DOTTORE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE. RICERCATORE ARCHEO-ASTRONOMICO, ASTROLOGICO, PSICOLOGICO.

mercoledì 4 giugno 2014

il Valore delle Case astrologiche: 2^ parte.

Modello TAS (teoria dell’azione situata) di Mantovani e Position Theory di Harré per la definizione degli elementi molecolari utili all’analisi delle Case.

(La bibliografia completa e relativa a tale argomento è come al solito leggibile nell’apposita sezione in basso sulla colonna verticale di destra).

(Con la C maiuscola intendo le Case astrologiche; con la minuscola intendo le case come abitazione).
Perdonatemi se il discorso è assai tecnico, ma come ho specificato altre volte, per un’astrologia di qualità è necessario, ogni tanto, uscire fuori dal seminato della consuetudine e bisogna masticare nuove conoscenze anche se esse possono risultare assai ostiche.

Per la realizzazione di questo articolo ho tratto spunto dalle moderne teorie psicologiche sulla comunicazione. Poiché qualsiasi nostro comportamento è legato all’interazione con altri individui e le nostre capacità cognitive sono dipendenti fortemente dal nostro rapporto con l’ambiente sociale, l’astrologia deve essere riconsiderata in funzione di queste premesse. In questo modo, l’analisi e l’interpretazione delle Case astrologiche a partire da questi nuovi assunti, acquisisce una veste diversa ma più ricca. La comunicazione di cui parlo non ha a che fare con l’analisi di Mercurio (esso riguarda solo alcuni processi del pensiero e non la struttura che sta alla base di questi stessi processi, che invece è data dalle Case astrologiche). 

Cos’è una Casa astrologica? Un contesto, un luogo in cui avvengono delle azioni. Da questa premessa nasce tutto il lavoro di ricerca. Diciamo che per il momento, quasi tutte le scuole di astrologia sono d’accordo con questa affermazione. Chi ha il Sole in 6^ casa per esempio, concentra la sua energia vitale (Sole) nel contesto del lavoro e della salute del corpo (6^ casa). La Casa è un contesto.
Cosa è il contesto? E’ un insieme di elementi fisici con implicazioni di tipo concettuale: un oggetto non è solo un oggetto, ma rappresenta qualcosa, ha un significato: una casa non è solo una costruzione fatta da quattro mura e un tetto, ma è anche un luogo che svolge una funzione sociale e culturale, quindi legata a dei codici comportamentali, morali, stabiliti dalla cultura. Un oggetto, quindi, si riferisce anche a questioni di tipo emotivo. Proviamo una deduzione: se ogni Casa astrologica rappresenta un contesto, e se il contesto è fatto da oggetti (il denaro, la casa, l’automobile etc. etc.) e ogni oggetto svolge una funzione per soddisfare una necessità o un bisogno, allora le Case astrologiche individuano i bisogni. Lo avevamo chiarito nel post precedente.

Nello specifico, il contesto è un insieme di elementi fisici e non fisici che hanno a che fare con una data cultura; la Casa astrologica, di conseguenza è in funzione della cultura in cui si vive. Per questo può assumere qualsiasi tipo di valenza in funzione dei modelli di riferimento. In un contesto culturale maschilista, le Case astrologiche avranno una valenza in linea con ciò. Per questo non esiste uno zodiaco maschile e uno femminile come supponeva Lisa Morpurgo, poiché i simboli astrologici che stanno alla base dello zodiaco sono adattabili alla cultura di riferimento e di per sé neutri (rimando alla lettura del mio libro l’amor che move il sole e l’altre stelle” per intendere meglio il concetto).
 I contesti cambiano in base al mutare delle società e delle culture, dunque i significati concettuali delle Case variano e mutano di conseguenza: in tempi preistorici quando non esisteva il matrimonio e la società non era strutturata secondo un principio esogamico, la VII^ Casa (quella del matrimonio) aveva una manifestazione diversa. Ergo, in società diverse, le Case assolvono funzioni diverse, ma tutte riconducibili a un bisogno psicologico di base. La VII^ Casa per esempio assolve la funzione di riconoscere il simile dal diverso. E’ dall’analisi di questa cosa che si arriva a stabilire quale bisogno psicologico si trova alla base della VII^ Casa (come ho scritto in precedenti articoli, parlerò di questo argomento prossimamente e in una nuova pubblicazione).

