30 luglio 2018

Eclissi di Luna: dubbi astrologici.



Oggi voglio parlarvi di alcune osservazioni nate a seguito dei miei dubbi sul funzionamento astrologico delle eclissi di Luna (e di Sole).


Ma prima una breve premessa. Navigando un po’ sul web ci sarà senz’altro capitato di leggere affermazioni come queste: “L’eclissi di Luna in Acquario è un simbolo di libertà e ci aiuta a tirare fuori quello che abbiamo represso”. La cosa divertente è che affermazioni come questa si leggono anche se non c’è alcuna eclissi e la Luna nuova è sempre in Acquario, anche a prescindere dalla fase e dal suo rapporto astronomico con il Sole e la Terra. Quindi moltissimi astrologi, quando fanno i loro oroscopi (e ricordiamolo sono solo un gioco), non fanno altro che ripetere le solite cose senza starci a pensare più di tanto. L’importante è trasmettere un pensiero positivo. Ma non è astrologia. 


La tradizione astrologica invece non è molto gentile con il fenomeno dell’eclissi. Ci dice quasi sempre che porta guerre, pestilenze, nonché la caduta del leader del paese collegato al segno zodiacale in cui avviene questo fenomeno astronomico. Qualcuno usa la corografia tolemaica per stabilire quali sono i paesi del mondo collegati a certi segni; ma si tratta pur sempre di nozioni che per alcuni astrologi sono ormai desuete poiché sappiamo bene che a quei tempi, la conoscenza della geografia era limitata. Inoltre non tutti sono d’accordo sulla logica secondo cui vennero effettuate tali associazioni. Ma la cosa più interessante circa il suo effetto astrologico è che si verifica nel giro di un mese, se parliamo di eclissi Lunare, mentre si verifica nel giro di un anno se parliamo di eclissi solare. 


Fatta questa premessa, la prima domanda che viene in mente, a questo punto, è questa: “ma se l’effetto avviene in differita, come si fa a dire che dipende dall'eclissi e non dai transiti del momento?”.



Purtroppo quello è ciò che dice la tradizione ed è anche quello che ripetono molti colleghi astrologi che studiano certi testi. Cioè, molti danno per scontato che quel che dice la tradizione sia una verità assoluta. Come ben sapete io sono un po’ allergico ai dogma e cerco sempre di sperimentare e farmi un sacco di domande per mettere alla prova certe affermazioni.


Se noi osserviamo un fenomeno geologico ed esso accade in concomitanza con l'eclissi di Luna o in un frangente di tempo immediatamente precedente o immediatamente successivo allora possiamo cominciare a ipotizzare che esiste una relazione di causa ed effetto tra i due episodi. Questo dipende dal fatto che siamo abituati a vedere che un effetto astrologico si manifesta nel momento in cui si verifica il passaggio di “energia” scaturito dai pianeti. In pratica noi vediamo un effetto che è simultaneo. Ed è questo che ci spinge a ipotizzare che esiste un rapporto di causa ed effetto tra due eventi.

Una volta che il passaggio di energia è ormai avvenuto, si esaurisce. Perciò si manifesta soltanto nell’istante in cui avviene. Dunque, quel che sta avvenendo oggi ma che si esaurisce in breve tempo, non può manifestarsi tra un mese o cinque o addirittura quasi un anno dopo. 


Domanda: evidentemente, questa cosa che l’eclissi di Luna mostra i suoi effetti nel giro di un mese è tutta falsa e non c'è alcun effetto, né sui capi di stato e né sulle persone in generale? Secondo me, l'unico modo per verificare se le eclissi di Luna (o di Sole) funzionano o no è quello di verificarle al momento in cui si manifestano. Non prima e non dopo.


Se cominciamo a dire che l'effetto dell'eclissi Lunare di ieri può manifestarsi concretamente fra una settimana, allora possiamo dire la stessa cosa di qualsiasi altro transito. Ma a nessun astrologo serio verrebbe mai in mente di dire che il transito che oggi sta colpendo la nostra testa si manifesterà quando ormai sarà svanito. Perché dovrebbe essere diverso per l’eclissi di Luna (o di Sole) ?


Se credessimo il contrario allora l'astrologia diventerebbe una barzelletta perché non sarebbe più possibile stabilire qual è la causa di un determinato effetto se non vi è più corrispondenza temporale appunto tra i due eventi. A questo punto potremmo pure dire che non dobbiamo tener conto nemmeno dei pianeti del nostro tema di nascita e che invece dovremmo tener conto dei pianeti così come erano collocati ancora prima di nascere. Ma in questo modo nessun astrologo sarebbe stato mai capace di determinare certe corrispondenze astrologiche, visto che nella realtà si manifestano in simultanea.

