10 novembre 2015

La teoria dei sistemi in astrologia

Più volte ho affermato che lo studio dell'astrologia merita di essere accompagnato allo studio di altre discipline poiché esse possono fornire un notevole contributo per la sua evoluzione per apportare quei cambiamenti dei paradigmi che forse meritano di essere rivisti, appunto alla luce delle nuove conoscenze. Naturalmente ciò è necessario per l'astrologo che non vede nell'astrologia un sapere già finito perché completo. Infatti, molto di quello che è giunto sino a noi non è altro che il risultato delle filosofie del passato: basti pensare alla teoria dei quattro elementi per esempio.

Nel campo della psicologia è avvenuto esattamente questo e lo studio della cibernetica, dell'antropologia, della sociologia e della logica hanno aperto nuovi e interessanti prospettive di ricerca per fornire un sapere sempre più al passo coi tempi e adatto alle necessità dell'uomo moderno.

Molto interessanti i contributi che Von Bertalanffy che ha sentito la necessità di applicare nuovi costrutti teorici per la terapia psicologica dei singoli casi fondando così la teoria generale dei sistemi. Per lo scopo si è servito della cibernetica, un metodo matematico che descrive i sistemi complessi e organizzati in considerazione del fatto che esiste una corrispondenza nei tratti di tutti i sistemi biologici esistenti in natura. 

Inoltre si è servito della teoria dei giochi in cui si osserva come nelle interazioni si possano ottenere i massimi risultati e le minime perdite rispetto a un dato obbiettivo. 

Per Von Bertalanffy, dunque, ogni soggetto corrisponde a una parte di un sistema più complesso che è la coppia,  o la famiglia,  o la società in generale. Pertanto non va mai analizzato senza prendere in considerazione il sistema di cui fa parte. Immaginate ora di analizzare un tema natale prendendo in considerazione anche i temi delle persone con cui il soggetto intesse relazioni profonde: la prospettiva cambia radicalmente. Ora, considerando questa eventualità, è possibile riconoscere in Ciro Discepolo il genio e lo spirito innovatore di chi è al passo coi tempi dato che nelle regole contemplate nella sua scuola astrologica (da lui fondata) si apprende, in effetti, la necessità di considerare il singolo caso in relazione al sistema famigliare di riferimento. Questo mette in evidenza una nuova e importante verità: il destino di ogni soggetto è strettamente correlato a quello del sistema di cui fa parte. Pertanto occorre spostare l'attenzione verso lo scopo dell'intero sistema e non solo del singolo soggetto: come dire che le singole individualità hanno un senso in funzione di uno scopo collettivo. In questa prospettiva ha senso persino il Tema Integrato, ma con l'appunto che i significati delle singole posizioni siano rivisti totalmente. 

L'insieme dei soggetti costituisce un sistema e tutti i sistemi hanno qualcosa in comune, presentano delle analogie esattamente come le analogie esistenti tra i sistemi interni alla psiche dell'essere umano; sistemi composti da "elementi" specializzati in specifici compiti ma che assieme, in maniera sinergica, assolvono allo scopo di produrre il comportamento. Per questo l'essere umano in quanto sistema può essere considerato un frattale in cui ogni sistema, dal più piccolo al più grande, presenta le medesime caratteristiche: 

  • Totalità: tutte le parti del sistema sono interdipendenti, sono legate tra loro così che il cambiamento di una parte determina il cambiamento dell'intero sistema. 
  • Non sommatività: il sistema stesso non è la somma delle singole parti che non possono essere analizzate singolarmente. Ossia, l'analisi di un TN ha senso relativamente poiché ci informa del suo modo specifico di "funzionare" all'interno di un "mondo ideale" che non è mai il mondo reale composto da interazioni che modificano costantemente il sistema in cui è contestualizzato.
  • Retroazione: tutti i sistemi tendono a mantenere l'omeostasi, un equilibrio interno nonostante ricevano informazioni dall'ambiente esterno. In questo senso possiamo concepire la psiche non solo come l'operare sinergico di singoli elementi come fissi e immutabili; ma che ogni singolo elemento che costituisce il tutto di una funzione psichica può subire una trasformazione in base agli stimoli del mondo esterno, pur tendendo alla conservazione della sua funzione originaria. Infatti il sistema che riceve i dati dal mondo esterno può portare alla destabilizzazione del sistema stesso o annulla ogni possibilità di cambiamento. Possiamo immaginare ciò come una tensione constante tra omeostasi e cambiamento. 
  • Equifinalità: gli stessi risultati possono essere prodotti da cause differenti e le medesime cause possono produrre effetti differenti. Questo è importante poiché mette in evidenza la necessità di comprendere come l'effetto non sia la necessaria conseguenza di un preciso transito planetario, ma solo una concausa. 
Ogni sistema funziona sulla base della comunicazione/interazione tra le singole parti: il cervello funziona grazie allo scambio di informazioni tra neuroni, il comportamento è il risultato dello scambio di informazioni tra le diverse funzioni psichiche, il TN è il risultato delle interazioni tra pianeti, Case e segni così che lo scopo del singolo aspetto astrologico ha un senso nell'insieme del tema pur conservando la sua specifica funzionalità, la sua individuale operatività, la sua specifica dinamica di funzionamento.  

Analogamente, l'interazione umana si organizza secondo le modalità del sistema: regole comunicative e di interazione. Ogni modo di comunicare corrisponde alla manifestazione di un sintomo, ossia della dinamica del sistema che, ricordiamolo, ha un senso all'interno di un contesto: la stessa dinamica si realizza solo nello stesso contesto o in contesti diversi. Ma al di là di ciò, l'apporto della seconda cibernetica alla teoria generale dei sistemi è relativo al fatto che il soggetto che entra a far parte del sistema in qualche modo lo influenza o ne viene influenzato, esattamente come si afferma nel principio di indeterminazione contemplato nella fisica delle particelle: gli strumenti di osservazione dell'osservatore influenzano i risultati dell'esperimento stesso poiché sono fatti della stessa sostanza dell'oggetto che si vuole osservare; e per questo interagiscono. L'osservatore, pertanto, diviene parte del sistema. Nel caso della psicologia clinica ci riferiamo all'interazione tra il paziente che fa parte di un sistema e il medico che entra nel sistema del paziente; mentre nel caso dell'astrologo la descrizione delle singole parti in qualche modo influenza il mondo interno del soggetto che agisce con maggiore consapevolezza anzicché essere agito dalle "potenze planetarie". Il che non ha nulla a che vedere con l'effetto della suggestione poiché, come detto in precedenza, ogni sistema tende a mantenere il proprio equilibrio: il soggetto analizzato vive consapevolmente una delle possibili manifestazioni dei simboli astrologici intercettati dall'analisi astrologica così che il "collasso della funzione d'onda" corrisponda all'evento che era indeterminato prima che fosse preannunciato. Ma l'indeterminazione non è assoluta in quanto si riferisce a un sistema probabilistico. 
Risultati immagini per probabilità

Buonasera Giuseppe,
Le scrivo in merito alla mia prossima rivoluzione solare (2016) e avrei in programma di trasferirmi all'estero. Ho dato un'occhiata e ho un asc. in IX, Sole e Venere in X e una luna in VI.
(Non so se può essere d'aiuto, ma  nella mia attuale rivoluzione -2015- ho un Plutone in 6^. Può essere che forse non mi sbaglio? O solo un Sole in 9 casa o pianeti in 4 casa (plutone ecc) possono rendere reale il trasferimento? Già sto mandando cv in tutto il mondo! :)
Senza dare uno sguardo al tuo quadro astrologico posso affermare che anche un semplice Sole in 9^ Casa può sortire l'effetto che speri; ma è sempre meglio se abbiamo anche valori di IV Casa. Quelle posizioni di X Casa dovrebbero aiutarti a realizzare il tuo progetto; ma per un passo così importante è necessario che tu abbia transiti potenti come Giove ben stimolato o transiti in 9^ o IV Casa. Io per esempio a ottobre del 1997, quando mi trasferii a Torino per studi avevo Plutone perfettamente incollato al FC e uno stellium in IV Casa di rivoluzione. Non avevo nulla in 9^; ma noi sappiamo che pianeti diversi possono parlare indirettamente di un dato evento: per esempio la RS ha preferito mettere in evidenza le notizie relative alla nuova abitazione, indipendentemente dal fatto che per questo occorreva viaggiare. 


