DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

giovedì 11 gennaio 2018

Le resistenze al cambiamento


Si chiama retroazione negativa ed è quel processo mediante cui ogni sistema aperto usa gli elementi esterni per mantenere intatta la propria organizzazione interna.

È una condizione di vitale importanza per l'omeostasi, per l'equilibrio; ma quando il sistema (per esempio l'uomo) non si adatta all'ambiente pur di mantenere la propria stasi, allora abbiamo uno squilibrio che potrebbe divenire patologico. 

Per esempio mi viene in mente quando un soggetto percepisce tutto quello che gli sta attorno come se fosse ostile, anche le cose che non hanno veramente nulla a che fare con l'ostilità. In quel caso il "sistema" è organizzato affinché di "default", in maniera automatica, tutto venga percepito come ostile. Si tratta di una deficienza, di una mancanza, di una limitazione che avviene per difesa, come se avessimo una specie di pilota automatico che scatta in precise circostanze. Vedere le cose in maniera unilaterale è un limite. Fissarsi su di un concetto senza concedersi la possibilità di cambiare idea, è rigidità. 

Siamo rigidi nei confronti di noi stessi, nei confronti delle idee degli altri, nei confronti dei giudizi che diamo agli altri e chi più ne ha più ne metta. Eppure l'esperienza insegna che possiamo vedere le cose in maniera differente se solo spostiamo il nostro punto di vista verso un'altra direzione, senza che ciò possa significare la perdita della propria individualità.

Ecco: l'ostacolo più grande alla crescita è la difesa dell'ego. E chi è il difensore, il padre interiore che ci spinge a dire di no? È Saturno. Saturno può essere tanto saggezza e tanto un freno, una rigidità.

Saturno è ciò che può essere utile alla nostra omeostasi perché aiuta a conservare la nostra individualità; ma è anche ciò che riguarda il rifuto all'adattamento, il rifiuto al cambiamento. 

Osservate la posizione di Saturno, soprattutto nei riguardi dei luminari e dell'ascendente. Se Saturno è armonico allora può essere una buona fonte di equilibrio e mantiene la stabilità dell'umore anche in circostanze in cui si debba cambiare. Insomma, è un elemento utile al mantenimento dell'equilibrio psicofisico, soprattutto se in aspetto alla Luna. Ma se gli aspetti sono dissonanti allora si manifestano le rigidità, la difficoltà al cambiamento e a venirne fuori vittoriosi quando il cambiamento è obbligato. 

Può agire producendo veri e propri blocchi, per esempio nell'azione, quando la dissonanza è a Marte, poiché a volte produce i procrastinatori; o blocchi ossessivi quando parliamo di quadrature a Mercurio. 

Ricordiamoci che Saturno è la censura, il controllo, la regola, e questa diviene rigida con le dissonanze, e può essere indirizzata verso di sé, verso il prossimo o in entrambe le direzioni. Il rischio è il troppo che stroppia che può divenire lesivo per sé stessi e per chi sta attorno. Un campo troppo rigido per esempio, potrebbe essere evitato. 

Le rigidià, con le dissonanze, spesso emergono in manifestazioni pessimistiche: Saturno dice di no a tutto per difesa... Le dissonanze di Saturno ci vogliono ricordare che dobbiamo imparare a lasciare andare, che dobbiamo imparare a non tirare troppo la corda e che occorre essere più elastici con noi stessi e col prossimo se vogliamo una vita più serena e meno frustrante per sé e per chi ci sta vicino.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

non mi sembra che hai cambiato molto le tue convinzioni astrologiche.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

caro lettore/lettrice, circa il cambiamento dobbiamo dare considerazione solo a noi stessi e fare in modo che le rigidità non ledano chi ci sta attorno. Non tutte le idee portate con convinzione sono "patologiche". Lo sono solo quando non ci mettiamo in discussione. La domanda essenziale che mi pongo è questa: le mie idee circa quel che penso dell'astrologia, possono modificarsi? Certo! Sempre. Sono stato sempre il primo a dire che l'astrologia è "work in progress" e da quando ho cominciato i miei studi vent'anni fa, a oggi, le mie idee e il mio atteggiamento è cambiato moltissimo. Anche se ciò può essere interpretato come incoerenza, a me interessa la parte dinamica della mia esistenza. Le coerenze non sempre sono funzionali alla nostra evoluzione e alla nostra riuscita perciò è sensato mettere in dubbio quel che sappiamo. Però dei nostri dubbi, non siamo tenuti a darne spiegazione agli altri. Infatti la crescita non è funzionale ad ottenere il beneplacito del pubblico, visto che cisarà sempre qualcuno che non sarà d'accordo con noi. Tante cose belle :)

Anonimo ha detto...