Ogni Casa astrologica è legata a un contesto, e quest’ultimo è determinato dalle convenzioni sociali. Ogni Casa essendo un contesto, non può che riguardare necessariamente il confronto con gli altri dato che tutte le acquisizioni psicologiche dipendono dal fatto che l’individuo è plasmato dalle convenzioni sociali apprese proprio per mezzo della vita sociale: ogni Casa riguarda un aspetto di sé in relazione alla società in cui si vive e al reciproco interscambio tra noi ed essa. 

Possiamo generalizzare dicendo che ogni Casa astrologica rappresenta un aspetto diverso della società e poi dell’individuo. O meglio ancora, dell’individuo in società.

Secondo il principio del Costruttivismo la persona è plasmata dalle convenzioni sociali. Dunque, la Casa astrologica plasma l’individuo. L’Azione dell’individuo all’interno del contesto, non è altro che l’adattamento al contesto. Ogni individuo aggiunge e toglie elementi dal repertorio culturale a cui appartiene così che si identifica nella società senza tuttavia perdere la propria individualità.
Facciamo un esempio pratico considerando i miei valori astrologici (Sole in Sagittario e in IV^ Casa): l’azione Sagittario si adatta al contesto Cancro/IV^ Casa. Le azioni del Sagittario (impetuosità, candore, conformismo- ciò che è tale nella cultura del contesto in cui vivo) si adattano alle esigenze concettuali e fisiche del contesto Cancro (bisogno di mantenere i legami, pigrizia, famiglia- ciò che è tale nella cultura del contesto in cui vivo). Tramite i valori Sagittario, la Casa IV^ è personalizzata e viceversa i significati e i valori di quest’ultima agiscono sul segno zodiacale disciplinandolo a una condotta specifica.

Il Contesto, ossia la Casa astrologica, è il sistema simbolico di una certa cultura, continuamente alterato dall’intervento umano. Quindi, i significati di una Casa possono evolversi con il tempo e indicare diverse cose, poiché non importa quel che rappresentano, ma quello che sta alla radice di ciò che rappresentano, ossia il bisogno che ne sta alla base.

Le Case astrologiche indicano situazioni, e l’individuo genera scopi, motivi adatti a ogni situazione. Perciò l’azione non è isolata dalle circostanze se prendiamo in considerazione quel che afferma Mantovani nella sua teoria dell’azione situata. E allora gli elementi Sagittario non funzionano come piani prestabiliti di risposta allo stimolo della Casa; ma sono valori continuamente adattati dalla Casa stessa. Possiamo parlare di interscambio reciproco più che di agenti. La Casa diventa allo stesso tempo luogo dove avvengono le azioni e significatrice dei valori che motivano tali azioni.
Ribadisco che il contesto non è solo l’ambiente fisico, ma è un ordine simbolico condiviso collettivamente. La globalizzazione come cultura di massa potrebbe in qualche modo rendere più facile il lavoro dell’astrologo che non dovrà stabilire il valore di una Casa in funzione di una analisi antropologica come è giusto che sia fatto in condizioni di culture distinte.

