle capacità di relazione, o quelle emotive per fare solo alcuni esempi) a mio parere dura tutta la vita e pone in evidenza il fatto che non siamo mai uguali a prima pur conservando quel “marchio” che in qualche modo ci caratterizza. Così come l’andare a gattoni è un precursore del camminare in posizione eretta, così, il soggetto caratterizzato per esempio dal segno del Sagittario, in ogni fase della sua vita manifesterà in modo diverso quel che significa essere del Sagittario. Il segno solare, l’ascendente, Le Case, i pianeti e gli aspetti angolari tra questi, sono “contenitori di potenzialità” che funzionano in maniera più ricca e articolata a seconda dello stadio di sviluppo e delle esperienze della nostra vita. E sì, perché lo sviluppo non ha senso se preso a se stante da un contesto in cui avviene e degli stimoli che occorrono per metterlo in atto.
Vediamo nel dettaglio quali sono gli stadi che Piajet assegna ai bambini nelle diverse fasce d’età. Quello senso-motorio è il primo e comincia a svilupparsi ancor prima che il bambino possa uscire dal ventre materno. Egli infatti è capace di percepire qualcosa del mondo in cui vive e che presto verrà completamente stravolto dalla nascita, momento in cui il bambino, posizionandosi con la testa in basso, cerca di farsi strada per vedere la luce. La testa è dunque il principio mediante cui il bambino sceglie di cominciare il suo percorso sulla terra e questo non può che ricordare l’ascendente, punto di levata del Sole, analogicamente legato al segno dell’Ariete, che è associato anatomicamente alla testa.
Durante la fase senso-motoria il bambino non è ancora in grado di riconoscere il viso della madre perché l’apparato visivo non è ancora funzionante al 100%. Tuttavia è in gradi di riconoscerne la voce già ascoltata durante il periodo della gestazione. Ha già preferenze verso i gusti forti e dolci come quello del seno materno. Non sa ancora coordinare i movimenti del corpo e reagisce più che altro a stimoli di tipo fisiologico. Progressivamente sarà capace di avere il controllo dei movimenti della testa, successivamente del tronco, sarà capace di rimanere seduto da solo senza un sostegno e alla fine sarà capace di camminare. È in questa fase che abbiamo un’acquisizione esponenziale delle competenze utili a divenire un individuo autosufficiente. La sua motricità è ancora grossolana nei primissimi anni di vita, data dall’applicazione di schemi che dapprincipio sono il frutto della sperimentazione dei movimenti ma che poi verranno interiorizzati.
La seconda fase è quella detta pre-operatoria (ai 2 ai 7 anni) dove vi è l’acquisizione del linguaggio, della scrittura, della lettura. Questa è una fase importante perché il bambino comincia ad apprendere anche sulla base dell’imitazione e questo significa che comincia a uscire dalla fase I^ 12^ Casa ed entra nell’11^ che riguarda gli appoggi e le protezioni: si esce dalla fase di egocentrismo radicale per prendere consapevolezza dell’altro, e che quest’ultimo è strumentale ai nostri bisogni, l’amico con cui potremo condividere i nostri giochi.
Nella terza fase detta stadio operatorio concreto (7 11 anni) il bambino è capace di rappresentarsi le idee delle altre persone, è capace di fare i primi pensieri ipotetici deduttivi, ormai non ha più bisogno del sostegno della madre ed è indipendente. La fase legata all’emancipazione offerta dalla X^ Casa è ormai superata. Si è persa parte della rigidità di pensiero a favore di una maggiore flessibilità che poi sarà più o meno evidente a seconda delle particolari inclinazioni del bambino.  
Nella quarta e ultima fase detta stadio operatorio formale, il bambino vive la fase dell’adolescenza: è capace di ragionamenti ipotetici deduttivi, sa farsi un’idea di quel che pensano gli altri e delle diverse soluzioni possibili per ogni (o quasi) tipo di problema. Con l’adolescenza cominciano le crisi, le trasformazioni importanti a livello ormonale ed emotivo. Eccoci nel settore dell’8^ casa che più fra tutti rappresenta le crisi e le trasformazioni analogicamente legate allo Scorpione.
Nulla ci vieta di prendere in considerazione fasi ulteriori di sviluppo successive all’adolescenza. Un Sagittario di tre anni capirete che è molto diverso da uno di 15, da uno di 40 e da uno di 80. Capire questo ci permette di considerare ogni elemento astrologico in chiave evolutiva. Questo significa non solo sapere che si cresce costantemente, ma che è possibile modificarsi e svilupparsi pur rimanendo “fedeli” alle caratteristiche astrologiche a cui apparteniamo.
Vorrei precisare, a conclusione di questo mio articolo, che le associazioni tra fasi dello sviluppo e Case astrologiche sono collegamenti a carattere di analogia e pertanto non hanno la pretesa di dimostrare che esiste per davvero una relazione fisica tra loro. Possiamo dire, invece, che il mio obiettivo è quello di aiutare il lettore a comprendere le fasi dello sviluppo attraverso l’ausilio dei significati delle Case astrologiche e viceversa.

