13 febbraio 2017

Il dio Nabù e le stelle


Cosa avevano in comune gli astrologi-astronomi babilonesi? Il loro nome cominciava sempre per Nabù, che non è altro che il nome attribuito al dio mesopotamico della saggezza e della scrittura, l'equivalente di Mercurio per gli astrologi moderni, anch'egli associato all'intelligenza e alla scrittura/comunicazione. Il che mette in evidenza il fatto che esser astrologi e conoscere il cielo stellato significava essere considerati dei veri e propri scienziati indispensabili per informare, istruire e accudire il sovrano. 

Nabu-Zeru-Lesir, Nabu-Ahhe-eriba, Nabu-Nadin-Shumi, Nabu-Nasir, sono i nomi di alcuni degli astrologi più famosi di un tempo, uomini di un certo valore etico e morale, precisi, corretti, si occupavano di verificare che il Re fosse retto, che pregasse gli dei nei giorni prestabiliti, che fosse pulito, insomma perfetto. Erano come una specie di maggiordomo dei tempi passati, un po' medici, un po' consiglieri, confidenti, si potevano permettere persino l'ironia. Ma il rispetto era perenne, tant'è che in molte delle tavolette di argilla ritrovate vi è scritto: "auguri al mio signore, il tuo servo ... , auguri di buona salute al mio signore! Possano Nabu (Mercurio) e Marduk (Giove) benedire il Re mio signore!"

A quei tempi lo zodiaco non esisteva ancora: esistevano certamente le costellazioni zodiacali, ma non vi era ancora una definizione del percorso dell'eclittica. Piuttosto il cielo era suddiviso in tre parti definite "sentieri". Solo nel periodo tardo babilonese lo zodiaco prende forma in maniera più chiara. In ogni caso non è nemmeno lo zodiaco dei giorni nostri. Gli antichi sapienti si riferivano alle costellazioni zodiacali mentre oggi i segni sono un'altra cosa. 

Per comprendere il passaggio dallo zodiaco fatto di stelle allo zodiaco dei segni zodiacali prima di tutto bisogna fare un passo indietro: gli antichi astrologi avevano un calendario che era indipendente dal movimento degli astri. Si rifaceva solo al movimento del Sole e della Luna e ogni mese era costituito da giorni positivi e giorni negativi in cui era possibile fare o non fare qualcosa. Per esempio in un giorno particolare di un certo mese si poteva concepire figli, mentre in altri giorni si poteva cominciare un viaggio, oppure non si poteva cominciare una battaglia. Nel giorno 13 del primo mese (tra marzo e aprile) non ci si poteva sposare perché avrebbe significato poca soddisfazione: un po' come l'equivalente del nostro "né di Venere, né di Marte non si sposa e non si parte". Non mi è ancora chiara quale fosse la logica delle "emerologie", cioè di queste distinzioni in giorni positivi e giorni negativi, ma spero di comprenderla col tempo.  Sappiamo però che a ogni giorno erano attribuite alcune divinità e questo potrebbe offrire alcuni indizi per completare il puzzle. 

Gli astrologi dovevano prendere nota di tutto, scrivere, prendere appunti, ragionarci sopra. Per questo Nabù è frequente all'interno del loro nome, perché era sempre necessario studiare i testi, confrontarli con le osservazioni e prendere nota, scrivere. E scrivere non era una cosa da poco a quei tempi: come se io mi chiamassi Mercurio (scrittore scienziato) Giuseppe Galeota Al Rami. Troppo lungo! Ma all'epoca era necessario, forse una specie di qualifica come il nostro "dottor", "professor". 

A parte questa breve divagazione, i mesi erano 12, ognuno con le proprie qualità indipendenti dalla costellazione in cui sorgeva il Sole in quel momento. Era una cosa a parte. Ma vi fu un momento in cui si volle far coincidere le due cose: perciò non solo avevamo costellazioni dette in "trigono" che condividevano una certa qualità, ma vi era anche il mese corrispettivo a cui fu attributo lo stesso senso. Il mese I, V e IX facevano parte della prima terzina, i mesi II, VI e X erano nella seconda, i mesi III, VII e XI facevano parte della terza terzina e infine i mesi IV, VIII e XII facevano parte dell'ultima. In tutto vi erano 4 terzine equiparate ai 4 punti cardinali ai 4 venti e a delle città specifiche. 

Il dio Nabù-Mercurio, aveva sì a che fare con la scrittura, ma era anche il dio della scienza, e all'epoca era l'astrologia: matematica, calcolo del tempo, osservazione, deduzione, riflessione, confronto. Oggi diciamo, invece, che l'astrologia è la scienza di Urania: occorre avere valori Aquario o avere Urano importante nel proprio cielo di nascita per essere predisposti a questo studio. 

Alcuni esempi:
Si tratta del tema Natale di Ciro Discepolo, uno dei massimi astrologi contemporanei. Mercurio e Urano sono congiunti.

La grande Lisa Morpurgo: Mercurio dissonante a Urano.
Il Grande Barbault: Urano in I Casa in trigono a Mercurio.
Rudhyar: Luna in Aquario quadrata a Urano
Liz Greene: Luna opposta a Urano
Il formidabile Peter Van Wood: Urano dominante al MC e opposto alla Luna
E infine, perdonate se inserisco anche il mio tema natale nella lista: Urano sestile all'ascendente e quadrato alla Luna. 

11 febbraio 2017

Le eclissi di Luna quale simbolo nefasto in antica Babilonia


Tempo fa le avevo chiesto una cosa per il lavoro e devo dire che è stato molto bravo ! le volevo dare riscontro di cio' che aveva detto e le volevo chiedere una curiosità per quel che riguarda l ' Astrologia oraria .. ho provato.. da dilettante quale sono.. a redigere il grafico orario di un incontro che c'è stato tra me è questa persona. . io ho usato i dati proprio dell'incontro .. ovvero dove e a che ora. . ci sono aspetti che mi incuriosiscono altri che non riesco a decifrare ( ho tenuto conto dei significatori e delle dignità ) ma per esempio luna quadrata giove e urano o l'opposizione che fa a plutone... potrebbero forse significare le difficoltà che ho avuto nell'incontrarmi con lui? la domanda era cosa sarebbe successo dopo il nostro incontro.. (a livello affettivo)la ringrazio in anticipo! B.


---------------------------------------------------------------------------------------------------------------Con tutta onestà l'astrologia oraria non l'ho mai studiata. Mi sono dedicato allo studio di mille altre cose, ma questa branca non l'ho mai toccata. Quindi non so assolutamente rispondere. Le posso consigliare, però, un'importante astrologa che se ne occupa che è Iuly Ferrari, del sud Italia come me. Si tratta di una persona realmente competente in questa pratica così antica e gettonata ancora oggi. Pensi che persino nell'antica babilonia vi era l'abitudine di interrogare gli astri nel momento esatto in cui veniva formulata la domanda. Però è chiaro che le regole erano molto diverse da quelle usate oggi; non esistevano le Case astrologiche ma solo una divisione in 4 quadranti: vi era il nord, il sud l'est e l'ovest che non erano contrassegnati da una croce ma da una X, ossia due rette incrociate a 45 gradi. 

Visto che siamo in tema, tanto vale approfondire questa cosa dei punti cardinali. Erano così importanti che molte delle tavolette dell'ENUMA ANU ENLIL, il famoso trattato astrologico dell'antichità, davano molto spazio ad essi, sopratutto in accoppiata all'osservazione delle eclissi di Luna e di Sole. Infatti, particolare attenzione era rivolta alla direzione del cono d'ombra proiettato sulla Luna (o sul Sole) durante l'eclissi e persino la direzione del vento, sempre in uno dei quattro punti cardinali. Perciò l'astrologia di un tempo era veramente un mix di lettura del cielo e dei fenomeni atmosferici per predire auspici da rivolgere al Re, al popolo, alla vegetazione e alla natura. Per esempio in una tavoletta si recita che l'ingresso di Marte nella costellazione della Vergine ma entro un dato mese dell'anno, avrebbe portato a un'invasione di cavallette.

