DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

martedì 14 luglio 2015

Sviluppo e zodiaco


È severamente vietato usare il materiale presente su questo blog e nell'eventualità che si vogliano usare le mie intuizioni/osservazioni per i propri lavori, sarà necessario citare le fonti o il mio nome, ma facendo espressa richiesta.
Uno dei meriti di Piajet è quello di aver stabilito numericamente e qualitativamente le fasi dello sviluppo del bambino e non in maniera arbitraria, ma partendo dall’osservazione dei suoi figli, argomenti poi verificati attraverso le osservazioni di altri studiosi della psicologia infantile. Il fatto che possa esistere uno sviluppo fisico e psicologico del bambino dal momento del parto sino all’adolescenza, mi spinge a credere che occorre dare uno sguardo all’evoluzione dell’individuo anche oltre quella fascia di età. Lo sviluppo di certe competenze (quelle legate al ragionamento astratto, o alle capacità di relazione, o quelle emotive per fare solo alcuni esempi) a mio parere dura tutta la vita e pone in evidenza il fatto che non siamo mai uguali a prima pur conservando quel “marchio” che in qualche modo ci caratterizza. Così come l’andare a gattoni è un precursore del camminare in posizione eretta, così, il soggetto caratterizzato per esempio dal segno del Sagittario, in ogni fase della sua vita manifesterà in modo diverso quel che significa essere del Sagittario. Il segno solare, l’ascendente, Le Case, i pianeti e gli aspetti angolari tra questi, sono “contenitori di potenzialità” che funzionano in maniera più ricca e articolata a seconda dello stadio di sviluppo e delle esperienze della nostra vita. E sì, perché lo sviluppo non ha senso se preso a se stante da un contesto in cui avviene e degli stimoli che occorrono per metterlo in atto.
Vediamo nel dettaglio quali sono gli stadi che Piajet assegna ai bambini nelle diverse fasce d’età. Quello senso-motorio è il primo e comincia a svilupparsi ancor prima che il bambino possa uscire dal ventre materno. Egli infatti è capace di percepire qualcosa del mondo in cui vive e che presto verrà completamente stravolto dalla nascita, momento in cui il bambino, posizionandosi con la testa in basso, cerca di farsi strada per vedere la luce. La testa è dunque il principio mediante cui il bambino sceglie di cominciare il suo percorso sulla terra e questo non può che ricordare l’ascendente, punto di levata del Sole, analogicamente legato al segno dell’Ariete, che è associato anatomicamente alla testa.
Durante la fase senso-motoria il bambino non è ancora in grado di riconoscere il viso della madre perché l’apparato visivo non è ancora funzionante al 100%. Tuttavia è in gradi di riconoscerne la voce già ascoltata durante il periodo della gestazione. Ha già preferenze verso i gusti forti e dolci come quello del seno materno. Non sa ancora coordinare i movimenti del corpo e reagisce più che altro a stimoli di tipo fisiologico. Progressivamente sarà capace di avere il controllo dei movimenti della testa, successivamente del tronco, sarà capace di rimanere seduto da solo senza un sostegno e alla fine sarà capace di camminare. È in questa fase che abbiamo un’acquisizione esponenziale delle competenze utili a divenire un individuo autosufficiente. La sua motricità è ancora grossolana nei primissimi anni di vita, data dall’applicazione di schemi che dapprincipio sono il frutto della sperimentazione dei movimenti ma che poi verranno interiorizzati.
La seconda fase è quella detta pre-operatoria (ai 2 ai 7 anni) dove vi è l’acquisizione del linguaggio, della scrittura, della lettura. Questa è una fase importante perché il bambino comincia ad apprendere anche sulla base dell’imitazione e questo significa che comincia a uscire dalla fase I^ 12^ Casa ed entra nell’11^ che riguarda gli appoggi e le protezioni: si esce dalla fase di egocentrismo radicale per prendere consapevolezza dell’altro, e che quest’ultimo è strumentale ai nostri bisogni, l’amico con cui potremo condividere i nostri giochi.
Nella terza fase detta stadio operatorio concreto (7 11 anni) il bambino è capace di rappresentarsi le idee delle altre persone, è capace di fare i primi pensieri ipotetici deduttivi, ormai non ha più bisogno del sostegno della madre ed è indipendente. La fase legata all’emancipazione offerta dalla X^ Casa è ormai superata. Si è persa parte della rigidità di pensiero a favore di una maggiore flessibilità che poi sarà più o meno evidente a seconda delle particolari inclinazioni del bambino.  
Nella quarta e ultima fase detta stadio operatorio formale, il bambino vive la fase dell’adolescenza: è capace di ragionamenti ipotetici deduttivi, sa farsi un’idea di quel che pensano gli altri e delle diverse soluzioni possibili per ogni (o quasi) tipo di problema. Con l’adolescenza cominciano le crisi, le trasformazioni importanti a livello ormonale ed emotivo. Eccoci nel settore dell’8^ casa che più fra tutti rappresenta le crisi e le trasformazioni analogicamente legate allo Scorpione.
Nulla ci vieta di prendere in considerazione fasi ulteriori di sviluppo successive all’adolescenza. Un Sagittario di tre anni capirete che è molto diverso da uno di 15, da uno di 40 e da uno di 80. Capire questo ci permette di considerare ogni elemento astrologico in chiave evolutiva. Questo significa non solo sapere che si cresce costantemente, ma che è possibile modificarsi e svilupparsi pur rimanendo “fedeli” alle caratteristiche astrologiche a cui apparteniamo.
Vorrei precisare, a conclusione di questo mio articolo, che le associazioni tra fasi dello sviluppo e Case astrologiche sono collegamenti a carattere di analogia e pertanto non hanno la pretesa di dimostrare che esiste per davvero una relazione fisica tra loro. Possiamo dire, invece, che il mio obiettivo è quello di aiutare il lettore a comprendere le fasi dello sviluppo attraverso l’ausilio dei significati delle Case astrologiche e viceversa.

