29 maggio 2018

È un mondo difficile

È un mondo difficile, il futuro è incerto, oggi più che mai che vediamo i nostri valori cestinati nell'immondezzaio.

Il presidente della repubblica Mattarella in questi giorni ci ha ricordato che esistono poteri forti a cui sottostare, volenti o nolenti, perché è per il "bene" dell'Italia. Il mio bene, se mi è permesso, lo decido io se il mio pensiero ha ancora un minimo di valore.

Insomma, la sensazione di essere schiacciati, oppressi, manipolati, è altissima a causa dei malvagi del web; e in più ci si mette di mezzo anche la politica a farci sentire che non siamoiberi nemmeno per sogno. 

Ciò che può essere un bene per me potrebbe essere un male per il prossimo. E allora non ha senso puntare il dito. Si punta il dito su chi punta il dito. Si giudica chi giudica. Io reagisco a chi mi offende perché non bisogna farsi opprimere dalla malvagità o da chi presume di fare la cosa giusta per il mio bene. 

Io dico no a chi vuole esercitare il proprio potere sul prossimo, a qualsiasi livello; a chi giudica, a chi si atteggia a maestro di saggezza sul web se poi è un hater.  

Lo so: nonostante la malvagità di certa gente che si crede depositaria della giustizia io sono ancora in piedi e devo dire grazie a voi che mi sostenete e mi incitate a fare sempre meglio. 

Ho sempre detto di non essere perfetto; ma ho sempre cercato di migliorarmi per diventare una persona più evoluta, non solo sotto il piano culturale, ma sorpattutto sotto il profilo umano. E per me questo significa condividere ciò che amo senza dar fastidio a nessuno, nel pieno rispetto delle regole.

Il percorso è sempre in atto e la sfida più grande della mia vita è proprio quella di riuscire a sconfiggere l'oppressore malvagio per superare la mia sofferenza. E non potete immaginare come mi senta oltre a ciò, nel veder "morire" la democrazia soprattutto se con la scusa del "bene" migliore. 

Il fatto è che spesso sotto i migliori intenti si nasconde il male, volontario o involontario. Ma l'importante è la libertà, non l'oppressione. Oguno può esercitare il diritto alla critica, il diritto di parola e di giudizio; ma esso non deve divenire un pugnale, una sofferenza per il prossimo e non deve divenire un'imposizione o una punizione. La libertà di ognuno deve rispettare la libertà dell'altro, non deve invaderlo, non deve sopprimerlo. 

A prescindere dalle proprie ideologie deve esistere un'etica che deve consistere nel lasciare gli altri liberi di professare quel che vogliono, come vogliono e quando vogliono; perché cercare di mettere i bastoni tra le ruote significa  perdere tempo a vivere nell'odio. L'odio chiama altro odio e perciò l'unica soluzione, o almeno la più saggia, è quella di lasciar perdere il passato e guardare al futuro senza calpestare nessuno. 

Siamo esseri umani, ognuno con le proprie debolezze, paure, sofferenze. Ognuno ha il suo percorso fatto di sbagli e successi. Ma nessuno può permettersi di diventare oppressore del prossimo. E questa sarà una battaglia che combatterò finché il cuore me lo permetterà. Pace, amore, serenità...

Grazie Laura, ne avevo bisogno.

LAST MINUTE:
 Gli ultimi due arrivati!
La logica è molto semplice: l'odio attira altro odio. Ogni azione malvagia, che sia di scherno, derisione, offesa, critica aspra, riceve una risposta. Se due persone sono intelligenti sanno quando fermarsi. Il maniaco non si ferma. Ed è lì che cominciano i veri problemi: quando nessuna strategia serve a far calmare le acque (C'è chi le ha provate tutte) vuol dire che dall'altra parte c'è una persona che odia e non smetterà mai di odiare. E se non smetterà mai di odiare vuol dire che è maniacale. 

Approfondirò nel mio nuovo libro di astrologia di prossima pubblicazione... 

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DIGNITA' ITALIANA: CLICCA QUI per leggere l'articolo
Prossimamente le registrazioni radio-interviste con Al Rami.


Condivido:
L'intervita del dottor Galeota al prof. Matteo Brignacca dell'istituto culturale gnostico. Buon ascolto.
Ascolta "Cos'è la Gnosis?" su Spreaker.

25 maggio 2018

Young Signorino: analisi astro-sociologica del fenomeno


Per chi mastica di astrologia non è affatto strano veder emergere la nuova stella del Trap Italiano proprio nel periodo in cui Giove transita nel complicato e tortuoso Scorpione, segno dissacrante come lo è il wb di questi ultimi anni, dove imperano i troll, i maniaci, gli stalker, il cyberbullismo, nonché il trash di personaggi il cui imperativo categorico è quello di scioccare.
Young Signorino è un performer youtuber che si colloca prepotentemente proprio in questo contenitore super affollato dal trash, attraverso un genere musicale assai popolare in questi ultimi anni grazie alle produzioni dei già più noti (ma professionali) Ghali e Sfera Ebbasta: appunto il Trap. Con i suoi oltre, al momento, 10 milioni di visualizzazioni del suo ultimo brano intitolato “Mmh ha ha ha” (e oltre 86.000 iscritti sul suo canale), ritroviamo il trapper ai primissimi posti nelle visualizzazioni delle nuove tendenze su Youtube.

Ma chi è Young Signorino? Ho cercato sul web i suoi dati di nascita per poterne calcolare il quadro astrologico; ma a parte il fatto che abbia 19 anni non ho trovato nient’altro. Di lui si vocifera si ispiri a Marylin Manson. Afferma che Satana sia suo padre e da ciò si intuisce chiaramente quanto il giovane abbia capito come provocare il pubblico per ottenere visualizzazioni  (e denaro), nonostante abbia, stando a quel che si dice, sofferto di quei problemi psichiatrici che potrebbero farci comprendere il motivo del suo stile “delirante”. Forse un’altra trovata pubblicitaria per giustificare i folli e sconcertanti contenuti dei suoi “brani”? (continua sul video...)

Ascolta il brano:

ATTENZIONE: PER TUTELARMI DAL CYBERBULLISMO E DALLA VIOLENZA PSICOLOGICA DI CUI SONO STATO VITTIMA, HO DISATTIVATO, SINO A DATA DA DESTINARSI, LA POSSIBILITA' DI INSERIRE COMMENTI AI MIEI POST. 

NEL FRATTEMPO STO LAVORANDO ALLA STESURA DI ARTICOLI SUL FENOMENO DEGLI HATERS.

12 maggio 2018

Le vittime degli haters


Ci sono due tipi di carnefice: il sadico e il superficiale. Il primo è cosciente del dolore che infligge alla controparte mentre il secondo non se ne rende conto. In entrambi i casi il carnefice legittima a se stesso e agli altri la sua violenza e in certi casi la minimizza, convinto di non fare nulla di male, anche quando espressamente gli viene comunicato.