Immaginiamo l’essere umano come il pezzo di una scacchiera per comprendere in che modo la position theroy di Rom Harré può essere utile allo studio delle Case astrologiche e per aggiungere un tassello in più a questo percorso di ricerca.
Ogni pezzo della scacchiera svolge un ruolo e ogni essere umano fa lo stesso. Il ruolo è in funzione della motivazione principale che guida l’individuo, cioè il bisogno fondamentale. Il comportamento dunque, è giustificato in base al ruolo: la Regina può muoversi in ogni direzione e quindi svolge il ruolo più importante. Perciò esso è dato dalle azioni che è possibile svolgere in un dato contesto e dalle possibilità che si anno in relazione a certi valori a cui si dà più o meno importanza. Utilizzando ancora il mio caso, il mio ruolo principale è relativo alla posizione del Sole in IV^ casa e ciò comporta una serie di potenzialità e di azioni, di cose che si possono e non possono fare; dire e non dire. Su quali basi decidiamo il nostro ruolo? Sulla base del confronto e del dialogo inteso non solo come attività discorsiva, ma anche come trasmissione dei codici non verbali dati dal movimento e le espressioni del corpo/volto. Anche questi sono il risultato del contesto socioculturale in cui siamo immersi. Basti pensare al bacio tra Esquimesi che consiste nello strofinarsi il naso (pratica che pare sia essere quasi completamente scomparsa).
Tutto è asservito alla necessità di raggiungere uno scopo o una serie di scopi. Per attuare progetti e raggiungere scopi, gli uomini si avvalgono di strategie e modalità usando i sistemi simbolici che stanno alla base di una data cultura e società. Queste modalità nascono dalla percezione della propria posizione nel contesto. La posizione implica il fatto di percepire qualcosa diversa da se stessi. In primis la identifichiamo tramite il linguaggio poiché è da esso che apprendiamo i diritti e i doveri che ci consentono appunto di muoverci nello spaziotempo come attori sociali. È come se la Regina sulla scacchiera percepisse il proprio ruolo in base alla propria posizione, che è definita per mezzo di quel che sa circa il posto che occupa e quelle che sono le azioni che può compiere. Questo vuol dire che le Case astrologiche implicano il fatto di comprendere quale sia la propria posizione in un dato contesto; cioè cosa fare e non fare, dire e non dire.

In base al proprio posizionamento cambia il significato dell’azione: il soggetto si posiziona e posiziona gli altri a partire dalle azioni. E queste ultime nascono dal bisogno che risiede nelle Case astrologiche. I bisogni implicano il riconoscimento della propria posizione e quindi del proprio potere, fragilità, abilità, incapacità.

La comprensione del proprio posizionamento avviene sulla base del confronto che permette pure il riconoscimento empatico con l’altro per dar senso a ciò che sta facendo e per capire la situazione, grazie a un costante gioco interpretativo delle azioni e delle emozioni, quindi dei bisogni.

Le Case indicano i bisogni, essi portano a muovere azioni adottando un ruolo a uno specifico episodio o ambito e di conseguenza alla categorizzazione. Ergo, le Case astrologiche rappresentano la categorizzazione di se e degli altri individui (in generi di persone) in relazione al riconoscimento del proprio posizionamento in un dato contesto.

Così, il soggetto che ha un posto e un punto di vista, percepisce, si auto-percepisce ed è percepito, agisce ed è agito: ogni Casa astrologica infatti riguarda una serie di spazi di interazione in cui accadono i fatti della vita¸ settori che hanno valenze di tipo spaziale, temporale, morale e sociale.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Buona sera al rami!
Ricordo di aver visionato la pillola redatta da discepolo sul suo tema natale,e non ho potuto fare a meno di notare che siamo compagni di sole isolato!
Questo fattore mi ha fatto trattare da appestato in molti ambienti astrologici,e visto che mi interessò di questa scienza solo da due anni,volevo chiedere se nella sua esperienza questo fattore ha avuto una qualche valenza positiva o negativa..
Un saluto!
Federico
Ps:IMHO il sole isolato si esprime come se fosse congiunto strettamente al pianeta signore del segno,ad esempio sagittario/giove,ma in giro si fa un gran parlare di grossi handicap..ciao!

