19 luglio 2017

Karma a primo sguardo

"Non si dia troppe arie: infondo l'astrologia non è una scienza!"
Questa è una frase che qualche astrologo ha sentito talvolta da chi voleva difendere la propria posizione di studioso, sminuendo il lavoro e l'operato dell'astrologo. Insomma, creare un muro, una distanza: "non confondiamo la lana con la seta!". Esso, l'astrologo, infatti viene considerato un povero stolto privo di una vera cultura. Io credo che nessuno debba darsi arie, a prescindere; ma essere un'astrologo (se si è veri studiosi) significa essere al pari di qualsiasi altro scienziato o studioso di qualsiasi altra materia poiché non esistono conoscenze di serie A e conoscenze di serie B.
La conoscenza è una, universale, ed è sempre fonte di ricchezza, per chi la sa cogliere. 
Ognuno può scegliere di apprendere la forma di conoscenza che più si confà alla propria forma mentis; ma che tutti abbiano rispetto dello studio e dell'impegno di chi ama la conoscenza, qualunque essa sia. 
 
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Salve mi chiamo (...)
Sono nato il (...)
Vorrei chiederle le mie attitudini lavorative e di studio quali sono.
Grazie della disponibilita.

Diciamo subito che dal punto divista professionale vi è un particolare interesse verso l'estero, i viaggi, gli animali, le conoscenze filosofiche, le lingue. Uno di questi ambiti.  Però è anche vero che nella stessa casa abbiamo Urano, Saturno e Marte che mi fanno pensare a un'attività non proprio fortunata, facile; anzi, immagino numerosi colpi di scena. Ma la suddetta impetuosità e rivoluzionarietà del settore potrebbe manifestarsi sulla salute anzicché sul lavoro, indicando la possibilità di contrarre malattive in viaggio o a causa di stranieri. Perciò sarebbe idoneo che lei si premunisse anzitempo, proprio in virtù di questa eventualità. 

La sua indole Ariete, unitamente al Sole in X Casa indica che lei ha forte necessità di realizzarsi, di fare qualcosa per abbandonare presto il suo nucleo famigliare. Insomma, esiste ambizione ma purtroppo, vi è troppa impetuosità, imprudenza, mancanza di pianificazione. Infatti il Sole è dissonante a Marte (impulsività e avventatezza, compreso un complesso nei confronti dell'autorità) e a Nettuno (abbagli, sogni a occhi aperti, paure varie). Ma almeno vi è sincerità, schiettezza, generosità e nobiltà d'animo (Luna in Leone in trigono a saturno). 

Comprendere le sue predisposizioni è un po' difficile: diciamo che la forte componente di 6^ casa la spinge a interessarsi alla salute, del corpo, della mente, in senso anche filosofico e comunque sempre con un occhio di riguardo vero l'estero, l'oriente o altri posti esotici. Quindi non escluderei una carriera come massaggiatore, anche un po' attento all'estetica (Venere in X). Quindi, secondo me la fisioterapia potrebbe andar bene, ma credo che lei ci metterà per forza del mistico in mezzo perché il Sole dissonante a Nettuno vuole spaziare oltre i confini del concreto. 

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 Comunque sono stata una gran maleducata a non presentarmi, Il mio nome e (...)  Le do i dati di entrambi poi lei saprà quale dovrà utilizzare. Io: (...) Lui: (...). L'ora non la so. Prima le chiesi se vedeva qualcosa di karmico nella nostra sinastria perchè la prima volta che lo vidi, proprio la prima volta in assoluto tramite amici mi colpì immediatamente. C'era qualcosa in quel ragazzo che mi attirava. Vedevo che mi scrutava e io facevo lo stesso ed ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano lui lo abbassava. Dopo una settimana di uscite di gruppo non avevamo scambiato moltissime parole, molti sguardi e lievi contatti fisici ad esempio poggiate di mano sulla spalla per passare da una parte della stanza all'altra ed altri contatti fisici a mio parere inutili e dunque non pensai ad altro oltre che una sua semplice curiosità dato che è uscito da poco da una storia importante. Qualche giorno dopo mi trovai un messaggio sul telefonino ed era lui. Chiami un amico in comune per dirlo dato che la differenza di età è abbastanza marcata e lui disse che lui gli disse che giá dalla prima sera che mi vide per la prima volta era davvero molto incuriosito e attratto da me ma in maniera strana che non gli era mai capitato e che di solito le ragazze così piccole non le guardava nemmeno e che fu una cosa d'istinto e che il mio atteggiamento era tutto purchè quello di una diciasettenne. Per questo pensai ad un incontro karmico ma dato che lei non se ne occupa non importa va benissimo comunque solo sapere se lei vede un "futuro" perchè al momento lui non è qui ed io non so se voglio approfondire e se sa dirmi qualcosa che spieghi queste sensazioni reciproche. Poi volevo anche chiederle da parte di un'amica se comparando carte natali di persone che non sono in contatti per niente e ci sono aspetti positivi non è detto che quelle persone si debbano incontrare per forza o che invece in un modo o nell'altro si incontranno prima o poi?  Scusi per il poema ma a me piace spiegare le cose per bene ahaha

Come ho scritto in privato, non credo nel karma, cioè non credo nella predestinazione. Ho scritto davvero tante volte che se tutto fosse scritto, predestinato, allora l'astrologia sarebbe una scienza esatta, tutto sarebbe ineluttabile e noi non potremmo far nulla per cambiare le cose. E invece le vicende umane, a mio parere, si muovono per mezzo del principio di equifinalità di cui ho prlato molte volte, anche attraverso un video didattico. 

Ma parlare di Karma affascina, e questa cosa della predestinazione indubbiamente piace al 99% degli studiosi di astrologia o dei curiosi. A me non affascina. Mille volte è capitato a me di sentire un'attrazione misteriosa, magnetica, ho sentito come una sorta di predestinazione; ma il risultato finale è che erano solo fisse, convinzioni irrazionali. C'è qualcosa di una persona che ci attrae, è magnetica, ma questo non significa nulla. Non significa né che quella sarà la storia più importante della nostra vita, né che sarà la peggiore, né che tale persona è stata incontrata in una vita precedente. Questo lo dice l'astrologia Karmica; ma chi mi dice che l'astrologia Karmica ha ragione? Nessuno. Non ci sono prove. Quindi non mi interessa. Preferisco qualcosa di più concreto. La questione della reincarnazione è fede, religione. Non mi interessa. 