Infatti il carnefice a volte accusa la vittima stessa del fatto che "giochi a fare la vittima" e che non lo sia per davvero. Per il manico c'è sempre un motivo per infliggere quella che per la controparte è una vera e propria tortura. 

La vittima della maniaco o dello stalker, subisce l'offesa attraversando diverse frasi. La prima è quella della reazione che probabilmente è tanto più forte quanto più l'offesa è percepita gravemente. 

La seconda difesa spinge la vittima a minimizzare l'offesa cercando di non pensarci. Insoma, ci si illude che l'offesa ricevuta non sia nulla di grave: il processo di autoregolazione spinge il sistema difensivo a trovare un equilibrio per mantenere l'omeostasi. E così la vittima cerca di autoconvincersi che deve fare finta di nulla, che deve lasciar perdere.

Nella terza fase vi è il fallimento della difesa precedente se i comportamenti lesivi sono reiterati. A quel punto subentra la disperazione con tentativi di annientare il carnefice o di annientare se stessi.
 
Nella seconda ipotesi, infatti, l'attacco del maniaco costringe la vittima a vivere in una situazione di tensione e preoccupazione che vanno a interferire con la vita di relazione, spesso causando il logorio delle relazioni sociali, di coppia e in famiglia. Questo addirittura avviene anche e solo se il maniaco è nelle vicinanze, o solo a sentirne parlare. 

Ricevere dal proprio hater una semplice email senza alcun contenuto offensivo, per esempio, è comunque fonte di dolore ed è percepito come una tortura.

Di fatto, vi è una ipersensibilizzazione allo stress che può produrre irritabilità, depressione, idee fisse, insonnia e manifestazioni psicosomatiche. 

L'apatia, la perdita dell'interesse nei piaceri della vita, il dubbio circa il proprio valore, il pessimismo, la sensazione di esser braccato, imprigionato, il desiderio di rinunciare alla propria vita, non sapere più quel che vogliamo, sono alcuni dei sintomi di questa depressione indotta dagli haters.
 
Il maniaco vorrebbe sollecitare proprio questo stato mentale nella sua vittima, o addirittura non se lo aspetta, appunto perché non percepisce la gravità delle proprie persecuzioni. Anzi! Ritiene del tutto legittimo continuare sulla stessa strada poiché a suo dire è la vittima ad attirarsi le critiche, gli insulti, le svalutazioni. 

Il maniaco non si pone il dubbio che il proprio attacco possa portare a una disperazione tale da spingere la sua vittima al suicidio. Questa dispercezione della realtà costringe il maniaco a perseguire nei suoi atti maniacali pensando che non siano così gravi da portare a reazioni di questo tipo. Infatti nel quadro psicologico del manico predomina la mancanza di empatia, e soprattutto la proiezione. Ma ci sono casi in cui il suicidio è proprio quello che il maniaco si auspica. 

Nel post precedente mi sono occupato di analizzare una delle possibili configurazioni di un maniaco; ma oggi vorrei parlare di quelle della vittima. 

Molti mi hanno sempre chiesto quali configurazioni astrologiche fossero presenti nel mio tema di nascita visto che sono stato vittima di maniaci e di violenza durante il corso della mia vita. 

Ebbene, l'opposizione tra Sole e Marte, sebbene larga, mi ha spinto, sin da piccolo, a subire i soprusi e gli abusi del prossimo. Di fatti la stessa Morpurgo, quando parla dell'opposizione tra i due corpi celesti ci parla di una devitalizzazione dell' "Io" a causa di tremende ferite che poi si traducono nel desiderio di riscattarsi o attaverso comportamenti passivi, rinunciatari. È chiaro che le dinamiche astrologiche si ripetono nel tempo e perciò è vero che nella vita incontro spesso persone che si sentono autorizzate a "schiacciarmi". Anche Ciro Discepolo, quando parla di questo aspetto astrologico, ci informa di violenza subìta. La Violenza esercitata invece la trovo nella congiunzione e non nell'opposizione, anche se nel mio caso ho convogliato nelle arti marziali. 

Non si tratta del quadro di un prepotente perché sono molto più forti i tratti morbidi del tema: (Luna che riceve molteplici aspetti ed è in trigono a Giove e Nettuno etc. etc.).  Anche solo questo è sufficiente per stabilire se la violenza è subìta o esercitata.

La stessa violenza è secondo me anche indicata da Marte in sesquiquadrato a Urano che ci parla di situazioni brusche, radicali, aggressività e mancanza di moderazione da parte degli altri (o del soggetto stesso). La Morpurgo invece afferma che tale posizione può portare all'essere rinunciatari in quelle situazioni in cui sia richiesto far valere i propri diritti. Siccome i vertici della dissonanza sono giocati tra 3^ e X Casa, possiamo ben comprendere come per mezzo degli strumenti di comunicazione (3^ Casa) io subisca una violenza che mina la mia reputazione (X Casa). 

Spesso ho detto che noi possiamo vivere le stesse posizioni astrologiche ad un livello più alto di evoluzione. Per esempio, così come Jung visse le sue psicosi Nettuniane, così poi le analizzò nella vita dei suoi pazienti esorcizzando il suo problema. Allo stesso modo, così come io ho subìto spesso violenza sul web, allo stesso modo mi occuperò di lottare contro il bullismo, gli stalker, i maniaci, appunto raccogliendo testimonianze e i casi di quelle persone che hanno subìto abusi e violenza, approfondendo il più possibile. Questo sarà uno dei temi che tratterò nel mio libro di astrologia di prossima pubblicazione, analizzando anche la condizione astrologica di una mia consultante che ha subìto vioolenza sessuale.  

Prossimamente...

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Non daremo mai a nessuno la soddisfazione di vederci tristi.

10 maggio 2018

Saturno e il Super-Io



ma oggi approfondiremo l'argomento inserendo nel discorso due variabili: la dimensione temporale e la dimensione energetica. 

Ho spiegato in altre occasioni che Saturno rappresenta il nostro Super-Io (credo assieme a Giove che invece si esprime con la moralità al positivo). In sostanza si tratta del nostro genitore interiore, che a seconda delle circostanze e delle esperienze che regolano la tendenza generale del soggetto, può esprimersi attraverso un comportamento legato al senso di colpa. 
 Il Saturnino si punisce per un errore commesso o punisce gli altri. 
Quondi tutto dipende dall'educazione ricevuta e che si traduce nell'asse dimensionale legato al desiderio di punire sé stessi e di punire gli altri. 

Saturno infligge punizioni. 