Tutta l'astrologia si basa sulla corrispondenza istantanea tra un transito e un evento. Quindi qualsiasi asserzione in cui si sostiene che ciò che mi sta accadendo oggi (astrologicamente intendo) dipende da fatti astronomici e astrologici accaduti cinque o sei mesi fa, mi lascia perplesso. 


E se le cose fossero diverse? Se questo fenomeno dell’eclissi fosse un’eccezione alla regola? Ciro Discepolo mi ha insegnato una cosa molto importante attraverso una battuta scherzosa: lui mi dice sempre che se suo nonno fosse un trolley allora lui sarebbe un tram. Con ciò vuole dire che degli argomenti ipotetici deduttivi noi non ne possiamo trarre nulla a parte fantasticare. L'unica cosa che possiamo fare è osservare le cose in maniera empirica e trarre generalizzazioni. 


Dei “potrebbe”, dei “ma” e dei “però”, non ce ne facciamo nulla perché sono soltanto tentativi di spiegare le cose anche se nella maniera più razionale possibile. Ma ciò non ha nulla a che fare con la realtà oggettiva. Un conto sono i fatti e un conto sono le spiegazioni che noi ci diamo per comprenderli e gestirli. La teoria è solo un’argomentazione quanto più coerente possibile a proposito di certi fatti. E la teoria stessa cambia nel momento in cui scopriamo sempre più cose delle cose osservate.

Certamente, tutto è possibile, ogni ipotesi sembra essere plausibile. Ma sembra plausibile pure quella che l’effetto astrologico dell’eclissi di Luna si manifesta nel giro di un mese? In questo caso la mia domanda è lecita perché dai fenomeni astronomici e astrologici noi ci aspettiamo una certa regolarità, una certa simultaneità. Il fatto che l'eclissi possa mostrare un effetto molto tempo dopo, rappresenta un’irregolarità nel sistema astrologico, una novità, una regola estranea, l’eccezione; rappresenta una regola che contraddice il funzionamento dell'astrologia stessa. E chi ci dice che c’è sempre un’eccezione alla regola? Forse ce lo dicono i detti popolari, ma non i fatti. Per esempio, la legge di gravitazione di Newton, inserita nel contesto del nostro sistema solare, non accetta eccezioni alla regola. Quindi, in astrologia è lecito pensare che le cose accadano solo in simultanea. Ma occorre, come al solito la prova del nove.


Domandarci se l'eclissi potrebbe essere l'unico fenomeno astronomico che sfugge alla regola della simultaneità mi sembra piuttosto il tentativo di mantenere a tutti i costi la convinzione che la cosa funzioni.


A mio modesto parere non dobbiamo confondere un'ipotesi per certezza soltanto perché sentiamo il desiderio che la cosa funzioni (perché ci piace o perché ci è stata tramandata dalla tradizione a cui siamo legati). Bisogna essere disposti anche a rinunciare a ciò che mostra incompatibilità con le regole cardine dell’astrologia, ossia la simultaneità tra due eventi: il transito e il suo effetto.


Questa relazione di causa-effetto mi sembra più plausibile soltanto nei fenomeni geologici. Infatti sembra che subito dopo un’eclissi lunare si verifichi un terremoto o un’eruzione vulcanica. Per quanto concerne gli effetti sull’essere umano, non ho trovato alcun riscontro. Ed è principalmente questo il motivo per cui ho cercato di trovare anche un motivo logico, cioè una spiegazione ai risultati delle mie osservazioni.  


Qualcuno potrebbe criticare il mio parere dicendo che noi nasciamo sotto un determinato cielo, ma che poi tali combinazioni astrologiche mostrano i loro effetti lungo il corso di una vita e non soltanto nel momento in cui si verificano. Ma un conto è l’imprinting natale o su una nazione, e un conto è l’effetto che l’eclissi ha in qualità di transito. L’eclissi di Luna (o di Sole) è un transito; e i transiti agiscono al momento in cui colpiscono un punto sensibile del nostro tema. Non prima e non dopo. 