Il materiale bibliografico per la stesura dell'articolo è presente come al solito nell'apposita sezione posta a destra, ultimo riquadro in basso. 

La foto in alto e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato l'uso di tutto il materiale presente su questo blog. 

"E saremo io e te al centro dell' universo uniti da un abbraccio lunare e allora graffiami il cuore, scalfisci la mia anima, io non ho paura. Voglio fuggire, voglio un' isola tutta per me, voglio un selvaggio che sia come me, voglio solo cose straordinarie. Letture di filosofia per dare un senso alla parola uomo e per chiedere perché! Levatevi la maschera: basta con il Carnevale. Non avrò timore del tempo e dello spazio né del giudizio altrui. In questo sta il mio egoismo". 

Lo sviluppo delle emozioni


Abbiamo già affrontato questo tema dal punto di vista neuroscientifico ma non abbiamo invece toccato le fasi dello sviluppo emotivo secondo le teorie della psicologia. Vorrei ricordare che questi articoli traggono spunto dallo studio di testi specializzati e servono a supportare gli studi astrologici. Tutta la bibliografia è presente nell'apposita sezione nella colonna a destra, nell'ultimo riquadro. È per me importante fornire il materiale bibliografico per soddisfare la necessità di quei lettore che non si accontentano della semplice lettura di un articolo ma che vogliono del materiale di qualità estratto da fonti autorevoli e specializzate. Infatti sempre più l'astrologo moderno parla di argomenti che in realtà non conosce. Un'astrologia di qualità è data da uno studio di qualità.

Lo sviluppo delle emozioni.

La psicologia dello sviluppo dispone di due teorie fondamentali relativamente a questo argomento. Analizziamole una alla volta:
TEORIA DIFFERENZIALE:
Esistono delle emozioni fondamentali sin dalla nascita e si esprimono sin dai primi anni di vita attivando precisi circuiti neurali. Successivamente abbiamo una specializzazione delle emozioni in varianti più complesse come la rabbia e la paura che secondo Izard comparirebbero dopo la deambulazione, quando il bambino comincia a riconoscere i pericoli presenti lungo il suo percorso. 

TEORIA DELLA DIFFERENZIAZIONE:
Sroufe parla invece di tre fasi la cui prima si manifesta attraverso un'eccitazione indifferenziata, più legata ad aspetti fisiologici. Il bambino non è ancora capace di comprendere le situazioni e pertanto non può reagire significativamente agli stimoli. La seconda invece riguarda l'insorgenza di precursori verso tre mesi di vita. Il bambino comincia a comprendere il mondo attorno a lui ma non è ancora capace di reagire istintivamente a certe situazioni che per il momento necessitano di un'analisi. Per esempio, se al bambino vengono bloccate le braccia, solo dopo un po' sente il peso della costrizione e reagisce col pianto. Quindi la reazione insorge dopo un po' dallo stimolo. Inoltre viene coinvolto l'intero corpo attraverso movimenti paralleli allo stato d'animo precursore della vera emozione che solo nei mesi successivi diverrà un emozione vera e propria. 
La terza fase, a partire dai sei mesi, la reazione è più immediata e viene scatenata dal significato specifico dell'evento che viene considerato positivo o negativo, minaccioso o favorevole. 