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Un pianeta isolato si manifesta in maniera più "pura" rispetto a quelli che creano legami con il resto del cielo. Allo stesso tempo ciò rappresenta una limitazione delle capacità espressive del pianeta isolato. Un Sole in aspetto a qualche pianeta agisce in determinate condizioni a determinati stimoli. Un Sole isolato invece non dialoga con gli altri punti del cielo e per questo può esserci una limitazione nelle sue manifestazioni. Come dire che Tizio, invece di essere un matematico, un chimico, un poeta e anche uno scultore, è solo un poeta perchè non reagisce a nessun altro stimolo oltre che a quello. Ma cosa è meglio? E' meglio un Sole stimolato male o un Sole che non riceve stimoli? Questo non lo so. Se sei stato trattato come un appestato nel mondo astrologico, dipenderà sicuramente da altri valori astrologici e non da Sole isolato. Per esempio, io ho Marte nei Gemelli in X Casa che mi porta a essere molto competitivo e a perenni lotte per l'emancipazione. Quindi anche scontri. Ti dirò che ancora non sono riuscito a capire completamente il significato dei pianeti isolati nonostante 17 anni di pratica(ho anche Venere isolata e mi sono innamorato numerose volte e alcune volte anche ricambiato). Di sicuro il pianeta isolato non corrisponde a un isolamento fisico. Riduce solo il campo di azione e di interesse, ma penso che le limitazioni siano compensate dai valori complessivi del quadro astrologico e dai valori emotivi tipici di ogni Casa astrologica. Facciamo un esempio pratico:

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Io ho Venere isolata in Scorpione e in 3^ Casa. Come si spiega il mio romanticismo, la mia affettuosità,la mia possessività, ma anche il mio ottimismo all'interno delle relazioni di coppia? Il Sole in Sagittario e in IV Casa arricchisce Venere che parrebbe accendersi solo eroticamente sulla base di questioni legate alla curiosità del momento. Diciamo che questa è una componente forte, ma non è affatto sufficiente a spiegare tutto il resto. Perciò, in suo aiuto ci va la componente Sagittario/IV Casa.

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Ne avevo già parlato una volta con il mio amico e collega Pasquale Iacuvelle. Per lui, il pianeta isolato è addirittura qualcosa di positivo se non ricordo male.

Anonimo ha detto...

Sera al rami!
Vedo che le nostre natività hanno molto in comune!
Venere in scorpione,marte in decima luna in leone sole isolato..
Questo e il mio tn:24/12/91 10:50 Livorno,e posso assicurarle che gli oroscopari mi tirano le uova perché sono capricorno,soprattutto gli Aquari mi odiano,e gli astrologi più eruditi mi danno del disabile per mercurio e il sole..boh
Spero di risentirla presto!
Un saluto
Fdrc

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

La tua osservazione circa il fatto che il Sole isolato corrisponda a una congiunzione tra esso e il pianeta governatore del segno, è forse superflua. Facciamo un esempio. Io ho Mercurio in Capricorno. Anche se non è isolato, è come se in effetti fosse in congiunzione a Saturno, oltre che essere in aspetto dissonante a Plutone e Giove. Marte in Gemelli è come se fosse congiunto a Mercurio anche se crea una dissonanza con Urano; Giove in Ariete è come se fosse congiunto a Marte; Venere in Scorpione è come se fosse in aspetto a Plutone, e così via. Non parlerei però propriamente di congiunzione: infatti non mi sento assolutamente di affermare che la mia Venere ama tormentarsi o vivere situazioni legate al torbido. Inoltre...

Giuseppe Galeota Al Rami ha detto...

Il mio Mercurio in Capricorno, non necessariamente rappresenta un aspetto di congiunzione a Saturno: alle volte può essere rappresentativo di una quadratura. Da piccolo avevo molta difficoltà a concentrarmi e non avevo per nulla quel rigore tipico che ho oggi. E non ero nemmeno tanto ambizioso. Certo, mi sentivo come se non fossi abbastanza intelligente perché Saturno porta sfiducia.