Perché non metti in discussione le rs? Molti dicono che non funzionano.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Per mettere in discussione qualcosa non dobbiamo farci condizionare da quel che dicono gli altri perché non tutti hanno appreso le regole e il metodo alla stessa maniera. Dobbiamo confidare solo sulla nostra capacità di raziocinio e soprattutto sulla nostra umiltà. E infatti, siccome ho detto che credo in un'astrologia work in progress, mi sono interrogato molte volte circa l'efficacia delle RS. Ed è la mia costante ricerca di verità che mi spinge a confermare, tramite l'esperienza e i resoconti della gente, il grado di efficacia del metodo. La questione è che se vogliamo trattare l'astrologia come una scienza allora nessun metodo è efficace. Se invece vogliamo valutare l'astrologia sul numero dei successi ottenuti, allora automaticamente ci concentreremo pure sugli insuccessi per cercare di rendere il metodo quanto più preciso possibile. Allora, per rispondere alla sua domanda, io metto me stesso continuamentre in discussione anche se a volte posso sembrare rigido sulle mie posizioni. Ma quella fermezza non sta in un capriccio; bensì sulla pratica, con la consapevolezza che nulla è definitivo. Il problema verrebbe fuori se volessi imporre a tutti i costi la mia idea. Forse, in passato, avrò avuto modi e toni che hanno lasciato sottintendere rigidità. Ed è possibile che lo sia stato per davvero. Ma come ho speigato sino ad ora, l'importante è rendersene conto e ...cambiare. :) (perché non si firma?)

Anonimo ha detto...

Secondo lei chi vincerà le future elezioni politiche?

Anonimo ha detto...

E tu te ne sei reso conto?

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Guardi, non sono perfetto, come non è perfetto nessuno di noi. Ma ci provo. L'importante è provarci, al di là del fatto che poi ci si riesca facilmente o meno. Come detto prima, l'importante è avere la volontà di crescere e dedicarsi a ciò. Poi il resto viene da sé, ognuno coi suoi tempi. Non siamo tenuti a dare dimostrazione della nostra consapevolezza dei limiti. Questo è un percorso privato, personale.

Gianni Detratti ha detto...

Sono ASSOLUTAMENTE daccordo. All'anonimo, consiglio un esperimento:faccia una analisi retrospettiva, della sua vita, e segni gli anni migliori e quelli peggiori, poi calcoli tutte le RS della sua vita, e controlli, nei manuali in commercio, sulle RS, gli anni che ha segnato, potrebbe essere un primo passo, per farsi un'idea consapevole...

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Oggi è un fermento di messaggi... Per l'anonimo che mi chiede sulle elezioni: non posseggo i dati di nascita di tutti i candidati, e non ho nemmeno il tempo necessario per dedicarmi a una cosa così importante. Sto studiando come un pazzo; ma spero di accontentarla, spero di farcela... Non mi sono mai sottratto dal fare previsioni e perciò spero di dedicarmi anche a questa cosa.

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Caro Gianni, io sono arrivato a una conclusione: sono quasi quasi geloso della mia conoscenza tanto da non volere che altri colleghi apprendano quel che so. Perciò io non consiglierei nessun esperimento e lascerei ognuno nella propria convinzione. Voglio dire che non siamo tenuti a dare dimostrazioni se non ai diretti interessati che vogliono sperimentare e a noi stessi. Difatti non parliamo mica di una scienza dove bisogna portare la prova matematica! Se poi la critica si sofferma all'indice di pericolosità dell'anno, dove è naturalmente sempre sopra un certo livello critico e si pensa che questa criticità sia sempre sinonimo di sventura, beh, alzo le mani. Quel che voglio dire è che le spiegazioni ci sono, i testi anche. Se qualcuno trova che la cosa non lo convince, non ha senso stare a perdere tempo in chiacchiere. Coviene passare ad altro, conviene cercare di applicare quel che secondo noi funziona. Il resto è veramente una perdita di tempo perché impedisce, appunto, di dedicarsi a ciò che funziona. Se mi concentro su ciò che non funziona, come faccio a dedicarmi ad altro? Più dedichiamo tempo agli altri e meno tempo dedicheremo alla nostra crescita astrologica. :) La critica è buona finché dura un attimo. Dopo di che è ossessione.

Gianni Detratti ha detto...

Anche Peter Van Wood, era geloso della sua conoscenza...ma lui era un "lupo solitario", non aveva allievi...

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Evidentemente il grande Peter aveva capito subito quel che io sto capendo dopo tanti tanti anni di guai. Ed è chiaro che ho ancora molto da capire sia come astrologo e sia come essere umano. Una volta qualcuno disse che per essere esperti bisogna sbagliare molto. Ebbene spero di sbagliare sempre ma di capire quali sono i miei sbagli, per correggermi e crescere sempre di più.

Anonimo ha detto...

Non mi sembri antipatico come dice qualche persona. Volevo metterti alla prova. ;)

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

La vita è un esame costante! Guai a farsi trovare impreparati!! Qui ogni secondo spunta uno squalo... Ascendente Vergine?

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Per l'anonimo di prima: per sbaglio ho cancellato il suo messaggio

Anonimo ha detto...

Si sono ascendente Vergine ;) da cosa lo deduce?

Giuseppe Al Rami Galeota ha detto...

Sesto senso :)
Lo stile delle domande...
Ma posso sapere il suo nome? Lei è lo stesso che mi ha chiesto di fare una previsione per le prossime elezioni politiche? Se non mettete almeno una piccola sigla io non posso capire in quanti siete...

Chiedo scusa se ho risposto soltanto adesso ma sono stato molto impegnato