È dal secondo anno di vita che le emozioni assumo un valore più importante poiché sono legate al processo di relazione tra sé e il mondo esterno. Si tratta di un processo che diverrà sempre più fine negli anni a venire e a seconda degli stimoli che il bambino riceve dall'ambiente. 

La consapevolezza di sé dunque porta alle famose emozioni esposte: l'imbarazzo quando siamo di fronte a persone che il bambino non conosce; l'invidia e la gelosia quando non riceve abbastanza attenzioni; l'empatia quando comincia a comprendere gli stati d'animo delle persone, quando nutre simpatia per qualcuno.

Questa fase apre lo sviluppo delle emozioni autocoscienti, auto-valutative, come l'orgoglio, cioè il piacere che ne scaturisce dall'approvazione dei genitori quando si è svolto bene un compito; o il senso di colpa quando invece si è commesso un errore e in qualche modo sono deterrenti a non ripetere più lo stesso atteggiamento/comportamento.

 Il processo più importante però è quello regolativo delle emozioni: il bambino comincia a sperimentare la consapevolezza del fatto che può decidere di reagire in modo specifico a circostanze specifiche. Dapprima saranno i genitori a regolare lo stato del bambino per esempio portandolo alla calma se è eccitato o impaurito; Avremo precoci forme di autoregolazione delle emozioni quando per esempio il bambino, per mantenere la calma, sputa un boccone che non gli piace oppure quando per calmarsi cerca il seno materno. 

Vediamo ora nel dettaglio le fasi dello sviluppo delle emozioni sin dal momento della nascita. 
A due mesi e mezzo reagiscono alle espressioni del viso della madre; a tre mesi il bambino avverte disagio ai visi immobili; a 10 mesi il bambino è influenzato dalla madre per l'interazione con gli oggetti mentre a un anno circa il bambino usa le persone come riferimento per orientarsi sul tipo di emozione da attuare su di stimoli che non riesce bene a interpretare.

Durante la fase prescolare quindi dai tre anni in poi, i bambini conoscono i nomi delle emozioni fondamentali, felice, triste, arrabbiato, spaventato e li sanno accoppiare a specifiche circostanze. 

A quattro anni invece abbiamo lo sviluppo del TOM di cui abbiamo parlato qualche giorno fa: le emozioni non sono solo legate a fatti esterni ma sono interpretare a seconda delle credenze interiori che sono venute a crearsi per mezzo dell'abitudine.
In questo caso anche l'uso del linguaggio diviene determinante per l'autoregolazione; infatti  comunicare e saper dare un nome alle proprie emozioni permette la possibilità di essere compresi e quindi trovare un conforto o una soluzione per ritornare alla situazione di quiete, o semplicemente per condividerla con i propri cari o con gli amichetti.

In tutto questo discorso è importante il peso della cultura. Immaginate un po' il disagio di tutte quelle donne che in epoche in cui bisognava mantenere un certo decoro non potevano esprimersi. Questo spesso era fonte di crisi isteriche e ancora oggi, chi viene frenato nella manifestazione delle proprie emozioni può vivere nella frustrazione con conseguenti problemi nella sfera delle relazioni. Esistono dunque delle regole che la società e la cultura insegna per poter manifestare le emozioni e quali devono essere espresse a seconda delle diverse circostanze. 

Impariamo così per esempio a nascondere la delusione, a ingannare mostrando un espressione del volto diversa da quella che sarebbe naturalmente valida esporre; oppure esiste ne la massimizzazione delle emozioni per catturare maggiormente l'attenzione (vedi per esempio crisi isteriche di donne represse, ma lo stesso principio è applicabile anche agli uomini).