Le eclissi non erano considerate sempre nefaste: molto dipendeva anche dal giorno dell'anno in cui avvenivano, proprio perché a ogni giorno era attribuito valore diverso. E proprio come oggi, la previsione veniva rivelata solo dopo aver preso in considerazione più cose insieme: il giorno, il mese, il vento, le nuvole, il momento della veglia ( se mattutina o notturna), gli altri astri e pianeti. Il 14 giorno veniva spesso citato, ma questo perché corrispondeva sempre alla fase di Luna Piena dato che ogni mese cominciava sempre alla Luna Nuova e i mesi erano di 28 giorni circa (erano sempre 12, ma vi era un tredicesimo che non era altro che la ripetizione di uno precedente). Oggi invece, l'astrologo moderno che tiene in considerazione le eclissi, vi attribuisce sempre valore negativo: non si capisce bene perché. Quel che sappiamo, è che un tempo era considerato negativo tutto ciò che sfuggiva dalla norma ed era un fenomeno raro: una macchia solare, una cometa, un bagliore. Tutto ciò che non aveva il sapore della continuità era visto di cattivo occhio.

Oggi le cose non sono proprio così, anche se con l'ingresso di Nettuno nel segno dei Pesci è aumentata la paranoia di chi vede in ogni cosa una cospirazione: sia i Pesci e sia Nettuno sono entrambi legati al caos, alla doppiezza, alla paura, ai timori ingiustificati che infatti spiegano chiaramente questa nuova ventata di spiritualità che impera sul web. Naturalmente si tratta di spiritualità farlocca e non reale come quando Nettuno fu in Sagittario, perché non vedo altro che atteggiamenti smargiassi di auto-proclamazione ed autoesaltazione in cui ognuno proclama di possedere la verità assoluta e la capacità di connettersi a presunte matrici di energia universale, anche facendo appello a conoscenze della fisica, naturalmente applicate in maniera distorta. Nettuno in Pesci è proprio questo: fanatismo, caos totale e voglia di evasione senza freni. In più ci mette lo zampino Saturno in Sagittario che spiana la strada al dogmatismo. Speriamo che l'imminente ingresso di Saturno in Capricorno porti un po' di raziocinio in questo dilagare senza freni di "verità" diffuse da certi finti guru tuttologi (prossimamente darò una lettura psicologica a questo fenomeno moderno).   

Tornando a noi, le eclissi erano citate sempre, ma spesso si prendeva in considerazione anche una nuvola o un temporale nei pressi della costellazione di Pegaso, di Perseo, o nei pressi delle Pleiadi, o di Sirio (questo stando alle poche tavolette tradotte sino a questo momento). Ciò serviva anche per fare delle previsioni meteorologiche. Non credo che oggi ci sia astrologo che nel momento di una eclissi stia anche a guardare la foschia, le nuvole, i tuoni, se sono presenti con fulmini o meno, in un certo quadrante del cielo. L'astrologia di oggi è completamente stravolta, non è più quella di un tempo; ma chi si occupa di astrologia classica conserva ancora degli insegnamenti alcuni dei quali provenienti dalla tradizione babilonese. Per esempio, quella che mi chiede lei appartiene alla tradizione antichissima che non mi ha mai convinto completamente. Ma questo è solo il mio personale punto di vista. In quella moderna, e mi riferisco a quella genetliaca che si basa sul singolo soggetto, le eclissi non sono considerate. In astrologia mondiale, invece, si prendono ancora in considerazione anche se, a essere sincero, il grande maestro André Barbault, non mi pare ne abbia mai parlato nella sua pratica.

Dal punto di vista prettamente tecnico sono orientato al moderno, al futuro; ma dal punto di vista psicologico e antropologico mi interessa molto il passato, anche perché ci permette di comprendere chi siamo noi uomini di oggi. Ed è per questo che prossimamente mi occuperò anche di parlare del dio Oannes, il famoso dio con testa di Pesce della tradizione sumera, che il mito racconta abbia insegnato la scienza delle stelle all'uomo...

Perdoni se non ho risposto alla sua domanda e ho colto l'occasione per parlare di un altro argomento. Si ricordi che le branche astrologiche sono un'infinità e conoscerle tutte, con scienza e coscienza, è impossibile: preferisco non sapere piuttosto che sapere male...

10 febbraio 2017

Il segreto dei grandi Dei


                                    Ishtar-Venere, Dea dell'amore e della guerra


Gli antichi babilonesi di 2500 anni fa non ammettevano scuse: la conoscenza del cielo e delle stelle doveva essere divulgata in maniera verticale, cioè da padre a figlio e non poteva assolutamente essere divulgata a schiavi o a persone ritenute incompetenti. Si trattava di una scienza che meritava molta attenzione, tant'è che persino nel più famoso testo astrologico della storia (l'Enuma Anu Enlil), vi è scritto che bisogna stare attenti alle osservazioni, che non bisogna essere superficiali. E un tempo, così come oggi, vi erano anche duri scontri tra gli astrologi che abusavano di tale sapere e che non erano abbastanza accorti nelle loro osservazioni a proposito della levata di stelle e pianeti. Tant'è che non era strano che qualche astrologo dell'epoca potesse confondere Venere con Mercurio e perciò presentare al sovrano responsi errati. 

Ad ogni modo, i babilonesi erano fermamente convinti che la loro scienza fosse divina, che fosse un dono degli Dei. Solo in questo modo poteva essere trattata con rispetto e i sovrani potevano considerare gli astrologi con il massimo dell'attenzione. Ovviamente le conoscenze caldee e quindi babilonesi, non erano state affatto divulgate da alcuna divinità perché erano state sempre il frutto di aggiustamenti e revisioni: un sapere rivelato da una reale entità divina o sovrannaturale si sarebbe dimostrato perfetto in ogni sua parte. In ogni caso, la scienza delle stelle era tenuta segreta: non si poteva temere che incompetenti potessero accedere a un sapere così complesso. Prima di tutto perché era fonte di sostentamento, anche se in realtà era sempre un secondo lavoro. 

In alcune tavolette si racconta persino di astrologi che chiedono di esser dispensati dal lavoro, che era anche obbligato dalla comunità in cui si viveva, e si chiedeva al sovrano il permesso per occuparsi di astrologia a tempo pieno. Infatti questo significava avere la possibilità di ricevere più doni dal sovrano stesso, che spesso ricompensava gli astrologi con pecore, muli e vacche. 

L'astrologia di oggi è naturalmente molto diversa da quella che fu un tempo, ma è interessante studiarne le origini perché ciò ci può illuminare circa l'ingegno di questi uomini antichi. 

Abbiamo visto che il riferimento primario per le osservazioni era il tempo (non quello meteorologico) prima ancora che i pianeti e le stelle. Questo significa che già all'epoca vi erano i primi rudimenti delle Case astrologiche oggi usati nell'astrologia (e non negli oroscopi, che sono in realtà un semplice intrattenimento). Difatti il tempo era suddiviso in tre "veglie" notturne (dal tramonto all'alba), e il pianeta o la stella assumeva un significato diverso a seconda del momento della notte in cui sorgeva o tramontava. Il tutto aveva ancora un significato diverso a seconda del mese in cui si faceva l'osservazione e anche il giorno. 

Questo significa che importanza cruciale era data prima di tutto ai mesi e ai giorni e ai momenti della notte, e secondariamente a stelle, costellazioni e pianeti. Il famoso testo citato più su' raccomanda di datare i mesi con attenzione e di calcolare la durata dell'anno a partire dall'opposizione tra la Luna e le Pleiadi (in tal caso la Luna si trovava nella costellazione dello Scorpione visto che le Pleiadi sono nel Toro). 

Il mese cominciava sempre con la Luna nuova e le osservazioni e i responsi venivano eseguiti prevalentemente durante la fase di Luna piena dove si eseguivano anche altri tipi di riti. Infatti l'astrologo poteva anche spaziare in altre ambiti e praticare esorcismi e alcune altre forme di divinazione come per esempio la lettura delle interiora degli agnelli o dei capretti. Ciò poteva, a mio parere, essere un'ulteriore possibilità per ottenere compensi. Ma questo non significa che "vendessero fumo" per arricchire le loro tasche dato che ogni disciplina richiedeva anni di studi, soprattutto l'astrologia.

