13 dicembre 2017

Saturno in Capricorno


Tra il 19 e il 20 dicembre Saturno entrerà nel segno del Capricorno.  Come possiamo leggere questa cosa sul piano degli eventi a livello mondiale?
Cercherò di essere sintetico. 

Saturno è il pianeta del Capricorno e perciò si esprime in armonia con le caratteristiche del segno. Potremmo dire che sono analoghi. 

La prima cosa da fare è quella di associare il significato di questa configurazione all'indice ciclico planetario di André Barbault. Lo scienziato (per me è tale) ha dimostrato che esistono periodi storici più pesanti di altri e che ciò avviene incorrispondenza di particolari configurazioni astrologiche: quando i pianeti lenti si avvicinano tra loro abbiamo periodi storici di depressione. Quando invece il loro percorso li porta a separarsi, allora viviamo periodi più rosei. 

Abbiamo Giove in Scorpione, Saturno sta per entrare in Capricorno, Plutone è in Capricorno, quindi abbiamo tre pianeti che si stanno avvicinando molto tra di loro. Il che mette in evidenza il fatto che stiamo vivendo una depressione della curva dell'indice ciclico planetario (come mostra il grafico). Il che equivale a dire che stiamo andando incontro a un periodo storico sempre più nero e che terminerà attorno al 2021. Dopo questa data avremo 10 anni di risalita. 

Ora cosa dobbiamo aspettarci?

Saturno in Capricorono (in funzione di quanto detto sopra) indica:
1)la società in generale vivrà un maggiore sviluppo del pensiero scientifico e conseguente maggiore attrazione verso tematiche più rigorose e meno spirituali;
2)un ulteriore abbassamento della componente emotiva in funzione di regole logiche e dure;
3)maggiore attrazione per un'astrologia "scientifica" e meno esoterica;
4)maggiore bisogno di pragmatismo;
5)maggiori lotte per la supremazia;
6)maggiori atti di crudeltà;
7)successi o fallimenti edilizi;
8)maggiore cinismo e intransigenza;
9)comparsa di opere artistiche, letterarie, etc. di estrema saggezza;
10)maggiori investimenti per la difesa;
11)Maggiore ricerca scientifica in campo di "prudenza", "prevenzione". 
12)maggiore interesse verso gli studi scientifici e verso il pensiero speculativo
13)maggiore impegno per migliorare la qualità della vita degli anziani
14)maggior calo delle nascite.

La parola "austerità" contraddistinguerà i prossimi anni, soprattutto dai primi del dicembre 2019, quando nel Capricorno avremo anche Giove. 

Dal punto di vista individuale non possiamo stabilire in anticipo come tale transito possa influire. Non possiamo fare un'oroscopo generico sui 12 segni zodiacali per vedere come ognuno reagirebbe a questo transito. Questo perché l'oroscopo è solo un gioco. Le analisi sul peso di questo Saturno a livello collettivo si verificano con l'astrologia mondiale come abbiamo visto poco fa. Ma per valutare cosa succederà a livello individuale occorre l'astrologia individuale. Ovviamente.

Quindi suggerirei di non lasciarsi impressionare da fantomatiche spiegazioni oroscopiche, perché sono solo un gioco a cui non dare importanza. 

Tra l'altro noi sappiamo che un transito anche se dissonante può agire positivamente e perciò non ha molto senso stabilire quali sono i segni che in questo periodo storico si trovano in angolo armonico o disarmonico rispetto a questo passaggio planetario. Per esempio i segni che vivranno maggiormente la dissonanza di Saturno sono il Cancro, l'Ariete e la Bilancia. Ma non è vero che questi segni saranno quelli maggiormente penalizzati. Non possiamo sapere quali saranno i segni maggiormente penalizzati da questo transito, proprio perché è una cosa che non si può vedere con l'astrologia (quella seria).

Non dobbiamo mai parlare di segni più fortunati o sfortunati dell'anno. Quello è un gioco di chi fa gli oroscopi. Non è vera astrologia. Possiamo solo dire se per quel  soggetto specifico (e non per tutti quelli nati sotto un determinato segno) il transito agirà positivamente o negativamente, costruttivamente o distruttivamente. Ogni soggetto, infatti non è solo contrassegnato dal proprio segno zodiacale, ma da mille altri fattori astrologici. Perciò, bisogna considerare il soggetto nella sua totalità e non tutta la categoria di soggetti nati sotto lo stesso segno. 

L'astrologia si fa sulle grandi masse o sul singolo individuo. 
Però se volessimo fare l'astrologia spicciola per ingannare il pubblico, direi che Saturno potrebbe essere un po' più negativo per chi appartiene al Capricorno stesso, all'Ariete, alla Bilancia, al Cancro, e un po' più positivo e costruttivo per chi è della Vergine, del Toro, dello Scorpione e dei Pesci. Ma come dicevo prima, non bisogna prendere mai per vere analisi del genere. Il passaggio di Saturno sul mio Sole, generalmente considerato negativo, per esempio a me ha portato l'esatto opposto. Quindi non abbiate fiducia in quel genere di oroscopi.

Vuoi il criterio operativo? Leggi la guida pilastro: Astrologia verificabile .

12 dicembre 2017

I significati della 7^ Casa astrologica

La domanda del giorno: La simbologia che lega la 7^ Casa al rapporto matrimoniale è più importante della simbologia che lega la 7^ casa ai nemici dichiarati? Esistono espressioni della 7^ Casa che sono più frequenti di altre?

La settima Casa offre in egual misura informazioni sia sulla natura delle nostre relazioni, sia sulle caratteristiche del partner sia sulle caratteristiche dei nostri associati e sia le caratteristiche dei nostri nemici e sia le caratteristiche delle nostre guerre. 

Ma è chiaro che a seconda dei casi a qualcuno sembrerà più in evidenza venir fuori la simbologia legata alle guerre e ad altri invece emergerà di più la simbologia legata al matrimonio. Per cui esistono casi in cui la settima casa a qualcuno descrive persino il segno zodiacale prevalente dei propri nemici e qualcun'altro, invece, il segno zodiacaloe prevalente dei partner divenuti stabili.

Il concetto di partner e il concetto di nemico sono due componenti presenti nei significati della settima casa che non necessariamente emergono contemporaneamente in ogni specifico caso. Basti considerare gli avvocati o i politici che spesso hanno una settimana molto occupata e che perciò fanno della guerra la loro missione di vita nel bene e nel male. 

Nel mio caso la VII Casa non ha mostrato il segno dei potenziali partner ma piuttosto dei potenziali nemici. Questo significa che ci sono casi in cui la VII Casa sta a indicare il segno dei partner e alcuni casi dove invece indica il segno dei nemici. Molte altre volte non indica il segno zodiacale; ma indica semplicemente la qualità zodiacale che più si avvicina alle caratteristiche del partner o del nemico, a prescindere dal loro segno zodiacale.
Questo dipende dal fatto che l'astrologia non è deterministica ma è probabilistica, e quindi ad alcuni soggetti si esprime più una certa simbologia e ad altri un'altra. Se ci riflette, non è possibile quantificare quante volte la VII Casa descrive persino il segno zodiacale del partner e quante volte descrive invece il segno zodiacale dei principali nemici. Possiamo invece affermare che il simbolo astrologico, essendo una totalità, ci parla CONTEMPORANEAMENTE sia del partner e sia dei nemici dichiarati.