Allora, cosa posso dirle? Vediamo. Il grafico astrologico annuale ci parla di un Plutone in 5^, cioè di una cotta violenta, e di un Nettuno in VII, cioè di angosce e timori per le questioni di coppia. Devo essere sincero; ma non trovo alcun transito che mi parla di una storia duratura, per il momento. Quindi io penso che questo possa essere un bellissimo flirt, ma non credo sarà una storia lunga, o importante. Anche il prossimo anno astrologico, a partire dal prossimo compleanno, non mi sembra possa offrire grandi cambiamenti. Sicuramente viaggi, cose belle dagli studi; ma non mi sembra che possa produrre granché. Lei comunque viva la passione, ma senza sperare più di tanto.

Questo anno in corso invece lo vedo davvero pessimo per le esperienze in casa o che riguardano i genitori. Parliamo dell'anno da agosto 2016 ad agosto 2017.

Due persone con grafici perfettamente compatibili possono anche non incontrarsi mai e possono anche non innamorarsi mai. L'attrazione magnetica non c'entra con l'astrologia. Dipende da mille fattori come per esempio gli ormoni, i gusti personali. L'astrologia ci dice cosa accadrebbe se i due soggetti decidessero di vivere una relazione e se è il momento giusto per vivere un'amore duraturo o no.   

18 luglio 2017

Stelle e creazione dell'uomo


Qualche migliaio di anni fa, la Terra doveva trovarsi in una regione dello spazio attraversata da un grande fascio di detriti rocciosi. A causa del suo potere gravitazionale e di questa condizione astronomica, la Terra doveva vivere un'epoca di grandissima attività meteoritica. Lo dimostra il fatto che in moltissime parti del mondo sono state rinvenute meteoriti ma pure manufatti, per esempio pugnali, ricavati attraverso l'estrazione del ferro meteoritico. 

Ora immaginate l'uomo di 3000 e più anni fa, con le conoscenze astronomiche abbastanza distanti da quelle che abbiamo oggi. Un evento quale la caduta di un meteorite doveva avere un peso molto diverso rispetto a quello che avrebbe oggi: non era inteso come una roccia vagante nello spazio catturata dal potere dell'attrazione gravitazionale terrestre. Quell'episodio era inteso come la dimostrazione "scientifica" che il cielo era abitato da Dei che lanciavano i loro sassi dall'alto del loro trono o che scendevano loro stessi, sulla Terra, con la loro chioma fiammeggiante, per far dono del minerale ferroso. 

Perciò il meteorite doveva avere non solo un fascino straordinario perché giungeva dal "nulla" squarciando il cielo con un boato terribile (quasi come un aereo o una navicella spaziale); ma aveva anche un valore divino e poteva essere trattato e preso in cura solo da alti sacerdoti, che all'occorrenza erano anche fabbri. 

Era la prova che esistevano Dei, o angeli, o all'inverso, è da episodi come questo che gli uomini antichi crearono i miti e le storie della propria origine. Ancora oggi a La Mecca, una pietra meteoritica viene adorata: per gli antichi uomini tutto aveva un'anima, anche le pietre erano animate, e giacché la materia inerte non muore mai, allora custodire una roccia, tenerla con sé, poteva essere il modo per prolungare la propria vita grazie all "energia"  assorbita da essa. E se questo oggetto proveniva dal cielo, allora il suo potere "magico" doveva essere ancora più straordinario visto che derivava direttamente "dalle mani degli Dei".

E se vi era un rapporto di comunicazione tra esseri extraterrestri, cioè viventi in cielo, e quegli uomini antichi, allora voleva dire che quegli stessi esseri erano paragonabili ai propri genitori.  Gli uomini, non avendo concezione dell'ultraterreno, poterono solo umanizzare e antropomorfizzare quel che vedevano in cielo e attorno a loro: gli uomini hanno vita, allora anche tutto il resto vive, comprese le pietre, le stelle, i pianeti. E se hanno vita allora hanno caratteristiche umane. Questo accadeva secondo l'antica concezione della realtà di quegli uomini.

Gli antichi uomini non potevano concepire la figura divina in maniera diversa da quel che è un genitore; quindi per forza gli Dei dovevano avere fattezze umane, con tanto di sangue, ossa etc. etc, pur manifestandosi ora come fulmine, ora come meteora caduta dal cielo, ora come lo scoppio di un vulcano; poiché stare in cielo significava vivere nell'immenso e significa essere al di fuori dello spazio terrestre, con tutto quel che ne consegue in termini di potere e libertà d'azione. Nel tentativo di essere simili agli Dei, gli uomini costruirono le loro città seguendo le costellazioni; per essere più simili a chi li ha creati, per portare il cielo in Terra; per stringere la mano, allegoricamente, a quei genitori extraterrestri, ossia divini. 

Se gli Dei erano genitori, allora erano loro ad aver creato l'uomo.

La tradizione Caldea della creazione è abbastanza cruenta; e tale visione è ricorrente anche in molte altri popoli: gli uomini e gli animali furono creati impastando la terra con il sangue che sgorgava dalla testa decapitata di un Dio (Mircea Eliade, Cosmologia e alchimia Babilonesi, Biblioteca Lindau).  Tra l'altro si spiega come mai gli antichi babilonesi al mese di Nisan (equinozio di primavera), usavano decapitare la statua del dio Marduk (incarnazione umana del pianeta Giove altrimenti chiamato Nibiru a seconda dei casi), patrono indiscusso di Babilonia.

(L'idea della genitorialità è quella che sto elaborando per la stesura del mio libro antropo-paleo-astrologico. Maggiori approfondimenti saranno contenuti nell'articolo che uscirà tra breve su Linguaggio Astrale, la rivista del Centro Italiano Discipline Astrologiche).

Ora, la domanda è questa: possiamo prendere alla lettera le indicazioni contenute nei testi sacri? Oppure è più conveniente credere a questa mia ipotesi? A questa importantissima domanda risponderemo prossimamente. 

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Una giustizia esiste? A volte arriva tardi, altre volte non arriva mai. L'importante è non perdere mai la speranza. Grazie a chi mi vuole bene e a chi mi ha ricordato che la giustizia esiste. 

16 luglio 2017

Astrologia? Sì, grazie.


Astrologia...
Tutti ne parlano ma nessuno sa cosa sia...

È scienza nella misura in cui affonda i calcoli nell'astronomia. Essi sono scientifici, ripetibili, uguali per qualunque osservatore, universalmente riconosciuti. Si calcola in maniera matematica la posizione degli astri in base al luogo da cui vengono osservati. Si calcolano le distanze geometriche tra un corpo celeste e l'altro, si calcolano i tempi in cui il Sole, da visione geocentrica, impiega per percorrere dodici porzioni di spazio e come esse siano geometrizzate all'interno di un grafico circolare.  È inconcepibile un'astrologia senza astronomia.