Ciò che è degno di attenzione è soprattutto il fatto che il mese cominciasse proprio alla congiunzione della Luna col Sole (la Luna nuova), e questo era garanzia che i due "astri" fossero contemporaneamente nella stessa costellazione zodiacale. Da quel momento si cominciava a tenere il conto dei giorni con i relativi fenomeni celesti corrispondenti: soprattutto si dava molto spazio alle eclissi di Sole e di Luna, considerando sempre sia il mese, sia il giorno e sia il momento della giornata in cui si realizzava il fenomeno. 

Evidentemente al mese era attribuito un significato a prescindere dal significato delle stelle che vi erano sotto, anche se le costellazioni erano prese in considerazione solo per onorare certe festività. Il che lascia presupporre che vi era già una prima distinzione tra costellazioni e segni zodiacali anche se non ancora sviluppata in maniera del tutto evidente. 

I mesi dell'anno avevano un loro significato così come le costellazioni sullo sfondo. Perciò più tardi (in periodo ellenistico) fu tenuto come riferimento ancora una volta il tempo e non lo spazio, attribuendo ai mesi una valenza zodiacale che prescindeva dalle costellazioni. In breve, ogni mese corrispondeva a un segno zodiacale con lo stesso nome delle costellazioni, ma che con le costellazioni non c'entrava più nulla.  La mia ricerca ci condurrà a comprendere come è avvenuto definitivamente questo passaggio; ma già abbiamo visto che il seme era stato piantato sin dal periodo babilonese: ci fu un tempo in cui la dea Ishtar che riguardava l'amore e la guerra, divenne Venere, che oggi non è più la guerra ma è solo amore, edonismo e abbondanza. È chiaro che per gli antichi babilonesi il segreto degli Dei era la conoscenza astrologica. 
  Tutta la bibliografia si trova nella sezione apposita nel riquadro della colonna di destra.

09 febbraio 2017

Sanremo 2017: seconda serata senza polemiche.


La seconda serata del festival sanremese si è conclusa e la mia conclusione è questa: ma tutti quelli che avevano detto che non avrebbero visto il festival? I risultati contraddicono le migliaia di chiacchiere spese su questo argomento. Qualcuno è riuscito ad esser coerente, ma di per sé ciò non serve a migliorare la condizione dei terremotati visto che il motivo della polemica era proprio quello dei soldi spesi per questo spettacolo, quando invece c'è gente che muore senza un tetto sulla propria testa.  È chiaro che condividere il dolore vissuto da queste persone non equivale a rinunciare al proprio divertimento e alla propria spensieratezza. Si può e si deve essere felici senza tuttavia sentirsi in colpa per quel che è successo ai terremotati. Ogni giorno muoiono migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo, eppure la Terra continua a girare lo stesso, e in tutto il mondo si vive la vita, si lavora, si gioisce, si piange. Per quale motivo questa volta dovremmo fermarci tutti e rinunciare a un passatempo? Perché avete paura di sembrare superficiali? Perché avete paura di essere "normali"? Quando ci fu quella clamorosa strage a Parigi, non riuscii a dormire per giorni. Stetti male, ero nervoso, triste, impaurito, dispiaciuto. Ma la vita va avanti e dovevo guardare avanti pur senza dimenticare quel che era accaduto. E spesso, per andare avanti serve anche la musica, il film divertente. Smettetela di fare i santoni zen, gli illuminati e i contestatori. Ciò che deve cambiare è il sistema, la burocrazia, la gente che è veramente responsabile dei problemi dell'Italia, i criminali, il ladri, la malavita, i politicanti, che sono solo persone ignoranti. Avete mai visto un genio che fosse un politicante? Un malavitoso? Lo stupido, l'ignorante, sta nella malavita, fa il politicante, truffa la gente, spara, uccide, calpesta, umilia, truffa. Potrà mai rimanere sui libri di storia per aver fatto qualcosa di utile per il mondo? Potrà solo essere deriso per la sua stupidità. Bisogna avere paura degli stupidi e non del festival di Sanremo o dei programmi di Bonolis o della Ventura, di Berlusconi...

Ma come ieri, cambiamo spirito e concentriamoci sulle mie impressioni sul festival. Masini mi ha convinto, come pure Bernabei che propone il suo orecchiabilissimo singolo, facsimile del precedente. Non vincerà quasi certamente, ma ciò che conta è che il motivo funziona per vendere dischi. Deludente Alice Paba e Nesli. Avevo riposto molte aspettative nel duo, soprattutto nella cantante. Non ritengo che il brano renda giustizia al suo talento e sarebbe stata convincente se avesse debuttato da solista. Peccato davvero. Il big Sylvestre mi è piaciuto molto. D'Alessio è un già visto, nulla di nuovo. Il mio preferito è Gabbani che già ho imparato ad apprezzare l'anno scorso, ma non ritengo sia uno dei possibili vincitori. Ovviamente non si tratta di una previsione astrologica. Mi sembra un po' come il Gazzé che spopolò con il suo simpaticissimo brano, ma durante il corso dell'anno e non sul palco dell'Ariston. Anche Chiara poco incisiva, mi ha lasciato un po' perplesso. Ieri avevo scritto che vedevo Bova un po' inutile ma poi mi sono accorto che ogni sera verrà invitato un ospite diverso. In ogni caso, inutile la presenza di questi ospiti che si alternano a presentare i cantanti. Un di più che stona e che non era necessario. Questa volta Conti lascia più spazio alla De Filippi e corregge il tiro. Lei, d'altra parte continua a mostrare una simpatia che ancora non mi convince. Totti? A suo agio sul palco ma veramente banale durante l'intervista. Simpatia, certo, ma forse pretendo troppo. 

Ieri avevo detto che avrei trovato un qualsiasi pretesto per metterci in mezzo l'astrologia. Ancora non mi viene in mente nulla che sia intelligente. Vedremo nei prossimi giorni... Mi viene in mente solo una frase di Ermal Meta che dice: "Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai e ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai".
Questo è proprio il senso dell'astrologia: non farsi domare dalle proprie "stelle" che non condizionano certo, perché non vi è nulla di ineluttabile se non il simbolo stesso che si esprime con molteplici modalità. Basta solo trovare la modalità giusta, ossia quella più costruttiva. Contrario a ciò è il testo di una canzone di Nek in cui recita: "gli oroscopi raccontano, non siamo fatti per cambiare": non è vero.  
Sembra chiaro che, volenti o nolenti, le "stelle" affascinano sempre, persino i cantanti che le citano, a modo loro...

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Sono I. la mia data di nascita è il (...).
ho avuto il piacere di conoscerla su you tube.
sono socia insieme a mio fratello e mia nipote Stefania di una attività commerciale. vorrei un consulto circa il lavoro (...). 

Gentile lettrice, mi chiede di analizzare la sua situazione e in effetti, come giustamente ha fatto, occorre anche analizzare i dati di suo fratello e sua nipote per avere un quadro più completo della situazione. Tuttavia non posso approfondire per mancanza di tempo e Perché altrimenti diverrebbe una consulenza vera e propria, che io svolgo solo in privato. Perciò posso soltanto occuparmi di analizzare i suoi dati, anche se ciò significa avere una visione parziale della situazione. Per prima cosa ho visto la sua predisposizione alle associazioni: la sua VII Casa si trova in Aquario e generalmente riguarda il fatto che le associazioni non sono sempre una carata vincente perché ci può sempre essere qualche cosa che turba l'equilibrio. Con l'ascendente Leone e Urano in I è ovvio che sarebbe molto meglio un'attività indipendente, senza soci. Quindi non assicuro nulla di buono per il futuro, anche perché in 3^ c'è Nettuno che descrive una situazione (nella vita in generale) poco chiara con fratelli e sorelle, o angoscia per loro. Se l'attività è giunta l'anno scorso, ma dopo il suo compleanno, si vede chiaramente si tratta di un anno astrologico povero dal punto di vista degli introiti economici ma ci parla altrettanto chiaramente di una realizzazione. Insomma, io penso che l'anno scorso sia stato proprio quello che ha dato avvio all'attività. Se mi sbaglio, allora i valori di X Casa avranno rappresentato quasi certamente il superamento di qualche traguardo. Ciò che è certo è che non ci sono soldi in entrata, per il momento; e se ce ne sono, non riuscirete a fare un gruzzoletto. Per il prossimo anno astrologico, e cioè dal suo prossimo compleanno ad aprile (perché l'anno astrologico comincia sempre nel giorno del proprio compleanno), non è che la situazione cambia molto e anzi, vedo numerosi litigi. Non so se questo riguarderà l'ambito lavorativo.  Per quanto concerne le questioni lavorative, invece abbiamo Nettuno in 2^ che ci porta sempre paure, preoccupazioni e angosce per il denaro. Però, con  Giove in 8^ potrebbe esserci un prestito e qualcosa che salva dalle difficoltà. Buono per l'amore. 