Lo stesso ragionamento possiamo farlo per qualsiasi altra casa astrologica. Per esempio a proposito dell'ottava Casa non possiamo dire se è prevalentemente quella della morte o prevalentemente quella del sesso e non possiamo stabilire in percentuale quante volte si manifesta sotto la simbologia di sesso e quante volte si manifesta sotto la simbologia di morte. Ogni Casa ci parla contemporaneamente di tutti i suoi significati. 

La VII Casa descrive sempre il partner e sempre i nemici. Ma un conto è la descrizione e un conto è la segnalazione del segno zodiacale. Alle volte evidenzia il segno zodiacale dei soci, alle volte il segno zodiacale dei nemici. Da cosa dipende tutto ciò? Probabilmente da fattori casuali legati a variabili extra-astrologiche. Infatti sarebbe ingenuo affermare che l'astrologia è l'unica variabile che determina la nostra esistenza. L'ambiente, la famiglia, la società, l'educazione, i geni, sono tutti tirati in causa per descrivere il funzionamento della vita umana. Quali sono le variabili indipendenti che fanno in modo che prevalga un'espressione piuttosto che un'altra? I fattori esterni! L'ambiente! Esiste una tribù dell'oceania, se non sbaglio, orientata prevalentemente alla guerra. La loro VII Casa perciò, si esprimerà più secondo quell'orientamento. Ciò che fa la differenza è la cultura, l'ambiente. Ma questo non significa che di colpo, per quella gente, la settima Casa smetterà di rappresentare anche il matrimonio.
 
Ogni Casa è una totalità da cui non possiamo separare le varie espressioni in primarie e secondarie. Questo perché ogni fattore astrologico è un archetipo. Cosa è? Si tratta di un "contenitore" di informazioni, idee, emozioni, immagini, ricollegabili tra loro secondo una matrice comune, un filo conduttore. Ogni archetipo alberga in una dimensione accessibile per mezzo dell'inconscio individuale e collettivo. Tutto assume la stessa importanza. Se la 7^ Casa indica i nemicidichiarati, il partner, le guerre, il matrimonio, vuol dire che a monte c'è un unico significato che in pratica si manifesta secondo tutte queste espressioni. 
 
I significati di una Casa, la sue espressioni, sono equivalenti perché ricollegabili alla stessa matrice. I nemici dichiarati, i partner fissi, la società, la qualità del rapporto, i soci in affari, sono tutti parte dello stesso archetipo. Sono tutti fatti diversi ma ricollegabili tra loro da una matrice comune.

Qualcuno potrebbe affermare che non si è mai accorto di tutto ciò e che la bibliografia astrologica non parla quasi mai della simbologia "nemici nascosti". Più spesso si parla di matrimonio.   

La cosa è in effetti normale. Prima di Lisa Morpurgo mai nessuno si era accorto che la 2^ Casa riguardasse anche l'immagine. Prima di Discepolo nessuno si era accorto della luttuosità dell'11^ Casa. Ora tutti ci fanno caso. Il fatto di non aver mai notato una cosa non è una ragione sufficiente per dire che quella cosa non esiste o funziona di meno. Semplicemente noi facciamo attenzione solo a quello a cui siamo abituati a fare attenzione. Si chiama "effetto Pigmalione". E ovviamente non ha molto senso citare in causa il parere della "maggior parte" degli astrologi; appunto perché la maggior parte non si è mai accorta di certe evidenze che poi sono entrate a far parte del patrimonio astrologico a tutti gli effetti. La verità non sta dalla parte della maggioranza o dalla parte di chi riteniamo più autorevole; ma sta dalla parte di chi riesce a dimostrare qualcosa; ma più spesso sta dalla parte di chi riesce meglio a convincere.
Provate a fare delle verifiche. Soggetti col Sole o Giove o Marte in VII, quante volte si ritrovano a vivere una causa civile o penale lungo il corso della loro vita? Sa Pio ha dedicato la sua vita al prossimo; ma quante guerre ha dovuto affrontare a seguito delle sue stimmate? (aveva il Sole in VII) E Hitler, che animava grandi folle, quanti nemici ha visto lungo il suo cammino a causa della sua perfidia?
  Alcuni esempi su come la VII Casa sia relativa ai nemici dichiarati sono contenuti nei libri di Ciro Discepolo. Che molti studiosi non ne tengano conto e che continuino a considerare i nemici dichiarati come un significato secondario della settima Casa, sinceramente non mi preoccupa. La Morpurgo stessa, non ha mai offerto alcuna dimostrazione circa il fatto che la 2^ Casa riguardasse anche l'immagine. Però, se oggi molti studenti applicano tale principio evidentemente significa che quell'autrice è stata abbastanza persuasiva da convincere a sperimentare e verificare. Non ha offerto grafici da analizzare. Ha solo raccontato i fatti, consapevole che qualcuno non l'avrebbe creduta. 

Per cui è utile ricordarvi che le nostre verifiche e sperimentazioni dipendono sia da quello che per noi è importante cercare e sia da quanto è stato persuasivo colui che ci richiede la sperimentazione. Tutto questo, se ci pensate bene, può condizionare moltissimo i risultati delle nostre ricerche.

Il consiglio che vorrei umilmente offrire a chi mi legge, è quello di leggere la VII Casa dando lo stesso e identico peso a ogni simbologia: il rapporto con la società, il rapporto col partner, il partner stesso, i nemici dichiarati, le guerre.  

Per esempio la mia VII Casa in Pesci mi parla sia di partner e sia di nemici prevalentemente caratterizzati dai Pesci: ossia ambiguità, caos, confusione, spiritualità, sacrificio, idealizzazione, abnegazione.
Nello specifico posso affermare che la mia compagna è veramente contraddistinta da un grande spirito infermieristico pur non essendo dei Pesci, ma a causa di una 12^ Casa molto importante. Invece i miei nemici sono prevalentemente (e "casualmente") proprio del segno dei Pesci e sono caratterizzati dalla follia e dal caos. Tutte caratteristiche legate a questo 12° segno zodiacale intercettato dalla mia VII Casa.

04 dicembre 2017

Dei extraterrestri o Dei umani?


Zecharia Sitchin nel suo testo intitolato "gli architetti del tempo" cita un passo tratto dal racconto in cui il dio Enki raconta del momento in cui il tempo cominciò a battere sulla Terra: 

"In giorni remoti,
quando il cielo fu separato dalla Terra, 
in notti remote,
quando il cielo fu separato dalla Terra.."