La dimensione energetica riguarda appunto  l'intensità del comportamento e dell'atteggiamento: generalmente sono gli aspetti dissonanti di Saturno verso i luminari e Mercurio a inasprire il profilo e a renderlo più complicato. Ma di per sé questa cosa non ci dice se il profilo risulterà patologico o meno. 

La dimensione temporale invece ci dice se l'atteggiamento e i comportamenti di punizione aumentano o diminuiscono di intensità lungo il corso del tempo. La costanza rappresenta una certa coerenza; ma di per sé nemmeno questo ci dice se l'atteggiamento e i comportamenti sono da inserire nella tipologia patologica. 

Ciò significa che la sola indagine astrologica non è sufficiente per stabilire se il soggetto manifesterà i suoi tratti in maniera patologica o semplicemente rigida. Tuttavia, nel momento in cui lo psicologo, lo psicoterapeuta, volesse aiutarsi con l'astrologia per studiare dal punto di vista astrologico i pianeti "responsabili" di un quadro già definito patologico da altre metodiche, potrebbe farlo, naturalmente se fosse di mente aperta e disponibile a dar credito alla corrispondenza tra posizioni planetarie e carattere, personalità, temperamento.

Quel che mi preme sottolineare oggi è la parte "estrema" legata al Saturno dominante e leso o in cattivo aspetto ai luminari o a Mercurio o Marte. Quindi, vediamo insieme cosa succede quando Saturno è rigidità a livelli patologici, ma dobbiamo tornare a parlare del senso di colpa. 

L'interesse ad attribuire o ad attribuirsi una colpa deriva da una certa inflessibilità. Secondo l'ipotesi della teoria oggettuale di M. Mahler, la costruzione del sé, cioè l'immagine stabile che abbiamo di noi, dipende in larga misura non da pulsioni innate, ma dal rapporto, dalla relazione che il bambino ha costruito con le figure di attaccamento durante i primi anni di vita. Rispetto all'idea di Freud, questa teoria pone l'accento sull'individuo come parte attiva e passiva all'interno di una diade, appunto costituita dal figlio e dal genitore. 

Se le aspettative del figlio sono disilluse o se il figlio cresce in un contesto in cui esiste uno stile di attaccamento (col genitore o col caregiver) disfunzionale, allora il comportamento del soggetto può divenire una traccia indelebile del carattere,  più o meno stabile a seconda delle altre esperienze avvenute successivamente durante il corso della vita. Perché infatti il nostro cervello dispone di quella propietà, detta neuroplasticità, che permette di operare dei cambiamenti funzionali o più disfunzionali per scopo adattivo. 

Quando parliamo di posizioni astrologiche, come detto poche righe fa, noi ci riferiamo a un modus operandi che oscilla dalla "normalità" al patologico, con una direzione verso la seconda tendenza se gli aspetti sono dissonanti. Quindi l'astrologia ci parla solo di una tendenza. Morale della favola, quando lo psicologo proverà a leggere il quadro astrologico di una persona che ha già dichiarato "patologica" coi propri metodi, troverà la corrispondente posizione astrologica (che non necessariamente è la causa, visto che in astrologia non sappiamo se le influenze siano di tipo causalistico o di altra natura).  

D'altra parte l'astrologo può usare i metodi della psicologia per effettuare diagnosi? No. Ovviamente no. Tuttavia può esprimere un giudizio astrologico su di una patologia diagnosticata da un professionista psicologo iscritto all'albo. 

Nonostante ciò credo sia possibile stabilire, senza alcuna pretesa di effettuare una diagnosi, se il soggetto mostra una costanza e una certa intensità nei propri comportamenti e reazioni e se ciò sembra disfunzionale arrecando un danno costante.

Per esempio si può definire maniaco chi vuole infliggere una punizione, magari moralizzando, usando sotterfugi, doppi giochi, deridendo, insultando, insinuando, colpevolizzando con assiduità, per anni. Infatti il Saturnino doc, non transige che una regola (che lui percepisce come inviolabile) sia violata.  La percezione del Saturnino essendo rigida, non può che concentrarsi verso l'intransigenza, appunto nei confronti degli altri o nei confronti di sé stesso (o entrambe le cose). Perciò una visione più critica, e non ipercritica, spetta al Saturnino che non ha alcun aspetto dissonante coi luminari o con Mercurio o Marte. 

In caso contrario, il proprio "giustizialismo" (non per nulla Saturno è anche detto in esaltazione nella Casa della Bilancia, che è anche quella della giustizia) diviene una punizione intollerabile per chi lo subisce. Infatti il Saturnino che ha lesioni ai luminari o a Mercurio (o Marte) non si rende conto del limite da non superare mentre non mostra un minimo di elasticità a tollerare i difetti, reali o presunti, che vede negli altri. Perepisce punibile l'altro, ma del tutto legittima la sua critica oppure l'offesa, ritenuta, imparziale, onesta, giusta. Il tutto può essere espresso attraverso un controllo e una freddezza che, per il Saturnino stesso può apparire come logica ineccepibile, ma per la vittima invece è spietatezza. 

Facciamo un esempio pratico: tra il Saturnino che non tollera lo sfruttamento di un debole e il Saturnino che non tollera chi divulga una statistica o un metodo astrologico non conforme ai suoi standard, c'è una soglia di tolleranza minore nel secondo caso. Oggettivamente è lecito esporre un dissenso nel primo caso; mentre nel secondo è ingiustificato l'accanimento a prescindere dalle proprie credenze.

Come detto prima, la patologia si esprime non solo per la forza di tale durezza; ma anche per la durata. Per esempio si può essere inamovibili e duri per un certo periodo di tempo, ma poi concentrarsi su altro.  Infatti esistono gli organi preposti a infliggere punizioni, proprio perché nessuno possa farsi giustizia da solo diventando da "presunta" vittima a carnefice. 

Non è detto che il Saturnino sia necessariamente un mascalzone pronto a infliggere le sue pene. Anzi! Ma molto dipende dalla percezione soggettiva dell'offesa, che comunque, in condizioni non patologiche, viene via via dimenticata. Naturalmente ciò non è vero nel caso in cui l'offesa ricevuta, o l'infrazione compiuta sia oggettivamente grave. Ma anche in quel caso, esistono gli organi preposti a far sì che la parte lesa o che accusa non diventi a sua volta carnefice. Ma il Saturnino patologico non permette a nessuno di porgli dei limiti poiché è lui stesso che li impone. Il Saturnino patologico non accetta che gli si faccia la predica poiché è lui che stabilisce, soggettivamente, cosa può fare e cosa invece non dovrebbero fare gli altri per non essere incriminati da lui. Perciò costringe la sua "vittima" in una condizione di sottomissione. Cioè, per non subire la pressione psicologica esercitata dal suo carnefice, la vittima non può esprimere più sé stessa. Ed è il carnefice che valuta ciò che secondo lui, è giusto o sbagliato, spesso ingigantendo, sopravvalutando, esasperando ciò che vede nella sua vittima. 
Se per esempio la vittima usa un termine al posto di un altro allora è un impostore, un inetto; se ha un'idea che a lui non piace è un truffatore, se non vuole ascoltarlo allora è in cattiva fede, se la vittima si vanta allora deve deriderlo, se ha fatto qualcosa di buono deve svalutarlo etc. etc. E per il Saturnino patologico è del tutto legittimo perché una qualsiasi privazione del suo diritto di critica sarebbe percepito come una violenza. Non percepisce la violenza che fa agli altri, ma è molto sensibile alle imposizioni (infine vedremo il perché).