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08 novembre 2015

Psicoanalisi e astrologia 5^ parte.

Uno dei modi più efficaci, secondo Freud, per leggere nell'inconscio, è quello dell'interpretazione dei sogni. Secondo lui si diventa psicoanalisti con lo studio dei propri sogni: ci permettono di prendere dimestichezza con quanto riteniamo estranei alla nostra personalità visto che li dimentichiamo appena svegli. Inoltre, sembrano essere assurdi o inesatti rispetto alla nostra realtà e anche questo è un fattore da tenere bene in mente per comprendere l'inconscio.

Il bambino, generalmente sogna che vengano appagati i suoi bisogni, come l'essere accudito, l'essere nutrito, il fatto di trovarsi al sicuro tra le pareti domestiche assieme alla propria famiglia, o di giocare con un nuovo giocattolo. Nell'adulto sia ha la stessa cosa, ma il tutto è sottoposto a un processo deformativo così che nel contenuto onirico manifesto si evidenzia quello che ricordiamo ma che invece sono una deformazione di quel che è contenuto nell'inconscio. Questo significa che nella fase del sonno non accediamo al nostro inconscio che invece è qualcosa di ancora più profondo.

Infatti, anche nel sogno intervengono conflitti, seppur a un livello di coscienza e consapevolezza bassissimi. Allora i meccanismi di difesa che scattano automaticamente in difesa dell'io producono i sogni che derivano da pensieri onirici inconsci, deformati dalle resistenze che intervengono anche in questa fase di abbandono che è il sonno. E le resistenze a questo punto non fanno altro che celare dietro a un "travestimento" quel che sta dietro al sogno, cioè quel che ci vuole comunicare l'inconscio.

Anche in questo caso, il sogno è spesso un'allusione, un rimando ai contenuti dell'inconscio. Il sintomo è in analogia rispetto ai contenuti inconsci del soggetto e la stessa cosa è per il sogno. È evidente, a questo punto, che l'astrologia si presta benissimo alla lettura dell'individuo per mezzo delle analogie che dipendono da una precisa posizione astrologica o dall'insieme del tema di nascita; e come detto in precedenza anche relativamente al funzionamento biologico della psiche (clicca QUI), il cervello umano è strutturato proprio in funzione del riconoscimento degli oggetti e dei fatti sulla base delle somiglianze e delle differenze che sa scorgere in essi. Se il cervello opera su questi presupposti è facile comprendere che in maniera del tutto spontanea dovevamo costruire relazioni che potessero descrivere l'appartenenza a un gruppo con caratteristiche specifiche, fatto da persone con caratteristiche simili, e descrivere la natura allo stesso modo, inventando e costruendo un sistema di rappresentazione del mondo e dell'uomo (l'astrologia). Secondo questi termini, per me l'astrologia diventa una spontanea conseguenza dell'attività cerebrale, sebbene la stessa abbia risentito anche di processi culturali (clicca QUI). Penso che qui stiamo compiendo una rivoluzione nel campo astrologico e spero che queste tematiche possano, in futuro, essere maggiormente sviluppate anche da altri colleghi. 

Ricapitolando, il contenuto onirico manifesto, i sogni, è in realtà un travestimento di ciò che c'è ancora più in profondità, nell'inconscio; e l'interpretazione di questi ci fornisce indicazioni sul loro significato reale, ossia un desiderio inappagato che è stato rimosso e quindi deformato. Ciò che ha portato a questa deformazione è il lavoro onirico, che è infine la risultanza di una dissociazione tra raggruppamenti psichici diversi. A dirla tutta, secondo Freud, questi bisogni non appagati riguardano esperienze della primissima infanzia. Ovviamente qui ci riferiamo al contenuto dei sogni che riguardano che presenta un problema importante: non tutti i sogni infatti hanno a che fare con esperienze che riguardano l'infanzia e non è nemmeno vero che solo nell'infanzia possiamo trovare esperienze traumatiche. Però è vero che è nell'infanzia che si struttura il modus operandi della mente di ogni individuo. 

Quindi, per certi versi attraverso il sogno il bambino che è nell'adulto continua a vivere, e conserva i suoi desideri, quelli che fu costretto ad abbandonare; e questo attaccamento al passato è naturalmente legato al bisogno di autoconservazione, anche se non sempre si dimostra vincente per la nostra evoluzione. 

Ciò che è evidente in tutto questo discorso è che ciò che emerge alla coscienza non è mai quel che di vero alberga nell'inconscio; è sempre una manifestazione allusiva, simbolica che, sempre per i motivi di cui sopra prende forma nella costruzione dei miti e delle leggende.  Ma non finisce qui: anche i famosi atti mancati, ossia le dimenticanze di cose che si conoscono (i nomi delle persone per esempio) i lapsus, gli oggetti smarriti, cioè tutte quelle cose che noi attribuiamo alla distrazione, in realtà sono anch'esse allusioni, che si riferiscono a ciò che viene rimosso dalla coscienza e possono essere visti come sintomi di impulsi rimossi. Questo serve a far comprendere che ogni manifestazione della nostra psiche, anche quelle più "normali" è caratterizzata dal fenomeno della rimozione. 

In conclusione, qualcuno potrebbe chiedersi che non sia rischioso per il paziente che il terapeuta tiri fuori dalla coscienza i contenuti rimossi. Certo, Freud dice che spesso è necessario soffrire per ottenere una guarigione, esattamente come fa il chirurgo che per levare un male spesso è costretto a operare. Ma ciò che è più importante è il fatto che questi contenuti, una volta affiorati alla coscienza divengono meno lesivi poiché, come spiegato negli articoli precedenti, hanno più potere nell'inconscio dato che è questo ad avere il controllo sulla parte cosciente dell'individuo. Questo in qualche modo serve a comprendere che la consulenza astrologica che qualcuno potrebbe definire "terroristica" alle volte è proprio necessaria per sollecitare un cambiamento. 

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07 novembre 2015

Psicoanalisi e astrologia 4^ parte.

Con l'articolo precedente eravamo rimasti al fenomeno della rimozione: ciò che sembra essere incompatibile con i propri valori morali, etici, viene rimosso, accantonato nell'inconscio. In verità, però, nulla viene rimosso completamente poiché il desiderio continua a esistere ancora rinviando alla coscienza una forma sostitutiva di se stesso. Il desiderio rimosso viene rimandato alla coscienza in forma distorta, deformata, irriconoscibile, ossia il sintomo; ma più tollerabile rispetto al problema originario.