Nello studio dell'astrologia tutto questo è importante perché mette in evidenza il fatto che la capacità di manifestare le proprie emozioni può essere soddisfatta o frustrata dal mondo esterno e che questo poi potrà portare a un atteggiamento positivo o negativo nelle diverse situazioni. Un determinato aspetto astrologico non ha sempre la stessa radice in termini di eventi. Attraverso lo studio degli aspetti astrologici, delle Case, dei segni, attraverso la lettura del tema natale potremmo persino comprendere i motivi di una certa frustrazione o di un dato temperamento; ma secondo il mio parere bisogna essere cauti nei giudizi e con le conclusioni poiché spesso si potrebbe attribuire una ragione sbagliata a certi comportamenti. Infatti alcuni colleghi si sono cimentati in questa pratica e hanno fallito. Ciò non significa che non sia possibile raggiungere lo scopo; ma penso che le variabili in gioco siano così tante che con le stesse posizioni possiamo trovare ventagli di possibilità e non cause precise. Questo a mio modesto parere. 


 Caro Giuseppe ti seguo ormai da circa 4 anni , con te ho fatto consulti sia privati che sul web e mi congratulo per la tua serietà e professionalità. Seguo infatti anche i tuoi articoli sempre molto interessanti e approfonditi. A ridosso del mio compleanno ti chiedo come vedi  l'anno a venire. Ho passato tanti anni veramnete brutti tra lutti, gravi malattie, problemi sul lavoro e vita sentimentale negativa o completamente nulla come ormai lo è da più di due anni. Ho faticato e fatico sempre tanto per ottenere anche minimi risultati e mi sento sempre più abbattuta. Non pensavo mai che tante avversità tutte insieme e contemporaneamente fossero state possibili! Cosa mi suggerisci e consigli? Si romperà la solitudine? Grazie infinite per il tuo preziosissimo aiuto.
F.


Ho dato una controllata all'anno in corso e non mi meraviglio di quel che mi racconti dato che sei titolare della brutta accoppiata Marte-Saturno in 6^ casa di rivoluzione. A molte persone consiglio di partire mentre ho notato che altri non risultano minimamente scalfiti dai transiti dissonanti e dalle brutte rivoluzioni solari mirate perché sono avvantaggiate da un TN ottimo. C'è chi invece deve fare più fatica per stare bene, io in primis. Questo anno astrologico che sta per cominciare hai Giove perfettamente incollato sull'ascendente che è un toccasana per recuperare un morale più alto. Non mi piace tutto il resto che non promette grandi passi in avanti: Marte in 12^ e Sole in I sono pesanti. Urano transita sul DS radix e potrebbe portare un amore. Non ricordo se sei single o hai una relazione; ma Venere in 12^ casa di certo non ti aiuta a vivere i sentimenti in maniera tranquilla. Giove transiterà sul Sole, Luna, Urano, Plutone e questa è una occasione speciale per ottenere dei risultati favorevoli. Per questo sarebbe opportuno tu partissi. Approfitta di questa opportunità!


La foto in alto e il testo qui in basso sono di Francesca Musaio. Vietato l'uso del materiale presente su questo blog.

"A grande velocità su una strada inesistente che conosci solo tu; ed è la strada della tua felicità anche se là fuori è come un film in bianco e nero.
Nel mio cuore il Sole è ancora giallo, il mare è sempre verde, il mio amore rosso di passione: emozioni psichedeliche. Cosa c'è di più bello? Dimentica il mondo, ma non dimenticare te stesso, ti si scioglie il cuore e ritorni bambino.
L’ errore è abbandonare quel bimbo che è dentro di noi, l' errore è far morire di solitudine la nostra tenerezza per dare spazio alla materialità, all'apparenza, al potere, all'invidia. E il tempo passa... Credo che qualcuno un giorno cambierà la mia esistenza. Ti amo!"

12 luglio 2015

Il linguaggio nella formazione globale dell'uomo


Del linguaggio ne abbiamo parlato molte volte e siamo giunti alla conclusione che non solo è il mezzo tramite cui comunichiamo, ma è anche il mezzo tramite cui dialoghiamo con noi stessi e che ha la funzione di coordinare meglio i dati analizzati dai cinque sensi: solo dopo aver dato un nome a qualcosa sarà facile interiorizzarlo. 