Si tratta di un incipit Sumero che compare successivamente anche nei testi religiosi egizi nonché nella Bibbia: è la necessità di concepire il cosmo come un tutt'uno da cui poi dio ha tratto ogni cosa. A tal proposito Sitchin ipotizza l'esistenza di esseri extraterrestri che inn visita sul nostro pioaneta hanno raccontato ai Sumeri di quando prima del big bang tutto fosse una massa indistinta di energia, ossia di un tempo in cui ogni cosa non era ancora nata e nemmeno differenziata. 

Naturalmente si tratta solo di una ipotesi. Noi però possiamo trovare un'altra spiegazione. Perché questa necessità di credere che il cielo e la Terra un tempo fossero uniti? Siamo sicuri di poter prendere alla lettera questa nozione? La cosa, infatti, potrebbe essere letta in maniera assai diversa.

Sappiamo che la concezione del tempo è divenuta importante quando l'uomo ha cominciato ad organizzarsi in società. Prima di allora cielo e terra non parlavano di nulla. L'uomo preistorico non ci vedeva ancora un'utilità. Il cielo scandiva il giorno dalla notte, ma per quegli uomini non offriva nient'altro. Con la nascita dell'agricoltura è chiaro che il cielo ha cominciato ad assumere importanza capitale e fu in quel momento che si cominciò a concepire il cielo e la terra come due entità separate e distinte. Ognuno aveva assunto uno scopo diverso: i frutti della terra potevano essere colti in funzione delle stagioni, e la scoperta di queste convinse gli uomini dell'utilità del cielo. 

Perciò quelle frasi sumere potrebbero essere reinterpretate in questo modo:

"quando gli uomini non conoscevano ancora le stagioni, non si accorsero dell'importanza del tempo e non poterono fare uso dell'agricoltura e nemmeno di un calendario per scandire le attività sociali e le festività".

Una sacoperta culturale di così grande portata, secondo i Sumeri, doveva essere stata fatta soltanto da un dio. Infatti, quando certe scoperte si perdono nella notte dei tempi e non è più possibile risalirne all'origine, allora si costruisce il mito. Pensare al fatto che un dio abbia il potere di far ciò significa esasperare, significa ingigantire e idealizzare. E questo processo è assai normale se consideriamo quel che avviene nella mente del bambino nei confronti del genitore: il bambino tende prima di tutto a considerare il genitore come un prolungamento di sé stesso, un tutt'uno. In realtà il bambino appena nato non discerne il sé dal fuori di sé. Poi quando il genitore resiste all'io narcisistico e "onnipotente" del bambino, ecco che diviene il riferimento da raggiungere perché idealizzato.

Per questo insisto nel dire che le divinità e quindi i pianeti astrologici, sono anche oggetti transizionali, cioè sostitutivi del rapporto tra genitori e figli, appunto perché idealizzati, investiti di proprietà naturali che avevano visto coi loro occhi (il funzionamento astrologico), ma arricchite dall'idealizzazione di una mente "mitica". 

La differenza tra il "Galeota way" e il "Sitchin way" sta nel fatto che il dio non è più l'extraterrestre, ma è una creazione mentale nata per effetto della capacità umana di idealizzare e creare oggetti transizionali. 

Naturalmente con ciò non voglio invitare all'ateisimo. Pensare che Dio sia una creazione umana non significa che non esiste in effetti. Perciò possiamo avanzare l'ipotesi che l'uomo abbia contemporaneamente intuito l'esistenza di un Dio creatore su cui ha proiettato contenuti inconsci come per esempio l'idealizzazione del rapporto tra genitore e figlio. Un Dio si venera e si prende come modello di riferimento esattamente come il bambino fa nei confronti del papà. 

Questo ed altro sarà l'argomento del mio prossimo libro sulle origini dell'astrologia; ma nel frattempo qui avremo l'occasione di rivedere in chiave diversa quel che afferma Sitchin nel sopracitato testo, anche a proposito di altri argomenti, ma sempre relativi alle nostre origini. 

Dr. Giuseppe Galeota Al Rami

26 novembre 2017

La proiezione in astrologia: 2^ parte.


L'articolo di ieri ha sollevato un po' di polvere. A parte le puntualizzazioni di qualcuno che non ha capito il senso del mio post, ritengo che tutto sommato sia venuto fuori qualcosa di interessante. In sostanza, quando si parla di certi argomenti è possibile essere fraintesi soprattutto quando si scrivono poche righe introduttive a un argomento che invece richiede  molta attenzione. Naturalmente non è sempre facile accorgersi di aver lasciato qualcosa di sottinteso anche quando si pensa di esser stati esaustivi. Quindi, relativamente a questo ulteriore post di chiarimento è possibile che qualcosa possa sfuggirmi: ribadisco che qualcosa di accurato ci sarà sul mio prossimo libro. Questo è solo uno spazio introduttivo, una specie di brutta copia, come ho sempre dichiarato anche in altre occasioni. 

Allora veniamo al dunque. Cosa c'entra il fenomeno della proiezione con l'astrologia? Il fenomeno della proiezione avviene quando vediamo fuori di noi qualcosa che in realtà ci appartiene. Per esempio dire all'interlocutore che è aggressivo quando siamo noi invece ad essere arrabbiati è una proiezione. Si tratta di una difesa. Sarebbe in sintesi come quando "il bue dice cornuto all'asino".
Ma il concetto può essere esteso ancora anche a fenomeni che non sono difese vere e proprie. Per esempio, è proiezione anche quando investiamo un oggetto di caratteristiche appartenenti a un rapporto che abbiamo con un'altra persona. Perciò non si proietta sul prossimo o sull'oggetto solo un nostro difetto o pregio; ma anche un rapporto affettivo intero. 

Per esempio un regalo ricevuto dalla nonna può divenire il simbolo del rapporto di affetto tra sé e lei. L'aggetto diventa il contenitore, il mezzo per mantenere attuale un rapporto che non è fisicamente presente. Più che di proiezione dovremmo parlare di trasferimento; ma Jung stesso afferma che il termine proiezione è un trasferimento. Perciò è facile cadere nell'equivoco. 

La cosa si complica ancora quando noi vediamo negli astri qualcosa che ci appartiene ma che in realtà essi contengono già in sé. La domanda che bisogna porsi è questa: è l'esperienza empirica che ha portato all'identificazione? Oppure è avvenuta prima un'identificazione, una proiezione e poi l'osservazione empirica ha dato ragione di questa proiezione? 

Voglio dire: è possibile che quando l'uomo poiettò sugli astri i propri contenuti inconsci non fosse ancora a conoscenza di una reale corrispondenza tra sé e i movimenti celesti. A questo punto potremmo parlare di intuizione. L'uomo intuì che c'era un collegamento ancor prima di rendersi conto che fosse vero? In tal caso parliamo di proiezione. È quello che sto cercando di scoprire.