Il sintomo stesso, se poi scaviamo in profondità, è in analogia con il desiderio rimosso. Parliamo in pratica delle prime basi della psicosomatica. Mi viene in mente, per esempio, a episodi relativi a dolori che non riescono ad essere gestiti e trovano una via di sbocco attraverso la somatizzazione; e così avremmo per esempio un mal di testa cronico o un'ulcera. Io che ho per esempio il Sole in IV Casa, e le Case, come ipotizzato precedentemente riguardano la parte inconscia di noi, rimuoverò le mie esperienze inaccettabili ed esse saranno restituite alla mia coscienza attraverso forti dolori di stomaco. L'idea che qui descrivo è per il momento solo un abbozzo estemporaneo. 

Il sintomo deve essere ricondotto all'idea rimossa, appunto perché esiste analogia tra le due cose; ed è questo il principio cardine dell'astrologia che appunto vede nelle posizioni astrologiche eventi correlati tra loro in via analogica, per somiglianza. Questo mi fa pensare che in effetti le leggi della psicoanalisi diano validità alle leggi astrologiche; e per questo, volendo dare conferma all'astrologia occorre semplicemente ricordare che la psiche in effetti funziona per analogie. Di conseguenza le regole astrologiche paiono essere naturali in effetti. 

Comunque, se l'idea rimossa viene integrata nuovamente alla coscienza, il conflitto viene vissuto ancora ma in maniera aperta; però almeno poi si risolve il problema. L'astrologia in questi termini risulta essere uno strumento che permette all'uomo di conoscere meglio questa regola, direi, universale.  Quel che emerge è doloroso, sì, ma viene fatto elaborare dal paziente, viene fatto accettare spiegandogli che in effetti non ha nulla da rimproverarsi. Tanto più è forte la resistenza e tanto più  l'idea rimossa viene restituita attraverso un'eccessiva deformazione che infine è un allusione, un rimando indiretto a quel che ha scatenato il conflitto. Freud, per spiegare il discorso dell'allusione parla del motto di spirito, ossia di quelle battute che vengono dette per dire qualcosa senza tuttavia dirlo apertamente. Cioè, se volessi dire a due persone che sono dei ladroni, direi che tra loro due manca Gesù nel mezzo, perché questa immagine ricondurrebbe all'idea dei due ladroni crocifissi affianco a lui. Non direi chiaramente che sono dei ladroni, ma avrei fatto un'allusione, avrei pronunciato una frase che in qualche modo nasconde le mie intenzioni, o quantomeno le rende ambigue. Corrisponde a un'omissione nella sostanza dei fatti. Allora, il sintomo non è altro che un'allusione. Vedete come in questo caso la figura di Gesù a prima vista sembra non c'entrar nulla con i due signori; ma giocando un po' con le analogie, si arriva a capire il senso dell'allusione. Lo stesso per il sintomo: all'inizio può essere difficile stabilire a cosa allude; ma se siamo abili nel ragionamento analogico, allora potremo più facilmente trovare a cosa si riferisce, cosa c'è sotto sotto. 

Con il metodo delle libere associazioni di cui abbiamo parlato in precedenza, non emergerà nulla che non sia pertinente con quel che si vuole scoprire; e anche se il paziente dovesse riferire di trovarsi a un punto morto, nella realtà è perché respinge l'idea che gli è venuta in mente. Per questo è necessario avvisare il paziente di non avere alcun atteggiamento critico verso le idee che emergono alla coscienza, e di dire anche tutte quelle cose che non sembrano essere essenziali, pertinenti, o prive di senso. Questo, ricondotto alla consulenza astrologica mette in risalto le difficoltà che il consultante potrebbe avere nell'accettare alcuni lati di sé riferitegli dall'astrologo. Insomma, non è sufficiente chiedere a una persona di descriversi per poi confermare con l'indagine astrologica. 


 Buonasera mi chiamo (...). In questi anni mi sono successe le più grosse disgrazie che potevano succedere tra cui la perdita di mio figlio e tre tumori. Ora ho chiuso pure il legame con il mio convivente, non ho una casa, il lavoro va ma ho interferenza con una nuova assunta che mi crea disagi.  Insinuando avrò un po' di qualcosa? Tornerà il mio ex?
Grazie e saluti.

Cara lettrice, la tua situazione è davvero molto dolorosa e se penso a quel che ti è successo penso che di essere fortunato. Mi spiace per la tua situazione e non posso che esserti vicino. Ovviamente mi viene da ridere se penso a chi perde tempo a fare discussioni inutili su cosa sia giusto o sbagliato in astrologia, come in effetti avviene molto spesso: c'è chi non ha proprio nulla a cui pensare, beato lui, e allora si mette a rompere le scatole al prossimo. I problemi seri sono quelli che hai tu, e persone che si mettono a discutere per anni sulla validità di un metodo astrologico, puntando il dito su chi lo pratica, beh, sono solo persone vuote, profondamente vuote. Mi chiedi se il tuo partner ritornerà da te, ma questa è una domanda a cui l'astrologia non può rispondere. Il grafico astrologico sembra da manuale: la congiunzione Marte-Nettuno in 5^ e Saturno in cuspide tra VII e 8^ Casa. In più Marte e Saturno sono in quadratura tra loro.

L'anno prossimo Giove sarà sulla tua Venere e potresti vivere sicuramente un periodo più sereno in generale, anche relativamente a una figura femminile vicina a te. Non penso sia arrivato il momento di una relazione d'amore poiché Saturno, nella 5^ Casa frena gli entusiasmi, a meno che tu non decidessi di cominciare una relazione caratterizzata da severità quando il pianeta farà il trigono con Giove. Inoltre l'opposizione di Urano a venere può certamente dare una svolta alla tua vita sentimentale anche se a mio parere dovremmo aspettare che Plutone si congiunga al discendente per portare qualcosa di più importante. L'anno astrologico 2016-17 mostra una rivoluzione solare con Sole e Giove in 5^ Casa che potrebbero potenziare l'effetto di Giove su Venere e portarti a vivere una nuova e intensa situazione sentimentale. Tuttavia non mi piace quel Saturno in VII Casa di rivoluzione e ti consiglio di spostarti più a Est. metterlo in 6^ non va bene e allora, se vorrai approfondire ne riparliamo in privato. 


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06 novembre 2015

Psicoanalisi e astrologia 3^ parte.

Gli studi sulla psicoanalisi, con Freud prendevano sempre più piede a fine '800; ma i medici del tempo, P. Janet in prima linea, trattavano l'isteria ancora come un problema fisico più che psicologico. In sostanza, il sistema nervoso, composto da neuroni, subiva una degenerazione a causa di una debolezza congenita che nella pratica impediva all'isterico di coniugare le diverse manifestazioni psichiche. Freud non condivideva poiché notava, all'opposto, che l'isterico da un lato perde il contatto con la realtà ma dall'altro sviluppa alcune facoltà, come per esempio avvenne nel caso di una donna che sviluppò una grandissima capacità di fare traduzioni.

Janet partiva da ricerche di laboratorio mentre Freud era più interessato a trovare una soluzione al problema. Per questo usava il metodo catartico di Breuer descritto nel capitolo precedente, ma senza usare l'ipnosi. Non la riteneva efficace per ottenere dei risultati, e anzi, notava fosse controproducente. Per questo cominciò a usare il metodo di Bernheim che consisteva nel chiedere al paziente di ricordare le esperienze vissute, rassicurandoli che anche quando dicevano di non ricordare, nella realtà sapevano. Bisognava solo insistere perché i ricordi dimenticati non sono affatto perduti. Era solo che una forza sconosciuta impediva a questi ricordi di riaffiorare, di emergere, una resistenza. Per guarire bisognava superare quella resistenza che costringeva il paziente a vivere nella situazione patologica. Era questa resistenza ad aver provocato l'oblio, rimuovendo dalla coscienza le esperienze traumatiche. Nasce così il termine rimozione, per indicare qualcosa che viene espulso perché in netto contrasto con tutti gli altri desideri dell'individuo, incompatibile coi propri valori morali, etici. 