Quando si parla di linguaggio parliamo di comunicazione verbale, di un linguaggio compreso, ma pure di un linguaggio interno così come accennato poco fa. Comunicare a se stessi significa anche comprendere meglio il mondo esterno o provare a dargli una lettura più profonda, non sempre analitica dei fatti che ci accadono, delle emozioni che stiamo vivendo e di tutti gli stati d'animo conseguenti anche a questioni di carattere epistemico. 

Diversi autori del mondo della scienza si sono chiesti se il linguaggio fosse una capacità innata oppure appresa. Noam Chomsky per esempio afferma che il linguaggio è innato e che persino le prime parole che si apprendono non sono un linguaggio semplificato dell'adulto ma un sistema di regole strutturate. Il processo di acquisizione avviene per mezzo del LAD, un dispositivo per l'acquisizione del linguaggio, che risiede nelle strutture stesse del cervello, che evidentemente è specializzato per asservire a questo compito. Tuttavia non deve essere sottovalutato il ruolo delle teorie cognitiviste in cui, come afferma Piajet, il bambino non impara a parlare se non prima di aver superato uno stadio senso-motorio e della rappresentazione mentale dell'oggetto. Qui si oppone a Chomsky per il fatto che secondo le correnti cognitiviste il linguaggio non è innato ma appreso attraverso la pratica. Non viene fornito, però, il ruolo dell'adulto e del contesto sociale che in effetti gioca un ruolo cruciale per l'apprendimento e lo sviluppo del linguaggio. 

Gli psicologi dello sviluppo affermano che il linguaggio si evolve in queste fasi:
PRE LINGUISTICA
EMERGENZA DELLE PRIME PAROLE
MORFO SINTATTICA
SVILUPPO PRAGMATICO
Analizziamole una alla volta. 

Il pianto, i primi vocalizzi, sono gli indicatori della fase pre-linguistica. Durante il primo anno di vita, il bambino non ha ancora acquisito tutte le competenze necessarie per coordinare l'uso della bocca e ancora non ha una rappresentazione mentale degli oggetti comunicati. Tuttavia esprime il proprio modo di voler comunicare per mezzo di gesti en vocalizzi come quelli della "lallazione" in cui prevale il ripetersi di vocalizzi come "DA DA DA" e "MA MA MA" o i gesti deittici (che servono a indicare un oggetto che entra nel campo percettivo del bambino e stimola la sua curiosità). Inoltre il bambino richiede l'attenzione della mamma per mezzo della triangolazione: guarda la mamma per ottenere la sua attenzione, guarda l'oggetto verso cui mostra interesse e guarda ancora la mamma per coinvolgerla. 

Durante il secondo anno di vita il bambino comincia a parlare, perlopiù usa pseudo-parole che il genitore poi cerca di interpretare. Siamo nella seconda fase.

Nella terza (dai 2 ai 10 anni) vi è lo sviluppo delle competenze sintattiche, della grammatica; ma solo in quella dello sviluppo pragmatico (10 anni circa) il linguaggio acquisisce tutte le valenze di una comunicazione atta a uno scambio: il bambino chiede spiegazioni, ormai ha sviluppato un vocabolario sufficiente per cominciare a riflettere anche sulle proprie emozioni; lo sviluppo fonologico è sufficiente da permettere una chiara esposizione delle frasi da comunicare. 

Questo sviluppo avviene in maniera più o meno simile in tutti i bambini che non presentano particolari problemi e i relativi disturbi del linguaggio dovrebbero essere valutati considerando che lo stesso sintomo può essere incluso in quadri clinici completamente diversi. 

Ciò che importa nell'ambito dello studio astrologico è che lo sviluppo delle emozioni così come quello dell'intelligenza è in qualche modo subordinato alle nostre esperienze e pertanto, la lettura di due grafici astrologici identici varia a seconda del livello di istruzione e di stimoli che i 2 soggetti hanno ottenuto durante il corso della loro vita a partire dalla nascita. Naturale che un Mercurio congiunto a Saturno ha un peso diverso nel tema di uno studioso e nel tema di un analfabeta. Pertanto potremmo dire che ogni aspetto astrologico ci informa delle qualità, delle modalità, ma non della quantità (dell'intelligenza, delle emozioni, degli stati d'animo). Ciò che fa la differenza, è il contesto. 