Il materiale bibliografico per la stesura dell'articolo è presente come al solito nell'apposita sezione posta a destra, ultimo riquadro in basso. 

La foto in alto e il testo qui sotto sono di Francesca Musaio. Vietato l'uso di tutto il materiale presente su questo blog. 

"E saremo io e te al centro dell' universo uniti da un abbraccio lunare e allora graffiami il cuore, scalfisci la mia anima, io non ho paura. Voglio fuggire, voglio un' isola tutta per me, voglio un selvaggio che sia come me, voglio solo cose straordinarie. Letture di filosofia per dare un senso alla parola uomo e per chiedere perché! Levatevi la maschera: basta con il Carnevale. Non avrò timore del tempo e dello spazio né del giudizio altrui. In questo sta il mio egoismo". 

5 commenti:

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Caro Giuseppe da Siracusa, scrivi da Cologno Monzese, nei pressi di Viale Visconti con ID 5.170.67.184 e mi hai fatto visita per ben 14 volte oggi prima di lasciarmi la tua provocazione.
Riconosco lo stile di scrittura: sarai lo stesso pazzo di Roma in trasferta?

Anonimo ha detto...

Ciao,

no assolutamente non sono un provocatore anzi, dovresti ricordarti di me perchè ti ho scritto una mail circa tre mesi fa chiedendoti una cosa riguardo il mio tema natale, se non ricordo male a cui tu molto gentilmente hai risposto in pochi giorni, io col pazzo che dici tu non c'entro nulla nè tantomeno con Cologno e nemmeno ti ho fatto visita 14 volte ma solamente una (vabbè adesso due con questa!), se non mi credi ci possiamo sentire telefonicamente...

Giuseppe.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Non mi risulta essere stato contattato da Siracusa. Ho un programma che mi consente di monitorare il numero di visite e persino la provenienza con tanto di mappa geografica che mi fornisce persino l'indirizzo. L'unico contatto avvenuto alle 17.01 con commento che rimanda a questa pagina è quello proveniente da Cologno. Ma facciamo che sia un errore del programma. Ho controllato questo tuo messaggio e proviene da un ID diverso da quell'altro. In ogni caso essere appellato "maestrino" mi è sembrata una provocazione e non sono stato l'unico a pensarlo

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Non mi risulta essere stato contattato da Siracusa. Ho un programma che mi consente di monitorare il numero di visite e persino la provenienza con tanto di mappa geografica che mi fornisce persino l'indirizzo. L'unico contatto avvenuto alle 17.01 con commento che rimanda a questa pagina è quello proveniente da Cologno. Ma facciamo che sia un errore del programma. Ho controllato questo tuo messaggio e proviene da un ID diverso da quell'altro. In ogni caso essere appellato "maestrino" mi è sembrata una provocazione e non sono stato l'unico a pensarlo

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Al di la di ciò, se non era tua intenzione provocare non ci sono problemi; però capirai che con i soliti provocatori devo sempre stare all'erta e che per questo conviene scrivere in maniera estremamente chiara. In effetti l'appellativo "maestrino" io lo avrei dato solo se avessi voluto offendere qualcuno. Per complimentarmi userei la parola Maestro (ma senza virgolette) o insegnante. In effetti c'è una persona antipatica che molti colleghi chiamano "maestrina"; ma è appunto ironia.