Sarebbe un po' come vivere una battaglia dentro se stessi; come se alcune parti di noi entrassero in conflitto e che quindi è necessario eliminare qualcosa. Una delle due parti deve vincere perché un conflitto intenso è troppo doloroso da sopportare; allora subentra questo meccanismo di difesa che è la rimozione. Quasi certamente saranno gli aspetti astrologici dissonanti a parlarci dei nostri conflitti interiori, così la 12^ Casa, che in effetti rappresenta le prove della nostra vita. Ma che questi conflitti siano troppo dolorosi o meno, questo, almeno per il momento, non credo sia possibile stabilirlo con la lettura astrologica. 

Freud racconta un episodio per farci capire il fenomeno della rimozione. Una donna sua paziente, durante il trattamento le racconta che aveva una certa simpatia per suo cognato, il marito di sua sorella. Quest'ultima muore e la donna, pensa che adesso il cognato è finalmente libero e può stare con lei. Il senso etico di questa, donna, il censore, il super io, il senso di moralità, (Saturno e Giove), era così forte che si vergognò immediatamente di aver fatto un pensiero del genere e dopo un brevissimo conflitto interiore, l'evento venne rimosso, dimenticò l'accaduto ma si ammalò d'isterismo.

Guarì quando Freud glielo fece rivivere con la stessa intensità con cui lo visse la prima volta. Egli fa un esempio per spiegare ancor meglio il fenomeno della rimozione. Durante una conferenza chiede al pubblico presente di immaginare la sala conferenza come la parte cosciente di sé. Chiede di immaginare un individuo che comincia a sbraitare e non permette al relatore di continuare a fare la conferenza. A un certo punto, dopo una breve colluttazione, due energumeni riescono a portare fuori dall'aula (nell'inconscio) questo disturbatore. E questa è la rimozione. Per evitare che il soggetto torni ancora a disturbare, viene messo uno sbarramento alla porta, e questo è la resistenza. Però, nonostante il tizio sia stato rimosso fuori dall'aula continua ancora a far baccano e anzi, forse ne fa ancora più di prima, battendo alla porta perché vuole rientrare. E questo è il sintomo, la malattia. 

Se per Janet l'isteria era un problema congenito, fisico, per Freud invece era un problema che si spiega dinamicamente, un conflitto tra diverse parti. 



Ciao come ho scritto anche nel blog ti invio i miei dati per avere un parere in merito ai transiti che mi riguarderanno a cominciare soprattutto da marzo/aprile 2016 se non ricordo male. 
Saranno transiti piuttosto importanti credo, trattandosi di Plutone che dalla settima casa forma un trigono con la mia Luna radix e contemporaneamente Urano di transito opposto al mio Saturno radix...
Considerata l' esperienza mi piacerebbe avere un tuo personale parere.

Come mostrano i transiti e come mostra la rivoluzione solare eretta per l'anno 2015-16, i punti penalizzati saranno la tua famiglia ed eventualmente la sfera della salute dato che Saturno si trova pericolosamente vicino alla 6^Casa, mentre Nettuno quadrerà Marte.  A dire il vero in IV transiterà Giove e nella RS abbiamo il Sole nella stessa casa. Questo mi fa pensare che sicuramente il settore sarà colpito in maniera determinante durante il corso dell'anno e che potrebbero esserci novità importanti anche relativamente alla tua abitazione, chissà, magari indicando un cambio radicale di domicilio. Le chiavi di lettura sono molteplici; ma quel che è evidente è la complessità che avviluppa tale settore attraverso transiti contrastanti. 


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05 novembre 2015

Psicoanalisi e astrologia 2^ parte.

Con il precedente articolo eravamo rimasti all'idea di Freud che i sintomi relativi a quella che comunemente veniva chiamata isteria erano esperienze cariche dal punto di vista emotivo e in qualche modo traumatizzanti. Egli le chiamò traumi psichici. Andando a ritroso nella sequenza dei ricordi si poteva risalire all'episodio che aveva generato tali conflitti. Studiando le esperienze di Breuer, Freud scopre che erano molto simili alle sue. Per esempio cita, in una sua conferenza, il caso di una sua paziente che presentava un tic nervoso quando si emozionava: la donna produceva uno schiocco rumoroso con un movimento della bocca. Andando a scavare nel passato di questa, Freud scopre che il problema era sorto quando un forte temporale spaventò i suoi figli. Desiderava fare il minor rumore possibile per non spaventarli ancora; ma come risultato ottenne quel tic nervoso che, paradossalmente di rumore ne faceva.

Quello di cui soffre una persona è generalmente un ricordo. Soffrono di reminiscenze afferma Freud e per spiegare bene la questione fa riferimento ai simboli mnestici. Parliamo di un qualcosa che serva a celebrare e tenere vivo nella memoria un episodio importante. Per esempio la costruzione di una statua che commemora i caduti in guerra. Serve a mantener vivo il ricordo perché simboleggia qualcosa di ormai superato affinché non venga dimenticato. Allo stesso modo, alcuni soggetti vivono immersi nel passato e non riescono a vivere la realtà del presente. Ovviamente bisogna distinguere tra una fissazione "sana" e naturale (come il dolore per la perdita di un caro) dalla fissazione che persiste per tantissimi anni, come appunto il tic della donna che durava da 15 anni, anche dopo che si è dimenticato l'episodio che ha provocato il problema. 

Ma come avviene in pratica tutto ciò? Tutto dipende dalla repressione di un'eccitazione intensa; e la stessa carica emotiva che ha portato alla nascita del problema è paradossalmente, anche la soluzione al problema. In pratica abbiamo una carica emotiva repressa che non potendo venir fuori, perché troppo dolorosa, subisce un effetto deformante attraverso il sintomo. Sarebbe un po' come un fiume in piena che a causa di una frana (il desiderio di reprimere) rompe gli argini: l'acqua finirebbe per allagare le case vicine producendo grossi danni. C'è chi per esempio "scoppia" e chi invece somatizza e traduce il trauma in sintomo. Freud chiama questo processo "conversione isterica". Il sintomo però spariva se il paziente riviveva la stessa emozione che era stata controllata, e la viveva con lo stesso coinvolgimento emotivo che caratterizzò l'evento. 

Secondo le ricerche di fine '800 la coscienza era intesa come una serie di raggruppamenti psichici relativamente indipendenti tra loro, un po' come i pianeti che posti all'interno del proprio quadro astrologico creano a gruppi, relazioni angolari tra loro. Uno di questi gruppi diviene la manifestazione conscia della psiche; mentre le altre rimangono nell'inconscio. Potrei azzardare l'ipotesi che le posizioni dei pianeti nelle Case rappresentino la manifestazione inconscia della nostra psiche, mentre la posizione nei segni determinano la parte cosciente. Un po' come dire che, siccome ho il Sole nella IV Casa in Sagittario, a livello conscio sono Sagittario ma inconsciamente sono Cancro. Però sappiamo che la parte inconscia domina sulla parte cosciente ed è per questo che anche una volta dimenticato il trauma, o rimosso, continua a manifestarsi sotto forma di nevrosi o di sintomo (una paralisi per esempio). Ipotizzo questo poiché è molto più facile riconoscersi nelle inclinazioni date dalla posizione del Sole nei segni piuttosto che dal Sole nelle Case. Ma è anche vero che, col passare degli anni, ho imparato a riconoscere il peso della mia IV Casa, confermando così quanto afferma Ciro Discepolo (un mostro sacro del sapere astrologico nonché mio maestro) circa il fatto che la Casa solare ha più pregnanza rispetto al segno. 


