DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

giovedì 9 marzo 2017

Ecologia e consapevolezza


Il problema dell’ambiente riguarda il mondo intero e non solo quei paesi che inquinano. Questa è la prima regola fondamentale per risvegliare la coscienza e per educare al riciclo. Non è una soluzione definitiva ma sicuramente può aiutare il mondo intero a riprendere una boccata d’ossigeno.  Consumare di meno, ridurre gli sprechi, riciclare, riutilizzare, sembra siano i consigli migliori di un Latouche forse troppo utopista, ma consapevole della necessità di una ideologia della sostenibilità forte: bisogna tramandare ai posteri la stessa quantità e qualità di risorse naturali che abbiamo oggi; perché sviluppo significa non solo crescita economica, ma anche miglioramento della qualità della nostra vita. 

Non è l’anestetica soluzione del consumismo a generare la nostra felicità, perché questa è solo effimera e non ci aiuta a trovare dentro noi stessi quel di cui abbiamo bisogno. Un ritorno al passato, alla pre-industrializzazione, sicuramente è la soluzione meno applicabile sebbene sia quella più gettonata dai moderni sociologi dell’ambiente, che sicuramente, molto più di noi conoscono le ferite che abbiamo e stiamo ancora infliggendo al pianeta Terra. E allora ci si interroga su quale sia la migliore soluzione per ridare al nostro pianeta, e a noi stessi, una situazione migliore. Nel frattempo sembra necessario attuare comportamenti etici e soprattutto solidali.

Vediamo nel dettaglio in quali condizioni ci ritroviamo.

La forte richiesta di carne costringe a un grande impiego di risorse idriche per irrigare campi che serviranno a sfamare il bestiame che poi consumeremo. Si stima che le stesse quantità di prodotti finalizzati a sfamare il bestiame potrebbero invece risolvere il problema della fame nel mondo. Per il consumo agricolo (Monsanto docet) consumiamo un quantitativo d’acqua dieci volte superiore al necessario. Questo comporta il fatto che le risorse idriche cominciano a scarseggiare e a causa delle costruzioni di alcune dighe, certe zone della terra ormai sono diventate aride e hanno costretto milioni di persone a migrare in cerca di posti migliori. Ci sono circa 30.000 morti al giorno a causa della siccità: in sostanza sparisce ogni giorno un quantitativo di persone pari al numero degli abitanti della mia città; perdita compensata dal forte aumento demografico in altri posti. L’acqua è una risorsa preziosa eppure l’uomo, con i sui inquinanti, la contamina favorendo la formazione di fitoplancton, alghe che distruggono la flora e minacciano la fauna.

Il campo dell’agricoltura ha subito una forte trasformazione: basti pensare a come la tecnologia ha cambiato il modo di coltivare, nonché l’immissione dei mangimi chimici e dei pesticidi per favorire lo sviluppo e la crescita di certi frutti e per aumentare la fecondità dei raccolti. I pesticidi si diffondono su ampie aree contaminando il terreno e i frutti di cui si cibano molti animali. Il DDT non si usa più da tempo, eppure dopo trent’anni c’erano ancora contaminazioni rilevabili nei gusci delle uova di alcuni animali.
Sempre nel campo dell’agricoltura abbiamo la produzione di OGM, organismi vegetali modificati con frammenti del DNA di altre piante, per resistere di più ai parassiti ai pesticidi. La Monsanto è leader del settore e controlla il mercato delle sementi OGM e tradizionali a livello internazionale. I prodotti immessi possono provocare grossi problemi di salute come documentato in alcuni report: uno speciale tipo di patata era così resistente ai pesticidi che annullava gli effetti di medicinali usati dai tubercolotici; ma inoltre, su topi di laboratorio si dimostrava l’incidenza di tumori. Spesso chi denuncia situazioni del genere viene licenziato e perde il lavoro: dire le cose come stanno alle volte significa mettersi contro le multinazionali.