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 Volevo innanzitutto ringraziarla semplicemente per il modo e le cose che scrive. I suoi accorgimenti sugli errori più comuni nel mondo delle discipline possiamo dire "olistiche" fanno bene al cuore, mi riferisco ad esempio al suo articolo che scredita le teorie new age  "anti ego". Il fatto che lei ragioni unicamente con il proprio cervello è parecchio rassicurante, spesso non si sa bene dove appoggiare i piedi quando si approfondiscono certi temi, soprattutto per le persone come me. Non sono una persona particolarmente intellettuale o colta, ciò che scrivo lo scrivo da 18enne alle prime armi con tutto, e lo scrivo perchè l'ho percepito. 
Vorrei farle una domanda..
Ho letto e riletto varie interpretazioni del mio tema natale.
Noto però, questo concatenarsi di figure geometriche, a cui non riesco a dare un significato. Lei saprebbe dirmi in che modo le dovrei guardarle, per capirci qualcosa? Ho trovato alcuni articoli su queste forme, ma sono parecchio vaghi e alcuni discordanti tra loro. Lei cosa pensa di queste figure?  Forse ha già scritto degli articoli sulle figure geometriche, in questo caso mi scuso, e le chiedo se potrebbe indicarmi il link...
La ringrazio dell'attenzione, Nina.

Non ricordo se ho già scritto qualcosa a tal riguardo, ma io non tengo in considerazione i famosi "aspetti composti" ossia le figure geometriche, triangoli, esagoni, quadrati, aquiloni etc. etc. contemplati da una certa scuola americana che inoltre, parla anche degli accumuli, di pianeti focali etc. etc. Nella mia pratica non ho avuto mai bisogno di queste affermazioni. Per esempio, si dice che il mio Mercurio sia il pianeta focale di un quadrato a T. Cosa significa nemmeno lo ricordo, per quanto poco mi abbia convinto. Se non mi sbaglio ne ha parlato anche Rudhyar, ma io non amo questo autore perché lo ritengo troppo vago, filosofico, troppi giri di parole che un po' mi irritano perché è come se volesse dire "guardate quanto sono bravo, intelligente e colto!".  Sarà vero, ma nella pratica? A conti fatti? Plutone sarebbe il pianeta focale del mio aquilone  (o kite), Giove è il pianeta focale del mio treppiede; ma che significa? Quale pianeta focale considerare e perché? Inoltre, Astro.com usa orbite davvero imbarazzanti: 10 gradi per la quadratura, e altrettanto per il trigono e l'opposizione. Insomma, restringendo le orbite così come facciamo noi europei, certe figure geometriche sparirebbero. Dobbiamo usare le orbite americane o quelle europee? Possiamo fare come molti simpatizzanti di astrologia che usano tutto di tutto o come me che fanno una cernita. Voglio essere sincero, tra l'altro come al solito: l'astrologia è bella tutta; è meravigliosa, intrigante, tutto è da leggere e da studiare. Ma poi bisogna scegliere in base alle proprie necessità. Quando io lessi Rudhyar vent'anni fa, mi sembrava bellissimo, stupendo, come qualsiasi altra cosa leggessi. Ho addirittura libri sull'astrologia karmica che per me è la quintessenza della truffa; ma all'epoca per me era stupefacente. Qualsiasi cosa fosse astrologia, per me era oro colato. Poi si cresce, si comincia a ragionare. Si figuri che per molti anni i "colleghi" mi dicevano che io non ragionassi con la mia testa soltanto perché non condividevo le loro idee e ne condividessi altre che loro nemmeno avevano capito! Io non condivido praticamente il 90% di quello che dice chiunque, proprio perché non mi fido delle apparenze e voglio andare sempre a fondo. Se per esempio c'è la solita frase zen condivisa da tutti, io non la condivido perché ogni citazione è sempre un'approssimazione, un pezzo di verità, mai una verità assoluta. Gabbani ha portato a Sanremo una canzone bellissima che esprime appieno le dinamiche del web e dei tuttologi di oggi. Lo stesso vale per l'astrologia: si può essere tuttologi ma quanto veramente si può esser profondi in questo modo? Conviene interessarsi a poco, ma farlo bene. Una cultura vasta va bene, ma prima o poi bisogna dedicarsi a qualcosa in maniera specifica e continuativa. Io non ho approfondito gli aspetti composti perché non li ho ritenuti utili. Quindi non so risponderle. Non voglio farla desistere dallo studio di questo item; anzi la invito ad approfondire per conto suo. Se dell'astrologia ne vorrà fare un mestiere prima o poi dovrà fare i conti con quel che funziona e mi saprà dire se ho fatto bene a escluderli dalla mia pratica. Sia chiaro che è difficile trovare materiale valido sul web visto che il settore è super affollato da ciarlatani che non sono astrologi ma che si credono di esserlo. Perciò è sempre bene studiare sui libri, perché così abbiamo la certezza di accedere direttamente alla fonte competente. Se lei invece si riferisce ai semplici aspetti angolari tra pianeti, al di la del fatto che si formi una qualche figura geometrica, le sintetizzo la cosa:
La Congiunzione ha sempre effetto ambivalente;
Il semisestile, quinconce, trigono, e sestile sono positivi.
Il semiquadrato, sesquiquadrato, il quadrato e l'opposizione sono negativi. 
Qualcuno non farebbe questa distinzione e direbbe che quelli negativi in realtà sono positivi perché bla bla bla. Ma io penso che per il momento sia giusta la mia suddivisione al di là delle specifiche fatte da altri astrologi, che nel loro piccolo hanno un fondo di ragione. P.S. a 18 anni io non ero così abile nella scrittura come lei. Complimenti.

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Ciao Giuseppe,
sono C.. Ho avuto il piacere di rivolgermi a te diverse volte, in ultimo quasi un anno fa.
Se ricordi, io sono appassionata di astrologia e ho cercato di imparare seguendo il tuo blog e quello di C.D. Le mie conoscenze restano comunque superficiali visto anche il poco tempo che ho a disposizione.
Vorrei chiederti dunque un chiarimento se non ti ruba molto tempo. La mia data di nascita è (...). In questo momento ho l’opposizione di Saturno a Venere ma non mi è chiaro un aspetto che vado ad illustrarti:
Il 27 gennaio 2017 a 24°1’ del Sagittario inizia l’opposizione di Saturno alla mia Venere Natale. Il 5 Aprile Saturno a 27° 47’ del Sagittario inizia un moto retrogrado per cui sosta in quella posizione fino al 20 giugno 2017 quando si trova a 24° 8’ del Sagittario. Saturno rimane retrogrado fino al 26 agosto 2017. Riprende dunque il moto diretto e il 27 ottobre 2017 a 24° 11’ del Sagittario riprende l’opposizione a Venere fino al 20 dicembre 2017 a 0° 01’ del Capricorno.
Ora io noto che da gennaio ad aprile Saturno impiega poco più di 2 mesi per spostarsi di 3, anzi quasi 4 gradi. Da ottobre a dicembre impiega più o meno lo stesso tempo per spostarsi di 6 gradi. Come mai? Voglio dire la velocità del pianeta non è costante?
Ti ringrazio in anticipo e ti saluto cordialmente
C.
Carissima C. sono contento che continui ancora a seguirmi, ma ti raccomando di leggere anche i miei ultimi lavori sull'origine dell'astrologia perché sono molto intriganti: conoscere le nostre origini è secondo me necessario per capire chi siamo oggi. Quando si parla del passo giornaliero di un pianeta, si parla sempre di passo giornaliero medio perché le forze gravitazionali che i pianeti esercitano tra loro, nonché il punto dell'orbita in cui si trovano rispetto al Sole, spingono a un'accelerazione e a una decelerazione che ha fatto impazzire gli astronomi antichi. Ma la ragione per cui si evidenzia fortemente questa andatura non uniforme, dipende anche dalla posizione della Terra rispetto agli altri corpi celesti. Di fatto, ciò crea un effetto prospettico tale che qui sembra che i pianeti rallentano e addirittura indietreggiano. Perciò da qui potrai desumere una grande verità: l'astrologia non si basa sulle posizioni effettive e reali dei corpi celesti nello spazio ma di come sembrano visti da qui. Perciò...