È filosofia nella misura in cui si tira in ballo la dottrina dei quattro elementi, e lo è nella misura in cui a questa dottrina vengono sostituite altre idee, anche moderne, che possano spiegare l'esistenza dell'uomo, del suo rapporto con la natura, col cosmo. Non importa il valore di verità di queste, ma importa che siano un tentativo di far "quadrare il cerchio", così come fa, da sempre, il filosofo.

È antropologia nella misura in cui si parla dei meccanismi sociali, culturali, e le condizioni ambientali che hanno portato l'uomo a una creazione così straordinaria, raffinata.

È un sapere moderno nella misura in cui si evolve costantemente attraverso la ricerca statistica, o attraverso analisi di tipo aneddotico, empirico. 

È tradizione nella misura in cui si aderisce a una scuola antica.

È dimostrazione dell'ingegno umano nella misura in cui a essa si riconosce la capacità di aver definito più tipologie caratteriali di quelle definite dalla psicologia. 

È psicologia nella misura in cui l'astrologo interroga il consultante attraverso il metodo della maieutica, per trarre informazioni da generalizzare o da adattare alle conoscenze acquisite precedentemente. 

È storia nella misura in cui si prende in considerazione tutta la sua evoluzione dalla preistoria a oggi.

È fede nella misura in cui la si associa alle dottrine orientali, se lo si fa. 

È una pseudoscienza fintanto che non si dimostra in maniera schiacciante che esiste una correlazione tra posizioni planetarie, zodiacali e vicende umane. 

È arte nella misura in cui è ermeneutica, cioè nella misura in cui si interpreta il dato sulla base della propria sensibilità, intelligenza, intuito, ingegno, sulla base di certe regole di lettura, e su come esse possono mutare con l'esperienza.

È impegno enorme dal punto di vista intellettivo perché costringe a ragionare più di quanto è richiesto in altre materie: la propria esperienza soggettiva può essere generalizzata? E quanto? Siamo stati capaci di individuare le giuste analogie per spiegare i fatti sulla base delle posizioni planetarie? 

È utile perché costringe a vedere il mondo da un punto di vista prospettico diverso, ma da aggiungere agli altri, necessario per capire i fatti e le cose, per capire il legame di "sympateia" tra l'alto e il basso, utile per sviluppare creatività, intelligenza, pensiero laterale. 

È conoscenza perché si basa su una miriade di dati da analizzare, da memorizzare, da decodificare.

È conoscenza di sé perché dal suo studio apprendiamo le nostre capacità creative, intuitive, intellettive, man mano che ci troviamo costretti a  comprenderla, a inventarla, a modificarla. Osservando i limiti dell'astrologia conosciamo i nostri limiti perché se essa ha delle falle dipende pure dalla nostra incapacità o capacità di saper trovare delle spiegazioni a ciò, e delle soluzioni per risolverle.

È prevenzione nella misura in cui si presume che attraverso la conoscenza astrologica sia possibile capire qualcosa o molto del soggetto, delle sue aspirazioni, dei suoi timori, delle sue difficoltà. 

È sostegno psicologico nella misura in cui con l'astrologia si offre un'ipotesi di quel che potrebbe accadere, o di cosa poter fare per sfruttare a nostro vantaggio, con l'uso dell'analogia dei significati, un certo periodo insidioso. Ma qui è richiesta competenza, studio, ricerca, una laurea in psicologia. 

È una disciplina estremamente complicata poiché richiede l'intervento congiunto di conoscenze quali quelle scientifiche logico-razionali per non cadere vittime degli auto inganni e per effettuare ricerca; empatiche, per poter capire il consultante e poter stabilire se esiste o meno una corrispondenza con quanto descritto dal suo grafico astrologico.

È società perché ci parla di chi eravamo e di chi siamo oggi, che a distanza di milleni, continuiamo a considerarla ma rivisitandola, rimodernandola, per dialogare, comunicare, per scambiare pareri, dubbi, per mostrare i limiti di essa ma pure per confrontarci sulle cose scoperte, come sono state scoperte, con quale modo, con quale attenzione e dedizione. 

Nessun'altra disciplina al mondo richiede così tanto consumo di energia mentale. 

Cosa non è?
Non è l'oroscopo di TV e giornali;
non è disciplina deterministica ma è probabilistica;
non serve a fare pronostici, ma serve per fare previsioni cioè scoprire tendenze e regolarità; non è una disciplina basata sulle costellazioni, sulle stelle, ma è basata sui segni sin dai tempi dell'antica Grecia; non è una materia che può studiare chiunque: biosogna avere predisposizione allo studio, intuito, ingegno, attenzione, intelligenza, creatività, capacità logiche, diffidenza, scetticismo, apertura mentale, conoscenze scientifiche, filosofiche, tecniche, obbiettività, onestà mentale.


Si odia un sapere così straordinario, che richiede uno sforzo intellettivo così intenso. Perché? Perché si vuole omettere che chi siamo oggi è dovuto a chi un tempo ebbe l'intelligenza di riconoscere similitudini tra quel che accade in cielo e quel che accade a noi, come per esempio i nove mesi di gestazione e i nove mesi di un particolare ciclo di Venere; o come le lunazioni e il ciclo mestruale femminile. Odiare l'astrologia significa considerare stupidi (con grande ripugnanza degli antropologi) quegli uomini che per sopravvivere dovevano essere molto pratici e dovevano basarsi, perciò, sulle osservazioni del cielo. Odiare l'astrologia, liquidarla con un sogghigno e un sorrisino di sufficienza significa essere vuoti, ingenui, incauti, superficiali, arroganti. 

L'astrologia è un sapere con la S maiuscola. E già in quanto tale merita tutto il rispetto che merita qualsiasi altro sapere. Il resto sono solo capricci di uomini piccoli piccoli che si credono grandi, talmente grandi da ergersi a giudici di chi dedica la sua vita, con altrettanta onestà mentale, allo studio dell'uomo. 

Sia chiaro: l'astrologia è una bufala, una chiacchiera, una truffa, uno sberleffo, un insulto all'intelligenza, un gioco, una burla, una fesseria, solo per chi lo vuole credere. E se vi piace crederlo, non sarà mia intenzione farvi cambiare idea: ognuno usa quel che gli serve, se gli serve davvero. Se l'astrologia non servisse almeno un minimo per risolvere il problema della conoscenza di sé e del mondo, allora sarebbe stata già dimenticata da un pezzo. In fin dei conti la sua è una funzione pratica. Se in alcuni ambiti la assolve meglio di altre materie, perché gettarla nel dimenticatoio? Per non turbare la barba di gufi cattedratici? Non mi interessa un fico secco se le barbe di lor signori diverranno ispide e spettinate.