Ma io sono andato ancora più a fondo nella questione. Perché un pianeta è anche un Dio? Possiamo dire che l'uomo ha proiettato il Dio contenuto in sé stesso? Non proprio. Prima ancora, l'uomo ha visto nel pianeta quell'oggetto transizionale, cioè sostitutivo del rapporto coi genitori. E giacché si idealizzano le figure di attaccamento, anche il pianeta, in quanto oggetto transizionale, può esse stato idealizzato. 

Nel post precendente non ho fatto tutte queste premesse, ma ho semplicemente spiegato che affinché possa avvenire la proiezione della propria idealizzazione è necessario un rapporto affettivo tra noi e l'oggetto. 

Nel caso del bambino, ciò che ha portato alla proiezione (o trasferimento) su quell'oggetto quale è l'orsacchiotto è la prossimità dell'oggetto stesso, cioè la vicinanza. Ovviamente non è l'unica ragione: se il bimbo sceglie quell'oggetto o un altro, potrebbe dipendere anche dal caso come poteva sostenere Freud. Tuttavia possiamo ipotizzare anche altri motivi. Ma nel caso del cielo per l'uomo antico? Perché il cielo diviene l'oggetto privilegiato delle proprie proiezioni e intuizioni? Secondo quanto scritto ieri, si proietta qualcosa quando c'è un legame con l'oggetto. E il legame avviene quando c'è una relazione.

Naturalmente la relazione tra il pupazzo e il bambino è solo immaginaria visto che il bambino vive in un mondo di fantasia dove non esiste molto confine tra realtà e immaginazione. Perciò poteva accadere qualcosa di analogo all'uomo antico nei confronti del cielo stellato? È un ipotesi  non trascurabile se prendiamo per buona un'altra premessa: l'evoluzione. Sarà vero che possiamo considerare l'uomo antico più o meno alla stregua di un bambino e l'uomo moderno alla stregua di un adulto?  Anche su questo punto c'è da lavorare molto. Ma senza scendere troppo in un particolare così difficile da risolvere, cosa possiamo dire del legame affettivo tra uomo e cielo? Da cosa dipende questo legame affettivo? Perché è dal cielo che proviene la sopravvivenza dell'uomo? Dalla pioggia, dal calore, dal vento, dalle stagioni? È un'ipotesi. È possibile che l'uomo abbia avverito inconsciamente questo legame di dipendenza tanto da proiettare su di esso i propri contenuti psichici? Lo scopriremo? Può essere la strada giusta per capire come si è originata l'astrologia senza scadere nell'ipotesi che sia di derivazione aliena? 

La ricerca è in atto...

25 novembre 2017

La proiezione in astrologia



Durante il corso dei miei studi astrologici ho avuto modo di fare numerose riflessioni per elaborare alcune teorie sulle origini dell'astrologia. La domanda fondamentale è questa: come hanno fatto gli uomini a costruire un sistema di analisi del cielo che in effetti fornisce indicazioni affidabili circa la corrispondenza tra pianeti, segni e caratteristiche dell'individuo? Si tratta di una domanda che molto probabilmente si sarà posto qualsiasi astrologo a un certo punto del suo percorso di studi, ricerca, verifiche. Sapere come tutto è nato, forse potrebbe dare ancora altre risposte su come funziona l'astrologia e perché funziona. Insomma, uno sguardo al passato, secondo me potrebbe essere utile per migliorare la nostra conoscenza dell'astrologia. Potrei essere in erorre, ma qualcosa mi dice che è una strada che può offrire soddisfazioni.

Proprio per questo motivo ho da qualche tempo cominciato a raccogliere materiale bibliografico per scrivere un libro che finalmente possa rispondere a quella domanda. Naturalmente non so se fino alla fine ci riuscirò; ma quel che è certo è che ho ho già scoperto delle cose molto interessanti. 

Una di queste è che l'astrologia ha origini legate al totemismo; ma per il momento non posso aggiungere molto. Ho inoltre ipotizzato e scritto sul numero 187 di linguaggio astrale (scritto e vergato prima che altri possano giungere alla mia stessa intuizione e mi rubino questa intuizione), che gli astri possono essere visti come oggetti transizionali, ossia come sostitutivi del rapporto dei figli coi genitori, in questo caso incarnati nei movimenti dei pianeti. In realtà sulla rivista ho solo anticipato qualcosa su questo argomento che sarà senz'altro approfondito durante la stesura del mio libro antropo-archeo-astrologico.

Ciò di cui parlo oggi, invece, è qualcosa in più circa la proiezione dei contenuti inconsci dell'uomo sulla volta stellata: proiettiamo fuori, naturalmente, solo quello che è già contenuto in noi. Ma come avviene questa proiezione? 

Affinché possa verificarsi deve esserci un legame affettivo, positivo o negativo tra noi e l'oggetto o la persona su cui proiettiamo. Ci deve essere un rapporto, una comunicazione, uno scambio di informazioni. 

E qual è l'affettività che lega l'uomo al cielo? Perché l'uomo prova un emozione per il cielo? Perché da esso proviene la pioggia per dissetarlo, il sole per riscaldarlo, il vento per rinfrescarlo. Il legame emotivo affettivo tra una persona e un'altra o tra una persona e un oggetto si attua soprattutto se vi è un legame di dipendenza. L'uomo dipende dalla natura per poter sopravvivere. Scoprire quel che la natura ha da insegnare è come scoprire la vita con l'educazione e le rispste dei genitori. Ma non voglio aggiungere altro. Resta inteso che chiunque abbia voglia di aggiungere le proprie impressioni, può farlo tranquillamente.

22 novembre 2017

Per chi odia le rivoluzioni solari mirate


Il tuo ultimo post sulle rivoluzioni solari tocca un argomento importante, quello del “credere” o meno alle rivoluzioni solari.

Ci sono quelli che intendono ignorare completamente le rivoluzioni solari, sia quelle calcolate per il luogo in cui si è al momento del ritorno solare, sia quelle di base (calcolate per il luogo di nascita).
Questo è abbastanza problematico, perché c’è una chiara logica di ciclicità al lavoro che è la stessa dalla quale proviene l’intera disciplina astrologica.  La stragrande maggioranza degli astrologi considera la rivoluzione solare, anche quella di base, e anche se interpretata in modi spesso molto diversi da quelli dell’astrologia attiva.
Se invece si ammette che la rivoluzione solare è un valido metodo di previsione, diventa difficile negare, da un punto di vista logico, l’efficacia del compleanno mirato. Questo perché l’astrologia si basa sul principio che l’attimo di tempo e il luogo di un inizio ci possono offrire negli astri una rappresentazione simbolica del destino di ciò che sta iniziando. Non quindi solo l’ora, ma anche il luogo. Se una persona nasce a Roma ma viene trasportata il giorno dopo a Mosca, dove vivrà tutta la vita, si erige comunque il tema natale per Roma, e non per Mosca. Lo stesso vale per la rivoluzione solare, che inizia nel posto in cui si è.
Tuttavia, e proprio per questo, per molti è difficile ammettere l’efficacia del compleanno mirato perché, se accettassero questo fatto, dovrebbero poi o 1) vivere con la consapevolezza di sottostare a cieli di rivoluzione ben poco ottimali (se non pessimi), capaci di infliggere danni notevoli, oppure 2) prendere seriamente l’idea di spostarsi, e spostarsi tutti gli anni (o quasi) di migliaia di chilometri.