08 febbraio 2017

Polemiche su Sanremo 2017

La giornata di ieri è sta veramente produttiva visto che ho stracciato il mio precedente record di visualizzazioni giornaliere. Da una media di 250 visite al giorno, nel giro di un mese sono passato a 500 circa e ora sono giunto a questo pazzesco salto oltre le mille visualizzazioni. Cosa aggiungere? Grazie di cuore perché ciò mi incentiva a dedicarmi sempre più con passione e dedizione all'astrologia e alla ricerca. 

Ieri un bell'arcobaleno ha accompagnato la mia giornata fortunata. Ecco alcuni scatti fatti col mio telefonino dalla mia casa in campagna.

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È cominciata la nuova edizione del festival della canzone italiana, e già da un po' c'è polemica sul fatto che i soldi del canone RAI, che sono soldi pubblici, potevano essere impiegati per le vittime dei terremoti e non per organizzare, produrre e pagare presentatori e vip. di questa nuova edizione. Perciò molti hanno pensato di boicottare il festival e guardare altro. Sia ben inteso che rispetto tale posizione; ma credo pure che sia un messaggio poco produttivo perché non penso che quel che manchi siano i soldi, ma la volontà di far funzionare le cose: i soldi per i terremotati de L'Aquila c'erano, ma non si sa che fine abbiano fatto. Perciò, anche se non  fosse stato speso un solo centesimo per pagare il festival nessuno ci avrebbe garantito che i soldi sarebbero giunti a destinazione, e cioè per aiutare i paesi terremotati. Non ha senso boicottare il festival, ma ha senso boicottare l'intera RAI visto che con i soldi pubblici non si paga soltanto il festival, ma si pagano anche tutti gli altri programmi del palinsesto. Ed han fatto bene i due presentatori a devolvere tutto in beneficenza. Però non so fino a che punto sia giusto tutto ciò. 

Voglio dire che ogni lavoro deve essere remunerato. Se si offre un servizio è giusto che vi sia anche una ricompensa. Equa, giusta, ma deve esserci. Poi sta alla coscienza di ognuno far quel che si vuole dei propri compensi. Ma quando la critica è aspra come in questo caso si finisce per non sapere se i soldi sono stati devoluti per mettere a tacere certe voci e certe critiche, (o anche per questo motivo) o per un atto di vera generosità. E non è bello mettere la gente in queste condizioni. 

Non è bello nemmeno che i soldi pubblici non giungano a destinazione, che siano bloccati da qualche parte per colpa della burocrazia o per chissà chi. Quindi, il problema è a monte! Il problema non è la RAI o il canone, che eppure sono una bella imposizione anticostituzionale (ma questo è un altro discorso). Il problema è l'intero sistema. 

Ho avuto modo di ascoltare le parole di Crozza e devo dire che alla demagogia del "popolo" si aggiunge anche la sua verità: "perché non chiedere anche ai politici di devolvere ai terremotati i loro ricchissimi stipendi? Perché non tagliarsi lo stipendio per sanare certi problemi dell'Italia?". Anche in questo caso nessuno dice che il politico non debba guadagnare, ma è giusto che il compenso sia equo e giusto rispetto alle ore di lavoro e alla responsabilità che si occupa. Perciò, a guadagnare di più dovrebbero essere i medici, i vigili del fuoco per esempio, e non i politicanti (diverso dai veri politici) o gli attori o i calciatori. Per l'amor del cielo, è una vera vergogna, uno schifo totale che chi rischia la vita guadagni una briciola rispetto ai calciatori. I calciatori, dietro una palla e i vigili del fuoco con i picconi a salvar gente. Nulla contro i calciatori: è il sistema che è malato, e non ce la possiamo prendere col festival. 

Ma cambiamo stato d'animo: Conti non è il mio preferito. Mi sembra troppo poco elastico e non lascia molto spazio alla sua collaboratrice perché è troppo intento a seguire pedissequamente una scaletta. Si nota. La De Filippi invece sembra stia cercando di adattarsi, anche mostrando una certa dose di simpatia che in alcuni momenti stona ed è un po' banale. Ma parliamo di due professionisti e certamente io non saprei fare di meglio. Di certo possiamo dare a Conti il merito di smorzare un po' la flemma della De Filippi non proprio a suo agio in ambienti che richiedono ritmi più veloci. Ma nulla da obiettare al suo self control. Ammiro molto la sua intelligenza e la capacità di gestire le situazioni di stress. Vedremo come se la caverà nei prossimi giorni. Bova? Non saprei. Mi chiedo sempre se nel caso in cui non ci fosse sarebbe lo stesso. Aggiunge qualcosa di nuovo o di interessante al festival? Non mi pare. Perciò spero che si inventi qualcosa. Bravo, divertente, bello, intelligente, spiritoso, a proprio agio. Ma non decolla. 

I cantanti? Ottima musica orecchiabile: al di là delle polemiche, si tratta della festa della musica e dei cantanti, di chi cerca di imporsi nel panorama musicale e di chi cerca di recuperare. Già mi ronzano in testa alcuni motivetti che, sebbene non vinceranno il festival, almeno trionferanno nelle hit-parade estive. Molto interessante Samuel da solista, e un po' giù di corda la Ferreri. Intrigante Elodie. Un ultimo pensiero sul festival va ad Al Bano: incredibile. Reduce da un'intervento al cuore eppure sorprende per la sua grinta e vitalità anche se con una voce un po' meno squillante. Ad Majora. Non è per lui l'anno dei festeggiamenti, o quantomeno, se dovessero esserci, ci sarà sempre qualcosa a rompere le uova nel paniere...

Qualcuno si chiederà se farò una previsione su questo festival. No, non ho il tempo di ricercare i dati anagrafici completi di tutti i cantanti e perciò non posso fare alcun confronto. E anche se li avessi, non ho il tempo materiale per studiare tutti i casi. Perciò quest'anno mi rilasso e mi godo il festival senza pensieri. Tuttavia potrò tornare a commentare le prossime serate, magari trovando un palliativo qualsiasi per inserirvi l'astrologia. 

07 febbraio 2017

Nibiru e la nave celeste


Per gli antichi Babilonesi il cielo era suddiviso in "sentieri" su cui erano posizionate le stelle e i pianeti, così come descritto nel ENUMA-ELISH risalente a 3200 anni fa, il famosissimo poema religioso e astronomico sulla creazione dell'universo. Ovviamente le osservazioni del cielo furono di molto precedenti a tale periodo e affondano le loro radici nella notte dei tempi. 

Stando alla traduzione delle tavolette in Accadico del ENUMA-ELISH, chi mise l'ordine in cielo per la rotazione delle costellazioni, era il dio Marduk che nello stesso cielo era rappresentato allegoricamente dal pianeta Giove. Perciò, già anticamente i pianeti non erano gli dei, ma semplicemente un simbolo di essi. 

Era questo dio ad aver determinato i mesi dell'anno e tre stelle per ogni mese. Inoltre era stato lui a fissare la stella polare al centro del firmamento proprio per scandire i mesi. I Babilonesi la chiamarono Nibiru, mentre fissarono lo zenit nel "fianco di Tiamat", la dea del mare. Mi sembra logico che possa trattarsi di una costellazione e, secondo il mio parere, altrettanto logico che il riferimento al mare dipendesse dal fatto che erano punti di riferimento per i navigatori.