Buongiorno a tutti, sono nuova del forum, vorrei un aiuto per interpretare questa sinastria perché questo rapporto è molto significativo per me dato che ha una storia molto complessa. Un incontro che inizia 20 anni fa quando eravamo studenti universitari,
tra noi non c'è mai stato nemmeno un bacio (anche se ci siamo andati molto vicini, e comunque sempre per colpa mia che mi trattenevo) ma una grande empatia, sguardi su sguardi essendo tutti e due timidi, secondo me fu uno scambio di anime sensibili
con vuoti da colmare (entrambi con problemi nelle famiglie di origine) e una grandissima attrazione fisica mai sentita in vita mia. Dopo alcuni mesi in cui io mi stavo sempre più avvicinando a lui, e in cui lui mi appariva dolce ma ambiguo (forzando un po' la mano
sulla mia gelosia) io ho troncato il rapporto (anche perché non riuscivo più a concentrarmi nello studio e avevo perso ogni lucidità) dicendogli di non frequentare più i luoghi che frequentavo io, perché capivo che per lui non sarei mai stata l'unica, e quindi lo feci come difesa per non soffrire. Appena divisi siamo stati male, io malissimo, come se avessi perso una parte di me. Ad aprile l'ho ricontattato in seguito ad una mia crisi, ho ricominciato a pensare a lui ascoltando canzoni d'amore e a piangere per la nostalgia e per il rimorso di averlo trattato male... Dopo tante parole che ci siamo scritti di notte e giorno per giorni consecutivi e dopo esserci rivisti due volte, sembra che tra noi l'attrazione sia sempre più forte... E io dopo 20 anni proprio non speravo che lui volesse proprio me, mi sembra un sogno!!!
Ma abbiamo molti conflitti nel dialogare soprattutto lui non si apre ancora molto al dialogo. Siamo tutti e due impegnati e per non far soffrire i partner vorremmo vederci come amanti. La mia paura è che da parte sua ci sia per lo più tanta attrazione e non l'amore profondo che sento io.

Cara lettrice, come puoi leggere in alto nella colonna di destra, non eseguo consulenze di coppia se non in privato poiché analizzare due soggetti risulta complesso e lungo. Comunque, se tu volessi conoscere in maniera approfondita la questione potresti richiedermi una consulenza in privato oppure partecipare al mio seminario sull'astrologia della coppia in provincia di Udine, il 5 e il 6 dicembre. Però voglio spendere lo stesso alcune parole, relativamente al tuo caso. I tuoi Marte e Urano sono in opposizione all'ascendente del tuo "amante" e questo non è proprio un bell'aspetto, anche perché le orbite sono molto strette. Ma sappiamo che ci sono relazioni che durano anche tutta una vita con dissonanze del genere. In questo periodo hai Urano che circola in angolo di opposizione alla congiunzione Urano-Marte che hai nella tua 5^ Casa e questo mette in evidenza la tua voglia di rivoluzione, di rinnovarti e penso che in effetti potresti combinare un grosso guaio perché Marte non è mai gentile. Ho delle remore molto forti nel credere che questa relazione possa durare nel tempo anche perché i transiti di Urano non portano mai stabilità: portano certo grandi cambiamenti e novità; ma partiamo dal presupposto che hai una 5^ Casa molto ricca di pianeti che non mi fa pensare affatto a una vita sentimentale tranquilla. Tra due anni Giove sarà nella tua 5^ Casa e dovrebbe portare un po' più di calma. Staremo a vedere. 



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04 novembre 2015

Psicoanalisi e astrologia 1^ parte.

Due sono i principali paradigmi della psicologia:  


  • esiste un determinismo psichico; cioè tutti i fenomeni sono soggetti al principio di causalità, quindi ogni stato mentale è la conseguenza di antecedenti determinati che possono essere fisiologici o psicologici (anche se Jung si discosta da questa idea). Ciò riduce la nostra libertà, responsabilità e spontaneità. In astrologia abbiamo più o meno lo stesso determinismo; ma con la consapevolezza che la stessa posizione astrologica comporta più di una possibilità di espressione; o che la stessa può essere sintetizzata da posizioni astrologiche diverse. Questo determinismo lo riconduco alle caratteristiche del Toro che rappresenta la linearità e la regolarità di un pensiero che lavora con ordine e metodo ma pure con rigidità.


  • Inoltre l'attività psichica è inconscia; non è legata alla sfera della consapevolezza e si esprime con manifestazioni non comprensibili con la logica deduttiva. Questo mi fa venire in mente l'impenetrabilità dello Scorpione che occulta, nasconde. I "viaggi" le esplorazioni all'interno della propria psiche sono infatti espressi dalla Casa 8^, sia nel proprio quadro astrologico e sia che consideriamo altri strumenti di interpretazione astrologica dell'avvenire. Sono concetti banali, risaputi, ma utili per i lettori a digiuno della materia.  

Il processo di indagine dei fenomeni psichici (che non sono rilevabili dal resoconto del soggetto) è detto "analitico" ed è un metodo catartico, cioè permette la liberazione da angosce e conflitti portandoli alla luce (ancora Scorpione); associativo in quanto consente di fare associazioni tra il vissuto del soggetto e i suoi sintomi; e interpretativo poiché ciò di cui veniamo a conoscenza ci parla solo indirettamente della causa. Se c'è da interpretare qualcosa allora la psiche non solo nasconde, ma ci informa di qualcosa che non è quel che sembra; e secondo quest'ottica possiamo certamente attribuire ai Pesci e a Nettuno questa caratteristica della mente, poiché Nettuno indica ciò che è confuso, poco chiaro, ambiguo.  

Uno dei più grandi e straordinari pensatori della storia, relativamente alla tematica della psicoanalisi è Sigmund Freud perché ha portato alla materia contributi di inestimabile valore. Egli, sulla scia di Charcot e Breuer lavora sulle libere associazioni: proponendo uno stimolo (una domanda, una frase) viene chiesto al soggetto di esprimere tutti i pensieri che gli vengono in mente. Ognuno di questi pensieri necessariamente avrà attinenza col problema o con ciò che può rappresentare problematico per il paziente. L'astrologia, che è un metodo di indagine della personalità attraverso la lettura della posizione dei pianeti (nello zodiaco tropico al momento della nascita) non può fornire delle risposte attendibili se non si affronta il dialogo con il consultante secondo i dettami della psicoanalisi. Voglio dire che nessuna consulenza avrà mai validità se si suppone che il consultante possa riconoscere quali sono i propri limiti e quali sono le proprie potenzialità. Generalmente, infatti, il soggetto non ha mai la totale consapevolezza di chi è e del suo posto nel mondo poiché il proprio mondo soggettivo e conscio è solo una piccola e limitata rappresentazione esteriore di un mondo interno che è molto più vasto e sconosciuto persino a se stessi. Infatti, se avessimo completo controllo e conoscenza di noi, non saremmo guidati dal nostro inconscio e non commetteremmo azioni che sembrano avere poco a che fare con la logica. A questo punto diviene assurdo pensare che per confermare un'affermazione astrologica possa bastare il resoconto del soggetto. 