Il primo caso, credo, può diventare un tarlo inaccettabile per chi sia iniziato al discorso astrologico.

Il secondo caso implica invece un altro ostacolo, per molti insuperabile: mettersi in viaggio. Ci sono persone che non possono per motivi economici, di impegno famigliare o altro. E ci sono persone che hanno blocchi psicologici con riferimento ai viaggi a lunga distanza. Per molte prendere un aereo è un’esperienza memorabile, e un volo intercontinentale qualcosa che accade forse una volta nella vita. Con queste premesse è ben difficile che esse accettino non tanto l’idea astrologica delle rivoluzioni solare mirate, ma i viaggi che queste implicano.  

Quindi entrambe le strade sono difficilmente percorribili. C’è una stridente dissonanza cognitiva tra l’accettare la rivoluzione mirata come discorso teorico e il non partire. Per chi, consciamente o inconsciamente, ha già deciso di non partire, è più coerente, e anche più rassicurante, pensare che le rivoluzioni solari non abbiano validità. Questo a mio avviso può spiegare il perché molti rifiutano questo caposaldo dell’astrologia attiva.

Spero di non averti tediato con questo mia piccola riflessione!

Ti auguro una buona giornata,

R.

Grazie infinite per questo commento proveniente da "molto lontano".
Come non darti ragione? Ciò che scrivi locondivido al 100%.
E in effetti un po' mi riconosco in chi ha resistenze a viaggiare; ma non per questo nego la validità delle RSMcome fanno altri. Per me, ogni viaggio è un'odissea da non ripetere: non mi piace l'ansia delle partenze, non mi piace l'ansia di dover prendere un aereo, un treno, un autobus. Ho sempre paura di fare tardi o che qualcosa possa andare storto. Perciò non mi godo mai un viaggio, a meno che non sia organizzato sin nei minimi dettagli. Un viaggio all'avventura, dove devo percorrere chilometri e chilometri a piedi per vedere le bellezze del luogo, a me stressa e mi fa andare in tilt. E soprattutto con la mia ansia irrito chi mi sta affianco: la mia povera fidanzata che mi sopporta pazientemente è una mia vittima. Non sono ancora ai livelli di mia nonna, del segno del Cancro, che solo dopo quasi 90 anni di vita ha visto per la prima volta una città a 30 km da dove abita; ma ho reso l'idea della mia riluttanza ai viaggi. Se poi si tratta di prendere l'auto e partire, quella è tutta un'altra storia. Lì sono io che gestisco orari. Ma quando devo dipendere da orari imposti da altri, vado nel panico: controllo mille volte i biglietti, le valigie, mi guardo attorno con fare circospetto, controllo l'orologio ogni minuto, mi sale l'ansia. E poi c'è da investire molto denaro. 

Chi non ce l'ha come fa? È la stessa domanda che si pone chi non ha i soldi per pagarsi le medicine, o per andare dal medico, o dallo psicologo. Fare qualcosa per sé ha un costo. Purtroppo. Ma non per questo diciamo che la pratica medica non ha utilità. In questi giorni sto andando dalla mia dentista a farmi curare un dente ammalato. Questo mi costa non solo denaro, ma anche l'ansia delle trapanazioni e il dolore conseguente: ogni volta mi fa vedere le "stelle".

Voglio dire ai lettori che per avere certi risultati dobbiamo a volte pagare grosse somme di denaro e fare qualcosa contro le nostre resistenze. In questo caso pagare il dentistia e patire il dolore di una estrazione. Nonostante io abbia una forte ansia per i viaggi, mi armo di pazienza, forza, coraggio, e parto. E torno poi soddisfatto anche per aver superato le mie resistenze. Non tutti hanno questa forza di volontà e le risorse economiche. Perciò loro sono come quelli che non vanno dal dentista per paura del dolore che sentiranno, oppure non hanno i soldi per curarsi una carie. Come si fa? Purtroppo viviamo in un sistema di regole che ci impongono grosse spese. Se non hai soldi ti arrangi. È la dura verità. Ma qui non stiamo a fare demagogia e a parlare dell'ovvio.

E poi come dici tu, c'è la convinzione che se tutto sia "scritto" non ha senso partire. Così come non ha senso per chi crede in un'astrologia filosofica. Quindi, prima ancora della pratica e della sperimentazione c'è da abbattere lo scoglio del pregiudizio: distruggere le proprie certezze su quel che è o non è l'astrologia. Come si fa? Non si fa. Nel senso che qui non vogliamo che tutti facciano RSM, che tutti accettino i suoi presupposti teorici. Ognuno faccia quel che vuole, a me certo non cambia la vita sapere che tale astrologo o simpatizzante si è ricreduto su tale pratica. Come credo non interesserebbe a nessuno se io di punto in bianco lasciassi le rivoluzioni solari mirate e mi dedicassi per esempio all'ippica o alla raccolta dei funghi. Potrei anche riuscire meglio, ma certo non è un problema che riguarda gli altri. Allo stesso modo non mi interessa sapere che Tizio o Caio crede che le RSM siano una baggianata. All'inizio mi sembrava una cosa importante. Ora è davvero una cosa che non mifa né caldo e né freddo. 

Però è importante che il lettore possa ascoltare entrambe le campane: se si facesse influenzare negativamente da chi la pensa in maniera diversa, potrebbe perdere un'importante occasione per migliorare la propria vita. Non il sistema migliore, non il più importante, ma uno efficace da integrare agli altri. Per far ciò occorre una sana dose di incoscienza.

Il progresso e l'evoluzione stanno a volte nell'incoscienza di seguire cose apparentemente impossibili
Dr. Galeota Al Rami. 

20 novembre 2017

Cosa sono le rivoluzioni solari mirate?


 Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
(Attribuito a Voltaire)

Un tema di nascita è il risultato di coordinate spazio-temporali: nasciamo in un preciso momento e in un preciso luogo. 

La somma di questi due fattori è determinante perché ci dice che se due persone nascono nello stesso istante, ma in luoghi differenti, il loro tema natale sarà completamente diverso. Quindi avranno un "destino" completamente diverso. Questo è vero anche per fratelli gemelli, cioè per persone nate più meno nello stesso istante ma nello stesso luogo. Perciò in tal caso potremmo parlare di "destino diverso ma analogo". Nel caso in cui il soggetto nasca in un altro luogo, le analogie con tutti gli altri nati nello stesso istante, saranno ben poche. 

Il luogo è perciò un fattore importantissimo per lo studio dell'astrologia perché serve a specificare meglio la tipologia di soggetto che abbiamo di fronte a noi. Questo stesso principio è utilizzato per il calcolo della rivoluzione solare mirata.