Allora quando parliamo di imprinting parliamo di energie che si sviluppano dal primo all’ultimo giorno di vita del soggetto analizzato. Se l’eclissi si manifestasse come imprinting allora dovrebbe mostrare il suo effetto dal primo all’ultimo giorno di influenza: un mese per le eclissi lunari e un anno per quelle solari. Ma se è imprinting vuol dire che non è un transito. Se invece lo intendiamo come semplice transito, allora esso si esprime nell’istante preciso in cui avviene. 


Dunque, se per esempio ci aspettiamo che l’eclissi di Luna porti un effetto nella nostra vita o in quella di una nazione, allora vuol dire che agirà nell’istante preciso in cui si verificherà, poiché è un transito. E i transiti hanno tale caratteristica. Nel caso in cui invece il soggetto nasca durante l’esatto momento di un’eclissi, allora tale effetto astrologico dell’eclissi si manifesterà come imprinting, e cioè dal primo all’ultimo giorno di vita del soggetto.


Qualcuno potrebbe fraintendere e pensare di trattare le eclissi come un oroscopo che si sovrappone a quello di nascita, esattamente come si fa per le rivoluzioni solari. Noi sappiamo che queste ultime sono un imprinting che agisce dal giorno del compleanno sino al successivo. Ma c’è una ragione logica per cui ciò avviene: il giorno del compleanno c’è un re-start di energie che modulano quelle di nascita. Né un giorno prima e né un giorno dopo.  Non c’è un effetto che comincia a verificarsi prima del compleanno, nonostante qualcuno non ne sia ancora convinto. Così come l’individuo acquisisce le energie astrologiche, l’imprinting, solo al momento della nascita, così la rivoluzione solare riguarda un imprinting annuale che comincia ad agire nell’istante preciso del compleanno.

L’eclissi Lunare (o di Sole) non è l’inizio di un ciclo astrologico. Ma se lo è, agisce per tutto il ciclo. Così come la rivoluzione agisce dal primo all’ultimo giorno prima del compleanno successivo. Ma l’eclissi non può rappresentare un imprinting perché non avviene in alcun momento significativo della vita dell’individuo o di una nazione. Quindi è un transito, e come transito deve agire nell’istante in cui si verifica. 


Noi sappiamo che i cicli si chiamano in questo modo perché hanno un inizio e una fine che coincide con lo stesso fenomeno. Perciò una rivoluzione solare comincia e finisce con il compleanno e l’eclissi di Luna (o di Sole) per logica dovrebbe terminare con una nuova eclissi. Quindi, se proprio volessimo accertarne il funzionamento, dovremmo considerare il ciclo intero, cioè dal momento della prima eclissi alla successiva. E l’effetto si dovrebbe manifestare lungo tutto il corso del ciclo. 


La logica secondo cui l’eclissi Lunare ha effetto astrologico di un mese è perché la Luna ha ciclo mensile. Ma un conto è il ciclo lunare e un conto è il ciclo dell’eclissi. Trovo assolutamente illogico associare la stessa durata a due cicli completamente diversi. Il ciclo lunare dura circa un mese, quello dell’eclissi dura anche anni. E allora perché dire che l’effetto dell’eclissi Lunare si manifesta nel corso di un mese lunare? La spiegazione potrebbe non tardare ad arrivare, soprattutto da chi pratica l’astrologia classica. Ma questo non è molto importante, poiché come ho detto prima, le teorizzazioni e i dubbi lasciano il tempo che trovano. Ciò che conta è la verifica empirica; e stando alla mia esperienza, non ho trovato nulla che mi convinca.


Qualcuno vorrebbe che portassi qualche caso concreto per mostrare in pratica quel che intendo con queste spiegazioni, poiché un conto è dire di avere una certa esperienza e un conto è portarne prove reali. Probabilmente ne parlerò in un prossimo articolo; ma per il momento spero che i miei argomenti siano sufficienti per sollevare anche in voi i miei stessi dubbi. 

(Le foto sono state scattate da me durante l'eclissi di luna di qualche giorno fa. Tutto il materiale qui presente, dalle foto ai contenuti scritti, è coperto da copyright e per essere utilizzato è necessario farne espressa richiesta al sottoscritto).

14 luglio 2018

Vitalizi, intelligenza e filosofia.