Il Saturnino patologico non si cura se sta esagerando o no e non si cura dello stato d'animo della sua "vittima" poiché, appunto, la rigidità delle proprie regole e dei propri giudizi, costringono la vittima a subire la punizione per una "colpa" ritenuta tale e che non può essere cancellata.  Ed è lì la patologia: la percezione che la presunta colpa attribuita alla vittima non possa mai estinguersi. In quel caso chi giudica diventa carnefice incapace di distinguere la linea di confine tra un giudizio e una persecuzione, a maggior ragione se il Saturnino patologico trova, ogni volta, ragioni per accusare la sua vittima. In questo modo crea un doppio legame per cui non può fare a meno della sua vittima per dare libero sfogo alle sue intolleranze, (a questio punto divenuta di vitale importanza per manifestare sé stesso) costringendo, al contempo, la vittima a subire una sofferenza perenne, vissuta come ingiustificata, esagerata, appunto maniacale.

Il Saturnino patologico vuol dare la colpa a qualcuno per qualsiasi cosa egli reputi intollerabile è giacché la tolleranza è bassa di default, allora sarà eccessivamente severo e cercherà qualsiasi pretesto per dubitare e per incolpare la sua vittima anche quando essa espressamente desidera non essere infastidita e non fa nulla di oggettivamente grave o punibile. E nel caso fosse punibile, è il Saturnino patologico stesso che vuole infliggere la punizione, appunto mostrando la sua intolleranza, la sua mancanza di elasticità, il suo dissenso, che spesso e volentieri sono espressi con durezza, disprezzo. La vittima è percepita come un "insetto" da schiacciare, demolire, punire. 

Non necessariamente impone il suo punto di vista o vorrebbe zittire il suo interlocutore. Ma giudica, sentenzia e punisce svalutando. Non tollera chiunque compia una deviazione dai suoi standard assai rigidi, spesso mascherati da un falso senso dell'etica e della morale. Infatti, la vera morale e la vera etica la troviamo nella tolleranza, nel rispetto del prossimo e non nel desiderio di individuare una colpa da infliggere a tutti i costi, anche per i motivi più assurdi, ma che per il patologico sono seri e imperdonabili.  

Il senso di colpa del Saturnino, quando patologico e investita su di sé, invece porta alla depressione, alla svalutazione di sé, ma sempre in funzione di un confronto intollerabile con gli altri, percepiti come accusatori o migliori. In questo caso la percezione è opposta alla precedente: l'estrema ipercriticità e sottovalutazione di sé possono portare alla vera e propria svalutazione; a vivere come una croce enorme ogni piccolo errore commesso o qualsiasi cosa percepita come tale.
 Giacché il Super-Io rappresenta il nostro genitore interiore, notiamo che nel Saturnino patologico si ripropone il rapporto con la figura paterna (o con le altre figure di attaccamento), vissuta, evidentemente come castrante e giudicante. Nella mente del bambino, tale condizione è chiaro che porta a numerosi epiloghi non necessariamente correlati al desiderio di comportarsi, a sua volta, come fece il padre. Ma questo è probabilmente vero nel caso del Saturnino patologico. Infatti il soggetto adulto percepirebbe come ingiusti e punibili tutti i comportamenti che deviano da una certa soglia, quasi come per punire il padre che un tempo fu percepito come ingiusto. Il senso di rivalsa nei confronti di un passato avverso può risolversi nei due opposti: o svalutando sé stessi o svalutando il prossimo. 

 In ogni caso, è l'insistenza e la forza energetica, come detto prima, a fare la distinzione tra un quadro patologico e uno sano. Lo stesso principio è applicabile non solo al Saturnino, ma anche a qualsiasi altro soggetto rappresentato dalla sua dominante planetaria.   

Questo qui è il grafico di Hitler. La dominante è Saturno perché congiunto al MC, ma anche Urano. Entrambi sono lesi. 

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Che questo post possa essere d'aiuto per una felice autocritica e per abbandonare l'odio e il risentimento.

Vuoi il criterio operativo? Leggi la guida pilastro: Astrologia verificabile .


Autore e statuto
Giuseppe AR Galeota
Statuto: qui “valido” significa discutibile e controllabile (criteri, contro-esempi, revisione).
Metodo: astrologia giudiziaria (RS/RL) + criteri anti-bias (verifica/contro-esempi).

06 maggio 2018

Preoccupati della tua coscienza e non della tua reputazione


Un anonimo ieri mi ha scritto questo messaggio bellissimo:

Un carabiniere nota un serpente che sta morendo bruciato e decide di toglierlo dal fuoco.

Appena lo fa il serpente lo morde.

Per la reazione del dolore, il carabiniere lo libera e l'animale cade di nuovo nel fuoco.

Il carabiniere cerca di tirarlo fuori di nuovo e di nuovo il serpente lo morde.

Qualcuno che stava osservando si avvicinò all'uomo e disse:
- Mi scusi, ma lei è testardo! Non capisce che tutte le volte che prova a tirarlo fuori dal fuoco va a finire che lo morde nuovamente?
Il carabiniere rispose:

- La natura del serpente è mordere, e questo non cambierà la mia, che è aiutare.

Quindi, con l'aiuto di un pezzo di ferro, il carabiniere tira fuori il serpente dal fuoco salvandogli la vita.

Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa del male.
Non perdere la tua essenza, prendi solo precauzioni.

Alcuni perseguono la felicità, altri la creano.

Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione.

Perché la tua coscienza è ciò che sei, e la tua reputazione è ciò che pensano gli altri di te.

E quello che pensano gli altri, non è un problema tuo. E' un problema loro.

NEVER GIVE UP SEMPRE!
Grandissimo Alrami!


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Mi piacerebbe che questo anonimo si firmasse con nome e cognome perché ha scritto una cosa talmente bella che merita una lode pubblica. E l'umiltà di rimanere nell'anonimato non può che farmi pensare quanta nobiltà d'animo sia contenuta nel suo cuore.