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Ecco qui un mio scatto del disco solare con filtro per scorgere la macchia di qualche giorno fa.
 

14 luglio 2017

Antropo-Paleo-Astrologia


Cosa è l'antropo-paleo-astrologia?
È un nuovo campo di indagine astrologica che si propone di analizzare le tappe storiche e lo sviluppo antropologico relativo agli albori dell'astrologia. 

Lo scopo è quello di indagare i motivi e i bisogni psicologici che hanno indotto gli uomini antichi a inventare l'astrologia. Sono convinto che andando indietro nel tempo per scoprire i processi psicologici, sociologici, antropologici dell'uomo antico (dal paleolitico sino al periodo ellenistico), infatti, possiamo scoprire qualcosa sul perché l'astrologia funzioni, cosa ha spinto gli uomini a inventarla, quali furono le condizioni psicologiche, sociali, culturali conseguenti alla scoperta delle corrispondenze tra uomo e cosmo. 

Non si tratta di una semplice storia dell'astrologia delle origini, ma di una storia dello sviluppo psicologico, cognitivo, emotivo, sociale, culturale, sociale dell'uomo che osserva il cielo. 

Secondo la mia idea, infatti, l'uomo oggi è quel che è anche grazie al suo rapporto con la natura e con il cosmo; e percio per capire un po' piu di noi, occorre, sempre a mio parere, capire qualcosa del nostro rapporto col cosmo, con lo spazio, con la natura. Quel che mi prefiggo di scoprire è se questa reciproca interazione tra uomo ambiente è tale che non si possano separare i due elementi, se non sono altro che le costituenti di un'intera unità indivisibile, così che parlare dell'uomo significa anche parlare della natura e viceversa.

Si tratta di un campo di indagine completamente nuovo e perciò non vado a interferire con il pensiero di alcuna scuola astrologica, per buona pace di tutti. 

Attenzione: il mio obbiettivo non è quello di dimostrare che l'astrologia sia di derivazione aliena o che sia stata lasciata ai sumeri da civiltà iper-tecnologiche antidiluviane. Il mio intento è parlare dell'uomo con l'uomo, parlare di noi usando non solo le conoscenze storiche relative al nostro passato, ma pure quelle di stampo neurofisiologico: comprendere il funzionamento del cervello, secondo me, ci può aprire ulteriori scenari conoscitivi sulla questione astrologia e sul suo funzionamento. 

Forse sarebbe meglio aver portato a compimento le mie ricerche prima di trovare un nome al mio progetto esplorativo. Questo per evitare di cambiar nome durante le fasi successive delle mie ricerche. Ma, dato che sono un eterno studente, perennemente work in progress, non ritengo possa essere negativo modificarmi in seguito. Tuttavia mi premeva sollecitare e catalizzare l'attenzione del lettore verso questo nuovo percorso di studio e per far conoscere la mia "identità" all'interno del panorama astrologico così variopinto.

Dare un nome a quel che si fa, quantomeno è utile per far sì che l'utente sappia in anticipo cosa ho da proporre e in cosa mi distinguo rispetto alla massa. Sia ben chiaro che qui si parla anche di astrologia, di rivoluzioni solari, di transiti, di rapporti di coppia; ma mai di oroscopi. Quelli continuiamo a lasciarli a chi vuole giocare anzicché fare le cose seriamente. 
Sia ben chiaro che in questo progetto di ricerca, io sono sempre un umile studente pronto a recepire qualsiasi vostro stimolo e qualsiasi vostra sollecitazione.
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Ciao sono Anthony, il ragazzo che ti aveva mandato il tema natale, ti chiedevo se potevi dirmi qualcosa e cosa ne pensi, volevo vedere anche se sono stato capace di interpretarlo bene, insomma in generale dimmi tu tutto a riguardo.

Se cerchiamo la semplicità, questo tema natale sicuramente ci porta fuori strada. Questa non è un'offesa, ma solo l'incipit per parlare della sua enorme complessità, ossia della sua tendenza a vedere e fare le cose in maniera intensa, elaborata, arzigogolata, tortuosa, tenebrosa, caotica, erotica, estetica, tutto insieme. Non mi sembra strano che lei possa ritenersi un mistero o che la gente possa fare fatica a stare al suo passo o a comprenderla. 

Il Sole si trova in Bilancia e in 8^ Casa, mentre Venere, signore del  settimo segno zodiacale, si trova dominante al MC. Quindi è chiaro che la componente estetica sia molto spiccata, così come quella erotica dato che oltre al Sole in 8^ abbiamo Venere congiunta a Plutone dominante, tra l'altro signore dell'8° segno. Quindi è chiaro che si gioca molto sulla dialettica Bilancia/Scorpione.

Se a ciò aggiungiamo l'ascendente Capricorno e Saturno in I^, allora abbiamo una censura degli istinti con la conseguente frustrazione e lacerazione interna che porta a una sottospecie di dannazione interiore dove prevale però la componente edonistica espletata tramite un complesso, o un'ossessione: quando la spinta trasgressiva, erotica, passionale, istintiva è limitata da un forte Super Io, cosa potremmo aspettarci? Una fissazione.

Dall'altro lato abbiamo una notevole carica energetica asservita alla realizzazione di progetti imponenti, grandiosi, ma col rischio di strafare mettendo a durissima prova il fisico. È vero che la Bilancia è pigra e odia un po' sporcarsi le mani; ma sappiamo che la sua tipologia è fortemente Scorpionizzata e perciò, se dovesse scegliere di tenere a freno le energie fisiche, in ogni caso si ridurrebbe a sopportare una grande mole di stress psicologico. 

Naturalmente si potrebbe dire veramente molto di più; ma questo è in breve.

12 luglio 2017

Osservazioni ai lavori di Biglino, Sitchin, Malanga


Penso sia ragionevole supporre o credere che l'universo sia popolato da forme di vita, intelligente e non. Su questo, penso, siamo quasi tutti d'accordo. Ma i disaccordi nascono quando bisogna decidere se queste forme di vita intelligente siano già venute qui sulla Terra, o addirittura se siano loro ad averci "creato". Tra l'altro qualcuno giurerebbe che sono qui, che ci spiano, o che alle volte vorrebbero rubare la nostra anima così come sostiene Malanga. 