Momento storico per l'Italia e per #LuigiDiMaio: approvata l'abolizione dei #vitalizi. Noi #astrologi non ci sorprendiamo se questo evento è avvenuto proprio pochi giorni dopo il compleanno del partenopeo, visto che, stando alle scoperte di #Discepolo, eventi significativi della vita accadono più frequentemente attorno al proprio compleanno (o quello dei propri cari). La rivoluzione solare ci mostra un Sole in X Casa di rivoluzione. Vediamo invece i transiti per il 12 luglio. Giove in trigono al Sole radix, Saturno congiunto a Nettuno radix e sestile a Plutone radix; Nettuno trigono al Sole e quadrato all'ascendente radix (2 gradi); Plutone congiunto a Marte radix. Considerazioni: i pianeti lenti transitano con orbite non strettissime ma nella norma. Giove non delude, mentre assistiamo a qualche dissonanza che nel complesso è ovviamente positiva dato che è quasi irrilevante l'angolo di incidenza tra due corpi in movimento, almeno per quanto attiene i transiti.

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Una breve riflessione aggiuntiva alla mia recensione del libro intitolato astrologia archetipica. I due autori del libro, quando parlano di Mercurio e dell'intelligenza, si rifanno alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner. L'autore ha individuato 8 tipi di intelligenze; ma i due astrologi ne hanno segnate 12 senza spiegare quale procedimento hanno adottato per individuare le altre 4. Date queste premsse hanno assegnato a Mercurio nei 12 segni ognuna di queste intelligenze.

Ma il pensiero di Gardner è diverso da quello che viene fatto intendere. L'autore parla di 8 intelligenze che si manifestano tutte insieme nello stesso individuo e non una tra loro. Inoltre tale teoria non è scientifica perché non si basa su prove sperimentali; ma nasce da speculazioni di tipo filosofico. Inoltre la comunità scientifica afferma che Gardner abbia commesso un errore di tipo semantico sostituendo il costrutto di abilità con quello di intelligenza. 

Come se non bastasse, la critica più importante a questo autore è che le 8 abilità individuate sono arbitrarie e potrebbero esisterne altre, anche in numero superiore a 12.
Se proprio volessimo applicare il costrutto delle 8 abilità di Gardner all'astrologia, e cioè al principio che esse agiscono tutte insieme, allora sarebbe più logico asserire che ognuna di queste abilità corrisponde a un pianeta diverso. Il Sole per esempio avrebbe a che fare con una abilità, la Luna con un'altra, Mercurio con un'altra ancora etc. etc. Dalla prevalenza di un pianeta rispetto agli altri emergerebbe l'abilità più importante.

Allora, non per fare il bastian contrario, ma io penso che i costrutti della psicologia applicati all'astrologia dovrebbero esere studiati meglio onde evitare commistioni improprie. Questo capita quando chi parla di astrologia e psicologia non ha una formazione accademica specifica proprio nell'ambito della psicologia. Cioè, chi non ha una vera formazione in psicologia può fraintendere più facilmente.

Va inoltre osservato che anche le varie disposizioni di abilità a a seconda della posizione di Mercurio nei segni e nelle Case risulta essere del tutto arbitraria non trovando assolutamente riscontro nei fatti. 
Per esempio se parliamo di Einstein e del suo Mercurio in Ariete e in X Casa gli autori dicono:  
Mercurio in Ariete (o I Casa), intelligenza corporea-cinestesica, per controllo e coordinazione dei movimenti;
Mercurio in X (o in Capricorno), intelligenza morale per comprendere i valori etici.

Mi preme però ribadire che il libro acquistato lo consiglierei 100 volte per l'impegno profuso e per la ricchezza degli stimoli che attiva.


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Guardando questa immagine mi viene spotaneo il confronto tra astrologia giudiziaria e astrologia spirituale/karmica/filosofica etc. etc.
Ma a mio parere va detta una cosa molto importante. In ambito medico ciò che conta è la fase sperimentale così come in ogni altro ambito della ricerca, compresa quella astrologica (ebbene sì, anche in questa disciplina c'è chi fa ricerca applicando i crismi della scienza); ma non possiamo nemmeno negare il supporto della speculazione mentale e filosofica per favorire le riflessioni sulla sperimentazione stessa e su altro ancora. 

Voglio dire che sebbene il consultante abbia bisogno di concretezza, non disturba fantasticare con sofismi e "psicologismi" (sia bene inteso che ritengo poco consono il termine astrologia psicologica se intendiamo quella della Greene e di Rudhyar, poiché tutta l'astrologia è psiclogica se vi applichiamo le conoscenze della psicologia. Più che altro chiamarei quelle pratiche "astrocounselling", giusto per fare il pignolo).