Io ho provato in tutti i modi a spiegare ai "serpenti" come non essere più serpenti, come chiudere definitivamente le discussioni, anche tendendo la mia mano. Ma la natura del serpente è di mordere... Cosa fare? Come consiglia il messaggio dell'anonimo occorre prendere precauzioni. Evitare, stare allalarga, il più distanti possibile dai serpenti.  Ma in futuro scriverò molto su come difendersi dal bullismo sul web.

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Terminerei questo post con un video realizzato l'altro giorno. 
4 consigli per vivere più sereni. 

 

04 maggio 2018

I maniaci sul web

Tanti anni fa cominciai a studiare l'astrologia per conoscere il mio futuro per capire se avrei sofferto ancora. Nella mia infanzia, infatti, sono stato vittima di violenze fisiche e psicologiche. Mi interessava sapere soprattutto se dal mio tema di nascita venisse fuori questa cosa. 

Capire cosa scatta nella mente di un maniaco o di chi fa violenza fisica o psicologica è stato uno uno dei motivi per cui, invece, ho deciso di laurearmi in psicologia alla triennale.

Siccome nella vita si ripetono certe dinamiche, durante il corso della mia frequentazione del web sono incappato in maniaci e in altri individui che mi han fatto violenza psicologica per esempio ossessionandomi con accuse, o con messaggi anonimi, o con offese, o con la pressante insistenza. Del tutto legittimo esprimere il proprio giudizio e il proprio parere, ma sino a un certo limite che non deve essere superato.

Quando la percezione soggettiva di non fare del male gravissimo viene disillusa dalla percezione della vittima che appunto lo rende noto, lì subentra un reato punibile anche penalmente,a maggior ragione se poi la volontà di far del male è invece evidente. 

A prescindere da ciò che io posso aver fatto o detto, la violenza non è mai giustificata e nemmeno le ossessioni; poiché violenza genera altra violenza, soprattutto quando si è mossi dalla disperazione.  

Ognuno di noi, per sfuggire a tali persecuzioni, infatti, adotta le strategie che meglio crede; e sono tanto più importanti quanto più la percezione dell'offesa è grande. 

Anche dal punto di vista psicologico mi sono fatto un'idea ormai abbastanza completa del fenomeno e perciò ho deciso di scrivere un libro che parli anche della violenza sul web, alla luce delle mie conoscenze psicologiche e astrologiche. 

Il maniaco non si rende conto di esagerare e giustifica sempre le sue azioni ritenedo legittimo ogni intervento. Troverà sempre una ragione per giustificare le sue ossessioni e negherà di essere ossessionato. 

Io sono dell'idea che tutti possiamo sbagliare perché nessuno è perfetto; tutti possiamo perdere le staffe; ma l'importante è rendersi conto che non si può vivere una vita nell'odio. Però si può reagire alla violenza in maniera intelligente:

Prima di tutto non fatevi mai togliere il sorriso da nessuno.
Io farò di queste violenze il mio cavallo di battaglia per aiutare chi come me ha sofferto per gli abusi subiti. E lo farò con questo mio libro che approfondisce il tema sia dal punto di vista psicologico e sia dal punto di vista astrologico.

Quando non c'è ascolto alla parola "basta", noi possiamo difenderci denunciando gli abusi. 
La mia denuncia è contenuta in questo libro che verrà pubblicato da un'importante casa editrice italiana. 

Chiunque senta la necessità di sfogarsi raccontandomi la propria storia di abusi, troverà in me la massima empatia perché so cosa significa, ma ho avuto la forza di non farmi schiacciare. Anzi! 


23 aprile 2018

Al Rami: laurea in psicologia o in scienze e tecniche psicologiche?

Qualcuno vocifera che io non sia laureato in psicologia. 
Niente di preoccupante dato che ognuno, sul web, può dire tutte le chiacchiere che vuole. Però nell'intervento vi è un chiaro intento lesivo ai miei danni e perciò vorrei dare alcuni chiarimenti ai miei affezionati lettori e a chi trova per caso il mio blog.

Ho la laurea in scienze e tecniche psicologiche, altrimenti detta, per semplificazione, "laurea in psicologia triennale". Senza che ciò costituisca usurpazione di titolo, vien detta laurea in psicologia triennale dalle stesse università.

Alcuni esempi: 

 La laurea in psicologia comprende la triennale e la magistrale. Dunque parliamo di due lauree differenti in psicologia. Se poi si vuole essere precisi, magari per inserire i propri dati in curriculum, allora ha senso specificare che la laurea triennale in psicologia è altrimenti detta "in scienze e tecniche psicologiche", così come è auspicabile specificare che la laurea in psicologia è magistrale o meno. 

Quindi se esiste la dicitura "laurea in psicologia" anche per la triennale, io sono a tutti gli effetti laureato in psicologia e sono diventato dottore in scienze e tecniche psicologiche. Una volta fatta l'abilitazione diverrò un riabilitatore ma anche in questo caso la dicitura corretta sarebbe "Psicologo Junior" poiché esistono delle piccole limitazioni rispetto alla laurea magistrale.

Ecco un esempio: CLICCA QUI.

Giustamente qualcuno si sarà domandato come mai questa specificazione. Ebbene, da qualche tempo ciricola in rete una fakenews sul mio conto e che spero sia cancellata il prima possibile perché appunto fake. Nello specifico si afferma che io avrei commesso il reato addirittura "penale" di usurpazione di titolo, dato che la dicitura corretta è "laurea in scienze e tecniche psicologiche" mentre io avrei usato la frase "sono laureato in psicologia". A parte che il reato è stato depenalizzato, abbiamo visto che in rete possiamo trovare siti universitari che disinvoltamente usano la frase "laurea in psicologia" anche per la triennale. Perciò la fakenews è stata un semplice tentativo di danneggiare la mia immagine. Un colpo basso veramente orribile. 

Certo, guardando questa storia da un punto di vista esterno sembra una cosa davvero assai ridicola impuntarsi su un cavillo del genere.  Praticamente è come se si volesse trovare per forza un qualsiasi pelo nell'uovo pur di screditarmi.

Noi qui ci limiteremo esclusivamente a questa specifica senza entrare nel merito della scorrettezza. 

Sulle prime mi sono infuriato tantissimo e sono persino entrato in panico pensando che "l'ingenuità" di inserire "laurea in psicologia" anzicché "laurea in scienze e tecniche psicologiche" potesse davvero costarmi una denuncia penale. Ma il mio percorso nello studio della psicologia mi ha insegnato a superare con forza, coraggio, determinazione anche attacchi come questi. 