A dire il vero di ufficiale c'è pochissimo e non sempre le informazioni che ci provengono dal web sono affidabili. Anzi, i siti che promuovono bufale sono all'ordine del giorno tanto che anche quando verrà fuori una notizia veramente affidabile, nessuno più ci crederà. 

Ovviamente ci sono anche gli irriducibili, ossia quelli che credono a qualsiasi cosa leggano sul web, quelli che sono convinti che ci sia una cospirazione. Ma come affermava Umberto Eco, la COSPIRAZIONE è tale solo se viene scoperta. Altrimenti è solo ipotesi di cospirazione. E tra una cospirazione vera, rivelata, e una ipotetica, c'è una grande differenza. Non c'è limite alla fantasia umana, alle capacità di creare collegamenti e trovare persino indizi a favore. Perciò non c'è limite alle possibili cospirazioni che possiamo immaginare e credere vere.

Anche su questo punto i vari siti web ci marciano moltissimo e diffondono notizie completamente errate, giusto per creare ancor di più un sentimento di impotenza rispetto a chi si dice stia tramando nell'ombra. Ma a questo sentimento c'è pure un suo contrario che invece crea una sensazione di potere: conoscere quel che gli altri non sanno, avere l'impressione di aver capito quello che tutti gli altri ignorano, è gratificante. Ma appunto bisogna vedere se le conoscenze offerte siano veramente valide o no; e spesso non lo sono: su 100 cose scritte, forse mezza è vera. Quindi tutto si gioca sulle capacità di persuadere.

Perciò, a mio parere, sarebbe idoneo rimanere sempre scettici, ma possibilisti. 
Un possibilista è Biglino che apre ogni suo libro con "facciamo finta che"...
Significa: "noi non siamo sicuri di quel che stiamo dicendo; ma se facessimo finta, allora...".

Far finta significa fare un'ipotesi, una supposizione, significa immaginare, fantasticare. Questa immagine che ci siamo fatti in mente sarà giusta o sbagliata a seconda delle prove che riusciamo a cogliere a supporto di essa?

Tesi: la Bibbia parla degli alieni. Strumenti: facendo finta che la Bibbia debba essere presa alla lettera. Se la prendiamo alla lettera ci parla di alieni. 
Possiamo fare lo stesso gioco con l'odissea di Omero o con i racconti mitici della tradizione ellenica: se prendiamo tutto alla lettera, allora sono esistiti davvero i centauri, le sirene, i minotauri, i fauni, le ninfe. 

A questo punto ci domanderemmo: che fine farebbe il mito? Se tutto fosse lineare e non il frutto di elaborazione psicologica, che fine farebbe la naturale capacità umana di essere creativi e di partorire i simboli, le idee, gli archetipi? Di colpo perderemmo la nostra capacità di concepire il numinoso e finiremmo per essere vuoti contenitori a cui è stata messa in testa la religione da chissà quali divinità aliene. Di colpo cancellate nel nulla tutte le scoperte antropologiche ed etnologiche. E allora potremmo dire lo stesso anche della nostra psiche: i contenuti inconsci che affiorano alla mente, ma che sono una deformazione di un fatto passato, se fossero presi alla lettera, cosa ci direbbero di noi? Che veramente abbiamo visto un drago? Che veramente vogliamo uccidere qualcuno? 

Ciò che è chiaro, almeno per me, è che le cose variano a seconda dei punti di vista. Se vogliamo prendere la Bibbia alla lettera, allora troveremo tutte le prove e gli indizi che confermeranno quel che dice la Bibbia così letta. Se non vogliamo prendere la Bibbia alla lettera, troveremo comunque delle prove, indizi, che in maniera altrettanto convincente ci faranno trovare cose completamente diverse. A questo punto, gli indizi e le prove non servirebbero a scoprire la verità, ma solo ad accumulare informazioni che diano ragione alla nostra convinzione. Serve la falsificazione popperiana per conoscere un po' di più i fatti, ossia sforzarsi il più possibile di dimostrare il contrario di quel in cui crediamo!

Se divenissimo consapevoli che i nostri presupposti teorici possono influenzare fortemente quello che vediamo e come lo vediamo, allora smetteremmo di essere troppo rigidi sulle nostre posizioni. Le prove lasciano il tempo che trovano, se sono lette e interpretare come vogliamo noi.

Facciamo un esempio. Qualcuno dirà: ci sono talmente tante di quelle prove dell'esistenza di una progenie aliena, che non ha nemmeno senso starne a parlare. Per esempio non si potrebbe spiegare altrimenti come gli antichi uomini possano aver sollevato macigni dal peso enorme, incastrati tra loro in modo millimetrico dopo esser stati trasportati da centinaia di chilometri di distanza, in condizioni impossibili. 

Il problema è che se non c'è un alternativa si sceglie la prima che capita. Mi spiego meglio. È plausibile che tutto ciò possa dipendere da un'intelligenza extraterrestre? Certo. 
Ma è la cosa più plausibile? Non lo sapremo fino a quando non viene evidenziata un'alternativa. In molti casi l'alternativa c'è, come nel caso del complesso di Puma Punku: non vi è nulla di strano, nulla che possa davvero far pensare a un'intervento extraterrestre, naturalmente se si conosce bene la tecnologia e la cultura lavorativa di quei popoli andini. Pensare il contrario significherebbe sottovalutare l'intelligenza e l'ingegno dell'uomo. 

È impossibile che l'uomo abbia potuto produrre cose del genere? E come possiamo esserne fino in fondo così certi? Questo significherebbe arrendersi, rinunciare alla scoperta, e sarebbe molto più semplice credere a un intervento alieno. Ma noi sappiamo poco del nostro passato e la ricerca è sempre un work in progress che ci fa comprendere cose diverse da quelle che prima davamo per scontate. Potevamo dare per scontato che certi popoli non disponessero di una certa tecnologia per poi scoprire che ci eravamo sbagliati.  E la storia si riscrive, quotidianamente. 

Ma allora perché si sceglie di dare comunque credito alla teoria della progenie aliena? Perché il potere della scoperta esercita un fascino talmente straordinario da esser davvero irresistibile, sopratutto se può sconvolgere i nostri paradigma, le nostre conoscenze. E questo desiderio è così talmente forte che spesso e volentierei i presupposti teorici ufficiali non vengono nemmeno considerati. Chiamasi effetto Pigmalione, o un analogo dello stesso.

Un esempio lampante è questo: 
Esiste una pratica ancora attuale che permette, con opportune fasciature, di deformare il cranio delle donne, per fini estetici. Senza questa conoscenza a carattere storico-antropologico, molti sarebbero costretti a credere che si tratta di crani alieni. Costretti perché non hanno un'alternativa altrettanto plausibile o più plausibile con cui confrontarsi.