Infatti pur praticando un'astrologia più rigorosa è utile rimanere con la mente aperta a una visione olistica, giusto perché anche l'idea più bislacca può portare a riflessioni che potrebbero rivelarsi utili per il nostro pragmatismo.

Insomma, è attraverso la diversità che spesso si ottiene una visione più lucida e coerente della "realtà"... Questo ovviamente non significa che da oggi mi metterò a praticare l'astrologia Karmica, esoterica, "psicologica". Ribadisco che non mi piace chiamarla astrologia psicologica ma astrocounselling anche perché il filone psicologico è così ampio che non lo si può relegare alle sole affermazioni di autori che vedono l'astrologia in veste poco descrittiva/previsionale (vedasi Rudhyar). Basti citare autori come Discepolo, ma anche la Morpurgo, il Sementovski-Kurilo, Barbault, nonché io stesso (attraverso miei articoli) e tanti altri, per rendersi conto che tutti applicano le nozioni psicologiche all'astrologia (qualcuno in modo assolutamente improprio, altri in modo pionieristico, certuni seguono le orme di altri).

Dicevo, non praticherò quelle astrologie; ma senza di esse non credo avrei potuto conoscere la diversità per fare scelte più ragionate. La diversità è ampliamento degli orizzonti. Certamente tutto dipende dal vostro scopo: un dottore in medicina ha uno scopo e quello in filosofia ne ha un altro...

Come afferma Ciro Discepolo, studiate tutto ma poi scegliete una scuola per specializzarvi. E se dovesse capitarvi qualche commistione, beh, l'importante è che non porti alle dissonanze cognitive di festingeriana memoria...
Buon studio. 

30 giugno 2018

Sii vincente!


I ricordi più spiacevoli della mia vita sono legati all'adolescenza, periodo in cui ho dovuto lottare contro la mia timidezza (per fortuna vinta nel corso degli anni)  e contro le avversità di sciagure che hanno colpito la mia famiglia. 

In tutto questo periodo, però, ho potuto affinare la mia sensibilità nei confronti di chi come me ha sofferto tanto. Praticamente aiutavo gli altri per aiutare me stesso. Non solo come consigliere, ma pure come praticante di arti marziali, disciplina che mi ha permesso di acquisire più fiducia in me stesso.

Negli stessi anni c'era chi, però, minava questo mio bisogno di trovare pace interiore. Colpevoli quasi assoluti della mia frustrazione erano i professori, dai tempi delle medie fino alle superiori. 

Racconto solo due aneddoti secondo me paradigmatici di quel periodo:
Non avevo grande voglia di studiare anche perché avevo vergogna a misurarmi con gli altri compagni di classe. Il timore di sbagliare ed essere deriso mi spingeva a non frequentare, talvolta, nemmeno le lezioni. Tuttavia sentivo la necessità di dover reagire e perciò sporadicamente mi impegnavo in tentativi mal riusciti di ottenere dei riconoscimenti. Uno di questi fu quando una professoressa di matematica chiese chi volesse presentarsi alla lavagna per risolvere un problema di algebra (se non sbaglio). Mi presentai con l'obbiettivo di capire come svolgere il compito e non di mostrare di essere capace di risolverrlo. Andai alla lavagna per imparare e non per essere interrogato: era già noto che non fossi una cima e che, avendo saltato molte lezioni, avrei fatto fiasco. Ma la professoressa a fine esercizio mi diede un voto e fu bassissimo. Non capì che non avevo bisogno del voto, ma avevo bisogno semplicemente di capire. Da quel giorno smisi di studiare matematica (cosa che poi ho ripreso anni dopo anche grazie all'università). Non ebbi il coraggio di replicare. Aveva distrutto, con la sua ignoranza, la mia buona volontà. 

Perdonai la professoressa, dentro me, ma il danno ormai era fatto. Peggio fu quello che mi inflisse la professoressa di storia dell'arte. 

Ricordo che feci un'interrogazione storica, una di quelle che ci si aspetta il 10 e lode. Ma mi diede un voto bassissimo, ancora più basso di chi non aveva risposto a tutte le domande. Il fatto è che quella professoressa valutava secondo due criteri: secondo le capacità linguistiche dello studente, e secondo gli esiti delle interrogazioni precedenti. Per lei era dunque, inconcepibile che uno studente mediocre, a un certo punto potesse eccellere. Era il momento giusto per dimostrare a me stesso che con la buona volontà potevo riscattarmi e gettarmi alle spalle il passato. Un bel voto non solo era quello che in effetti meritavo di avere; ma era anche un modo per dimostrarmi che il duro lavoro viene ricompensato e che malgrado le difficoltà ce l'avrei fatta. 