Ma cos'è un rivoluzione solare mirata? Si tratta di un grafico astrologico che serve per determinare gli eventi di un intero anno astrologico, dal giorno del compleanno sino a quello successivo, in base al luogo in cui ci si trova nel momento del proprio compleanno.

La logica è semplice: se siamo la somma di coordinate spazio temporali, allora vuol dire che il luogo dove trascorriamo il compleanno ha la sua importanza perché a seconda di esso il grafico astrologico cambia. E se cambia il grafico cambiano le relative posizioni astrologiche e quindi anche gli eventi a esse connessi. 

Trascorrendo il giorno del compleanno in una località della Terra scelta a hoc, possiamo cambiare certe configurazioni che non ci piacciono e posizionare i pianeti in settori che invece riteniamo più congeniali alle nostre necessità.

È chiaro che non può accader nulla che non sia già descritto dal tema di nascita e perciò l'effetto della rivoluzone solare è quello di modulare un "copione già scritto". Tutto si basa su una questione di probabilità. Ora mi spiego meglio.

Noi sappiamo che ci sono certe posizioni che generalmente sono benefiche ogni volta che ci capitano. Perciò posizionando i pianeti in quel modo positivo, possiamo sperare che possano accaderci cose positive. Facciamo un esempio pratico: immaginiamo che per il mio compleanno 2015 io abbia avuto Giove in 6^ Casa di rivoluzione e che durante il corso dei 365 giorni a seguire mi sia ripreso da una malattia. Se per il 2018 scegliessi un luogo della Terra per avere la stessa posizione astrologica, potrei guarire da una malattia? Si parla di probabilità, non di certezze. Probabilità proprio perché quasi ogni volta quella posizione porta lo stesso effetto. Non sempre, ma tante volte. Qualche volta riguarda il lavoro, altre volte la salute, altre volte sia il lavoro e sia la salute. Di sicuro è una posizione che aiuta.

Ma accade qualcosa come per magia? No. In realtà si concretizzano le condizioni affinché il soggetto possa migliorare la propria salute, per esempio incontrando un medico che propone una cura più efficace. Ma se il soggetto è atavicamente "sfortunato" sulle questioni di salute (non dilunghiamoci sul concetto di fortuna e sfortuna in astrologia perché qui il tema è un altro) Giove in 6^ Casa di rivoluzione cosa potrà dare? Scongiura un po' di più il pericolo che il problema possa peggiorare o ripresentarsi. Naturalmente si tratta di un esempio che non deve esser preso alla lettera perché la qualità di un intero anno astrologico  si desume dall'insieme dei transiti, dall'insieme di tutte le altre posizioni della rivoluzione solare e dalla qualità della vita del soggetto.

Ci sono scuole di pensiero che non credono a tale pratica, altre si oppongono e pensano che il grafico astrologico debba essere sempre calcolato per il luogo di nascita, a prescindere dal luogo in cui ci troviamo nel giorno del compleanno. Ovviamente ognuno può pensare quel che vuole ma deve anche lasciare che l'utente sia libero di scegliere cosa sperimentare, indipendentemente dalla propria esperienza personale, perché ognuno ha un'esperienza diversa e i pareri sono discordanti. 

Ma come funziona questa cosa? Cercherò di spiegarlo con un esempio pratico un po' fantasioso. Immaginiamo di essere come vasetti di marmellata. Nel giorno del compleanno, quando la Terra si ritrova nella stessa posizione di nascita (nel suo moto attorno al Sole), è come se scattasse un interruttore che svita il tappo dal barattolino e fa uscire via la marmellata vecchia. A quel punto entra la marmellata nuova e il coperchio si riavvita al barattolino. Quella marmellata sarà lì per il corso di 365 giorni sino al compleanno successivo. Dopo di che, scatterà di nuovo quell'interruttore che svita il coperchio, verrà gettata via e al posto suo ci sarà una marmellata di un altro gusto. 

Ogni anno, perciò, il barattolino avrà una marmellata dal gusto diverso proprio nell'istante in cui scatta il compleanno. Il barattolino è la metaforia del nostro corpo, mentre la marmellata è la metafora della qualità degli eventi di un intero anno astrologico. Eventi diversi sono come una marmellata diversa.

Possiamo fare un altro esempio: immaginiamo la sezione del tronco di un albero. Possiamo notare tanti cerchi concentrici, uno per ogni anno. Ogni cerchio rappresenta un ciclo, e ogni ciclo è un anno. Questo ci da l'idea del fatto che la vita sia fatta da tanti cicli, ognuno dei quali è caratterizzato dalle sue particolarità. Possiamo vedere l'uomo come un albero, e la vita come tanti cicli. Ogni ciclo è caratterizzato da eventi diversi. Con l'esperienza pratica è possibile prevedere cosa aspettarsi da un dato ciclo, cioè da una serie di posizioni astrologiche. Ovviamente parliamo sempre di probabilità e mai di certezze, perché altrimenti dovremmo dire che l'astrologia è una scienza esatta.

Siccome l'astrologia non è una scienza esatta allora parliamo di probabilità e possiamo fare previsioni più o meno affidabili. Se possiamo far previsioni possiamo sapere in anticipo cosa potrebbe accaderci, valutando tutte le possibilità legate a tali posizioni. Perciò poi possiamo fare il confronto e verificare se ciò che ci aspettavamo è accaduto o no. 

Sulla base di queste osservazioni possiamo decidere di fare il nostro compleanno in una località della Terra diversa dal luogo di nascita, per poi verificare cosa accade: accadrà qualcosa descritto dalla rivoluzione calcolata per il luogo di nascita o per il luogo in cui ci si trovava al compleanno? Noi crediamo fermamente nella seconda opzione e possiamo provare ad avere un po' di fiducia in ciò valutando prima di tutto gli esempi contenuti in decine di libri. Dopo possiamo provare a sperimentare di persona, naturalmente affidandoci a un astrologo esperto in questa tecnica.

Qualcuno direbbe: cambiare il proprio "destino" con un viaggio di compleanno è contro le leggi del karma. Fermo restando che il problema non sussiste per chi non crede nel karma, questa fede non è assolutamente in contraddizione con la pratica delle rivoluzioni solari mirate. La parola Karma, infatti, significa azione, non significa passività. Per approfondire consiglio di visionare un video cliccando ---QUI---  e che spiega in maniera più o meno esaustiva tutta la questione.

17 novembre 2017

Totò Riina è morto

Mentre l'ingresso di Giove in Scorpione pone l'accento sugli scandali sessuali, muore Totò Riina, noto personaggio della mafia, tizio che sicuramente non ha bisogno di presentazioni. Decantare i suoi crimini non farebbe altro che inorgoglire chi ha la mente deviata; perciò eviteremo. 