Il cibo è un altro dei problemi della società moderna: un terzo viene sprecato e come soluzione bisognerebbe solo distribuire meglio le risorse per dare giovamento a chi non ne ha. Bisognerebbe, inoltre favorire la biodiversità: pochi sono i cibi che usiamo a causa della produzione industriale e molti cereali sono spariti per sempre. La produzione industriale ha ucciso la biodiversità per immettere sul mercato solo i prodotti che rendono di più, estirpando per sempre la possibilità che altre piante possano nascere spontaneamente. Prima esistevano 2 milioni di specie vegetali con molte differenze genetiche. Ma a causa della deforestazione, dell’inquinamento e dell’urbanizzazione molte sono scomparse.

Il gas prodotto dall’uomo intrappola il calore del sole: il 70% rimane sulla terra a causa dell’accumulo di carbonio scaturito dal bruciare di rifiuti solidi, di olii, legname, benzina, metano e dalla decomposizione dei rifiuti presenti nelle discariche. Il gas scompare, si dissolve nel nulla, ossia ha una vita media abbastanza lunga. Il Co2 impiega 100 anni per dissolversi, mentre il Cf4 ne impiega 50.000. Ciò ha comportato che la temperatura globale si è innalzata molto negli ultimi 15 anni del XX° secolo. Ciò porta maggiore aridità in certi luoghi, e quindi siccità on mattie procurate dall’aumento delle zanzare. Questo aumento di temperatura ha dato avvio allo scioglimento dei ghiacciai artici e l’aria fredda così generata, potrebbe contrastare la corrente del golfo del Messico che contribuisce a mantenere miti le nostre temperature. Se quella corrente si raffreddasse, vivremmo una nuova era glaciale. Ma non solo: i gas prodotti dall’uomo oltre a contribuire all’effetto serra, causa spray e impianti di refrigerazione, possono provocare piogge acide con ovvie ripercussioni a tutto campo.

L’inquinamento è anche acustico a causa dell’urbanizzazione; ma pure luminoso; ed è chiaro che ciò ha comportato alcune specie animali a migrare in altre zone o a scomparire del tutto da un certo luogo. E i campi elettromagnetici delle radio, TV e telefonia quali responsabili di malattie come la leucemia? Anche questi invenzione dell’uomo.
Carta, vetro, plastica, pile, rifiuti organici, insetticidi, fertilizzanti, rifiuti urbani e industriali, nelle discariche o inceneriti ma ora spesso riciclati. Eppure anche il riciclo inquina quando si trasforma un oggetto in un altro. Ogni cosa impiega un tempo diverso per degradarsi: una sigaretta impiega 4 anni, una bottiglia di vetro un milione di anni e una di plastica praticamente mai.
Le scie in cielo, poi sono sempre chimiche: i gas prodotti dai combustibili degli aerei sono anche loro responsabili di questa situazione penosa, sia che questi aerei rilascino scie e sia che non rimanga in cielo alcun segno del loro passaggio.
E a voi non resta che filosofeggiare dispensando buoni consigli sulla spiritualità, mentre su Facebook continuate a farvi le guerre come cretini e a criticare chi non la pensa come voi, incapaci di un pacifico confronto e incapaci di un vero rispetto per il prossimo. Figuriamoci per la natura!

L'ambiente naturale è un immenso organismo vivente di cui noi facciamo parte. Possiamo affermare che è possibile una interdipendenza tra noi e l'ambiente, che noi lo influenziamo e lui ci influenza. Ci influenza nella cultura, nella società, nel pensiero, nella costruzione della realtà. E man mano che noi modifichiamo il territorio modifichiamo anche noi stessi. Questo è il vero primo segreto della consapevolezza.

Per comprendere il rapporto tra ambiente e uomo che su come esso sia interconnesso con la natura, potrete richiedere un mio intervento in videoconferenza.  

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