La foto sopra e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato l'uso del materiale presente su questo blog.

"Le donne sensibili, romantiche, devote, tenere, amorevoli, pazienti, medio-acculturate, quelle che dedicano canzoni e scrivono ancora lettere, quelle un po' timide e impacciate che non amano essere al centro dell' attenzione. Sono infantili? 
Nostalgia di terre lontane, nostalgia di amori perduti, nostalgia di vittoria.
Voglia di profumi nuovi, attrazione, esplosione di sensazioni... chimiche da creare".

Lo sviluppo sociale



Nella pratica dell'astrologia è di fondamentale importanza conoscere lo sviluppo sociale perché può esserci utile per leggere meglio un tema natale. L'essere umano è un essere sociale e ogni fattore astrologico fornisce indicazioni su tutti gli strumenti di cui l'individuo dispone e che utilizza in ogni ambito della sua vita, settori che richiedono, in ogni caso, un rapporto di scambio tra se e il mondo circostante. Sono le interazioni quelle che permettono lo sviluppo sociale, sin dai primissimi momenti in cui si viene al mondo: basti pensare che la prima interazione in assoluto è quella con la mamma subito dopo il parto, dove il bambino, attraverso il pianto, esprime le sue necessità, seppur in modo ancora inconsapevole più legato all'aspetto fisiologico della sua esistenza. Esiste una forma di egocentrismo detto "radicale", dove il bambino non ha ancora la consapevolezza di sé e nemmeno dell'altro e dovrà farsi una rappresentazione mentale del mondo attorno a lui prima di riuscire a comprendere le differenze tra sé e gli altri. 

Questo è un processo che avviene piuttosto velocemente se pensiamo che accade nel giro di due anni dalla nascita. Dapprima vi è un riconoscimento allo specchio, attorno a un anno e mezzo che mette in evidenza il fatto di riconoscere se stessi da un mondo esterno perlopiù composto da persone di famiglia. Oltre queste ci sono estranei a cui il bambino risponde con angoscia o con timidezza a seconda dell'età di sviluppo.

Se vediamo giocare due bambini di età inferiore ai 4 anni, vediamo che c'è la tendenza a non integrare l'altro nel proprio mondo ma solo dopo vi sarà uno scambio più o meno reciproco.  

In questo primo processo di valutazione, l'altro è strumentale ai propri bisogni e scopi e non vi è ancora una vera e propria "generosità" di intenti. Questa qualità viene poi sviluppata quando si comprende che col genitore o con i pari si può condividere qualcosa per cui si mostra interesse, ma il momento topico è quello in cui vi è l'immedesimazione nell'altro, quando si scopre che esiste qualcosa di diverso da se stessi; e come può avvenire questo processo se non attraverso il gioco?

Infatti il bambino finge di essere qualcun altro per esempio imitando il papà o la mamma, e inizia così a riconoscere il loro punto di vista. Sovente abbiamo la comparsa del famoso "amico immaginario" che ha la caratteristica amichevole di rassicurare il bambino che sa bene di questa sua fantasia dal carattere di esclusività. La vita immaginativa sarà particolarmente ricca di spunti per lo sviluppo delle capacità sociali del bambino che addirittura arriverà a costruire mondi immaginari definiti "paracosmi", dove esistono regole sociali ben definite e persino un linguaggio anch'esso inventato.

Ecco: lo sviluppo sociale ha senso in virtù delle figure che ruotano attorno al bambino e quindi il rapporto con i genitori sarò determinante per la percezione del prossimo come qualcosa di positivo o di ostile. Mi viene in mente il caso di una donna con Saturno in VII Casa radix cresciuta all'interno di una congrega religiosa che ha avuto il potere di alimentare paure e diffidenze nei confronti del prossimo che a loro dire è "peccatore". E così anche il rapporto con l'uomo in generale si rivela angosciante. 