Ma andiamo avanti.  Freud si occupò principalmente di indagare quei fenomeni che la comunità medica di fine '800 catalogava come fenomeni di isteria. Il problema, per i medici era di tipo organico, cioè legato a una debolezza congenita; ma nessuno era capace di trovare una "cura" a tale disposizione. Relativamente a ciò Freud amava raccontare la storia di una paziente curata da Breuer sotto ipnosi: il medico aveva sentito la donna farfugliare alcune parole mentre lei era in stato di assenza. Il medico pensò che quelle parole potessero in qualche modo riguardare lo stato patologico di quella donna e allora egli decise di ripetergliele per ottenere qualche tipo di reazione. La invitò alle libere associazioni, a dire tutto quello che le veniva in mente, e alla fine la donna si sentiva liberata ottenendo un senso di benessere che le durava qualche ora. Però certo il metodo non era sufficiente per produrre una guarigione definitiva. Comunque il medico scoprì che tutti i sintomi della donna erano il risultato di esperienze dal forte impatto emotivo. Doveva agire un po' come fanno i gamberi, a ritroso lungo i ricordi della sua paziente per risalire al primo evento; ma doveva chiarire i ricordi più recenti prima di accedere a quelli più vecchi. Questo mi ricorda il segno del Cancro che è legato al passato, alla memoria. 

Riassumendo, abbiamo che la psicoanalisi riguarda la necessità di andare a scoprire quello che è celato nel nostro inconscio (Scorpione), che dipende dal nostro passato (Cancro) e che viene fuori solo in maniera indiretta, in maniera distorta e deformata tramite il sintomo (Pesci). Con tutta evidenza notiamo analogie con i tre segni d'acqua che la tradizione associa al mondo emotivo dell'uomo. 


Buona sera signor Al Rami, mi chiamo Paola e le scrivo prima di tutto per complimentarmi con lei perché il suo blog è davvero unico nel suo genere: finalmente tutti quelli appassionati di astrologia come me hanno la possibilità di  imparare ogni giorno qualcosa in più. Le scrivo anche per chiederle cortesemente se può vedere attraverso i miei transiti se ci sarà una svolta lavorativa: sono consapevole che la situazione è complicata per tutti ma vorrei che lei mi desse un'indicazione sul lavoro più idoneo a me. Ho sempre fatto lavori stagionali, ho fatto la commessa ma il mio desiderio sarebbe avere un'attività mia, quale non saprei con questa crisi, forse dovrei andare all'estero. Le allego i miei dati: sono nata il (...) in provincia di Lecce alle (...) Spero possa rispondermi so che in molti le scrivono ma comunque la ringrazio lo stesso per il suo lavoro.

Ciao. Benvenuta nel mio blog: qui potrai approfittare gratuitamente della lettura di articoli originali sull'affascinante mondo dell'astrologia e della scienza in generale. Spero ne trarrai vantaggio e conoscenza. Veniamo alla tua domanda. Ho notato un bel Sole in X Casa che mi parla del tuo desiderio di indipendenza, e naturalmente della necessità di avere un ruolo guida dato che appartieni al segno del Leone. Secondo il mio parere, quattro pianeti in Vergine con Marte nella 12^ Casa mi parlano di un'attività legata alle cure dei bisognosi. Quindi secondo me potresti ottenere grandi risultati aprendo un'erboristeria. Una svolta potrebbe esserci presto, ma credo possa riferirsi a questioni sentimentali dato che Urano prestissimo sarà in quadratura a Giove posizionato in X. Parliamo di un anno circa. Con tutta onestà, non vedo transiti importanti per il lavoro, almeno per il momento. Qualcosa di interessante potrebbe concretizzarsi a partire dal tuo prossimo compleanno perché avremo Giove incollato al MC di rivoluzione. Speriamo bene.


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03 novembre 2015

L'astrologia oggi


Ogni sapere si è evoluto stando al passo coi tempi e con le nuove filosofie che di volta in volta si sono susseguite nella storia. L'astrologia sembra essersi risvegliata solo da qualche decennio dopo secoli di silenzio ma siamo ancora molto indietro rispetto agli altri saperi; tuttavia possiamo affermare che la nascita di altre discipline sta dando un notevole contributo allo sviluppo e alla comprensione del sapere astrologico. Questo significa che, almeno dal mio punto di vista, non è una fede, una religione spirituale con regole immutabili, ma è un sapere che può essere affrontato in maniera dinamica abbracciando i risultati delle moderne ricerche scientifiche. 

Oggi l'astrologia poggia sulle conoscenze della psicologia e molti sono quelli che vedono nella fisica dei quanti una possibile speranza di spiegazione dei fenomeni astrologici. 

L'astrologia nasce e si sviluppa in Mesopotamia, nei pressi del mar Caspio ma trova larga diffusione nell'antica Grecia. In quel periodo vigeva il paradigma razionalistico in cui si affermava che la verità provenisse da una conoscenza deduttiva che partiva dal generale per terminare al particolare. In sostanza a ogni causa ne consegue un solo effetto e occorre partire dall'effetto, andando a ritroso, per stabilire la causa. Persino in quei tempi si cercavano risposte definitive sulla realtà ed è ovvio che ciò ha influito sullo sviluppo di alcune idee astrologiche che forse oggi non reggono più se paragonate alle moderne concezioni filosofiche: i processi di sviluppo dell'astrologia si basavano sul pensiero e sulla ragione che poi erano i modi contemplati da Platone e Cartesio; mentre oggi è ovvio che si pone attenzione anche alle evidenze empiriche. 

Cartesio è a tutti gli effetti il maggior rappresentante del paradigma razionalista: lui affermava che la scienza aveva messo in crisi i dogmi religiosi e allora si poteva dubitare di tutto, e il fatto che si potesse dubitare metteva in evidenza il fatto che l'unica realtà possibile fosse quella del pensare come dimostrazione dell'essere e quindi dell'esistere. 

La visione del mondo era diventata dualistica: vi era una sorta di influenza tra corpo e mente, tra corpo materiale e anima pensante. Tutta l'astrologia ovviamente risentirà di queste teorie, come quella delle idee innate risalenti ai tempi di Platone: la mente è una tabula rasa e tutto ha origine dalla percezione. Più tardi la conoscenza è esperienza, quindi osservazione e percezione. Aristotele, che fondò la logica, era un degno rappresentate di queste idee dette dell'empirismo; ma solo con Galileo avremo le prime osservazioni sistematiche cioè condotte con rigore. L'empirismo prende forma grazie al suo metodo di procedere che un po' rivoluziona i dogmi precedenti: nel razionalismo tutto si fonda sul pensiero; mentre nell'empirismo di Galileo la causa è esterna all'osservatore. Inoltre, la causa deve essere condizione necessaria e sufficiente al verificarsi di un evento: ossia si comprende che lo stesso risultato può dipendere da cause diverse, o che dalla stessa causa ne possono scaturire diversi risultati. 

Kant, molto tempo più tardi formerà il criticismo in cui afferma che esistono idee innate, categorie a priori come i concetti di spazio e di tempo. È vero che la conoscenza comincia con le impressioni sensoriali, ma esse sono già ordinate in accordo con categorie innate del pensiero. 