Lei mi valutò anche secondo il principio che è meglio una parlantina fluente che conoscere i contenuti. Di fatti, l'idiota amava dare voti molto alti alle studentesse, che è risaputo hanno un eloquio generalmente più fluente rispetto agli uomini. Invece quel voto basso mi fece capire: che non valeva la pena studiare, che non meritavo di essere ricompensato forse perché non valevo nemmeno come persona e non solo come studente, che la vita fa schifo, è ingiusta, che non serve a niente lottare se si è perdenti in partenza. Insomma, quella professoressa, ma anche molti altri, demolirono la mia già scarsa fiducia in me stesso e nel mondo. Il capitolo delle medie e delle superiori lo ricorderò sempre con disgusto nei confronti di quelli che, prima ancora di essere degli "indottrinatori" dovrebbero essere modelli da seguire. 

Chi non studia è bene che non meriti alcun trattamento di favore; ma chi mostra di voler imparare e chi mostra di dare il massimo, o almeno un cenno di impegno, dovrebbe essere incentivato perché la scuola, prima ancora di essere istruzione è aiutare il ragazzo a prepararsi per vincere le sfide della vita. Il fallimento dello studente è prima di tutto il fallimento dell'insegnante che ha preso l'alunno come un contenitore vuoto da riempire con nozioni, che il più delle volte non servono a nulla. I professori volevano studenti bravi a memorizzare concetti, come pecore che devono seguire il gregge della convenzione sociale. 

Non posso dire di aver avuto mai un insegnante che abbia saputo trasmettermi la voglia di studiare, la voglia di fare sempre meglio. Quella è una cosa che è venuta molto tempo dopo, da sé, come riflesso istintivo, difensivo. Ma vanno spese due righe per Ciro Discepolo che è stato l'unico vero insegnante che io abbia mai avuto e che ritengo possa essere considerato tale. A parte il rapporto con lo studio dell'astrologia, l'esperienza universitaria è stata una delle più belle di tutta la mia esistenza. E soprattutto lo studio della psicologia in generale perché mi ha fatto riscoprire chi sono, quanto valgo, dato che il mio sapere di astrologo era stato più volte deriso da persone incompetenti.

L'esperienza universitaria mi ha insegnato che avevo ragione su tutto: sui professori, sull'astrologia, sugli incompetenti, sui maniaci, su tutti quelli che hanno sempre cercato di ostacolarmi. 

Questa grande trasformazione è avvenuta con il transito di Plutone su Mercurio radix, quello stesso che nel tema di nascita è invece dissonante a Plutone radix. L'esperienza scolastica è stata molto tormentata; ma questo transito ha portato la mia rivalsa, la mia rivincita.  

La morale della favola è che, anche se il destino, la vita, il passato, il presente, ci portano a vivere situazioni che ci limitano, possiamo sempre trovare le risorse e la volontà per riscattarci. Nessuno al mondo cambierà mai il vostro passato; ma almeno potrete guardarlo con occhi diversi adesso che avete dimostrato a voi stessi che erano loro a sbagliarsi e non voi! 

E non è tanto importante capire chi avesse ragione: è più importante sapere che voi siete migliori di chi vi ha messo i bastoni tra le ruote. Siete cresciuti, siete più forti, più liberi, più fiduciosi, più positivi per sopportare e tollerare le sfide che arriveranno in futuro. Avete tra le mani la dimostrazione lampante che ce la potete fare. L'importante è non darla mai vinta a questi inetti, chiunque essi siano. Non perdete mai la speranza anche quando tutto il mondo sembra cadervi sulle spalle. L'intelligenza è soprattutto questo: la capacità di saper far fronte alle sfide della vita, adattandosi alle esigenze dell'ambiente. E le sfide non sono soltanto col mondo; sono anche con voi stessi. La battaglia più grande è quella che vincete contro le vostre paure e inadeguatezze. Pace, amore, fantasia. 

Solo per pochi, solo per te. 

Dott. Giuseppe Al Rami Galeota. 

14 giugno 2018

Psicologia e medianità tra deontologia ed esperimenti


Prima di tutto una premessa sulla delicata questione tra psicologia e materie di confine, secondo me di fondamentale importanza per evitare equivoci. 