La paura di essere additato come impostore, come usurpatore, non nascondo mi ha logorato per alcuni giorni. Temevo che i lettori potessero credere a quelle bugie e che per davvero credessero che la mia non fosse una laurea in psicologia. Invece abbiamo visto che sia per la triennale e sia per la magistrale si tratta pur sempre di laurea in psicologia. Era proprio in questa circostanza che dovevo dimostrare a me stesso che i miei studi e le mie letture valevano qualcosa, che potevano aiutarmi a superare questo duro colpo. Allora, nel frattempo che quella diffamazione sia cancellata(e forse non lo sarà mai) ho ritenuto legittimo chiarire a tutti i miei lettori questo episodio che sulle prime ha rappresentato un grosso danno d'immagine ma da cui sono riemerso più forte di prima anche grazie al sostegno di tutti i miei follower e della gente che mi vuole bene.

Per concludere: non daremo mai a nessuno la soddisfazione di vederci tristi, ma ci auspichiamo che le fakenews siano cancellate. Senza spirito di polemica e senza sollevare polveroni. 

Ecco a voi un mio video con alcuni consigli per gestire il nostro passato: 
 Il mondo è abbastanza grande da consentire a ognuno di incontrarsi o di evitarsi con cura.

20 aprile 2018

La Coca-Cola non fa le pulci alla Pepsi


Il web ha allargato il campo comunicativo e perciò tutti possiamo intervenire come e quando vogliamo, ovviamente tenendo conto delle limitazioni e restrizioni di ogni piattaforma virtuale.

La grande disponibilità di informazione nutre la curiosità in un continuo circolo vizioso tale che, domanda e offerta siano accompagnate dall'interazione. Ecco: ciò che fa la differenza nel mondo vortuale rispetto al semplice documentarsi è la possibilità di interagire con chi offre conoscenza e informazione. 

Il che aumenta la conoscenza nozionistica del mondo e di sé stessi, così che allo stesso tempo chi richiede informazioni diviene allo stesso tempo studente e insegnante. Lo scontro è quasi sempre inevitabile. La propria esistenza sul web aumenta le probabilità che qualsiasi utente possa non solo fruire dei servizi offerti, ma pure intromettersi esprimendo spesso disappunti, a maggior ragione se parliamo di piattaforme social. 

Possiamo dividere il web in tre categorie di utenti:
-Chi pubblica contenuti
-Chi fruisce dei contenuti
-Chi pubblica e fruisce intervenendo attivamente, cioè sindacando ciò che fa l'altro. 

Quest'ultima categoria è quella più corposa. 

Sia ben chiaro che ognuno può scegliere la categoria che più gli si confà; ma se si osservano i leader dei vari settori si scopre che non intervengono mai a sindacare ciò che fanno gli altri (a parte i leader politici ovviamente). 

I veri competitors, i colossi del marketing, i grandi di quasi ogni campo, scelgono la stretegia di osservare le mosse del concorrente senza screditarlo. Dopo sperimentano e attuano la loro mossa per imporsi sul mercato. 

Questo perché lo scontro aperto equivale a perdita di risorse, tempo e credibilità. 

In astrologia i grandi maestri difficilmentre si scompongono a sindacare il lavoro e l'operato degli altri colleghi. Perciò se si vuole fare un grande balzo di qualità occorre seguire il loro approccio. 

Occore cioè dedicare il proprio tempo alle proprie ricerche e ai propri interessi, se si vuole lasciare un messaggio o un segno in astrologia. Il tempo della polemica, della critica, della derisione, spetta a chi non ha molto da offrire. 

In pratica, il tempo che dedicate a leggere gli altri è tempo sottratto al vostro progetto, se ovviamente ne avete uno. 

Leggo i testi pubblicati dai colleghi e se trovo qualcosa di interessante lo uso. Se non trovo nulla di interessante lascio perdere qualsiasi tipo di critica, anche perché l'interlocutore quasi mai è disponibile a mettersi in discussione.

Sono le "piccole pedine"  a far un gran rumore mentre i veri leader quagliano qualcosa.  

19 aprile 2018

Inconscio, astrologia, Chirone

Ogni comportamento ha un contenuto manifesto e un contenuto inconscio. Perciò indirettamente, attraverso il comportamento, attraverso le azioni o la vita di chi vogliamo analizzare, possiamo avere informazioni su qualcosa che si trova a livello inconscio. 

La parola inconscio non è sinonimo di inconoscibile, ma è sinonimo di nascosto e automatico. Le nostre abitudini e i nostri comportamenti ricorrenti che attuiamo in maniera istintiva e automatica sono espressione dell'inconscio, di un'esperienza che è stata immagazzinata nella memoria a lungo termine. Per esempio, sapere come ci si allaccia le scarpe è un meccanismo inconscio. Si tratta di meccanismi facilitatori.

In astrologia qualsiasi posizione astrologica ci parla di comportamenti di cui una parte è inconscia. Per esempio la Luna nel Leone rappresenta un comportamento dignitoso e difficoltà a sopportare le umiliazioni; e questo accade spesso in circostanze tipiche la cui origine, in astrologia non si può sondare.  Infatti questa materia non ci spiega qual è la ragione e qual è l'esperienza che abbiamo avuto nel passato e che ci spinge a essere così come siamo; anche perché tale comportamento potrebbe pure non dipendere dalle esperienze vissute: ci sono meccanismi che per esempio possono essere ereditari.

L'astrologia ci fornisce indicazioni soltanto su quelle cose conoscibili; ci parla di fatti ma non delle cause che li hanno originati. Per fare un esempio, Saturno in quarta Casa sta a indicare che l'ambiente familiare può essere percepito ostile e freddo ma non ci spiega per quale motivo è così. Qualcuno pensa sia possibile e per questo prova a fare delle ipotesi incrociando diversi fattori astrologici. Un astrologo di quelli karmici provò a intepretare il mio tema usando questo paradigma e sbagliò.

Perciò penso che non sia possibile poiché la medesima posizione astrologica si presta a numerose interpretazioni; altrimenti diremmo che l'astrologia è una scienza esclusivamente empirica e non anche ermeneutica.

Veniamo al nocciolo della questione: molti autori affermano che attraverso la posizione di Chirone possiamo pervenire a comprendere qual è la nostra ferita. Naturalmente ci sono casi in cui interviene il meccanismo di difesa denominato rimozione, ossia la reazione di gettare nell'inconscio un'esperienza traumatica e dimenticarsene, ma mostrando nei comportamenti ( per esempio tramite un'ossessione) che in passato c'è stato un trauma. Pertanto, se c'è la rimozione, la persona interrogata potrebbe non essere consapevole della sua ferita. Ovviamente si tratta di casi limite poiché oguno sa cosa gli è successo in passato: una donna che ha subito una violenza sessuale, per esempio, sa che è questa la sua ferita, il suo trauma e difficilmente lo dimentica. 