Un intervistato alla TV si chiedeva se fosse conveniente per questi criminali dedicare la propria vita alla delinquenza; si chiedeva se questi criminali fossero consapevoli del fatto che prima o poi avrebbero finito i loro giorni a marcire in prigione. Evidentemente, per costoro, non importa nulla che l'eccitazione di far del male. Non esiste alcun deterrente per chi si eccita a mietere vittime, perché ciò che conta è  l'adrenalina, la trasgressione. C'è chi vive per questo. Perciò interrogarsi alle volte non serve a granché: c'è chi nasce e vive per il male così come c'è chi dedica tutta la propria vita al prossimo.

Riina era uno Scorpione della tipologia poco evoluta. Lo Scorpione sadico per intenderci, a maggior ragione per via della dominante GIove-Plutone che evidenzia l'ipertrofia psichica, l'idea di essere onnipotente e invicibile. Giove espande il torbido Plutone, mentre Plutone colora di tinte funebri la fiducia Gioviale; entrambi in trigono al Sole, spiegano le sue vittorie alle gare di appalto edilizie nonché la sua fama a livello internazionale.   

E come non notare il Sole nella litigiosa VII Casa? Ribadiamo il concetto: chi ha pianeti in VII Casa ama far le guerre o le vive suo malgrado. Hitler è uno di quei malvagi appartenenti alla categoria. Manipolazione, capacità di persuasione anche grazie alla Luna in Bilancia, sono doti che hanno permesso a quest'uomo di raggiungere gli accordi necessari per mantenere la sua organizzazione criminale. In realtà ipotizzo che l'orario a disposizione sia da correggere di qualche minuto così da far rientrare Venere in 8^ Casa e da avvicinare Saturno alla zona Gauqelin, quella che metterebbe in evidenza ancor di più la spietatezza e la freddezza di quest'uomo. 


 La RSM eretta per Parma, luogodove era detenuto, era scoccata il 15 novembre alle ore 18.24
L'ascendente di rivouzione è in 2^: la eco relativa alla sua immagine conseguentemente alla morte;
Sole e stellium in 6^, credo non vi sia bisogno di ricordare che ha spesso a che fare con anni assai duri;
Plutone in 8^ e Urano in 11^, frequentissimi in caso di morte, propria o di altri a cui il soggetto è legato.

Vediamo i transiti, ma per quanto riguarda gli aspetti al MC e all'ascendente non li prenderei in considerazione visto che non abbiam certezza assoluta dell'orario di nascita che qui prendiamo per buono solo per mancanza di tempo. Una analisi più accurata, eventualmente la affronteremo più in là.


 Assolutamente degno di nota è il sesquiquadrato perfetto tra Saturno transitante in 8^ casa e Marte in IV^: simboli legati alla morte e ai cambi di domicilio. Un trasferimento era evidente anche da Plutone in 9^ probabailmente semisestile a Venere in 8^ e non in VII^. Questo indicherebbe un trasferimento legato alla morte. Ed è ovvio che Riina sarà sepolto in quella che diverrà la sua nuova casa, ossia il cimitero o illuogo in cui sarà cremato (se i familiari scegliessero questa opzione). 

L'evento è accaduto ovviamente neitermini dei 20 giorni dopo il compleanno, confermando ancora una volta la regola di Ciro Discepolo. In questo caso la morte è avvenuta due giorni dopo il compleanno, e precisamente nella data via di mezzo subito dopo il sesquiquadrato tra Saturno e Marte e subito prima del sestile tra Giove e Saturno del 19. Questo conferma la mia ipotesi a proposito del fatto che gli eventi accadono in date che sono la media tra due posizioni importanti e adiacenti.

L'esperienza soggettiva in astrologia


Ciao al..
Navigando sul web dilaga l anomalia per cui i soggetti riferiscono di avvertire gli effetti della rs qualche tempo prima della congiunzione sole-sole..chi indica i famosi venti giorni,chi solo il periodo di congiunzione,personalmente avvolte mi è capitato addirittura dall' ultima quadratura..
Sui siti dediti all' a.a i soggetti vengono informati che si tratta di placebo o simili..ma io penso che sia una realtà che esiste e che vada studiata!altre cose che ho notato è che la rsm sembri interagire con la rs di base ma ora troppa carne al fuoco eh eh
Che cosa ne pensi? Ciao!


La sua è una domanda molto rischiosa perché inevitabilmente costringe a uno schieramento e quindi a creare disappunti in chi la pensa diversamente. Posso esimermi dal compito, ma è anche vero che ci sarà sempre chi non sarà d'accordo con me. Perciò tanto vale rispondere.

La cosa più importante che bisognerebbe apprendere prima di fare analisi astrologiche è sicuramente quella che ognuno interpreta i fatti secondo la propria visione soggettiva delle cose e che questa visione è guidata dagli strumenti teorici e pratici che l'astrologo usa per la sua pratica. 

Per esempio mi viene in mente il caso di chi, non avendo ben compreso la regola dei "venti giorni" riferisce che gli effetti della rivoluzione solare successiva si avvertirebbero venti giorni prima che scatti il nuovo anno astrologico. La regola è stata elaborata da Ciro Discepolo, ma non è questa. Come spesso accade, come nel gioco del telefono, durante il passaggio dell'informazione da un astrologo all'altro, la regola viene deformata, storpiata, così da acquisire un senso totalmente diverso da quello che l'autore aveva diffuso in origine. È esattamente quello che è accaduto a Ciro Discepolo.
La cosa bizzarra è che la gente trova quel che si aspetta di trovare e perciò esistono astrologi che per trent'anni hanno applicato una regola totalmente travisata e la vedono funzionare così come l'hanno capita. Questo è di cruciale importanza poiché dimostra come i fatti oggettivi sono un po' storpiati da chi li legge, appunto a seconda del metodo di lettura che usa per sondare la realtà. Perciò una verità oggettiva delle cose spetta a chi almeno si rende conto di questo problema "psicologico".

La regola di Ciro Discepolo spiega che nell'arco di tempo che va dai venti giorni prima che termini il proprio anno astrologico sino al compleanno, subiamo gli eventi descritti dalla rivoluzione solare in corso, ma con una frequenza statistica maggiore rispetto ad altri giorni dell'anno. E non si tratta degli eventi che appartengono all'anno astrologico che deve ancora venire. Lo stesso accade subito dopo il compleanno: nel periodo che va dal compleanno ed entro i venti giorni successivi a esso, accadono con più frequenza gli eventi importanti dell'anno astrologico in corso. Parliamo di frequenza statistica di eventi e non di sensazioni. La media va fatta su un campione vastissimo di casi e non sul singolo soggetto. 

Relativamente a questo argomento se ne è parlato in molti convegni e libri, e Ciro Discepolo ha chiarito infinite volte l'equivoco. Però le cose non cambiano. Anche io ho chiarito la cosa in tutti i modi: per approfondire potrebbe esserle utile un mio articolo. Clicchi ----QUI---- per leggerlo.