Eccomi dopo un po' di giorni di assenza con questo nuovo articolo. 
Oggi parliamo dell'articolo #8 del codice deontologico degli psicologi italiani. Si tratta di una questione che curerò spesso e volentieri dato che si tratta dei limiti entro cui dovrebbe operare lo psicologo. Ciò che leggerete nasce dal confronto tra me e alcuni psicologi ed è anche materia di studio per ottenere l'abilitazione. 

LEGGETE PIU' SOTTO L'ESPERIMENTO DI MEDIANITA' E ASCOLTATE L'INTERVISTA ALLA COACHING LIFE E MEDIUM CRISTINA PASQUALINI.

Ribadisco che non sono uno psicologo iscritto all'albo (cioè non ho ancora l'abilitazione) ma presto sarò psicologo junior iscritto all'albo B. Il che ovviamente comporta delle limitazioni professionali rispetto allo psicologo iscritto all'albo A. Questo a scanso di equivoci e per zittire il vocio dei malpensanti.

Vediamo cosa dice l'articolo #8 del codice deontologico degli psicologi italiani ma soffermandomi in particolar modo sulla seconda parte, che è quella che mi interessa di più considerando la mia pratica astrologica.

"Lo psicologo contrasta l'esercizio abusivo della professione come definita dagli articoli 1 e 3 della Legge 18/02/1989, n° 56 e segnala all'ordine i casi di abusivismo o di usurpazione di titolo di cui viene a conoscenza. 
Parimenti, utilizza il proprio titolo professionale esclusivamente per attività  ad esso pertinenti, e non avvalla con esso attività ingannevoli o abusive". 

Il dottore in scienze e tecniche psicologiche  (DTP) non può avvalorare col proprio titolo universitario attività che non sono pertinenti con la psicologia. Questo significa che lo psicologo (o il dottore in scienze e tecniche psicologiche) non può confermare l'astrologia soltanto perché è uno psicologo. E infatti io non mi sento di avvalorare l'astrologia, indipendentemente dalle questioni prettamente deontologiche. Questo perché l'astrologia non è una scienza e già questo è sufficiente a trattarla cum grano salis, cioè come ipotesi di ricerca. 

Infatti nessuno sano di mente si sognerebbe mai di dire che l'astrologia offre certezze assolute. Però lo psicologo  (o il dottore in tecniche psicologiche altrimenti detto DTP) può parlarne: gli psicologi del CICAP, per esempio, trattano e parlano dei fenomeni ESP esattamente come faccio io. Ma loro li negano, io li guardo con maggiore possibilismo. Perciò uno psicologo non è obbligeato a non trattare certi temi. È obbligato a non trattarli come terapia, è obbligato a non prescriverli e a non trattarli come verità. Tuttavia può farsi una propria idea e divulgarla, proprio perché la laurea e l'abilitazione presuppongono un certo grado di razionalità, cioè quella sufficiente per poter trattare argomenti di confine come l'ESP e l'astrologia in maniera più critica.

Il codice deontologico dice che non si può utilizzare il proprio titolo accademico; ma al contempo ciò non significa che non si possa esisbire come faccio io qui su questo mio blog. L'importante è non promuovere, grazie all'attività di psicologo (o di DTP) una terapia che sia un misto di conoscenze astrologiche e psicologiche poiché le prime non sono validate scientificamente.

Occorre un ulteriore chiarimento: l'astrologo può arricchirsi delle conoscenze psicologiche, e quindi di una laurea in psicologia (o in Tecniche Psicologiche /altrimenti dette TP o laurea in psicologia triennale) per la pratica astrologica. Viceversa lo psicologo (o il DTP) non può usare l'astrologia nella propria pratica. 

Perciò si possono tenere separate le due cose: da un lato divulgare l'astrologia con la razionalità e le conoscenze della psicologia e dall'altro praticare la psicologia senza commistioni con l'astrologia. 

Lo stesso articolo #8 del codice deontologico parla anche dell'usurpazione di titolo.
Il DTP è di fatti laureato in psicologia. L'usurpazione di titolo sussiste nel momento in cui il DTP o chi non è iscritto all'albo degli psicologi, si definisce psicologo o svolge la pratica dello psicologo. Ciò significa che la laurea in psicologia non è condizione sufficiente (ma è necessaria) per ottenere il titolo di psicologo. 