Nel precedente post (clicca qui) abbiamo visto che siccome l'anno era soli-lunare lo stesso mese non poteva coincidere sempre con lo stesso momento dell'anno come accade per noi, ma poteva giungere un po' prima o un po' dopo a seconda del momento in cui cominciava la fase di luna nuova. Su quest'ultima si è creato il mito della "nave celeste" probabilmente a causa della sua forma di falce, durante le prime fasi del mese. Infatti, se cerchiamo immagini di imbarcazioni Babilonesi, vediamo sia la caratteristica forma a falce di luna e sia la forma circolare a forma di luna piena (le famose Quffa). Perciò è assai improbabile che gli antichi si riferissero a un'astronave vera e propria come alcuni studiosi alternativi sostengono. Anu, Enli ed Enki (la triade di dei probabilmente ispiratrice della trinità concepita nella religione Cattolica), crearono Sin (la Luna crescente)


Nel famoso testo, inoltre, si parla del fatto che Marduk mise due chiavistelli sui lati opposti del cielo e che solo lui avesse il potere di aprire il sentiero, anche se mise Nibiru (detto anche Neberu) a guardia della porta celeste. Probabilmente qui si riferivano in maniera allegorica agli equinozi. Difatti l'anno cominciava, e quindi si apriva un nuovo ciclo, quando giungeva la prima luna nuova dopo l'equinozio di primavera. E mentre la stella polare (Nibiru) rimane fissa in cielo nello stesso punto per tutto il corso dell'anno, tutte le altre stelle e costellazioni ruotano attorno a essa tramontando e sorgendo nei diversi mesi dell'anno. Tra l'altro, nello stesso periodo equinoziale Il Sole sorgeva nei pressi della costellazione dei Pesci che anticamente era chiamata KUN-MESH che significa "code", quelle delle rondini. E se una rondine fa primavera oggi, doveva esser lo stesso anche ai tempi dell'antica Babilonia. 

06 febbraio 2017

Gli astri dei calciatori


Carissimo Giuseppe
senza alcun dubbio prima o poi ordinero' un po' di libri da te scritti
(ne ho spesi talmente tanti per libri di astrologia!!!!!) vuoi che io non compri i tuoi?
..... le modalità di pagamento mi piacciono perché anch'io uso postepay
.....pero' carissimo, attualmente sto attraversando un periodo di crisi economica , risparmiando , con un po' di sacrifici potrò farlo.....ma ora caro, non puoi fare proprio nulla per me gratis?
dando un'occhiata al mio tema natale che futuro prossimo vedi ?15/20 righe
.......poi mi piacerebbe tanto che mi analizzassi la mia 6^ = lavoro , quotidianità in CANCRO 
ciao un abbraccio forte sei molto bravo.

Carissimo lettore, per quanto riguarda il prossimo futuro sarò breve e non posso certo dilungarmi perché ho moltissimo altro lavoro da sbrigare. Quindi potrò scrivere al massimo due o tre righe e non le 15 o 20 che mi chiede, perché ho già scritto qualcosa nella risposta precedente. Per quanto concerne il futuro prossimo non possiamo pretendere molto dal punto di vista economico perché Saturno si trova in 8^ Casa di rivoluzione che non aiuta a guadagnare denaro. Perciò, anche se Giove è in 6^ Casa di rivoluzione, non credo che potrà guadagnare molto. Ed è più probabile che Giove protegga la salute. Il 26 gennaio è cominciata la nuova rivoluzione lunare e abbiamo proprio Giove in 6^. Se lei è disoccupato e cerca lavoro, proprio in questo periodo, infatti, potrebbe ottenere dei vantaggi. Però c'è sempre la solita cosa che i soldi escono anzicché entrare. Nel TN, una 6^ Casa in Cancro indica influenzabilità o instabilità nelle questioni lavorative, ma potrebbe anche significare che vi è un ambiente famigliare proprio lì dove si lavora. Inoltre potrebbe significare che si cerca un lavoro poco stressante e che le energie investite lì sono scarse. Grazie per i complimenti. 

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Buongiorno,
sono un ragazzo di quasi 27 anni; la mia passione è il calcio. Vorrei provare di conseguenza a far diventare questo sport, per me, una professione.
Un po’ per pigrizia, un po’ per oggettive difficoltà, non sono mai riuscito a risolvere “tensioni” muscolari alla schiena e alle gambe (sciatalgia) che mi hanno impedito di esprimermi a medio-alti livelli. 
Nonostante siano passati 3 anni di inattività, in fondo credo ancora fortemente che quella sia la mia strada in qualche modo.
Cosa ne pensa?
La ringrazio per la disponibilità
Cordiali Saluti
F.C.

Relativamente alla questione "calcio", mi coglie parecchio impreparato perché non mi sono mai interessato a questo sport, tranne che da bambino quando giocavo a pallone coi miei cuginetti. Però, siccome si finiva sempre per litigare e io invece ero un bambino molto mite, preferivo non giocarci tanto volentieri e col passare del tempo non mi interessò nemmeno seguirlo in TV. Non sono nemmeno stato uno di quei bambini che faceva la raccolta delle figurine dei calciatori. Ero interessato, invece, alle arti marziali. Perciò, nella mia casistica mancano proprio i "cieli" di calciatori. La domanda che lei mi pone, dunque, richiede lo sforzo di andare a cercare sul web i temi di alcuni dei più grandi calciatori (Maradona e Totti per esempio), e vedere se lei ha qualche elemento astrologico in comune. Sappiamo che: 1)Marte è frequente in posizione dominante nei temi dei campioni sportivi (qualsiasi sport sia praticato), così come dimostrato scientificamente e statisticamente dai coniugi Gauquelin. E infatti nel caso di Totti abbiamo proprio Marte dominante in 9^ Casa. 2)Tutto ciò che è gioco è espresso dalla 5^ Casa, dove Totti e Balotelli hanno Giove. 3) Devono esservi valori astrologici che permettono ricchi guadagni come nel caso di Maradona che ha Giove in 2^. 4) Devono esservi valori Sagittario, 9^ Casa  (Zanetti) e Pesci/12^ Casa (come nel caso di Maradona).  Inoltre Urano è frequente in X Casa. Vediamo la sua situazione. Il Sole è in 9^ Casa e quindi è un elemento favorevole per la pratica dello sport in generale. Ma di per sé non ci dice nulla di più. Urano è in 5^ Casa e indica colpi di scena relativamente alla propria vita ludica. Urano però è anche in cuspide e assieme a Saturno e Nettuno si trova in 6^ Casa. Il che testimonia spesso i cambi inaspettati di attività lavorativa. Proprio quest'ultimo fattore astrologico mi spinge a credere che sarà difficile una vita da calciatore anche a causa del fatto che il Sole in 9^ è in quadratura a Saturno, aspetto che ha più a che fare con rinunce che con colpi di fortuna, anche se bisogna ammettere che lei ha tutte le carte in regola per ottenere successo dai gruppi. Io penso che lei possa spiccare come allenatore per l'ottima capacità di leadership e il modo di porsi gentile (la Luna è dominante in Bilancia e in buon aspetto a Marte, che dinamizza un po'). 
   

Cos'è l'astrologia?


Molti hanno cercato di rispondere a questa domanda ma il risultato finale non sempre ha dato soddisfazione