Faccio un altro esempio per spiegarmi meglio. Gli antichi uomini pensavano fosse plausibile pensare a una Terra piatta dove a un certo punto si cadeva nel vuoto. Non essendovi alternative, quell'ipotesi fu definita non solo plausibile, ma persino valida. Oggi invece sappiamo tutti (o quasi) che la Terra è un geoide (quasi sferica) e che non si cade nel vuoto. Perciò, Sitchin può aver trovato interessanti soluzioni interpretative alle sue osservazioni; ma non sono le uniche degne di considerazione. Gli stessi reperti possono esser letti in maniera diversa e portarci a conclusioni totalmente diverse. Poi sta a ognuno di noi scegliere quello che sembra essere più plausibile; e non è nemmeno sicuro che la soluzione divenuta più plausibile sia quella giusta.

Bisogna sempre considerare il fatto che per quanto ne possiamo sapere, le nostre conoscenze saranno sempre limitate e work in progress. 
Forse gli alieni sono davvero scesi sulla Terra in tempi remoti, ma sono abbastanza fiducioso del fatto che gli uomini abbiano costruito da soli certe strutture architettoniche "impossibili", e che la religione è prettamente data dall'organizzazione sociale in relazione all'ambiente di riferimento.

La cosa da tener presente è che ogni studioso che si definisca serio, deve aver sempre presente i limiti delle proprie conoscenze, che tutto cambia, che le proprie ipotesi possono persuaderci di aver fatto scoperte sensazionali, che i nostri presupposti teorici ci influenzano moltissimo nella ricerca. E questo è valido sia per gli studiosi ufficiali e sia per quelli cosiddetti "eretici". 

"La ragionevolezza è subordinata al numero e alle cose che conosco sulla ragionevolezza stessa. Pertanto immagino ragionevolmente di essere almeno sulla strada giusta".


Il dr-Galeota è laureato in scienze e tecniche psicologiche. È ricercatore, astrologo e attualmente impegnato nella stesura di un libro di antropo-paleo-astrologia/astronomia.

09 luglio 2017

Cosa è l'equilibrio?

 La vita è piena di ostacoli. Il più delle volte siamo noi a vederli quando in realtà non ce ne 
sono; e questo perché la realtà dipende da come la interpretiamo. Certo è anche vero che 
esistono fatti univocamente oggettivi: la perdita di una persona cara è sempre un gran 
dolore, se l'abbiamo amata tanto. Eppure, anche in questo caso, superare il dolore o no 
dipende molto dalle proprie capacità di saper far fronte alle difficoltà o alle nostre capacità 
di trovare una soluzione che possa farci soffrire di meno. 
 
In tutto questo vi è la necessità di trovare un equilibrio tra wuel che siamo disposti a 
tollerare e quello che non potremmo mai tollerare. E la linea di confinen tra questi due 
estremi è sempre mobile: nella nostra vita mai siamo sempre gli stessi!
 
C'è sempre un momento in cui siamo costretti, o siamo disposti a rivalutare le cose da una 
prospettiva diversa. E il punto di equilibrio cambia, diventa più o meno utile al 
raggiungimento di una certa serenità a seconda di come viene reinterpretato un fatto e 
a seconda di quel che viene appreso dall'esperienza.
 
Perciò equilibrio è la capacità di adattarsi. Ma questo non significa scendere a patti col
mondo rinunciando a qualcosa di sé. No, significa vedere le cose in modo diverso, proprio 
per evitare di rinunciare a qualcosa di noi a cui siamo affezionati. Nel momento in cui saremo 
pronti, quello a cui saremo affezionati sparirà da sé perché aremo visto il mondo da una 
prospettiva nuova.
 
Questo significa che se vedo le cose da una prospettiva diversa potrò vedere anche me stesso 
in maniera diversa e così rinunciare con più facilità a qualcosa che non mi fa crescere e che 
mi fa stare male. 

Equilibrio è quello squilibrio. Nel momento in cui saremo disposti a squilibrare le vecchie 
certezze saremo pronti per trovare un nuovo equilibrio. Questo significa che la vita è 
mutevolezza, che ciò che è rigido non è equilibrio ma è solo stasi; e tutto ciò che è stasi è
morte. 

Nessun essere vivente al mondo sarebbe capace di sopravvivere se non si adeguasse, se non si 
adattasse, se non riorganizzasse le proprie esperienze in funzione di nuovi dati acquisiti. 

Equilibrio è saper usare i nuovi dati senza che essi vengano filtrati dalle esperienze acquisite. 
Equilibrio è dinamismo, è ristrutturare continuamente il proprio campo percettivo, è 
mobilità, è una perenne danza...

Le persone che hanno perso l'equilibrio sono quelle che non cambiano; quelle rigide, quelle 
che non si mettono in discussione, che non si mettono nei panni degli altri, quelli che credono
 di aver trovato la verità e che essa sia immutabile... L'equilibrio è mettersi in discussione, è
cambiare, esser sé stessi nel tentativo di esser molto di più... 
 
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Buongiorno dott. Al Rami Galeota, 

ieri sul Suo blog ho firmato il mio post come (...) che in effetti è compreso tra i miei 
nomi, che per l'esattezza sono (...) Pacere e grazie in anticipo. Mi affretto a scrivere
per farLe una richiesta, come concordato ieri, posto che intendo che Lei sia una 
persona di cultura, che sa amare e vivere in modo lineare questa affascinante astrologia,
 in tal modo ancor più ricca di religiosità. Sono nata a (...) e, come anticipato ieri, chiedo di 
conoscere che cosa indica il mio
 tema natale in merito allo spazio che può esserci per l'unione amorosa che funzioni e mi 
soddisfi. È vero che l'astrologia si muove solo su un piano astratto e 
potenziale, ma ugualmente mi piace chiedere, anche per interesse culturale, se 
nelle coincidenze delle stelle della mia nascita ricorrono elementi che danno 
maggiore probabilità e quindi qualche maggiore concretezza allo scenario prospettato.
Non so se Lei si occupi di astrologia solo a titolo di hobby, cioè che sia un altro il lavoro 
che svolge oppure, diversamente, se si tratti di occupazione lavorativa a tutti gli effetti.
In tal caso chiedo di conoscere se occorre farmi carico di oneri per tale mia richiesta. 
Adesso invio i miei migliori saluti, grazie e buona domenica.
(...)
  