Più volte ho scritto che io so benissimo quali sono le mie ferite e che nessuna di essa corrisponde con la posizione di Chirone in 8^ Casa. E allora, qualcuno furbamente tira fuori il discorso dell'inconscio e che perciò se io non trovo corrispondenza tra il mio Chirone e certi fatti è perché li ho rimossi dalla mia coscienza. Questa è naturalmente una bella scusa per accettare qualcosa senza dare prove. In ogni caso, la rimozione è sempre accompagnata da un sintomo che è la "deformazione" di ciò che è stato rimosso. Dunque, anche se indirettamente, potremmo capire, osservando il sintomo, le cause descritte da Chirone. Ovviamente tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare...

Quando si parla di Chirone si parla di qualcosa molto simile al meccanismo di difesa denominato formazione reattiva. In pratica, conseguentemente a una ferita subita nel passato, il soggetto si comporta in modo tale da reagire in maniera opposta. Per esempio è una formazione reattiva quella di un uomo che decide di diventare un medico dopo aver assistito alla morte del fratello. È una formazione reattiva l'umiltà che nasconde invece l'ambizione (e di casi del genere ne ho visti tanti). Un altro esempio di formazione reattiva è amare qualcuno che in realtà si odia. Un desiderio inaccettabile viene rimosso, inviato nell'inconscio mentre alla coscienza rimane un comportamento opposto. 

Se le esperienze di Chirone si riferiscono alla primissima infanzia o a vite precedenti, è chiaro che non possiamo verificare in maniera empirica la validità di certe affermazioni. Perciò occorre compiere una scelta: bisogna dare fiducia a prescindere, come atto di fede a quel che possiamo intuire circa il funzionamento di Chirone? Se queste ferite derivano da una vita precedente, come si fa a vedere se ciò è vero? Bisognerebbe credere sia alla reincarnazione (e ciò è una scelta di fede del tutto legittima) e sia che per davvero quel corpo celeste ci parli di una ferita acquisita in un'altra vita (e anche qui è una scelta di fede, crederci o meno). Oppure, onde evitare di farsi queste "pippe mentali" (lo sono per me), bisognerebbe badare al sodo: nel mio passato c'è un'esperienza traumatica e in linea coi significati di Chirone nella casa in cui si trova? Si? No? Se è no, allora Chirone non funziona. 

Secondo il mio parere, che non vuole andare contro quello di altri, le nostre ferite sono date dalla 12^ Casa e dai pianeti che si trovano in essa. L'archetipo dell'uomo ferito che risana le ferite del prossimo, è assolutamente Pesci. Analizzando la mia 12^ Casa trovo in essa tutte le mie ferite: Luna in 12^ in Leone, e dispositore della 12^ in IV Casa: ferite nell'orgoglio, ferite che riguardano il padre, ferite riguardanti le figure femminili della propria vita. Nulla che c'entri con Chirone in 8^ a meno che non si faccia distinzione tra una ferita e l'altra.  

Se Chirone riguarda la capacità di apprendere da una ferita, allora il settore astrologico di riferimento ci dice il luogo in cui possiamo apprendere di più. Ma anche in questo caso non ho trovato riscontri.

Io che sono un furbacchione ho fatto un esperimento: ho detto alla mia fidanzata che le avrei letto il significato di Chirone nella sua X Casa e in Toro; ma le ho letto le indicazioni che invece riguardavano Chirone in Ariete e in IV Casa. Ebbene, ha trovato che tali informazioni calzassero a pennello con la sua vita. Quando le ho spiegato che le avevo tirato uno scherzetto, le ho elencato i vari significati di Chirone nei vari segni; e anche in questo caso ha trovato molte corrispondenze con ognuna delle descrizioni. Questo significa che le descrizioni sono troppo vaghe e chiunque può riconoscersi in ognuna di esse. 

Ora, la ferita più grande della mia fidanzata ha a che fare con la sua famiglia; ed è anche il settore dove pensa di aver imparato una lezione. La famiglia non ha a che fare né con la X Casa e né col Toro. Nella IV Casa, Francesca ha infatti Saturno e Urano. La 12^ Casa di Francesca è nel segno del Cancro (la famiglia!) e la Luna si trova in 3^. Infatti la sua ferita coinvolge una zia. 

Naturalmente qualcuno dirà che la ragazza ha rimosso un altro tipo di ferita; e così qualsiasi altro consultante. Ma noi sappiamo che gli antichi astrologi che non sapevano nulla dell'inconscio, quando dovettero stabilire il significato di un certo pianeta e di un certo segno, usarono l'osservazione empirica: in tale condizione astrologica X accade un fatto Y, concreto, visibile. Una Luna in 12^ significa ferite da donne; e questo è visibile, verificabile, non inconscio o inosservabile. 

Il bello dell'astrologia è che ogni posizione ha un corrispettivo psicologico e allo stesso tempo uno pratico. Quindi, se non possiamo verificarne le tendenze psichiche almeno possiamo avere un riscontro coi fatti, con le azioni, con i comportamenti, con gli eventi. 

Un Giove in I Casa congiunto all'ascendente, se non può essere misurato come indice di ottimismo, allora può essere misurato se porta oggettive fortune. Nel caso non fosse così, allora occorrerebbe uno psicoanalista per mettere alla prova ogni posizione astrologica. Ma in passato non vi erano psicoanalisti e ci si basava sui riscontri pratici. Perché oggi dovremmo complicarci la vita?

Allora oggi c'è la strana convinzione che le posizioni astrologiche possano esprimersi portando alla luce qualcosa di inconoscibile, per esempio svelandoci l'esistenza di energie sottili, di altre dimensioni, di un inconscio impenetrabile. Ma tutto questo è pura speculazione mentale. Tutto molto bello, affascinante, ma pur sempre qualcosa che potrebbe essere pura suggestione. 

Proprio ieri ho comprato il libro di astrologia scritto da Carmignani e Bongiovanni. Essi, sebbene impieghino molte pagine a parlare di mito, mitologema, archetipo, (giusto purché non si pensi che il mito sia la causa del funzionamento dell'astrologia) sono arrivati alla giusta (per me) conclusione, che Jung ha dato solo una tra le possibili spiegazioni sul funzionamento dell'astrologia, ossia la sincronicità. Molti astrologi la adottano come dogma e perciò non si domandano più se occorre un riscontro oggettivo a ogni posizione astrologica dato che per sincronicità, per l'appunto, ogni elemento astrologico corrisponde col relativo mito. Anche io, già da molto tempo, sono dello stesso parere dei due autori quando parlano del fatto che potrebbe esistere un campo morfico (è stato l'oggetto della mia tesi di laurea) e che quindi il binomio "omen-nomen" sarebbe da prendere con le pinze. Tra l'altro, un trigono o una quadratura non hanno nulla a che fare con qualcosa di mitologico o sincronistico. Semmai hanno a che fare anche con attributi numerici; e questo è vero sia per gli aspetti, sia per i pianeti e sia per i segni e le Case.