Come spesso accade, la paternità di certe affermazioni si perde nel corso del tempo e perciò è facile che qualcuno si ritrovi a usare una regola di Ciro Discepolo, distorta dal tempo e dalla disinformazione, ma senza sapere che è di quell'autore! Così avviene un paradosso incredibile: qualche astrologo si ritrova a contestare Discepolo senza sapere che usa una regola dello stesso autore, ma che è stata travisata. 

Da quando Discepolo ha parlato della storia dei "venti giorni", sono nate le più disparate idee. Chi dice che l'effetto della rivoluzione solare comincia a sentirsi venti giorni prima, chi addirittura dice che comincia a sentirsi tre mesi prima come dice lei. Però noi non dobbiamo ragionare in termini di percezione soggettiva, cioè sul "sentire". La regola non parla di percezione, ma parla di eventi proprio per evitare di prendere lucciole per lanterne. Perciò per stabilire se una RS comincia a funzionare prima del dovuto, dovremmo prendere  un evento importante accaduto nella vita del soggetto e verificare se sia più in linea con la RS in corso o con quella successiva. 

Se noi ragioniamo sulla base della nostra percezione personale, sulla base delle nostre sensazioni, cioè sul "percepire" che qualcosa sta cambiando, non ne veniamo più fuori perché demarcare la linea di confine tra un simbolo astrologico e un altro, è cosa assai difficile. Perciò occorre un evento oggettivo, concreto, come per esempio un lutto o un incidente, un fidanzamento, qualsiasi cosa di concreto.

Facciamo un esempio pratico. Io sono nato il 21 dicembre. Immaginiamo che mi rompa una gamba il 20 dicembre 2017. Se non fossimo capaci di intercettare l'evento attraverso la lettura della RS in corso allora potremmo ipotizzare che si tratti di un evento relativo alla RS che deve ancora arrivare. Ma anche in questo caso sarebbe legittimo supporre di non esser capaci di leggere una rivoluzione solare. E so che ciò darebbe molto fastidio a chi sperimenta da anni. 

Ricapitolando, in molti hanno capito male la regola di Ciro Discepolo. In molti vedono che le cose funzionano così come hanno capito che dovevano funzionare. È stato messo un grillo nella testa degli astrologi e tutti si sono mobilitati a cercare quel che hanno capito della regola di Ciro Discepolo. E puntualmente lo vedono! È questa la cosa che deve far riflettere!

Poi accade che certe regole cominciano a vivere di vita propria e si evolvono a seconda della testa dei vari ricercatori. Siamo sicuri che se tutti avessero capito veramente la regola di Ciro Discepolo sisarebbe diffusa questa cosa che le RS cominciano a funzionare prima del compleanno? Credo di no. È infatti una cosa che è nata solo dopo che Ciro Discepolo ne ha parlato. Chi è veramente all'oscuro della regola di Discepolo? Nessuno. Chi studia le RS prima o poi sente parlare di tale regola e verifica se funziona o no. Non esiste studioso al mondo che pratichi le RS senza documentarsi su quel che si sa sull'argomento. E non esiste astrologo al mondo che non si confronti con l'esperienza di altri. Prima o poi viene a sapere di quella regola. Se è fortunato apprende la regola giusta. Se è sfortunato apprende la regola deformata. In ogni caso, tutto funziona. La cosa non è assurda, ma ci insegna che i simboli astrologici sono così vaghi che siamo noi a trovare corrispondenze! Per questo occorre uno scontro con dati oggettivi, con fatti concreti.

Ragioniamoci sopra: è praticamente assurdo che esista una regola astrologica veritiera che guardacaso è la cattiva interpretazione di una regola elaborata da Ciro Discepolo! Quante probabilità ci sono che possa esistere un effetto astrologico che capita venti giorni prima, proprio il tempo stabilito da Discepolo per indicare un'altra cosa? È un fatto così talmente assurdo che mi lascia assai sbigottito. Qualcuno potrebbe dire che anche se la cosa sembra assai improbabile, è comunque possibile. 

Ed è per questo che, ripeto nuovamente, dobbiamo pensare a fatti oggettivi: se parliamo di un effetto che comincia a sentirsi prima, allora è tutta aria fritta che non è possibile verificare oggettivamente. Se invece parliamo di fatti, episodi concreti, allora possiamo fare le dovute ricerche. Mettiamo il caso che si comincia a parlare di figli ma si procrea l'anno successivo, è errato affermare che la RS ha cominciato a funzionare prima. Un conto sono i pensieri, e un conto sono i fatti. Ciò che potrebbe confondere le idee è anche il fatto che nella lettura delle RS dobbiamo contare anche l'interpretazione dei transiti, cosa che ci permetterebbe di capire meglio una RS e quindi di capire se ciò che sta accadendo è relativo all'anno in corso o a quello successivo. 

Quindi, una ricerca in tal senso deve partire da fatti oggettivi. Prendiamo un centinaio di eventi accaduti in un qualsiasi giorno prima del return solare e vediamo se questi sono ascrivibili alla RS in corso o alla RS che deve ancora venire. Non possiamo affidarci al "secondo la mia esperienza", perché non possiamo stabilire a priori su quali parametri si basa l'analisi astrologica del collega astrologo, quali fatti siano stati presi in considerazione, e se le regole di lettura della RS siano state davvero acquisite. Ognuno si autocertifica e ognuno vede quel che vuole. E ognuno vuol avere ragione di quel che vede.

Ma se abbiamo fatti oggettivi e tutti usiamo le stesse regole di lettura, allora tutti possiamo giungere alle mediesime conclusioni.  

Usando le regole acquisite tramite la scuola di AA, io non ho mai notato che un evento accaduto nella RS in corso potesse essere ascrivibile alla RS successiva. La RS non va letta come un transito. Se prendiamo per esempio il transito di Saturno sul Sole, noi possiamo sentirne l'effetto prima che l'aspetto diventi preciso. Ciò probabilmente dipende dalla polarità dei due corpi celesti. Se il corpo in transito e quello toccato sono della stessa polarità, allora vi è un effetto repulsivo tale che il nuovo ciclo si attiva solo dopo il contatto preciso tra i due punti. Su questo argomento ho costruito una mia ipotesi che può leggere cliccando ----QUI----.

Come rispondere al fatto che la RSM e la RSB possano sovrapporsi? Qualcuno ha fatto questa constatazione e anche a me è venuto il dubbio. Ho una mia idea e già ne ho parlato in altre occasioni. Tutto dipende dalle regole che si usano. Se prendiamo per buono il fatto che ci sono fatti ineludibili come per esempio un lutto, e che questi sono indipendenti dalla RS, è ovvio che tali fatti possano essere descritti meglio dalla RSB e non dalla RSM. La cosa è molto complessa, ma ne ho parlato davvero infinite volte in molti post. Perciò per avere una visione più completa della questione bisognerebbe rileggersi moltissimi dei miei interventi.

Vuoi il criterio operativo? Leggi la guida pilastro: Astrologia verificabile .