Per contro, rischia una denuncia per calunnia o per diffamazione chi vuol dare a intendere che la dicitura "laurea in psicologia" equivalga automaticamente al titolo di psicologo. In sintesi chiunque affermi che la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche non è lo stesso della laurea in psicologia e chiunque affermi che ciò corrisponda a usurpazione di titolo, commette il reato di calunnia e perciò è perseguibile in sede di tribunale a maggior ragione se chi sostiene tale ipotesi minaccia di denuncia il DTP. 

Morale della favola, se il DTP dice di essere laureato in psicologia non sta commettendo alcuna usurpazione di titolo; e chi afferma il contrario volendo screditare l'immagine del DTP e promettendogli una denuncia, rischia a sua volta di essere denunciato per diffamazione e minacce.

L'ESPERIMENTO

E veniamo al nocciolo della questione: oggi ho intervistato una persona che sostiene di possedere doti paranormali. In qualità di studioso, credo razionale ma aperto di mente, ho voluto introdurre l'argomento per raccontare l'esperienza di una persona. Attraverso questa intervista non ho voluto dimostrare che il paranormale esiste ma nemmeno ho voluto screditare la persona intervistata. Ho semplicemente esposto, in maniera seppur sbrigativa, un fatto.

Ora, con la mia laurea in STP non voglio affermare che occorre credere al paranormale. Tuttavia invito il lettore a sperimentare, per gioco o per spirito di ricerca, fermo restando che tutte queste pratiche rappresentano un ambito della realtà che merita di essere sviscerato e approfondito con gli strumenti della scienza.

Durante l'intervista ho chiesto che fosse effettuato un esperimento sulla mia persona. Naturalmente si tratta di un esperimento "spicciolo" che non ha alcuna validità scientifica: ho chiesto a questa persona di esprimersi su quel che riesce a percepire di me e della mia vita, dalla semplice visione di una mia foto. 

La lettura è proseguita anche dopo l'intervista che io vi invito ad ascoltare e devo dire che alcune cose mi hanno lasciato interdetto. Chiarisco subito il punto: nonostante io pratichi astrologia da vent'anni sono molto scettico su tutto e tutti. Ma a differenza di altri credo di non avere pregiudizi. Ebbene, se mi chiedete cosa penso di questa intervista, non posso esprimermi in maniera definitiva. E se non posso farlo è perché trovo che bisogna approfondire. Buon ascolto.
Ascolta "Medianità e coaching" su Spreaker.

06 giugno 2018

Cosa può fare un laureato in psicologia triennale non iscritto all'albo?

Spulciando in rete con l'aoccount facebook della mia fidanzata ho trovato notizie utili per il DTP (dottore in scienze e tecniche psicologiche/laurea in psicologia triennale).
Stando alle informazioni presenti in questi primi due Screenshot il DTP (dottore in scienze e tecniche psicologiche) può svolgere l'attività di counsellor anche senza essere iscritti ai registri dell'Assocounselling, Sico, Reico. Il non riconoscimento da parte dell'albo, dunque, non è una limitazione alla pratica.
 Qui invece si afferma che nonostante il Counsellor diplomato e il DTP possono svolgere l'attività del counselling, Assocounselling &co. non consentono ai secondi di iscriversi all'albo. Ma abbiamo appena visto che non è necessario iscriversi all'albo. 


Ricapitoliamo: il DTP anche se non iscritto all'abo B degli psicologi può praticare l'attività di Counsellor anche senza iscrizione all'albo della categoria di questi ultimi. Inoltre può insegnare la psicologia attraverso corsi. 

Cos'è l'attività di Counsellor? (tratto da https://www.aspicvenezia.org/counselor-chi-e-e-cosa-fa/)
 
"Il counselor è colui che offre il suo tempo, la sua attenzione interessata e partecipativa, nonché il suo rispetto a chi si trova in una condizione di difficoltà e di incertezza e che, attraversando un momento di difficoltà, sente la necessità di chiarificare alcuni aspetti di sé, anche in rapporto all’ambiente che lo circonda.
E’ un esperto di comunicazione e relazione in grado di facilitare un percorso di autoconsapevolezza nel cliente, affinché trovi dentro di sé le risorse per aiutarsi. Aiutare gli altri ad aiutarsi è, infatti, una delle funzioni principali del Counselor.
Egli esprime una grande fiducia nelle risorse dell’essere umano e quindi favorisce l’autostima, proprio perché trasmette questo senso di fiducia nelle risorse del cliente.
In ogni caso, il counselor non si sostituisce mai alla persona che aiuta e gli restituisce la responsabilità di prendere le proprie decisioni, pur comprendendolo empaticamente."