Nel frattempo l'astrologia è ferma alle vecchie idee: non potendo più essere insegnata nelle università subì un grave arresto e non poté più evolversi. Invece le filosofie continuarono a cambiare e con la corrente neopositivista del circolo di Vienna (in particolar modo con B. Russel) venne fuori che la conoscenza doveva essere necessariamente un'alternanza di teoria ed esperienza empirica secondo un modello circolare in cui dal dato empirico si giungeva al costrutto teorico, definendo delle ipotesi, e poi falsificata da altre osservazioni. Il sapere doveva essere organizzato finalmente in maniera sistematica, doveva fornire spiegazioni dei fenomeni osservati, prevedere e guidare le successive osservazioni. 

Perciò la teoria di Tolomeo circa i quattro elementi in astrologia, il caldo, il secco, l'umido, il freddo (e tutte le altre idee antiche), doveva essere rivista alla luce delle nuove filosofie. Però l'astrologia ormai era diventata quasi un dogma religioso e per questo non bisognava dimostrare la veridicità di certe affermazioni, figuriamoci metterle in discussione. A far precipitare la situazione provocando un ulteriore arresto nello sviluppo delle teorie astrologiche fu la visione della Blavatsky che colorò la materia di filosofia spirituale legata all'oriente: se la scienza mira all'evoluzione della conoscenza, la religione mira alla conservazione del dogma; ed ecco che la visione spirituale diviene un limite per coloro i quali credono in un sapere che necessariamente deve evolversi costantemente.

In seguito l'astrologia subì, fortunatamente, un'impennata grazie alle statistiche dei Gauquelin, alle statistiche di Castille e a quelle di Discepolo perché si poté cominciare a rivedere l'astrologia in maniera dinamica. Basti pensare alle nuove scoperte come quella di Lisa Morpurgo che vede la 2^ Casa legata all'immagine, o la scoperta di Ciro Discepolo a proposito della luttuosità dell'11^ Casa al pari dell'8^ o quella relativa al potere calamitante del giorno del compleanno. Oggi altri studenti della nuova generazione, me compreso, studiano l'astrologia con il desiderio nel cuore di scoprire qualcosa di nuovo. A tal proposito ho istituito il GRAS, il gruppo di ricerca di astrologia sperimentale su Facebook, un gruppo adatto solo per quegli studiosi che sentono la necessità di andare oltre il consueto, oltre il conosciuto e di calcare nuove strade. Si sono distinti in particolar modo Massimo Romagnoli e Antonio Montanelli; ma anche io ho contribuito per esempio con la mia teoria antropologica che vede nell'astrologia una forma elaborata di totemismo, e quindi una naturale conseguenza di una funzione tipica dell'essere umano.
 Ciononostante oggi l'astrologia è ancora legata al mondo mistico delle filosofie orientali che sicuramente fanno più presa sul pubblico, anche perché sono più facili da "digerire". I siti e i gruppi di astrologia sempre più mettono in evidenza la necessità di un'astrologia religiosa, probabilmente per compensare il grigiore della società consumistica e competitiva. 
L'astrologia oggi è anche millanteria: il mancato riconoscimento a livello accademico non può che aumentare il proliferare di chi si atteggia ad astrologo pur non avendo le competenze.


Ciao e grazie come sempre le tre opportunità sono: 1)Città del Messico.  2) Georgetown Guyana 3) Bridgetown Barbados.  
Un abbraccio.

La prima soluzione mi sembra ottima, però sarebbe meglio spostarsi leggermente più a Est per evitare che il Sole possa cadere in 6^. La seconda opzione mi pare molto rischiosa e ti consiglio di trascorrere il tuo compleanno più a Ovest perché l'ascendente di rivoluzione cadrebbe quasi certamente in 6^ radix. Inoltre sarebbe meglio che tu mettessi Nettuno in 6^ e non in 5^, se proprio vuoi incentivare i sentimenti. Quindi va bene sempre il mio consiglio di andare più a Ovest, ma di qualche centinaio di chilometri. La terza soluzione va un po' meglio, ma Nettuno è sempre in 5^: se hai fatto 30 puoi fare anche 31. In ogni caso le ultime due soluzioni non mi piacciono nell'insieme perché Marte in 2^ produce guai economici. Dipende da te se accettare o meno questo rischio. La terza soluzione credo sia migliore per i sentimenti. Tutto dipende da cosa vuoi incentivare di più. 


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01 novembre 2015

Questa non è una pipa


Ecco a voi la terza e ultima parte del lavoro della mia amica Camelia Nina. 
Anche in questo caso, ho aggiunto alcuni miei commenti a conclusione dello scritto. Clicca QUI per leggere la parte precedente.