 Gentile L., la ringrazio per la fiducia accordatami.
Veniamo a noi. La sua condizione sentimentale è penalizzata dal solito aspetto di 
congiunzione tra Venere e Saturno, fattore astrologico assai ricorrente nel mio database
di casi astrologici. Questo aspetto astrologico mostra una sorta di condizione a cricolo 
vizioso in cui ogni volta che lei si innamora, dall'altra parte non c'è la stessa intenzione;
e viceversa, ogni volta che qualcuno si innamora di lei, non è convinta fino in fondo. La
cosa è assai pensante per un'ascendente Cancro con Luna in I Casa che vorrebbe una 
famiglia, dei figli, un compagno fisso. Ma dall'altro lato abbiamo il Sole in X Casa che è un
fattore astrologico legato alla necessità di indipendenza. Qui vi è perfezionismo, e forse 
lei pretende questo anche nelle questioni di cuore. Avere il Sole in X Casa significa voler
essere emancipate, libere, realizzate, senza costrizioni né vincoli; quindi a livello profondo
potrebbe essere l'ostacolo alla sua realizzazione sentimentale: chissà, l'amore potrebbe, 
infondo infondo, esser visto come una minaccia alla sua autonomia. Se lei riduce la sua 
ansia da prestazione, la sua predisposizione al perfezionismo, se riduce la sua voglia di 
dimostrare al mondo di esser capace di autonomia, forse può riuscire meglio ad accettare 
la necessità di dipendere da qualcuno. Altrimenti qui abbiamo un chiaro conflitto che va a 
ledere la sfera dei rapporti. Sono convinto che tra qualche anno, quando Urano sarà in 
congiunzione alla sua Venere radix, qualcosa potrebbe  cambiare in meglio, per esempio
sbloccare un certo modo di pensare l'amore in funzione di un nuovo punto di vista, diverso
dal precedente, ma sicuramente più costruttivo.
 
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Carissimo, sono nata a (...)
circa. Da sempre il mio cruccio è la vita di coppia: inesistente 
(saturno è in settima e quadrato a venere), ma ultimamente neanche il 
lavoro va bene. Che mi dici? Mi devo rassegnare all'idea di stare da 
sola? Vedi qualche cambiamento di lavoro, a partire dal mese di luglio?
Un abbraccio
P.S. non essere troppo cattivo.
Ecco un altro caso che va ad arricchira la mia lista di Veneri in aspetto dissonante a Saturno. Qui si aggiunge pure Saturno in VII e non so fino a che punto la cosa possa esserti di aiuto. Tuttavia in VII Casa abbiamo anche Luna e Plutone in buon aspetto a Venere: la cosa mi sembra possa essere ottima per dei recuperi, per poterricominciare dopo ogni sconfitta. In questo caso la parola d'ordine è caos, angoscia, paura, confusione. Nettuno è in congiuzione a Venere e se da una parte conferisce romanticismo, dall'altra è la quint'essenza dell'abbaglio, del dubbio. Anche in questo caso l'autonomia sembra essere importante ma in più vi è un sano opportunismo, una buona capacità di saperti reinventare ogni volta grazie alla presenza di Sole e Marte in 11^ Casa. Il suo caso è questo: rischi di eccessi di ogni tipo, sopratutto per questioni sentimentali, a causa di Giove in 5^ opposto alla congiunzione Sole-Marte. Qui vedo veramente un'atteggiamento esagerato, inflazionistico, poco realistico per la gestione dei rapporti. E sono buono. Lei mi chiede del lavoro; ma dal suo grafico io noto, invece, novità sotto il versante dell'amore. Infatti abbiamo Giove e Luna in 5^, Plutone e Mercurio in VII^ nonché un Sole in 8^ che mi parla di un risveglio sessuale. Relativamente alle questioni lavorative, invece, la vedo più difficile: Saturno in 6^ mi parla di rinuncia o di un lavoro troppo faticoso e deludente; Nettuno in X ci parla di illusioni relative alla tua condizione profesisonale-sociale; l'ascendente di rivoluzione in IV mi parla più di un anno vissuto a casa che non in giro. Quindi credo proprio che si fidanzerà, e se non ci riesce, allora vuol dire che lei non vuole fidanzarsi. Sia ben chiaro che non mi aspetto l'amore della sua vita. Ma qualcosa sì. 

 

08 luglio 2017

Avere ci rende felici?


 Se dobbiamo attenerci a quanto dicono le culture orientali, noi dovremmo distaccarci da qualsiasi forma di possesso proprio perché esso è forma di sofferenza. Tant'è che il mistico decide di distaccarsi completamente dal mondo materiale e sociale, per condurre una vita ascetica. 

Ma noi vogliamo veramente una vita del genere? Sapere che il desiderio ci spinge alla sofferenza è una ragione sufficiente per dire che bisogna arrestare ogni forma di desiderio?

Secondo il mio punto di vista le concenzioni orientali sono valide fino a un certo punto. Dal punto di vista biologico, evolutivo, sono le difficoltà quelle che fanno evolvere il soggetto, quindi, la sofferenza in qualche modo può esserci utile, ma a patto che non diventi patologica. Quindi come al solito ciò che consiglio è l'equilibrio. 

Né misticismo zen, né avidità. Desiderare significa avere un mordente per andare avanti. È vero, tutto questo non è altro che il frutto della società e se solo vivessimo in una società diversa, i nostri desideri sarebbero altri. Ma  siamo sicuri che non sia utopica una società incentrata sul non desiderare, sul non avere? Come crescerebbe un bambino in un mondo così, senza sfide, senza frustrazioni? Come potrebbe migliorarsi? Cosa potrebbe imparare? Attenzione a non demonizzare quel che abbiamo sotto il naso!

La vera illuminazione, secondo me, il vero risveglio sta nell'arte di saper vedere il bello e il buono anche in ciò che ci limita, anche nel desiderio, nell'avere, anche in quel che ci fa soffrire. Se ci levassero una bici da sotto i piedi non potremmo mai cadere e non potremmo rialzarci. Senza quel ginocchio sbucciato, siamo sicuri che la vita avrebbe lo stesso senso?

Qundi sfatiamo immediatamente il mito che dobbiamo rimuovere qualsiasi forma di sofferenza. La vera sfida è trionfare dinnanzi alle difficoltà, poter insegnare questo ai nostri figli, andando incontro al desiderio, all'avere. 

Voglio un auto nuova, voglio la fama, voglio più denaro, voglio una famiglia, voglio una bella casa, voglio una collana, voglio, voglio... Sono cose che ci danno la felicità? Saremmo ipocriti a dire di no. Qualcuna sarà pure effimera, ma chi siamo noi per giudicare quello che piace al prossimo? Perché questa arroganza? 