Il fatto è che, spesso e volentieri, chi ha scritto qualcosa su questo argomento non è un astrologo vero; ne parla chi aspira a diventarlo ma non lo è ancora, o ne parla chi proprio non ne sa nulla. Causa del web: oggi chiunque può atteggiarsi a professore di astrologia proponendo il suo oroscopo settimanale. Tutto molto diverso rispetto agli anni in cui internet ancora non era stato sdoganato e i circoli di astrologia erano fatti da persone che in carne ed ossa scambiavano opinioni con la gente che conta, con nomi illustri della scienza e non.
Oggi, a ben guardare, la vera astrologia sta scomparendo per lasciare spazio a una specie di astro-filosofia misticheggiante farcita di nozioni della quantistica, spesso applicate senza avere alcuna preparazione seria a tal riguardo. Insomma, oggi si abusa di molte discipline e se ne fa un frullato “acchiappalike”.
Dunque, chi può parlare di astrologia se non un vero astrologo? Ma come si fa a stabilire chi è un vero astrologo? Non esiste una “patente”, un attestato di qualifica, un albo che certifichi le competenze, se non qualcosa lasciato da associazioni autoreferenziali e che quindi non hanno alcuna reale validità. E anche tra chi pratica da molti lustri c’è chi non può aver voce in capitolo se la formazione è autodidatta: c’è sempre il rischio di interpretare le cose a modo proprio e di non capire affatto il pensiero e gli insegnamenti di un dato autore. E non è un’eventualità rara.
Perciò anche il sottoscritto potrebbe correre il rischio di essere considerato autoreferenziale se non fosse per il fatto che non sono autodidatta ma provengo dalla scuola di astrologia attiva del maestro Ciro Discepolo. Si tratta di uno degli ultimi veri astrologi contemporanei, allievo a sua volta del mostro sacro André Barbault che in passato coniugò astrologia e psicologia intrattenendo scambi epistolari persino con Jung. Perciò, penso di avere un minimo di voce in capitolo per parlare di quello che è l’amore della mia vita, sperando, a mia volta, di lasciare un segno così come ha fatto chi mi ha preceduto.
Cos’è l’astrologia?
Per rispondere alla domanda bisogna, a mio modesto giudizio, al contempo spiegare tutto quello che non è astrologia. Non è l’oroscopo della TV e nemmeno quello delle riviste mensili, sebbene in esse pare ci sia un piccolo spazio dedicato a qualcosa di più serio. Quelli in verità sono solo un intrattenimento per il pubblico.
Non è una scienza esatta: ciarlatano e impostore è chi vorrebbe far credere che l’astrologia sia un sapere che in maniera matematica offre certezze assolute, risposte precise, e che parla di un destino preconfezionato. Questa è la visione poetica di chi si illude, di chi non ha una reale esperienza pratica sul campo. Perché l’astrologia è prima di tutto sperimentazione, ricerca e non cieca fiducia nel passato. Non è realmente efficace se non si comprende che la realtà è così talmente complessa che è necessario includere altri fattori oltre a quelli astrologici: quello ambientale e quello genetico per esempio.
A tal proposito ecco un video didattico esplicativo: Lezioni di Astrologia 14.
Se fosse una scienza esatta allora non vi sarebbe rischio d’errore se non nel modo di effettuare i calcoli. E che io sappia, non esiste nessun nome al mondo capace di dimostrarlo. Quindi, sfatiamo immediatamente il mito e condanniamo l’arroganza di chi invece sostiene di poter fare cose del genere senza tuttavia mostrarlo al mondo intero.
Non è un sapere che consente di trasmettere informazioni al consultante che ascolta passivamente; ma è analisi costruttivista secondo le moderne concezioni della psicologia; ossia è un processo di costante elaborazione delle ipotesi da verificare assieme al consultante. Infatti questo sapere non ci parla di un destino ineluttabile e di un carattere immutabile; ma ci parla del ventaglio di possibilità espressive di ogni componente astrologica. Parla di archetipi che, in quanto tali, contengono una moltitudine di esiti. Ed essi sono ipotizzabili e prevedibili nella misura in cui si riesce a comprendere il legame analogico esistente tra ogni loro espressione.
L’astrologia di Posidonio e delle “affinità cosmiche” è un ricordo sbiadito nel tempo perché non necessariamente vi deve essere un legame tra tutto ciò che si somiglia; e sarà sempre la ricerca empirica a suggerire quali sono i fattori in comune, tra i due o più elementi presi in considerazione che realmente sono legati da un vincolo di “sympatheia”. Questo a dimostrazione del fatto che senza osservazione e sperimentazione, la visione esoterica delle cose rimane fine a sé stessa e potrebbe addirittura condurre a errori di valutazione. Difatti l’astrologia si è evoluta nel corso della storia e molte delle concezioni tradizionali sono state abbandonate per lasciare spazio al frutto della sperimentazione. Perciò, l’astrologia non è filosofia stoica, non è fatalismo, ma è ricerca empirica, osservazione.
Non è nemmeno il frutto della filosofia greco-romana perché è nata molto tempo prima; non ci parla in effetti delle vicende che accadevano tra gli Déi dell’Olimpo; ma piuttosto le vicende mitologiche furono costruite come allegoria dei movimenti celesti. L’astrologia non è una religione sebbene alcune branche possano condurre alla conclusione opposta. Perciò possiamo affermare che non esiste una sola astrologia e soprattutto non esiste un’astrologia migliore delle altre. Ognuna risponde a uno scopo diverso; e perciò solo in questo caso è possibile stabilire quale sia la migliore per un dato scopo.
L’astrologia non è né Karma, né reincarnazione, né ineluttabilità; ma potrebbe esserlo a seconda che la si tratti come una fede o una dottrina spirituale. È in questo caso che diviene pura fede da accettare dogmaticamente e per il sottoscritto perde di credibilità.
L’astrologia non è la stessa dell’antica Babilonia, e non è nemmeno la stessa del medioevo o del rinascimento. Non è osservazione delle stelle come lo è per gli Indiani. Non è osservazione delle costellazioni e non ha più a che fare con quella che fu in passato. Questo ovviamente è un bene e un male: è un bene quando produce nuova conoscenza e conduce a risultati tangibili, ed è un male quando si pretende corrispondenza tra qualsiasi cosa sta in cielo e quel che sta in noi. Il che avrebbe il sapore di una regola universale presa troppo fideisticamente.
L’astrologia non è un sapere statico e non va studiata applicando pedissequamente antiche filosofie; piuttosto può essere rivista e reinterpretata alla luce dei nuovi paradigma scientifici; perché un sapere che rimanga uguale a sé stesso non può essere altro che una fede, una religione che, in quanto tale non ammette verifiche né evoluzione. Tuttavia astrologie più dogmatiche e rigide non si sono adeguate al cambiamento dei tempi, non hanno apportato alcun cambiamento e continuano a esistere come branca a sé stante, spesso rivendicando con forza di essere l’unica e vera astrologia. Eppure sarebbe inconcepibile, oggi, tornare indietro ai tempi in cui si usavano solo i 7 corpi celesti della tradizione antica, dato che vi è riscontro pratico nell’effetto dato dagli ultimi pianeti scoperti. Non è certo filosofia o credulità fideistica.
L’astrologia non è esoterismo, non è nulla di mistico e trascendentale, nulla che richieda insegnamenti segreti o una formazione iniziatica. Richiede solo una grande intelligenza e conoscenze multidisciplinari. E non è poco. Tuttavia esistono branche di questa disciplina che sostengono il contrario, che si rifanno a conoscenze che però non sono state mai divulgate e che quindi non possono essere vagliate. Per questo ce ne dissociamo. Oggi è inconcepibile studiarla senza disporre di altissime conoscenze delle più disparate materie: psicologia, biologia, filosofia, matematica, astronomia, sociologia, statistica: tutto quel che richiede enorme impegno e predisposizione allo studio; perché la realtà è complessa, multifattoriale, stratificata; ed è per questo che per sondarla occorre multidisciplinarità: sarebbe assai ingenuo pensare che l’astrologia possa bastare a sé stessa e possa spiegare tutto dei fenomeni che ci accadono.
Non è magia, non è cartomanzia, non è veggenza sebbene chi aderisca a tali orientamenti possa includerla nel proprio background di esperienze.
L’astrologia è uno dei mezzi utili per comprendere meglio alcuni fenomeni, non il mezzo supremo per conoscere la verità. Infatti, contiene ancora segreti da svelare, nodi da sbrogliare, ipotesi da verificare. Con ciò non sottovaluto affatto questo mio immenso e grande amore che è tale conoscenza: in verità ne parlo con estrema onestà morale e intellettuale. E chi è così presuntuoso da innalzarsi al di sopra di altri ricercatori e scienziati che studiano altre scienze e arti? No, l’astrologia viaggia di pari passo con altri saperi, né al di sopra e né al di sotto, se la si pratica con estrema serietà e dedizione come fa il sottoscritto. Altrimenti è vanagloria, esagerazione, retorica, arroganza, presunzione, superbia.
L’astrologia è interpretazione, previsione, conoscenza, studio, ricerca. È mettere alla prova la propria intelligenza, creatività, intuito. L’astrologia è il mio immenso amore e tutta la mia vita.