Lo sviluppo sociale nei primi anni di vita è determinante per quelle che saranno le qualità relazioni dell'adulto: soggetti che nell'età più importante della loro vita non ricevono un sostegno adeguato dalla propria madre, finiranno per generalizzare su tutte le donne e così se parliamo di mancanze attuate dal padre, sia che parliamo di fatti concreti e sia che parliamo di fatti percepiti, dunque interpretati soggettivamente e non facilmente compresi dall'adulto per porre rimedio. 


La foto sopra e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato l'uso del materiale presente in questo blog. 

"Cercando una nuova dimensione in sospensione tra sogno e realtà, attraverso la linea sottile che unisce cielo e terra, mentre il cuore avverte le sue assenze. Battiti, battiti e ancora battiti; battiti di un' anima ferita dalla realtà che cerca disperatamente cure e sostegno dal sogno intrappolato da un vuoto incolmabile. Io e te nel viaggio immaginario oltre il possibile, tu terra, tu fuoco, tu aria. Io mare in tempesta".
  

La percezione e l'interpretazione


Per uno studio dell'astrologia serio e professionale è utile conoscere le capacità e le caratteristiche dell'essere umano. I miei lettori e studenti che vorranno apprendere la materia dovranno necessariamente avere alcune conoscenze che secondo me sono basilari e fondamentali. Dato che l'astrologia riguarda le caratteristiche e le vicissitudini più salienti dell'individuo, sarà necessario conoscere quel che affermano le diverse scienze accademiche. Non me ne volgiate se volutamente ometto di inserire aspetti legati al mondo mistico e trascendente dell'esistenza; ma secondo il mio parere prima di affrontare certe tematiche (semmai le affronteremo) è bene avere buona conoscenza dei fondamenti scientifici, perché è tramite questi che potremo riconoscerne i limiti ma anche procedere con una valutazione più razionale delle discipline spirituali.

La percezione e l'interpretazione.

L'organizzazione delle informazioni provenienti dal mondo esterno è data da processi cerebrali che si avvalgono dell'ausilio degli organi di senso: vista, udito, olfatto, gusto, tatto sono i sensi della percezione che captano le informazioni grazie a dei recettori specifici per svolgere il compito di trasmettere il segnale al cervello tramite un impulso nervoso. È grazie a questi che possiamo riconoscere una parte della nostra realtà, quella che è utile alla nostra sopravvivenza: non abbiamo organi di senso per esempio atti a percepire gli infrarossi, gli ultravioletti o gli ultrasuoni perché evidentemente non sono davvero utili rispetto ai nostri obiettivi che primariamente sono legati alla socializzazione più che alla difesa o all'attacco. Successivamente, la captazione dei segnali verrà coordinata dal cervello per la comprensione e l'attribuzione del significato. 

Il bambino, prima del parto, dopo 2 mesi della gestazione, dispone di organi di senso che gli consentono già  di percepire luci, suoni, odori. Dispone già di una percezione tattile ma progressivamente, tutti gli organi di senso saranno sempre più fini e funzionali. Alla nascita il bambino riconosce i gusti forti come quello del latte materno, prova rassicurazione dal contatto con la madre, è capace di riconoscere suoni per esempio ascoltati durante il periodo della gestazione compresa la voce materna; ha una percezione ridotta dei colori, ma è anche limitata la coordinazione degli occhi così come la percezione dei contorni e delle profondità. 

La capacità di selezionare e coordinare le fonti dello stimolo convertito in percezione, si rivela utile a livello globale per l'individuo che è immerso non solo in un contesto denso di pericoli verso cui bisogna soddisfare le prime necessità, ma è anche un ambiente costituito da simili con cui intessere relazioni affettive ed emotive. Forse è superfluo aggiungere che senza lo sviluppo degli organi di senso è compromessa anche la nostra possibilità di comprensione del mondo e le relazioni già sottoposte a interpretazione a seconda delle esperienze che via via affrontiamo durante il corso della nostra esistenza

Alcune scuole con approcci teorici diversi tra loro, hanno provato a spiegare in maniera coerente le ragioni della percezione. La scuola di tipo empirista mette per esempio in evidenza l'aspetto legato all'esperienza, cioè al fatto che il bambino è stimolato dall'ambiente a sviluppare determinate competenze e a raffinarle col tempo. Altri tipi di approcci come quello cognitivista, invece affermano la centralità dei processi cognitivi ma a patto che vi sia uno scambio continuo con l'ambiente, affermazione che condivido pienamente. 