Certo non possiamo basare la nostra felicità SOLO sull'avere. Ma l'avere fa ANCHE parte della nostra felicità. Perché rinnegarlo? Solo per esser alla moda con le dottrine orientali? E allora perché mai non lasciate tutto per andar a vivere come eremiti?

Perché un conto è esser d'accordo a livello cognitivo con quanto dicono le dottrine orientali, e un conto è esser veramente persuasi che sia la cosa giusta. C'è sempre qualcosa dentro di voi che vi spinge a predicare bene ma a razzolare male. Perché qualcuno vi sta mettendo in testa che desiderare è sbagliato. No, ciò che è sbagliato è l'eccesso, rinnegare il desiderio. 

Questo è frustrante perché pone in contraddizione. Siamo frustrati per il fatto di non riuscire a raggiungere i nostri obbietti e frustrati pure per il fatto di sapere che ciò che vogliamo è sbagliato. Ma chi lo dice che è sbagliato? Non giudicatevi. Desiderate, cercate, lottate per i vostri desideri, e se per voi la felicità sta nel voler possedere palate di soldi, cosa c'è di male? 

Quel che sappiamo è che una volta soddisfatto il nostro desiderio, tutto torna come prima: siamo di nuovo pervasi dal desiderio di conquistare altro. Va benissimo! Cosa c'è di male? Insoddisfazione. Il ciclo si ripete. Qualcuno consiglia di spezzare il circolo: una vera felicità sta quando siamo sodisfatti di quel che abbiamo. E va benissimo! Siamo tutti d'accordo. Ma vogliamo veramente ciò?

Vogliamo veramente farci bastare quel che abbiamo? C'è chi ci riesce. C'è chi non lo vuole e rischia di esser meno felice. Ma esiste anche un'altro punto prospettico da cui osservare i fatti: e se fossimo felici per il semplice fatto di desiderare?

Si potrebbe esser felici non della destinazione raggiunta, ma del viaggio che stiamo compiendo per raggiungerla. Perciò, se è difficile lottare contro i nostri desideri facendo uno sforzo di consapevolezza per apprendere che sono cose che non ci servono veramente, potremmo invece esser felici di fare qualsiasi cosa, piccola o grande che sia, ma verso una direzione. Il fine non è l'obbiettivo, ma il percorso perché ci insegna come reagiamo, ci insegna chi siamo, ci parla di noi e di quello che potremmo essere, imparando da quel che ci accade.

Difficile? Tanto quanto smettere di desiderare. A voi la scelta: in fin dei conti nessuno ci può giudicare. 

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Dal punto di vista astrologico, il segno destinato a essere più felice degli altri, mediamente, è il Cancro perché ha poche pretese: gli basta l'amore della sua famiglia e delle piccole cose. Ma è anche il più fragile se questo dovesse venire a mancare. L'Aquario forse è il più disinteressato e assieme ai Gemelli è il più capace di ricominciare daccapo dopo una sconfitta. 
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Buongiorno Giuseppe.
Le scrivo perchè sto attraversando un momento molto difficile, oramai da 6 mesi. A novembre ho conosciuto un ragazzo, (...) di cui mi sono innamorata e che mi ha fatto molto soffrire, ingannandomi e manipolandomi psicologicamente. L'incontro è avvenuto nello studentato in cui vivevo ormai da tempo e, non senza difficoltà, sono stata costretta a trasferirmi.
Vorrei sapere se tutto ciò corrisponde a particolari transiti, se ciò sta finendo, ma soprattutto se troverò qualcuno che mi vuole bene davvero. Sono molto sola e nella mia famiglia, purtroppo da sempre, non trovo quella comprensione e supporto di cui avrei pure così tanto bisogno. Ciò sta incidendo negativamente sui miei studi, i miei impegni, adesso al punto da compromettere tutto. Quando troverò quella "casa" di cui ho così disperatamente bisogno? Spero possa darmi una mano a vederci più chiaro.
Aspettando fiduciosa una sua risposta,
(...)

Avevo già in memoria i suoi dati relativi all'agosto del 2015, data in cui mi ha contattato per la prima volta. Sono lieto sia tornata nuovamente a scrivermi.  
Giove, nel suo TN, si trova in VII Casa e non è leso da nessun pianeta. Però noi sappiamo che in ogni caso si esprime portando con sé una piccola quota di ingenuità. Perciò io ipotizzo che gli inganni ricevuti siano da attribuire a questa posizione. Inoltre potremmo attribuire tale situazione all'opposizione tra Venere e Luna ma mi sembra davvero eccessiva perché sarebbero poco più di 10 gradi. Quindi, per poter trarre delle conclusioni dovrei capire veramente bene tutta la sua situazione, capire cosa è successo, anche vedendo i fatti dal punto di vista dell'altra persona. Altro elemento che si manifesta portando difficoltà nell'esprimere la dimensione emotiva della sua vita è il Saturno in 12^ dissonante alla Luna in Cancro. Qui si vede fortemente la frustrazione al bisogno di maternità, o al rapporto con la madre, o a manifestare la propria femminilità con serena tranquillità. D'altronde lei ha pure Venere, dominante, ma nel Capricorno. Però sono molto ottimista! La Luna è in trigono a Giove in VII Casa e quindi penso che la sua situazione possa in futuro migliorare sensibilmente, anche perché Venere in X Casa significa proprio che la sua realizzazione avverrà tramite l'amore (o attraverso attività artistiche).

Nel prossimo anno astrologico abbiamo Venere in 12^ Casa di rivoluzione che ci parla ancora di inganni, paure, preoccupazioni per l'amore. Tra l'altro Saturno sarà pure su Venere radix e questo mi preoccupa non poco. Sembra quasi come se lei sarà costretta a vivere una relazione rinunciando ai sentimenti, cioè con maggiore severità, serietà, durezza. Sicuramente sarà meno ingenua; ma non credo che tale transito sia sufficiente per qualcosa di serio e duraturo e invece vedo come se decidesse di chiudere totalmente con l'amore, almeno per un anno. 

Tra due anni, con il transito di Urano in trigono a Venere radix, qualcosa potrebbe smuoversi in positivo. E infatti la RS che parte dal compleanno 2018 mostra Giove e Venere in VII. Se lei trascorresse il compleanno a circa 200 km a EST dalla sua città di nascita otterrebbe moltissimo davvero, anche in salute e lavoro. 

I problemi relazionali che sta vivendo da sei mesi a questa parte sono dati da Marte e Nettuno in 5^ Casa di rivoluzione e dal transito di Giove in VII Casa radix.