2.1 Noi ci facciamo immagini dei fatti.
Picasso si arrabbia, perciò: “Non è possibile che siano state le linee curve e i triangoli della geometria non-euclidea a ispirare Manet a dipingere la curvatura realistica dell’orizzonte in una veduta marina! Siamo sempre stati circondati da geometrie non euclidee e gli artisti ne apprezzavano il valore ben prima che i matematici le identificassero!”
Magritte, infatti, dipinge una pipa. Non a caso la pipa. Un simbolo.
La dipinge perfettamente, teatralmente sospesa e astratta da ogni contesto. Questa raffigurazione è accompagnata da una didascalia che ci avvisa, attenzione! - “questa non è una pipa”.
Come è possibile mai?
Non potendola fumare, possiamo solo ammirarla nella sua inesistenza. In confidenza, sussurrandocelo all’orecchio, il pittore belga ci svela un importantissimo segreto: questa è una rappresentazione, una figurazione della pipa, non la pipa. L’immagine ci ha traditi.
Il primo concettuale nella storia dell’arte occidentale ci ha spiegato che ciò che è rappresentato tramite la pittura o l’arte in genere non è la realtà, ma l’immagine che noi abbiamo di essa attraverso la percezione sensoriale, un’astrazione tipicamente mentale (come la geometria ecuclidea, d’altronde, di cui è appunto figlia).
I triangoli non esistono, sono un’invenzione della mente.
Ciò che è dipinto sulla tela o estratto da un blocco di marmo non si può sottrarre al suo contesto rappresentativo, in quanto non può essere utilizzato secondo la sua vera natura.
L’arte, anche quella con le migliori delle intenzioni, è finzione. È finzione come la realtà che circonda l’uomo o, per essere più precisi, come la percezione che l’uomo ha della realtà, rinchiusa in gabbie linguistiche e ragionamenti e misurazioni teoriche.
Già Platone, filosofo degli albori del pensiero occidentale, pioniere del pensiero estetico, ci ammoniva sulla menzogna dell’arte e sulla sua incapacità di condurre alla verità. L’approccio alla realtà fisica, già nel IV secolo a.c. , era problematico, visto che considerava enorme la distorsione dell’informazione percepita dai cinque sensi o da uno di essi.
Non sempre quello che riusciamo a percepire solo attraverso i sensi è vero o vero del tutto.
Non è vero che ciò che non vediamo con gli occhi non esiste.
La realtà vera esiste indipendentemente dalla nostra capacità di percepirla in tutta la sua verità.
Pensiamo a due magneti: tra i poli opposti si scatena una attrazione violentissima, che permette alle calamite di attaccarsi, riuscendo a resistere anche a una certa forza di trazione. Nonostante questo, sotto i nostri occhi, non accade proprio nulla. Nulla di percepibile con nessuno dei "magnifici cinque". Per quanto ci sforziamo, non riusciamo affatto a vederla, la forza che si scatena e si sprigiona dagli oggetti, dai corpi. Eppure, esiste. Certamente. È una questione di fisica.
Dunque la Fisica, pur chiamandosi così, dimostra l’esistenza fisica di qualcosa che noi non riusciamo fisicamente a percepire.
“Il niente sembra – proprio - essere la cosa più potente al mondo”. (R. Barry)
Ed eccolo lì all'orizzonte, compare Cartesio, per gli amici Certesio, a dire la sua sul rapporto problematico col mondo.
Secondo Reneè occorre rispettare l’idea che non è lecito accettare come vera una qualsiasi affermazione inquinata da una qualche possibile perplessità. E’ sufficiente prendere in esame i princìpi su cui si fonda il sapere tradizionale. Se cadono i princìpi, cadono le conseguenze. Il filosofo ci dice: “Guardate  gente, che esiste un genio maligno, astuto e ingannatore che, beffandosi della nostra imperfezione, ci fa ritenere evidenti cose che tali non sono”.
Dopo aver dubitato di tutto, anche di sua madre, in un delirio alcolico, Descartes si rende  finalmente conto che almeno lui, lui che aveva pensato di dubitare, almeno lui dico, doveva rappresentarla, una verità. L’unica certezza dunque è nel vomito, ergo sum. Eh pardon, cogito. (oppure rogito, ma comunque…)
Kant, che ti pass, un beldì, dice a Reneè: “Senti Reneè, non basta mettere in discussione i princìpi del sapere tradizionale. Bisogna scavare più in profondità. Mettiamo in discussione proprio i metodi di apprendimento delle conoscenze della nostra mente!”
Immanuel - che bel nome poi - confessa che la mente, quando elabora le percezioni sensoriali del mondo, fa qualcosa di strano: organizza le informazioni raccolte in un archivio di modelli  pre-costituiti, acquisiti dalle esperienze passate. Cioè essa ha un bisogno di stabilire un rapporto di continuità col passato, attraverso la categorizzazione delle informazioni.
La mente (‘sta stronza) possiede dei cassettini a scomparti in cui inserisce le info e le percezioni e le sensazioni che raccogliamo dal mondo. A causa di questa strategia, è sicuro che sussista un’enorme differenza tra il mondo esistente così come è e la conoscenza che noi invece ne abbiamo.
Viene così confermato, caro  il mio Certesio, che quel genio maligno, astuto ed ingannatore altri non è, che l’Io, avido accumulatore seriale di notizie sbagliate.
Quindi se vomito non sum, se cogito non sum e nemmeno se rogito, sum. Ergo, sum aut non sum?
E l’uomo ora?  È al centro? Al di fuori? Che ne è del  meraviglioso disegno della Natura creato apposta da Dio?
L’uomo è un osservatore del mondo, cui è stato negato, di default, l’accesso alla Realtà Vera. Non è possibile utilizzare la fallace evidenza dei sensi come unico strumento di indagine del mondo, l’abbiamo capito, no?
Mi domando se sia più fallace la percezione dei sensi o più distorta la convinzione che ciò che vediamo sia davvero la realtà.
Cos’è l’apparenza, poi? Che cosa scatta nella nostra mente dall’impatto visivo?
Scatta la prospettiva. Un’elaborazione geometrica che serve a creare un inutile spazio tridimensionale su una superficie bidimensionale. Col solo risultato di allontanare lo spettatore, celebrando inutilmente l'inutile capacità di riprodurre una realtà statica.
Ecco: più che una elusione è una elisione, l’apparenza.
Tutta la nostra arte è ancora fortemente euclidea, ahimè.
Mi meraviglio di come, nonostante  menti brillantemente pensanti si siano nei secoli interrogate su questo rapporto ambiguo tra immagine visiva percepita ed essenza della realtà, ancora oggi abbiamo troppo bisogno di categorie. Di identificarci con ciò che di corporale e materiale ci portiamo dietro, tralasciando quasi totalmente ciò che ci portiamo dentro.
Quando basterebbe un origami: la carta è l’immagine, non solo la superficie su cui l’opera giace. Non vi è separazione tra essere e non essere.
La missione umana è by-passare questa impostazione predefinita, comprendendo i trucchi che la mente prestigiatrice e illusionista sa giocarci perfettamente, costruendo senza sosta distinzioni di categoria.
“Il mondo vero, in attingibile. Comunque non raggiunto. E in quanto non raggiunto, sconosciuto”. (Nietzsche, il crepuscolo degli idoli)

Qual è, allora, sto problema con Dio?

                                                                                                           Camelia Nina

Nella scorsa puntata ci siamo lasciati con l'intento di rispondere ad altre domande sulla realtà. Un problema ontologico ed epistemologico in effetti: cosa è e se può essere esplorata questa realtà. Abbiamo compreso che probabilmente, quasi certamente siamo parte di un sistema più ampio; ma non abbiano alcuna certezza di una realtà unificata sotto tutti i punti di vista. Ipotesi, idee, studi. Ciò che comunque è noto al mondo scientifico è che in effetti i cinque sensi o "i fantastici cinque" (come li chiama la mia amica) diano una rappresentazione del mondo, cioè che siano un particolare paio di occhiali per leggere la realtà; mezzi diversi da quelli che per esempio usa il pipistrello, che vede il mondo con un radar.  Insomma, il mondo dipende anche dal sistema di riferimento; e potrei azzardare l'ipotesi che sia il sistema a fare il mondo, così come il mondo, la natura, crea il sistema di riferimento: il cervello umano infatti è la conseguenza dell'evoluzione della natura, quasi come se la natura stessa volesse essere letta proprio in quel modo. Forse nessuno ci ha mai pensato.

Non sono completamente d'accordo con Platone quando afferma che l'arte è una menzogna. O meglio, la sua frase è condivisibile solo in parte, poiché ogni artista, cela nella forma l'essenza, i contenuti della realtà. Paradossalmente è esaltazione del contenuto e non della forma poiché ogni segno è la parte fisica di un simbolo, e ogni simbolo è la manifestazione di un archetipo; e ogni archetipo è oggettivo in quanto presente nell'inconscio di tutto il genere umano e non solo del singolo soggetto. 

In questo senso l'arte unifica, giacché ogni archetipo è un contenitore di coppie di opposti. Naturalmente rimando alla lettura dei testi di psicologia elencati QUI nella mia bibliografia, per chi volesse confrontare l'esattezza delle mie deduzioni rispetto alle affermazioni di Jung (che più di ogni altro autore ha trattato il tema dell'archetipo). Al di là di ciò, Camelia Nina, parafrasando Kant si domanda della struttura della mente in quanto entità capace di apprendere; e di come l'esperienza stessa (che è poi il perno centrale della psicologia) possa guidare il pensiero. 
Ne ho parlato  in questi tre articoli: QUI il primo; QUI il secondo; QUI la terza; e riassumendo possiamo giungere alla conclusione che il cervello divide e unisce, (esattamente come afferma il mio amico e filosofo Teodoro Custodero nel suo PENSIERI SUPERFLUI SULLO SPIRITO AI TEMPI DI FACEBOOK.

Il cervello è strutturato in maniera tale da dividere il mondo in base alle somiglianze tra gli "oggetti"; in questo modo semplifica; ma non necessariamente sbaglia se consideriamo il potere delle analogie che sono il motivo ricorrente della nostra psiche e anche la ragione di esistere dell'astrologia: alcune cose sono collegate tra loro; e se è vero che tutto è connesso con tutto in una fitta rete di legami, allora lo sarà pure, in qualche misura, il rapporto  tra tutte le cose che condividono qualcosa. La somiglianza, dunque, sta come principio universale, forse l'unica legge veramente valida che ha ispirato la nostra religione col suo "come in cielo così in terra", o con quel suo "Dio ci fece a sua immagine e somiglianza". 


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