Se esiste un campo morfico, ossia che dà la forma, allora è possibile vederla anche concretamente attraverso i fatti, naturalmente senza andare a prendere in causa vite passate o esperienze prenatali o vissute subito dopo il parto. Ma ribadisco, è solo la mia personalissima opinione e non un attacco a chi la pensa diversamente.

Come potrete ben comprendere, quando si parla di Chirone si parla di paradigmi con cui ognuno intende la realtà e il funzionamento dell'astrologia. Stando all'astrologia giudiziaria il paradigma imperante è il dato oggettivo, che poi è l'unico metro di paragone che abbiamo per fare i conti con la realtà. Se invece adottiamo il paradigma spiritualista, allora non abbiamo più bisogno della verifica e va bene la fede. Ed è perfettamente legittimo che altri possano ritenere riduttiva la mia visione. Ma riduttivo o meno, si parla pur sempre di paradigmi e non di certezze assolute: una visione più empirica e l'altra più spiritualista ci parlano della sottile linea di confine tra ciò che è pensabile e ciò che è vero. 

Di questi argomenti ne ho parlato fino a ieri notte, al telefono, con un conoscente che da poco studia gli argomenti dell'astrologia karmica ed esoterica e già si sente un collega, uno psicologo, e non so quante altre cose. Ed è proprio in seguito a questi scambi che ho deciso di scrivere questo articolo e di chiudere, anche con lui, un dialogo che sembrava stagnare in personalissime opinioni non richieste. 

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Risolto il problema di oggi pomeriggio, ribadisco: non daremo mai a nessuno il piacere di vederci tristi.
 

Autore e statuto
Giuseppe AR Galeota
Statuto: qui “valido” significa discutibile e controllabile (criteri, contro-esempi, revisione).
Metodo: astrologia giudiziaria (RS/RL) + criteri anti-bias (verifica/contro-esempi).

Pareri 2


C'è una linea di confine in ogni cosa; una linea da non superare per non far soffrire il prossimo. Ma spesso ce lo dimentichiamo. Poi, da quando  esiste l'anonimato sul web, chiunque può sbizzarrirsi come vuole.

È quel che è capitato a un mio collega astrologo: qualcuno ha superato il limite.

Proprio ieri ho pubblicato un articolo che cade proprio a fagiolo e oggi ne scrivo la seconda parte. Ebbene, un collega ha pubblicato un libro che ho acquistato qualche settimana fa. Lo avevo già conosciuto in passato e mi ricordo una piacevole chiacchierata dove potemmo condividere molte cose. Si tratta di un praticante delle RS e perciò, già questo lo espone, come me, alla critica di certi "signori". 

Per l'amor del cielo, nella critica non vi è nulla di male se non si passa il segno. Un conto è la critica e un conto è la squalifica, sin troppo facile quando si è protetti dall'anonimato. Io conosco bene questa sensazione e proprio per questo motivo, ho deciso di allontanarmi quasi totalmente da qualsiasi tipo di contatto con colleghi o simpatizzanti. 

Nello specifico il collega si è particolarmente rattristato di un commento davvero assai lesivo verso un suo libro di astrologia. Per tutta una serie di ragioni il collega mi ha contattato chiedendomi informazioni su chi potesse essere stato dato che si tratta di un testo che qualche settimana fa ho acquistato anche io. Mi ricordo di una utente che richiedendomi una consulenza mi disse: "questo astrologo è un genio"! Così, mosso dalla curiosità andai a comprare il libro. Lo lessi in pochissime ore. 

Certo, qualche errore grammaticale è ovvio che ci sia in testi pubblicati in proprio: una virgola fuori posto, una "o" al posto di una "a", un accento al posto di un apostrofo sono spesso errori comuni in qualsiasi testo, anche in quelli pubblicati da case editrici e quindi rivisti dai correttori di bozze. Io stesso, non ricordo dove, scrissi (o dissi) che il testo conteneva alcuni errori grammaticali (come molti altri); ma la critica che egli ha ricevuto è stata sin troppo ingiusta perché esagerata. 

Per l'amore del cielo: ognuno può esprimere le proprie opinioni e i propri pareri; ma qui si tratta di una vera e propria offesa che sembra scritta per danneggiare l'immagine del soggetto.

A tal proposito mi viene in mente un aneddoto divertente: moltissimi mesi fa scrissi un articolo in cui dicevo che l'amore che mettiamo nelle cose si vede da quanta cura impieghiamo. Un testo perfetto, visto rivisto, riletto mille volte, è sinonimo di cura, rispetto e attenzione nei confronti del lettore. Il bello è che dopo aver scritto quell'articolo mi resi conto di un errore grammaticale perché qualcuno cominciò a deridermi. Morale della favola: per quanto ognuno di noi possa mettere cura e attenzione in ciò che fa, per quanto possa amare ciò che fa, una distrazione può capitare ed è certo perdonabile. Perciò, le cose sono due: o chi ha scritto il commento è una persona rigida e intollerante; o è una provocazione bella e buona.

Insomma, il proprio parere non deve essere una ragione buona per fare cattiva pubblicità a un astrologo. Un libro lo si valuta dai contenuti e non solo da uno o due errori grammaticali. Anzi! Nello specifico, l'autore ha inserito nel suo testo una novità che mai nessuno aveva tentato prima e perciò era del tutto immotivata una critica così offensiva. 

Allora io credo che ci voglia rispetto per chi dedica la propria vita, con passione, dedizione, serietà, allo studio dell'astrologia. Chi ha lasciato un commento così "penoso" dovrebbe farsi un bagno di umiltà e soprattutto pensare ai fatti propri. Se proprio volesse scrivere il proprio parere, dovrebbe farlo con educazione e rispetto.

Credo di aver capito chi abbia scritto quel commento; e perciò non appena ne avrò le prove io e l'autore replicheremo. Perciò io consiglierei a questa persona, che sicuramente leggerà il post di oggi, di cancellarlo immediatamente e di chiedere scusa. Magari per ingenuità non ha pensato che stesse davvero esagerando: spesso non ci si rende conto di essere troppo duri, a prescindere dal proprio parere; ma per rimediare c'è sempre tempo. Non credete? 

Ebbene, entro oggi speriamo di chiarire una volta per tutte la situazione e che chi lasci i propri commenti abbia il buon senso di usare il cervello.   

p.s. Lo stesso utente ha scritto che io ripubblicherò il mio libro sui rapporti di coppia. Questo non è vero; o al momento non è nei miei progetti.