03 febbraio 2017

Ricostruzione dello zodiaco antico


Le informazioni circa lo zodiaco e la storia dell'astrologia sono contenute in alcuni testi risalenti a periodi antichissimi; ma ricostruire tutti i fatti è comunque un'impresa molto ardua. Quel che sappiamo (stando alle ricerche degli autori citati nella mia sezione bibliografica)  è che: 

1) I nomi delle costellazioni zodiacali dei Babilonesi erano stati attribuiti dai Sumeri in un periodo compreso tra 6000 e 4000 anni fa. Il nome antico del Sagittario, per esempio, era MUL.PA.BIL.SAG che è infatti una divinità sumerica, poi associata al dio Ninurta. Per quanto concerne l'Ariete, in realtà il nome deriva da un errore di trascrizione perché col termine MUL.LU.HUN.GA. ci si riferiva a "l'uomo salariato". Infatti il termine "LU", a seconda della pronuncia significa uomo o pecora. 

2) Sin dal periodo paleobabailonese, e cioè circa 3800 anni fa, le costellazioni zodiacali erano 12 ed erano divise tutte in parti uguali di 30 gradi ciascuna. Perciò, anche se le costellazioni zodiacali hanno estensione diversa (la costellazione dell'Ariete è molto più corta di quella dei Pesci), i Babilonesi avevano diviso l'eclittica in parti uguali lo stesso. Perché? Forse per la logica secondo cui a ogni grado corrisponde un giorno, e che quindi ogni mese (che era fatto di trenta giorni) doveva avere un corrispettivo in cielo di trenta gradi. 

3) Solo 2400 anni fa abbiamo prove del fatto che a ogni mese dell'anno erano associate più di una costellazione: per esempio al secondo mese erano associate le Pleiadi e il Toro, al terzo mese erano associate Orione e i Gemelli, al dodicesimo mese i Pesci e Pegaso. Ma poco fa abbiamo visto che vi era già un'associazione tra mesi e costellazioni. Per quale motivo includerne altre all'interno dello stesso mese? (In totale le costellazioni erano 18). A questo punto dobbiamo desumere che forse non è vero che 1400 anni prima le costellazioni furono divise in 12 parti uguali per pareggiare con la durata temporale di ogni mese. A meno che le costellazioni aggiuntive associate a ogni mese non fossero che un semplice supplemento: come a voler dire che la struttura zodiacale prevedeva sempre e solo una costellazione per ogni mese, e che le altre fossero considerate ugualmente importanti ma solo, evidentemente, per motivi religiosi o di altro tipo. Come a voler dire che il mese terzo, è prima di tutto il mese dei Gemelli, ma poi è anche il mese di Orione. Un po' come i santi del calendario di oggi: per esempio, il 19 marzo è prima di tutto San Giuseppe, ma si festeggia anche San Giovanni Abate e sei beati. Inoltre, ciò lascia supporre che attenzione maggiore fosse data ai mesi dell'anno perché contenevano le costellazioni. Quindi non erano le costellazioni a scandire i mesi, ma erano i mesi a scandire le costellazioni (ovviamente è una mia ipotesi).

4) Sappiamo che sempre 2400 anni fa il primo mese era quello dell'Ariete, il secondo quello del Toro, il terzo quello dei Gemelli e così via sino al dodicesimo mese che era quello dei Pesci. Oggi, invece, il primo mese dell'anno è Gennaio e corrisponde alla metà del segno del Capricorno. Quindi è chiaro che oggi non esiste più un calendario che si rifà alle costellazioni zodiacali o ai segni zodiacali. 

5) Sappiamo che solo nel I secolo d.C. l'asse degli equinozi corrispondeva con il grado zero della costellazione dell'Ariete. E sappiamo che però non si teneva conto di questo dato ma si usava un calcolo che poneva questo punto a 8 gradi della stessa costellazione. Il che lascia supporre che i confini delle costellazioni non erano gli stessi di oggi, ma erano spostati di 8 gradi in avanti. L'altra ipotesi è quella che conoscessero già il fenomeno della precessione ma che attribuissero la velocità di un grado ogni secolo come sostenne poi Tolomeo (e non 1 grado ogni 70 anni come sappiamo oggi). Però lo ritengo improbabile perché altrimenti significherebbe che i Babilonesi non osservassero costantemente il cielo ma semplicemente tramandavano insegnamenti del passato e sulla base di essi poi facevano le loro ricostruzioni della volta celeste. A prescindere da ciò, 500 anni prima di Cristo, e cioè ai tempi in cui si faceva associazione tra mesi e costellazioni, l'asse degli equinozi coincideva con il 7° grado della costellazione dell'Ariete. Secondo i loro calcoli, per logica, doveva avvenire al 15° grado dell'Ariete.

6) Sappiamo che la precessione fu scoperta da Ipparco di Nicea 400 anni dopo. Oppure questa affermazione è falsa?

7) Sappiamo che il calendario Babilonese risalente a circa 4000 anni fa era Soli-Lunare. Questo significa che i mesi non cominciavano mai nello stesso momento e cioè in una data fissa, ma cominciavano sempre alla Luna Nuova. Quindi, giusto per fare un esempio, raffrontando il nostro calendario con quello Babilonese è come se il loro primo mese cadesse in un giorno qualsiasi all'interno del mese di Marzo. Ogni anno, infatti, la fase di Luna Nuova cade in un giorno diverso da quella dell'anno precedente. Per esempio, nel gennaio 2016 la fase di Luna Nuova cominciò il giorno 4, mentre a gennaio 2017 è avvenuta il giorno 28. Nel gennaio 2018 la Luna Nuova avverrà il giorno 17. Bisogna ricordare che i mesi babilonesi nascevano sì alla Luna Nuova, ma sempre utilizzando l'equinozio di primavera come base di partenza. In pratica, noi sappiamo che ogni anno l'equinozio avviene approssimativamente il 21 marzo e che quest' anno la prima Luna Nuova a partire da quel momento avverrà il 28 marzo. Quindi questa data rappresenta l'inizio del I°mese del calendario Babilonese per l'anno 2017. 

Facciamo due conti: se lo stesso mese ha inizio in momenti diversi, è chiaro che il riferimento è la Luna e non le stelle e le costellazioni. Quindi è altrettanto chiaro che non era importante il grado preciso del sorgere o del tramontare di una stella o di una costellazione se il fine era quello di stabilire i mesi dell'anno. Quindi ciò conferma ulteriormente la mia ipotesi circa il fatto che le costellazioni rappresentavano un semplice sfondo secondario all'interno di ogni mese. Un dato mese, ogni volta sconfinava in un punto diverso di due costellazioni zodiacali adiacenti.

Perciò, forse era secondario il fatto che il I° mese Babilonese corrispondesse con la costellazione dell'Ariete dato che la Luna Nuova poteva avvenire persino nella costellazione successiva. Ovviamente ci sono moltissimi punti oscuri da chiarire ancora, per comprendere l'incastro tra zodiaco e mesi dell'anno.

8) G. Pettinato, nel suo "La scrittura Celeste" cita Ch. Walker che riferendosi al 400 a.C. dice: "per qualche ragione non ancora completamente spiegata, tale sistema zodiacale non comincia al punto iniziale dell'Ariete, a 0° di longitudine, ma pressappoco a 355 gradi (25° Pesci) e questa differenza si estende per tutto lo zodiaco". In realtà la frase non è molto chiara perché non si comprende se si riferisce ai tempi nostri e non al 400 a.C. Ma non credo nemmeno si riferisca al tempo presente dato che tale posizione dell'asse degli equinozi sarebbe avvenuta qualche secolo dopo la nascita di Cristo (infatti, che il simbolo del Cristo sia proprio un Pesce, lo si desume dal fatto che proprio nel I° secolo dopo Cristo, si passò dall'era dell'Ariete a quella dei Pesci). Rimanete in attesa dei miei prossimi sviluppi. 
Mi è capitato di leggere commenti di astrofili e archeo-astronomi che si complimentavano per i miei scritti. Tuttavia han peccato di presunzione quando hanno proferito parola sull'astrologia. Ritengo sia saggio, intelligente e onesto non esprimersi su ciò che non si conosce, perché bisogna sempre partire dal presupposto che la parola astrologo non equivale a quella di mago o veggente o cartomante (con tutto il rispetto per tali pratiche), ma equivale a scienziato e ricercatore (tranne nei casi in cui si parli di astrologia religiosa che è una branca a parte, o di oroscopi, che è un'altra cosa ancora).