Le teorie della Gestalt invece presuppongono l'esistenza di capacità innate come per esempio quelle di riconoscere i volti, oppure come la reazione al sorriso che in qualche modo ci riporta a (come afferma P. Watzlawick in "Pragmatica della comunicazione umana") concepire alcune funzioni dell'uomo come "impresse" sin dalla notte dei tempi, modelli di pensiero e di comportamenti dalla valenza archetipica. 

Se diamo credibilità a teorie innatiste possiamo cominciare a dare una definizione dell'astrologia: è quel sapere che ci permette di riconoscere le strutture di organizzazione del pensiero comuni a tutta la razza umana, diversificate in base a "impronte" legate alle posizioni dei corpi celesti lungo l'eclittica, in un tempo e in un luogo specifici, e che risentono delle influenze delle variabili culturali per la loro gamma di manifestazioni. L'astrologia rappresenta il personale metro di interpretazione del mondo sulla base degli organi di senso. E l'interpretazione cos'è se non l'ombra della realtà? A voi il compito di rifletterci sopra. 



La mia data di nascita e ' (...).
Mi piacerebbe sapere qualche previsione e se rimarrò sempre sola come lo sono da tantissimi anni cosa inspiegabile anche perché sono una donna ancora bella (scusi la modestia ah ah ah) 
Grazie S. L.

Ascendente Aquario con Sole e Urano congiunti mi fanno pensare al desiderio della libertà, o quantomeno a un  carattere brusco e a volte radicale che sicuramente potrebbe limitare le tue possibilità di scelta. Idee troppo rigide che inoltre vanno a sommarsi a Saturno quasi totalmente leso nella VII Casa radix. Mostra una tendenza alla diffidenza nei confronti del prossimo, a essere estremamente dura e severa o a ricevere in cambio lo stesso trattamento nelle questioni di coppia. Questo pianeta è pure quadrato a Marte nella IV Casa e forse anche la famiglia,  in qualche modo può essere stata un ostacolo alla tua realizzazione affettiva. Venere è dissonante a Nettuno in 5^ Casa e mostra una particolare predisposizione a vivere i sentimenti con angoscia, motivo per cui presumo le relazioni siano ridotte al minimo. Per vivere serenamente un rapporto di coppia ritengo sia necessario prima di tutto ridurre l'eccesso di radicalismo per divenire più flessibile. Saturno può funzionare sulle lunghe distanze portando una vita di coppia, cioè nella vecchiaia o comunque molto in avanti con l'età. Nel 2018 Nettuno sarà in trigono a Venere e potrebbe smuovere qualcosa, sperando che non sia solo un'illusione. Questo anno astrologico (cioè dal tuo compleanno appena trascorso), possiamo dedurre l'arrivo di una relazione ma non credo possa essere quella a cui aspiri proprio perché al momento non vedo transiti di una certa portata a parte il transito di Giove che tra brevissimo si congiungerà alla tua VII Casa radix. Buona fortuna. 
  

La foto in alto e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato usare il materiale presente su questo blog. 

"È vero l'ignoto spaventa; ma tutto quello che accade sono sicura che segua il naturale corso degli avvenimenti. Credo al destino, credo a tutte quelle belle persone che incontriamo per "caso", credo a quelle che si nascondono, credo a quelle che decidono di allontanarsi... C'era un corridoio d'albergo lungo un secolo e una sigaretta fumata in solitudine al chiaro di luna: la sigaretta più lunga della mia vita, accarezzata brutalmente da un freddo cane. ...E una panchina dura e fredda di marmo..."